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Full text of "Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della città, e ..."

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MARY OSGOOD LEGACY. 

"To purchase such books as shall be most 

needed for the College Library, so as 

best to promote the objects 

of the College." 



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SPETTANTI 

AI^I^A STORIA, AL G0^ KK^O 

ED ALLA DESCIlUkt.ML 

OIlLiI^A OlTTÀ E CAMPA^.^A Dì Mll.AN 

NK* SECOLI BASSI 

R.itcoltt ed esami iiak 

DAL mm GioRdii) mim 

DI .MASSIMO VAm 



Indice Generale 

DELI/ OPERA 

a cui vcCìtr^O nrd^neisi I DoCUilENTI iLLLSTfHmVT, h dite 

TopoouAKTcOA E Geografica e le llluéfrnrAoni nVr nniU 

già pubblicale. 




^^^ 




rUANCESCO COLOMBO LlHIIAiumUTORl 
Contrada di S. Maitìtiu, ^ ^19 .1 

1887 



'„U^^' 



Voi. 7 't' «'^»"'o- '>»>• 3 e i. 






Contr. di S. Mar tino X, 541) A. 

PRIMAVERA Antologia pociica ciovanile ^ler cura di C. Curvano. Uu volume ùi-l*5 

eli pagi'ie 2U) aiistr. L. 3. OC). 
LETTERE CRITICHE di Rugtfiero Bonfjfù, perchè la lelteratura ffaliana ftoa sia no- 

polare in llalia. Vw vulume in 16 di pa^nnu 2U austr. L 3. 45. 
CR0f7ÀCA dì Antonio Gniniello Pavese dal 14H7 al 152-) sul testo a penna esistente 

nella Hildioleca di?l sig Principe Emilio Barbiano di Bel^iojoso. PubbliCcila per 

hi prima volta dal prof. Giuseppe MuHei\ Un volume in -8 di pagine 574, auslriaciie 

Ij. Ir. *('. 

VICENDE DI MILANO (lo) dnranlo la guerra con Federico I imperatore. Illtwlrale con 
fHM'gainene di cpiei tonipi, e con note di Angefù Funiauallù unitavi V anliea lopo- 
^ratìa della stcs-ia ritti. Serojula edizione arrìcrhita di aggiunte e note per cura 
di Massimo Fnbi. Un volume in-8 di pagine 124S con tavole e carta topografica 
in rame, anstr. L. 9. 20. 
La carta topografica sola nustr. L. 2. 30. 

X^TE DEI DODICI VISCONTI di Paolo Giovìo. Un volume di pagine 304 con ritratti. 
aiislr. L. 3. 00. 

XITE DEGÙ SFORZESCflI di Paolo Ghtio e Scipione Bavbuò. Un volutne di pag. 55i 
con ritraiti, austr. L. 3. «W. 

VITA DEL DUCA D' 03S0NA governatore di Milano sotto il dominio spagnuolo e di 
Bartolomeo A rese , sciiltc di G. LHì. Un volume di pag. 170 con ritratti, au- 
striache L. S. 00. 

VITA DI GIAN GIACOMO MEDICI marchese dì Marìgnano di M. A. Missaglia , e 
vile di altri celebri italiani scritte da FU. BenedeUi jia Cortona, Un volume dì 
pag. 280 con ritratto e vignetta, auslr. L. 3. 00. 

FIGLIA { La ) DELL' ARMAJUOi.0. Storia domestica Milanese del secolo XVII, di P. 
A. Cinti in-lG dì pagine 41(5, auslr. L. 4. 00. 

ORE MELANCONICHE. Poesie di Pietro iW-p^o, un volume di pag. 256, anstr. L. 3. 00. 

RAFFAELLA. Racconto di Pietro Perego irt-ÌO» di pag. 232 L. 3. 00 

DUOMO (II) di Milano e sua Piazza. Cenni di P. T. in-8 — lk> 

IN COnSO DI STAM9A: 

MEMORIE spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della cittfi e campagna 
di Milano ne' secoli bassi, raccolto ed esaminale dal conte Giorgio GinUni- Nuova 
Edizione con ^otc ed Aggiunte. Saranno 7 volumi in-8. 

Pubblicali i primi 6 volumi, = SoWo ói torchi: il settimo ed ultimo. 

CORIQ (B.) Storia di Milano, eseguita sull' edizione principe del 1303, ridotta a lezlon*? 
moderna, con prefazione, vita e note del prof. bJyidio De Magri. Adorna del ritratto 
diir autore e di tavole analoghe disegnate ed incise da valenti artisti. L'opeiu 
sarà compresa in tre volumi iu-8 granile. — Si pubblica due dispense di pagine 
52 ogni io gioriìi, al prezzo di cent. 35 italiani cadauna. 

Pubblicalo il piimo volume e le prime dodici dispense del secondo. 

ANGIOLA MARIA Storia domestica di G. Csorcano. Edizione illustrata. Saranno ^ 
dispense a cent. 2o cadauna — pubblicate le prime 26. 

SPARTACO. Tragedia di G. Carcano nel medesimo formato, carta e caralleri dell'An- 
giola Maria. 

OPERE DI PLATONE, nuovamente trailo! le da fìuggiero Bonghi. 

IRADIZION! E LEGGENDE DI LOMBARDIA raccolte e pubblicate da P. A, CurfiVAì- 
iione illustrala saranno 4 volumi !n*16 — i>ubblicali i primi tre. 

RACCOLTA DI CRONISTI E DOCUMENTI STORICI LOMBARDI INED.TI. 

Volume se fon lo. 

1 I aONGIURATI BRESCIANI del 1512 , ed il processo inedito dio li riguarda; ra- 
p'ionanienlo storico di Federico Odorici, con documenti. 

t:. CRONACA DI MANTOVA di Andrea Schivenoglia dal 1445 al 1484, trascrìtta vA 
anuotala da Carlo D'Arco. 

: RELAZIONE DELLE COSE SUCCESSE IN PAVIA dal 1424 al 1528 scritta da Mar- 
tino Verri, pubblicata e<l annotata da Giuseppe Miiiler. 

4. FRA PAOLO BELLINTANO DA SALO' ED SUO DIALOGO DELLA PESTE, per Fctlc- 
rifo Odorici. 

;ì. CRONACA DI SABBIONETTA di Nicolò de' Dondi dal 1580 al ir,(K) trascritta sul- 
r autografo esislunte nella racrolla ilei sig. (Cavaliere Gallo .Morbio ed annoiata 
da (liuM^ppe Miill'-^r. 

Sannufij d'tJìvi f/Z.s/ivM'* di png. \^ ni inczz'.^ di llul. Cent. 60 mdaHua. 



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GIGLTNI 

D0C13ME1STI 
ILLUSTRATIV 

ed 
INDICE GENERAL 

DELU STOMA 

DiUACinA'iCAMPAGN 

W MILANO 




KCOVA EDIZIONE 
COI» NOTE ED AGGIUNTE 

TOLmi TU. 

ED ULTIMO 



Francesco Colombo 



18B7. 



DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 



PER LA STORIA 



DELLA 



CITTA E CAMPAGNA DI MILANO 

DEL CONTE «lORttlO «IIJIiIlVI. 

DAL SECOLO Vili AL XV. 




Traucesco Colombo, fiditor^.Ltbrajo . 







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AL LETTORE 



••JJ]f[f9J\jms^ 



Nello steììdere le Memorie della Città e Campagna di Milano, 
il conte Giorgio Giulini, tutta vi poneva quelVaccuratezza che 
ad abile e coscienzioso scrittore si addice. Compulsò quindi 
tutte le opere storiche che alla sua avessero rapporto, sia ita- 
liane che straniere; frugò in tutti gli Archivj di Milano e 
dintorni , né insomma risparmiò fatica onde rendere V opera 
sua interessante ai Milanesi. In prova pertanto di tale dili- 
genza collocò alla fine d'ogni volume Vindicaziotie delle fonti 
cui attinse i documenti che gli furono scorta in questo suo 
letterario lavoro , ' come anche i documenti medesimi editi o 
inediti : pazieìitissima cura , e degna al certo di lode. E per 
terOy la storia è cosa infruttuosa e vana, se comprovata non 
sia da contemporanee testimonianze: corredo indispensabile 



4 
oggidì per dare ai fatti quella verità che formar debbe il pre- 
cipuo loro carattere, giacché ormai appare a tutti manifesto 
quanto erronea fosse quella via da molti percorsa di narrare 
la storta per sfoggio di eloquenza, e non altro , avendo solo 
a modelli e Tito Livio, e TacitOs e Cesare, e Sallustio, e via via. 

E che siffatto bisogno serva tra noi, ce lo dimostra il pub- 
blicarsi in ogni città raoooUedHmportantissimi documenti, fra 
cui primeggiano quelle stampate a Torino dalla Società di 
Storia Patria, dall'Archivio storico di Vieusseux, le Napole- 
tane, le Parmensi. La raccolta di Cronisti e Documenti storici 
Lombardi inediti , che si va pubblicando dallo stesso Editore 
di quest'opera, e che ebbe principio con quella del Grumello, ecc. 

Il sapere V Archivio di Milam ricco di preziosissimi mano- 
scritti, e come venga con sapiente zelo riordinato daWattuaie 
direttore signor Luigi Osio , ci tiene sicuri che , anche questa . 
città darà finalmente opera alla pubblicazione d'inediti docu- 
menti, onde va doviziosa, fra cui il famoso carteggio ducale, 
già esistente nelVArdiivio del Castello, ed altri di non minore 
importanza. 

Masiimo Fabi 



NB. Si avverte il fóttare che parecchi documenti dal Giulini accennati come 
esistenti presso gli archivj dei conventi di sant'Ambrogio, santa Badegonda , 
s. Vittore, ed altri , i quali fnrono soppressi, meno pochi, che andarono di- 
sperse nel tramestio universale delle repubbliche ciaalpina jb italiana e del 
regno d* Italia , si conservano ora nelParchivio generale di $* Fedele , e di- 
sposti in beirordine per chi ne volesse fare il confrontOi )n quanto a quelli 
deirarchivjo di Monza si trovano anche ora nella medesima città* Il canonico 
Frisi ne pubblicò parecchi nelle sue Memorie Monzeài, come' anche i princi- 
pali del monastero di sant'Ambrogio, dal Fumagalli^ 



DOCDIiTI ILLUmmfl. 



crQJ^S^ 



SECOLO Vili. 



An, m. » Fondazione di uno spedale nel luogo di Campilione, ora Cam- 
pioQBjdel territorio di Seprio. Muraior, ÀrUiq. medU wcL Tom, II, pag. 1021.1 

. 784. = Convenzione fra un chierico per nome Teoperto e Benedetto abate 
del monistero di sant'Ambrogio di Milano, nuovamente fondato da Pietro ar- 
civescovo della stessa città. Puricel, Dissert. Ambros. N. 14. 

. 787. s9 Fondazione di uno ^pedale per gli esposti nella città di Milano , 
istituito da Dateo arciprete della santa Chiesa Milanese. Muraior, mpradt, 
Tm. IH, pag. «87. 

. 789. *» Privilegio conceduto da Pietro arcivescovo di Milano al monistero 
di sant'Ambrogio da lui fondato. PurieelL supracil N. 17. • 

Cirea gli iiewi tèmpi. = Diploma di Carlo Magno re d' Italia in favore 
del monistero di sant^Àmbrogio di Milano. PuriceU, tupracit. N, 24. . 

SECOLO IX. 

. 806. =s Privilegio conceduto da Odelberto arcivescovo di Milano al moni- 
stero di sant'Ambrogio. Pmicell. supraeiL JV. 29. 

> 822. = Sentenza data in Milano da Gausurio gastaldo e Ariberto luogo- 
tenente della stessa città, ed altri giudici^ a favore del monistero di sant'Am- 
brogio. NeW arehiviù dello Hesso monistero. = Dum se conjunsessent^ idest 
Dominictts una cum Conjuge sua Luba , habitatoris ValletelHna , locus , ubi 
noininatur hec non ex alia parte Nonio Munachum, et Preposito Mona. 



6 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

sterìi Sancti Ambrosii Gonfessoris.... muro Cividatis Mediolani presentii Gau* 
suritis Gastaldio , Ariberti Locoposito Cividatis Mediolani^ Johannis Scavino , 
Rachibert Presbiter Tholomeo, et Auperto da Porta Argentea^ Marchardrato^ 
Odelfrit de Galvaria, et ahi i^uris in Considìdum, ilio quas dicebant Yvadiam 
firmandum haberit cum parte Monasterii Sancti Ambrosii , eo quod supra- 
scripta Luba Gonjuge ipsius Doroiniconi , qai Gamonno vocatur , una cum 
agnhione suas, pertinenlis Monasteri! Sancti Ambrosii esse deverint^ et dicti 
conjuncti fuissent ambas partes in ipso Gonstitudum, quas posidum babueret 
pres^ntia suprascripti Audidoribus^ per portanda libertate de ipsa Lubane 
Gonjuge sua, qualiter melius potuessent : sic interrogaverunt jamdictis Audi- 
doribus suprascrìpto i>ominicone^ qui Gamonno vocatur, si poterìnt per por- 
tare livertate de ipsa Lobane Gonjuge sua , an non : qui dixit supraacripto 
Dominicus, et ida manifestavit, quod menime ejus livertade, nee de agnitione 
sua, idest Urso, Martino, Bonello, Luboura, Suranda, et Laurentia, per por- 
tare, ve] aduniare poterit; nisi dixit, et ida manifestavit in suprascriptorum 
Audidoribus presenti, quod ipsa Luba Gonjuge ejus, una cum agnitiones suas, 
pertinentis Monasterii Sancti Ambrosii esse deverit. Post hac professione, seu 
manifestatione facta, parvit ad suprascrìptis Audidoribus, et ida indigaverunt, 
ut secundum ipsius Dominiconi professione , vel manifestatione , revistiri de- 
verit da suprascripta Lubane Gonjuge, vel agnitionis ejus, suprascripto Nonio 
Munachum, et Preposito, ad parte Monasterii Sancti Ambrosii; sicuti et ipse 
Dominicus , qui Gamonno vocatur , presenti per mano suprascripta Gonjuge 
sua Luba , una cum agnitione sua , investivit jam dicto Nonio Munacbo , et 
Proposito , ad parte Monasterii Sancti Ambrosii habendum ; et in eo modi 
fmida est hanc altergatio: uiide qualiter ata, vel deliverada est causa, hanc 
noticia, prò perpetim fìrmidatem, ad parte Monasterii Sancti Ambrosii, supra- 
scripti Audidoribus mihi Jonam scrìvere admonuerunt , et eorum relieta est. 
Acto Mediolani Anni Imperli Dom. Hludovvicus nono , vigesima die mense 
Magi, Indictione quintadecima, feliciter. Quod superius menime memoravimus 
subter adreximus. Interrodanda est ipsa Luba ad suprascrìptis Audidoribus y 
ut. si ipsa aliquid poterint per portare de sua liberiate: qui professa est, et 
ida manifestavit sicuti Jugale suo Dominico, quod nulla de sua livertate, nec 
de sua agnitione , facere , nec perportare poterit, nisi pertinentis esse deveri 
suprascripti Monasterii Sancti Ambrosii. -^ Signum manus Gausurii Gastal- 
dio, qui in bis actis interfui. — Ego Aribertus interfui. — Ego Auperto in- 
terfui. — Signum manus Marchardirato , qui in bis actis interfui. •— Ego 
Johannes interfui. 

Aìì, 855. => Privilegio conceduto da Angilbertó II, arcivescovo di Milano al 
monistero di sant'Ambrogio. Furiceli, Ambros. K 44. 

Circa gli stem tempi. :=: Esame di testimonj fatto nel luogo di Lemonta, per 
una lite fra Angelberto agente dell' imperatore e Giovanni arciprete di Masr 
j^alia. Nell'Archivio del Monistero di Sant'Ambrogio. =» Breve Inquisitionis , 
quod fecerunt Anspertus , et Ambrosius Missi Gausns Gastaldius , de causar 
Domni Imperatoris in Curte Lemonta, unde intentionem habent Angelbertiu 



MILANESI. 7 

Actor Domni Imperalorìs de ipsa Curte , cum Johannc Archipresbytero df 
Ecclesia Massalia^ et Advocato ejus Adelpert de Casale ipsius Ecclesia ; qua- 
leiB conditionem ad ipsam Gurtem Domini Imperaforis facere debeat» hoc est 
ipeam Casale in loco , qui nominatur Conni ; qualiter exinde juraverunt ho- 
mines, circammanentes ipsa loca^ ut quicquid exinde ;^irent eertam dicerent 
veritatem. In primis homines de Belasio. Besolo dixit^ et recordavit. Certe 
scio , et bene memoro hodie per annos XXV , et amplius , facientem talem 
conditionem Casale ilio de Conni, que pertinet de Ecdesia Massalia, in Corte 
Domni Imperatorìs Lemunta, que et homines ili!, qui in ipsa casa habitabant. 
per conditionem , adiuTabant , et colligebant Oliveta illa de Curte ipsa , et 
premebant ipsum Oleum', sen adiuvabant illud evehere ad Civitatem Papiam; 
et si hoc non faciebant , tunc peitineotes de ipsa Carte Domni Imperatoris 
potestative pignorabant ipsam Casam, vcl homines iili^ qui inibì habitabant : 
et debent minare remos> et persolvere per annos fcenum fascium unum. Gri- 
paldns homo senex dixit. Scio per annos quadraginta Casale ilio in Conni , 
quod pertinet da Massalia, habentem talem conditionem in Curte Domni Im- 
peratoris Lemunta, que et homines, qui in ipsa Villa h^bitabant^ per condi- 
tionem adivabant colligera Oliveta de, ipsa Corte ; et si hoc non faciebant 
pertìnentes de ipsa Corte potestative pignorabant ipsam Casam, et homines , 
qui ibi habitabant. Andro homo Senex dixit. Scia per annos XXXV homines, . 
qui habitabant in Casa illa Conni, que pertinet de Ecclesia Massalia, per con- 
ditionem, adiuvare colligere Oliveta Domni Imperatoris in Lemunta; et si hoc 
non faciebant tunc pertìnentes Domni Imperatoris de ipsa Corte potestative 
pignorabant ipsam Casam, et ipsos homines. Petrus homo senex similiter 
dixitj sicut Andro superìus dixit, quod hoc sciret per annos XL. Leo homo 
senex dixit. Scio Casale ilio Conni, quod pertinet de Ecclesia Massalia, 
talem habentem conditionem in Corte Domni Imperatoris Lemontaper annos 
XL , quod homines illi , quos inibi habitabant , per conditionem , adiuva- 
bant collidere Oliveta de ipsa Corte , et minabant remos , et adiuvabant 
premere ipsum oleum , atque evehere ad Papiam , aut de tractura paccabant 
cum Actore de ipsa Corte ; quod si hoc non faciebant , pertinentes Domni 
Imperatoris habitantes in ipsa Casa pignorabant. Sunderarius dixit. Scio quia 
homines illi , qui habitabant in Casale ilio Conni, que pertinent de Ecclesìa 
ipsa, per conditionem, adiuvabant colligere Oliveta illa de Corte Domni Im- 
peratoris Lemunta ; et si hoc non faciebant , pertinentes de ipsa Corte pote- 
stative eos pignorabant in ipsa Casa, qui ibi habitabant. Deusdedit similiter 
dixit, sicut Sunderarius. Ursus Calegario similiter dixit, sicut Sunderarius , 
Domnolinus similiter dixit, ut supra Sunderarius. 

Circa gli stesti lem;». =3Relaaione de'Hinistri destinati a visitare la corte di Le- 
monta. NelVAreMoio suddeltos==^ Invenimusin pagoMediolanensi Villa, que vocatur 
Lemunta. Est ibi mansio parva Dominicata. Est ibi Capella intra Cortem iu 
honore S. Genesii , qu» nullum adiutorium habet, nisi decimam. Aspiciunt ad 
predictam Villam Manentes V. Resident super terram dominicam, et reddunt cen- 
sum Secale Modios XXXVI, Vinum anforas XII , Porcos XII, valentem per 
miamquemque denarios XX , Arìetes XVIII, valentem per unum denarios.... 



S DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Pullos LX , Ova ecc. Insuper est ibi terra abeens, quam ipù Servi laboraDt> 
ujide «olviiQt censuoì soUdo8 Y , sunt Aldiones duo , qui propter hostem ad 
ipsam Villam se tradiderunt. Poaant censum argentum solidos Vili. Sunt iiiì 
Oliveta, unde exit Oleum libras LX. Ista h»c juravit Domnus Searius Made- 
ficus, habuit in beaeficiuo). 

An, 835. «s Diploma di Lottano imperatore conceduto alla basilica Ambro- 
siana, PuriteU. AmbroB, N. 60. 

Circa gli sUssi tempi. «» Reiasione de' ministri mandati a visitare i beni di 
Limonta ceduti, alla basilica Ambrosiana in vigore del sopraccennato diploma. 
NeW- archÌ9Ìo d$l Moni$tero di SeaU' Ambrogio. » Breve de Corte Lemunta , 
tam de rebas, quam et famìliis, quod inventum est reservatum esse ad parlem 
, S. Ambfosii. [n primis in preOatam Dominicatam Gortem, eum dicata Capella in 
honorem S. Geneaii M. , et Olivetas petias duas prope ipsam Gortem , atque 
familiam intra Gortem promiseni sexus numero XXX, et Olivetum unum, quod 
poaitum esse cernitur^in loco, qui dicìinr Gornula^ et nihil reddunt predicti 
homines , sed excolunt prenominata Oliveta , et habent suos peculiares prò 
victu, et vestitu. Hoc tantum inventum est dimissum esse ad partem S. Aia* 
i)rosii. Reliquas vero possessiones eiusdem Cortis diversis in locis constitntas, 
quas dudum per Missum Ermenulfi ad pariem predicto Ecclesie abbreviate 
fuerunt, idest Oliveta petias tres, que posite esse videntur in loco« qui dieitur 
Conni, seu tam unum, quod cernitur esse in loco, qui dieitur Conni, seu Ca- 
sales ibi prope tres. Primus in Silva Riarì, qui regitur per 

ibi. 835. 9» Altro diploma di Lottarlo imperatore, in favore della basilica 
Ambrosiama. Puricell Ambroi. N. 104. 

Idan. SI Terzo diploma di Lottarlo imperatore, conceduto alla stessa ba- 
silica, ed al suo monistero. PuriceU, tupraecit, iV. 106. 

Tra r820 s r840. » Sentenza di Leone conte di Milano a favore di Al- 
picario eonte. Nell'archivio del monistero di Sani' Ambrogio. »s Dum in Dei 
nomine foris muro Civitatis Mediolani, in domum basilice Sancti Nazari!^ in 
iudicio ressiderimus .... ubi nobiscum aderant Aupert, et Paulus .... Do- 
numdei, Podo, et Petreperto, Atto, Y vallerum, Gisulfus , et .... de Seprio > 
et reliqui plures : ibique venerunt in postri presentia Alpicharius Comes de 
Alamania, nec non et Rcgiperti Diaconi de Sezano, cum Melfrit Germano, et 
Advocato , altercationem habentes. Dicebat ipse Alpecarius. Tempore Domini 
Pippini Regis, dum ego eram Bajolus Adelaide Filie ipsius Pippinì Regis, con- 
quisieram ego per hanc cartulam casas, et res... primis in Cogorezo, secund... 
Aipeiade, tercia in Camariaco, quarta in Gernunno, quinta in Cestello, sexta 
in Germaniaca, septima in Anlgo; ista sunt in Fine Sepriasca; et due case , 
et res in Ministerio Stationense, una in Leocami, alia in Sumade; et alia super 
Fluio Padi, in vico Fiorassi: istas casas, et res, ut dixi, per liane cartulam 
conquìsivi..., Lubemiaco Fine Brexlana, cum ad... Domno Pippino Rege, am^ 



HILANESI. 9 

bolavi cam predicta Adelaida infascia ad Domnum Garoiùm Imperatorcm ; 
et diim la ejoB servicio UUc demorasse, aua mercede dedlt mihi Gomitiim; et 
dom prò bis ; et eeterìs Palatinis serviciis, preoccupatus venire in hac Patria 
lìcentiam non baboissem : tunc iste Regipertus Diaconos, et Melfrit Gennanus, 
et Advocatus ejus^ introivenint, et me desTestierunt malo ordine , et contra 
legem, sine ullo jadicio , de casis, et rebus illis juris meis , que sunt in Co- 
gozagOy et in Caello, que perteneant de superius scrìptis rebquis rebus meis^ 
quas per islam cartulam conquisìeram de predìcto Rodulfo ; et ita inde fui ve- 
stìtus, sicut et de bis reliqois rebus yestitaram habui, et modo babere videor: 
onde quero , ut inter nos detur judìeinm. Respondebant ipsi Regipertus , et 
Melfrit Gennanus, et Advoeatus ejus. Curte^ casas, et res ipsas in Gugoxago, 
et in Gaello, verum est, quia nos baberaus : et non malo ordine , quia sicut 
tu per cartulam eas oonquisisti, ita et nos ibidem introivimus. Dum bec, et alia 
roultas inter se exinde haberent contenciones, ad ultimum proffessi sunt, ipsi 
Regipertus Diaconus et Melfrit Germanus, et Advoeatus ejus. Certe veritatem 
dicamns; quia dum tu in bac Patria non esses, et ad Placitum te babere non 
poleramus, introivimus in ipsis casis^ et rebus: tamen ut diximus per monimen: 
set cum lungum sit banc caìisam ventilandam, et maxime labore ad auctorem 
dandum , concredimus nos modo , quia ipsas defendere nullatenus possumus : 
set Yolumus te exinde revestire, sìculi et de presenti per fustem eum et inde 
revestienmt : et banc noticiam prò securìtate predicti Alpeeharii ego Sìgem* 
pertus Notarius, ex dictato predicti Leonis Gomitis^ scripsi Imperantibus Do- 
minia nostri Hlodovvico, et Hlotario Imperatoribus, feliciter. — Leo Comes con- 
cordans subscripsit. — Autpertus Vassallo Domni Imperatoris interfuit. — 
Paulus Notarius Domni Imperatoris ibi fuit. — Tasibaldo interfùi. 

An. 842. s» Ordinazione sinodale di Angiiberto II arcivescovo di Milano 
co'suoi vescovi provinciali, dove vien confermato il monistero di san Faustino di 
Brescia. Jtfurator. Antiq, medii (Bvi. Tarn, Y. pag. 985. 

. 843. = Diploma d* Angiiberto II arcivescovo di Milano a favore di Rachi- 
berto prima arciprete della santa Gbìesa Jtfilanese, e allora abate del monistero 
di sant* Ambrogio. Murator. supradL Tom, V. p, 577. 

■ 844. = S^fUtenza di Angiiberto li arcivescovo di Milano, e Leodoino conte, 
messi imperiali. MwraUìr. supraeiu Tarn. I. pag, 467. 

> 855. :ss Disposizione testamentaria di Deusdedit prete e Yerullo suo fratello 
a favore del monistero di sant'Ambrogio, del monistero Maggiore, ec. Nell'Ar- 
ehéoio del monistero di sani' Ambrogio, ss In Ghrìsti Nomine Hlotharius , et 
tiiius ejus Hludovvicus , Divina hordinante providentia , Jmperatoribus Augu- 
«tus, anni Imperii eorum trigesimo tertio . . . Indictione prima. Monasteriuni 
Beati Cbristi Confessorìs, et Episcopi Ambrosii, fundatum prop^ civitatem Me- 
diolani, in qua ejus Sancto Corpus quiescit.. Monacbus Monasterii Maggiore, 
\el cuique, aut qualiter subter commeraoraverimus. Nos v. v. Deusdedit bu- 
milis presbyter , et servitor .'. . . pp. diximus. Dominus Omnipotens hac re- 



10 DOCUMBNTI ILLUSTRATIVI 

demptor noster animami qua» condidit ad studiiyn salutis tnvìtat; ideoque lios 
qui supra Deusdedit ... ut stainimas , adque per presentem cartulam hordi- 
nationis nostre confirmamus . . . da Verhullo, ex vobis, ex inde aliter non . . . 
iìrmiter permanere, tunc voluraus, et confirmamus^ post amborom nostrorum, 

dicessum , de istis , et omnibus rebus , seo terrìtoriis itlis juris noetrì 

in elemoneis pauperùm, vel luminaria , prò remedium anime nostre , et su- 
prascrìpto genitoris nostro, adque qd. Johanni germano nostro^ vel reliquis... 
omnibus rebus juris nostri in suprascripto vico, et fondo Octabo ; antepositum 
familiis, et moviliis is rebus, quas. . . potestatem, nam aliud .... edificii, 
Ortis, usum aque, clausnris, campis, pratts, pascuis, vinefe, et silvis, tam qui 
de herogatariis qd. Johanni presbytero, seo de David > vel de aliis homines, 
obvenerunt in eodem vico , et fundo Octabo , vel ibi circum circa r^acen- 
tibus , de quantum ad ipsas casas de Octabo pertinere dignuscitur , omnia 
in entegrum, post noetrorum amborum dicessum, volumus, atque ordinamus, 
. ut sit Exenedochium^ sicut superius diximus ; qua vero Senodochio tum omnia, 
quod ibi contuUmus, confirmamus nos suprascripto germanus nostras Yerhullo 
ex ipsas super nos vixerit; tunc post vero amborum dicessum, ipsas Germanus 
nostras, dum nunc et ipsas vixerit , diebus vite suorum ; et dint exinde per 
omnia una elemosina pauperibus^ hac perecrinis, prò animabus nostris, qua- 
liter iliarum secundum . . . aparuerit, ut pariter exinde habeamus mercedem : 
post vero omnium nostrorum quatuor dicessum, statini pedictum Senodochio, 
cum omnia a se pertinentem in integrum, deveniat in jura, et potestatem su- 
prascripti Monasterii Sancti Ambrosii, in subsidia .... abendum , tenendum, 
hordinandum, vel gubemandum; ea rationem, ut parte ipsius Monasteri!^ vel 

qui ibi prò tempore hordinatus f uerit , ex inde curam pauperibus ^ ac 

peregrinis de prò animabus nqstris a ficto grano media quinquagtnta, 

et vino anfora decim ; et quod... Monachorum, vel in luminaria prò anime 

nostre remedium ; et quod tunc redimus^ si postquam ipsi Senedochio 

Monasteriiim extulerit^ et neclexerit ipsa adimplenda elemosina, qualeter su- 
perius statuimus^ et causa provata f uerit, tunc post... Oficialis Ecclesie Sancti 
Johannis, sito Modicia, qui ibi prò tempore Oficialis fuerit , Inter se ipsis^ et 
successoribus eorum, qui . . . sine ulla contrarietatem Senioribus ipsius Ec- 
clesie, prò anime nostre; et prò omni anno perpetuis temporibus suprascripta 

elemosina et quidquid ipsis exinde fecerint , aut hordinaverint Deum 

omnipotentem abeant Judicem, et retrìbutorum, Denique statuimus post 

amborum dicessum, deveniat in jura, et potestatem Basilice sanctorum Gosme, et 
Damiani^ fundata locus^quidiciturinBaragia, ad... Sancti Ambrosii pertinet, vel 
ad parte ipsius Monasterii, idest Oratorium suprascriptum, in suprascripto vico Go- 
coretio, edificato in onorem sancti Eugenii .... ibi pertinuit , una cum Mo- 
lino suprascripto in fluvius Lambro, prope vico Blatenum, cum rubeas^ cliisas, 
et omni sua . . . et campo suprascripto , ubi clusas de Molino ipsius ecclesie 
Sancti Damiani afirmata est^ ut istat ex integrum presenti die ovitus nostri, 
in potestatem . '. . Sancti Ambrosii permaneàt prò anima nostra ; nam nulla 

portionem exinde abeat illa parte Sancti Damiani , qui ad Monasterium 

curam abeat ^ qualiter ipsi Oratorio Sancti Eugenii sarcetecta, et luminaria 
prò nocte abere possunt , et ibi Missas non fecerint , et causa provata 



MILAKISI. li 

fiterìt, tane ipsi Oratorio, et Moliao, seu campo, deveniat in potastatem Offi- 

cialjs supraserìpte Ecclesie Sancti eunde postea fecerìt , Deum abeant 

Jttdicem, et quod non credimus, si forsitans tantum propter honorem Sacer- 
doti! nostri, rebus. ... de parentibos nostris aparoerit, qui centra. presente 
nostra hordinationis agere, aut irampere quesiérkit, et . . . qaant fuerint, in 
tantum ex ipsis rebus nostris prò Falsidi» nomine, quantumcumqoe eos plus 
minos legibus claudere potuerint... et ambos sic firmjter promiserimus per- 
manere , tunc iUud de quod exinde Yerhullo, et ... . qualiter superins sta- 
toimus post amborum dicessum justa lege irmis persistet ; quia sic nostra bona 
decrevit voluntas : et duas cartolas bordinationis scrivere, et rovorare statui- 
mus^ ad securitatem suprascripti Monasterii dandam , alia prò firmitatem re- 
tinendam ; ita ut supraseripta elemosina in ... . suprascrìpto grano nomina- 
tive .... et legimina ; et prò Sancti Martini adimpletum sit. Aetum supra- 
scrìpto vico Cocoretio. — Deusdedit presbiter ... in bac ordinatione a nobis 
facta subscrìpsi. •— Boniprand rogatus ad ipsis Germanis... subscripsi. -— Bo- 

nifred rogatus ad ipsi Germanis.... subscripsi. — Magnus Delberti , filius 

Yualcarìi de £borenum, teste. -^ Yualperto de Eboreno, rogatus ad ipsi ger* 
manis, testis subscripsi. — Ego Jordannes in hac ordinatione rogatus ad ipsi 
germanis subscripsi. — Notarìus rogatus a suprascrìptis germanis subscrìpsi. 

— Signum i$( manus Deusdedi de Gratis, consoprino eorum, teste. — Ego 
Ambrosius Notarìus scrìpsi ; postradidam compievi et dedi. 

An. 857. = Diploma di Lodovico II imperatore conceduto ad Ansperto 
diacono milanese. Murator supraeit. Tom, IL pag, 795. 

» 859. — Sentenza di Angilberto II arcivescovo di Milano e messo imperiale 
a favore del Monistero di sant'Ambrogio. NelV Archivio deUo steiso Monistero. 

— Dum reelamasset Petrus uu. Abas. Monasterii Beati Christi Gonfessorìs 
Ambrosii, in qua ^us Sanctum Corpus qulescit, fundatum prope Givitatem Me- 
diolani, ad . . . Angilbertus ub. Sancte Mediolanensis Ecclesie Archiepiseo- 
pus, et Missùs Dom. Imperatorìs, dicendum, quod Lupus fil. qd. Adelgisìi de 
Sdanno, Yasallo egus , detinerit iniuste Gurte , et Senodochio ilio in loco et 
fìindo Golonia^ cum c^is, et omnibus rebus ad eos pertlnentes, vel aspicien- 
tibus , qui fuerunt qd. Arìberti Gasindium domni Regis ; quia legibus deda- 
tom , et factum eidem Arìberti, a parte eidem Monasterii deberit pertinere : 
hoc audito ipse Pontifex, et Missus Dom. Imperatorìs, comendavit Gisoni Dia- 
cono, et Yicedomitto suo, ut facerit venire sui presentia eodem Lupone, simul 
et Avocatore da parte ipsius Monasterii ; ex ae càusa , ad rattone standum , 
et iuditium abendum. Qui ipse Gisus Diaconus, et Yicedominus, insta eidem 
Pontifici mandatum, fecit sui venire presentia eòdem Lupone , simul et Am- 
brosius Notarìus Advocatus ipsius Monasterii, in iuditium. Ubi cum eo aderant 
Yualderìcus Gastaldus , et Yicecomis ipsius Givitatis , Rafredus Judice Dom. 
Imperatorìs, Yuerolfo Scavino, Petrus Arcediaconus, Rachinardus Diaconus , 
Atto de Ganimalo, Yadoaldo de Lemiate, Petrus fil. qd. Laciari, Teoderus, et 
Dominatore Notariis, Gelsus de finibus Laudenses, Tobilo, et Odelprando de 
Calvairate, Ansfredo de firesentenate , et reliqui. Tunc cepernnt . . . agere. 



12 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Dicebat bis ipse Ambrosius Advocatus, de parte supraficrìpli Monasterii San- 
cii Ambrosii , contra eodem Lupone, eo quod ipse Lupus , malam ordine , 
et centra lege, abere^ et detinere Gortem, et Senodoehio ilio in loco,et fundo 
Golonnia, cum casis, et omnibas rebus, rei terrìtoriis, per singolis locis, et 
eadem Gurtem , et Senodoebio pertinentibus , vel aspicientibos , qui fuerunt 
(]d. Aribertì Gindio Dom. Regis ; prò eo quod da parte ipsius monasterii 
Sancii Ambrosii, dedatum eidem Aribertì , legibus pertinere deberat ; quia 
parte eidem Monasterii exiode yestitus fuit, et eum abuit ; sed nescivit prò 
qua ratione ipse Lupus ibi introisset, vel detinerit. Et contra respondebal ipse 
Lupus. Non faciat Deus , quod ego ibi contra lege introisse , aut deteneam ; 
sed boc quod verìtas est velare non quero , quia Curie, et Senodoehio ipsi , 
cum omnia ad eum pertinentem, dedatum Dom. Angilberti Archiepiscopi, in 
beneficio abeo , et exinde parte ipsium Dom. Angilberti Archiepiscopi, qui 
mibi eum in beneficio dedit auctorem abeo, et dare posso ; sicuti presenti ipsi 
Lupus exinde auctorem dandum eidem Ambrosii Advocatus, Yuadium dedit. 
Ambrosius dedit eidem Yuadium de placito , et constitudo , exinde inter se 
posuerunt. Statuta vero dise venerunt ambas partes ad placilum, quas inter se 
posuerunt. Goniunxerunt se, una cum Petrone Abbate ipsius Monasterii, pre- 
sentia rememorato Qisoni Diaconi, et Yicedomini, Sunderarii^ et Yuerolfi Sca- 
vinis^ Petri Arcediaeoni ; adesse cum eo Audoaldo de Lemiate , Ugo de Me- 
diolano , Ambrosius de Panteliate, Gelsus de finibus Laudense , Teoderus, et 
Dominator Nolani, Petrus 01. qd. Latiari, Benedictus de Bresorio^ Johannes 
de Celamani, Oldeprandus de Galvairate , Ansfredus de Berontenate , et aliis 
pluris : ubi eliam ibi cum eis aderat Boniprandus Advocatus Domui Sancii 
Ambrosii, rememorantes hac casa, qualìter inter eis acla, et vuadiata fueral, 
et requirenles ipse Ambrosius Advocatus, da parte suprascripli Monasterii ei- 
dem Luponi, et ei ipsum dare auctore de predicta Gurte, et Senodoehio , seo 
Basilica, cum casis, et rebus ad eas perlinentes, sicut dixerat, et ei Yuadium 
dedit ; sed ipse Lupus decatevit de ipso Auctore, et dixit, quod eum dare non 
poterit. Cum ipse Lupus ita dicerìt, dixit ipse Ambrosius : ut certius stiatis, 
quod iustitia ipsius Monasterii est ad abendum, ostendit qualiter ipse Ariber- 
tus, Gasindium Dom. Regis, predictis casis , et rebus suis in Colonnia , cum 
portione de Basilica Sancii (ieorgii , in eodem Monasterio Sancii Ambrosii 
contuleral abendum, et fueril ibi refecti per omnem ebdomata pauperis duo- 
decim, et Deum aberit retributorem. Insuper ostendit libellum , qualiter Do* 
numdei Monache et Prepositus ipsius Monasterii, casis, et rebus ipsis Dona- 
toris de Sertolas, et Petroni de Golodnia prò livello, ad censum reddendum , 
da parte ipsius Monasterii Sancii Ambrosii , prestiterat. Quo relecli, lune in- 
terrogaverunt suprascriplis Audìtoris eodem Lupone, adstante ibi suprascripto 
Bontprando Advocatus, ut si ipse Lupus exinde sicut dixerat, vuel Yuadium 
dedit, auctore dare poterit, an non ; aut si forsitans, aut per nominero , aut 
per testimonia, aut per inquisitione, aut per possum, aut* per ulla alia ratio- 
nem estendere, aut dare poterit, per quod rebus ipsis a parte Domui Sancii 
Ambrosii defensare poterit, quod de predicto Monasterio Sancii Ambrosii le- 
gibus pertinere non debeant. Qui ipse Lupus iterum , atque ilerum professus 
dixit , et manifestavit , quod auctore ipso nullo modo dare poterit ; et per 



UltAKEST. i5 

nollam ratioiietn odteadere^ nec dare poterit, qaod a parte Domui SanctI Am" 
brofiii eis aìiter defeosare poterit ; nisL quod^ sicut anditum aberìt, legibus de 
ipso Monasterio Sancii Ambrosii, dedaUim ìpsius Ariberti^ pertinere deberent^ 
60 quod etìam ambulasset ad eund^m Doaiintun ADgilberto Archiepiscopo, et 
tÀ hae causa omnia, sicut acta, et vuadiala fuisse nuntiasset, et quesisset, ut 
ei dedisset qui exinde ei auctor fuìsset ; sed ipse DomiDUs Archiepiscopos di- 
xìsset ei, quod nullo modo exinde auctor esset^ eo quod legibua de ^mo Mo- 
nasteno pertinere deberìtj et dixisset ei rebus ipsis a parte ipsius Monasteri! 
reddere^ sicuti ipse Lupus, prò fuste de mano, exinde eodem Petrone Abbate^ 
et Ambrosius Advocatos, a parte ipsius Monasterìi rerestivit, et reddedit ha- 
bendum. Hoc factum prò certa clarificanda> et ex bac causa invenienda veri' 
tatem, quid exinde ipse Dominus Angilbertus Archiepiscopos dicere voluerit, 
miserunt ipsis Auditores causa ipse coniungenda utraque partis, presentia eidem 
Pontifici, et missus Dom. Imperatoris, quatenus ipsius presentia finem acceperit* 
Conjungentes utraque partes presentia rememorato Dom. Angilberti Archiepisco- 
pos et missus Dom. Imperatoris, in caminata solario eidem domui Sancii Am- 
brosii, ubi ipse Dom. Angilbertus Archiepisoopus, prò hac causa deiiverandum, 
residebat; ubi cum eo aderant soprascriptis Gisus Diaconus, Sunderarios, et Vue- 
rolfus Scavinis, Ambrosius Presbiter, Alcho, et Petrus Subdiaconus, Anselmus, 
et Rathado CI., et aoprascriptus Boniprandus Advocatus ; rememorantes hac 
causa, et adnunciata, vel dieta eidem Pontifici omnia ab ordine, qualiter acta, 
et vuadiata fnerat. Hoc andito ipse Pontiléx dixit. Vere de hac causa Ego 
8tio, et mlhi bene cognitum est, quia aliter a parte Domui snprascripti per- 
tinere non debet, nec exinde talem rationem non haberemus, per quod eam 
da parte ipsius Monaslerii legibus subtraere debeamus, nisi tantum, quod no- 
ster Antecessor eundem ipsum Monasterium sua sponte tulìt , et dedit eum 
in benefitio ad Vassallo suo sed postea mutationes , et frequenter audivt Ab- 
bates, da parte ifKsius Monaslerii , ab Antecessore meo Dom. Angilbertus Ar« 
chiepiscopus, pulsantes, et exinde reclamantesi iustitiam gerentes , ut eas ad 
ip6um Monaslerii redderìt ; nam exinde a parte domui suprascriptis nullam 
aliam talem rationem abemus per quod legibus eas da. parte ipsius Mona- 
steri , subtraere debeamus , eo quod legibus a parte ipsius Monasteri per 
datum Ariberti, eujus rebus ipsi proprius fuerunt, pertinere debent abendum; 
sicuti presenti ipse rememoratus Domnus Angilbertus Archiepiscopus manibus 
snis,. una simul cum eodem Lupone Vassallo suo, qui eis in beneficio abolì, 
exinde predicti Petrone Abbate, et Ambrosius Advocatus a pa*rte ipsius 
Monaslerii rededernnt, et revestierunt abendum. Post bis omnibus ìmpletis , 
et prò hactis, pertractantes ipsis Auditores rectum eorum esse paruit ; et iu- 
dicaverunt, ut ista eorum intentionis, et predicta Dom. Angilberti Archiepi- 
scopus dieta, et recordatione, atque predicto Lupone professione, vel qualiter 
Vuadium dedit de auctore dandum , et decatevit de ipso auctore , quod eam 
sicut Vuadium dedit dare non potuit , vel qualiter ipse Dom. Archiepiscopus 
dixerat, et eis a parte ipsius' Monasteri! ab^idum reddedit , et investivit ; ut 
a parte ipsius Monaslerii casis, et rebus ipsis abere, et possidere deberit, sine 
jcontradictione da parte domui Sancii Ambrosii : et in eo moti finita est hac 
causa; et presente notitia ipse Pontifex, et Missus Dom. Imperatoris, una cum 



iì DOCUllENTt ILLUSTRATIVI 

suprascriplU Aaditoribus , a parte ipsius Monasterìi , mihi Hilderat Notarius 
scrivere admonuerunt ; et eorum relecta est. Actum Mediolani , anno Imperli 
Hludovvici Imperatorts decimo b. m. Domni Imperatoris Hiotharii FHii, septi- 
ma decima die mense Maggio, Indictione septima. — Angilbertus hamilis Epi* 
scòpiis scripsi. — Petrus Archidiaconus in partes interfui. — Giso humilis 
Diaconus, et Yicedominus interfui. — Giso Subdiaconns interfui et subscripsì. 

— Petrus SubdiaconuB interfui, et subecripsi. — Signum f manus suprascriplo 
Vualderici Gastaldi, et Yicecomitis, qui in parte interfuit. — Scafredus No- 
tarius Dom. Imperatoris , ut supra , interfui. — Teoderus Notarius interfui. 

— Ego SunderariuÈ interfui. — Ego Dominator Notarius interfui. -— Ege^ 
Vueroifo interfui. — Celso interfui. — Signum f manus Todiloni de Gai- 
variate, qui interfuit. — 

An, 864. B Sentenza di Alberico conte di Milano. NeWarehivio del Afoniitoro 
di Sant'Ambrogio, ma agàUo guMla. 

Idem. =s Disposizione testamentaria di Gregorio prete cardinale della santa 
Chiesa Milanese. Sorman, In cauea prmem Cap, XIL 

> 865. » Sentenza di Astolfo arcidiacono e cappellano del sacro palazzo, ed 
Everardo vassallo e siniscalco dell'imperatore, messi imperiali a favore del 
monistero di éant' Ambrogio. Muralor, supracit. Tom, V. pag. 275. 

Idiìn, — Sentenza di Alberico conte di Milano. NeW Archivio del Monitteré 
di Sant'Ambrogio. — Dum in Dei Nomine a Civitate Mediolanium , in curte 
Ducati, in Laubia, in judicio resedimus nos Albericus Comes in piaci tum pu- 
plicum, singttlorum hominum iustitiam faciendam: resedentibus nobiscum Yual- 
dericus Gastaldus ipsius Civitatis, Adalbertus, Rechafredus, Teutolfus, et Simper- 
tus, Judicibos Sacri Palatii> Anspertus Archidiaconus, et Yicedominus Sancte Me- 
diolanensis Ecclesie, Y.erulfus, Ambrosius, et Gundelasius, Spavinis, Angene- 
fredus de Magiorinì, Boniprandn^ de Caput vici , Johannes de Mausonaco , 
Anselmus de Sirtolas, Grosepertus de Plautelli , et réliqui : ibique in nostri 
venerunt presentia Petrus Monachus et Prepositus Monasteri! Sancti Ambrosii 
sito foris murus Civitatis Mediolanensis, una cum iordannis Scavinus Avoca- 
tus ipsius Monasteri], nec non et Yualpertus de loco Colonia Fil. qund. Be- 
nedicti, altergacionem abentes. Dicebant ipsi Petrus Preposttus, et Jordannem 
Avocatus. Iste Yualpertus, centra lege et malo ordine, introivit in res nostras 
in eodem loco, et fondo Colonia, insta fluvio Lambri, et inibi arbares Mona- 
steri nostri iniuste taliavit, et terra nostri Monasterìi aravit, et nos inde de- 
sveslivit ; que rebus parte monasteri! nostri obvenerunt per cartoUun a Petro- 
ne CI. de Albariate , et ipsius Petri CI. obvenerunt simiiiter per cartolas de 
qd. Benedicto genitori istius Yualperti, et de istuni Yualpertum ex. germano 
suo nomine Gaido : et ecce cartolas ipsas hic prè manibus^ habemos. Respon- 
(lens ipse Yualpertus. De rebus ipsis in Colonia, justa fluvius Lambro, unde 
me malaslis , vobis , nec parti Monasterìi , nec contradixi , nec contradicere 
quero, de quantum ego, et Germanus meus Gaido, vel geuitor nostec, per cas- 



MILANESI. i5 

tolas, jam dicto Petri dedimus^ quia eum lege non valemas : et quod super- 
fluam est ego abere volo, quia pertinet de qd. Aoseverto Barbane meo. Con 
taliter agerentur , tunc nos Auditores fecimus relegere monimas illas , quas 
pars Monasterii inde ostendebant, quarum una continebat, qualiter qd, Bene- 
dictus, genitor predicto Yualpertt^ donasset Petri GÌ. de Albariate de singulis 
rebus , et territoriis, eum omni pertinentia, et aquarumque ductibus, seu ac- 
cessiouibus .suis, juris suis^ tam suam portionem , quamque et de Germano 
suo JohanDOi usque da Ponte Sonderosco, in qua pergeret via de Gundro, 
adversus Sertolas, deinde adversus lusoda > partibus rivas Lambro', usque in 
Insola, que dicitur de Angnida, que esset subtus molino de heredes qd. Na- 
zerìssi de Tenebiago, ut in presenti die , de ipsis rebus superius dictis, tam 
ad clausas faciendum, quemque ad reliqua oportuna, quod a Molino pertinet, 
operandi, vel abendi in ipsius Petri CI., et de hnredibus suis maneret potè- 
statem, proprietario nomine^ de qua accepidset ab eodem Petrone GÌ. Launec- 
chiid manitias par uno, insùper, et donasset ei, prò ipso subcepto JjauneccKil* 
do, proprietario nomine abendum Molino ilio, eum omni pertinencia sua, ju- 
ris sui, tam sua portione , quam et de predicto Jobanne Germano suo , qui 
esset constituta in fluvio Lambro, quas Johannes presbiter prò libello abere 
videbatur. Est cartola ipsa roborata ab eodem Benedieto , et a testibus , et 
scripta per manus qd. Dagiberti Notarlo; et legd>atur fuisset tradita, et emissa 
anno Imperii Domjji Hlotharii vigesimo tercio, torcia decima die mensis Magii, 
Indictione quinta. In alia namque cartula eontinebatur , qualiter ipso Yual- 
perto, et Guido germano suo venundasset ipsius Petri CI., prò argentum de- 
nariis soiedum quadraginta , Molino ilio iuris suorum in fundo Colonia , qui 
esset edificatum in Rivaderio , qui exit ia fluvio Lambro , qui fuisset supra- 
scripto genitori suorum, vel Anzeverti Barbani eorum, tam ipso Molino eum 
tecto, seo omnes lignamen, ve! omnem suam ordinacionem, qualiter stare vi- 
debatur, vel qualiter abebant, eum terra ubi edificatum esset, et insolas; vel 
camporas, in oreas, vel pratas eum arboribus suis ; tam da parte mane, seu 
de sera, clusas ^ et omni constitutum, quod ad ipso Molino ad antiquis tem- 
poribus pertenuerunt ^ qui stare videbatur in Lambro, usque ad 

ipso Molino da parte mane, per mensura iusta iuges duas , et medias , et da 
parte sera similiter iuges duas, et media, tam fmes; et accessione de ipso Mo- 
lino, vel accessione de suprascrìptis rebus, usque ad iuges quinque legitimas, 
die presenti, prò ipso precio in ipsius Petri CI. et hseredibus suis , manere 
potestate proprietario nomine, spondedissent, eum haeredibus suis ipsius Pe- 
tri, et heredìbus eius , ipso Molino , eum ipsis rebus , qualiter per mensura 
dictam esset, ab omni homine defensare, et si a defensandum menime fecissent, 
vel coQtra ipsa cartola egisseut, tunc in dublum ipso Molino, eum sua ordina* 
tione, eum suprascrìptis rebus, sicut in tempore f)»isset existimatio infra loco , 
ex heredibus eius, aut cui ipso dedissent, restituere promisissent ipsi vin- 
ditores ex heredibus eorum ; et cartola ipsa firmala ab ipsis germanis , et a 
testibus, et scripta per manus Johanni, legebatur fuisset traditas , et emissa 
anno Imperii Domni Hludovvici duodecimo, mense Decembri, indictione decima. 
In tertia vero cartola continebat; qualiter ipse Petrus CI. dedisset, et largisset 
Petri Abbati, a parte ipsius Monasterii, ipso Molino uno, iusta vico Colonia, 



16 DOCaitBNTI ILLUSTRATIVI 

cum omni ordinaoione sua, cum et adiacentia , et pertinentia sua , una cum 
rebus iilis^ et territoriis omnibus, que eidem Petri Gì. obyenìssent de qd. Be* 
nedictus fiL qd. Leopegisi, qui et Donno vocabatur, seu et quod ei obvenisset 
de Yualperto, et Gaidoni germanis, filii ìpsius Benedicti per cartolam vendi- 
tionis, omnia et in omnibus in ipsum contulisset Monasterìum est cartola ipsa 
firmata ab eodem Petrone , et ipse Yualpertus inibi se consentiente subscri- 
psit, et Gaido germano ejus similiter consentiente in ipsa cartola manum pò- 
suisset, a ceteris testibus. Est roborata et scripta per manus Gervasii Notano : 
legebatur fuisset traditta , et emissa anno imperii Domni Hludovvici quator- 
decimo; septima die mensis Junii, Indictione decima. Relectas ipsas monimi- 
nas, interrogavimus enndem Vualpertam quid adversus cartolas ipsas dicere 
Toleret, qui dixit, quod cartolas ipsas verax esset, et inter ipsas iines, vel 
sicut in eas legitur, namque de ipso Molino , neque de ipsis rebus non con- 
tradiceret, quia cum lege non poteret. Cnm taliter fuisset professus , rectum 
nobis paruit esse, et iudicavimus, ut secundum ipsas cartuias, sicut in eas fi' 
nes, yel roensura legebatur, tum ipso Molino » quamque et ipsis rebus, pars 
Monasterii Sancti Ambrosìi, a modo, et in antea , abere, et detinere debere , 
et ipse Yualpertus esset exinde contentus : et finita est eausa : et hanc noli- 
tia in alio modo revolvatur intentio. Scripsi ego Regisfredos Notarius ex su- 
prascriptorum iudicum admonicionem anno Imperìi Domni Hlodovici quinto 
decimo, mense ianuario, Indictione terciadecima. — Signum f manus sapra- 
scripto Alberici Gomiti, qui interfuit. — r Signum f manus suprascripto Yual- 
derici Gastaldio, qui interfuit. *-* Adelf .... Notarius Domni Imperatoris in- 
terfui. — Ratfredus Notarius Donmi imperatoris interfoi.. — Ambrosius Nota- 
rius iiiterfui. — Teudulfus Notarius Domni Imperatoris interfui. ^ Signum t 
manus Atoni de Gaminalo, qui interfuit. — Anselmo de Sertola interfuit. 

An, 866. === Privilegio di Tadone arcivescovo di Milano a favore del mo- 
nistero di sant'Ambrogio. PurieeU. Ambros. N. 115. 

• 867. =» Disposizione testamentaria di Gerulfo ministro imperiale. iV^/Z'ar- 

chivio del monistero dt sant'Ambrogio. ^=^ In Ghristi nomino prò futuri» 

temporibus securitate, et firmitate» qualiter presenta bonorum hominum Fran- 
corum, et Langobardorum, corum nomina subter leguntur, tradedit Gerulfus 
Mensteriale Domni Imperatoris, qui profitebatur Salica vivere lege , per cui- 
tellum , vvantonem, et per fistucam nodatum, ;seu ramum arboris, iusta sua 

lege Salica, in manus Petri Fil. qd. Pauli seu Ercenbaldi Vassallo suo 

tam in eorum vice , quamque et vice Eriandi : idest casis, hominibus , rebus 
iuris suis mobilibus , et immobilibus tam in Yalletellina Judiciarìa Mediola- 
nensis, et in Gasale Judiciaria Plunbiense, vel ubi ubi, per singulis locis, eius 
iuri inventum fuerit, ut di'ctum est, tam in mobilibus, quamque et immobilibus 
rebus. £o tamen ordine, ut potestate abeant ipsi sui Rogatores, a presenti die 
adimpleat , prò anima eius venundandum , distribuendum per Sacerdotes , et 
Pauperes, vel ubi illorum secundum Deum, melius apparuerit. Et Familia sua 
poteslatem abeant in manus Sacerdoti tradendi , circa altaria deducendi , ut 
iibori pcrroaneant per remedium anime sue, tamquam ^ ab ingenuis Parentibus 



MILANESI. i7 

fuissent nati, vel procreali *, et dedit eorum omni via aperte ambulandum, el 
pergendutn in qua parte voluerint, Civesque Romani, portasque abeant aper- 
tas, absque alicui homini, vel heredibus, hac proberedibus eius contradictione, 
vel repetitionem. Et statuit per eandem traditionem, ut si quaìemcumque Per- 
sona , Propincus , aut Extraneus, contra una suam dispositionem agere , vel 
removere quesierint , inferat a parte , contra quam litem intulerit in Talleri 
multa, quod est pena uri obtimi libras quinque , argenti pondera decim ; et 
quod repetierint non valeant vindicare. Et presens tradicio omni tempore 
maneat inconvulsa, cum stipulatione subnixa. Facta tradicio anno Imperii Domni 
Huldo^Tici octabodecimo, sextodecimo Kalendas Magias, Indictione quintade- 
cima. — Signum manus supra^cripti Gerulfi ex genere Francorum, qui lyu: 
tradictione fieri rogavi, et ei relecta est. — Signum manus Norberti Vassallo 
ejus, ex genere Francorum, testis. — Signum manus Rodoaldiex genere Fran- 
coruro similiter Vassallo eius , testis. — Signum manibus Deusdedi , et Teo- 
telmi ex genere Francorum , Vassalli suprascripto Petri , testis. — Thomas 
Notarius Domni Imperatola in bac tradicione fui, et rogatus ab suprascripto 
Gerulfo, testis subscripsi. •— Garibaldo in hac «arta testis subscripsi. — Leo- 
prandus Notarius in hac tradicione fui , et rogatus a suprascripto Gerulfo , 
tfótis subscripsi. — Igoriprando in hac carta testis subscripsi. — Leo Aurifex 
in bac tradicione fui> rogatus a suprascripto Gerulfo testis subscripsi. — Ego 
Leotardus Notarius Domni Imperatoris Scriptor hujus tradicione , quam post 
tradita compievi, et dedi. 

An, 870. = Disposizione testamentaria di Garibaldo vescovo di Bergamo che 
fonda uno spedale nel luogo d'Inzago, ecc. Nell'archivio del monistero di san- 
t'Ambrogio. =rz In nomine Domini, et Salvatoris nostri Jesu Christi. Hludov- 
vicus. Divina hordinante providentia, Imperator Augustus, anno Imperii eius 
Deo propitio vigisimo, Marcias, Indictione tertia. — Ego in Dei nomine Ga- 
rìbaldus, licet indignus, Sancte Bergomate Ecclesie Episcopus, et filius b. m. 
Ursoni, qui vixit legibus Langobardorum*p. p. dixi. Sacerdotalis dignitas con- 
\enit, ut de suis propriis rebus, ad exemplum aliorum, Deo omnipotenti, et 

Domino nostro Jesu Cristo Filio ejus, et redemcionem animarum 

offerre percurret. Et ideo ego q. s. Garibaldus Episcopus, per hanc paginam 
ordinacionis mee , prevideo prò remedio anime mee, per consensum, et largì- 
latem Auprandì dilecto germano meo, de rebus meis, juste, et legaliter adqui- 
sitis, ordinare, quatenus in eternam Beatitudinem nobis, et parentibus nostris 
proficiat ad anime salutem, et gaudium sempiternum. Primis omnium volo , 
et judico , ut ob amore Dei omnipotentis, et remeduim anime mee sit Seno- 
dochium infra curte juris meis, que habere videor in vico et fundo Anticiaco, 

et mihi per cartulam venditionis advenit ab Autelmo ili. b. m Sénodo- 

chiom meum fundatum in propriis rebus meis , de rebus mei , de nominata 

loca, sicut supter adsignavero , et volo, atque judico . . , . 

Senodochium sit Gustos , et Rector , adque Prepositus, Gundelasius Gì. filius 
eidem Autelmi diebus vite sue ; ita ut jam dieta elimosina , annis singolis . 

sicat supra statui adimpleant Deum abeant Retributorem. Hoc enim 

statQo> prò remedio anime mee, ut abeat, dum advixerit, Gottinia conjux eideni 
Giulinif Documenti Illustr., ecc. B 



ii DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Auteimi, si super eum. advixerìt, et lectum ejus custodìerit» usufructuario no- 
mine , ad inabttandum , et resedendum ; si ei cam filio suo non con veneri! 
abitare^ idest nominative ex eadem curte, in qua Senodochium constitui, salam 
illam da parte Orientis in integrum, cum ci(rte ante se ex tran^verso, nsque 
ad puteam, et da parte meridie ex orto meo abéat in capite .... sala, usque 
in viam tabulas legilimas treginta ; et sit ei et hominibus eiuB licentia de 
ipso puteo aquam auriendi , quandoque eis oporte fuerit ; et abere eam sta- 
tuo simililer usufructuario nomine dum advixerit casas, et massaricias, cum 
omnibus rebus ad eas periinentibus^ jurìa meis, que sunt in eodem fundo An- 
ticiaco : unam, que regitur per Bonipranduro^ et aliam per Adelbertum filium 
q^. Auderacis. Et statuo eam abere simili modo sedimen , et omnibus rebus 
juris meis, quam habeo in fundo Glassate , et regere vldentur per Jobannem 
et filio ejus, simul cam silva iiia, que de ipsa sorte pertinet, et nominAtur 
Tacianica ; eodem modo statuo eadem Gotenia abere usufructuario nomine 
casis, et omnibus ' rebus juris meis , quam habeo in vico et fundo Biliciaco , 
et eidem Autelmi advenit de qd. Garibaldo socero* suo, et regitur per Vual- 
pertum. Et abere eam volo vinea petia una, in eodem fundo Anticiaco , et 
modo regitur per Leonem ; ita ut faciat ipsa Gotinia in ipsa casa , ad habi- 
tandum habere statuo , et in jam dictis casis massarìciis , et rebus omnibus 

quas abere statui , ut dixi , usufructuario nomine, qui annis singolis , 

quitquit ei fuerit oportunum, et previderit prò remedio anime mee^ et eidem 
Autelmi viri sui. Post autem eis decessum , hec omnia , quod usufructuario 

nomine abere dixi potestatem jure proprietario, ita ut per eodem 

Gundelasio ad eum pertinentibus, sit rectum, et ordinatum, ut 

supra. Et volo ego Garibaldus Episcopus, ut sit eidem Gotinie, post discessum 

viri sui, concessum Aurum, Argentum, Sarfa, et reliqua mobilia tam 

quod ipsa de parentibus suis adduxit , vel quod ipse Autelmus vir eius , et 
singolis hominibus ei dederunt, ut faciat inde prò remedio anime mee , et 
eidem Autelmi viri sui , quod voluerìt : et ipsa sit exinde nostra Herogatrix. 
Et statuo eadem Gotinia abere, dum advixerit, et lectum viri sui custodierit, 
ad deserviendum sibi, ex familia mea, quod mihi ab jam dicto Autelmo ad- 
venit, nominative Justum filium cjusdem Ursi, et Bonifredus fiiius Andree et 
Haberga cum filia sua Ariverga , Sigetruda, et Dominica , servos , et ancillas 
juris meis; ita ut deserviant eidem Gotinie , diebus vite sue, sicut decet do- 
mine sue : post autem ejus decessum, a presenti die statuo eosdem Justum, et 
Bonifredum, atque Radaberga, cum jam dieta filia sua, seu Sigedruda, et Do- 
minica, et agnaciones eàrum, quantis ex eas post mortem eidem Autelmi nati 
fuerint, vel si ipsi Justus, et Bonifredus sibi liberas uxores copulaverint , et 
lilios, vel filias procreaverint, ut omnes tam hi superius nominatis, et uxores 
0% flliis, vel filios eorum, si abuerint, ut . . . si liberas uxores tulerint, a pre- 
8ei\ti, post dicessum eidem Gotinie , omnes sìnl liberi , et absoluti ab omni 
vincolorum servitutis , fulfreales , et amund , et vadant liberi ubi voluerint , 
juxta legem , prò remedio anime mee , et eidem Autelmi. Hoc etiam statuo 
ego Garibaldus Episcopus, ut abeat Gariberga Mouacha Monasterio Sancte Dei 
genitricis Marie fundatum infra Civltatem Mediolauium, et nominatur Yuige- 
linde, ubi Alabarda Abbatissa esse videtur, post decessum eidem Autelmi gè- 



nitori $tto, prò tnercedem anime tnee^ et eidem Autelmi, usulructuario nomine, 
dam advixerit, idest casa una Massaricia juris meis, quam abeo in fundo Ma- 
ciaco , cum omnibus rebus .ad eam pertineotibiu , et aliam casa Massariciam 
joris meifl in loco Boaria , cam omnibus rebus in eodem fundo Boaria , ad 
ipsam casam pertinentem , in integrum. Simili modo volo ut abeat ips^ Ga- 
riberga, dum advixerit, usufructuario nomine > casis» et omnibus rebus illis 
juris loeis , quas habeo in fundo Noviculta , quantum moda Arimoldo libar 
homo . . . laborare videlur in integrum , simul cum petia una de vitis juris 
mais in fundo Anticiaco , que nominatur vitis de Ra^rto , ipsa vinea in 
integrum, et de sii va mea^ quod est stalaria in eodem fundo Anticiaco, et 
est JQge una, et nominatur : In eapi^ castanetto de Franci : ita ut fadat ipsa 
Gariberga Monacha, filia eidem Autelmi, ex frugibus censum earum rerum, 
prò mercede anime mee, et genitori suo, singulis quod voluerìt : et ipsa sit 
exinde Herogatrix nostra. Et hoc statuo > ut hec omnia a modo eadem 
Gariberga Monacha, usufructuario, abere statui, ut statim post decessum eidem 
Garìberge , usufructuario nomine , deveniat in potestatem jam dicto Guade- 
lasiì CI. filio ejusdem Autelmi , ita ut faciat inibi , et ex frugibus censum 
earom rerum, prò remedìo anime mee, et eidem genitori suo, dum ipso advi- 
xerit, annis siogolis,'quod volueht: et ipse sit exinde Herogator noster. Post 
autem ejusdem Gundelasìi CI. decessum volo, et judico ego Garibaldus Epi- 
scopus, ut jam dieta casa massaricia, cum omnibus rebus ad eam pertinenti- 
bus, in loco, et fundo Boaria, quam eadem Gariberga abere statui , deveniat 
la jora, et potestatem Monasterii Sanctorum Martirum Protali, et Gervasii, 
mom infra Civitatem Mediolanium , prò remedio apime mee , et jam dicto 
Autelmi, et parentibus nostris, ita ut in perpetuum sit in sumto Fratrum Mo- 
nachorum ibidetn Deo famulantium ut, nobis , et parentibus nostris proficiat 
ad anime salutem. Et statuo ego Garibaldus Episcopus, ut illa casa massaricia, 
cum rebus omnibus ad eam pertinentibns, que es^ in fundo Maciaco, et eadem 
Gariberga, usufructuario nomine, habera dixi, ut post decessum eidem Autelmi, 
et predicte Garìberge, adque iam dicto Gundelasii CI. statim deveniat in jura, 
et potestatem Monasterii Beati Levile, et Martirìs Yinoentii , quod situm est 
non lunge ab urbe Mediolanensium , ita ut prò perpetuis temporibus, in po- 
testatem ejusdem Monasterii persistat , prò rémedio anime mee , et jam dicto 
Autelmi, ut sit in sumto Fratrum Monachorum ibidem Deo famulantium, ut 
nobis, et parentibus nostris, et mercedem, et remedium animabus nostris per- 
veniat Et illa casa Massaricia, cum rebus omnibus ad eam pertinentibus, in 
fondo Noviculta, quém ad eam Gariberga Monacha abere statui, et rectis fiunt 
per eodem Arimodo, et petia illa de vitis, et silva in fundo Anticiaco supc- 
rias dictas, volo, et judico, ut statim post decessum eidem Autelmi, et pre- 
dicte Garìberge, deveniat in integrum in jura, et potestatem jam dicti Seno- 
dochii mei fundatum infra propria casa mea in eodem fundo Anticiaco , prò 
remedio anime mee, ut sit ibi perpetuis temporibus in elimoniis pauperum, sicut 
et aliis rebus meis, a me ibi largitis : nam quis unus ex ipsis tribus personis 
superadvixerit , hec omnia, quod eadem Gariberga abere statui , ipse qui su- 
persUs fuerit casLs, et rebus ipsis abeat usufructuario nomine, et post illorum 
omnium decessum^ in jam dieta venerabilia loca, sicut nominative a me, ut 



20 DoccMEnri illustrativi 

supra confirmatum est, deveniat, potestative faciendum exinde Abbas, et Pre^ 
positi» ejusdem Senodochii , legibus quod previderit , prò remedio animabus^ 
iiostris. Et statuo, et per hanc meam ordinacionem confirmo ego Garibaldus 
Episcopus , ut abeat ipsa Gariberga Moaacha , statim post decessum genitori 
.Huo, dum ipsa advixerit, sibi ad deserviendura , ex familia mea, Dumero no- 
vem, idest Ursevertus^ cum Andreberga coniuge sua , et Lazaria, Ermelinda, 
Maria, Ragitruda, Gariverga, atqoe Gisemberga, seu Yualperga fiHa Sigebertt, 
servo, et ancillas juris meis, ita ut ei diebus vite sue deserviant, et obbediant, 
5Ìcut decet Domine sue. Post autem ejus decessum, yolo eos omnes esse liberi, 
et absoluti ab omni vinculorum serviiute, cum omni agnationes earum quanti, 
et eas post decessum eidem Autebni nati fuerint, fulfreaies, et amund , inte- 
f^ram eorum permaneat Ubertas, justa legem, et vadant postea liberi ubi vo- 
luerint. Hoc etiam volo, et judico ego Garibaldus episcopus, ut dictum est 
per consensum , et largì latem jam dicto Ausprandi dilecto germano meo , a 
presenti die, abere jam dictum Sanctum Senodochium meum fundatam infra 
('adem villa Anticiaco infra eadem curtem, tam ipsam curtem, domum cultilem, 
cum Basilicam inibì fundatam in onorem Beati ApoUinaris Martiris , et cun- 
rtis rebus in fundo Anticiaco ad ipsum domum cuUilem pertinentis, seu Casas 
Massaricias juris meis, quam habeo in eodem fundo Antfciaco, cum omnibus 
rebus ad ipsas casas Massaricias pertinentes in integrum ; anteposito familia , 
et mobilia, et unam casam Massariciam, de omnibus rebus ad eum pertinentes 
in eodem fundo Anticiaco, quo regitur per Gisenulfum^ et Leonem, et nomi- 
natur Massaricio de qd. Todone, et curticellam illam, qua est casa curte, orto, 
f^ vinea simul tenente, quam Deodatus, et Sesemundus laborant, et reliquia 
rasis, et rebus tam in finibus Bergomatis Mediolaneusis, que sunt foris de fine 
Anticiasca, et omnes res ipsas in finibus Auciensis, et ei roWvt ab eodem Au- 
telmo per cartulam advenerunt, in mea Garibaldi Episcovi reservo potestatem 
faciendi'quod voluero. Nam illud omnia, quod per hanc paginam eundem Se- 
nodochium, et predicta loca venerabiiia, atque easdem Gotinia, et Gariberga 
statuì, volo ut omnia eo tenore, sicut supra legitur, firmis, et stabilis perma- 
neat. Et volo, ut dum ipse Autelmus in hoc seculo advixerit , in ipsum Se- 
nodochium sit dominus, Gustus, et Reclor, adque Preposjtos, et faciat, ex 
frugibus earum rerum , annis singolis , quod voluerit , et post ejus decessdm 
sit Senodochium ipsum, cum omni ìntegritate sua, in previdentiam, et domi- 
nacionem Gundelasii CI. Alio predicto Autelmi, ut ipse diebus vite sue sit 
inibì Gustus, et Rector, atque prepositus, et dieta elemosina faciat, ut supra, 
ta abeat curam, et solicitudinem de luminaria, et ofiìcium ejusdem Basilice , 
justa possibilitatem. Post autem decessum predictorum Autelmi, et Gundelasii 
(il. Senodochium ipsUm a me fundatum, cum omni integritate sua, quod ibi 
[iresenti confirmavi, vel quod ibi pos decessum Gotinie, et Gariberge filie sue 
udvenire debet, aut quod ibi adjunctum fuerit, in integrum volo , et judico , 
ut prò remedium anime mee, et eidem Autelmi deveniat in jura, et potesta- 
tem Monasterii Christi Confessoris Ambrogli , ubi ejus Sanctum Corpus hu- 
matum quiescit , fundatum in Suburbium Cìvitatis Mediolanensis ,, ut faciat 
inibi ex frugibus, censnm earum rerum Abas qui prò tempore fuerit canonice, 
(jl legibus. quod previderit ; et pauperes ipsos prò omni Kalenda passere de- 



MILANESI. 21 

beat^ et de luminaria, et ofiicium curam , et solicitudinem abeant , ut supra', 
ut Denm inde abeat retrìbutorem. Nam si quod non credo, si unquam tem- 
pore Pontifex Sancte Hediolanensis Ecclesie, aut Abbas ejusdem Monasterii , 
adversus eundem Gundelasium CI. egerit , dicendum , quod ipse Gundelasius 
in eodem Monaster;o Sancti Ambrosii Monachice vivendum traditus , aut ibi 
MonachuB fuisset, et ibi per vim replicatus fnerit, tunc Senodochium ipsum , 
cum omni integritate sua , quod in eodem contuii Monasterìum , deveniat in 
jura, et potestatem Monasterii omnium Apostolorom , et Christi Gonfessoris 
Silvestri, situm Nonnantulas^ faciatque inde Abbas ipsius Monasterii, si hec con- ' 
tingente canonice quod voluerit , et jam dieta elimosina, luminaria, et officia , 
ejusdem Basilice , ut supra, adimpleat. Nam si Poutifex Mediolanensis, et Abbas 
ipsius Monasterii, eodem Gundelàsium CI. canonice vivere promiserit, et euni 
ad Monachini vìtam per vim non replicaverit, tum Senodochium ipsum cum 
omni intefj^pie sua^ eo tenore, sicut supra legitur, in eodem Monasterio San- 
cii Ambrosi! , in subsidium Fratrum Monachorum ibidem Deo servientium , 
deveniat^ potestatem jure proprietario, eo tenore, sicut supra legitur. Omnes 
tgitor servos, et ancillas juris meis, quos mihi Garibaldi Episcopo ab eodem 
Autelmo per cartulam advenerunt^ preter illos quos Gotinia, et Gariberga tilia 
ejus, abere dtxi : quas volo ut sic permaneant, sicut supra legitur, reliquos autom 
omnes tum masculi, et f emine, servos, et ancillas, Aldiones, et Aldianes volo , 
ut deserviant eidem Autelmi, dum advixerit, et post ejus decessum, deserviant, 
et obediant redicto Gundelasio CI. , dum vivit. Post autem eorum amborum 
decessum statuo, et judico eos omnes esse liberi, et libera, die presentì, cum 
omni agnacione earum fulfreales , et amundi , cum omni adquisito suorum > 
ao'teposito Hatperto, Dominico, Gisempergus, servos, et ancillas, quod in mea 
reservo potestatem, reliqui omnes vadant liberi, ut supra ubi voluerint, et sit 
bis omnibus libertis meis conce^sum, propter onorem Sacerdocii mei, jure pa- 
tronattts, ejusque legum auctoritas continet de absolvendi libertatibus: onde 
duas paginas testam'^nti mei uno tenore scribere rogavi. Actum eivitate Me- 
diolanium feliciter. — Gratia dei Garìbaldo Episcopus in huoc judicatum a 
me factum manu mea subscripsi. ^ Eji;o Autprand Vassus Domini Impera^ 
toris in hoc judicato emisso ab Garibaldo Episcopo germano meo, ut supra , 
in omnibus consensi, et subscripsi. — Vualcario rogatus testis subscripsi. — 
Ego firandolfus rogatus testis subscripsi. — Ego Thomas rogatus testis sub- 
scripsL — Ego Ugo rogatus testis subscripsi. — Signum f t f mapibus Ari- 
mundi de Lusiade, Ariprandi de Vico Silva, et Andoaldi de Cumaciano testes. 
— Ego Ragisfredus Notarius scriptor hujus paginam testamenti, quam postra- 
dìtam compievi, et dedi. 

An. 870. s= Donazione fatta da Amelrico visconte di Milano, figliuolo del fu 
Walderico altre volte Visconte di Milano, al monistero di sant'Ambrogio. ì^elVAr- 
dnvio di quel MòrUstero. =» In Christi nomine. Notitia firmitatis, et traditionis, 
seo offersionìs, quaìiter, vel in corum presentia, tradavit Amelricus Vicecomis 
Civìtatis Mediolani , Fi!, qd. Walderici , qui fuit Vicecomis ipsius Civitatis , 
per pampanum vitis, et cortellum, seu festuga nodatum, adque vasone terre, 
in mano, et potestate Petri Venerabilis Abbati Monasterii Beati Christi Con* 



ft ItOCUMEXTI ILLUSTRATIVI 

fessorìs Ambrosi], in qua ejus Sanctum Corpus quiescit, fundatum prope istam 
Civltatem, a parte ipsius Monasterii presenti dioB proprietario abendum : idest 
casis , et rebus omnibus iUis juris suis positis io vico , et fundo Albiolo , de 
quantum inibì jure supraseripto qd. Walderici pertinui, et ìpse inibi possesso» 
luit, et ipsius Amalrici, in eodem fondo Albiolo per suecedsum, et hereditatem 
ipsius Genitori suo inibi pertinuit in integrum ; simuìque per ipsam tradltio- 
iiem similiter Iradavit in ipsum Sanctum, et Yenerabilem Monasterìum, pre- 
senti die abendum , rebus illis juris suis in vico, et fundo Gropello^ qui su- 
prascripto qd. Yualdericì Genitori 900 obvenerunt de Johanne , et ipsius Jo- 
hannes obvenerunt de Dominicene, quatenus presenti disB suprascripto rebus, 
Hi casis qualiter superìus nominative dictum est, in jura, et potestatem Mona- 
sterii Sancti Ambrosi! persistant, faciendi exinde, qui prò tempore luerit, le- 
gibus , quod providerit , sine ulla ejus contradictione , prò ren^ium anime 
ipsius Amalrici , et qd. Yualderici, seo Gersende Genitor , etll^iitrix , seo 
reliquis Parentibus suis. Insuper per ipsam tradicìonem tradavit similiter pre- 
senti diae, a parte ipsius Monasterii abendum casis, et omnibus rebus illis in 
loco , et fundo Ganobio , vel prò aliis singolisque loeis , de quantum supra- 
scripto Yualderici Genitori ejus de Bruningo Diaconi per cartolam obvenit , 
abendum a parte ipsius Monasterii , presenti diae, prò remedium anime sue, 
et suprascripto Genitore suo, sine ulla sua contradictione, aut aliqua deffen- 
sione : et quod futurum esse non credit, si quis vero ipse Amalricus, aut ulla 
de heredibus, proheretumque suorum, quandoque centra presentem traditionem, 
et vestituram ire, aut eam irrumpere conaverit, multa, quod est pena , idest 
auro obtimo pondera quinque , et argenti ponderam decim , a parte ipsius 
Monasterii componat: insuper quod repitit evindicare non valeat, sed presens 
tradictio, et vestitura emni in tempore firmis^ et inviolata persistat, cum sti- 
pulatione subnìxa. Per suprascriptam traditionem eodem Petrone Abbate de 
suprascriptis rebus manu potestatative.... et ei exinde corporalem fecit vesti- 
turam, et se exinde.... et forìs exitus esse dixit , et fecit ; et presente perga- 
mene cum atramentario de terra ellevans mihi Hilderati Notarius dedit 

scrivere, et rovorare rogavit. Actum anno Imperii Hludowici Imperatori» 

vigesimo Bone Memorie Domni Hlotharii Imperatoris Filii... mense Aprilis^ 

Indictione tertia. — Signum f manus suprascripti Amalrici ut supra fejcit, 

et hoc breve o£fersionis fieri rogavit. — Signum f mano Eremberti ... — 
Signum t mano Heim... — Ambrosius.... — Ambrosius... — Ego Hilderatus 
Notarius... — 

An. 870. = Sentenza di Pietro abate di sant*Ambrogio di Milano nella 
causa di un suo suddito reo d'omicidio. Murator. Antiq, medii cevL Tom, II, 
pag, 257. 

• 871. =» Donazione di alcuni beni fatta da Yuerolfo, detto Podone, alla 
chiesa di santa Maria da lui fondata nella città di Milano , presso quel sito , 
che chiamasi Cinque vie. Neil' archivio deUa stessa Chiesa , che ora si addo- 
manda Santa Maria Pedone, cioè di Podone, o Pedone, = In Ghristi nomine , 
Ludovvìcus, divina ordinante providentta, Imperator Augustus. Anno Imperii 



MaANBSI. 23 

ejus vigeximo primo, mense Febraario, lodictione quarta. Ecclesia Sancte Dei 
Genitrieis Mari», sita intra hanc Givitateni Mediolani, prope locus, ubi Quin- 
que vias diciturj quam ego in propria mea terra (edificavi, Ego Yuerulfo, qui 
et Pòdo, vocatur^ Filius quondam Erchemarii de Civitate Mediolanium, offer- 
tor » et donator in eadem Ecclesia priesens prvsentibus dixi. Qaisquis Deo . 
et in Sanctis venerabilibus locis ex suis bonis aliquid contulerit , in hoc se- 
culo , jnxta Auctoris vocem , eentuplum aecipiet mercedem , et ut credinuis 
vitam possidebit oBtemam. Ideo ego, qui supra, Werolfo propterea do, et of- 
fero ^ sen volo , et judico in eadem Ecclesia Sanct» Maria) petiam unam de 
terra, com casas ibi habentes, juris mei, qne riacet juxta candem Ecclesiam 
Sancte Marie , que est per mensura justa tabubu legiplimas centum. Gohcret 
ei da tre partes vias, da quarta parte acoesio. Et hoc volo, et judico, seu prò 
anima; mes remedio confirmo , ut jam dieta Ecclesia Sanctse Mari se, et pre- 
dieta terra, cum sedificiis inibì habentes^ et tenentes, simul deveniat in manus, 
et potestate de Primicerio Presbiterorum Decomanorum Sanctae Mediolaneni^is 
Ecclesia, ad ordinandum Presbiterum unum, qui in jam dieta Ecclesise Sancte 
Marie officiare, et custodire debeat, die, noctuque pariter, et fideliter, et faciat 
ipse Presbiter de jam dieta terra, et casas, quae cum jam dieta Ecclesia tenere 
videtur, usuiructuario nomine, quvcunque volaerit, prò mercede , et remedio 
anime mese. Nane autem volo, et judico, atque instituo, ut Presbiter ilie, qui 
in efdem Ecclesia Offitiale ftierit, dare, et offerre debeat candelas duas opti- 
mas, per omnes missas ipsius Sancts Mari», ad Archiepiscopatum Sancte 
Mediolancnsis Ecclesia. Et item volo, et judico, ut Presbiter ille, qui ibi Of- 
fitiale fuerit, pascere debeat, per omni annali meo , Presbiteros duodecìm, et 
Pauperes decem , et Missa speciale canere debeat per omne mense, duas in 
anno. Et ipse Primicerius , qualis in tempore fuerit , propter honorem Ordi- 
nationis ipsius Ecclesie, volo, et juSico, et prò anim» me» remedio confirmo, 
ut habeat massaricium unum juris mei^ qui reiacet in vico, et fundo Raudo, 
ut nulla impositio propter ordinationem ipsius Ecclesie quesierit , nisi illuni 
Massaricium ; quia omnia sic decrevit mea bona voluntas. Actum Civitate 
Mediolani. — f Ego Vuerolfo a me facto subscripsi. — f Dachibertus Cle- 
ncus rogatus subscripsi. — f Domiuator Notarius rogatus subscripsi. — f Aii- 
zemundus r<^atus subscripsi. — > f Adelbertus Clericus rogatus subscripsi. — 
t Ambrosius Clericus rogatus subscripsi. — f Signum f manuum Godefredi 
de Mediolano testes. — f Odelbertus Notarius scripsi, post tradita compievi, 
et dedi. — Ego Jacobus de Oldanis Consul exemplum autenticari , et insi- 
nuar! jossì, et authenticum exemplum vidi, et legi, sicut in isto contlnetur 
authentico, ita in eo continel^tur authentico preter literas plus minusve, et 
subacripsi. Ego Ubertus , qui dicor de Leuco Judex , et Consul authenticum 
bujus exemplum vidi, et legi, sicut in eo contine(atur authentico, ita in isto 
legitur exemplo, preter literas plus minusve, et subscripsi. Ego Bonifatius qui 
dicor Gurtexius Judex hoc exemplum ab authentico scripsi, et insinuavi, au- 
thenticavi, et in publicam formam redigi , et . . . . valeat , tanquam ipsutn 
authenticum, in quo continèbatur in isto legitur preter literas plus minusve. 
Et hoc feci de mandato Jacobi Judicis, qui dicitur de Oldanis Consulis Me- 
diolani, ad postulacionem Petri Clerici, qui dicitur Ferrarius, postulantis no- 



24 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

mine Domni Primicerii Mediolani. Millesimo ducenteximo nono, tertiodecimo 
die ante Kalendas Juni , Indictione duodecima : presentibus Manifredo de la* 

Porta, et de Saregnio. — Ego Mainfredus Filius Ser liberti Cagalenti de 

Cnice de Cagalentis^ Nolarius Sac. Pai. exemplum istud ab exemplo authen- 
tico exemplato vidi, et legi, et sicut in eo continebatur in isto legitur exemplo^ 
preter literas plus minusve. — Ego Paganus filius Berardi de Cantone^ No- 
tarius de Sancto Victore ad Theatrum, exemplum istud ab exemplo ab authen- 
tico exemplato vidi, et legi, et sicut in eo continebatur in isto legitur exem- 
plo, preter literas plus minusve. — Ego Lantelmus filius qd. Bellotti Aldo- . 
I-ani de Sancto Victore ad Theatrum Notarius Sac. Pai. hoc exemplum exem- 
platum ab authentico exemplavi, et ita in eo exemplo exemplato ab authen- 
tico continetur , ita in isto legitur exemplo , preter literas plus minusve. Et 
scripsi, et subscripsi. 

An. 873. = Diploma di Lodovico II imperatore conceduto al monistero di 
sant'Ambrogio di Milano. Furiceli, Ambros, n. 123. 

Idem, == Stromento del possesso di alcuni beni , nel luogo di Gavanago , 
preso da Ansperto arcivescovo di Milano. Nell'archivio del monistero di san- 
l' Ambrogio, s= In nomine Domini. Notilìa brevis vestiturae prò futuris tem- 
poribus ad memoriam retinendam , qualiter, vel in corum presentia, corum 
nomina subter confirmati leguntur, veniens Domnus Anspertus Venerabilis 
Archiepiscopus ad casas illas , cum areas , curtes , et rebus illis omnibus ad 
ipsas cases pertinentes juris suis, quod abere, et possidere visus est in vico , 
et fundo Cavanaco, quod dicebat ei per cartolas vinditionis obvenissent de At- 
tone de Vico Caminalo, seu de Adeltruda Filia Adoni de Sauriate, et Jugale 
ejus Lanfredus Notarius, adque Degiselinda Pitia Arimoldi de eodem vico Sau- 
riate, et ostendens ibi ad ipsas casas jam dictus Archiepiscopus per eolumnas 
(le ipsas casas, tam de ipsas casas, areas, curtes, et de reliquis omnibus casis, 
et rebus in eodem vico, et fundo Cavanaco, de omnia, et in omnibus , justa 
easdem suas cartulas venditionis in integrum ad suam partem, et proprietatem 
habendum, vestitura comprehensit, et tenuit. Factum est hoc in suprascripto 
vico Cavanaco , ad ipsas casas , anno Imperi! Domni Hludovvici Imperatoris 
vigesimo quarto. Bone Memorie Domni Imperatoris Hlotharii Filius, tercio die 

mense Decembrium, Indictione septima Signum ^^ manus Tatroni de Bada- 

^'lo, qui interfuit. — Signum i^ manus Anselmi de Vico Blassono, qui inter- 
fuit. — Signum ^ manus Natrari de vico Epporeno Fil. q. Podoni, qui in in- 
terfuit. — Agiberto de Classiate interfui. — Ego Adelmus Clericus interfui. 
— Signum (^ manus Magnefredi de suprascripto vico Cavanaco , qui inter- 
fuit. — Petrus de Predetto interfui. — Rotecario de Buronaco interfui. — 
Rachinfiedus de Amerlao interfui. — Nigarius de Epporeno interfui. — G^r- 
vasius Nolarius interfui , et hec breve vestitura scripsi. 

in. 876. = Sentenza di Ansperto arcivescovo di Milano, e di Bosone messi 
imperiali contro Eliberto vescovo di Como, e a favore del monistero di san- 
V Ambrogio di Milano. Murator, supraciL Tom, V. pag, 987. 



MILANESI. 3^ 

An. 876. = Diploma di Carle il Calvo imperatore , con cui dona ad An- 
sperto arcivescovo di Milano alcuni beni nel luogo di Cavanago. PurieelL 
Ambros. n. 128. 

Idem. » Stromento del possesso preso da Ansperto arcivescovo de' men- 
tovati beni a lui donati dair imperatore. NelV archivio del nionistei*o di san-, 
t' Ambro^. =» In nomine Dei. Ndtitia firmitatb, et vestitura prò futurìs tem- 
poribus ad memoria retinendam, qualiter, vel in corum presentia, corum no- 
mina subter confirmatores leguntur , veniens Yenerabilis Domnu^ AnspertuA 
Sanete Mediolanensis Ecclesie -ArchieiHscopus ad sedimen, cum edificium super 
abeotes, et rebus illis juris sui in vico^ et fundo Cavanaco, quod dicebat casis, 
et omnibus rebus in eodem vico, et fundo Cavanaco, et Ovemaco, a Domno 
Carolo glorioso Imperatore per preceptum, confirmatis aberetproprietario no- 
mine, et ostendens ibi ipse Domnus Anspertus Archiepiscopus eodem prece- 
ptum, et eum jrelegi fecit;-quod cum relectofuit, sic ipse Domnus Anspertus 
Archiepiscopus, per columna de cassina, qui inibi esse videntur, et per motu 
terre ipsius, tam de ipsa cassina, et sedimine, et de reliquis omnibus universis 
rebus^ in eodem vico, et fundo Cavanago, et ibi circum rejacentes ad ipsum 
sedimen pertinentes, de omnia, et in omnibus in integrum, justa eodem pre- 
ceptum^ per eadem columna , et terra , a presenti die , ad suam partem , et 
proprietatem abendum, vestitura comprehensit , et tenuit. Hoc autem actum 
eu suprascrìpto vico Cavanago, ad ipsum sedimen, anno Imperii Domni Ka- 
roli Imperatoris primo, sexto die mense Aprilis, Indictione nona, feliciter. — 
Oeio de Octabiano interfui. •*- Racbinfredas de Amerlao interfui. — Rotecario 
(le Bugionasco interfui. — Petrus de Treducto interfui. — Petrus Sculdasius 
interfuit. — Nagarius de Eporeno interfui. — Signum ifi manus Adelgisi Fil. 
Bone Memorie Yvarimberti de Mediolano, qui interfuit. — Signum ^ manus 
Amolfi de Vico Blassono, qui interfuit. — Anselmus de Cavalliaco interfui. — 
Signum 1^ manus Maguefredi de Vico Cavanago Fil. q. Yìligoni, qui interfuit. 
— Joannes interfuit , et Fil. qd. Tariprandi de .Caputvici. 

An, 876. = Vendita fatta da dae pupilli, con Tassistenza del loro tutore^ 
e col permesso di Amalrico visconte di Milano. NeW archivio del monistero di 
«ifU' Amln-ogio, = In nomine Domini Dei , et Salvatoris nostri Jesu Chrìsti. 
Karolus divina onlinante providentia Imperaior Augustus, anno Imperii ejus 
primo, quarto die mense Magio, Indictione nona. Dum venissent id sunt Agiul- 
fus, et Dragulfus Germanis Fil. qd. Vualperti de vico Colonnìa, una cum Tu- 
tore suorum Petrus de vico elevasse ad Amalricus Yicecomes Civitate Medio- 
]anense sugerendum , et reclaroandum , eo tempore iato necessitatis suorum 
famme, et nuditatem patire, et nullam abere de mobilibus rebuS unde vivere, 
aut vestire, vel suorum necessitatem evaderent; nisi tantummodo aberent ali- 
quantis rebas, hec sunt prato uno, et campo uno juris suorum in suprascripto 
fundo, et vico Colonnia, petierunt , et tribuerit eorum licentia, in elemoneis 
Domno Imperatoris, rebus ipsis venundandum, victum, vestimentum, et suorum 
necessitatem evadendam. Tunc ipse Amalricus Yicecomes fecit, recolens edìcti 
paginam, direxit de suis presentia Misso suo Deum timente Odelfrlt de intra 



36 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Givìtati Mediolaoì» Fil. qd. Insalprandi, qui ambulavit super casas abitatioDis 
illorum , ut si fortasse aliquit de movtlibus rebus ibi invenire poterei , ecce 
bene, sin autem, preciderete et existimaret suprascriptis rebus, quas ipsi Ger- 
mani dicebat venundare yolerent. Tunc ipso Ódelfretus Misso, una simul cum 
suprascripto Petròne Tutore eorum ^ adqne cum viri idonets extimatores bo- 
mines , corum nomina subler legnntur , ambulaverunt intra casas abitationis 
eorum in suprascripto yico Colonia, set nfhil ibi ìnvenerunt de movilibus re- 
bus ; et cum ibi nibil de movìilia inveniséent accesserunt , et previderunt , 
atque.extimaverunt suprascripto prato esse per mensura justa tabolis jugialis 
sexaginta, et extimaverunt eam valere argentum dinariis solidos sex ; et ipso 
campo est per mensura justa tabolis jugialis viginta, et extimaverunt eum va* 
•lere argentum dinariis solidos duo. Suprascripto prato nomine Tasosti ; coeret 
ei da omni parte terra Monasterii Sancii Ambrosii,quiestfuJidatum foris propeipsa 
€ivitatem Mediolani; et ipso campo nomine Apratella; est ei ad fines, da mane, et 
munti, ipsios Monasterii; da meridie, terra qui pervenet de beneficio Alconii Pre« 
sbitero; da sera relicam de suprascripto campo, quasipsis Germanissibireservave- 
runt. Et renunciaverunt hoc; quod ut suprafecerunt, eidem Amalrici Yicecomiti. 
Tunc ipse Amalricus. Yicecomes auditis^ et inventis eadem necessitatemi tribuit 
eorum licentiam predictis rebus ad venundandum , victum , vestimentum , et 
suonim necessitatem evadendam. Quique faletur accepissent, sicut et in pre- 
senti acceperunt ab Bonone de vico Pariana Fil. qd. Gaidoaldi argentum di- 
nariis bonis solidos octo, finitura precium prò predictis rebus, sicut ut^pra, 
per mensura legitima , ut a presenti die in eidem Bonone , de ejus beredis , 
aut cui ipse dederit, maneat, et persistat , potestatem , jure, proprietario no- 
mine, cum accessu suarum, qualìter ut supra per mensura dictum est, faciendum 
exinde, prò suprascHpto pretio, quod previderit, et eorum Germanis, eorumque 
heredes pienissima largitatem , et sine eorum contradictione. Et promiserunt 
ipsis Germanis, cum heredibus suorum, prenominatis rebus ipsius Bononi, et 
cui ipse dederit , et ad ejus heredes, ab omni homine defensare : quit si def • 
fendere non potuerunt, aut si contra hac cartula per quodvis genium agere , 
aut causare prssumpserint^ melioratis rebus, quem in tempore fuerini^ in eo- 
dem loco, eidem Bononi ^ et cui ipse dederit, et ad ejus heredes in duplum 
restituant. Actum Mediolani feliciter. -- Signnm ^^ manibus suprascriptorum 
Agiulfì, et Dragulfi Germanis, qui hanc cartulam fieri rogaverunt , et eorum 
relecta est. — Signum lii manus suprascripto Petri Tutore eorum Germanis, 
qui in omnia suprascripta ad confirmandum manu posuit, et ei relecta est. 

— Signum 1^ manus suprascripto Amalrici Yicecomiti ^ qui ut supra eorum. 
Germanis licentiam tribuit, et ea confirmandum mano posuit, et ei relecta est. 

— Ódelfretus , ut supra, missus fui, et subscripsi. ^ Bachifredus interfui, ex- 
timavi, et suBscripsi. — Natale interfui, extimavi, et subscripsi. — Signum ^ 
manus Leoprandi de Gugingo , qui , ut supra interfui , extimavi ^ et manum 
posuit. *- Bopert in hac cartula venditionis rogatus a suprascriplis Germanis 
testis subscripsi. -^ Signum ^ manus Simpliciani Ferario de Mediolano, testis. 

— Signum t manus Yolmundi t^itator suprascripta Gìvitates, Yassallo su- 
prascripti Amalrici testis. — Signum ^ manus Yualperti Faber de Medio- 
lano, testis. — Signum ^ manus Teodori de Clevese, Fil. qd. Bachiberti^ 



MILANBU. 27 

testis. — Ansulfus Notarius in hac callaia vinditionia rogalus a suprascrìptb 
Gennanis testis sobseripsi. — Odo Notarius rogatus sttbseripsi. — Ambrosius 
Notarius, Scriptor hujus cartule vinditionis , post traditam compievi et dedi. 

An, 879. =» Disposizione testamentaria di Ansperto arcivescovo di Milano, 
ifiifiafor. Antiq. medii asm. Tom. IV, pag. 773. 

Idem. OS Seconda disposisume testamentaria dello stesso arcivescovo An- 
sperto. NeWarehwio del momstero di iatU'Ambro^, =^ In Nomine Domini Dei, 
et Salvatoris nostri Jesu Ghristi. Karolus Divina (avente gratta Rex, qd. Hlu- 
doTvici Regis filins , anno Regni ejus in Italia primo undecima die mensis 
Novembrìs , Indictione teroia decima. Ego Anspertus Archiepiscopus Sancì» 
Mediolanensis Ecclesi», et fil. bm. Albuccis de Blassonno^ qui vUit lego Lon- 
gobardorum p. p. dixi. Sacerdotalu^dignitas convenite ut ad exempla aliorum 
sois rebus procuret prò remediam anim» su», ut dum suis rebus bene dispo- 
nans apud Omnipotentem Dominum mereatur inde retributione promereri ; et 
ideo ego dictus Anspertus Archiepiscopus volo, et statuo, adque per presentem 
eartttlam ordinationis me» confirmo \ prò animse me» remediiim , eo ordine 
sicut sttbter statuero , ita ut a presenti die abeant Ariprandus Diacoaus^ fil. 
qd. Liutprandi nepoti meo, de eodem vico Blassonno, et idem Ariprandus , 
sen Liutprandus germanus fil. qd. Benedicti , qui fuit germanus eidem Ari- 
prandi Diaconi, casis, et omnibus rebus illis juris mei, quibus sunt posita in 
eodem loco, et fundo Blassonno, mobilibus, et immobilibus, seu familiis, et 
fueruBt jnra, et proprietatem ipsius qd. Liutprandi genitori, et Avio ipsorum 
Arìprandi Diaconi, et item Ariprandi, seu Liutprandi, et mihi per cartulam 
advenit ab eodem qd. Liutprando ; seu et abeant casis, et omnibus rebus illis 
juris meis , quibus abere videor in eodem loco , et fondo Blassonno , adque 
familiis , et fuerant jure , et proprietatem qd. Albucis nepoti meo , germano 
ipsius qd. Liutprandi ; anteposito exinde in omnibus edifìcium illud in eodem 
vico Blassonno, quod ego noviter edificare feci; cum accessu sua, sicut nimc 
slare videtur, ut sic inde permanead, sicut ego per aliam meam ordinationem 
statui, et prò anima mea vindicavi ; nam aliut quicquid ex ipsas duas sortes 
pernominative superius dictas, in eodem vico, et fundo Blassonno, inventum 
fuerit, in integrum eodem ordine, ut ipsi Ariprandus Diaconus abeat ex omni- 
bus suprascrìptis casis, et rebus, seu familiis, et mobilia medietatem, et item 
Ariprandus, et Liutprandus germanus abeant reliquia medietas ex jam dictis 
casis, et rebus , seu familiis, et mobilia , et lacientes exinde presenti die , eo- 
ordine, sicut ^upra legitur tam ipsi, quamq; et eorum eredes, jure, proprie- 
tario nomine, quicquid volaerint prò anim» me» remedium. Et illud statuo , 
et per hunc testamentum judicati mei confirmo, ut a presenti die abeant jam 
dictus Ariprandus Diaconus nepos meus, ante omnem portionem, et divisum 
de inter predictos nepotes, et consortes, suos, casas illas juris mei, quas abeo 
intra hac Mediolanensi civitate , non longe ab Ecclesia Estiva , ubi ipse Ari- 
prandus Diaconus abitare videtur cum areas, curie ... in integrum , et mihi 
advenit de Rachiberga, et filiis ejus de vico Gederate, seu casis, et omnibus 
rebus illis juris meis, quibus abere videor in vico, et fundo Careenzago, quod 



28 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

sunt Masarieiis duo in ìntegrum ; adque volo eundem Ariprandiim Diaconum 
abere ', a presenti die, post meum obitum , casas illas jaris mei , quam abeo 
intra hac civitatem Mediolani , prope Basilica Sancti Johannis , qui dicitur 
ad Conca, in integrum, et casellam illam juris mei, quam abeo intra hac Ci- 
vitate^ juxta Forum publicó non longe a Moneta , cum areas, curte . . . suas 
in integrum. Similiter abeat casas illas juris mei^ quas abeo intra civitatem 
Papia, prope casas, qui dicitur cella de Nonantolas, cum areas, curte, orto, 
puteum ; atque abeat ipse Ariprandus Diaconus casis . . . juris mei , quibus 
abere vìdeor in loeis et fundis Villolam, et Vedano judiciarias istius Medio- 
lanensis, et sunt prenominative illis casis, et rebus in Yillolam raassariciis . . . 
et molendinum unum eonstructum in fluvio Lambri . . , in dicto loco Vedano 
massaricio uno, omnia^ et ex omnibus^ quicquid in supradictis locis , et fun- 
dis Yillolam , et Vedalo abere videor , in integrum : et volo eum abere die 

presenti, post meum obitum, silvam unam , quod abere videor. in eodem 

fundo Blassonno, locus ubi dicitur Gugutero, nominative prope viam, qui per- 
git da porta Amolfi versus septem joge» , tantum per mepsura juges quatuor 
cum accessu, et ingresso ... per ipsa mensura fuerit ex jam dieta silva in Se- 
nodochio meo pertineat, sicut aliis rebus meis per aliam ordinationem a me inibì 
colatis sunt, et abeat ipse Ariprandus Diaconus, post meum obitum, clausuram 
illam in eodem vico Blassonno, prope puteum, meam portionem ex integrum, 
et aliam clausuram ultra viam usque in fossato , qui dicitur de presbitero , 
adque pratum illum in ipso vico, prope» casas Deas dictas , qui fuit de sorte 
qd. . . . , seu et caroporas illas juris meis in eodem fuudò Blassonno , qui di- 
citur de Baranoro, prope Rediericum adque petia una de vites in eodem fundo 
Blassonno, loeus ubi nominatur Cinixello, da parte mane, juxta vinea ipsius 
Ariprandi Diaconi, tantum per mensura justa juge legitima una, reliqum, quod 
ex ipsa vinea remanserìt in jam dictum Senodochium meum persistat , sicut 
et illis rebus meis inibì a me concessis ; et statuo eum habere locum illum 
juris mei, qui est posito in eodem fundo Blassonno, nominative de Aldepranda, 
et rejacere videtur in Bs^agia, subtus silva de summo vico, tantum prò extt- 
matione valente, quantum ipse comutare possit ronco ilio, quod est in eodem 
fundo Blassonno subtus cogutero, qui pertinent de Senodochio Sancti Fìdélis; 
er abeat, et rìpas illas juris meis, quas abere videor juxta fluvio Lambri, prope 
Sanctum Pancratium, solummodo tantum ubi molendinum benefacere possit , 
et abeat accessum per semitam, que venit de Sancto Vito , et per ipsam de- 
scendat ; ita ut faciat exinde ipse Ariprandus Diaconus eo ordine ; sicut su- 
perius legitur, ante omnem portionem de inter jam dictos nepotes, et consortes 
suos, jure, proprietario nomine, quicquid voluerit prò remedium anims mese. 
Casas illas juris mei, quas abeo intra hac Civitatem Mediolanensi, prope casa 
Petri presbiteri, ubi da duas partes pergit vias, cum areas, curte, terra, et 
puteum, que mihi advenit de Herogatariis qd. Guntioni Diacono volo, ut abeat 
a presenti die, post meum dicessum , Aldetrnda relieta qd. Benedicti nepoti 
meo ad inabitandóm, dum advixerit, et usufructuario nomine , si virum non 
conjunxerit, et lectum viri sui custodierit, et faciat inìbi, ut dictum fuit, diebus 

vite sue copulaverit , usufructuario nomine legibus quod in remediiis , 

prò anunse meae mercedem; Post autem ejus decessuni . . . vel si nupserit, sta- 



MILANESI. Ì9 

Utn in casas'ìpsas cum omBÌ iDtegriute sua, sicat supra legitur. . . . usufru- 
ctuario nomine abendum concessi , deveniat in jus , et potestatem jam dieti 
Ariprandi Diaconi, vel de ejiu heredibiis, faciendum inde proprietario nomine 
legibus quod voluerìt , prò anima meae mercedem ,», » adque confirm(* super 
hunc judicatum meam confirmo, ut si aliquando tempore jam dictus Aripran- 
dus, et Liutprandus germani^ vel eorum heredes contra eumdem Ariprandus 

Diaconu» egerit portionem ei quesiérint , et predictis casis , et rebus 

quibus eum ut supra proprietario jure abere dixi^ et eum quiete in integrum 
abere , sicut ut sapra a me est instttutum, non dimiserint , tunc . . . qualiter 
ab ipso die, postquam contra eum causatio facta fuerit , et quiete aberc non 
permiserìnt, deveniat iUut, quod eidem Ariprandi Diaconi, ut supra, dedi in 
potestatem ejusdem Ariprandi ... cui melius potuerit, et pretium exinde ac- 
ceptum prò anime nostre remedium dispargendum , et ipsum exinde meum 
statuo esse hierogatorem. Statuo namque, et per hunc textus Judicati meo con- 

iirmo , quod fieri nqn credo, nec Deus permittat, si aliquando tempore 

predictus Ariprandus Diaconus, item Ariprandus, et Liutprandus germani , vel 
eorum heredes, per se, aut per summissam eorum persona, con ... . statutas, 
quod ego jam manibus meis firmatas emissas abeo, aut in antea emisero prò 
qualicumque genio egeriut, aut causare permìserint, et omnia ita quiete perma- 
nere non dimiserint quod a me est institutum, vel fuerint, tunc sta- 

tim post hoc clarum factum^ illius portio, qui egerit, aut causatori, vel con- 
tradictori consentiens fuerit in integrum deveniat in jura , et potestatem Se- 
nodochii mei , quod ego per meam ordinationem infra hanc urbem cellam 
Monachorum esse insti tui de omnia quicquid eum ut supra de rebus meis 
abere institui , et si pervenerit , faciat inde pars ejusdem Senodochii mei , et 
Celle sicut , et de aliis rebus meis inibi datis legitur , quod previderit prò 
animae me» remedium ; Reservato hec dum advixero in mea potestatem , de 
quo, ut supra, post meum decessum eumdem Ariprandum Diaconum, et Adel- 
trude abere dixi, nani de quod inde me vi vens alitar non remutavero^ omnia 
sue permaneat firmam, et stabilem, juxta legem, sicut ut supra est insertum, 
prò animse mese mercedem. Han enim cartnlam Ordinationis meo Gervasius 
Notarius scribere rogavi^ in qua subter confìrmans, testibusque a me rogatis 
obtuli roborandum. Actum Mediolani. — Anspertus Archiepiscopus subscripsi. — 
Ragifredus Judex in ac cartula ordinationis, rogatus a Domno Ansperto Ar- 
chiepÌ8Copo> testis subscripsi.— Nazarius de Eporeno rogatus subscripsi.— Adelchis 
de Vedano rogatus subscripsi ; — Signum manus Podoni de vico Arelato testis. 
— Rachinfredus de Aneglao testis subscripsi ; ^ Signum manus Bononi de vico 
Arelato.... — Signum manus Johannis de Roveniasco testis; — Aldeberta de Le- 
moniano rogatus subscripsi. — Signum manus Graseberti de Lauriaco testis. 
Gervasius filius Rodoaldi de Mediolano Rogatus subscripsi. ^ Ego Gervasius 
Notarius , scriptor bujus cartule ordinationis , rogatus ab jam dicto Domno 
Anspertus Archiepiscopus postradita compievi, et dedi. *- Raggifredus Judex in 
hoc exempla ex autentico edita fideliter subscripsi, et ipso autentico vidi, et 
relegi, et me iuibi rogatus teste subscripsi, sic in eo.continetur, sicut in ista 
legitur exempla, extra litteras plus minusve. — Nazarius de Eporeno iu hoc 
exempla ex autentico edita subscripsi, et ipso autentico vidi, et relegì, et me 



30 OOCUMBlfTI ILLUSTRATIVI 

inibì rogatus testis subscrìpsi, sic in eo continenUir sicut ja ista legitur exem- 

pia , extra litteras plus minusve ^ 

plus minus. ^ Gervasius filius Rodoaldi 

ìq hac exempla ex autentico edita subscripsi, et ipso autentico vidi, et relegi, 
et me inibì rogatus subscrìpsi , et sic in eo continetur , sicut in ista legitur 
exempla , extra litteras plus minus. — Adelchis de Yeriuio in hac exempla 
ex autentico edita subscrìpsi » et ipso autentico vidi , et relegi ; et sic in eo 
continetur, sicut hic legitur exempla, extra litteras plus minus. — Àdelbertus 
de Lemoniano in hac exempla ex autentico edita subscrìpsi , et in ipso au- 
tentico me subscrìpsi , sic in eo continetur sicut in ista legitur exempla , 
extra litteras plus minus. — Racbinfredus de Ameglao in hac exempla ex 
autentico edita subscrip^ , et in ipso autentico me subscrìpsi ; et sic in eo 
continetur sicut hic legitur exempla extra litteras plus minus. — Bonus de 
Parlana in hac exempla ex autentico edita subscrìpsi , et in ipso autentico 
me subscrìpsi ; et sic in eo continetur, sicut in ista legitur exempla extra 
Iitt^ras plus minus. — figo Gervasius Notarìus hoc exemplar ex autentico 
exemplavi , et ipso autentico ego nianibus mei scrìpsi , et sic continebatur 
in ipso autentico, sicut in isto legitur exemplari, extra litteras plus minusve^ 

Àn. 880. ^«.Diploma di Carlo il Grosso re d'Italia, conceduto al monistero 
di sant'Ambrogio di ìlilano. Puricell. Ambros. N. 130. 

Idem, «s Altro diploma, come sopra. Id, 26. N, 131. 

Idem, » Terzo diploma, come sopra. Id, Ib. N. 133. 

Idem, iB3 Sentenza di Giovanni vescovo e Idelberto e Alberico conti, messi, 
imperiali in favore del monistero di sant'Ambrogio. Murator. Tom. V^pag. 9S9. 

An. 881. =3 Sentenza di Ariprando diacono, vicedomino della santa Chiesa 
milanese, e di Pietro abate di sant'Ambrogio in una contro versta tra il suo 
monistero ed i suoi servi di Lemonta. Murator. eupracit. Tom. /il, pag. 747. 

> 892. = Sentenza di Magiufredo conte del palazzo e conle di Milano, a fa- 
vore di Pietro abate di sant'Ambrogio. Nell'Archivio di quel Monistero. =» In Dei 
nomine, Qivitatis Mediolanensis, curte Ducati, infra Laubia ejusdem curtis, in 
iuditio resseret Magnifredus Comes Palatii, et Comes ipsius Comitati Medio- 
lanensis, singulprumhominumiu8ticiasfaciendas;re8sedentibuscumeo Rotche- 
Tius Vicecomitis ipsius civitatis Mediolanensis , Ursepertus , et Rachifredus 
Judices Domni Imperatoris, Rotpertus, Ragibertus, Aginaldus, Hilderatus Ju- 
dices ipsius civitatis Mediolanensis, Petrus, Ladelbertns germanus De Gratis, 
Stacheìbertus Judex de Curugo, Armundus, Rotfredus, et Guidoaldus Notariis 
et reliqui multis. Ibique eorum presentia Petrus Aba Monasteri! Sancti Chri- 
sti Confessoris Ambrosii,- ubi ejus Sanetum quiescit corpus, situm in subur- 
bium ejusdem civitatis Mediolanensis, una cuoi Ambrosius Judex ipsius civi- 
tatis, et Advocato ojusdein Monasterìi, nec non Gaufprandus Scavinus abita- 



MILANESI. Zi 

tor Moditia, et Advocato Ecclesie Sanai Joannis, sita eadem villa Moditia 
inteationém abentes. Dicebat ipse Petrus Abba, et Ambrósins Advocato. De- 
dit parte Abatie Sancti Joanni roihi Petri Abbati Oratorium unum in onore 
Sancii Georgi constructnai, cum aliquantis denominata rebus, in comutacione 
a parte Monasterii Sancii Ambrosii, gui sunt positis in vico, et fundo Colo- 
nia , et ego per ipsiun Oratorium, et rebus vegario dedi de rebus ipsius Mo- 
nasinii Sancti Ambrosii a parte ipsius Ecclesie Sancti Johannis similique 
Oratorium unum in onore Sancti Eugenii edificatum cum rebus denominatis 
in vico^ et fondo Goncorezio. Set modo pars ipsius Ecclesie Sancti Joannis in 
alito de ipsi rebus parti jam dicti Monasterii contradieent ; unde querimus 
abere iastitiam : que cartula comutacionis pre manibus abemus. Oc dicto tunc 
predìcti auditores fecerunt eandem cartnlam comutationis , que ipsi Petrus 
Abba, et Ambrosius pre manibus abere dixerant^ relegi. Ubi inter cetera con* 
tinebatur qualiter Petrus Abba Monasterii Sancti Gbristi Gonlessoris Ambro- 
sii, ubi ejus Sanctum quiesceret corpus dedisset in causa comutacionis Petri 
Arehipresbitero, et Custus Ecclesie Sancti Johanni, sita Moditia, a parte ipsiwt 
Ecclesie Sancti Johannis, presenti die, a proprium abendum Basiiicam unam 
eonstructam in onore Sancti Eugenii, cum curte, orto, et campo in simul te- 
nente; cum aliqukntis aliis rebus territoriis in vico, et fundo Concorezio, quo 
snnt vinea petia nna, cum area eius , caroporas petias novem , silva stalaria 
petia una: quod essent per mensura ipso sedimen, et cum area, ubi extat, 
ipsa Basilica^ cnrte, et orto, perticas legittimas vigialis tres, et tabolas decim 
et septem : ipsa vinea esset, area, in qua extat , per mensura iusta iuge una 
et perticas iugialis sex , et tabolas undecim. Primo a Prato de Valle esset 
iuges tres, et perticis. Secuiido campo dicebat Aruncesiolo esset iuges. Tercio 
eampo dicebat a clusura de cerone esset perticas decim , tabolas quatuor. 
Quarto campo similiter dicebat a clusura de cerone esset perticas septem , *et 
tabolas decim, et octo. Quinto campo dicebat a Yustana esset perticas novem 
et tabolas duodecim. Sexto campo dicebat a puble esset perticas .quatuor , 
tabolas decim. Septimo campo dicebat a prato Domnico esset perticas quinque 
et tabolas duodecim. Octavo campo dicebat a via de porta, esset perticas qua- 
tuor, et tabolas sedecim. Nono campo dicebat ibi a Vidi da porta, quod es- 
set Latustrada, esset perticas sedecim. Ipsa Silva stalaria dicebat a Gladaria, 
esset iuges duas perticas novem. Unde ad vicem recepisset ipse Petrus Abba, 
similiter comutacionis nomine, a parte ipsius Monasterii Sancti Ambrosii aben« 
dum ab eodem Petro Arehipresbitero, et Gustos de res ipsius Ecclesie Sancti 
Johanni, Basiiicam unam in onore Sancti Georgii, cum curte, orto, et campo 
simul tenente, seu rebus ad ipsam Basiiicam pertinentes , in vico , et fundo 
Colonia, quod essent per mensura iusta ipso sedimine, et campum unum te- 
nente, tam area de sub eadem Basiiicam, et foris perticas iugialis quatuor. Yineis 
petias duas , quod essent areas earum perticas septe , tabolas novem. Pratas 
petias tres esset inge una, e tabolam decim, et septe. Gamporas petias decim 
esset iuges decim. Stalarias petias duas essent perticas septe . et tabolas sede- 
cim. Et legebatur super ipsis rebus , da ambarum pareium accessissent ipsi 
comatatores , seu Ragifredus Index , et Missus Domni Imperatoris , una cum 
y'm idoneis extimatores, id sunt Ragibertus, Ambrosius, seu Aupaldus Nota- 



32 DOCUMENTI «XtSTRATlVt 

rius Mediolanensis. Giselberti^ Nortemannus, ei Qisus de Mediolano. Gisenal- 
fus de Anticiaco , Johannes de Roveniasco, qui omnibus comparuissent, et ipsi 
extimatores extimassént Basilica; et resipsas de ambarum partium, per quod 
causa Dei Ecclesiarum essent bene a congruitatem ipsorum locis ipsa comu- 
tacio legibus, ac fìrmiter fieri potuissent , et taliter sibi unus alteri ipsi co- 
mutatores die presenti predictas Basilicas, et res sibi invicem proprietario» et 
canonice , legibus abendum tradiderunt , et faciant pars parti quisco accepit 
legaliter quidquid previderint, sine uni alterius contradictione ^ sub pena du- 
plis ipsis rebus oblicatis. Erat cartula ipsa comutacionis manu propria scrip- 
tionis ejusdem Petri Archipresbitero firmata, et jam dictis Ragifredus Judice, 
et Misso , et extimatore , adque ad reliquis testibus roborata , scripta , et 
completa per manus Alderici Notarli ; et legebatur tradita fuisset , et emissa 
anno Imperli Domni Widonis Imperatoris secundo , mense Magio, Indictione 
decima. Cartula ipsa relecta respondi ipse Gariprandus Scavinus, et Advoca- 
lus vere contra ista comutacione nihil cpntradico, quia nec possum, eo quod 
legibus emissa est , et parti Monasteri! Sancti Ambrosii jam dictam Basilicam 
in onore Sancti Georgi! constructa in vico Colonia, nec rebus quibus per istam 
comutacionem Petrus Archipresbiter , et Custos Ecclesie Sancti Johannls site 
Moditie, cujus advolute sunt tibi Petri Abbati, a parte Monasterii Sancti Am- 
brosii in comutacionem dedit, nihil parti Sancti Johannls pertinent, eo quod 
iusla ista comutacione propriis jam dicti Monasterii Sancti Ambrosii e$se de- 
bent, et ut dixi, nihil de eis vobis contradico^ quia nec legibus possum. Set 
sicut in eadem comutacio legitur^ ita per omnia firmum , et stabilitum esse , 
et permanere volo. His peractis et i^anifestacione facta , paruit supradictis 
Auditoribus esse recte, et judicaverunt, ut justa eorum intentione, et profes- 
sione; sive manifestacione eidem Gariprandi Advocatori , et ut jam dieta le- 
gitur comutacio predicta Basilica in onorem Sancti Georgii constructa , cum 
jam dictis rebus in Colonia, quibus Petrus Abba da parte Sancti Johannis 
in comutacionem accepit a modo et in antea pars iam dicti Monasterii Sancti 
Ambrosii abere deberet, sine contradictione parti jam diete Ecclesie Sancti 
Johannis ; et finita est causa, et qualiter acta , ^el deliberata est causa, pre- 
sentem noticiam, prò securitate , et firmitate parti ejusdem Monasteri, Sancti 
Ambrosii ego Adelgisus Notarius scripsi, amno Imperli Domni Widonis Im- 
peratoris secundo, mense Augusto: Indictione decima. — Signum f manus su- 
prascripti Magiufredi Corniti Palatii, ut supra, interfuit. — Ragifredus Judex 
Domni Imperatoris interfui. — Rachibertus Judex interfui. 

An. 892 895. = Privilegio conceduto da Anselmo arcivescovo (H Milano 
al monistero di sant'Ambrogio. Puricel. Aw6ro«. N. 147. 

. 894. »= Diploma di Arnolfo re d* Italia a favore del monistero di san- 
t'Ambrogio di Milano. PuricdL Ambros. N. 149. 

id, = Diploma di Berengario re d'Italia, a favore de'preti ed officiali della 
basilica di sant'Ambrogio di Milano. Id, N, 150. 



MILANESI. 33 

An. 896. = Sentenza di Amedeo conte del palazzo e di Landolfo eletto arci- 
vescoTo di Milano, dove pare travavasi Lamberto imperatore a favore del 
monistero di sant'Ambrogio. NeW Archivio di quel MonisUro. ^s Dum in Dei 
nomine, ad Honasterium sancti» et Gbristi Gonfessoris Afnbrosii, ubi ejus urna- 
tura corpus requiescit, ubi Domnus Lambertus Piissimus Imperator preerat , 
in Domum ejusdem Sancte Mediolanensis Ecclesie, in Laubia ejusàem Domui , 
in juditio resideret Amedeus Comes Palacii, una cum Landulfus vocatus Ar- 
chiepiscopo, singulorum hominum justitiam faciendam , et deliberandam : re- 
sidentibus cum eis Anspertus , Johannes, Natalis, qui et Ugo, Adelgiausus. 
Adelbertus , Aquilinus , item Adelbertus , Farimundus , et Leo Judìces idem 
Augusti^ Ambrosius Judex Mediolanensis, lazo de Badaglo , Arnulfus .... 

Giselbertus, Gisus Vassalli Petri Abbati ipsius Monasteri!, et reliqui 

multi. Ibique eorum veniens presentia Anselmus Notarius, et Advocatus jam 
dicti Monasterii Sancti Ambrosi! , et cepit dicere. Maginfredus , qui fuit Co- 
mes Palatii Amalfi Regis , et Vualdo episcopo Missi Domnì fìegis .Civitati 
Papia, in sala, qui est infra Yiridario, intus caminata magiore, hubi in judi- 
tio residebat^ investierunt, ad salva querela, Attonem Archiepiscopum ad par- 
tes Monasteri!, qui dicitur Auuva , qui est in finibus Allamanie , de mansos 
sex, quibus sunt positis in loco , et fundo , qui dicitur Lemonte , que b. m. 
Domnos Lotbarius Imperator , per suum preceptum, in jam dictum Monaste- 
rium Sancti Ambrosi! concessit abendum. Eciam dive memorie Karolus Im- 
perator, per suum preceptum mansos ipsos in ipsumconfirmayit Monasteri uni 
et de ipsos sex mansos parte ipsios Monasterii Sancti Ambrosi!, desvestierunt^ 
prò ideo quia, prò persecutione. Ostili ipsius Amulfi, ad eorum placitum venire 
ausi non fuimus; prò tali occasione parti nostri Monasterii Sancti Ambrosi! desve- 
stierunt, et Monasterium Auuve , salva querela investierunt. Hoc actum , pe- 
rexit ipse Arnulfus Rex foris hoc regno, et postea ipsum Attonem Archiepi- 
scopum, nec Advocatus ips! Monasterii Auuve, nec uUa personas invenire po- 
tnimus, nec possumus, qualiter, de ipsos sex mansos, in rationem stare pos- 
sumus ; unde pars ipsius Monasterii Sancti Ambrosi! maximam sustinei dani- 
nietatem. Unde peto ego Anselmus Advocatus; ut in elimosina Domni Impe- 
ratoris ; et ut postquam Advocatus ipsius Monasterii Auuve , nec ullam taleni 
persouam invenire possumus, qualiter de ipsi accessi , et rebus, in rationem 
stare possimus, et semper postea cum ipsas preceptas, et cum alias firmiutes 
parati fuimus^ et sumus inde in rationem standum , ut a parte ipsius Mona- 
sterii de ipsos sex mansos investire faciatis ; ut ipsum Cenubium Sancti Am- 
brosi! suam abead^ et tenead vestituram, sicut actenus abuit, antequam missi 
eidem Amulfi Regis pars ipsius Monasterii desvestissent. Cum ipse Anselmus 
taliter tulisset^ tunc ipse Amedeus Comes Palacii perquirentes infra et foris 
eodem placito Advocatus ipsius Monasterii Auuve, etiamsi infra eodem Comi- 
tato Mediolanense, hubi ipsas res consistebant, pars ipsius Monasterii Auuve 
Advocatus eonstitutus abebant, a non ; sed Advocatus ipsius Monasterii Auu- 
ve nullum modo invenire potuit; et cum Advocatus ipsius Monasterii Auuve 
ìnvenire non potuisset, per fiiste de mano ipsum Anselmum Advocatum de 
ipsos sex mansos, ad partes ipsius Monasterii Sancti Ambrosti, investivit ; ita 
ut deinceps suam abead, ac tenead vestituram , sicut antea abuit , antequam 
Giulini, Documenti Iuustr., ecc. ' C 



34 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

ìpsi Missi Arnullì |)ars ìpsius Monasterii desvestissent. Et hanc notiliam, prò 
securitate ipsius Monasterii Sancti Ambrosii, fieri admonuerunt. Quidem et ego 
Adelbertus Notarius Domai Imperatoris, ex jussione suprascripti Amedei Co- 
rniti Palacii , et admdnitionem predictorum Judicum , scripsi , anno Imperii 
Domai Lamberti Deo propitio quinto, mense October, Indictione quinta deci- 
ma. — Signum t manus suprascripto Amedei Corniti Palacii, qui ut supra 
interfuit. — t Anspertus Judex Domni Imperatoris interfuit. — f Adalber- 
tus Judex Domni Imperatoris interfui. — f Johannes Judex Domni Impera- 
toria interfui. — f Adelbertus Judex Domni Imperatoris interfui. — Natalis, 
qui, et Ugo Judex Domni Imperatoris interfui. — f Aquilinus Judex Domni 
Imperatoria interfui. — f Aldegiausus Judex Domni Imperatoris interfui. — 
t Farimundus Judex Domnus Imperatoria interfui. 



SECOLO X. 



A». 901. = Diploma di Lodovico HI re d'Italia, con cui dona aLiulvardo 
vescovo di Como il contado di Bellinzona. ecc. TatU^ Annali di Cotno. Tom. f, 
in fine. 

Idem, = Sentenza di Sigifredo conte del Palazzo e conte di Milano a fa- 
vore di alcuni uomini di Palazzuolo, contro il. contado stesso di Milano. Mu- 
rator. Anliq. meda (Bvi, Tom L pag, 717. 

Idem. =3 Altro diploma di Lodovico III imperatore^ con cui dona la badia 
di san Giorgio, delta della Coronata, presso al fiume Adda, a Liutvardo ve- 
scovo di Como. TatH sopì^aecU. 

An. 903. = Disposizione testamentaria di Andrea arcivescovo di Milano. Nel- 
l' archivio del monistero di Santa Radegonda. == In nomine Dei , et Salva- 
toris nostri Jhesu Christi. Berengarius divina ordinante providentiA Rex, anno 
regni ejus Deo propicio, qdintodecimo , undecimo die mensis Januarii , Indi- 
elione scxta. Ego in Dei nomine Andreas, licet indignos, Archiepiscopus Sanctc 
Mediolanensis Ecclesie , Filius bone nlemorie item Andree de Cantiano , qui 
visus fait lege vivere Langobardorum , preseus presentibus dixi. Sacerdotalis 
dignitas convenit/ut propriis rebus, ad exemplum aliorum, Deo omnipotenti, 
et Domino nostro Jhesu Christo Filio ejus redemptione animarum manera con- 
donarci. Et ideo Ego , qui supra , Andreas humilis Archiepiscopus statuo et 
per hanc pagtnam ordinationis , et judica^ mei confirmo prò amore Dei , et 
Domini nostri Jhesu Christi, atque prò remedio anime mee, vel istò quondam 
Genitori, et Genitrici mee, ceterisque Parentibus meis, ut a presenti, post meum 
obitum, sit Senodochium meum^ et infra casam meam propriam quam habeo 
iivtra hac Mediol. Civit. non multum longe ab Ecclesia , que dicitur Estiva , 
et prope Monasterìum, quod vocatur Yìgelinde, et ibi constitutas^ et capellam 
illam ibi hedificatam, et constructam in honore Beati Jhesu Christi Archan- 



MILANESI. 5.^ 



t^'eli Raffaellis, atque Balneum, cum areas^ in qua extant, curie, et orto^ omnia 
simul, et omnes hediAcias, vel fabricatam inibis constructas. Et mibi ex coni- 
muflone advenit ìpsas... et capellas, atquo Balneum , cum areas , curie « et 
orlo^ meum Senodochium esse inslituo, da parte Monasterii Beati Christi Con- 
fessoris Ambrosìi, ubi ejus Sanctutn bumatum quiescit corpus , situm in Su* 
burbium Mediol. Civit. ab Gaidulfus^ qui nunc modo inibi Abba esse vìdetur. 
Et statuo, atque per hac pagina judicati confirmo post meum decessum 
habendum a presenti eundem meum Senodochium, et inibì pertinere de- 
beant Massaricios tres juris mei , quos habere videor in loco , et fundo 
Baciana, cum casis, et omnibus rebus ad ipsos tres massaricios pertinen- 
tes ; atque dnas eas massaricias in Maconago, et in Cermenate ; massaricias 
duas, et pralos duos propc Monasterio Sancii Simplicianì, situm in Suburbium 
hujus Mediol. Civit. Ita ut prediclis casis, et rebus ad eisdem massiariciis per- 
tinentes vel aspicientes , mihi jusle , et legaliter perlinentes ; in inte- 
grum post meum obitum in eundem permaneant Senodochio faciendum 
parte jamdicti Senodochi , ut per hanc meam ordinatignem statuo , po- 
siea legaliter quod voluerint , prò anime mee remedium. Illis vero casis , et 
rebus in Salvanecio, et in Quartello, cum familiis servos, ancillj», aldiones , 
aldianas, omnia et in omnibus ad ipsas duas massaricias perlinentes vel aspi- 
cientes, quas ante hosr dies per aliam meam ordinationem Amelberga Monacha 
Nepta mea, Monasterio, quod dici tur Dathei, usufructuario nomine, diebus vite 
sue haljendum contuìi; statuo , et per hanc meam ordinationem coniirmo, ut 
a presenti post decessum ejusdem Amelberga Monacha Nepte mea predìctis casis, 
et rebus in Salvanecio, et Quartello, cum familiis servos, ancillas , aldionas , 
omnia et in omnibus ad ipsis casis, et rebus perlinentes, vel aspicientes, sicut 
eideni Amelberga Monacha pertinebat, ante hosdies per alia.m meam ordina-^ 
tionem diebus vite sue usufructuario nomine habere dixi in integrum , post 
ejus decessum , in eum meum Senedochium deveniat , potestate , faciendum 
exinde postea pars predicti Senedochi quod providerit, prò anime mee reme- 
dium. Massaricios duos juris mei , quos habere videor in vico, et fundo Au- 
reliano, volo, et per hunc meum judicatum confirmo, ut a presenta post meum 
decessum sint in potestate de Presbitero, qui prò tempore missa, et officium, 
et luminaria feceritin eandem meam Capellam infra prcnominatum Senedochium 
constructa in honore Sancii Archangeli RafS^lli, faciendum ex frugibus earum, 
vel censum, qnibus ex ipsas duas massaricias annue Dominus dederit Presbi- 
tero, qui in eandem Capellam prò tempore Ofiicialis fuerit , ad suum usum , 
et benedictionem, vel subsìdium, quod providerit. Ita ut ex predictis rebus ad 
ipsum Presbiterum, qui inibi prò tempore Ofiicialis fuerit non minuantur, nec 
de ipsum meum Senedochium, vel Capella, subtraantur , prò anime mee re- 
medium. Et ipse Presbiter fayiat mihi cotidie Missas , Vesperum, et Matuli- 
nmn, ut mihi peccatori ad anime proficiat salutem, et gaudiumsempiternum. 
Casas solariatas, et salas, cum areas in qua extant, et curie simul tenente non 
longe ab jamdictum Senedochium , positas infra hanc Urbem Medici. , quas 
Andrea Clerieus Nepoto meo per aliam meam ordinationem, diebus vite sue, 
usufructuario nomine, habendum institui, statuo habere, post ejusdem Andrea 
Clerieus Nepoto meo discessum , ipsum Presbiterum illum , qui prò lempore 



56 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

injaniCapelIa memorata mea OSicialis fuerit, ad ìnhabitandum, et resedenduffi, 
t't ìnjtiì facìendum quicquid ei necesse fuerit, prò anime mee remedium. Oli- 
verium meum , quem habere videor in loco , et fundo Leood , prope Lacum 
(lomense^ et mihi advenit per cartula..... de Randìgnone Subdiaconus, de Or-' 
dine Sancte Mediolanensis Ecclesie , in integrum volo , ae per meam ordina- 
tionem confirroo, ut a presenti post meum obitum , in eundem Senedochium 
deveniat potestatem, et ibi postea perpetualiter debeat pertinere. Et hoc statuo, 
atque per hunc meum judicatum confirmo, prò amore Dei, et Domini nostri 
JJiesu Christi, ut Senedochium istum sit rectum, et gubernatum per Yvarim- 
l^ertus humilis Diaconus, de Ordine hujus Sancte Mediolanensis Ecclesie, Ne- 
poto meo, et Filius bone memorie Ariberti de Besana, diebus vite sue. Et per 
liane meam ordinationem instituo, ut ipse Yvarimbertus Diaconus, diebus vite 
s\xe, infra ipsum Senedochium, vel casas meas omni anno, in capite annualis 
defunctionis mee, pascat et nobiles Presbiteros duodecim, et det eorum cereos of- 
fersionis, et per unumquemque Presbiterum denarios temos, ut mihi Missas ca- 
nere debeant. Simi^que statuo, ut Yvarimbertus Diaconus infra eadem domum, 
vel Senedochium a me constitutum, similiter omni anno, diebus vite sue, in 
capite annualis defunctionis mee, pascere debeat Pauperes centum, et det per 
unumquemque Pauperum dimidium panem, et companaticum , lardum, et de 
caseum Inter quattaor libra una , et vino stano uno ; et cum refecti fuerint 
Deo dixerint laudes, et mihi, ac parentibus meis ad anime proficiat salutem, 
et gaudium sempiternum ; et si bene inde fecerint ibat vìtam eternam. Nam 
dum ipse Yvarimbertus Diaconus in hoc seculo advixerit, post meum obitum, 
in ipsam Gapellam nuUum Presbiterum Officiale ìnibi sit, nisit ab eo misso, 
vel ordinatosi post autem ejusdem Yvartmberti Diaconus Nepos meus di- 
seessum, volo, et per huno meum judicatum conilrmo, ut a presenti jamdictum 
Senedochium a me constitutum, et ipsa Capella, cum omnibus casis, et rebus, 
et massariciis ad eundem meum Senedochium pertinentes, vel aspicientes a 
me inibi iirmatis, vel que ibi pertineant , tam casis, massariciis, et rebus ad 
eis pertinentibus, tum familiis servos, ancillas , aldiones , aldionas , utriusque 
sexus , omniA, et ex omnibas , sicut superius , per istum Yvarimbertus Dia- 
conus diebus vite sue rectum, et gubernatum institui esse, ita cum omni in- 
tegritate,, vel soliditate, statim post ejusdem Yvarimbertus Diaconus Nepos 
meus discessum fìat rectum, et gubernatum per Abbatissa , que prò tempore 
fuerit ordinata Monasterio Domini Salvatoris, quod appellatur Guigelinde, et 
ubi modo inibi Guarimberga Deo dicata Abbatissa esse videtur: et pascat 
illa Abbatissa , que in eundem Sanctum , et Yenerabilem Monasterium , prò 
tempore , fuerit , per omni anno , in capite annualis defunctionis mee, usque 
in perpetuum, nobiles duodecim Presbiteros, et Pauperes centum; et det eo- 
rum , et adimpleat sicut superius legitur , et jamdicto Yvarimberto Diaconus 
dare, et adimplere dixi : proficiscente mihi in aeternam beatitudinem. Et quod 
superfluum ex ipsis casis , et rebus annue Dominus dederit de fruges , vel 
rensuni, ipsa Abbatissa, et Monachas , vel Sorores illius Monasterii, que inibi 
prò tempore fuerint, et Deo deservierint, ad suorum habeant usum, vel sub- 
sidium, et benedictionem, ut mihi cotidie officias faciant ; profìciente mihi et 
parentibus meis in »ternam vitam. Et postquam venerit ipsum Senedochium 



MILANESI. 37 

potflsUte regendum, et gubemandum Abbatissa Monasterii ipaius^ quod dicLtur 
Goigelinde , in eandem meam Gapellam ab ipsa Abbatissa sit Presbiter ordì* 
natuin, et missam, officias, et laminarias inibi eotidie faciendom, quaìiter ipsa 
Abbatissa voluerit, aut potuerit ; et quaìiter exinde feoerit Deam habeat re- 
tributorem, sive in bonom, sive in malam. kt si, quod fieri non credo , nec 
Dens permittat , sin unquam in tempore alla yenerit Persona , vel Potestas , 
aut Pontifex hujus Sancte Mediolanensis Ecclesie, qui hunc meum statutum , 
jodicati, et ordiuationis inrumpere quesierit, et in ea omnia, quaìiter superius 
lefitor, et mea decrevit voluntas , firmum , et stabile permanere non pernii* 
sent, cum Juda traditore sit comdempnatus in perpetuum. Et dum Dominus 
in hoc secuio mihi vitam concesserit , omnia ut snpra in mea reservo pote- 
state, faciendum, et ordinandum, quomodo, aut quaìiter voluero : et si in alio 
modo non remutavero , sic maneat iimium , et stabile, sicut superius statui , 
et mea decrevit voluntas, prò anime mee remedium. Hanc enim cartulam ju- 
dicati, ordinationb , seu dispositionis mee pagina Petrone Notarium tradidit , 
et scrìbere rogavi, in qua subter confirmans, testibusque obtulil roborandam. 
— Actum in ista Civit. Mediol. — Andreas, p0r Dei miseratione, humilis Ar- 
ehiepiscopufi in hac ordinatione a me facta. SS. — ApoHnarius Judex Domini 
Begis rogatus testes SS. — Andreas Notarius rogatus teste SS. — Davit filius 
iobannis da Mediol. rogatus SS. — Ambrosins Notarius rogatus SS. — Aot- 
tofredus, Filius ilem Rotofredi Judicis, rogatus SS. Ego Petrus, humilis Sub- 
« diaconus, rogatus SS. — Adelaeotus Glericus, Filius Petri de Gratis, rogatus 
SS. — Rodulfus rogatus SS. — Ego qui supra Petrus Notarius, Scrìptor hujus 
Cartolo judicali, et ordiuationis, seu dispositionis post tradita compievi, et dedi. 

An. 905. s= Sentenza di Andrea arcivescovo di Milano, e di Ragifredo giudice 
messi imperiali, a favore di Gaidolfo abate di sant'Ambrogio. Murator. mprac 
Twn. I, pag, 11. 

Idem. = Sentenza di Andrea arcivescovo, nella stessa causa contraria al • 
r abate di sant' Ambrogio. Èiurator, supraeil. pag. Ili, 

Grca Vanno 906. =» Sentenza data in Pavia alla presenza del re Beren- 
gario da Giovanni vescovo di Pavia ed Adelberto vescovo di Bergamo, da lui 
delegati insieme con Aicone arcivescovo di Milano, ed aHri, nella stessa causa.' 
Muratùr. supraeiu Tom: II. pag. 933. 

An. 918. = Sentenza di Berengario, nipote dell'imperatore Berengario e conte 
di Milano, e messo imperiale, a favore del monistero di sant'Ambrogio. Afu- 
rator. supracU, Tom. I. pag. 45i$. 

» 9M. ss Diploma di Berengario imperatore, conceduto ai canonici di Monza. 
lueéhi. Glorie di Monza, pag. 85. 

»942. =» Diploma di Ugone e di Lottarlo re d'Italia, conceduto al moni- 
siero di sant' Ambrogio di Milano. Purieell. Ambrot. N. i64. 



S8 DOCUMENTI lUUSTRATIVI 

An, 932. =3 Diploma di Ottone re d'Italia in favore delmonistero di sani* Am- 
brogio di Milano. NeW archivio dello gte$$o MonUUro, » Iq nomine Sancte , 
et Individue Trìnitatis. Òtto divina favente clementia Rex. Omnium Fidelium 
Sancte Dei Ecclesie nostrc^rum, presentium scilicet, et futurorum noverit in* 
du9tria, qualiter, interveniente petizione dilecte Gonjugis nostre Adelegide, at- 
que Brunonis Karissimi Fratris nostri , per hoc nostrum preceptum , prò ul 
jure, et ìegaliter possumus, conoedimus, donamus, àtquo largimur in Cenobio 
Beati Ghristi Gonfeasoris Ambrosii , ubi ejus venerabile corpus quiescit bu- 
inatum, areas quinque terre, juris Regni nostri, infra Mediolanensem Givita^ 

tem> in locum, ubi publicum Mercatura extat Yna area , ubi statione de- 

.super extant^ quas tenere videtur, jam alias q. Ambrosii , itemque iohanni , 
qui et Grassus vocatur, atque Pradus, Filius Mangonis. Goeret de duabus par- 
tibus via ; de tercia parte Sancti Ambrosii, et Azonis, Fratris Vvalzonis Ne- 
{(Otiatoris ; de quarta parte similiter Sancti Ambrosii. Alia area, ubi Siatione^ 
siniiliter extant. Goeret ab una parte Gloaca; ab alia parte heredum q. Adoaldi; 
a tercia parte via. Tertia quoque area coeret a tribus parlibus Sancti Ambrosii; 
a quarta vero via. Quarta quoque area ibi prope , ubi Puteus Regis extat. 
Goei^t ab una parte Sancti Ambrosii, ab alia parte heredum q. Giseprandi ; 
a tercia via ; a quarta parte acoessio. Quinta vero area coeret ab una parte 
via ; ab alia aceessio ad domum Arduini ; a tercia parte terra et casa prefati 
Arduini ; a quarta parte Dominici , qui et Karolus. Insoper concedimus ad 
Monasterio Salam unam cum area, in qua extat, similiter juris nostri Regni^ 
infra prelibatam Givitatem, in pretaxato Mercato sitam^ cum stationibus inibì, 
banculas ante se habentibus; ubi coeret ab una parte suprascripta Cloaca; da 
alia parte... pubblica ; a reliqiiis duabus partibus vie. Que prelibate quinque 
aree> cum supradicta simul collecte, sunt per mensura tabulis viginli quatuor: 
nec non.... prò mercede, et remedio anime nostre , et ipsius nostro Gonjugis 
Adelegide, seu etiam prò remedio anime q. Predecessorìs nostri Regis Lotharii, 

in prefato Monasterio jus^ et dominium omne transfundimus Capella, que 

est in honore Beate Marie , et Sancti Jacobi Apostoli , atque Sancti Geórgii 
Martiris, constituta infra.... Beati Ambrosi! Ecclesiam, in qua jam dictus Lo- 
tharius humatus quiescit, a predicti Monasterii... luminaria reparentur, et Ec- 
clesiastica Officia jugiter celebrentur ; ut pars jam dicti Monasterii habeat , 
teneatj firmiterque possideat, tam Aupaldus, qui nunc Abbas in ipso Mona- 
sterio preesse videtur, quam et Successores, qui prò tempore fuerint ; habeat- 
que potestatem tenendi , Iaborandi j et quidquid secundum Deum esse decre- 
verit animo faciendi, omnium hominum con tradizione remota. Si quis igitur 
hujus nostri precepti paginam infringere temptaveril, sciat se compositurum 
auri optimi libras LX , medietatem Kamere nostre > et medietatem prelibato 
Monasterio Sancti Ambrosii. Quod ut verius credatur, dilìgentiusque ab omni- 
bus observetur , manu propria roborantes , annulo nostro jussimus insignirì. 
Signum Domni Ottonis Serenissimi T-|- T Regis. — Bruno Gai\cellarius, 
ad vicem Manassei Archiepiscopi, et Archicancellarii recognovi. — Datum XV. 
Kal. Martii, Anno Dominice Incarnationis DGCCC... Indictione X. Anno Regni 
Donini Ottonis Regis hic in Italia primo. Actum Civitate G umana in Dei no- 
mine feliciler. 



MILASESI. SO 

Am. 9^. s Dichiarazione di Aupaldo abate di sant'Ambrogio di Milano a 
favore de* suoi servi di Lemonta. Jétrator. Aniiq. medii ceti. T, Ili. p, 717. 

. 962. = Sentenza di Valperto arcivescovo di Milano a favore di Grompaldo 
abate del monistero di ToUa nella diocesi di Piacenza. Campìy Istoria di Pia- 
cenza. Tom. I. 

Idem. =■ Diploma di Ottone imperatore con coi dona al vescovato di No- 
vara alcuni beni, dopo aver conquistata risola di san Giulio^ nel lago d'Orta. 
A Basilica Petri. Noearia Saera. Lib. 1, pag. 176. 

An. 975. =3 Véndita di alcuni beni , altre volte di Alone conte, figliuolo del 
fu Wiberto, anch' egli conte del luogo di Lecco. NeW arhivio del monistero di 
sant'Ambrogio. = In Christi nomine. Otto gratia Dei Imperator Augustus 
anno Imperli ejos octavo , mense Julius , Indictione lercia. Constai me Um* 
bertus, qui et Teuzo FU. q. item Umberti de Vico Caligo, qui professo sum, 
ex Nacione mea. l^e vivere Langobardorum, accepisse, siculi et In presencin 
testium manifesto sum, quod accepi ad te Ferlinda Fiha Bone Memorie Ber- 
tari, de Loco Bovulco, argenlum denarios bonos libras legilimas duodecim , 
abente prò unaquaque libra denarios duocenti quadraginta , finitum precium 
prò Corte una, que nominalur Bruscanti domui coltile, seu cum Castro « qui 
dieitur Baliade, cum Capella, et Massaricies sorles abenle^ Molendinos, Servos, 
et Ancillas, Aldiones, et Aldionas, mobile^ ed immobile ad jam dieta Corte 
pertinente in integrum nominative , quais mihi , qui supra Umberti , qui et 
Teuzo, per una cartula vinditionis obvenit, ab quondam* Alone Come q. Wi- 
berti item Gomiti Filius de Loco Leuco. Que autem suprascripta Corte domui 
coltile, una cum predictà Capella, seu, cum jam dicto Castro, atque cum pre- 
dictìs casis, et rebus, Servos, et Ancillas, Aldiones^ et Aldionas, mobile ^ et 
immobilibus, qualiter superius legitur, casis ^ et rebus que supra , cura supe- 
rioribus, et inferiorìbuSy seu cum finibus , et accessionibns suarum , una cum 
ipsa cartula, qualb mihi^ obvenit, et omnia, quod . in ea legitur^ qualiter mihi 
pertinet, aut pertinuit in integrum, ab hac die libi, que supra Ferlinde, prò 
saprascripto argento, vendo, trado, et mancipo , nulli alii vendilis , donalis . 
alienatis, obnossiatis vel traditis, nisi libi: et.facias e&inde a presenti die tu^ 
et cui tu dederis, vestrisque heredibus jure, proprietario nomine, quicquid 
voloeritis; sino omni mea, qui supra Umberti, et eredibus meis, contradi- 
ctione, vel defensione, et sino mea auctorìtale, et absque restauratione, extra, 
quod fieri non credo , si de meum datum , aul factum , vel Iraditum exinde 
in alia parte aparuerit, cui ego dedissem, aut fecissem ; lune si aparuerit, et 
claram factum fuerit, autores, et defensores esse promito cum meis heredibus; 
et si tali ordine defendere non potuerimus, aut si centra hanc carlulam agere 
qnesierìmus, lune in duplum vobis predictà Vindilrici restiluamus melioratis 
quern in tempore fnerint, aut valuerint, sub extimatione iusta, et rebus ipsis 
it consimilis locis, quia sic inter nobis convenit. Aclum Castro Leminne. — 
Signum t manus suprascrìpti Umberti, qui ac cartula fieri rogavit. — Si- 
gnum tt manibus Arioaldi) et Warimberti Germanis suprascripto Umberti, 



40 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

qui in ac càrtula manum posuerunt. — Signum ff manibus Giselberti de 
(]i\inuseulo, Ugoni , qui et Bezo de Glariole, testium. -^ Dagibertiis Judex 
Doinni Imperatoris rogatus subscripsi. — D^imbaldus Judex domni Impera- 
toris rogatus subscripsi. — Johannes Judex Doinni Impei^toris rogatus sub- 
scripsi. — Benedictus Notarius Sacri Palatii scripsi , post traditam compievi, 
et dedj. 

An, 979. = Relazione della fondazione del monistero d*Arona. Zaccaria, De 
Santi Martiri CarpeforOy ecc. Lib, IL 

• 997» = Diploma di Ottone ìli imperatore conceduto al monistero di san- 
l'Ambrogio di Milano. Pariceli. Ambros, n. i92. 

Idsm, = Disposizione testamentaria di Andrea primicerio della santa chiesa 
milanese. Saxius. Series Archiep. MedioL Tom, II, in Landulpho IL 

Idem. = Disposizione testamentaria di Landolfo II arcivescovo di Milano. 
PùricelL AnU)ros. N, 227, et Nazar, cap, 86. 

An, 998. ^=s Altro diploma di Ottone III imperatore conceduto al monistero di 
Santambrogio di Milano. Furiceli, Amhrat, N, 193. 

Circa gli stessi tempi, =» Terzo diploma di Ottone III, come sopra. Pùri- 
celL Ih, N. 194. 

Idem. = Vendita di una gran quantità di beni per la maggior parte nel 
Milanese , fatta da Liulefredo vescovo di Tortona a Ottone duca. Muralor. 
Antiq. medìi ati, Tom. Ili, pag, 741. 

Idefn. = Privilegio di papa Gregorio V conceduto al monistero di sant'Am- 
brogio. Pmicell, Ambros. N. 195. 

An, 999. == Confermazione della vendita di alcuni beni presso Monza fatta da 
Oberto marchese e da Railenda contessa sua moglie. Nell'archivio del moni- 
stero di sant'Ambrogio, =^ In Ghristi nomine. Tercius Otto gratia Dei Imperator 
Augustus , anno imperii ejus tercio , quinto die mense Marcius , Indictione 
duodecima. Promittimus , atque spondimus nos Domnus Otbertus Marchio , 
Fil. Bone Memorie item Otberti, qui fuit similiter Marchio, et Railenda Co- 
metissa, Fil. Bone Memorie Riprandi, qui fuit Comes, qui professi sumus lege 
vivere Langobardorum ; ipse Otbertus, Marchio Jugale , et Muudoaldo meo, 
mihi, que supra, Railenda Coroetissa consentientes, ac subter in omnibus con* 
iirmantes, et, iusta lege, una cum noticia de propinquioribus Parentibus meis 
que supra femine corum nomina supter leguntur in eorum presentia de ipsis pa- 
rentibus meis vel testium presentia, certa facio, professione et manifestacione, Jo 
quod ab ipso Jugale, et Mundoaldo meo, nec ad quempiam ominem, nuUam me 
pati violencia, nisi mea bona, et spontanea voluntate, ac cartula promissionis fa- 



SILANB6I. 4i 

cere Tisa stim libi Lanfredi, Fil. q. Ugoni de Vico Grate, eo tinore, qualìter hic 
subler legitur, conlinaerit; ita uta da modo in antea non anquam in tempore 
non sit nobis, eorom supra, Jugalibas, nec nostris Filii, vel eredes, nec nostra 
summitantes personas, per nallamvis ingeniuro, quod fieri potest oponente capi- 
tolo, licenliam, nee potestatem conlra te, qui supra Lanfredos, nec contra tuos 
eredes, nec contra cui voe dederitis, agere, nec causare; nominative de rebus 
territoriis illis iuris tui, qui supra, Lanfradi, qui reiacent in locas, et fundas 
Modida, Sancto Damiano, Gauriaco, Octavo, quas nos, quibns supra Jugalibus, 
anteosdies, per cartulamvinditionis, et prò accepto pretio in te emisìmus, etc. 
Aetum Giyitate Ticinum. — Otbertus ... — Signum f manus suprascripte 

Railende Gometissa, que ac cartula promessionis fieri rogavit, et ei re- 

lecla est — Ego Berengarius Sancte Mediolanensis Ecclesie Subdiaeonus , 
FOius ejusdem Ragliente anteriori Tiro, interrogavi, et subscripsi. — Si- 
gnom f t manus . . . suprascripte Ragilende , et Wilielmi, propinco Parente 
ejusdem femine . . interrogaverunt, ut supra et in hac cartulam ad confirman- 
dam mannm posuenmt. -— Signum f f manibus Auriprandi, Fil. q. Loter . . 
de Vico Areiato . . et Olderici de . . . seu Vvalchis de Galvinate , testes. — 
Benedicttis Notarius, et index Domai Imperatoris, presencia Domni Bernardi 
Comes, scripsiy post tradita compievi, et dodi. 

Idem. Permuta di alcuni beni fra Arnolfo, arcivescovo di Milano, e Lan- 
(redo aliate del monistero di san Salvatore d*Arona. faeearia, De'Santi Gra- 
Umno e FeUno, Lib. HI, pag. ili. 

in. 1000. « Diploma di Ottone III imperatore, conceduto alla canonica di 
san Giovanni di Monza. Zueehi wjpraccit.y pag, 95 



SEGOLO XI. 



An, iOOl. » Diploma di Ottone III imperatore, con cui concede al moni- 
stero di san Salvatore di Pavia molti beni, in gran parte nel Milanese, che 
erano stati a lui donati da Liutefredo vescovo di Tortona. Murator, Antiq. 
^dii mi Tom, IV, pag. 197. 

• 1002. <— Diploma di Ardoino re d'Italia, con cui dona a Pietro vescovo 
di Como quella parte del castella di Bellinzona che ancora apparteneva al 
'«gio diritto e dominio. TatH, Annali, Tom. II, pag, 817. 

Idm, =s Diploma del medesimo sovrano a favore del clero di Gomo, a cui 
dona il piccolo contado di Gbiavenna. Tatti sopraeit, pag. 819. 

A». 1005.^ Permuta di alcuni beni tra Arnolfo arcivescovo e Alteramo abate 
del monistero di san Vittore in Milano. Carta neW Archivio delh iUsso moni- 
iterai, es Iq nomine Sancte, et individue Trìnitatis. Henrtcus gratia Dei Rex, 



42 DOGUMBKTI ILLUSTRATIVI 

anno Regni ejus hic in Italia primo^ mense Aprilis, Indictione terti^ ComU' 
tatio boniB fidei nossitur esse contractum, ut ad vicem emptionis obtineat fir- 
mitalem, eodemque nexu obligant contraheutes. Placuit itaque , et bona con- 
venit \oluntate inter Domnus Arnulphus Reverendissimus hujus Sancte Me- 
diolanensis Ecclesie Arehiepiscopus , nec non et inter Alteramus Religiosus 
Abbas Monasterìo Beati Ghristi Martyris Victoria, ubi ejus Sanctum Corpus 
requiescit, qui est construauoQ foris, et non multum longe ab ac ciyitate Medio- 
lani, ut in Dei nomine debeat dare, sicutetex presenti dadit, bis ipse Dom. 
nus Amulfus in causa eommutacionis nomine presenti die a parte ejusdem 
Monasterii Sancti Victoria abendum, id sunt aliquantis rebus Territoriis jurìs 
ipsius domui Sancti Ambrosi], et Arcbiepiscopati ejusdem Sancte Medioìanen- 
sis Ecclesie, quibus sunt positis in locis, et fundis Laurentiglo, et ubi Runco 
Sylvestrì dicitur eie. — Vnde ad yicem recepit bis ipse Arnulfus Arehiepi- 
scopus ab eodem Alteramus Abbas , a parte crjusdem Domuis Sancti Ambro- 
sii, et Archi^iscopatas ejusdem Sancte Mediolanensis Eoclesiae, abendum si- 
mul in causa comutaeionis nomine. Id sunt aliquantis rebus territoriis . . . 

ipsius monasterii q in Vico , et fundo Ugobaldo ecc. ^ Et 

quidem ut ordo legis depossit, et ad anc previdendam comutaciobem ac- 
cessit super ipsis rebus a previdend idest Petrus bumilis Presbyter 

de Ordine ejusdem Sancte Mediolanensis Ecclesie, Missus idem Domni Arnulfì 
Archipresuli, ec. — Ego Arnulfus Dei gratia Arehiepiscopus subscripsi. — Ego 
Petrus Dei gratia humiiis Presbiter missus fui, ut supra , subscripsi. •— Arìoal- 
dus Judex Sacri Palatii extimavi , ut supra , et subscripsi. — Adelmarìus 
Judex Sacri Palatii extimavi , et subscripsi. — Petrus Judex extimavi , et 
subscripsi. — Ariberttts Judex Sac. Pai. rogatus subscripsi. — Ariprandus 
Judex. — Mauritius Judex Domini Regis rogatus subscripsi. — David Nota- 
rius scripsi, post tradita compievi, et dedi. 

An. i005. = Diploma di Enrico II re di Germania, primo re d'Italia^ in 
favore del monistero di sant'Ambrogio di Milano. FwricélL Ambros. N, 206. 

» 1006. » Livello di un pezzo di terra dentro lacittà di Milano presso il moni- 
stero di s. Salvatore di Vviglinda, ora di santa Radegonda, dato da Elena badessa 
del medesimo monistero a Landolfo véscovo di Brescia, figliuolo del fu Dagiberto 
del luogo d'Arsago. Carta neW Archivio del medesimo Monistero. =^ Henricus Dei 
gratia Rex. Anno regni ejus hic in Italia secundo, Mensis Madii, Indictione quar- 
ta. Elena Deo dicata Abbatissa Monasteri! Domini Salvatoris, qnod dicitur Vvi- 
gilinds , dedit ad libelium Landnlfo Ghristi misericordia Episcopo Sancta» 
Brixiensis Ecclesia; Filio quondam Dagiberti, qui fuit de loco Arciaco, usque 
ad annos vigintìnovem expletos, petiam unam de terra, cum sala una, et Ca- 
sina una, juris ejusdem Monasterii , rejacentem intra hanc Civitatem Mediol. 
prope ipsum Monasterium, seu juxta Ecclesìam Sancti Arcangeli Raphaelis , 
cohaeret ei da mane, et monte, seu ex parte meridie alia terra ipsius Mona- 
sterii, ipsa Ecclesia S. Raphaelis: da sera via publìca; et est petia ipsa de 
terra tabul. legiptimas sexaginta, et octo, prò annuo censu argenti den. bon. 
Mediol. sol. quinq. solvendl per omnes Festivilates S. Martini, infra octo dies 



MILAMBSI. \ 45 

aatea» et infra octo postea. Si vero idem Landulfus Episcopiis venuodare vo- 
]iierit pnedicUoi terram «ciré laciat eidem fileu» Abbatiss» infra dies tri- 
giata ad amendum justam pretium : quo termino elapso , et Abbatiasa non 
emante, ipse Landulfus Episcopus vendat cui vuU, salvo canone, seu censu pnD> 
dido. Aetum ista Ci vitate Medio! . — Elena Abbatissa a me facto SS. — 
Vvarìmbertus Notarìus rogatus SS. -^ Teudulfus Notarius rogatus SS. -^ 
Lanfraneus rogatus SS. — Angilbertus Notarius, et Judex scrìpsi, post tra- 
dita eomplevjj et dedi* 

il». 1006. 3» Dqiloma del re Enrico in favore di Everardo vescovo di Como , a 
a cui dona la metà del vicecontado di Valtellina. TatH $9praeU. pag. 827. 

> 1007. =» Donasione di alcuni beni fatta da un certo Fulculno alla chiesa 
di Santa Maria da lui poc'anzi eretta in Milano, ed agli ecclesiastici della 
medesima. Murator, $upracH. Tom. IV, pag. 957. 

• 1008. =» Donazione di una gran quantità di beni in diversi contadi, fatta 
da Ilderato del luogo^ di Comaazo allora nel Milanese, ad un roonistero da lui 
fondato nel Lodigiano. Carta nell'Archivio Ambrmano. «» Anno ab Incamatio* 
ne Domini Nostri Jesu Ghrìstt millesimo nono , decimo Kalendas Januarii , 
lodietione VII. Dum pius> ac redemptor omoiom rerum Omnipotens Dominus 
onrnes homines in hoc seculo vitam concedit, semper dcbet illud agere, quod 
Domino acceptabile sit, ac purum munus Domino offerre ; unde in hoc se- 
rulo protegente Christo, incolomnis esse repertus, et quod melius est vitam 
possidere mereatur etemam. Qua propter nos Ilderadus filius qd. Agini, qui 
et Otto , de Loco Gommatio , qui professus sum ex nacione mea lego vivere 
Raboariorum, et Rolenda filìa qd. Lanfranci Gomitis iogalibus , que professa 
sum ex nacione mea lege vivere Langobardorum , sed nunc prò ipso viro 
meo lege vivere videor Rubuariorium , ipse Ilderadus iugale , et mnndualdo 
nteo qs. Rolenda mihi consenciente , et subter confirmante , et ut lex abet 
auctorìtas, una cum noticia de propinquioribus meis parentibus qs. femma , 
quorum nomina subter leguntur. In quibus quorum presentia de ipsis meis 
parentibus, vel tesiium, facio certa professione, et manifestacione, ho quod ab 
ipso mondualdo meo , vel iugale, nee a nullum hominem nuUam me pati 
^iolencia, nisi mea bona, et spontanea voluntate hanc ordinacionem , et di- 
^pofiitionem facere visa sum. Acceptationibus , superno conulio , divina eie- 
loenlia operante hedificare visi sumus Monasterio in honore Sanctomm Ma^- 
tymm Viti et Modesti, atque Grescentie, que videtur esse intus Gastro, quod 
nomioatur Sancti Viti ; seu etiam donamus, et offerrimus in eodem Monaste- 
fio Sanctomm Martyrum Viti, Modesti , et Grescentia , in presentia Arduini 
Comes, ad portum, quod dicitur Plriolo super Ripa Adda, in via publica, in 
juditìo aderint cum eo Adam , qui et Lanfraneus, Daiberlus, Atto, Anselmus, 
Ubrandus Judices Sacri Palatii, Adroaldus, Alrìcus, Vvimpertus, Gonstantinus 
'^ge viventes Rubuariorum, Albericus de Goldenica, Vitos, qui et Sigerardus, 
Vvifredus de Garcani^ Ariprandus de Gasale, Vvido de Gasinusco , Alkerius 
^6 Carìmala, et reliqui plures, ibique in eodem loco erant, ei ibi tam in ed< 



44 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

rum» quamque, ^i in presentia testium, idest totam Gurtem Gasalis Lapani, 
quod vocatar Sancii Viti, cum Villa, et Castro, ciim omnibus rebus, totam deei- 
maro, et quartam, sicut pertinet ad ipsam eurtem, cum omni honore, et destricto, ter- 
ritoriis, vineis, campis, pratis, pasquis, stellariìs, pasquis, gerbis, silvis, mon- 
tis, et valiis in Adua, mollendinis, piseationibus in lacis ipsius per totis perti- 
nentibus, omnia in integrum abeat, sicut pertinet ad ipsam curtem. Item volu- 
mus, seu offerimus Deo prò animabus nostris, seu nostrorum parentum , ut 
supra Monasterìo abeat medietatem curtis Senetboco, cum villa, et castro, et 
ecclesia, decima tota, cum quarta, sicut pertinet ad ipsam curtem, medieta- 
tem vero reservamus in nos, post vite terminum nostrum per animas, vel 
parentum nostrorum, sit tota in integrum, cum distrìcto, vel cum omni ho- 
nore, supra memorato Monasterìo , jure proprietarìo ; medietatem vero curte 
Vitizasca, cum porto toto, et destrictum de omnibus rebus ipsius Curtis per- 
tineutibus, omnia in integrum donamus, et ofierimus Deo in oblàtione supra- 
dicto Monasterìo : item ad Casalis Gausarì donamus , seu offerìmus Deo in 
oblàtione ad Monasterium Sancii Viti IIII. Ecclesias, quas faabere visi sumus 
in ipsa curte. Prìma que est constructa in honore Sancii Salvatorìs ultra ri- 
vulus Brembioli , et habet triginta sex iugias de terra aratoria in simut , 
omnia iuxta se. Secunda vero est intus Castro, et est edificata in honore San- 
ctorum Martirum Gervasii, et Protasii, et habet tres mansos de terra arado- 
rise, atque vidata, forìs villa illa. Terlia autem est foris villa, que est constructa 
in honore Sancii Zenonis, et habet sexaginla et octo iugias de terra aratoria 
vidata in circuita suo, et habet decem de viginti novem mansos de terra ante 
vidata. Quarta vero est ibi proxima, et est constructa in honore Sancii Mar- 
tini, et habet decem et octo iugias de terra aratoria vidata ante se , et habet 
quarlam in circuita suo de curtis scilicet Casalis, Monte Ilderadi, Zorlesco, et 
Vithathoni, decimam vero totam, et fictum de molendinis omnibus, vel fullis^ 
sicut pertinet ad ip^m curtem Casalis, decimam vero portionem de tota curte, 
que vocatur Monte Ilderadi, et Ecclesias, que sunt in ipsa curte, cuncla de- 
cima, et quarta donamus, et offerìmus Deo in Monasterìo: deinde octo man- 
sos de terra, quos abemus in loco ubi dicitur Super laco, prope sancto Flo- 
riano, cum toto laco ilio, vel rio, qui pergit in fluvio Lambro, terra arato- 
ria, prata , buscalia , paluda, caneto omnia in integrum offerìmus Deo in Mo- 
nasterìo : item curte que vocatur Camariaco prope ipsum Monasterìo , cum 
ecclesias, decima, et quarta, cum distrìcto, et cum omni onore, omnia inte- 
grum offerìmus Deo in Monasterìo Sancii Viti : item locus , qui dicitur Ga- 
t^ria, cum distrìcto, vel decima medie curtis, que vocatur Tilio, prope Casa- 
lis, cum decima de ipsa curte tota in integrum offerimus Deo in Monasterìo 
ultra iluvium Lambro curte qui nominatur Gereiitiaco tota cum omni condilio- 
ne, vel honore, et medietatem Villa qui dicitur Lanieri, que est sibi proxima. 
Offerimus Deo in supra nominato Monasterìo decimam portionem de tota curte 
Commatio, cum Ecclesiis suis, vel de omnibus rebus terrìtoriis , vel rejacen- 
tibus , scilicet de sediminibus , clausurìs , campis , silvis , pratibus , ger- 
bis , pasquis , piseationibus offerimus Deo in supramemorato Monasterìo : 
deinde decimam portionem de tota' curte que vocatur Lemine , cum ipsa 
Bcclesia , similiter de curte que vocatur Lugrati , seu Gabriano » atque 



UILANESf. 45 

Ravaria, cum suis Eedesiis, et Bcclesia que est eonstructa in hai^ore Sancti 
Petrì Apostoli , et habet centum viginti , et ceto iugias de terra juxta se in 
loeo qui dicitur Monticello Mantoano, ista omnia afferimus Deo in Monasterìo : 
iieui corte qui yocatur Domicultile, qui et prado Yalentiaseo, et Sale, et Li- 
moni, et Fossa Lovarìa^ et Valle Ilingolani in Raixana, cum castro , et ca- 

pella, seu casis cum omnibus rebus territoriis, Mollendiois, piseationtbus 

omnibus quantiscumque ad ipsam curtem pertinet , omnia in integrum , cum 
locis sapradictis donamus, et offerimus Deo in Monasterìo Sancti Viti nos qui 
sapra iugalibus, per nostras, et suprascripta qd. Agini, et Otto genitor meis, 
et DOS suprascrìpti Ilderadus et Rolenda animanim mercedem , et memorato 
Monasterìo abeat a preseiiti die et ora decimam portionem de omi^ibus rebus 
Qostris , quas nunc abemus vel in antea recte , et iuste adquirere poterimus 
nos nostrosque eredes, tam in sediminibus, vel ortis^ broilis, clausurìs, campis, 
vinets, pratis^ pascuis, silyis, padullis, piscationibos, tam in montibus , quam 
in pìanitiis, omnia ex omnibus, siv^ in castris, sive ubicumque abemus , vel 
abere visi sumus , omnia in integrum , donamus atque offerìmus Deo in Mo- 
nasterìo Sancti Viti. Item nos qs. iugalibus etiam voiumus, et iudicamus, seu 
per hanc nostram donationem confirmamus in eodem Monasterìo de pertinen- 
tb nostris servis , et ancillis , numero decem, quod sunt nomina eorum Dai- 
bertos, Johannes, Ambrosius, Nazarìus, Johannes, Victura, Marìa, Petreverga^ 
Cfbtina, Maria, Richilda, per animas nostras^ et suprascrìpti qd. Ottoni re- 
medium : insuper per cultelum, fistucum nodatum, vvantone, et vasonem terre 
atque ramum arborìs , ad partem ipsius Monasterii ex inde legiptimam faci- 
mus tradictìonem, et vestituram, et nos exinde forìs expulimus> vvarpuìmus^ 
et absentes nos facimus, et ad ipsius Monasterii proprìetetem abendum relin- 
quiinus, faciendum exinde a presenti die. Abbas vero Monasterii propter , ut 
ordinatus fuerit, potestatem vel licentiam abeat de omnibus rebus, vel famuli 
nominati, comutandi, ìibellandi, precaria faciendi, et convenientia faciendi, sine 
omnia nostra qs. iugalibus , et eredum , ac proheredum nostrorum contradi- 
elione. Notum sit omnium timentium Deum, quia votum vovi Deo adire in 
Jerosalem ad llmina Sancti Sepulcri prò peccatis inditjgentia adorare. Insuper 
Sanete Sedls Apostolice, cum fedssem ei uotum reatum meum, quia non aliter 
potuissem curare vulnera mea, precepit mihi, ut irem in peregrìnacione per 
tres continuos annos, scilicet tres vices, in Jerusaìem ad limina Sancti Sepul- 
cri , et centis oraculis Sanctorum Deum adorare, cum nudis pedibus, et sine 
ulla sustentatione equi, sine fuste, sine spe coniugii, et ibi fecissem diem non 
noctém debere facere. Cum vidissem ego nequaquam posse sufferre tantos la- 
Wes, cecidi ad pedes eius cum lacrìmis rogans, ut allevarci me tanto pon- 
tiere penitentie ; ille vero misericordia motus iussit mihi Monasterium edifi- 
care, et decimas omnium honorum possessionum meorum in Monasterìo Deo 
oflerre ; sed quia videtur nobis utile esse in paucis locis simul dare multum, 
qoam in pluribus concedere parum, ideo nos qs. Ilderadus, et Rolenda iuga- 
lis ordinamus, vel judicamus, seu offerimus Deo in oblatione Monasterìo, quod 
^isi somus edificare in Gomitatu Laudensis, intus Castro, qui vocatur Sancto 
^ilo, in loco, qui dicitur Gasalis Lupani, vel Senethoco, vel Gamarìaco, prò 
^nimabus nostris, nostrorumque parentum, idest curtem illam totam in simul 



46 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

cum castro, in quo Monasterio ordinamus scilicet Gasalis Lupanì, qui et Sancii 
Viti, cum ornai terrìtorio> vel distrìcto, cum decima tota, vel quarta^ porlum 
totùm, fictum Molendìni in in. Locas qui vocatur Gataria omnia in in.^ cum 
decima , et quarta , vel districto. Ad Gasalis Gausarì decimam portionem de 
omnibus rebus , cum totis Ecclesìis , vel territori is , cum decima tota , vel 
quarta^ et totum fictum Molendinorum, seu fullorum. Locus, qui dicitnr Super 
IftCus, cum toto laco, terra, prata, buscalia^ omnia in simul, sunt octo mansos, 
cum decima, vel dtstricto.NDecimam portionem de tota curte que vocatur Monte 
Ilderadi, cum Ecclesiis, cum tota decima, vel quarta. Similìter de curte Gomatio, 
que est in Gomitatu Mediolanensi.' Deinde Limine, que est in territorio Berga- 
mensis, et Lngrati, atque Gabriano, que sunt in Gomitatu Brixiense, atque Rava- 
rta,iiue est m Gomitatu Mantuense, et Mònticello cum Ecclesia Sancti Petri con- 
^ecrata cumcentum vigmti iugesde terra. Gurtemillamque vocatur Domuicultile, 
que et Prado valentiasco, et Sale, et Unioni, et Fossa lovaria, que et Yallis Prai- 
colani in Gomitatu Raixana. Medietatem cffrtis qui dicitur Tilio prope Gasalis 
Gausali, cum tota decima, vel quarta, ultra fluvium Lambris tota in in. Gurtem 
que vocatur Gerentiaeo, cum districto, vel decima, et mediani Vìliam Nantcrii, 
que est sibl proxima, cum decima, et quarta. Ista vero omnia qualiter supe- 
rius legitur donamus, vel offerìmus Deo in Monasterio Sancti Vili, prò remis- 
sione omnium peccatorum , vel prò animabus nostrorum parentum. Deinde 
volumus, et ordinamus, vel eonstituimus , ut in Monasterio nunquam sii Ad- 
vocatus, vel Yasalus, quia videtur nobis magis Monasteriis nocere quam va- 
lere, quotiescumque vero expedit convocet Abbas qualem voluerit hominem 
vicem Advocali. Item volumus , et per hanc cartam prorsus confirmamus , 
atqie iudicamus, ut supradicto Monasterio sii jure proprietario sub regimine 
Ecclesie Sancti Sepulori Salvatoris nostri , sciiicet Jerusalem, usque in finem 
secuH, et solvat aureum denarium quinque solidos valentium denariorum Me- 
diolanensmm, super Sepulcrum ipsius omnibus temporibus, semel in anno in 
Gena Domini, si Domnus Abas, vel Prepositi Monasterii concesserit. Deinde 
precipiendo precipimus filiis nostris, vel nostris heredibus, ac prolieredum no- 
strorum, vel suorum , iisque in finem hanc nostrani ordinactionem incorrup- 
tam observent: potestatem nullam, et virtutem nullam concedimus habere in 
Monasterio , vel in omnibus suis rebus , nisi tantum benefacere, et defendere 
quantum voluerit, qui Monasterio inquietare voluerit. Si obedientes iugiter 
permanserint , et supradicto Monasterio in aliqua non molestaverint , sic hec 
omnia, que supra leguntnr in omnibus custodierinl , rogamus Dominum Jhe- 
sum Ghristum Salvatorem nostrum, per merita sui Venerabilis Sepulchri, vel 
sue Sanctissime Yirginis Malris, simulque omnes Sancti, ut concedat illis gra- 
tiam , et benedictionem suam , nostraque possessio , vel suos heredes feliciter 
possidere. suosque eredes usque in fmem sceuli, et victoriam tribuat iilis Do- 
minus Deus de omnibus inimicis suis, sintque benedictt sine fine.* Si suadente 
Diabolo aliter , quod absit, fecerlnt, et supra ordinacionem nostram frangere 
temptaverint, et Monasterio, vel rebus ipsius, aut Abati vel Monachis contro- 
versiam fecerint, si non cum salisfactione penitus emandaverint, de eo palam 
in providentia Abalis, vel Monachi Monasterio suprascripti, precamur Domi- 
num Jhesum Ghristum Salvatoretn nostrum, per merita Sancti sui Venerabili 



MILAMSSI. 47 

Sepulcrì , saeque Virginis Matris , aimul eum omnibus Sanctis omnes male« 
dictiones, que sunt serlpte in veteri testamento, et in novo veniant^ maneant 
saper illos nostros heredes, vel suorum^possessio auferat Deus ab eis, giadii 
peste semper maneat in eis. In ordinatione vero Abati supradicto Monasterio 
volttfflus, atque constituimus» ut non aliter sit quam Sanctus Pater fienedictus 
in saa^wila precìpit. Si quis vero^ quod futurum esse non credimus si nos 
ipsi Ilflnu3» et Roienda', quod apsimus^ aut ullus de heredibus , ac probe- 
redibiis nostrìs, seu prò quibuslibet persona eontra anc ordinacionis , vel iu- 
dJcatis nostris cartulam ire quandoque temptaverimus , aut eam per quodvis 
ingeniam infrangere quesierimus, tunc inferamus pars ipsius Monasterio du- 
pliciter tantum , sicut prò tempore fuerint , aut valuerint ipsis rebus sub 
estimazione soprascripto immobiles in consimili loco. Insuper' inferamus ad 
iliam partem eontra quam exinde litem intuUmus mulctam, que est pena auri 
opiiini libras centum, et ducenti pondera argenti, medietatem camere Domni 
Regb , et medietatem pars ipsius Monasterii , et quod repetierimus vìndicare 
non valeamus , sed presens ec cartula offersionis in parte ipsius Monasteri! 
Arma, et stabilis permaneat inconvulsa, cum stipulatione subnixa. D^inc nec 
nobis lieeat allo tempore quod voluimus, sed quod a nobis semfol factum, vel 
coascriptum est sub jus jurandum inviolabiliter sino fine promittimus con- 
servare in convulsa, cum stipulatione subnixa : et bergamenam cum atramento 
de terra levamus. Ac enim cartulam ordinacionis, vel dispositionis, seu indi- 
cati, et offersioois paginam Leuprandi Notarius , et Judex Sacri Palacii dedi- 
mus, conscribere erogavimus, in qua subter conlirmamus , testibusque obtulit 
roborandum. Aclum ad suprascripto porto qui dicitur .Pirolo feliciter. — Si- 
gnoffl f f manibus suprascriptorum Uderadi, et Rotonde, qui eam interrogavit 
iugalibus, qui hanc cartulam ordinacionis, et dispositioàis, seu judicationis, ut 
sopra legitur fieri rogaverunt ; et ipse Ilderardus eidem Rolende coniux sua 
in offliiia consensit, ut supra legitur ; et eorum relecta est. — Arduinus Co- 
mes germanus eidem Rolende^ qui eam interrogavit, ut supra, et subscripsit. 
— Signum t manus Alexandri germano eidem Rolende> qui eam interrogavit, 
ut sapra ; et in eorum presentia ad confirmandnm manum posuit. — Atto 
Jadex Sacri Palacii interfuit, et rogatus tester subscripsi. — Anselmus Judex 
mterftti, et subscripsi. — Aroaldus index interfui, et subscrìpel. -- Daibertus 
Judex Sacri Palacii interfui, et subscripsi. — Signum f ftf manibus AdroaU 
dus, Alricus, Yvilpertus , adqu3 Conslantinus , legem viventes Rubuariorum , 

testes. -- Signum fff manibus Rolandi de loco siugo, et Gumperti de loco 

Agnelli, seu Painerius, qui et Regizo, et Olberti, atque Ugonl filli qd. Enrici, 
testiam. — Albericus de Goldenica, Yitus, et Sigerardos, Vvilfredus, Ahpran- 
dtts de Gasali, Aloherius de Garlmala, isti testes. — Ego qs. Leuprandus No- 
Urius et Judex Sacri Palacii scripsi, post tradita compievi, et dedi. 

Xn. 1013. = Diploma del sopraddetto re Enrico a favore del monistero dì 
sanVAbondio di Como , con cui gli conferma i suoi beni, e singolarmente le 
pesche nelFAdda e nel lago di Como. TaiU sopracil» pag, 833. 

• 1014. =3 Sentenza del medesimo Enrico creato imperatore, in favore del 
già detto monistero di san Salvatore di Pavia , contro Berengario e Ugone 



48 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

conte che avevano usurpati ad esso i beni che già gii avea donali quel so- 
vrano, i quali beni , altre volte di Liutefredo vescovo di Tortona, erano per 
la maggior parte nel Milanese. MuraU»; AnUq, medii am, T<m. Ili, pag, 659. 

An. 1014. =s Sentenza di Ottone conte del Palazzo nella medesima causa. 
Murator. AnUchild EMensi. ParL L Gap. 14, 

Idem. ^ Diploma di Enrico imperatore a favore di Pietro vescovo di Como 
con cui gli dona il piccolo contado d*Ossola, e gii rende la pieve di Trecitte. 
A Basilica Petri. Noearia Sacra. Lib. II, pag. 313. 

Idem. := Privilegio di Arnolfo II arcivescovo di Milano a favore della chiesa 
di santa Maria in Valle. Cc^ta neW archivio di queUa chiesa , ora monistero 
di Monache. == In nomine* Sanctas, et Individua Triuitatis. Dum ego Amulfus 
humilis Archiepiscopus in Secretarlo Sanctas Dei Geuitrìcis Marine, quse dici- 
tur Hy^malis resìderem : et de statu , et regimine Ecclesìae mihi commissee 
cum SaoerdotibuSj Levitis, et reliquo Clero solicite pertractarem ; relatu quo- 
rundam audivi , quod Gapella Sanctas Dei Geuitrìcis Marise , qiue diciiur in 
Valle, pertinens de ministerio Gimiliarche Sanctie M. E., nihil possessionis , 
aut BeneQcii , unde Presbiter Officialis ipsius Gapell» in aliquo sustentetur 
habeat. Cujus compassionis dolore permotus, cum consensu^ et voluntate Domni 
Petri Archipresbiteri, et Cimiliarch», et ipso rogante, in eadem Gapella quen- 
dam Gampum de ipsa Gimiiiarchia pertinentem in Loco, qui dicitur Gauriano 
reiacentem , concessimus , et nostra auctorìtate firmavìmus. Gai cohaeret ab 
Oriente terra Sancti Sebastiani , ab Occidente terra Arderici filli Lanfranci , 

a meridie ; a Septentrione terra Petri Marcellino Gujus etiam mensura 

est per legiptimum spatium usque ad perticas quatordecim. Ea ratione , ut 
tam Andreas Presbyter, qui nunc est Officialis ipsius Gapell», quam et Suc- 
(^essores ejus qui prò tempore fuerint eundem campum habeant , teaeant , et 
possideant , atque fruantur ; et de censu et redditu, quem Dominus inde an- 
nuatim dederit, quidquid eorum aAimus decreverit, faciant, omni nostra, no- 
strorumque Successorum^ seu alicujus Gimiliarcbs: , qui prò tempore fuerit , 
molestatione inquietudine penitus remota. Quicumque autem hanc nostram 
institutionem violare praesumpserit a trecentis decem et octo Patribus , qui 
Nicaeno Concilio interfuerunt, anathematizatus existat^ et cum Juda Traditore 
Diaboli laqueis innodatus. Ut autem verius, et firmius, hoc nostrum scriptum 
in perpetuum habeatur, Gerardum nostra; Ecclesi» Diaconum, et Scriniarium 
scribere jussimus , et propria manu fìrmavimus , et Sacerdotibus , et Levitis 
corroborandum obtulimus. — Actum Anno Dominicas Incarnationis Millesimo 
quartodecimo, Pontificatus Domni Arnulfi Archiepiscopi septimo decimo, mense 
Julio, Indtotione duodecima. 

An. 1015, = Livello di certi beni ne'contorni di Ossola che appartenevano 
ad un certo Marino cittadino milanese, come beneficio a luì conceduto da 
Alteramo abate del monistero di san Vittore Ad Corpus in Milano; ed il 
medesimo Marino gli diede a Landefredo abate del monistero de' santi Gra- 



HItANBSI. 49 

tiniano e Filino d*Arona. Zaccaria. Dissertazione de'sanli &'atiniano e Filino 
fag. iiO. 

Àn. 1015. = Diploma di Enrico imperatore a favore di Alberino vescovo di 
Como, a cai dona ana terra detta Villa Barxanorum, che già apparteneva a 
Berengario e Ugone conte, i quali come ribelli erano stati spogliati de* lor» 
beni, e posti al bando deirimperio. Tatti. Annali, Tom. II, pag. 835. 

> 1016. «= Diploma di Enrico imperatore con cui conferma alla chiesa di 
Bergamo la corte di Le menno, co' castelli che le appartenevano, cioè Brivio 
e Lavello. UgheU. Italia Saera» Tom. IV. In Episeop. Bergom. 

' 1017. sR Sentenza di Anselmo messo imperiale a favore di Gotifredo fi Gio- 
vine, abate di sant'Ambrogio di Milano, contro Ariberto arcivescovo di Milano^ 
Alberico vescovo di Como e Andrea abate di san Calocero di Clavate , ora 
Givate. Muralor. Antiq. medìi ceti. Tom. V, pag. 932. 

« 1021. = Sentenza di Ugone marchese e conte di Milano, data in questa 
città a favore del monistero di sant' Ambrogio. Carta nelV archivio del moni- 
fiero medesimo. =» Gum ia Dei nomine Givitate Mediolanium ^ a brolito , 
domuì Sancii Ambrasii, in Gamlnata majore, prope bancum dicitur Stuua 

Domni Ariberti Archiepiscopi, presente in judicio resideret Domnus 

Ugo Marchiò, et Comes Comitatu istius Mediolanensis , singulorura hominum 
jnsticiam faciendam, ac deliberaudam intencionem, adèsent cum eo Adelma- 

rias, Arioaldus, Ingelramus, Tebaldus, Adelbertus^ Jonam Yuarim- 

bertus, Manricios, et item Yuarimbertus , Lanfrancus, Apolinaris Judices, et 
reliqui plures : ibique eorum veniens presentia Domnus Gotefredus Abbas Mo- 
nasterli Beati Christi Confessorìs Ambrosii , ubi ejus Sanctum umatum quìe- 
scit corpus, constructum foris in suburbium Mediolanensis Givitatis, una cum 
Allo , qui et Amizo, Avocato suo , et da parte ejusdem Monasterii Avocato ; 
et retulit : jam plures vices me reclamavi ad vos Domnus Ugo Marchio super 
Ottone^ qui nominatur Frixio, qui mlhi iniuste, et malo ordine ^ contradicet 
casas duas, cum areas earum, iuris Ecclesie, et cella Sancti Satiri ubi ipse 
Otto in parte abitad , que Cella ipsa Saneti Satiri pertinere videtur de sub 
regimine ipsius Monasterii ; seu super Arioaldus de Yicomercato , et super 
Olricus de loco Belusco, qui mihi similiter malo ordine et contra racionem , 
contradicent aliqnantis rebus territoriis, juris ejusdem Ecclesia^, et cella Sancti 
Satiri^ que reiacet forb , et non multum longe ab ac Givitate , ad locus ubi 
Monticello dicitur , qui sunt per mensura iugias sexaginta ; et vos Domnus 
Ugo Marchio per vestros placitos, vociferare fecistis, et vestri miasos, et epi- 
stola ad eos diresistis , et menime eos ad vestrum placitum abere potuistis ; 
Uiule qoero ut vos Domnus Ugo Marchio , propter Deum , et anime Domni 
Henrici Imperatoris, ac vestras mercedis, me, et isto Avocato meo, et da parte 
ejusdem Monasterlo Avocato^ de jam dietis easis, et rebus territoriis, ad salva 
querela, investiatis, cousque ipsis omnibus a placitum veniant, et nobis exinde 
justicia feeiant. Gum ipse Domnus Ugo Marchio taliter audivit , disiti sicque 
Giulini, Documenti illustr., ecc. D 



j 



30 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI ^ 

veruni est quoi vos dicitis super jam dictis omnibus reclamastis, et per muUas 
placitas eos vociferare feci, etiam missos, et epistolas ad eos diresi ^ sed mi- 
nime ad ineum placitum eos abere non potui : ac statini ibi locuni per fuste, 
quod suis tenebat manibus ipse Domnus Ugo Marchio jam dictus Domnus Go- 
tefredus Abbas, et eodem Allo et da parte ejusdem Monasteri! Avocato de jam 
dictis casis et rebus territoriis, unde se reclamaverant, ad salvam querelam , 
investivit, cousque ipsis Otto, et Arioaldo, seu Olricus ad placitum veniant , 
et pars ejusdem Monasterii justiciam faciant. Et insuper super iam dictus Go- 
tefredus Abbas, et super eodem Allo 'avocato, et super jam dictis casis ^ et 
rebus territoriis Imperiale Banum inisit in dua millia Mancosos Aureos, ut 
nullus quislibet omo eos nec pars ejusdem Monasterii de jam dictis casis ^ et 
rebus territoriis disvestire presumat, qui contra fecerit predictos dua milia 
mancosos aureos se compositurus agnoscat medietate Camere ejusdem Domni 
Imperatoris^ et medietate pars ejusdem Monasterii. Et anc noticiam fieri mo- 
nuerunt quidem , et ego Johannes Notahus Sacri palacii eorum amonicione 
scripsi^ et interfui, anno Imperii ejusdem Domni Henrici Imperatoris octavo, 
mense Xovembeo indictione quinta. — Ugo Marchio subscripsi. — Arioaldus 
Judex Domni Imperatoris interfui. — Adelmarius Judex sacri palacii interfui. 
^ Jonam Judex sacri palacii interfui. — Ego Ingelramns Judex sacri palacii 
interfui. — Tebaldo Judex sacri palacii interfui. — Adelbertus Judex sacri 
palacii interfui. — Hibaldus Judex sacri palacii huic scripture interfui. — 
Ansprandus Judex sacri palacii interfui. — Johannes Judex interfui. 

An. 1022. = Disposizione testamentaria di Pietro, arciprete e cìmiliarca della 
metropolitana di Milano. Carta nell'ai-chivio de* Canonici di sant'Ambrogio, = 
In nomine Domini Dei , et Salvatoris nostri Jhcsu Ghristi. Henricus gratia 
Dei Imperator Augustus , anno Imperii ejus nono , mense Junio , Indictione 
quinta. Ego Petrus Archipresbyter , et Ciniiliarca de Ordine Sanctae Medio- 
lauensis Ecclesia , et Filius Bona; Meniorise Deusdedit , qui fuit de Givitate 
Mediolani , qui professus sum ex Nalione mea lege vivere Romana priesens 
prassentibus dixi. Beatus Homo , qui semper habuerit diem exitu , sui ante 

oculos illa ipsa paratus . . . Ideoque ego qui supra Petrus Archi- 

priBsbiter, et Cimiliarca prosvidi ordinare, et disponere/seu et 

rebus territoriis illls reiacentibus in loco, et fundo Novate, qu» mihi ante os 
annos per una vendicionis cartula advenerunt ab Brodielinda Abbatissa Mo- 
nastero Domini Salvatori, qui nominatur Dathei; unde reliqua medietas per 
alium judicatum habere institui Monasterio Beati Victoris, tam sediminibus , 
clausuris, campis, pratis, pascuis, vineis^ et silvis, ac stellareis quantis, et qua- 
lis mihi per ipsam advenerunt cartula, homnibusque ad ipsa medietas peni- 
nenlibus in integrum: ut inordinatis non relinquam, set sic exinde permaneat 
a presenti, et deinceps , qjaìiter ego hic subter statuero, et judicavero prò 
anima mea reraedium confirmo. Ob hoc volo , et jadico , seu per hunc scri- 
ptum confirmo, ut praedictii casis, et rebus usque ad ipsa medietas in integrum, 
presenti die, et bora, deveniant in iure et potestatem Ecclesia Beati Ghristi 
Gonfessoris Satyri, que est constructa foris, et iuxa Ecclesia Sancti Ambrosi), 
ubi ejus Sanctum quieicit Corpus. Eo videlicet ordine, et in tali tinore, ut 



MILANESI. ^i 

faciant tam Abbas, quam Monacis Monasterii ipsius Sancii Ambrosii de fruges, 
et censum quibus ex ip^as mé'dietas ex predictiscasis, et rebus annue Domi- 
nos dederit, ad eorum victuni, et indumentum inter se quicquid voluerit, prò 
anima Domini Arnulfi Ben» Memorisa Archiepiscopi mercede : et ipse Abbas» 
qui lune temporis , et in antea , usque in perpetuum in eodem Monasterio 
fuerit, homnìque anno, in festivitate Sancti Satyri , tres dies antea , aut tres 
postea proximi , pascat Septem Septimales de eiusdem Sanctse Mediolanensis 
Eeelesiie, qu« in ipsa festivitate Officium fecerit in ipsa Ecclesia, et duodecim 
Pnesbyteros Officiales ìpsius Ecclesiie Beati Ambrosii , et det ipse Abbas ad 
ipsos duodecim Prsesbyteros ad ipsum pastum candelas singutos, et denario» 
binos. Etiam ipse Abbas in eadem festivitate ad Schola Sancti Ambrosii , et 
ad Custodes dare del)et panem, et vinum, et caseum, sicut in festivitate San- 
cti Augustini accipere solent; profltiente animse Boni» Memoriae Domini Ar- 
nulfi Arphiepiscopi salutem. et gaudium sempiternuro. Et hoc volo, et judico> 
ut si ipse Abbas hoc non adimpleverit, sicut superi us legitur,. ipsa medielas 
ex prsedictis casis, et rebus territoriis d^veuktnt in potestatem de ipsis Septi- 
males, et ipsorum duodecim Praesbyteros^ seu ad Schola Sancti Ambrosii, et 
ad Custodes faciendum , exinde inter se pariter , et aequaliter de censum . et 
reditum , quibus exinde annuexierìt ad eoriin> usum , et sumotum quod vo- 
luerint, prò mea et ipsius quondam Domni Arnulfi ArcfaiprsBsuli animas re- 
medium. Quia sic decrevit mea bona voluntas, et nec me Kceait ullo tempore 
noUe quod volui , set quod a me hic semel factum , vel conscriptum est sub 
jusjurandum inviolabiliter conservare promitto^ com stipulacione subnixa. — 
Actum ista Civitate Mediolanum. — Ego Petrus Dei gratia humilis Archi- 
prffisbyter^ et GimiHarcha buie a me facto SS. — Ego Ingelramus Judex 
Sac. Pai. rogatus SS. — Lanfrancus Notarius Sac. Pai. rogatus SS. — Jo-" 
hannes rogatus SS. — Signum manib. Liutprandi^ et Petri habitantìbus in 
ista Civitate lege viventes Romana, teste».. — Aribertus Notarius scripsi> post 
tradita compievi, et dedi. 

An, i023. s^ Donazione latta ai monistero de^santi Gratiniano e Felino d*A- 
rona, dato in commenda all'arcivescovo di Milano. Zaccaria soprac. pay. 122. 

Idem, s Fondazione di un monistero di nrionaci presso alla basilica di san 
Dionisio di Milano fatta da Ariberto arcivescovo. PuricelL De Sanctis Arialdo, 
et Herlembaldo, Lib. JF, eap. 9^ num, iO. 

Cirea l' armo 1024. = Diploma dr Aril)erlo arcivescovo a favore di Anse- 
giso fondatore deWa chiesa del santo- Sepolcra di Ternate, PuricelL Ambros. 
Num. 223. 

An, 1026. =5 Diplòma di Corrado II re dì Germania, I re dTtalia, a favore di 
Alberico vescovo di Como , a cui doha il contado di Musoccof Tatti, Amai 
Tom, ITy pag. 246. 

Idem. = Diploma del re Corrado a favore del monisterio di san Dionisio 
di Milano.' PuricelL De SS,. Arialdo ^ et Herlemb. Lib, IK, Cap, 95,. num, IL 



52 DOCUifRi^TI ILLUSTBATIVI 

An. 1025 1027. =3 Donazione della chiesa di san Michele e di san Pietro 
del luogo detto Sale Rosoni, ora San Pietro in Sala, presso a Mi Fano, fatta 
da Bezone prete decumano di sant'Ambrogio, a Widone abate dei monìstero 
di quella basilica. NelV archivio dello stesso Jfontstero.a* In Ghristi nomine. Ghun- 
randus gratia Dei Imperator Augustus : anno loiperii ^us secundo , mense 
Setember, Indictione undecima. Monasterìo Beati Ghristi Gonfessoris Ambrosi!, 
ubi ejus Sanctum quiescit Gorpus , consfructum foris in Suburbius ujus Me* 
dioladensis Givitatis, ubi nunc Domnus Vvido Venerabilis Abbas esse videtur. 
Ego in Dei nomine Otto , qui et Bezo , 'Presbiter de inter Decornano Sancte 
Mediolanensis Ecclesie, Officiale Basilice ipsius Sancti Ambrosii, et quondam 
Andrei, qui fuit de loco Quarto, qui vixit Lege Langobardorum, presens pre- 
sentibus dixi. Quisquis in Sanctis et Yenerabilibus locis ex suis aìiquid con* 
tulit rebus, iusta Auctoris \ocem, centublum accipiet^ et insuper vitam etemam 
possidebit : et ideo Ego qui supra Otto Presbiter volo , et judico , ut a pre- 
senti die et ora deveniat in potestatem ipsius Monasterii Sancti Ambrosii in 
perpetuis temporibus, eo ordine sicut hic subter statuero; idest Gapeìla una, 
cum area, in qua estat, cum campo in simul tenente juris meis, quam abere 
yìso sum foris, et non muìtum longe ab ac Givitate Mediolani, ad locum ubi 
Sale Rozoni dicitur, et est ipsa Gapella consecrata in onore Sancti Archangeli 
Michaelis, et Beati Petri Apostoli. Goeret ab ipso campo, et ab ipsa Gapella, 
da mane Sancte Marie ; da meridie Petri ; da sero via ; et est area ex ipsa 
Gapella y cum eodem campo in simul per mensura juxta cum incisa sua iugias 
trex nominative , quas mib campo ipso ante hos dies per cartulam vendi- 
tionis advenit inter cetera ab Gandulfus Monetario de ista Gìvitate Mediolani; 
presenti die, et ora iam dieta Gapella, et eodem campo deveniat in potestatem 
ipsius Monasterii : eo tamen ordine , ut Abbas ipsius Monasterii , qui in per- 
petuis temporibus in eodem Sancto, et venerabili Monasterìo ordinatus fuerit, 
in ipsa Gapella Presbiter ordinet^ ibidem Divinum officium faciet; ed si prò 
ipsa ordinatione de ipsa Gapella de ipso Presbitero ilio, qui ìpse Abbas ipse 
ordinaverit, aliquit munus acceperit, rebus territorìis a parte ipsius Ecclesise 
Sancti Michaelis, et Sancti Petri emere debet : et ipse Presbiter , qui in ipsa 
Gapella, cum ipso campo, et aliis omnibus rebus territorìis, que ibidem empti 
fuerint, vel Dominus dederìt , ad suum usum , et benedictione habeat , et te- 
neat, et faciat de fruges, et reditum, seu censum, vel benedictionem , quibus 
exinde annue Dominus dederit, tam ipse Presbiter, vel alius, qui ibidem or- 
dinatus fuerit , in perpetuis temporibus , quod voluerit : ita tamen , ut ipsis 
Presbiter mihi, et quod isto Gandulfi, seu Raidruda, que et Rìgeza, que fuit 
Gonjux isto quondam Gandulfi, Divinunv officium faciat, ut nobis proficiat ad 
salutem anime, et gaudium sempiternum. Et quod fieri non credo, nec Deus 
permittat, si fuerit unquam in tempore Pontifex huius Sancte Mediolanensis 
Ecclesie, qui hanc meam ordinationem irrumpere voluerit, ilìam meledictionem 
habeat , que in centesimo octavo Psalmo legitur , et cum Juda traditore sit 
damnatus , quod in ipso Psalmo canet adfirmatum est. Et omnia ut supra , 
prò anime mee, et suprascriptorum quondam Gandulfi, et Ragitrude , que et 
Rigeza, animas remedium : quia sic mea bona voluntas. Et si propter x)norem 
Sacerdoti! mihi impetit lege Romana , et nec me iiceat ulio tèmpore nolle 



vaANBsi. 53 

qiod Tolakaet, qaod a me hic semel factum, vel eonscriptam, sub jusjuraadum 
itiYÌoIabiliter conservare promitto , cum stipulaeiene subixa. Aclum Civitate 
Mediolani. — Otto, qui et Bezo Presbiter a me iacto subscrìpsi. — Ado ro- 
gatos subscrìpsi. — Ego ingelramus iudex rogatus subscrìpsi. — Ego Odo 
Jadex rogatos subscrìpsi. — Signum f f manibus Attoni, et Arderici de ista 
GiviUte, lege viventìe Romana, Testes. — Ego Johannes Notarius, et Judex 
Sacri Palati! scrìpsi, postraidita compievi, et dedi. 

Circa lo 9teuo tempo, 1025 o 1027.»^ Diploma di Arìberto aneivescovo a favore 
del monistero Ambrosiano. FtiAeell, Ambros, Nwm, 222. 

An. 1029. e» Compra della corte di Talamina o Talamona, in Valtellina fatu 
<Iair arcivescovo Arìberto. Caria nell'archivio dell'abale commendalario di san 
Dùmisio. ss In Ghrìsti nomine, Gbunradus gratia Dei Imperator Augustus, anno 
Imperii eius secundo, mense Martius, Indìctioue duodecima. Gonstat Nos Ro- 
doaldns Filius Bone Memorie Ottoni, qui fuit de loco Gumacio , et Gesarìa , 
que Imìlda Fìlia quondam Adelgiai lugalibus, qui professi sumus lege vivere 
Ribuarìorum : ego que supra Gesarìa, que professa sum de natione mea lege 
vivere Langobardorum, set nunc prò ipso Viro meo legere vivere videor Ri- 
buaria, mihi que supra Gesarie •consentiente ipse Rodoaldus lugale, et Marito 
meo, et subtus confirmante, et ut Lex Langobardorum babet auctoritas, una cum 
Doutia de propinquioribus Parentibus meìs, que supra Femine corum nomina 
subtus leguntur. In quibus eorum presentia de ipsis Parentibus meis vel 
Testium certa facio professione, et maoifestatione, eo, quod ab ipso Jugale, et 
Manto meo, nec ad nullum hominem nulla me pati violentia, nisi mea bona, 
et spontanea voluntate, ac vendicio facere visa sum : accepissemus sic ita Nos 
lugalibus in presentia Arioaldi Index, et Missum idem Domni Ghunradi Im* 

peratoris, et Yvadoni, qui et Lanzo ludices, adque cetero- 

rum honorum hominum, corum nomina subtus leguntur, vel Testium, mani- 
festa sunt mihi Nos lugalibus, qui accepimus insimul ad Te Domnus Aribertus 
Hevenmtissimus Sancte Mediolanensis Ecclesie Archiepiscopus, et Filius Bone 
Memorie Garìardì, qui fuit de Loco Antimiano, argenti denarios bonos libras 
treseentas in totum precium, sicut inter nobis convenit, etc. 

* 1035. 8= Diploma di Gorrado già creato imperatore con cui conferma al 
mooistero di san Pietro Ad {Mum aitreum di Pavia tutti i suoi beni e di- 
^tti, molti de* quali nel Milanese. Muralor. AfUiq. medii (boì. Tom. L pag, 595. 

* i054. Disposizione testamentaria di Ariberto arcivescovo di Milano a fa- 
vole di molte chiese e monisteri di questa città. Puricell. Ambros. num. 224. 

* 1035. s» Sentenza di Arìoaldo giudice messo imperiale, data in questa città, 
^ favore di Landolfo abate di sant'Ambrogio. Caria nell'Archivio di quelmo- 
"*i^. iB= Dum in Dei nomine Givitate Mediolani, in mansione Petri Nego* 
(^^torìs filli qd. Johannts, per ejus data licentia, in judicio adessent Arioaldus 
'^, et Misftus Domni Ghunradi imperatoris, ex ac causa ab eo constitutus; 



fì\ DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

«idesent eum eo Traso, qui et Amizo, Petrus, Garìardus, Vvaldo, qui et Laliso, 
lugeiramus. Odo Judices, Vvariiìibertus fil. qd. Anselmi Judex, et Tado filiuH 
qd. idem Tadoni, et Aiìdreas filius qd. Lanfrancì Notarli, Ilderalus, et Lan- 
dulfus germani?, Arnaldo filius Lamberti Judex, Auserius filius qd. Johannis, 
Deusdedi filius Johannis, Petrus fìUus qd. Lanfranci, et reliqui plures; ibique 
eorum venerunt presentia Domnus Landulfus Yenerabilis Abbas Monasteri! 
Beati Confessoris Ambrosii, ubi ejus Sanctum umatum quiescit corpus, con- 
structutn foris civitate Mediolani , una cum Johannes , qui et Amizo Judex 
Avocato suo, et à parte ejusdem Monasterio Avocato; et ostenserunt ibi ear- 
tuia una precarie, et. ofersionis, et ea legere fecit, continente in ea per omnia. 
In Christi nomine Ghunradus gratia Dei Imperator Augustus anno Imperi! 
ejus nono , quinto die mensis Julii, indictione lercia. Monasterio Beati Ghristi 
(jonfessoris Ambrosii, ubi ejus sanctum umatum quiescit corpus, constructum 
foris uius Mediolanensis urbis^ ubi nune, Domnus Landulfus Yenerabilis Abbas 
esse videtur. Ego in Dei nomine Petrus Monetario, filius qd. Johannis de su- 
prascripta Ci vitate Mediolani, qui professo sum de nacione mealege vivere 
Romana^ ofertor, et donator in eodem sanctum et venerabilem Monasterio pr. 
pr. dixi. Quisquis in sanctis ac venerabilibns locis ex suis aliquid contulerit 
rebus, insta auctofi voce , centuplum accipiet , et insuper , quod melius est , 
vitam possidebit eteruam : Et ideo ego qs. Petrus dono , et ofero in eodem 
sanctum, et venerabilem Monasterio, presenti die post meum dieessum, per re- 
medium anime mee^ id sunt aliquantis rebus territoriis ilHs iuris mei, quibu» 
h abere, et possidere viso sum foris, et prope ac Civitate Mediolani, ad locus 
ubi Isella, et Caminadella dicitur , seu in locis, et fundis Quartello , que est 
prope Villa, que vocatur Alba, Robìano, et in Maturo ; et sunt illis rebus re- 
jacentibus foris prope ac Civitate Mediolani ad locus ubi Isella , et Camina- 
della dicitur pratum unum ex parte Buscalia, cum area in qua ex(at, et est 
per mensura insta ipsum pratum , una cum area , et ipsa Buscalia in simul 
iuges legiptimas quinque. Illis vero rebus in suprascripto loco, et fundo Quar- 
tello sunt per mensura iusta, inter campis, et pratis, seu areis, et silvis stel- 
lareis in simul iugias legiptimas trex, et dimidia ; et illis namque rebus ter- 
ritoriis reiacentibus in predicto loco, et fundo Robiano sunt per mensura iusta 
inter campis, et pratis, seu areis, vineis, et silvb stellareis in simul iugias le- 
giptimas novem ; iam dictis autem rebus territoriis reiacentibus in jam dicto 
loco, et fundo Maturo sunt per mensura iusta, inter sediminas cum ex parte 
edificiis casarum desuper, et campis, seu pratis, àdque areis, vineis, et Buscalia 
msimul iugias legiptimas undecim ; et si amplius de meo iure in suprascriptis 
locis et fundis Isella, Quartello, Robiano, Maturo ipsis rebus, et territoriis in- 
v^ntis fuerint, quam ut supra legitur mensura, per hac cartula ofersionis in 
suprascripto Monasterio, post meum dieessum, persistent potestatem proprie- 
tario iure. Etiam dono, et ofero ego qs. Petrus in ipsum Sanctum et Vene- 
rabilem Monasterio a presenti die, et ora idest arìentum denarios splendibiles 
Hbras octuaginta. Que autem rebus territoriis superius dictis, cum superioribus, 
et inferiorìbus, seu cum finibus, et accessionibus suorum, sicut supra legitur, 
in in. presenti die post meum dieessum, jam dictis omnibus rebus territoriis, 
que supériu^ in eodem Sanctum Genobium' ofersi, habéant Abbas, et Monachos 



MILANESI. S5 

ipsios Monasterii, faeiant de fruges , et censam , seu reditum , quibus exinde 
annuexierìntj quod voluerìnt per anime roee remedium. Ea videlicet racione, 
et in (ali tiaore ipsis omnibus rebus territoriis, que superius legitur a parte 
ipsius Monasterii dono, et ofero, aeu trado, adque judico^ etiam per remedium 
anime mee confirmo» ita ut mihi concedere debet ipse Domnus Landulfus Abbas 
diebos vite mee ad babesdum , et tenendum , ìd sunt rebus ter^itoriis ilìis . 
qnod sunt mansos duos juris ipsius Monasterii > quibus sunt positis in loco . 
et fondo Arcaniaco ; nominative mansos ill06> qui reetis, et laboratis esse vi- 
(letur per fili qd. Ambroxii , et per Johannes , qui fuit frater suus , seu per 
Bonizoni liberi omini, sicut ab ipsis omines reetis, et laboratis ^sse videntur 
in in. Et ego qs. Petrus , diebus vite mee , sicut superius decernitur , ipsis 
omnibus casis, et rebus in precario nomine, per infictos contraetum, habere, 
et tenere debeo , de omnem censum , et reditum , quibus iuxte anuuexierit . 
preter tracia de grano Sancti Ambroxii de Givitate Papia, vel si eidem 
Domno Landulfi Abbas, suosque successsores, ibi aribergare voluerit, si opus 
fuerìt. Quicquit mihi utilitas fuerit quod volnero, ita ut aput me meliorentur. 
nam non depegiorentur; et persolvere debeo exinde ceusum singulis annis, a 
parte ipsius Monasterii, diebus vite mee, per omnes mense November, argen- 
tum denarios spendtbiles.solidos trex dati, et consignati denarìi ipsi ad eodeni 
Monasterìo per omnes mense November, per me ipse Petrus, vel meo Misso 
«^idem Domai Landulfi Abbas suosque successores, vel ad eorum Misso ; post 
autem meum dicessum statiro jam dictis omnibus rebus territoriis, que supra 
legitur reiacientibus foris, et prope ac Ci vitati Mediolani, ad locus ubi Isella 
dicitur, et in loeis, et fundis Quartello, Robiano, et in eorum territoriis, que 
^npra mensura decernitur^ vel si amplius de meo iura ibidem inventis fuerìnt, 
que a parte ipsius Monasterii ofersi, curar predìctis casis , et rebus territoriis, 
qaod sunt mansos duos in suprascripto loco Arcaniaco reiacentibus, que da parte 
ipsius Monasterii precario nomine, et per infictos contraetum recipi, in eodem 
Sanctum , et Venerabiìem Monasterìo Sancti Ambroxi persistunt potestateni 
proprietarìo iure, sine mea, vel de meis heredilius contradictione. Item volo, 
et iodico, seu spondeo, atque promitto » ut jam dictis omnibus rebus territo- 
riis, quod ego a parte ipsius Monasterii ofersi ad me, et ad meos beredes sint 
(lefensatis omni tempore, et si defendere non potuerimus, aut si contra ac car- 
tula precario nomine, et ofersionis in vita mea agere, aut causare presumero, 
^el si innunpere quesiero, et ea omnia que superius legitur, non ademplevero; 
M da parte ejusdem Domni Landulfi Abbas, suosque successores, ulla inquie- 
tudine, vel molestacione , nixi sicut superius legitur, recepi, et ea omnia, ut 
*^Qpra firmum, vel stabi lem, diebus vite mee, non permansero ; ut componamus 
^lla.pars, que non conservaverit ad partem fidem servanti, prò pena, nomine, 
^ni^Dtoin ex mero libras centum, et insuper une scriptum firmum, et stabile m 
^ et permanere promitto, per anima mea remedium, quia sic est mea bona 
volontas; et nec me liceat ullo tempore nolle quod volui, sed quod a me ic 
*^el factum, vel conscrìptum, sub jus jurandum inviolabiliter conservare prò- 
initU) cum stipulatione subnìxa , unde due precarie uno tenore scripte sunt. 
Actum suprascripta Givitate Mediolani. Signum manus suprascripti Peth, 
qui a cartula oferitionis, et precarie fieri rogarì. Signum roanibus Ilderati, et 



56 D0GUMEI4TI ZLLU3TRAT1VI 

Gandulfi germanis lege viventes Romana testes. Johannes iudex rogatus sub* 
8cripsi. Ego Boniprandtis notarìus sacri summi Palacii scrìpsi post tradita 
compievi , et dedi. Precaria ipsa , et ofersionis , in eodem iudicio ostensa, et 
relecta> interrogaverunt Auditores ipsis eodem Landulfus Abbas, etjaindicto 
Johannes Advocato suo, et da parte ejosdem Monasterio Sancti Ambroxii Avo- 
cato , per qaot ea ostendere , quia dixenmt ipsi. Ideo carta ista precaria , et 
ofersionis in iustum ostensimus iudicium, ut nec si illa apareat, et nec quis- 
libet homo dicere possit, quod nos ea oculta, aut conludiosa abuissemus, vel 
tenuissemus, et predictis omnibus rebus quibus in ea legitur^ que ìpsePet.^us 
a parte ipsitjs Monasterìi post suum -obitum ofersit, reiacentibus forìs, et 
prope ac Civitate Mediolani , a locus ubi Isella , et Gaminadelia dicitur , seu 
in locis, et fundis Quartello, que est prope Villa, que vocatur Alba, Robiano, 
et in Maturo, sicut in ipsa cartula legitur, post eidem Petri obitum a parte 
ipsius Monasterìi abere, et tenere debeamus ; et si ulius homo nobis exinde , 
vel a parte ipsius Monasteri! exinde^aliquit dicere vult, parati sumus exinde 
ad racionem standum; et quod plus est querìmus, ut dicat iste Petrus^ qui 
et presens est^ si precaria ista, et ofersionis cartula quam ic ostensimus bona 
et vera est, aut si ipse Petrus ea fieri rogavit , vel si manu sua propria fìr- 
mavit, aut si diebus vite sue ex ipsa cartula aliquit agere vellet, an non, 
vel si prenominatis rebus territorìis , quibus in ea legitur^ post suum obitum 

. a parte ipsius Monasteri! abere , et tenere debeamus , et ipso ficto persoi- 
vere, an non. At ec respondit ipse Petrus: vera cartula illa, que tu Lan- 
dulfus Abbas, cum jam dicto Johannes Judex Avocato suo, et da parte eiusdem 
Monasterìo Avocato ic ostensìstis bona^ et vera .est , et ego ea fieri rogavit , 
et manus meas propria firmavi, et contra ea diebus vite mee nihii agere quero, 
nixi sicut ipsi cartula legitur , qui diebus vite mee ipsum fictum persolvere 
debeo , et post meum obitum ipsis omnibus rebus , quibus in ea legitur , in 
potestatem eiusdem Monasteri! proprietario nomine persistant potestatem. £t 
iterum quero ego qs. Landulfus Abbas , cum isto Avocatore meo , ut dicant 
iste Nazarius germano eidem Petri.... et Angifredus viro suo, et Nazarius filios 
eodem Gerentrude, et Angefredi, qui ic à presentes sunt, dicant, si cartula 
ipsa, quam ic ostensimus, bona, et vera est, aut si jam dictis omnibus rebus, 

' quibus in ea legitur, que ipse Petrus a parte ipsius Monasterio ofersit , pro- 
priis eidem fuerunt Petri, et Ingelinda conius sua , una cum Punno, et Jo- 
hannes germanis filii ipsorum iugalibus, et Gerentruda germana eidem Petri, 
vel si post suum obitum propriis eiusdem Monasteri esse debent, aut si prò 
ereditate, aut successioue , aut qualecunque moderacione eorum pertinet, vel 
pertinere debet an non. 

Ad hoc responderunt ipsis Nazarius, et Ingelinda iugalibus, eorumqne filii 
suorum, ipse Ingelinde, prò ipsius Nazari! viro suo consensum, et ipsis Punno ^ 
et Johannes germanis, per ipsius genitori suorum consensum, et ipsis Ange- 
fredus, et Gerefìtruda, per ipsius Angefredi viro suo consensum, et ipse Na- 
zarius, per ipsius genitori suo consensum : vere carta illa precarie , et oiFer- 
sìonis, quain tu Domnus Landulfus Abbas cum jam dicto Avocato suo ic osten- 
sisti, bona, et vera est, et jam dictis rebus reiacentibus foris, et prope ac Ci- 
vitate, ad locus ubi Isella^ et Gaminadelia dicitur, et in Quvrtello, qui est 



UltANESI. 57 

prc^ Villa , qiie didiur Alba , el Robiano > sea In Maturo , propriis eidem 
Petrì fnemiit» et post suiim obitum propriis eiiudem Monasterii esie debeot, 
cuffl iege a nobb eorum supra iugalibus» et lilii nihil pertinent ad habendum, 
nec periinere debet , neque per scriptum , neque per ereditatemi , neque per 
nulla modo raeiooe. Insuper ibi locum in ipeum iudidum spoponderont se 
ip«s iagaJibiis , et eorfam filii , adveraus eodem Landulfus Abbas , et centra 
eodem Johannes Judex AiM)catU8, ut si unquam in tempore, per se ipsis, ant 
eorom heredes, ve! eorum sumitentes Persona, eontra pars ejusclem Monasteri], 
de prodietis omnibus rebus, quibus in eadem cartula legitur, seu de denariin 
libras octuaginta , qnas ipse Petrus presentialiter a parte ipsius Monasterìi 
dedit, àgere, aut causare presumserint, vel si prò placitis unquam fatigaverint, 
et tacitis, et eontentis exinde omni tempore non permanserinl^ aut si de eorum 
datum , aut factum in alia parte aparuerit : ut componat a parte ipsius Mo- 
nasterìi prò pena nomine, argentum ex mero libras centum, et predictis omni- 
bus rebus, et territoriis in dublum sieut prò tempore roelioratis fuerìnt , aut 
valuerìnt sub estimatione in eisdem locis . et insuper exinde taciti et contenti 
ornai tempore permaneant. Gum ita et peractum fuit, reetum paruit supradi- 
ctis Auditoribus esse recte , et iudieaverunt , ut insta eidem Domno Landulfi 
Aièas , et eidem Johann! Judex Avocato suo ostensione , et professione , et 
eidem Petrì, et eorum iugalibus, et eorum filii professione, et manifestacione, 
post eosdem Petri obitum^ iamdictis omnibus rebus, quibus in eadem cartula 
legitur, et predictos denarios presenti die a parte ipsius Monasterìi abere, et 
detiuere debent, et ipsis iugalibus, cum eorum filiis suorum, et eorum here- 
dibus, manereut exinde omni tempore tacitis et eontentis: et sic finita est 
ac causa , et qualiter acta est presente noticia , et futnram * tenendam memo- 
riam, et 8ecurìtatem,'eiusdem Monasteri! quidem et ego Petrus Notarius Sacri 
Palacii scripsi , et interfui anno Imperii Domni C;h^ Imperatoris Deo 
propicio nono, mense Julius^ indictione tercia. -* Ari^ldus Judex Domni Im- 
peratoris missus fui, et subscripsi. — Gariardus Judex interfui. — Traso, qui 
et Amizo Judex interfui. — Ego Yvaldo, qui et Lanzo, Judex sacri Palacii 
interfui. — Odo Judex summi sacri Palacii interfui. — Petrus Judex interfui. 
— logelramus Judex sacrì Palacii interfui. 

An. 10.36. » Donazione di Ariberto arcivescovo fatta alla chiesa pievana di 
8* Vittore di Varese. Corto apparUnenU aWarehimo di quéUa ehiew, » In Ghri- 
Hi nomine. Ghunradus gratia Dei Imperator Augustus: anno Imperìi eius nono, 
meoae Martius , Indictione quarta. Ecclesia , seu Plèbe Sancti Yictorìs , sita 
Iwo Varese. Ego in Dei nomine Aribertus Dei gratia Archiepiscopus Sancte 
Mediolanensis Ecclesie, et Pilius Bone Memorie Gariardi de loco Antimiano , 
qui vixit Iege Langobardorum, presens presentibus dixit. Quisquis in Sanctis, 
^ Venerabilibus locis ex suis aliquid contulerit rebus, iusta Auctoris vocem^ 
cmtaplum aocipiet mercedem , et insuper, quod melius est , vitam possideblt 
etemam. Et ideo Ego qui supra, Aribertus Dei gratia Archiepiscopus do, et 
^0 in predicta Ecclesia, seo Plebe Saneti Yictorìs, id sunt Gasis, et omnibus 
i^bos territorìis illis reiacentibus in locis^ et fundis Gastro blenno, et in Bem- 
mio superiore ; illis vero rebus reiacentibus in eodem loco , et fundo Gastro 



58 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

blenno sunt ipsis rebus sedimen uaum> cum ediQciis casarum super habente, 

et vineas cum arets.earum pettas duas ad coherentes da mane , et 

5era^ et ... . \Ì9&, da meredie Bonofilii et est prò mensura 

iusta cum incisa sua, tabulas legipUmas ceutum. Prima vinea dicitur Gìauso, 
est da meridie Bonfilii, et est area eiuspro mensura iusta tabularum legipti- 
marum centum. Secunda vinea dicitur simiìiter in Glauso: est damane Odriciì, 
da meridie Rigezani, da sera via, et est area eius simiiiter tabularum centum. 
In prenominatcKloco ^ et fundo Bemmio Superiore sunt ipsis casis^ et rebus 
lerritoriis, tam sedimas, cum edificiis, clausuris, campis, pratis^ pascuis, vineis, 
silvis, cum areis earum ripis, rupinis, ac palndibus, coltis, et incoUis, divisis, 
et indivisis, usibus aquarum, aquarumque ductibus^ et una com finibus, seu 
celibas locas , omnia , et in omnibus in integrum. Quse autem istis casis « et 
rebus territoriis supradictis cum superioribus, et inferìoribus, seu confioibus, 
et accessionibus suorum in infegnun, ab bac ora in anlea istis casis, et rebus ter- 
ritoriis, in prsBdicta Ecclesia, seo Plebe Sancti Victoris, permaneant jure facien- 
dum Presbiteris illis, qui nunc in eadem Ecclesìa, seo Plebe Sancti Victoris, et 
eorum posteriores, usque in perpetuum de fruges, et redditum, et censtim, quibus 
ex prffidictis casis, et rebus territoriis annue Dominus dederit, ad eorum usum, et 
sumptum, vel benedictionem babendum, et faciendum quod voluerint, prò anime 
mee remedium. Ita tamen, ut ipsis Presbileris, qui nunc in eadem Ecclesia, seu 
Plebe Sancti Victoris, et eorum Posteriores usque in perpetuum Missam, Ves- 
peras , Matutinum , et reliquum Officium faciant, ut mihi Peccatori proficiat 
ad anime salutem, et gaudium sempiternum; quia sic decrevit mea bona vo- 
luntas. Et si propter honorem Pontificatus mihi aliquid impedit, Lege Romana, 
nec me liceat nolte quod volui , sed quod a me hic semel factum , vel con- 
scriptum est sub jusjurandum inviolabìliter conservare promitto cum stipula- 
tione subnixa. Actùm iM| Civitate Mediolani. — f Ego Aribertus Dei gratia 
Archiepiscopus a me faAb subscripsi. — Signum f f manibus Adami, et item 
Adami de ista Givitate Mediolani Lege viventes Romana, Testeé. — Signum f f 
manibus Andree, et Azoni de eadem Givitate Mediolani, Testes. — Andreas 

Ardericus Judex Domini Imperatorìs rogatus subscripsi. — Reme- 

dius Notarius, et Judex Domni Imperatoris subscripsi : post tradita compievi 
et dedi. 

An. 1036. s=3 Disposizione di Benedetto, chiamato Rozone, circa alia chiesa 
della santissima Trinità da lui nuovamente fondata in Milano : ora san Se- 
polcro. PuricelLAmhros, Num. 288. 

« i037. == Leggi feudali pubblicate dall' imperatorGorrado, mentre asse- 
diava Milano. Murator, Antiq, medii avi Tom. /, pag. 610. 

» 1039. = Donazione fatta da Ariberto arcivescovo di Milano all' abate di 
Tolla sul Piacentino. Campi. Istoria di Piacenza. Tom. J, nelV Appendice.' 

• 1042. = Disposizione testamentaria di Ariberto arcivescovo di Milano in 
favore dei dodici decumani che officiavano nella metropolitana. Carta neWar- 



MILANESt. ' 59 

rhwio dt'BenefUdati del Duomo. » In nomine SancUe, et Indivtdiue Trinitatis. 
Anno ab Incarnatione Domini nostri Jhesu Giuristi MXLII , mense Aprilis , 
Indictione decima. Ecclesia Beat» Dei Genetrìcb Marie, quae dicitur Gemalis, 
sita intra ac Givitate Mediolani , et Canonie» , quam ego noviter prò reme- 
(iium animsB meae instituì prope ista Ecclesia, ad utilitatem, et victum duo- 
(lecim Presbiteris Decumanorum bordine , qai Peregrini vocantur , qui sunt 
prasordinati iii iam nominata Ecclesia, Ego in Dei bomnipotentis nomine Ari- 
bertos Dei« Gratia Sanct» Mediolanensis Ecclesi» Arcbiepiscopus , et Filius 
B0D8 Memon» Gariardi , qui fuit de loco Antemiano , qui professo sum ex 
battone. mea lego vivere Langobardonim , presens prtesentibus dixi. Dum 
Homo a Cristo Jbesu condito vivit in boc steculo erit felix , si ponit diem 
exitus sui ante oculos suos, et dum recte loqui potest sic seroper eam cogitet, 
onde futuram accipiat mercedem^ et cum Dominus eum de hoc ssculo vocare 
jusserit non de negligentiis judicetur , set ut de bona dispositione gratuletur 
ut pius. Et ideo ego qui supra Aribertus Dei gratia Arcbiepiscopus do , et 
oflero proprietario jure in prenominata Canonica, presenti die, et bora, idest 
Cortem unam domui coltilem , cum Castro, et Turre atque Capella, que est 
ibi b«difìcata io bonore Sanctorum Cosme, et Damiani, cum casis, et hom- 
nibus rebus territoriis reiacentibus in loco, et fundo Monvallo^ et in eius Ter- 
ritorio. Nominative illis omnibus casis , et rebus territoriis , quas mibi ante 
OS dies, per cartam venditionis^ advenerunt ab Petrus, qui .et Oblzo vocatur, 
Filius quondam Adelgisi de Givitate Mediolani, et quondam Persìnde Jugali- 
bus, quod sunt rebus ipsis tam sediminibu9, cum edificiis desuper, clausuris 
Ortis, broilìs, campis, pratis, vineis, olivetis, et silvis, castaneis^ roboreis, ac 
stellareis, et areis suarum, pascuis, gerbis, divisis, et indivisis, tam in mon- 
libus, quamque in planitiis, usibus aquarum, aquarumque duclibus, seu pisca- 
tionibus, atque in conceiibas locas, bomnia, et in homnibus, quantiscumque de 
meo jure in prenominato loco, et lundo Monvallo, vel in ejus Territorio in- 
ventom fuerit, et mibi per i^tam cartulam advenenerunt in integrum. Eo vi- 
delicet ordine predictam Cortem domui coltilem , cum iam dicto Castro , et 
Turre 9 seu Capella, cum areis earum, cum prenominati^ bomnibus, casis, 
et rebus territoriis , in eadem Canonica , dare , et offerre videor , faciendum 
Presbiteris illis, qui nunc , et usque in perpetuum, m eadem Canonica ordi- 
nati fuerìnt , de fruges , et censum , seu vinum , et reditum , quibns exinde 
amme Dominus dederit, ad refitìendum simul in predicta Canonica pcrpetuis 
temporibus , prò mercede , et remedium anime mee. Ita tamen , ut si iam 
ilictis Presbiteris in predicta Canonica insimul, sicut superius legitur, refi- 
cere noluerint , aut si fuerit ullus Pontifex buius Sancte Mediolanensis Ec- 
clesie , qui predictam Cortem domui coltilem , cum iam dicto Castro , et 
Turre ^ et bomnibus rebus territoriis ad praedicta Canonica distollere vo- 
luerit, tunc statim deveniant in potestate de Presbiteris, et Diaconibus, seu 
Subdiaconibus de Ordine Majore istius Sancte Mediolanensis Ecclesie, tamdiu 
ut dum ipsis Presbiteris , qui Peregrini vocantur , pariter in praedicta Cano- 
nica refiliant, sicut superius legitur; et ut ipsis prò ne orent cotidie, Missas, 
Vesperum, Matutinum, et relicum Ofiicium mibi cauant, profitiente michi in 
peternam vitam, et gaudium sempiternum^ quia sic decrevit mea bona voi un- 



60 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

tas. Et si propter honorem Pontificati mei michi aliquid iropetit de Lege Ro- 
mana^ et nec me liceat amodo uHo tempore nolle qaod volui, sed quod a me 
hic semel factum, vel conseriptum est, sub jusiurandum iuviolabiliier coufier- 
vare promitto , cum stipulatione subnixa. Actum ista Givitate Jkfediolani. — 
Signum t mauus isto Domni Ariberti Archiepiscopi^ qui ac cartulam judicati, 
et ofersionis, ut supra fieri rogavit, set propter infinnitateni suam quam gra- 
viter abebat, scrìbere minime potuit. — Arioaldus Judex Domni Imperatoris 
rogatus subacripsi. — £liprandus Notarius Sacri Palatii rogatus SS. — Rai* 
nerius Judex Sacri et summi Palatii rogatus. SS. — Ardericus index roga- 
tus. SS. — Sig. tt raanibus Amizonis , et Aldeberti Germanis de isia Givi- 
late Mediolani^ Lege viventes Romana^ Testes. — Ego Yvaldo, qui et Lanzo, 
Notarius, et Judex Sacri Palatii scripsi ; post tradita compievi^ et dedi. 

Art. 1044. = Altra disposizione testamentaria di Ariberto arcivescovo a fa- 
vore di tre suoi pronipoti. PurieelL Amòro«. num, 24d. 

« 1045. == Sentenza di Azzone marchese e conte di Milano, data in questa 
città a favore de^preti officiali di sant* Ambrogio. Murator. iupraciL Tom. IV. 
pagina 9. 

Id. = Altra sentenza come sopra. Ib, 

Id. = Diploma di Enrico III re di Germania^ Il re dltalia, a favore del 
monistero di san Dionisio di Milano. PuricelL De SS, ArùUdo , et HerUmb. 
Lìb. IV, cap. 93. nwn. 2. • 

An. 1046. =s Sentenza di Arioaldo messo regio a favore de'sopradetti preti di 
sant'Ambrogio. Carta nelVarehwio de'medeiimi, ss Dum in Dei nomine Ci vi- 
tate Mediolani , ad mansione Ariprandi Filii' quondam Y vidoni , qui fuit de 
loco Arciago^ per ejus data licentia , in iudicì6 residebat Arioaldus Judex de 
ista Givitate, et Missus Domini Secundo Henrici Regis, qui ex hac causa 
ab eo Missus est Institutus , iusticias faciendas ac deliberandas intenciones. 
Residentibus cum eo Ardingus, Adam, qui et Amizo, Yvaldo, qui et Lanzo, 
Ariprandus, Ardoiniis, Petrus, et Rerlembaldus , seu Brunoaidus Judex Sacri 
Palatii ; Gotefredus Notarius, Zeno Monesterio (Monétarioì , Arioaldus, et Ra« 
gisfredus Germanis , Oddo Filius quondam Ardengi , Johannes , qui vocatur 
Lita, Yassi priedicti Ariprandi, Ambrosius Filius quondam Gisulfi, Aldo, Geso, 
abitantibus ista Givitate Mediolani, et reliqui plures. Ibique eorum venerunt 
pnesentia Bezo, Ambrosius, Petrus, item Ambrosius, et Lambertus Presbiteris, 
et Officialis Ecclesi» Beati Gbristi Goiifessoris Ambrosii ubi eius Sanctum 
quiescit corpus, qus est fundata foris, et non longe ab ac Givitate Mediolani, 
una cum Lanfrancus Notarius suorum , et ipsius Ecclesise Sancti Ambrosii 
Avocato^ et retollerunt. Abemus, et detinemus ad proprìetatem a parte ipsius 
Ecclesia) Beati Chrisli Gonfessoris Ambrosii, id sunt casis , et omnibus rebus 
territoriis illis reiacentibus in loco , et fundo Axiliano, quie est non multum 
longe da loeus, qui vocatur Badaglo, quibus fuerunt iure quondam Arderici, 



iiiLA^rssi. 61 

qui fuit quondam Adelbtrtì Filius, et quondam AUois», qui fuit Filia bon» 
memorifi Antonii iugalibus de ista Civitate Mediolani: et ipsis iugalibus in- 
simul iamdìetis casi», et omnibus rebus territoriis, per cartulam yendicionis in 
condam Petrus Presbiter emisenint, ad instituendum per cartulam iudicati in 
iam dieta Ecclesia Sancti Ambrosii a^ndum: quod sunt rebus ipsb, tam sedimi* 
nibos, cum edificiis, areis, eurte, edificiis, elausuris, campis, pralis* vineis, et 
silfis roboreis, eastaneb, ac stallareis, cum areis snaruro, pascuis, gerbis, coltis, 
et incoltis, usibos aqoarum, aquarumque ductibus, seu inconcelibàs focas, omnia, 
et in omnibus quantiseumque fuerunt de iure pnedictorum Alderici, et Allois», 
iugalibus in pnedicto loco, et fundo Axiliano , vel in ejus Territorio in inte- 
grum. Ef parati sumus^ si uHos homo adversus nos, \el pars ipsius Ecclesia 
Sancti Ambrosii aliquit dicere vuU , cum iste Lanfrancus Avocatore nostro 
eom eo exinde ad racione standum , et legiptime adfiniendum. £t quod plus 
est, quaerimus, ut istis Ariprandus, et Geza Filio isto quondam Arderici Ju- 
galibos, qui ic presentes sunt, ipse Geza per consensum eidem Ariprandi iu- 
gale, et Mnndoaldo suo, dicant, si iam dictis casis, et omnibus rebus territo- 
riis, que nos ìc in iudicio denominavimus» propriis sunt eidem Ecclesie Sancti 
Ambrosii, aut si vos iugalibus nobis, vel ipsius Ecclesie agere, aut causare , 
vel contradicere qusrìtis, vel si ullam exinde abeatis scriptione, aut firmita- 
tem, per quam contra nos , vel pars ipsius Ecclesie agere , aut causare pos- 
satis , an non. Ad ec responderunt ipsis Ariprandus , et Geza jugalibus, ipsa 
(leza per consensum eidem Ariprandi Viro suo. Vere casis, et Omnibus rebus 
territoriis illis, quem vos quibus supra Bezo , Ambrosius, Petrus , item Am- 
brosius, et Lambertus Presbiteris, una cum Lanfrancus Notarius Avocato ve- 
stro, et ipsius Ecclesie Sancti Ambrosii, hic in iudicio de nominastis, propriis 
sunt eidem Ecclesie Sancti Ambrosii , et vobis ncque pars ipsius Ecclesie 
agere, nìec causare querimus, quia cum lege non possumus , eo quod nullam 
exinde abemus scriptìonem , aut firmitatem , per quem contra vos , vel pars 
ipsius Ecclesie agere, vel causare, vel contradicere possamus, quia nihil exinde 
nobis pertinent ad abendum, nec requirendum. Insuper spoponderunt se ipsis 
iugalibus , ut si unquam in tempore per se ipsis, aut eorum Filiis, Filiabus, 
vel beredibus, vel eorum summittantes personas, versus eosdem Bezo, Am- 
brosius, Petrus, item Ambrosius, atque Lambertus Presbiteris , et Lanfrancus 
Notarius Avocato eorum, vel ad eorum Successoribus, aut contra pars ipsius 
Eccle^ Sancti Ambrosii , ex predictis casis , et omnibus rebus territoriis 
agere, aut causare presumpserint, et omni tempore taciti, et contenti exinde 
non permanserint; vel si apparuerint ullum datum, aut factum, cui ipsis iu- 
galibus exinde in alia parte dedissent , aut fecissent , et dare factum fuerit , 
Vane in duplum predictis casis , et omnibus rebus territoriis pars ipsius Ec- 
clesie Sancti Ambrosii restituant in consimile loco , et insuper componant , 
pena nomine, argento ex mero libras quinquaginta, et post, pena composita, 
omni tempore taciti , et contempti exinde esse , et permanere debeant. His 
psractis, manifestacione ut supra facta, paruit supradictis Auditorìbus, et Ju- 
(lieum esse recte ; et iudicaverunt , ut iuxta eorum Presbiteris , et Avocato 
altercatione , seu professione , et manifestacione illorum Jugalibus ; amodo in 
^tea ipsis Presbiteris , vel eorum Successoribus cum eodem Avocato , ìani 



62 DOCUHBNTI ILLUSTRATIVI 

(lictis casis , et omnibus rebus territoriis a parte iam* dieta Ecclesise Sancti 
Ambrosii a proprietatem abere, et tenere deberent, et iam dictis Jugalibus 
sint exinde omni tempore , suorum hseredibus , tacitìs , et eontemptis : et sic 
finita est causa. Et qualiter ac causa acta est praesentem noticia ad futuram 
tenendam memoriam, et securitatem a parte iam dieta EcclesiaB Sancti Am- 
brosii, quidem et ego Brunoaldus Notarìus, et ludex Sacri «Palatii scrìpsi, et 
interfui. Anno vero regnante idem Domini Secundi Enrici Regis octavo, Mense 
Octobr. Indiet. quintadecima. — Arioaldus ludex et Missus fui ut supra, et 
subscripsi. — Adam, qui et Amizo, ludex Sacri Palatii interfui. — Ardengus 
ludex interfui. — Arduinus ludex Sacri Palatii interfui. — Ego Yvaldo, qui 
et Lanzo , ludex Sacri Palatii interfui. — Ego Aripraiidus ludex Sacri Pa- 
fatii interfui. — Ego Brunoaldus ludex Sacri Palatii interfui. — 

An, 1047. := Diploma del sopraddetto re Enrico creato imperatore, con cui 
restituisce ad Ubaldo vescovo di Cremona la Pieve d*Arsago , ed altri beni 
usurpati già da Gariardo nipote del fu Ariberto arcivescovo dì Milano. . Mu- 
rator, mpradL Tom. VI, pag.^ 217. 

Id. = Atti del martirio di s. Gemolo seguito in quest'anno e scritti poco 
dopo; trovati dal cardinal Federigo Borromeo nostro arcivescovo e registrati 
nella sua visita della chiesa di Gana. = Sanctus Propheta Rexeg regius ^ et 
Patriarca Davida Deo inspirante , nos paterna amonitione docet, ut Deum in 
Sanctis suis laudibus honoremus^ Deoque, licet indigni^ gratiam Spiritus Sancti 
imploremus, ut nostrse fragilitati, meritis Sancti Gemuti, succurrere dignetur, 
quatenusquee ipse mera lux eo, et propter illum gessit, nostris prò ventate 
visa, et a Religiosis Viris sunt audita temporibus, sinceritatis stilo Posterorum 
ad memoriam tradere valeamus: ut visis , et auditis tam preecìari Martyris 
actibus, et miraculis laudent Deum in Sancto Gemulo, et gratias referant in 
preesenti sseculo , et valeant cum eo laudibus sempiternis adesse in futuro. 
Quodam igitur tempore non multum preterito , quidam Episcopus de ultra- 
montanis partibus , causa visitandi limina Beatorum Apostolorum Petri , et 
Pauli, nec non ad Maiestàtem Domini Paps prope , eundi Romam iter arri- 
puit. Gontigit ilio Lombardi» ingresso ,v ut in Dioccesi Mediolanensi , in qui- 
busdam pratis, in Valle qua; dicitur Marchiroti, cum suo equitatu hospitare- 
tur: cumque ipse nietu Latronum, abundantia quorum erat in bis partibus, 
esset territus, praecepit Nepbli suo, indito nomine Gemulo, ut super rebus suis 
sollicite custodiam gereret, et insidias Latronum procurarci. Quod prseceptuni 
Beatus Gemulus libenler obediens , prò viribus executioni mandavit. Prima 
vero nocte accidit^ ut tres Latrones pessimi ad Episcopum venientes , taber- 
nacula, palafrenum eius, et alia, forte superlectiles exinde ablatas^ ad proprias 
Tabernas redeundo secum deduxerunt. Quod factum ut agnovit Beatus Gemu- 
lus, cum alio Milite Socius ilineris, equis ascendentibus insecuti sunt eos^ et 
apud Fontem, qui modo propter sanguinem Sancti Gemuli in'eodecurrentem 
Sacer appellatur^ eos insequentes, tali eos blando sermone Sanctus Gemulus 
alloquitur. Per Dei amorem, inquit, et Sanctorum Apostolorum Petri, et Pauli, 
in quorum servitio iter cum Domino Episcopo gerimus ,' Yos Carissimi Fra- 



MILANESI. 65 

tres exoro , ut Domìni Episcopi palafrenum mihi reddere debeatis. Latrones 
autem sic fertur, ut verum est, fuere de illorum, qui cognomine dicantur De 
Uboldo, quorum unus Rubeus nomine, et prae ceteris vesanior Beato Gemulo 

respondit dìcens : Vis et tu, qui sic nos adiurasti Martyrium 

prò Dei, inquit, amore, et Sanctorum Apostolorum Petti, et Pauli libentissime 
per/ero, quicquid pessimi mihi in quolibet modo inferri poterit. Snavìssimum 

eios eloquium malitiam Latronum , quod corde conceperat 

opere perficeretur non exoravit, et caput Sancti Gemuli sacratissimum Latro 
ne£indis9imus amputavit. Alii quoque Latrones prsfato eius Socio mortalia 
vulnera intuìerunt , cuius Corpus requiescìt non longe a Bui^o Yarisii , in 
Sargofago, ad Sancti MìcIubUs Bcclesiam. Oh indeficiens Ghristi Caritas f qu» 
prò suo Auctore nuilam mortis, aut psnae, expavit angustiam, sed omni Per- 
secutorum furore calcato, omni Mundi huius illecebra pessundata, ad stern» 
beatitudiais bravium cursu veloci festinare contendit. quam summa pru- 
dentia est, et sine alicuius ignoranti» nubilo perspicacissima, luteam corporis 

materiam incomparabili felici t thesaurus exhibere tripudio, 

et hanc miserabilem vitam terminare, ut sempiternum gaudium possit acqui- 
rere. Igitur ut narrationis nostrsB serie accedamus , quantum Sancti Gemuli 
mors in conspectu Dei secundum Prophets vaticinium fuerit pretiosa, ex se- 
quentibus miraculis claruit. Nempe ciesa cervice gladio sicut diximus, Sanctum 
Corpus in equum tanquam vivum quod natura se sustinens ad Domini Prae- 
ceptorij (manca il rimaneìUe). 

Alt. 1051. ~s Sentenza di Antonio messo regio, data nel luogo di Corìasco 
della campagna di Milano, a favore di Nanterio, e Guida cittadini milanesi. 
Caria nell'archìvio di sant'Ambrogio. =» Dnm in Dei nomine in loco Gorliasco, 
in via publica, in iudicio residebat AntoniusMissus Domni Sccundi Henrici 
Imperatoris, insticias faciendas, ac deliberandas intenciones, residentibus cum 

eo Jonani, Vvido, Odelbertus, Johannes, Arduinus, fìrunoaldus da 

Arciago, Petrus dala Sala, Johannes, Lita, Anselmus, item Johannes, Riehar- 
dus, Auditores, et reliqui plures: ibique eorum veniens presentia Roperga , 
qai et Vvida, coniux Nanterii de Civitate Médiolani, per ipso Nanterii iugale, 
et Mundoaldo suo consenciente , et estendente moninen unum , quod est ita 
sic. In Ghristi nomine Secundus Henricus gratia Dei Imperator Augustus, 
anno imperii eius quarto, tercio dio mense Decomber, indictione quarta. Con- 
stat me Gisulfus filius Odemarii , qui fuit de loco Besade , qui professo suni 
lege vivere Langobardorum, consenciente mihi qs. Gisulfi predictus Odemarius 
genitor mens , et subter confirnuinte, accepissemus , sicuti et in presentia te- 
stium manifesto sum , quia accepi ad te Roperga, qui et Yvida.conius Nan- 
terii de Civitate Mediolani , et filia qd. Amizoni de ipsa Civitate , argentum 
denarios bonos veteri libras centum octuaginta, linitum precium per meaiii 

porcionem quod est quartam pars de Castrum unum , et muras, 

%u fossato circumdato portio de capella una, cum area sua, 

qoi est edificata infra eodem castro in onorem Sancti Silvestri , una simul , 
^ quartam pars de omnibus casis, et rebus territoriis foris ipso castro, ad ipso 
castro, et capella pertinentibus iuris mei, quibus abere viso sum in loco, et 



64 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

fundo Badelli, tam in ipso loco, quamque in locaa, et fandas^ Hinlirago, R4- 
zolo , et in eorum territoriis , et est ipsam quartam portionem de iam dicla 
area , castro , et capella , seu sediminibus, et vineis , cum areis earum atque 
terris arabilis» et pratis, seu sihis, eum areis earum, in easdem locas^ et fun- 
das , ut sopra legitur , per mensura iusta iuglas legipUmas sexaginta , et si 
ampluis de meo iure rebus ad ipso Castro , et Capella pertinentibus que ad 
predictam quartam porcionem pertinet in easdem locas, et fondas, sicut supra 
legitur, et in eorum territoriis inventis fuerit^ quam supra mensiura legitur 
per ac cartula, et eodem precio^ in presentem manead venditio, ut dictum 
est. Tam Castro, et Capella, sediminibus, cum edificiis casarum super abente, 
areis, curte fictis, broliis^ clausuris , campis, pratis, pascuis, vineis, et silvis , 
ac stellareis, cum areis earum, ripis^ rupinis^ ac patulibus, molendinis, ac pi- 
scationibus, coltis, et incoltis, diyisis, et indivisis, una cum fiuibus, terminibus, 
accessionibus, et usibus aquarumque ductibus , distrìctis ....... seu con- 

celibas locas, cum omnia iura , aiacentiis, et pertinentiis rerum , per easdem 
locas, et vocabilis ad ipsam quartam portionem de predicto castro^ et capella, 
seu rebus omnibus pertinentibus, cum superioribus, et inferiorìbus , seu eum 
finibus suarum in in. ab ac die tibi qs. Roperga , qui et Yyida , prò supra* 
scripto argento vendo, trado, et mancipo ; et facias exinde a presenti die, tu 
et cui tu dederis, vestrisque heredibus, iure proprietario nomine quidquid vo* 
lueritis, sine omni mea, et beredum meorum contradiclione. Quidem et spon- 
deOj atque promitto me ego qs. Gisulfus, una cum meos beredes tibi qs. Roperge, 
qui et Yvida, et cui tu dederis, vestrisque berecfibus^ suprascriptam quartam 
portionem ex predicto Castro, et Capella, seu omnibus casis, et rebus territoriis 

foris ipso castro portio ex predicto Castro, et Capella pertinentibus, qua- 

liter supra legitur in in., ab omni ornine defensare; quot si defendere non potue- 
rimus, aud si contra ac cartola vinditionis, per quodvis ingenium, agere, aut 
causare presumserimos, tunc in dublom supradictam quartam portionem ex pre- 
dicto castro, et capella, seu istis omnibus casis, et rebus territoriisque ad ipsam 
quartam portionem ex predicto Castro, et Capella pertinente, qualiter superius 
legitur, restituamus, sicut prò tempore fuerunt, aut valuerint, sub estimacione in 
eodem loco, quia sic inter nobis convenit. Actum loco Casolate. Signum ma- 
nus suprascripti Gisulfi, qui«ac cartula venditionis, ut supra fieri rogavit, et 
suprascripto precio accepit. Signum manus suprascripti Odemarii genitor eidem 
Gisulfi, qui ei omnia ut supra consensit ........ Petrus Judex rogatus 

subscripsi. Y\i]ielmus Notarius sacri palati! scripsi, post tradita compievi, et 
dedi. Cartula ipsa venditionis in eodem iudicio ostensa , et lecta , interroga- 

verunt Auditores ipsis eadem Roperga, qui et Yvida per consensum 

ipsius Nanterii iugale , et Mundoaldo suo. Ideo cartula ipsi in istum judicio 
estensi, vel si les non sit, nec appareat, et nec quislibet omo dìcere possit, 
quod ego eam occultam, aut cumludiosa abuissemus , et tenuissemus ex pre- 
dicto Castro, Capella, Molendinis, seu omnibus territoriis, quìbus in ea legitur 
ad meam abeo , et tenuo proprietalem , et si ullus omo adversus me exinde 
aliquid dicere vult, parati sumus cum eodem Nanterius iugale Mundoaldo meo 
cum exinde ad racionem standum , et legiptime finiendum , et quod plus est 
quero, ut iste Gisulfus, qui ic presens est dicat, si predictis omnibus casis, 



MILANESI. 65 

()astro, Capella, Molendinìs , seu omnibus rebus territoriis , qui ic in iudicio 
Odemarìi meis propriis, sunt, vel si adversus me qs. Roperga agere, aut cau- 
sare querent, vel si ullam exinde abent scrìptionem, aut fìrmitalem per quem 
mihi coQtradieere, aut subtraere querent, an non. Ad ec respondit ipse Gisul- 
fos , per consensum Odemarii genitori suo: vere cartula vinditionis^ que tu ic in 
iudicio ostendisti^ bona, et yera est, et ego eam fieri rogavit, et manu inea pro- 
pria firniavil, et casis, castro Gapella, molendinìs, seu omnibus rebus territoriis. 
iuxta ipsa venditionis cartula tuis propriis sunt , et ibi agere , nec causare 
quero , quia cnm lege non posso , eo quod nullam exinde abeo scriptionem , 
aec firmitatem , per quem tibi contradicere , aut subtraere posso , quia nihil 
exinde mihi pertinet ad abendum nec requirendum, et insuper spoponderunt 
se Gisulfus per consensum ipsius genitori suo, ut si unquam in tempore per 
se ip^e, aut suis filiis, et filiabus, yel eredes, aut eorum summitentes persona. 
\ersus eadem Roperga, qui et Vvida, aut contra suos tieredes, vel contra cui 
ipsa dederit, vel abere institait, ex predictis omnibus casis, Castro, Capella , 
Moleodinis, seu omnibus rebus, agere, aut causare presumserint et omni tem- 
pore taeitis exinde non permanserit , vel si aparuerit uUum datum , aut fa- 
ctum ex alia parte, cui ipse Gisulfus dedisset, aut fecisset; tunc si oc apa- 
roerit, et dare factum fuerit, tunc componere promisit ipse Gisulfus, per se, 
uit sois filiis liliabus, vel heredibus predicte Roperge , qui et Yvida , vestri- 
sque beredibus, aut cui ipsi dederunt, vel habere instituit iam dictis omnibus 
casis, castro, capella, Molendinìs, seu omnibus rebus territoriis in dublum in 

eisdem locis, et insuper argentum ex mero libras duocenti Qua 

altercacioDe, seu manifestacione, ut supra facta paruit supradictis Auditoribus 
et Judicum esse recte ; et iudicaverunt , ut iusta predicte Roperge , qui et 
Vùda, ostensione, et altergacione, et professione, et manifestacione predicti 
Gisulfi, a modo in antea ipsa Roperga, qui et Yvida, iam dictis omnibus ca- 
sis, Castro, Gapella, Molendinis, seu omnibus rebus territoriis, sicut supra le> 
gitur in in. proprìetatem abere debeat, sine predicti Gisulfi, et de suis filiis , 
lìliabus, seu heredes contradictione, et sic finita est causa, et qaaliter ac causa 
acta est presentem notitiam, ad futuram tenendam memoriam, et securitatem 
pnedicte Roperge , qui et Yvida , quidem , et ego Petrus notarius , et index 
>acri Palacii scripsi, et interfui, anno Imperi! Domni Secundo Enrici Impe- 
ratoris quinto, mense Februarius, indictione quarta. — Antonius Missus Do- 
mni Imperatoris interfui. — Jonam Judex sacri palacii interfui. — Yvido 
iudex sacri palacii interfui. — Ego Odelbertus Judex sacri palacii interfui. 
— Arduinus Judex Domni Imperatoris interfui. — Brunoaldus Judex sacri 
[lalacii interfui. — Johannes Judex sacri palacii interfui. — Arderlcus Nota- 
rius, et Judex sacri palacii interfui. 

An. 1053. = Istituzione della festa per la esaltazione della santa Croce sta- 
bilita in Milano, per opera di Tadòne notajo di questa città e del sacro pa- 
lazzo. PuriceU. Ambros, Num. ^52. 

* 1054. = Investitura di- un benefìcio o feudo, data da Landolfo abate di 
sant'Ambrogio ad Al berlo e Milone padre e figliuolo cittadini milanesi, creando 
GmUni, DoGLMENT. Illustr., ecc. E 



66 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

il secondo vassallo del monìstero. Carta neU'arehinio ambrotiano. =» Dia Do- 
ni inico, qaod est tertio decimo die mensis Marcius^ preseatia bonoram ominum, 
corum nomina subtus leguntur, per fuste quod sua tenobat manum, Domnus Lan- 
duìfus Yenerabilis Abbas Monasterio Beati Christi Gonfessoris Ambrosii, ubi 
eius Sanctum reqaiescit Corpus^ quod est construetum foris, prope Civitatem 
Mediolaoi, tradicionem, et investituram fecit in manum, et potestatem Alberii 
Filii quondam Aribaldi de suprascripta Givitate , et Miloni , Pater , et Filio, 
per beneficio nomine , da Molendinum ex integrum iuris ipsius Monasteni , 
quod est edificato in Pluvio Vepra, quas fuit de Vincimala, et nominatur de 
quondam Petrus, qui fuit vocatus Azone , ut amodo in antea ipsis Pater , et 
Filio , et beredibus Masculini , abere , et tenere debeant eodem Molendinum 
per modia triginta de biava per anno, per plus, nec per minus, non et ... . 
eius advenit de codem Molendinum, et pars eodem Monasterio per legem, aut 
per rectum, perdiderit, ipse Abbas, aut suos Suceessores Gonsultum dare de- 
beant eorum in terra, unde abere possunt per anno ipsis triginta modias, sine 
intentione. Et per omni anno dare debeant ipse Abbas, aut suos Suceessores, 
\el eorum Misso biava modias quadraginta ad mensura Mediolanensem , me- 
dietatem Secalis , et medietatem Minuto : ipsa Secala per festivitate Sanati - 
Laurentii, aut in antea, vel infra mense uno prossimo postea : eodem minuto 
prò festivitate Sancti Martini, aut in antea, vel infra mense uno prossimo 
postea. Et per omnes Galendas Januarius, aut in antea argentum denanos bonos 

libras tam diu, quam ipse Abbas» aut suos Suceessores predicto- 

rum Pater , et Filio , vel ad eorum heredes masculini in terra libera , cum 
abuerit, cum ipso Molendino unde abere possint Gonsultum de beneficio Yva- 
rimberti , qui vocatur Gumino, biava per biava, vino per vino , denario per 
denarios, oblias per oblias ; et comodo se aparìerit beneficio sine intentione , 
aut advenerit terra ad eodem Monasterio desgumbrata similiter sine intentione 
de qualicumque parte, predictorum Pater, et Filio, aut ad eorum beredibus 
masculini per eadem investituram abere, et detinere debeant per eodem bene- 
ficio. Et si tantum postquam eodem Gonsultum de eodem beneficio predicti 
Yvarimberti in terra receptum habuerit, cum eodem Molendinum, postea ipsis 
Pater, et Filio, aut eorum beredibus, in antea ipsas quadraginta modias de 
biava, nec de ipsis denariis libras quatuor, requirere non debeat, et si requi- 
sierit, componat predicti Abbati, vel ad eius Successoribus, pena nomine, ar- 
gentum ex mero libras centum, et insuper tacitis permaneant de predicto 
quadraginta modias de biava , et de predicto denario libras quatuor. Et ubi 
ubi eadem tradicionem , ipsis Pater, et Filio, de eodem beneficio, ipse Lan- 
dulfus Abbas recipii eodem Milione per Vassallo , et fidem fecit per Sacra- 
mento predicti Abbati, sicut est consuetudo, per licentiam ipsius Genitori suo, 
et seniper ipse Abbas , et suos Suceessores unum de ipsis Filiis , aut eorum 
beredibus masculini predictorum Patri, et Filio, per Vassallo, et per Fidelem, 
per Sacramentum , et Evangelia , per eodem beneficio habere debent. Et si 
ipse Abbas, vel suos Suceessores se subtraxerint, quod iam dieta biava modia 
quadraginta , et predicti denarii libras quatuor predictorum Patii , et Filio , 
vel eorum beredibus masculini, aut ad eorum Misso , omnique anno , per &t; 
ipsi termini, aut antea , non dederint, sicut supra legitur , usque dum ipsum 



MÌL4NB61. f'^ 

complinnentum de eodem beneficio predieti Yvarimberti in terra receptis abue- 
rat ; tmc de ipsi denarii libras quatuor, aut de iam dieta bla^a modias qua- 
draginta, quod transierit ex predictis terminis, ipse Abbas, aut soos Sucees- 
sores , doblam exindé predictorum Pater et Filio , vel ad eorum heredibus 
mascalitii faoere debeant. Aut si ipse Abbas ^ aut suos Sueeeseores, per niil- 
lumvìs ingeniam^ benefkium non presumat dare ad nuUum Ominem, usqtie 
dain ipse Pater , et Filio, vel eorum heredibus madculinì , complimentum in 
terra de eodem beneficio ipsius Yvarimberti non abuerimus , de illìs rebus , 
qui se aperìerit, aut advenerit ad eodem Monasteriodesgumbratis, sine inten- 
tione. Et si ipse Abbas se subtraxerint, vel sui Successores, ((uod predictum 
beoefieium in terra predictorum Patri, et Filio, vel ad eorum heredibus ma> 
%uUai, non liberaverit per eodem beneficio, quomodo se aperierit beneficio, 
ant advenerit terra desgumbrata similiter sine intentione, ab eodem Menaste- 
rio, ttsque dum complimentum de eodem beneficio predieti Yvarimberti in 
terra receptum non abuerint, et claruerint; tunc componere debeat ipse Ab- 
bas, vel suos Successores» predictorum Pater, et Filio, aut ad eorum heredi- 
bus masculinì , pena nomine , argentum ex mero libras centum ; et insuper 
postea adimplere debeant. Et si advenerit quod ipse Abbas^ aut suos Succes- 
sores^ eodem beneficio ex integro predieti Yvarimberti adquìsierint pacifice , 
ipso Pater et Filio, vel eorum heredibus habere , et tenere debeant^ prò be- 
neficio da parte eodem Monasterìo: et ipsis Pater, et Filio, predictum molen- 
dinum, et iam dieta quadraginta modias de biava, seu et predieti denarii li- 
bras quatuor, quaiiter superius' legituc refutare debeant predieti Abbati , aul 
ad suos Successores ; et si non refudaverimus, vel si postea requisierìnt, tunc 
componere debeant ipsis Pater et Filio, vel eorum heredibus predieti Abbati , 
aut ad suos Successores, pena nomine, argentum ex mero libras centum ; quia - 
8ic inter eis se convenerunt , unde tres breves uno tenore scripti sunt. Fa- 
ctum est hoc, ut supra, ad supradicto Monasterìo anno Imperli Domni Secundo 
Enrici Imperatoris octavo, suprascripto die, Indictione septima. 

Gfrea V anmo 1054. =:3 Lettera o memoriale mandato da Arderico abate 
di san Yittore air imperatore £nri,co , contro Anselmo Da fiaggio ordinario 
della metropolitana di Milano e de'suoi fratelli. Carta neWarehimo di san VU- 
tore. = Divo H. gloriosissimo Imperatori Aug. Mediolanensis Abbas Ardericus, 
quamvis indignus, post t>eum ex toto suus. Ad plenum utriusque vite gau- 
dium. Quot, et quantis malis fortuna, non ratio, nos afiìcit , humano sensu , 
6t voce explicari nequit. Sed quóniam prorsus celare ofiicit, ipsa miseria nos 
cogit dicere aliquid. Yenerabilis Imperator Heinricus Religiosissimo Pontifici 
nostro Amulfo quoddam Monasterium in honore Sancti Yictoris restaurare 
precepit. Ille sic probus, et catholìcns, prò sua, et Imperatonim animabus , 
loca innovavit, et rerum commoda servientibus subiunxit : et cum multis aliis 
boais idem ditasset Monasterium , ad ipsius partem quandam proximam vil- 
^uìam, per sua miserìcordiam est propriam, cum locii llius decima atque ba- 
silica ibidem edita. Unde ab Episcopis, et aliis Glericis multis, qui aderent tunc 
l^poris, tria habemus privilegia a Synodali Congregatione laudata, et sub- 

^cripta, et Gaucellarios^ qui ea scripsit, adhuc satis valet, et virìt. Et ta- 



6f? DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

nien praeter innumerabilia mala, quibus undique preniìmur, die noctuque, ex, 
ipsius VilluIiB decima ammìrabilis , et nefaria surrepait discordia inter nos , 
atque Conci ves nostios, scilicet Anselmum Presbiterum nostre Ecclesie Ordi- 
nari ^m , et Fratres ejus De Badarlo. Qui propter plebem, et prsBdia, qiue 
multa, et magna habent circa, sunt conati devastare nos^ et nostra. Vos sci- 
tote, si in aliquo deterius possint errare, Ecclesias Dei priesumentes dissipare. 
Spiritualia arma non curant, Secularibus illos superare nequimus; et si bona 
Ecclesìae perdamus nullomodo vivere possumus. Agriculturam ignoramos, men- 
dicare erubescimus. Militantes Deo non debent impl icari negotiis secularibus. 
Pro dolor. Ad desperationem cogimur, nisi Dei, et vestra inefabili misericor- 
dia sublevamus. Yestra nos igitur erigat dextera, cui plurima subiacent regna, 
et memorabilis Italia. Yos Omnipotens Deus Yicariura in Mundo necessarium 
elegit ad Suflragium. Ad curandum invalidum, ad reparandum dubium, et con- 
servandum integrum. Quìs alter post Deum tot, et tam rebelles valet subjcere 
vires, nisi tua majestas imperiosa. Jam magis, ac magis, ut illud impleatur 
propheticum, non est qui fatiat bonum, non est usque ad unum. Omnes qui- 
dem- declinarunt. Efrenes enim, et circumquaque vagantes, prò nihilo ducunt 
Monachos, et Abbates quasi mutos canes latrare non valentes. Flexis itaque 
genibus vestram misericordiam flagitamus, ut Sancti Yictoris Ecclesia digne- 
mini subvenire , sicut piissimus Pater vester , et alii Precessores fecere , eve- 
nienti tempore. Yestra sapientia , et probabilis astutia videat , et legat , que 
vobis mittimus privilegia de benefìtio nostrs Ecclesise, cujus inimici vestris 
terreantur minis, et litteris, factis subsequentibus prò meritis; ut sempiterna 
vita possitis frui per infinita secula, ipso adiùvante, qui natus est de Yirgine. 

. An, i05o. = Diploma di Enrico imperatore, con cui dona ad Ubaldo vescovo 
di Cremona risola di Fulcherio che già era dei fu Bonifacio marchese di To- 
scana. Murai, supracciu Tom. J, pag. iOOl 

» 1059. = Lettera di san Pier Damiano al cardinale Ildebrando, dove il 
santo descrive quanto avvenne nella sua legazione a Milano. P^lrus Damiani, 
Opusc, F. 

> 1061. = Permuta di alcuni beni fra Guidone arcivescovo di Milano a 
nome delia chiesa di san Pietro di Boste presso Yares6 , della quale il jus- 
patronato apparteneva air arcivescovato di Milano , e Landolfo diacono del- 
r ordine della chiesa e pieve di san Yiltore di Yarese. Carta neW archivio 
della stessa chiesa pievana di san Vittoi^e, ^^ In Christi nomine. Anno ab In- 
carnatione Domini nostri Jesu Christi milleximo sexageximo primo . mense 
Decembris , Indictione quinta decima. Commutalio bonse Mei noscitur esse 
contractus , ut vice emptionis obtineat facultatem , eodemque nexu obligans 
rontrahentes. Placuit , atque convenit inter Dominum Widonem Dei gratia 
Arclùepiscopum SanctaB Mediolanensis Ecclesise, nec non et inter Landulfum 
Uiacoiuim de Ordine Ecclesi», et Plebe Sancti Yictoris sita loco Yarese, Fi- 
li uni qd. Romaldi de loco Buste prope isto Yarese, ut in Dei nomine debeat 
dare , sicut a presenti dederunt , et tradiderunt vicissim sibi unus alteri in 



HFLAimi. 69 

caasa commutationis. Imprimìs dedit ipse Dominus Wido Archiepiscopus idem 
Landulfó Diacono simililer in caosa ieommuUtionis nomine sao jare haben- 
dum , idest campo petia una juris Ecclesia Sancii Petri , qu«^ est fundata in 
iste loco Buste^ qu« Ecclesia ipsa cum omni saa pertìnentia pertinere videtur 
de sub regimine, et potestate Archiepiscopato Sanctt Ambrosii, et rejacet 
in isto loco Buste, ubi dicitur In oro, et est prò mensura juxta Pert. jugal. 
octo. Cohsret ei a mane, et a merìdie, seu sera, via publica, da monte San- 
cti Joannis, et in alquanto isti Landulfo Commutatori. Quidem et ad iifvicem 
recepii ipse Dominus Wido Archiepiscopus ab eodem Landulfo simililer a parte 
ipsins Ecclesia Sancii Petri, meliorata causa, sicut lex habet ; id sunt Sedi- 
mea^ cum aliquanto edificio super se habente, et \inea cum area in qua extat 
insimul se tenente petia una , et campo item petia una , seu sylva cum area 
io qua extat , itemque petia una , qu« rejacet in isto loco , et fondo Buste , 
obi dicitur Besenade ; et est sedimen isto cum prsdicto aedificio super se, et 
area , el ipsa vinea insimul se tenente prò mensura juxta Perl, tres , et Ta- 

bnl. novem. Goh»ret a mane via, da meridie, et sera 

sed tantum ipsa via intermedia, et est prò mensura juxta Pert. tres. et Ta- 
bul. decem. Est ei da mane, et sera via; da meridie Olgerti ; da monte Sancii 
Angeli. Prsedicta Sylva, et area prò mensura justa Tab. quadraginta et tres. 
Coheret a mane Romani , da meridie Luiprandi , da sera vìa, etc. Ad hanc 
eommutationem providendam accessit Gotofredus Subdiaconus de Ordine San- 
ctae Mediolanensis Ecclesiae, et Missus ipsius Domini Widonis Archiepiscopi, etc. 
— Actum in isto loco Varese feliciler. — f Ego Landulfus Diaconus a m« 
facla SS. — t Ego Gotofredus Subdiaconus Missus SS. — Signum f manuum 
istonim Widoni, et Boninzoni, seu Waldoni, qui super ipsis rebus accesserunt, 
et estimaverunt , et in hac charla commutationis ad confirmandum manum 
posnerant — Signum t manuum Amizonis, et Adelgìsii ambo vìventes Lego 
Romana Testes< — Signum f manuum Lanfranchi, et Ricbardi, seu Wilielmi 
Testes. — Ego Anselnius Notarìus Sacri Palatii scripsi, posi tradita compievi, 
et dedi. 

Ah. 1058. =s Costituzione di Mainardo vescovo di Selva Candida e di Gio- 
vanni Minuto, cardinali, legati apostolici, per la riforma del Clero milanese. 
A;md. Harduitt. el in noi. ad Arnulph, Gap. XIX, num, 85, Rer. Italie. T. IV. 

• 1081. » Liturgia insigne, ossia descrizione delle sacre funzioni celebrate 
in Milano nella coronazione in re d*Ita!ia di Enrico III, fra i re di Germania 
il lY. Traila da w\ codice antico delVarehitio di Monza, e pubblicata dal signor 
Muratori. Anecdot. Tom. JI, pag, 318. 

• 

Jdem. =s Diploma di Enrico IV re di Germania, III re d*Italia a favore 
del monistero d* Orona di Milano. Carta tratta dall' archivio del monistero di 
sant'Agostino, =» In nomine Sanct», et individua Trìnitalis. Henricus divina 
favente eleroentia quartus Rex. Si Ecclesiis Dei , Sanctorumque ejus nomini 
ded^catis adversitatibus, et tribulationibus oppressis condolebimus , ad reme- 
dium anims nostra, ad promeritumque nastri Regni pertinere speramus, ideo^ 



TO 1M>CUIIEITTI ILLUSTRATIVI 

quf> potum esse volamus omnilHis ChrbU^ nostrisque fidelibu^i quomodo Ro« 
linda Abbatissa Oronì Monasterii , cum omni Gongregatione tua , uoslram 
cleiueniiam postulavii, qaalenus iterarerous seriptum quoddam ejusdem Mona- 
sterii , quod igne destructum est , quia carentia ejus , a quodam Castro su» 
fodrum ^i^ et injoste requisilum est. Gujus ver6 petitioni satisfacieotes ìndul- 
simus, et indulgendo eoncessimus praedicto Monasterio, pr^dictseque Abbatte», 
et sibi succedei) tibtts, ut ab hac die^ et deinceps nullus Marchio , nullus Co- 
mes, nuìlus nostri ministerii legalus, nulla magna, parvaque persona de pre- 
fato Castro, nomine Zisano^ fodrum, vel districtionem publicam, aut privatam, 
aut herbergarium ibi inquirere praosumat. Si quis istius nostr» pnescriptìonìs 
transgressor extiterit, sciat ob infensionem nostr» grati», centum libras optimi 
auri se compositurum, medietatem nostr» Kamerse, medietatem ver6jamdkt» 
Ecclesiie. Ut autem hujus nostr» concessionis largitio credatur, et diligentius 
ab omnibus custodiatur, hanc chartam inde scribi, et sigilli nostri impressione 
instgniri jussimus. — Burchardus Episcopus , et Cancellarius recognovi. — 
Anno Dominic» Incar. roill. octuagex. primo, indictione quarta, XVUI. — 
Kal. Maij data, anno autem domni Henrici XXYII, regni vero XXY. — Actum 
Mediolani feliciier. Amen. 

Afi. 1081. => Diploma del medesimo sovrano conceduto agli abitanti del luogo 
di TriYillio Grasso^ soggetti alPabate di s. Simpliciano di Milano. €k»rla tratta 
daWarchivio di TriviUio, «» Iq nomine Sànctse, et individua Trinitatis. Hen- 
ricus divina favente clementia Quartus Rex. Gum salus Regum ok divino 
adjutorio, et intercessione Sanctorum. Deo placentium peudeat« opportet nos 
Deum, Sanctosque ejus, in suis largitionibus, quantum pnevalent, sive in £c- 
clesiis, sive in famulis sibi famuiantibus piacere. Uinc ergo Divino amore, et 
timore inducti, prò salute anime, viteque nostri», Monasterio Sanctorum Ger- 
vasi, et Protasii, seu Simpliciani; et eji^dem Monasterii Abbati , per nostram 
Regalem auctoritatem , concedimas, ut homines in loco Trimlko, qui dicitur 
Grauoy habitantes, qui se, suasque possessiones sub potestate ejusdem Mona- 
sterii obligaverunt, nullam deinceps ipei, vel eorum Filii, aut nepotes ab eis 
dcscendentes publicam functionem, vel angariam, seu ullum seivitium, aut nllam 
districtionem cui quam hominum faciant, vel usque in perpetuum persolvant, sed 
sub potestate prsetaxati Monasterii perenniter permaneant; prster nostrum Regale 
fodrum, quando in Regnum istud devenerimus; et Scudassiam, quam Comitibus 
suis, singulis annis debent. Praeceptionem autem istam, sive concessionem, si quis 
non observaverit , videlicet si super hoc in aliquo prasdictos homines contri- 
Ktavcrit, noscat, se centum libras auri compositurum, medietatem nostne Ca- 
merse, medietatem vero eidem Monasterio, cui iniuria illata fuerit. Gujus vero 
concessionis, seu pneceptionis hanc cartam inde scribi jussimus, quam nostri 
sigilli impressione insignitam credendam , observandamque omnium Ghristi , 
nostrique fìdelium, tam prssentium, quam futurorum notiti» relinquimus. ~ 
Burchardus Episcopus, et Cancellarius recognovit. ^ Datum XYII, Kal. Maji, 
Indictione Quarta, anno ab Incamatione Domini Milleximo LXXXI. Anno 
autem Domini Henrici XXVII, Regni vero XXY , Mediolani feliciterà Amen. 
Amen. 



MILANESI. 71 

An, 1088. =* Decfeto di Corrado re di Germania, a favore di due chiese 
della città di Bergamo, fatto alla presenza di molti princìpi, prelati e signori 
italiani, fra ì qaali molti Milanesi. Carta tratta daU' archivio della cattedrale 
di Bergamo. =» Dom in Dei nomine in Oivitate Pergamo in Episcopali Domo 
infra Camera ipsius Episcopi residebat Doronus Conradus Dei gratia Rex , 
adstanlttms cam eo Ottone Calvo , Vvilelmo de Purtiano , Sciro de Cenate , 
Arnaldo, et Arderìco Pergamensibus Sacri Palatii Judicibus, et con eo Ogerio 
BfMaeopo^ et Cangelario Ovorinsi, nec non Ariberto Cumano Episcopo, et 
Ansimino Novariensi Episcopo , et Amulfo ipsius Civitatis , Episcopo , nec 
non Ugone , et Maginfredo Marchionibus , atque Arioaldo , et Raginerio seu 
Ugone ComitibttS, Yalvassoribus vero Ugoue de Baona, Amizone de Lan- 

driano. Ottone Vicecomite, Arderìco Redensi, Unfredo de M 

Algiso de Yicomercato, Alberico nomine Porco, Algiso de Renate, Joanne da 
Villa, Ariprando.de Prezate; de Civibus autem prssfaUe Civitatis Alberto To- 
zoni, Arinbaldo Cozo, Petro de Carte Regia, Adam de Castello, Lanfranco 
XoEO de Pullemiano, Lanfranco Ottoni, et insuper Compluribiis ; ibique eorum 
veneront pcesentia Reginfredus Archidiaconus, Joannes Presbiter, et Primice- 
rios de Ordine Canonico Sancii Yincentii, con Suis fratrìbus, nec non et Do- 
minus Ambrosius Presbiter Sancti Alexandri Ecclesie Prepositus similiter con 
sais fratrìbus, conclamantes se predite regali potestati de rebus illorum, vel 
earum Ecclesiarum, que cotidie a predonibus pravisque hominibus ìnjuste de- 
popolantur. Tarn ipse Domnus Conradus Rex bujusmodi lamentationem , ac 
querimoniam audiens Dei timore , ac illoruro clamore motus per Fustem , et 
Vantonem , quod in sua tenebat manu , misit bannum super illos , et super 
omnes res illorum yel Capitauei, seu Yavassoris, seu cujuslibet per- 
sone, de illorum personis, vel de suis rebus, vel Ecclexiarum aliquam mole- 
stiam, seu invasionem sine legali judicio fecerit, sciat se compositunim mille 
mancBSos aureos medietatem Regie Camere et medietatem illis quibus injuria 
illata fuerit. Hec notitia prò aecurìtate eorum facta est, qualiter acta est Causa; 
et ego Lanfrancus ex Regis jussione, et Judìcum amonitione scripsi. — Facta 
est anno Dominice Incarnationis Millesimo Octuagesimo Ottavo, Mense Jan nari, 
Indìctione undecima. — Mediolanus qui et Otto Judex, et Missus Domini Im- 
peratoris interfui ut supra et subscripsi. — Sirus Judcx interfui et subscrìpsi. 
— Arnaldus Judex interfui , et subscripsi, — Ardericus Judex interfui , et 
subscripei. 

• 1095. = Donazione di alcuni beni fatta dal beato Alberto di Sogra fon- 
datore del monlstero di san Giacomo di Pontida , a favore del monistero di 
monache dello stess'ordine, nuovamente edificato in Canturio, borgo nel, con- 
tado di Milano, e dedicato ad onore della beata vergine Maria, Carta neU'ar- 
chiMo di questo monistero, «^ In nomine Domini. Amen. Anno ab Incarnatione 
Domini nostri Jesu Christi mileximo, nonageximo tertio, mensis Julii, Indìctione 
prima. In Christi nomine pnesentia honorum Hominum, quorum nomina sub- 
tus leguntur , Albertus de Sogra Prìor , et Exprior Monasterio , et Ecclesia , 
quod noviter est aedificato , et ordinato in onore Sancti Jacopi Yallis , qusB 
vocatur Pontia^ prò ista pergamena dedit , et concedit ex parte Monasterio , 



72 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

et Ecclesia, quod modo similiter noviter fuit «edificato in onorem Sanct« Dei 
Genitrìcis Marise in loco qui vocatur GanturiO; ubi Domina Anexa Major^ et 

Praeposita est ordinata, molendinas duas^ cum rugiisi et aqueductis 

et cum aparatura ad macìnanduni , et vicanalibus , et cum homnibus rebus 
territoriis, quod ad isto Monasterio Sancii Jacopi pertinet, et fuit jure Domini 
Landulfi, qui vocatur Mora, et fuit Ordinarius de Ecclesia Majorì, et Sancts 
Mediolanensis, qui reperitur jacens in loco^ et fondo Buriasca , non longe de 
loco, qui vocatur de Nevedrate; et sunt tam cas», cum edificiis suis, curte^ 
ortis^ clausuris, pumeferis^ campis, pratis, pascuis» vineis^ et silvis, et stellarìs, 

molendinis, piscationibus, ripis cum , sive coltam, et incoltam, 

cum finibus , et accessionibus ; et fùit jure supranominato Landulfi in inte- 
grum ; eo vero ordine , ut a modo in antea omni tempore supranominatos 
molendìnos, cum rugia«, sicut supra legitur, sit in jure« et potestatem supra* 

dictsB DominiB AgnexsB , seu de parte supradicto Monasterio , quod 

noviter est axiificato in onore S. Dei Genitrìcis, et Virginis Mari®^ ad ordinan- 
dum, et ad investitura faciendum, comodo eidem Domnse Agnex», yel parte 
prsedieto Monasterio placuerit , sine omni contradictione , qui supra Domnus 
Albertus Prior, et de parte predicti Monasterii Sancti Jacopi ; et insuper spo- 
pondit super se Doroinus Albertus Prior, et sui Successores^ a modo in antea 
nullo tempore abeant potestatem super dictos molendinos, cum casis, et omnibus 
rebus terntoriis, sicut super legitur, in alia parte dare^ nec invasionem facere, 
sed omni tempore sint in jure tuo, quas supra Agnex», et de tuo Successore, 
ve! parte supranominato Monasterio Sanctse Marisa, eo ordine sicut super le- 
gitur: quia sic eidem Domuo Alberto Priori placuit. — Factum est oc in 
praedicto Monasterio S. Jacopi. — f Ego Albertus Prior EcclesisB Sancti Ja- 
copi a me facta subscripsi. — f Ego David Prior Sancti Pauli laudo, et con- 
firmo. — t Ego Landulfus Monacus laudo , et eonfirmo. — f Ego Fratcr 
Petrus laudo, et firmo. — f Ego Petrus Monachus interfui, laudavi, et sub- 
scripsi, licentiam Domini Prioris. — Signuro f f f manibus Omodei, qui vo- 
catur Tanzo, et Lambertoni de Vico Arenato^ seu Mauroni, qui vivunt.lege 
Romana Testes. — Signum f t man. Lanfranci de Marte regio, et Vvilielmi 
testes. — Vvido Judex, Notarius Sacri palatii scripsi, post tradita compievi, 
et dedi. 

Circa lo stesso anno, 1083 «=: Diploma di Anselmo III da Ro arcivescovo di 
Milano conceduto alla riforma de' monaci Cluniacesi , ed alla chiesa di santa 
Maria di Galvenzano. BaluUus, Miscellan. Tom. VI, pag, 483. = In nomine 
filli Dei^ qui est summa veritas. Anselmus sola Dei niisericordia Mediolanen- 
sis Ecclesie Archiepiscopus. Gonvenit nostro Ghristiano moderamini pia reli- 
gione^ ac benivola compassione, alacri mente poscentium animis assensum im- 
perline. Idcirco ad nostrani auctorilatem pertinet cunctos nostr» Ecclesie Fi- 
lios paterno affectu diligere , et optatse pielatis op^m non denegare. Ex hoc 
nnim lucri poiissimum prsemium apud Deum omnium Gouditorem promeremur. 
Quapropter omnibus nostris Fidelibus^ tam praesentibus, quam futuris notum 
fieri volumus, quod Nos in nostra Mediolanensi Ecclesia, cum nostris Gardi- 
nalibus, de nostrarum animarum salute disputantes, nostrorum Fideiium^ sci- 



HTLANEST. 7.> 

Iket Arìaldi, et Lanf ranci Pratrum , ac Atonia eonim consanguinei de Mere- 
gaxao implorata , Sancte Marias Ecclesiam de Galvenzano , quam ex nostra 
Ecclèsia tenebant longo tempore, cum terra, ac eorum seilicet Arialdi, et Lan- 
franci propri praBdii decimis, quas ad praesens concessernnt, et omnibus bonts, 
qiue auDC habet, et in perpetuum adipisci poterìt Sanct» Gluniacensi Ecclesi» 
conoessimus. Insuper voUmus^ et laudamus, qtiod si quis eorum heredum vel 
alius quilibet homo, de Ecclesiis supra eorum pnedium Bdificatis^ vel sdifi- 
candis, aut eorum dectmis, eo inspirante, qui ubi vult spirat, pra»taxataB £c* 
clesÌK conferre voluerit, conferai cum Dei benedictione, et hac nostras con- 
cessione : eo seilicet ordine, ut nostra praefata Ecclesia amodo sine penditio . 
et conditione libera Gluniacensi Gaenobìp deservire, et nulli us alteri us Ecclesi» 
ditioni in aliquo per infinita saecula subìaceat. Quod si quis nostrorum Suc- 
cessorum, vel aliqua magna, par\aque Persona buie nostrae saluberrime con- 
cessioni contrarius extìterit, sit anathema maranatba, non habeat partem cum 
ilio , qui prò Nobìs crucifixus est in Golgottia , donec respiscens , ad satisfa- 
cionem ^ et congruam paeniteutiam venerit , et Sanctae Glunìacensis Ecclesia^ 
Abbati , et Monachis , qui prò tempore fuerint, satisfecerit. Quod ut verius , 
firniiusque credatur, et a nostris Posteris firmum, et inconvulsutn in perpetuum 
habeatur, hanc praesentem paginam ad testimonium propria manu iìrmavimus. 
et nostro Heriprando Gancellarìo nostro sigillo , ut moris est, insigniri jussi - 
mus. t Ego Anselmus Dei gratia Arcbiepiscopus ad confirmandum subscripsi. 
Gotofriedus Arcbipresbyter subscripsi. Ato Archidiacenus subscripsi. Arnulfus. 
Diaconus subscripsi. Bonifacius Presbyter subscripsi. Tedaldus Diaconus sub- 
^ripsi. Albertus Presbyter subscripsi. Rozo Diaconus subscripsi. Landulphii<i 
Presbyter subscripsi. Oldericus Presbyter subscripsi. Landulfus Diaconus sub- 
scripsi. Gualbertus Diaconus subscripsi. Ariprandus Gancellarius Sancte Me- 
diolanensis Ecclesìa subscripsi. 

Ah. 1085. =s Lettera di alcuni ecclesiastici milanesi al sommo pontefice Ur- 
bano 11^ scritta dopo la morte di Anselmo III, arcivescovo. Sormanù Gloria 
de'Semti Mìlaneti^ pag, 62. » Domno H. (//urbano) Petri Beati Apostoli Vi- 
cario, Universaiis Ecclestae culmine sublimato, Andreas, Oto, Arnaldus/Oldradus 
nec non et Arnulfus debitae et voluntariae servitutis obsequium, Yitae praesentis 
bravium , atque etern ae calculum. Universa Ecclesia psallat Oà^s Greatori . 
coronata tanto diademate Hurbaui Pontificis, cujus lampas nimis clara rutilai 
in tenebris. Ipse est flos Gierorum, electus ex liliis, et verus Apostolicus , 
manans fonte Patris , qui rigat spiritales imbres tempore famis credentibus 
Populis, ut saginati referant laudes Omnipotenti. Ecclesia namque Romana est 
velut Gardo , a quo etsi plures procedant radii , tamen unus uti Titan inter 
Stellas lucet fulgidus , qui veraciter eonstat Sanctus Ambrosius , cujus Sedes 
nnnc viduata Glarissimo Praesule Anselmo, de quo mteret universa Gontio . 
Heu proh dolori tristes reliquit nos Orfanos consortio, sed utinam loetetur in 
Palatio Gaelesti. Hujus lacte Nos ejus Pilii Karissimi educati , nunc aridi, et 
sitibundi, documento suae Fidei, circiimquaque pervagantes , nescimus- quem 
sequamur, nisi te Pastorem verum fontem vivi fluminis. Ergo Sancte P^kter 
Patmm Hurbane piissime Filios tui Fidelis benigne suscipe, et protege more 



74 DOCUHBNTl ILLUSTRATIVI 

Pàtris sub umbra alaram iaanim, ne Petti ides priodetur sub avaro aecipitre^ 
Nam siculi deoet fideles, ei obedientes sumus parali ttbi Sponso , et Spoiwp 
Christi Sancì» Romane Beclesia in omnibus obediie , salvo stala Mediola-^ 
nenais Ecclesia Sanctn. Taliter nobis permanenlibus dece! Paternitatem ve- 
stram amieabiliter, fiducialiter, perpetnaliter nos Servos luòs benedìcere. Di« 
gnilatem denique ipse pius Prssul, et pervigil , Saoerdotii nobts eontutit in- 
dignis, quam rogamus, ut confirmes litterìs Beatorum Aposlolorum Peiri , et 
Pauli sigillo signatis, benedicas, et collaudes hanc perccptam graUam, ut libero 
poeaimus authoritate Canonica appellare Sedem Apostolicam. Quod ut faeiìius 
tua bentgnitas nobis concedat immeritis, exemplar Anteoessorum tuorum I>o- 
mni Alexandri. et Gregorii Pape.tibi transmìitimus, quod fideitter ded^e Ma- 
glstris Sanctis noslris Rodulpho, Arialdo, Petro, Naaario. 

Ah. i095. es Privilegio conceduto in Milano da Papa Urbano II a Giuseppe 
abate di S. Abondio di Como. TatH. AnmUi di Como soUo fwmo 1096. 

Idem, = Fondaaione di un nuovo monistero probabilmente delP ordine di 
Giugni presso alla chiesa di S. Gemolo di Gana^ con privilegio di Arnolfo IH 
da porta Orientale arcivescovo di Milano. Aforotor. AnHq, nudii avi, Tùm. F, 
pag, 267. 

. Ali. 1096. =s Privilegio dal medesimo arcivescovo conceduto a Landolfo da 
B^gio, preposto di sant'Ambrogio, oon cui dona a lui ed alla sua canonica, 
la chiesa di santa Maria Greca. Caria neU'arehivio de'Camniei di ìont' Ambro- 
gio, z=s Domno Amulfo Mediolanense Archiepiscopo residente in aula Medio- 
lanensi sue. domus, Cardinalibus, cum Yicedomino, et Advocato Cardinalium 
ipsius Ecclesi» circumstantibus, a Landolfo Badaglensi Presbyterorum Ecclesie 
Santi Ambrosi! Proposito facta est petitio de Ecclesia Sancte Marise^ qase vo- 
catur Greca, que est juxta Ganonicam S. Ambrosii fundata , quatenus quic- 
quid Arcbiepiscopus sui juris, et potestatis in ea habebat> in eum per investi- 
turam locaret, et concederete ut ipsius Canonica hoc dono perpetuo frueretur. 
Quod quia bene visum est cunctis circumstantibus, eorum rogatu, et consensu, 
per inv>»tituram , quicquid ad Archiepiscopatum de ea Ecclesia pertinebat 
Archiepiscopps prefato Landulfo, et Canonice Santi Ambrosii in perpetuum 
tradidit, et eandem Ecclesiam, cum omnibus, que nunc Sacerdoti ipsius Ec- 
clesie attinet, vel circa eam sui juris sunl in prenotati Landulfi, et Canoni- 
eorum potestate collocavit. Quod si qnis Arcbiepiscopus vai alicujus Ordinis 
aliqua persona dissolvere, vel impedire temptaverit, et non ratum, et firmum 
ìnanere permiserit maledictionibus repleatur, anathematis vinculo teneatur, et 
eum infelicissimo Juda proditore deputetur. Quod ut ratum , et firmum ha- 
beatur suo sigillo insigniri precepit. Actum est anno Dominice Incarnationis 
milleiimo nonagerimo sexto , mense Augusti, Indictione Quarta. >— f Ar- 
nulfus Dei gratia Arcbiepiscopus a me facto SS. — f Bonifatius Presbyter 
SS. — t Albertus Presbyter SS. — f Landulfus Presbyter SS. — - f Euri- 
cus .Presbyter SS. -^ f Tedaldus Archidiaconus SS. — f Ego Anselmus dictus 
Archipresbyter SS. — f Landulfus Oiaconus SS. — f Gualpertua Diaconus SS. 



MILANESI. 75 

— t Oualpertiis Niger SubdiaooDus SS. — f Ego Oto Subdiwmitt SS. -- 
t Olderieus VicedominuB, et Cimiliarciia ÌDteffiiit et. SS. 

An. 1098. c= Diploma della contessa Matilde con cui cede al vescoyato ed 
alla città di Cremoaa tutto il contado dell'isola di Fulcberio. Ughell. Tarn. IV, 
de J^piseap. Creman* t» Anulpho, 

Idem, =3 Atti di un concilio celebrato in Milano da Anselmo IV da Boiso 
arciyescoYO. Sormani, Gloria de' SanH MUaneti, pag. 206. =* Anno ab Incar. 
Dodi. Mill. XGVIII Indict. VI, Non. Aprilis. GelebraU est Mediolani Sinodus, 
pnesidenteDomno Anselmo Archiepiscopo, cum Episcopis CbatolicisSuffraganeis 
suis, et reliquis tam Galli», quam Longobardi», et religiosis, et Sanelisùmis 
viris Magalono scilicet, et Arelatensi Archiepiscopo, Mantuano autem, et Re- 
gino, Cumano quoque, et Piacentino, et Briuensi electo. Facta autem dispu- 
latione magna de statu Ecclesiarum, et de communi vita Glericorum, sed et 
de bis male nominatis Episcopis,. qui Mediolanensis Ecclesie suffraganeas sedes 
invaserant, prima equidem, ac secunda die in Majori Ecclesia , tertia tandem 
die, prs nimia muititudine tam Cleri, quam utriusque sexus Populi, in cam- 
po Conciliuii^ sedit ; ubi post multìmodam tractationem biec sunt capitula 
prolata, et assensa totius Goncilii comprobata. 

Sicut a Sancti patribus statutum legimus, Simoniacam heresim in sacris Or- 
dinibus, et in Ecclesiarum beneficiis execramus; et ab Ecclesia radicitus extir- 
pare per omnia volumus, et optamus. Eos igitur, qui sanct» Mediolanensis 
Ecclesiae Parochianas Sedes invaserunt, quos a Romano Pontifico in Guiber- 
tino Scbismate, sicut nominatim, et principaliter excommunicatos cognovimus. 
ita absque ulia audientia super eos anathematis sententiam confirmamus: Ober* 
tum videlicet invasorem Brixiensem, Arnulfum Pergamensem,. Gregorium Ver- 
cellensem, Anselmum insuper Novariensem de diversis criminibus, et Symoniaca 
baresi in Sinodo accusatum, ubi neque per sui prcsentiam, neque per idoneos 
Nuncios novimus excusatum, simili sententia condemnamus. Laadulfum vero 
Carcanensem, eo quod crudeli, et inaudita pr»suraplione Gumanam Ecclesiam 
centra ApostoUcam ordinationem invasit, eodem anathematis mucrone confo- 
dimus , et a liminibus Sancte Ecclesi» cum c«teris invasoribus segregamus ; 
nisi resipnerint, et invasas Ecclesias absque ulla audientia non dimiserint. De 
illis autem, quos nec nominatim, nec principaliter Romana adhuc condemnavit 
Ecclesia, ita statuimus, quod si bine usque ad Beatorum Petri, et Pauli festi- 
\iiatem invasas Sedes non dimiserint, vel secundum canones, prout dignum 
est, satisfeceri^t , simili modo, excommunicationis Sententiam in eos damus , 
et confirmamus: Peregrinum videlicet invaftorem Albensem, Ottonem Astensem, 
et Theodatum Albenganensem. Tertonesi vero, nec de Simoniaca heresi, nec 
alìquo suae vit» crimine in Sinodo accusato, investitura tantum Hennci no- 
tato, usque ad Sollemnitatem Sanctee Mari» sub audientia Domni Pap» indu- 
tias dedìmus; cujus super hac re indulgentiie , vel justiti» sententiam sequi 
per omnia volumus , et debemus. Statuimus etiam juxta Sanctorum Patrum 
instituta, et primitivs Ecclesie formam, nullum clericum Ecclesiarum bene- 
Ikia possidere, nisi abrenuntiatis omnibus proprìis, velit fieri ejus discipulus, 



76 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

in cujus sorte vìdetur esse electus. Si quis aatem foris esse maluerit, non e 
GlerìcatUHi auferimus, tantum Ecclesiastica beneficia interdicimus. Quicunque 
vero Laicus cupiditate ductus a male ordinatis tam Episcopis , quam csteris 
Prselatis, aliquid de lerrenis possessionibus, sive decimis, contra Ecclesiasticum 
jus accepit, irritum esse iudicamus; quia quod jure non possidebant dare non 
poterant. Ordinationes autem iilorum , qui se a Thealdo jussi sunt execrari, 
decrevimus omnino irritas fieri ; qus vero facts sunt ab Anselmo ejus Suc- 
cessore ante MoQasticam convecsionem, sub Domni Papae examine illas ordina- 
tiones commtsioius ìudicandas. Eas tamen Ordinationes , vel reconciliationes , 
quas post ejus a Monasterio reversionem, vel susceptum a Romana Ecclesia 
paliium idem Anselmus fecit, ratas esse iudicamus, si tamen ordinati, vel re- 
conciliati probabilis vitse fuerint, et canoince vixerint. Item statutmus in hac 
Sancta Sinodo , sicut a Sanctis Patribus legimus constitutum , et maxime a 
beat» memoriae Papa Gregorio Septimo manifestis approbationibus declaratum* 
nuilum de Ecclesiastici Ordinìs dignitate, per Laicalem investituram aliquam 
Ecclesiam gratis, vel precio obtinere: nuilum etiam in Ecclesia Prseposituras, 
vel cujuslibet dignitalis locum , per Laicos possidere. Et quia nonnulli intra 
Sanctam Ecclesiam tara Clerici, qnam etiam Laici, per paternam successionem, 
seu Gatalogum, sive per Ordinem Glericatus, Arcbidiaconatum, vel Archipre- 
sbiteratum, Cimiliarchiam, aut etiam aliquid de beneficiis ad Ecclesiarum of- 
fitia pertinentibus actenus possidere conati sunt; in boc Sacro Conventu 
prefixum est, et omnimodis definitum , ut si quis bujusmodi nefanda cupidi- 
tate ductus Ecclesiam ulterius possidere temptaverit, et haereditate Sanctaarium 
Dei obtinere prn*sumpserit , juxta Propbeticam vocem , quosque resipiscat , 
anatbemalis vinculo subjaceat. Statuirous etiam , ut damnatis Episcopis , prò 
beneficiis, vel Ecclesiarum feudis, quas invaserant, nemo ulterius fidelitatem ser- 
vet. Conquesti sunt prsterea Canonici Sancti Ambrosii apud praefatam Sinodum, 
Monachos, contra Domni Apostolici prsecepta, et eiusdem decreta, contra omnem 
etiam auctoritatem, oblationes altaris Beati ejusdem Ambrosi invasisse, et non 
solam inauditis deprcedatìonibus, verum etiam eiTusione Sacerdotalis sanguinis 
abstulisse unde pari voto, parique consensu statuimus, eo quod Monachi vivce 
vocis Apostolico pr«cepto, et ejus decretis inobedientes extiterunt, contra'Ec- 
clesiasticam regulani prapsumpserunt ; Clericos quiete oblationes altaris possi- 
dere, sicut per quadraginta, et eo amplius annos, sine canonica vel legali mo- 
lestia possederunt. Quod ut verius credatur, et inconcussum futuris temporibus, 
et inviolabile habeatur, nostri privilegi! subscriptione Canonicis manu propria 
Deo auctore firmavimus. Hx*c igitur nostra immo Sanctorum Patrum nostro- 
rum insti tuta, siquis, quod absit, infringere temptaverit, sciat se' censura cano- 
nica puniendum, salva tamen in omnibus Apostolica auctoritate. 

An. 1098. =s Diploma conceduto dall'arci vescovo e da'prelati dello stesso con- 
cilio, in favore di Landolfo da Baggio preposto di sant'Ambrogio e de* suoi 
eanoniei, per le oblazioni dell'altare. Sorman, de Prceem. Gap, XI, num, 8. 

Idem. «= Bolla di papa Urbano II , Con cui conferma lo stesso privilegio. 
Carta traUa daWarekivio de'canonici di sant'Ambrogio. = URBANVS Episcopu» 



MlLAIfESI. • 77 

Servm Servonim Dei, dilecto Filio Landulfo Pratrum in Ecclesia Beati Am- 
brosil Canonico viventium Preposho, ejusque Successori bus canonice suhstì* 
tueodis in perpetuimi. Pastoraiis officii nos hortatur auctoritas prò Ecclesiarum 
«vtatu soiiìcitos esse, et quae statuenda sunt auxiliante Domino stabilire. Tuis 
igitar Filii in Ghristo charissime Landulfo iustis petitionibus annuentes, cou- 
siIio> et precibus YenerabiHs Gonfratrìs nostri Anselmi S. Mediolanensis Ec- 
clesiae Archiepiscopi , altaris majoris oblationes, et ceterorum altarium , qae 
intra parientes Eeclesi» Beati Patris nostri Ambrosii statuta sunt, vel statuentur 
tibì , et Successoribus tuis , et eis , qui in eadem Ecclesia Ganònicam vitam 
doxerint habendas perpetuo, ac disponendas prossentis decreti auctorìtate con- 
cedimus, et confirniamus. Decernimus ergo, ut nulli omnino hominum liceat 
easdem oblattones vobis auferre, et in jus «bi proprium usurpare, aut teme- 
raria prò eis vos infestatione vexare, sed integre, illibateque permaneant tam 
libi, et Suecessoribus tuis, qnam omnibus ibidem canonice victuris omnimodis 
proftttur». Vos autem Filii in Ghristo charissimi propensioribus Domino studiis 
deserTire, et Apostolica Sedis fideliores existere corpore, et spiritu procurate. 
Timorem Dei in cordibus vèstris, et amorem semper habere satagite. Exem- 
plum pìflB vitft , et religionis omnibus estote , ut quanto largioribus fueritis 
subsidiis, opitulante Domino, preemuniti, tanto in conspectu Divin» Majestatis 
videamini puriores. Siquis igitur in crastinum Archiepiscopus, aut Episcopus, 
Abbas, aut Monachus, Imperato^ aut Rex, Princeps, aut Dux, Gomes, Vice- 
Comes, Judex, Miles, Famulus, aut cujuslibet dignitatis Yir, Ecclesiasticus, vei 
Saecolarìs, hujus privilegii paginam sciens, contra eam temere venire tempta- 
verìt, secando, tertiove commonitus, si non satisfacione congrua emendavent, 
potestatis, bonorisque sui dignitate careat, reumque se Divino iudicio existere ' 
de perpetrata iniquitate cognoscat, atque a Sacratissimo Gorpore, et Sanguine 
Dei , et Domini Redemptoris nostri Jesu Ghristi alienus fiat , et in extremo 
examine district» ultioni subjaceat. Gunctìs autem vobis hsec observantibus 
sit pax Domini nostri Jhesu Ghristi , qiiatenus el hic fructum bon» actionis 
])ereipiant, et apud districtum Judicem pramia astemi pacis inveniant. Amen. 
Amen. Amen. — 

In Qirculo < Monogramma 

Benedictus Deus et Pater Domini Jesu Ghristi. Bene valete. 

Datum Laterani, per manum Lanfranci vìcem agentis Gancellarii Anno Do- 
minka} Incamationis Millesimo nonagesimo Vili, Pontificatus autem Domini 
Urbani Secundi PP. Anno XI, Vili, Kal. Maji. 

An. 1098.= Decreto fatto dallo stesso arcivescovo di Milano Anselmo IV a 
favore della chiesa piovana di san Vittore di Varese , e delia sua canonica 
e delle sue cappelle. Carta nell'archivio della stessa chiesa Pievana. = Quo- 
niam Sacerdotale onus, et Pastoraiis cura Nobis licet indignis commìssa e$t , 
solerter, et omni custodia vigilandum est, qua^enus Ecclesiastieos res secun- 

dum ordinentur, et ordinata incommutabiliter serventur.. 

Quapropter Ego Anselmus sola Divina Misericordia praecedente Sanctae Me- 



78 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

dioLanensìs Ecclesiae Archiepiscopus ea, qua male ordinata . 

secundam Canon icam auctoritatem Pervenit ad aurek noslras 

res, et beneficia Plebis Sancti Victoris de loco Varese , et de Capellis, et Ora- 
toriis ad ipsam pertinentibus, a Prsdecessoribus nostris injuste diminuta esse, 
condendo ea in horreis sab , et secundum eorum velie dividendo cum Mili-« 

tibus. Et ideo ne hoe amodo fiat laudo, et confirmo, et Pastorali 

prmeipio , quatenus omnes res , et beneficia pr»dict8B Plebis , atque de ejus 
Capellis, et Oratorìis, quSB modo sant, et futura erunt deinceps, a me, vel a 
meis Successoribns nullo modo diminuantur , aut deordinentur , mittendo in 
orrets , aut dando MiUtibus, aut aliis Hominibus, sed seraper permaneant in 
utiiitate , et sumptu illorum Clericorum , et Ecclesiasticorum Ordinum , qui 
regulariler, et canonice in tpsa Canonica Sancti Victoris, et in praxlictis suis 
Capeltis, et Oratoriis communi eorum consensu vixerint sine mea, et meorum 
Successorum molestia. Quam meam supradiQtam ordinationem quicumque ir- 
rumpere tentaverit anathematis vinculo teneatur, et cum Juda proditore reus 
in die Xudicii damnetur, et quicquid alìter ordinare pr^sumpserit irritum ha- 
beatur. Quod decretum ut ratum firmumque teneatur manu propria firmavi , 
et siidiscripsi. Factum est hoc Anno Dominic» Incarnationis Millesimo nona- 
gesimo octavo, nono die mensis Aprilis, ludictione sexta, in preedicta Civitate 
Mediolani , in aula Doraus Sancti Ambrosii. — f Ego Anselmus Dei gratia 
Archiepiscopus a me facto subscripsi, salvo meo jure, et honore. — f Ego Ansel- 
mus electus Archipresbiter laudavi, et SS. — f Ego Landulfus Sancti Nazarii 
Praspositus laudavi, et SS. — f Ego Landulfus Prsepositus in Ecclesia Sancti 
Ambrosii SS. — t Ego Àlbinus Presbiter, licet indignus, in Ecclesia Sancti 
Johannis De Conca SS. — f Ego Grossolanus Sagonensis Episcopus laudando 
subscripsi. — t Ego Ardericus Sanctee Mediolanensis Ecclesi» Diaconus in- 
dignus confirmando SS. — f Ego Ambrosius, qui et Paganus Judex, et Missus 
Domni Imperatoris interfui et SS. -- f Ego Walterius Notarius, interfui, et SS. 
— Signum t t t manum Varensonis De Cimiliano, et fiellonis de Cuxano, 
Vvilielmo De Pelego, qui interfkierunt Testes. — Ego Johannes Notarius Sa- 
cri Palatii hoc decretum scripsi, post traditum compievi, et dedi. 

Ah. i098. = -Privilegio di Anselmo IV arcivescovo di Milano, con cui con- 
ferma a Landolfo da Baggio preposto di sant'Ambrogio, ed alla sua canonica, 
la chiesa di santa Maria Greca già loro conceduta dal suo predecessore. Garin 
tratta daW archivio de' canonici di Sant Ambrogio. = Anno ab Incarnatione Do- 
mini nostri Jesu Christi Millesimo nonagesimo Vili , mense Augusto , Indi- 
ctione VI. Cum ego Domnus Anselmus Dei gratia Mediolanensis Archiepiscopus, 
cum Anselmo Archiprsesbitero, et Tedaldo Archidìacono, aliisque quamplurimis, 
Cardinalibus, ceterisque Ordinis Clericis, de Statu Ecclesiarum, soUicita cura, 
et diligentiaJ pertractaremus, coram omnibus facta est iusta, et onesta petitiu 
a L^dulfo Canonicorum S. Ambrosii Proposito, quatenus Ecclesiam Sanctie 
Mari», quoi noncupatur Graica, cum omni suo jure, et possessìonem donarem, 
et traderem , imo donatam et traditam a Prasdecessore meo Arnulfo , nostra 
quoque auctoritate eorroborarem, et confirmarem, ut secrétiùs possent pnefati 
Canonici in ea Ecclesiola orationibus vacare^ ac Divina Officia celebrare. Quia 



UXLANBSl. 79 

t^tar oranibus astaniibos h«c petitio ratioDabiUs^ el honesta vìsa est, placuit, 
et inihi Domao Aiuehno Dei gratia Archiepisoopo : et omnibus rof antibus , 
eoasemieDtibus, et collaudantibus pnefatam Basilicamì, oum omni sua posses- 
sione, cuni omni sua pertinentia , eum omnibus suis terrttoriis in integrum , 
et qusB sui simt juris , vel tunc erant , vel postmodum Dei munere futura 
erunt, enm omni sua integritate, absque aliqua diminatione, pnenominato 
Landttlfù Proposito , et Canonieis Sancti Ambrosii eorumque Soccessoribus, 
ab habendum , et tenendum in perpetuum donavi , et tradidi , et coram 
astanlibus per iuvestituram firmavi. Et ut hoc ratum^ et firmum habea- 
Uir , et inconcussum , et intemeratum a meis Suceessonbus , quam a reliquia 
Personis^ teneatur, et observetur, propria manu firmando subscripsi^ et 
meo sigillo firmari pnecepi. Quod si quis cujuslibet condittonis homo Glericus 
vel Laicus , hoc decretum meum imutare, vel infringere, vel quolibet modo 
violare, sacrìlego, et nefario ausu, temptaverit» postquam secundo» vel tertio 
admonitus excessum suum digna sattsfactione non emendaverit , a liminibus 
£cclesisB coercendum esse , auctoritate Beati Ambrosii Pontificis , et Patroni 
nostri , et nostra censemus , et cum Juda proditore, et eum Anania sui pro- 
misai trasgressore portionem infelicissimam se habitunim esse non dubitet. — 
t Ego Landulfus Presbiter SS. — f Ego Anselmus Dei gratia Archiepiseopus 
a me factum corroboravi et SS. — f Ego Anselmus dictus Aichipresbiter 
laudavi et SS. — f Ego Tedaldus Archidiaconus laudavi, et SS. 

SigiUwn eereum ubi S. Ambroiius cwn paUio. 
dextra Pedum^ tinùtra volmmen. 

An. 1099. cs Sentenza di Anselmo lY a favore dell'abate di san Simpliciano, 
contro i vicini della chiesa de* santi Protaso e Gervaso. Purie&lL Nazar, 
Cap. IX, ìVurn. 8. 

Idem. =» Bolla di piq>a Urbano II , con cui riceve sotto la sua particolar 
protezione una chiesa dedicata alla santissima Trinità nella diocesi di Milano, 
in un luogo detto Pons GwnizeU, LandnUph, Jun. C4p. VIIL 

Idem. «= Privilegio di Anselmo IV conceduto alla badessa ed alle monaclie 
del monistero d*Orona, per la fabbrica di una nuova chiesa e cimitero e case 
de*cappellani. Carta neWarchivio del numùtero di sant'Agoeliino» =» f Anselmus 
gratia Dei Archiepiseopus Rolinds Abatissae Monasterii Sanct» Auronao, ejusque 
congregationi in Domino salutem. Die Martis , qui est quintusdacimus dm 
mensis Martii, in curte Monasterii SancUe Aurona; prassentia Armani Brixien- 
sis Episcopi , et Abbatis Sancti Ambrosii , et Landulfi Prepositi , et Alberti 
Landrìanensis majoris Ecclesise Notarli , et Anselmi Archipraesbiteri ejusdem 
iEcclesi9 , et Albini presbiteri, et csterorum Glericorum , et Arialdi de Me- 
legoano, et Arderici de Badaglo, et Bernardi de Petrasancta, et Gariardi Per- 
tìcarii, et Pagani Judicis, et aliorum nobilinm virorum. Ego Anselmus Archie- 
piseopus fuste pastorali designavi Gapellam in hortu ejusdem Monasterii Sanctae 
Aaron», intra murum Givitatts, osdificandam ab ipsa Abatissa, in cujus potè- 



80 DOCUMENTI ILliUSTfiATlVI 

State, et ordinatione eadem Capella, cum rebus sibi quandoque advenientibus 
et Gapellani ejus debent permanere. Gimiterìum quoque designavi ante ipsam 
Capellam a parte via, que vadit per Pusterulam , et domum Capei lanorum , 
justa ipsam Gapeilam, ex parte meridiei, cum accessu ad viam de Pupterula. 
Et hoc facto priBsentia omnium supradictorum^ per fustem, quem sua tenebat 
manu Ambrosius Johannis Adroniae per laudationem et contentum Vicinorum 
illius monasteri!, refutavit in manu mea, ad partem Rolindee Abatisss supra- 
dictì monasteri!, quicquid contra illam causaverant, idest Ecclesiam ejusdem 
monasterii, ad audiendum ibi divinum offitium, et Gimiterium, et curtem, quoe 
omnia infra portam pictam , supra viam sitam continentur , ut nihil ibi de- 
beant agere> nisi voi untate^ et consensu ipsius Abatiss». Nunc ergo qnicquid 
per hanc refutationem ad Nos pertinet , supradict» Abatissas tradimus , et 
hujus nostri privilegii auctoritate confirmamus, ut exinde in sua maneat pò- 
testate, et ordinatione. Pr&terea statuimus, cum Glericis, quos ad hanc causam 
definiendam elegimus, ut nullus Gapellanorùm quodiibet sedifitium habeat in 
Turribus, vel super Murutn civitatis , qui est a Pusterula usque ad monaste* 
rium, ne eorum oculi scandaliszentur, cum forte viderent Monacbas per cur- 
tem > vei bortum quandoque deambulantes : dicente Evangelio: qui viderit 
mulierem ad concupiscendum eam/ jam meechatus èst eam : debemus enim in 
quantum possumus, locum, et occasionem peccandi auferre omnibus, maxime 
religiose vivere volentibus. Nullo igitur aspectu, nulla coabitatione, vel illicita 
confabulatione, diabolus, qui sicut leo rugiens circuit quserens quem devoret, 
aliquam Sanctimouialium illius Monasterii , vel aliquem Glericorum valeat 
decipere. Hoc autem privilegium sigillari prscepimus per Lanfrancum nostrum 
Diaconuni , quod quicunque observaverit , ejusque presceptis obedierit , omni 
benedictione omnique beatitudine coelitùs repleatur, quam repromisit Deus 
diligentibus se : qui autem non observaverit, sed qualibet infestatione contra- 
dicendo obpugnaverit, aut anichillare laboraverit, irato sibi Omnipotente Do- 
mino, ac Beato Ambrosio, induàtur maledictionibus, sicut vestimento, tribu- 
tionem, ac dolorem semper inveniat, omnique adversitate ac perditione, sicut 
zona semper praecingatur , nostro , nostrorumque Glericorum anathemate 
repercussus , cum Juda perdilo seternis paenis in die judicii sit damnatus» 
Monogramma, 
Bene valete. 

^ t Ego Lanfrancus Subdiaconus, qui etiam vice Gancellarii. SS. , et sigil- 
lavi. — t Anselmus Dei gratia Archiepiscopus confirmatìdo SS. — t Odel- 
ricus Vice Dominus, et Ghimiliarca SS. — f Ego Guilielmus indignns Sancii 
Ambrosii Abbas SS. — f Ego Anselmus Archipnesbiter electus SS. — f Ego 
Albinus prsesbiter , et Ganonicus Sancii Johannis , qui dicitur Ad Gòncham , 
laudavi, et SS. 

An, iiOO. = Diploma di Anselmo IV arcivescovo di Milano per la institu- 
zione di un' annua solennità nel giorno decimoquinto di luglio , anniversario 
(iella conquista di Gerusalemme nella chiesa di san Sepolcro. Furiceli. Am- 
bì'08, Num. 289. 



MIIJINESI. 81 



SEC(tt.o xn. 



An, 1102. =a Bolla di papa Pasquale U a favore dell'abate e de'Monaci di 
sant'Ambrogio. Pìmcell. Ambros. Num, 299. 

• 1105. = Lettera scritta dal clero e dal popolo di Milano agli abitanti 
di ogni pieve della Diocesi , per notificar loro lo stabilimento di una nuova 
solennità, per Tinvenzione di alcune sante reliquie nella chiesa di Santa Maria 
Alla Porkt. L(mdulpK Jun. Cap. XXIL 

Idem. == Breve di papa Pasquale II a Landolfo da. Baggio , preposito di 
sant'Ambrogio di Milano. SonfH^n. De Prceemm. Qap,.XV, wam, 3. 

A«. Ilio. « Diploma di Enrico V re di Germania, e IT d'Italia, in favore 
del naonistero di sant'Ambrogio di Milano. Pitnc^U. AmbroÈ. Num, 311. 

• 1112. =s Lettera di Azzone, vescovo d'Aqui, all'imperatore Enrico IV , 
comunemente detto il Quinio, intomo alla elezione di Giordano da Glivìo , 
arcivescovo di Milano. Nel codice di Uldarieo di Bamberga presso V Eceard. 
Seripl. xMdU atm, Tom U, pag, 266 el «eg. 

• 1113. = Privilegio di Giordano, arcivescovo di Milano, conceduto a prete, 
Stefano camerario, preposto de'frati detti decumani nella chiesa maggiore, ed 
alla sua Congregazione. Nel codice di Francesco Castelli, tntiu^t^ Quodlibet. 
=» Juste petitioni pnebere consensum, et prcsentb vit» subsidium, et ventura 
cognoscitur habere premium , qui enim Fratri justa postulanti benevolentise 
€4)i)3ensum accomodat, per oharitatem , qu» honorum omnium est connexio , 
prsBsentium quidem incoi umitatem comparat, futuram vero felicitatem sibf con- 
ciliat ; unde Salvator : Omni ,. inquit , petenti da : sicut enim odii venenum 
boni totius exterminium est, sic charitatis odorifera virtus vas totìus boni , 
et insolubile vinculum est. Inde procedit a Pi-selatis utile regimen in subditos, 
Pnelatis a subditis redditur obedientios jucunditas , Pratribut obseqnii mutui 
communicatur benignitas. Gujus virtutis «mulator Domnos Jordanus Archie* 
piscopus sibi subditis dilectionis exhibet fiructum, fructo dileclionis a subditis 
sibi vendicat reverentise.debitum. Gum igitur Presbyter Stephanus, qui et 
Gamerarìtts, Fratrum Pr8ftpositus,qui diòuntnr Decumani Beat» Marise Eccle- 
sia Majorifl, a priefatQ Archiepiscopo ilagitaret, ut sua dignitatione Congrega- 
tioni suffi concedere t Altare Beati Blasii, quod est in parte dextera ejusdem 
Ecdesi» Majoris. Huie petitioni libenter acquievit Domnus Archiepiscopus. 
Coneessit itaque ipsum Altare'BeatiBlasii Presbytero Stephano, et suae Con- 
gregationi , sciHcet Decumanorum , consensu, vel Consilio Ordinariorum , ut 
ipsi Altari perpetuo ministrent, et totam oblationem ejus habeant in communi 
vita eam ponentes. Hoc tenore, ut specialiter eligatur unus Fratrum Decuma- 

Giulinìy Documenti Illustr., ecc, F 



82 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

norum, scilicet qui curam ministerii pnedicti Altari suscipiat, et sit Capellanus 
Archiepiscopi, et Successorum ejus ipse Frater electus, et qui post eum electi 
fuerint ad ministerium ipsius Altaris. Hoc ettam tenore, ut unoquoque anno 
in festo Beati Blasii solvant Archiepiscopo , et Successoribus ejus sexaginta 
candelas de oblatione altaris. De eadem etiam oblatione habeant unoquoque 
anno duo prandia, qua Archiepiscopus debet, eis prò canendis Psalmis: alte- 
iiim ante Natale Domini in Festo Beat» Mari» Annunciationis scilicet; aite- 
rum in Augusto mense in Assumptione Beat» Mari». — Ego Jordanus Dei 
grazia Mediolanensis Archiepiscopus pradicti Altaris concessionem facio tibi 
Presbytero Stephano Fratribusque tuis Decumanis in communi vita degentibus, 
vestrisque Successoribus, ut sine mea roeorumque Successorum contradictione 
ipsi Altari ministretìs, ejusque oblalionem habeatis, ita tamen ut conditiones 
superius dictas fideliter solvatis ; idest ut unus ex vobis semper eiigatur, qui 
fideliter ministret Altari^ quique ut Fidelis Gapellanus mihi, meisque Succes- 
soribus fideliter ministret» quem etiam statai benedictionem Gapellani habere; 
et ut alias conditiones pradictas faciatis, qu» si conte mpseritis, vel in parte, 
vel in toto, sit irritum, et inane quicquid a Nobis in hac concessione factum 
est ; nisi digne emendaveritis Vos , et Successores vestri. Si quis temerario 
ausu hanc constitutionem violare tentaverit anathema sit. Factum hoc est 
Anno incarnationis Dominic» Millesimo Centesimo Decimo sexto , Indictione 
nona, mense Februario, XIV, cai. Martii. — Ego Jordanus Dei gratia Archie- 
piscopus a me facto SS. — Ego Olricus Arehipresbyter, et Yicedominus SS. 
— Ego Amizo Diaconus SS. — Ego Enricus Diaconus a me facto SS. — Ego 
Olricus gratia Dei Archiepiscopus confirmavi, et SS. — Ego Obertus Archie- 
piscopus SS. 

An. li 17. sa Sentenza di Giordano arcivescovi e de' consoli di Milano, a 
favore di Arderico vescovo e della chiesa di Lodi. iV«*mano<mtt» àel PuriceUi. 
Cjod, signàt, C. Num, 76. in fol Nella bibi Ambrosiana, =3 Dum in Dei no- 
mine in Givitate Mediolani in Arengo publico in quo erat Domnus Jordanus 
Religiosus Mediolanensis Archiepiscopus , ìbique cum eo eius Presbiteri , et 
Clerici Majoris Ordinis, et Mtnoris pr»dict» Mediolanensis Ecclesi» praesentibus 
ibi Mediolanensibus Gonsulibus, et cum eis quamplures de Capitaneis, et Val- 
vassoribus, seu Populo. Ibi in eorum omnium prnsentia veniens Domnus 
Ardericus Vènerabilis Laudensis Episcopus cum shìs Glericis Majoris Ordinis 
et Minoris, atque cum eo suis Capitaneis, et Valvassoribus jam dict» Ecclesi» 
Yassallis dicentes, et reclamantes de tam gravis, et iniquis invasionibus , in- 

vestituris, et alienationibus de casis, et rebus ..... honoribus ad 

ipsam Laudensem Ecclesiam pertinentibus factis per quondam Obizonem in- 
vasorem, qui indigno dicebatur Landensis Episcopus, seu per suos Successores 
Fredenzonium et Rainaldum, qui sine ratione dicebantur Episcopi. Et dicebat 
ipse Domnus Ardericus Episcopus, quod quondam adhuc integra Givitate Lau- 
dense palam in communi ejus Arengo congregato Laudensi Populo Laicorum 
scilicet, et Clerìcorum , facta lamentattone de praedictls invasionibus, investi- 
turis, et alienationibus a predicta Ecclesìa judicaverunt; et teslimonium dede- 
runt ipsi Laudensis Ecclesi» Vassalli , et omnes alii Laici et Clerici in con- 



MILANESI. 85 

eordìa, quòd ìWm invasìones, et investitur», quas fecit pnsdietus Obizo, nullo 
modo Cam ratiooe, uec usu stare, nec uDam firmitatem habere deberent. Quìa 
dioebant se omnes aperte eognoscere^ jam dictas alienationes non ad utilitatem 

sed detrimentam Ecciesi» factas fuisse. Ilis ita per ordtnem iam diete 

Domno lordano Archiepiscopo , et jam diclis ConsuUbus Eas igitur 

omnes nuliius esse roboris ac firmitatìs decreyenint, etc. — Factum est hoc 
anno ab Incarnatione Domini nostri ihesu Ghristi Milìeximo , Genteximo se- 
ptìmo decimo, quarto die Mensis Julii, Indictione decima. — ^ Ego Jordanus 
Archiepiscopuj interini, et subscripsi. — Sign. man. istor^pi Asmaldi, et Ari- 
baldi seuPetri, quiutsuprajuraverunt, et in hanc notitiau ad confirmandum 
manus posnerunt. — Siign. man. istorum Gonsulum Mediolani; Arialdi, et 
Adelardi De Badaglo Anselmi De Pusterula, Oltonis Fante, Arialdi Yiceco- 
mitis, Hen^rdi De Deo, Ariprandi Gagnolae, Ugopis GrivelH, Johannis Mante- 
gatii , item Johannis Mainerii , seu Johannis de Tenebiago , Landnlfi Mora , 
Ottoni Gmammi , Ariprandi Malastrena , Pagani, Burceto , Dugnani de Gurte 

Dacis Petri de Goncorezo, qui hanc notittam fieri rogavenint, et in 

eam confirmandam manus posuerunt — Arialdus Judex Sacri Palatii interfoi, 
et SS. — Ego Anaelmus Judex, ac Missus Domni Quarti Henrici Imperatoris 
hanc notitiam scripsi, et in omnibus ut supra interfui* 

An. 1117. = Lettera di Federigo arcivescovo di Golonia> ai consoli, capi- 
tani, milizia e popolo di Milano. Mortene in ColUctione veUrum Scrìptorum, et 
Jfoitttfli^ntortM». Tom, /, pa^^. 640. 

• 1118. =3 Lettera dello slesso arcivescovo di Golonia Federigo, ai vescovi 
adunati dopo la morte di papa Pasquale II , per la elezione del successore , 
dove si tratta della chiesa di Milano. Preseo il eopraecitato Mortene, 

Idem. =s Breve di papa Gelasio {I nuovamente eletto , scritto a Giordano 
arcivescovo di Milano , a favore dello storico Landolfo, fìifmto dallo slesso 
Landolfo. Cap. XXXV. 

i. 

An. 1119. =3= Sentenza di Giordano arcivescovo di Milano , a favore di Gu- 
glielmo arciprete di san Giovanni di Monza , e de' suoi fratelli canonici per 
alcuni feudi. NeWarchtoio di Monza, «s In nomine Sanct» ed individuse Tri- 
nitatis. Ego Jordanis Dei gratia Medìolanensis Archiepiscopus. Gum totius no- 
stre Diecesis sedare discordias Ordini nostro injunctum esse cognoscimus ; 
praesertim cuidam nostrae quam , eum Archipresbitero Guilielmo Eeclesise S. 
Joannis Modoeti» snisque Fratribus habebamus, finem pacis imponere studui- 
mus. Ex longo etenim et antiquo Pnedecessorum nostrorum tempore investi- 
turam, atque servitium quorundam Feudorum extra pnebendas Ordinariorum 
in Ecclesia Modoeti» juste babere contendebamus. At vero econtra. Archipre- 
sbyter suive Fratres ip&a Feuda nonsoium esse Beneficia Eccksiarum, ita ut 
communiter inde vivere debeant; verum etiam Dive Memorie Anselmum 
Yeaeràbilem Archiepiscopum, qui apud Gonstantinopolim viam universe car- 
nis ingressus occubuit, predictorum feudorum. ad communem utilitatem Fra- 



84 DoccMEjfTì illustrat:v: 

trum communiter viventium , donationem Ecclesin fedsse affirmabant. Qaodl 
ubi inter uos statutis temporibus, et muUis argamentaiionibus» variisque rji- 
tionibus, utpote inter discordes, siftpenuinero yentilatum est, ex testimonio 
Arialdi de Melegoano, et Arìaldì de Badaglo, seu Otonis Inlaatis, praedictam 
donationem a patrono nostro Anselmo factam esse Ordinariis Beatissimi Jo- 
hannis Ganonice viventibus in yeritate percspimus. Nos igitur nostrorum 
Patrum pia facta imitari et per gratiam Saacti Spiritus semper in melius 
abundare desi erantes, auctoritate Dei, et Beati Ambrosii, ac nostra, praeUsi- 
tam donationem Peudorum, quae sunt beneficia harum Ecclesiarum^ scilicet 
Sancti Juliani de Colonia^ et Sancti Eusebii de Sexto, et Sancti Martini, seu 
Sancti Petrì, atque Sancti Michaelis, et Sancti Salvatorìs, sive Sanctae Agatae, 
et Sancti Donati , atque Saneti Mauritii , nec non Sancti Georgi : Similiter 
Sancti Aiexandri de Coliate, denique Sanpti Johannis de Castromartis; salvo 
jure nostro, \idelicet eo pendicio, et servitio, quod nostri Praesulatus dignìtas 
ex veteri consuetudine babere solita est , corroboramus , et nostri prtvilegii 
auctoritate , Consilio nostrorum Fidelinm tam Clericorum , quam Laycorum , 
Ecclesiae Beatissimi Joannis, ad communem utilitatem Ordinariorum in eadem 
Ecclesia Ganonice degentium, et nostra manu propria donavimus, et iavestì* 
turam fecimus , et ut hoc verius in perpetuo et inviolabiliter teneatur per 
Guazonem Cancellarium nostrum hoc decretum fieri iussimus et Beati Am- 
brosi sigillo insignir! praecepimus. Actumin Palatio Mediolanensi; anno Do- 
minicae Incamationis Millesimo. G. Nono decimo : Kal. Februarii duodecimo. 

— >b Ego Jordanus Archiepìscopus subscripsi. «— ti* Ego Olricus Yicedomi- 
nus interfui, et subscripsi. — >b Ego Landulfus indignus Presbyter subscripsi. 

— »B Ego Amizo Diaconus interfui, et subscripsi. -— ih Ego Henrìcus Dia- 
conus subscripsi. — >b Ego Anselmus Diaconus subscripsi. — ^ Ego Guazo 
Cancellarius a me dictato interfui, et subscripsi. — ^ Ego Wifredus Presby- 
ter subscripsi. •— t^f Ego Anselmus Subdiacouus subscripsi. — »f( Ego Ste- 
phanus Gamerarius. interfui, et subscripsi. 

An. 1119 = Sentenza dello stesso arcivescovo a favore dei cento decumani della 
sanla chiesa milanese, contro i cappellani delle cappelle, o chiese minori della 
città di Milano. Nel codice di Francesco Castelli^ intilokUù Quodlibet. = Prae- 
sentia Doroni Jordan! Dei gratia Mediolanensis Archiepiscopi, et Gardinalium 
Sanctae Hediols^nensis Ecclesiae, ii sunt Domnus Olricus Archipresbyter , et 
Vicedominus; Wido Presbyter de loco Velate; Bnricus Diaconus de loco Bi- 
rago , Guazo Diaconus, et Gancellarius, qui dicitur Guminum ; Anselmus Dia- 
conus de Arzago Ganonicus Mortariensis effectus ; et Obizo Notarius De Gor- 
naleto, atque Laicorum honorum Hominum, quorum nomina subtus leguntur, 
per fustem, eA cartam quam suis tenebant manibus Olricus Presbyter de San- 
cto Viotore ad Theatrum ; et Ugo Pre^yter de Sancto Viario ; Wilielmus 
Presbyter de Sancto Thoma; Petrus, et Amicus Presbyteri de Sancto Garpo- 
phoro ; Johannes Presbyter de Sancta Maria Bertradae, qui dicitur Aguliolum ; 
Ambrosius Presbyter de Sancto Sebastiano ; Wallredus Presbyter de Sancto 
Johanne Ad lill facies; Aribertus Presbyter de Sancto Sepulchro; Arialdus 
Presbyter, et Magister Gantorum, de Sancto Petro In Curte ; Aribertus Pre- 



UILANESI. 85^ 

sbyter, de Sancto Victore Ad Portarn Romanam ; Petras Presbyter de Sancto 
Battholomaeo; Gapellani ejasdem Sanòtae MediotanenMs Ecdesiae, per se, et per 
celerò^ omnes Gappellamts Gappellarum ipsius Sanctae Mediolanensis Ecclesiae, 
etper jussionem ipsiosDomni Jordani Archiepiscopi, cui ipsi Gapellani dederunt 
manas de stare in ejus praeoepto de ipsa discordia, iirvem> et.perdonationem, 
atqne refotatìonen] fecerunt in manna, et potestatem Domni Nazarii Presby- 
teri^ et Primicerii ipsins Sanctae MediolanenMs Ecclesiae viòe Presbyterorum 
Decamanoram Gentum, qui sunt ordinati in undecim Ecclesiis Matrìcibus, et 
deeem Gapellis aedificatis intus, et extra hanc Gi^ìtatem Mediolani. Ipse Ma- 
irìces Ecclesiae sunt : Ecclesia Sancti Confessorìs Anibrosii, ubi ejtts Sanctum 
requiescit Gorpus ; et Ecclesia Sanct! Naboris ; et Sancti Martini ; et Sancii 
Lanrentii; et Sancti Euostorgii; et Sancti Nazarii; et Sancti Stephani; et San- 
cii Dionisii ; et Sanctae Mariae, quae dicitur Yemalis, et Sanctae Thecìae ; et 
Sancti Georgii. Ipsae vero Gapellae sartt: Ecclesia Saiìcti Yitalis; et Ecclesia 
Sancii Petri in Gampo Laodensi ; et Ecclesia Sanctae Eufemiae , et Ecclesia 
Sanctoriim Romani, et Babilae ; et Sancti Michaelis SubtusDomuro; et Sancti 
Pidelis ; et Sancti Johannis Ad Goncam ; et Sancti Alexandri ; et Sanctae 
Mariae Ad Gìrculum. Nominative de omnibus obedtentiis , et beneficiis quae 
pertinent tantum praedictis centum Presbyteris Decomanis, et quae ipsi Gen- 
tum Presbyteri Decomani hactenus habuetunt, et tenuerunt absque ìpm Ca- 
pellanis, et tinde inter eos talis contentfio erat. Dicebant enim ipsi Gapellani, 
quod ipsae obedientiae, et ipsa beneficia communia esse deberent inter ipsos 
Centnm Presbyteros Decomanos^ et ipsos Gapellanos, et sic pertinebant ipsis 
Gapellanis sicut praefatis Gentum Presbyteris Deconianis. Ipsi autem Centum 
Presbyteri Decomani contradicebant, quod eorum tantum sint ip^ae obedien- 
tiae, nec eisdem Gapellanis uUo modo pertinent. Et insuper dicebant praedicti 
Presbyteri Decomani, quod olim tempore Widonis Archiepiscopi fuit discordia 
inter illos Presbyteros Decomanos, et illos Gapellanos, qui eo tempore in hac 
Urbe aderant de ipsis obedientiis, et in Placito palam constilnto infra Pre- 
sbyterium ipsius Sanctae Mediolanensis Ecclesiae coram Gardinalibus , et Sa- 
pientibiis, qui eo tempore aderant, finem fecenmt ipsi Gapellani per lig4>um, 
et per oartam versus ipsos Gentum Presbyteros Decomanos, qui eo tempore 
aderant, de ipsa discordia. Ipsi vero praefati Gapellani negabant ipsam finem 
immquam fecisse per eorum Gomtnunantiam, vluàb praedicti Presbyteri Deco- 
comani, per judttium, et sententiam datam ab ipso Domno lordano Archie- 
piscopo per consilìum ipsornm Gardinalium, in quo ipsa discordia ab utraque 
parte missà est, haboerunt Testes, qui jurare volebant, qood ibi ftienint, ubi 
viderunt, et audierunt ipsam finem, ut supra legitur, factam fuisse. Ipsi autem 
Gapellani remittentes ipsos Testes eisdem Gentum Presbyteris Decomanis^ ele- 
ctum dederunt , ut jurarenl quique ex eis , sicut ipsi Testes jurare debebant. 
Statim ibi palam in ipso Presbyterìo qoinque Presbyteri jurare parati, quorum 
dttobus ipsum jusjurandum ab ipsis Gapellanis fuit perdonatom. Tres vero 
jnraveruHt ad Sancta Dei Evangelia , ii sunt ; Nazarius Presbyter de Sancto 
Ambrosio, et Dagibertus Presbyter de Sancto Gecn^gio, et Ambrosius Presby- 
ter de Saneto Dionisio, quod olim tempore Widonis Archiepiscopi infra ipsum 
PreslTterium in Placito palam » et communiter ab utraque parte cousUtuto 



86 DOCUMENTI IIXUSTBATIVf 

lìnem fccerunt per ììgnum et per earUm ipsi Capellani, qui eo tempore ade- • 
rant, per eorum Gommunantiam versus illos Gentum Presbyteros Deeomano» 
similiter, qui 60 tempore aderant, de ipsa discordia. Hoc jusjuraiido a prae- 
dictis tribus Sacerdotibus paracto, statim praenominati Gapellaoi^per jussio- 
nem ejusdem Domni Jordani Archiepiscopi , et per juditium , et Sententiam 
ab ipso per consilium Gardìnalium , ut supra legitur , datam , feeerunt hanc 
finem eo tenore qualiter superius, et hic subter legitur. Ita ut a modo io 
antea omni tempore permaneant ipsi omues Gapellani , et eorum Successores 
de suprascriptis obedientiis^ et beneficiis taciti, et contenti, et ipsi Gentum 
Presbyteri Decomani, et eorum Successores, seeuri, soluti, et indemoes. Ipsae 
vero obedientiae , unde ipsa discordia fùit, quas ipsi Gentum Presbyteri De- 
comani usque modo tenuerunt absque ipsis Gapelìanis sunt eae scilicet: Obe- 
dientia de Yailibus, et Abiasca; et de Yenegono; et de Gorla; de Busti; de 
Birago ; de Garpianello ; Sennago ; Polianello ; Lucernate ; Garimalo ; Yigon- 
zoni ; Govazano ; Trecate ; Ganirago qui est prope iocum Rocianum ; Morcin- 
età , et prope hanc Givitatem ad locum ubi dicitnr Musartus et ad Sanctum 
Syrum Ad Yepram : et intra hanc Givitatem in casa de Filiis Bombelli ; et 
in casa de Terra mala : et si in aliis locìs , et vocabulis de ipsis* obedientiis 
invenìri potuerit, scilicet quas iisdem Gentum Presbyterìs Decomanis tantum 
pertinent, et quae ipsi Decomani sine ipsis Gapelìanis uaque modo habuerunt, 
et tenuerunt in integrnm, in hae refiitatione permaneat. Et spoponderunt se 
praedicti Gapellani versus eundem Primicerium, ut si ipsi Gapellani, vel eorum 
Successores, aut eorum submissa Persona, de praedictis obedientiis, et bene- 
ficiis j quae superius leguntur , sive de parte , sive de toto exinde agere aut 
causari, placitum, seu intentionem commovere, partem seu divisionero requi* 
rere praesumpserìnt, et omni tempore exinde taciti^ et contenti non permanse- 
rint s contra praedictos Gentum Presbyteros Decumanos , vel centra eorum 
Successores, tunc componere debeant ipsi Gapellani, vel eorum Successores 
eìsdem Centum Presbyteris Decomanis, vel eorum Successorìbus, poenae no- 
mine argenti ex mero libras centum ; et insuper taciti, et contenti permanere 
debeant. Quidem et hanc adfirmandam refutationis cartam receperunt ipsi 
Gapellani ab ipso Nazario Primicerio ex parte ipsorum Presbyterorum Deco- 
manorum Launechild Manstrucbam unam , quia sic inter nos couvenit. Fa- 
ctum est hoc ut supra infra Presbyterium. Anno Dominicae Incarnationis 
Millesimo Gentesimo nonodecimo, tertio die mensis Novembris, Indictione ter- 
tiadecima. — Ego Jordanis Arebiepiscopus subscripsi. -^ Ego Azo Aquensis 
Episcopus rogatus subscripsi. — Ego Obertus Gremonensis Episcopus rogatus 
subscripsi. — Ego Yillanus Briseiensis Episcopus rogatus subscripsi. -- Ego 
Wilielmus Saonensis Episcopus subscripsi. — Ego Ardericus Laudensis Epi- 
scopus rogatus subscripsi. — Ego Ambrosius Pergamensis Episcopus subnripsi. 
— Ego Ricardus Novariensis dictus Episcopus subscripsi. -* Ego Petrus Ter* 
tonensis Episcopus subscripsi. — Ego Olricus Archiprasbyter, et Yicedominus 
interfui, et subscripsi. •— Ego Amizo Diaconus subscripsi. — Ego Henricus 
Diaconus Gardinalis interfui, et subsripsi. — Ego Wido Presbyter Gardinalis* 
interfui , et subscripsi. -~ Ego Wifredus Presbyter Gardinalis subscripsi. — 
Ego Joannes Abbas Sancti Ambrosii subscripsi» — Ego Gaudentius Abhas. 



UUANESI. 87 

Saacti Yktoris subscripsL — Ego Wilielmus Abbas Sancii Gelsi subscripsi. 

— Ego Petrus Abbas Saneti Simpliciaoi subscripsi. — Ego Albertus Abbas 
Saocti Yinceniii subscripsi. — £;go Adam indìgnus Abbas Monasterii Saucti 
Dtonisi subscripsi. — Ego Guazo Diaconus Gardinalis , et Gancellarius sub- 
scripsi. — Ego Obizo Subdiaconus subscripsi. — Ego Albertus Oe Landriano 
subscripsi. — Ego Tedaldus De Landriano subscripsi. — Ego Ardericus No- 
tariu3 subscripsi. — Ego Anse^mus Notarius subscripsi. — Ego Berengerius 
subscripsi. -^ Ego Anselmus De fiadaglo subscripsi. — Ego Azo Prìmicerius 
Lectorum subscripsi. — Ego Niger Bonus Lector interfui, subscripsi. — Ego 
Petrus Lector interfui » et subscripsi. — Wido Presbiter Sanctae Mariae ad 
Portam , et Magìster Scolarum subscripsi. — Ego Arialdus Presbyter Sancii 
Petri In Gurte subscripsi, et interfui. — Ego Joannes de Sancto Ambrosio 
De Solariolo interfui , et subscripsi. — Ardericus Presbyter de Sancto Vin- 
eentio subscripsi — Ego Ardericus Presbyter de Sancto Protasio interfui^ et 
subscripsi. — Ego Joannes Presbyter ejusdem Ecdesiae subscripsi. — Ego 
Ariprandus Presbyter de Sancto Mìcbaele Ad Murum ruptum subscripsi. — 
Ego Heribertus Presbyter de Sancto Yictore Ad Pqrtam Romanam interfui , 
et subscripsi. — Presbyter Petrus de Sanclo Bartbolomaeo interfui , et sub- 
scripsi. — Ego Heribertus Presbyler de Sancto Sepulchro interfui, et subscri- 
psi. — Ego Joannes Presbyter de Sancto Maurilio subscripsi. — Ego Joannes 
Presbyter de Sancto Quirieo interfui , et supscripsi. — Ego Joannes Presbi- 
ter de Sancto Petro In Yioea subscripsi. — Astulpbus Presbyter de Sancta 
Maria Pedone subscripsi. — Ego Albertus Presbyter de Sancta Maria Ful- 
coini subscripsi. — Ego Lanfrancus ejusdem Ecclesiae Subdiaconus sub- 
scripsi. — Joannes Presbyter de Sancto Petro Gagaleati interfui, et subscri- 
psi. — Joannes Presbyter de Monasterio Novo interfui^ et subscripsi. — Ego 
Wilielmus Presbyter Saneti, Tbomae interfui, et subscripsi. — Ego Ambro- 
sius Presbyter ejusdem Ecclesiae subscripsi. — Ego Ambrosius Presbyler 
Sancti Stephani in Nuxigla interfui , et subscripsi. — Presbyter Sancii Yi- 
cloris Ad Ulmum interfui , et subscripsi. — Presbyter Sancti Jacopi sub- 
scripsi. — Presbyter Sancti Benedicti subscripsi. — Ego Ambrosius Presbyter 
Sanctae Mariae Secretum interfui , et subscripsi. — Presbyler Sancii Garpo- 
fori subscripsi , et interfui. ^ Presbyter Sancti Yictoris Ad Theatrum sub- 
scripsi,. et interfui. — Ego Walfredus Presbyter de Sancto Joanne Quatiuor 
facies interfui , et subscripsi. -^ Ego Andreas de Saneto Nazario subscripsi . 

— Ego Unfredus Sanctae Mediolanensis Ecclesiae Lector , et Officialis Sancii 
Barlholomaei subscripsi. — Ego Adam Presbyter de Sancto Petro De Porta 
NoTa subscripsi. — Ego Henricus Presbyter de Sanclo Petro de Gaminadella 
subscripsi. -^ Ego Ambrosius Presbyter Sancti Silvestri interfui, et subscri- 

. psi — Ego Maginfredus Presbyter Sancti Yictoris Sanctorum Quadraginla 
subscripsi. — Ego Johannes Presbyter Sancti Salvatoris iplerfui, et subscripsi. 

— Ego Ugo Presbyter Sancti Ylari interfui, et subscripsi. — Ego Ambrosius 
Presbyter Sancti Sebastiani interfui , et subscripsi. — Ego Liprandus Pre- 
sbyter Sancti Mathei subscripsi. — Ego Andreas Presbyter Sancii Pauli in* 
terfui, et subscripsi. — Ego Ambrosius Electus Sanctae Mariae , qui dicitur 
In Yalle subscripsi. •— Ego Petrus Presbyter Sancti Prosperi subscripsi. ^ 



88 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Siguum manam Arderìci, qui didtur Marcellinus , Johannis, qui dicìtur Col- 
lionuxn, Lanfranci Filii qd. Lotarii, Berclerii De Piscaria, Lanterii De inter 
duos muros, Ambrosii^ qui dicitur De Pozolo, Petri^ qui dicitur Pristinarìas, 
Oldoni, qui dicitur Guslodo, Gunctis De inter duos muros, Ambrosii, qui di* 
citur Truliio, Ubizonis De Gompodo, Bonisenioris, qui dicitur Salarius^ Any- 
zonis Filii, qd. Magiufredi, Breguogìi, qui dicitur De Marcellinìs, Langobar- 
dorum , et Romanorum Testium. — £go Ugo Notarius Sacri Paiatii scrìpsi 
post traditam compievi , et dedi. — Ego Olricus gratta "Dei Arcbi^iscopos 
subscripsi. — Ego Girardus iudex, et Missus Domni Regis aatenticum hujus 
exemplo i vidi, et legi, et sicut iu eo continebatur, sic in isto legitur exemplo 
extra literaa, nec plus, nec miuus. «— Ego Arialdus Judex autenticum hujus 
exempli vidi, et legi> et sicut in eò ooiUìaei>atur> sic in isto legitur exemplo 
extra literas nec plus , nec minus. -- Ego Obertus Judex ac Missns Domni 
Quarti Henrici Imperatoris autenticum hujus exempli vidi, etlegi, et sicut in 
eo continebatur sic in isto legitur exemplo extra literas , nec plus , nec mi- 
xm, — Ego Ugo Notarius Sacri Paiatii hoc exemplum ex autentico exemplavi, 
et illum manibtts meis scripsi, et sieul in eo continebatur^ sic in isto legiiar 
exemplo extra literas, nec plus, nec minus. 

An. 1149. =3 Gonvenziohe fra la priora e le monache di Grosso nella pieve 
di Varese^ colla chiesa pievana di san Vittore dello stesso borgo* MVaitclwm 
(U questa chiesa, ss Anno ab Incarnatione Domini nostri Jesu Ghristi Mille- 
simo Gentesimo nono decimo^ mense Oclobris , Indictione decima tertia. Nos 
Isabella Prior^ et Ermengarda, seu Goncordia , atque Frasia, sive Ermellina , 
et Otta, ac Febronia, Monachae Ecclesiae Sanctae Apollinarisi quae est con- 
structa in loco Grossi^ praesentes praesentibus diximus. Volumus, et ordinamus, 
atque obligamus Nos, et omnes Gasae nostrae, res territorias, et mobiles, quas 
nunc habemus^ ac dehinc in antea acquisiturae ftferimus, atque ipsam Ecole- 
Siam Sanctae ApoUinaris, quantum legibus, et morìbus iaoere' possumus , ut 
a modo in antea semper sino in potestate, et defensione, atque in obedientia 
Ecclesiae Sancti Yictoris , quae est constructa in loco Varese. Eo ordine ut 
Nos, et nostrae Successores semper omni anno debeamus dare in festivitate 
Sancti Victoris per Nos, vel per nostrorum Nuncium ad Eodesiara ipsius 
Sancti Vietoris de jam dicto loco Varese , fictum ex omnibus rebus nostris 

denarios quatuor, aut de cera laborata valentem denarìos quatuor, 

sine alia contradictione, et sine alia super imposìta. Et hoc prò defensionB 
nostrae Ecclesiae nostrarumque rerum, «t animaram nostrarum remedio, quia 
decrevit nostra bona voluntas. — Actum in eodem loco Grossi Feliciter. Et 
necNobis liceat allo tempore nolle, quod voluimus, et quod a iiobis hic se- 
mel factum , vel conscriptum est sub jure jurando inviolabiliter conservare 
promittimus^ cum stipulatione subnixa. — Signum manuum praedictarum 
Isabellae, Ermengardae, Goncordiae, Frastae, Ermilinae/ Ottae^ et Febroniae, 
quae han chartam ordinatioais ut supra fieri rogaver unt. — Signum manibus 
Tedaldi , et Adami , seu Petrì , et Guidonis , atque item Adami Testinm. -— 
Ego Wifredus Index, et Regis Missus tradidi^ et subscripsi. — Ego Gualber- 
tns Notarius .Sacri Paiatii scripsi^ post traditam compievi et dedi. 



SflLANESI. 89 

An, liso. :a3 Bolla di Galisfo II a foyore di Goglielmo arciprete di s. Gio- 
vanni di Monza e de'sooi fratelli canonici. NeU'arekimo di queUa thiesa, «■» 
Callixtus Epìscopos Seryus Servorum Dei. Dilecto Filio Goillelmo (Modoetiensi 
ArehipreibyCero ejusque SaocessoribQs Ganonice dubetiluendis in perpetuum. 
Sicut injusta poscentibus dqHus est tribuendus effsctos, sic legUime d^ideran- 
tÌQDì non est differenda petitio. Idcirco, dilecte Filli Guillelme Archipresbyter 
Bcelesiam Beati Joannis Baplistae , cui Deo aiiotoire preesse cognoscerit , sub 
AposloUeae Sedisttitelam excipimus, et com omnibus ad eaiì pertinéntibus 
Beati Petri patrocinio commanimus. Idem enim locus a Nobtlis Memorìae Teo- 
delinda Regina constructus» ampHs etiam honorìbus possessionibus, et thesauro 
ditatus veneralione dtgnos habelnr, et celebra. Per praesentis igitur pri-vilegìi 
paginam Apostolica auctoritateslataimus, ut qaaeounqoe bona^ qaascunque 
possessiones, concessione Pontificiim, Uberalitate Principum, oblatione Fideliam, 
vel aUis jostis modis in praesenfi posstilet, aut in futumm largiente Domino 
jQste, et canonica poterit adipisci, firma tibi tuisque Saccessoribus , et illibata 
permaneadt In quibus hàec propriìs yisa sunt nominibns exprimenda. Hona- 
sterium scilicet Saneti Petri de GremeUacum Bcdesia Sancii Sisinni. Ecclesiae 
Sancti Joannis de Blatiaco, Sancti Georgii da Goltiaeo, Sanati Joannis de Ga- 
stromartis. In Veliate Ecclesia Sanctae Hariae , et Sancti Fidelis. Ecclesia 
S. Joliani de Plebe Colonia cum Capellis sais. Ecclesia Sancti Eusebii ; In 
Sexto Ecclesia Sancti Alessandri» Sancti MicbaeKs , et Sancti Salvatorìs. Ec- 
clesia Sancti Mmini, Sancti Petri, Sancti Michaells, Sancti Salvatoris, Sanctae 
Agatbae, Sancti Donati , Sancti Mauricii , Sancti Georgii , et Ecclesia Sancti 
Alexandrì , Sancti Engenii de Concaretio. Nulli ergo hominnm facultas sit 
testram Ecelesiain temere perturbare, antejus possessiones anferre, ve) abla- 
tas retinere, minuere, veltemerarìis vexationibus fàtigare. Sed omnia integra, 
et inibita conseirventur eorum , prò quorum sustentatione , et gubematìone 
concessa sunt usibns omnhnodis profutura. Sana iHa Feudorum beneitcia, quae 
Venerabìlis Frater nostér Jordanus ìlediolanensis Archiepìscopus -yestrae Ec^ 
clesiaa in praenomioatis Ecclesiis ad commnnem Fratrum sustentationetn con- 
cessit vobis, vestrisque Successoribus auctoritate Apostolica confirmamus. Sta- 
tuentes , ut nulli omnino -liceat ea deinceps a communi Fratrum utilitate 
auferre, subtrahere, vel modis quibuslibet immutare. Ad vestram praeterea > 
et Ecclesiae' vestrae quietem institutiones, et consuétudines confirmamus» quae 
in Ecclesia Tostra , vel in Gappelhs ad eam pertinentibus rationabili delibe- 
ratiene quielp hactenus babitae oognoscuntur. Si qua igitur, etc. 
Ego Galixtus Gatholicae Ecclesiae Episc. 
ht Cireulo In Monogrammate 

Firmamentum est Domimis timentlbus eum. Bene volete. 

Datum Terdonae per manum Grisogonì Sacrae Romanae Ecclesiae Diacon. 
Cudin. ac Bibìiotbecari IH. Id. Aprilis- lodietione XIIL IncarnatiDnb Domi* 
nicae Anno MCXXI. Poiitificatias autem Domni Galixti Secundi PP. Anno IL 

Jdsm. s» Rinunaia di Giovanni arciprete della basilica di san Dionisio di' 
Milano a favore di Adamo abate del monistero di san Dionisio. PurkelL De 
8B^ AfùUdo, «< Hefimbaldo. Co^. XCUL Num. i9. 



90 DOCUMENTI ILLU8TAATIVI 

An, 1123. » Bolla di papa Calisto II a favore di Girardo preposto di san- 
t'Ambrogio di Milano e de'suoi fratelli canonici. Sormon. De Prweed. pag. 65. 

I(Um. — Sentenza, degli arbitri in una controversia fra i monaci e i cano- 
nici di sant'Ambrogio. Purieell. Andn-os* Num, 536. 

Idem, Protesta di Olrico arcivescovo di Milano con cui disapprova la rife- 
rita sentenza M i monaci e i canonici di sant'Ambrogio. Sorman. De Pree- 
eed., pag. 62. 

Idem. » Breve di papa Calisto II diretto ad Olrico arcivescovo di Milano» 
con cui annulla la predetta sentenza^ o accordo. Norman. 16., pag. 63. 

An. 1124. s« Decreto di Olrico arcivescovo di Milano, il quale anche con au- 
torìlà pontificia annulla la predetta sentenza o accordo. Carta m un codice 
neUa libreria della metropoUiana segnalo f Num. 90. «:» In nomine Sanctae , 
et Individuae Trinitatis Ego Olricus Dei gratia Sanctae Mediolanensis Eccle- 
siae Archiepiscopu. Quoniam quaecumque a Decessohbus noetris bene gesta 
atque venerabilibus Ecclesii concessa vel donata sunt officio Presulatus nostri 
injunctum esse non solnm confirmare verum etiam agumentari debere cogno- 
scimus. Ideo omnes Oblationes Majoris Altaris aliorumque omnium quae sunt 
infra ambitum Ecctesiae Beatissimi. Ambroaii ubi Sanctum ejus requiescit Cor- 
pus quas Yen. Mem. Antecessor noster Anselmus qui viam universe carilis 
ingresstts apud Constantinopolim occubuit post multas disceptationes quas Ab- 
bas Monasterii ejusdem Ecclesìae cum suis Monachis nuilis praecedentibus 
rationibus, sed rumore populi, et bellicis armis .... super eisdem fecerant 
oblationibus immo ut brevius dicam quas per subreptionem invaserunt Prae- 
posito, et Canonicis Sancti Ambrosii auctoritate divae memoriae Urbani Ro- 
mani Pontificii, seu Arnulfi praedecessoribns sui Archiepiscopi, Consilio etiam 
Episcoporum qui in Sinodo celebrata Mediolani residebant^ Gibelino scilicet 
Arlatensi Archiepiscopo , Gotofredo Magdalonensi Episcopo , et Aldone Pia- 
centino, ceterorumque plurimorum Episcoporum, et Gregorii Cardinalis, Con- 
silio quoque suorum Clericorum, et Laicorumrprivilegiis insuper perspicaciter 
ventilatis, et tam Sententia Mediolanensis Sinodi, quam Romano Sedis, quan- 
tum ad id negotii attinet, a quibus Abbas cum suIs Monachis vires super hac 
controversia altercandi assumebat. Privilegio sigillo B. Ambrosii signato , et 
sua manu propria subscripto concessit, et lnviolabiliterdonavit.>Preterea Crucis 
oblationem unde nostris tantum temporibus a praedicto Abbate suisque Mo- 
nachis sedicio commota est, in qua quippe Monachorum discussis rationibus 
nullam ipsos abere causam justitia inveneruiit. Bis, et aliis muniti auctorita- 

tìbus, et probationibus , auctoritate Dei, et Beati Ambrosii ac 

nostra praedicto Praeposito, et Canonicis qui modo sunt vel qui prò tempore 
fuerint corroboramus , concedimus, et donamus. Diuturna enim , et valde an- 
tiqua possessione praefatas oblationes Canonicos quiete possedisse investlgavi- 
mus. Quantum enim cartarum munimenta, tantum et possessionem diuturni 
teroporis valere institutio legum, et canonum perhibet auctoritas. Ad hoc ju*. 



MILANESI. 91 

diciam videlicet sub nostri norainis jossu a quibusdam saper praefata discor- 
dia extortam paelionem, et ad infringenda decreta Romanae, et Mediolanensis 
Sedìs factam, quod illicitom, et periculosum foro credimus, non laudamus 
immo damnamns, et ut nullius auctoritatis teneat valitudinein praecipimus. 
De caetero ut slìpulatione multarum rationum praedietas donationes Nos le- 
cisse no6catur auetoritate literarum, et privilegio Pontificium Romanae Sedis. 
Pascal scilicet seu Galixti , plurìmorum quoque religiosorum Yirorum no- 
strae Gìyitatis tam Glericorum quam Laicorum multis^ et magnis precibus 
fecìmus , et boc inde decretum fieri jussimus. Extortam insuper pactionem 
Tel judicium de quibus auperius diximus^ et quibus minime concedimus ex 
documento literarum Patris nostri PP. Galixti , ac nostra auetoritate irritum 

aut reddimus. Quicunque ergo con tra boc nostrum decretum venire 

praesompserit gladio anatbematis percussus cum Juda Traditore damnetur. 
Actum in Palatio Mediolanensi Anno Dominicae Incarnationìs MG. vigeximoIIIl> 
mense Jalii. — f Ego Olricua gratia Dei Archiepiscopus a me facto subscri- 
psi. — -f- Ego GG. Presbyter Gardinaiis Sanctae Romaua&Ecclesiae, et Aposto- 
licae S^is Legatus quod. D. Archiepiscopus fecit laudo, et confirmo. — f Ego 
Guido Iporienais Episcopus jussu D. Arcbiepiscopi subscrlpsi. «- f Ego Lite- 
fredus Novariensis Episcopus subscripsi. — f Ego Ardericus Laudensis Epi- 
scopus subscripsi. — f Ego Guido Presbiter, et Gardinaiis subscripsi. — f Ego 
Goaaeo Diaconus, et Ganoellarius interfui, et dktando subscripsi. — f Ego 
Oio Diaconus ex jussU, et ex voluntate I>. Archiepiseopi subscribo buie pri- 
vilegio quamvls subscripsissem aUi cartae, quam credebamus conscilio D. Ar- 
chiepiscopi esse £actam , quod postea invenimua falsum. — f Ego Anselmus 
Sanctae Mediolanensis Ecclesiae Diaconus, et Gardinaiis ex jussu, et voluntate 
D. Girici Arcbiepiscopi buie privilegio fideliter interini, et subscripsi. — f Ego 
Anselmus Sanctae Mediolanensis Ecclesiae Subdiaconus^ et Gardinaiis ex jussu, 
et voluntate D. Girici Arcbiepiscopi buie privilegk) subscripsi. -- f Ego Ste- 
phanus Arcbìpresbiter Sanctae Mariae Jemalis interfui, et snbscripsi. — f Ego 
Rustieus Presbiter , et Praepositus Ecclesiae Sancti Stephaui interfui, et sub- 
scripsi. — f Ego Johannis Presbiter Sancti Salvatoris subscripsi. — f Ego 
Albertus Presbiter Sancte Mariae Fulcuini interfui , et subscripsi. — f Ego 
Ambroxius Presbiter Sancti Dionisii interfui, et subscripsi. — •{- Ego Johan- 
nes Presbiter atque Praepositus Ecclesiae Sanctorum Naboris , et Felicis in- 
terfui, et subscripsi. — f Ego Petrus Presbiter Ecclesiae Sancti Kalimert 
interfui, et subscripsi. — f Ego Aio Presbiter ac Praepositus Ecclesiae Sanctae 
Teglae interfui, et subscripsi. — t Ego Ricbelmus Ecclesiae Sancti Nazari Prae- 
positus rogatu Fratrum Johannis, Petri, Antonini, Sacerdotum subscripsi. — 
f Ego Guiilielmus Presbiter Ecclesiae Sancti Thomae interfui, et subscripsi. 

— t Ego Ambroxius Presbyter Ecclesiae Sancti Thomae interfui^ et subscripsi. 
-- f Ego Otto Presbiter ac Praepositus Ecclesiae Santi Eustorgii subscripsi. 

— f Ego Ugo Presbiter Ecclesiae Sancti Ylari interfui , et subscripsi. — 
t Ego Bruno Presbiter , et Prepositus Ecclesie Varisiensis rogatu et Consilio 
Prstrum meorum subscripsi. — f Ego Johannes Presbiter Sanctae Mariae de 
Bertrade interfui; et subscripsi. — f Ego Lanfrancus Presbiter de Sancta Maria 
Ad Girculum interfui, et snbscripsi. — f Ego Anselmus Notarius subscripsi. 



92 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

An. 1125. B= Sentenza dì Olrico arcivescovo a favore di Arderico vesc>)VO 
di Lodi, contro Pietro, vescovo di Tortona. Ughell, T(m. TV. Ubi déEpite, 
Landau, MurtU, AnUq, medi mn, Tom. V, pag, 4027. 

» 1128. ss Dij>lonia di Anselmo V arcivescovo di Milano con cui dona ai 
preposto e canonici di sant'Ambrogio il nuovo campanile eretto presso a quella 
basilica. Carta mW archivio d^* canonici dd sanf Ambrogio. ^ Anselmus Dei 
gratta Sanct» Mediolenensis Ecclesie Archieplscopas Girardo Reverentissimo 
Presbitero , et Proposito Ganonice Sancti Ambrosii , omnfbnsque suis Succes-' 
soribus , et Fratribus in eodem Canonica canonico victuris in perpetuum. In 
nomine Sancte , et Individue Trinitatis. Gonvenit nostro Pontificali Officio 
secundum Predeoessorum nostrorum exemplum statum pie religionis firmare, 
et augmentare : qnia si ipsi vos ad Ganonicam vitam convocavérunt/ et sta- 
tuerunt, Nos quoque hoc ipsum asserendo firmamus, et vestre juste petitioni 
assensum prebemiis. Yidelicet eum vultis Divinum Officium, prout juris est , 
in Ecclesia Beati Ambrosii Populo Dei celebrare debeatis ipsum Populum 

signo Tintinabttli excitare > et coavocare. Volumus Clochariam no* 

viter in eadem Ecclesia fundatum , et in maxima parte edificatiim vestre li- 
bertati, vestraque in custodia perseverare. Et ne hec nostra traditio injuriosa, 
aut inofficiosa alicubi videatur , consuetudinem veteris Clocharii ejusdem Ec- 
clesiae non infirmamus, sed in manibus Abbatis^ et Monachorum, prout mos 
est permanere laudamus. Ganontci vero qui nunc in ipsa sunft Ecclesia , aut 
inposterum fuerint , decernimus in jam dicto novo Clochario Tintinabulum , 
seu Cloccas adponere , et sonane , et sonando Psalmos et Dominicam Ora- 
tionem prò nostramm , et omnium Fidelium Animarum devote cantare ^ et 
psallere. Ad plenarium itaque confìrmationem borum, que superius leguntur, 
sigillum Beati Ambrosii buie pagine inprimi jubemus, subicribendo etiam no- 
stras manus imponimus, insuper sub intermmatione anathematis negamus cu- 
juscunque Ecclesiastici Officis secularive Persone contra hec agere, vel causare, 
quicunque enim Diabolico instinctu contraire temptayerit, sciat se tradendum 
cruciatibus Anknre, et Safire^ nostra, et Beati Ambrosii Patroni nostri aucto- 
ritate. Qui vero hujus decreti prò intuitn c^sérvator fuerit cum Beatis Mar- 
tyribus Ghristi Protasio^ et Gervasio^ et Confessore Ambrosio, atque omnibus 
aliis Sanctis^ quorum in hac Ecclesia facimus memoriam pereipiat sempiterne 
vTte gloriam condignam. Actum est hoc XV. Kal. Novembris, qui fuit Mille- 
ximo, Centeximo, vigasimo octavo anno ab Incamatione Domini nostri Jesu 
Ghristi. -^ f Ego Anselmus Mediolanensis Ecclesiae Archiepiscopns SS. — 
f Ego Tedaldus Archipresbiter interfui , et SS. — f Ego Amizo Archidia- 
conus SS. — f Ego Guaco Diaconus , et Cancellarius interfui , et SS. ^ 
f Ego Anselmus Diaconus interfui , et SSr — f Ego Ubertus Subdiaconus 
SS. — f Ego Anselmus Subdiaconus interfui , et SS. ^ f Ego Nazarins 
Tresbiter , ac Prìmicertus interfui , et SS. ♦— + Ego Rusticus Presbiter , et 
Camerarius SS. 

• 1129. =3 Diploma di Corrado III creato re d' Italia dai Milanesi a favore 
del preposto e de*canonici di sant'Ambrogio, ai quali consegna il palazzo regio 
vicino alla loro basilica. Sorman. Ih. pag, 64, et seq. 



MILANESI. 93 

Am, {129. «? Alcune lettere di Paolo e*Gebeardo^ nobili edelesiastid di Ra* 
tisbona^ e di Manino Gimiliarca di saaVAmlurogio*: pubbìieate dal PurieelU Na* 
zar. Cap. CI ^ e dal Sarmani. Ds ort^me ApoiU>Uca EccL Medioi, Apolog, J , 
Cap. r. 

Idem. =» Lettera di Litifredo, vescovo di Novara^ a Lottaiio re di Ger- 
mania e d' Italia, intomo a Corrado creato re d'Italia dai Milanesi. Nel Co- 
dice di Ulderico da Bamber^ pubblicato daWEoeard. Script, vfedii anyù Tom. IL 

Art* ilSO. :=» Sentenza de' consoli di Milano data nel teatro pobblico della 
città a favore de'canonici di sant'Alessandro di Bergamo. Carte neW arehMo 
deUa eaUedrak di Bergamo. «?» In Christi nomine. Die YeneriA que est un- 
declmo die mensis Julii Givitate Mediolani in Theatro pobiico ipsius Ci- 
vhatis assistentibus quampluribus Gapitaneis, Vavassorìbus , et aliis Givibus 
dedit eententiam Ungarus qui dicitur De Corte Ducis Coosul predictae Ci- 
vitatis , Consilio , et laudatione aiiorum Gonsulum Mediolanensium nomina 
quorum Gonsulum sunt. Arìaldus Yesconte» Arialdns Grasso, Lanfrancus 
Feraritts, Lanfrancus De Carte, Amaldus De Rode, Mainfredus De Setara, 
Anselmus Avocatus, Capitane! ipsius Ci vitatis; Johannes Hainerii, Arde- 
ricus De Palazzo, Guazzo Tostaguado, Malastrena, Otto De Tenebiago, Ugo 
Crivello^ Guibertus Cotta, Yavassores iam dictae Civitatìs; Ugo Zavatarius, 
Alexius Lavezanus, Paganus Ingovanus, Azo Martinonas, Paganna Maxsaso 
Cives ipsius Civitatìs: de negotio quod erat inter Ministros Ecclesiae Sancti 
Alexandri de Pergamo, neo-non et Rusticos de loco Calusco superiore. Ne- 
gotium vero tale erat. Quia dieebant ipsi Ministri predictae Ecclesiae Sancti 
Akxandri quod ipsi Rustici debebant facere etsdem Ministris omnes redditus, 
usua, et cooditiones, quas testes in juditio Episcopi Pergamensis qui praeerat 
seutentiae , et juditio ad diiiniendum nominatim sicut in Brevi legitur , jure- 
jurando firmaverànt se vidisse , et audisse Bonifattum de Calusco , Gezonem 

Judicem de Cixinuclo, et Troffum Filium Attenis de Calusco in 

presentia Episcopi, et aiiorum pluriam, qui inibi aderant in veteri Castro de 
Calusco jura93e Rusticos de Galuaco hos redditus, usus, et conditiones se vi- 
disse facere Yenditoribu» Ecclesiae boc est: Districtus totius lamentationis cum 
banno ; fodrum quo tempore placebat ; adjutorìum Nuptlarum , Sponsalium , 
atque emptionum ; et ad Hostem pergendum. unusquisque per Castellantiam 
denario YI in anno ; duos puUos; fascium foeni ; duo statia anonae; Tractu- 
ram asjnorum usque Mediolanum , et usque OUeum ; Tracturam boum vini 
in Gastrum, et foeni a prato ad foenile, nec non et lapides, et sabulum, et 
calcinam ad demos ipsorum Dominorum construendas. Insuper foenum omni 
tempore cum equi mittebantur per domos eorum* Lectoe cotidie ad Curiam 
dabant, catenas ad ignea, et vasa coquinae ; erbas ortorum, et camporum, et 
vinearum similiter ^ «opera personarum ad fodiendos lapides , et incidenda li- 
gna domornm , et calcariae. Gonfìrmata igitur praedìctorum Gonsulum fide 
eorum juratnento, et attestatione ; Consilio > et laude Sociorum ejus boc judi- 
. cium protulit Ungarus ; quod Domini» Epìscopus sua sententia firmaverat , 
et auctoritate firmum , et ratum atque inconvulsum perpetuo maneret ; et 



94 DOGUHBNTI ILLUSTRATIVI 

praedìcti Rustici Ministris Ecclesiae nominatos redditus usus , et conditiones 
semper exiberent de omni sua possessione quamdìa eam tenere voloerìnt. In 
eodem quoque juditio addit post datam senterttiam Domini Episcopi mutalio- 

nem sediminb occasione cujus intendebant se se tueri, et defTendere 

non ultra in placitum posse afferre ; quia nec in primis proposuerant, nec ex 
solis sediroinibus praedieti redditus, usns^ et conditiones fiebant. Canonici quo- 
que per Avocatum suum jnre , et secundum usum Guriae , juraverunt ante 
datam setttentiam Episcopi a praedictis Rusticis ea que praecepta eis fuerant 
ad Episcopo jure, et secundum usum Guriae eisdem Ganonicis debere exiberi. 
linde praedieti Gonsulés ip concordia in postremo banc notitiam fieri roga- 
verunt. Factum est autem hoc Anno Dominicae Incamationis Millesimo cen- 
tesimo trigeximo , supradicto die , Indictione octava. Interfuerunt Mainfredus 
De Surixina, Trankeriqs Baxabelleta , Otto Guandeca, Rampertus De Subtus 
Ecclesia, Anselmus De Brossiano, Johannes De Limidi, Antonius De Giocano, 
Bombellus, Matheus Prealloni de Givitate Mediolanensi. Alii de Pergamo Lan- 
francus De Diacono , Lanfrancus Lazaroni , Atto Orrici , Ermenulfus De Pa- 
trengo , Benzo De Villa , Arnaldus Bugnone , Anselmus Filius Benzohis , et 
reliqui plures. — Ego Atto Judex Sacri Palatii^interfui, et rogatus subscripsi. 
— Ego Ardericus Judex ex amonitìone praedictorum Gonsulum hanc notitiam 
subscripsi. 

An 1135. =» Antica relazione di quanto avvenne nella fondazione del moni- 
stero di santa Maria di Ghiaravalle presso Milano. PuriceU, Ambros. Num. 383. 

Idem. s= Bolla di papa Innocenzo II a favore di Guglielmo arciprete della 
chiesa di san Giovanni di Monza e de* suoi successori. Carta neW archivio di 
quella chiesay simile alla Bolla di papa Calisk) IL dell'anno 1120. 

Idem. =a Sentenza di Robaldo arcivescovo di Milano nella eausa fra il mo- 
nistero di san Pietro di Gremella e la chiesa di san Giovanni di Monza. Carta 
nello Hesso archivio. » Spiritus Sancti adsit gratia. Robaldus divina procu- 
rante gratia Mediolanensis Eoclesiae Archiepiscopus Gremellensi Monasterio in 

perpetuum. Yeritatem ficante, et sacra pagina confirmante 

potestatum esse, et Judicum, et maxime Spiritualium, et Pòntificis rerum cau- 

sas sequa lance trutinare ta, vel focta emendare, bene emendata con- 

firmare, pacem, et veritatem ulnis caritatis amplecti ; cuncta propterea quse. . . . 

susceperint diligenti animi tione, et racionis discreptione ad honorem 

Dei, et Sancte Ecclesie effectui canonico mancipare. Ea propter Ego Robaldus 
Dei gratia Sanct» Mediolanensis Ecclesia Archiepiscopus inter se discrepantes 
ad pacis unitatem convocare praeoptans litem, et discordiam a lougis tempo- 
ribus agitatam nec tamen usque ad nostra tempora terminatam , quae in- 
ter Venerabilem Ecclesiam Sancti Joannis Modoetiae, et Beatissimi Petri Re- 
verendum Monasterium Gremellense fuerat, cum Mediolani Ecclesia, et Vene- 
rabilibus Fratribus meis Episcopis Amizone scilicct Aquensi, Vercellensi Guisui- 
fo, Novariensi Litefredo, Iporiensi Guidone, Laudensi Jeanne, Yirìs Gatholicis, 
et Religiosis, et Beati Ambrosi! Suffraganeis , itemque cum Consilio Majoris 



EcclesÌAe Ganonicorum videlicet Amizonis Archìdiaconi, et Tedaldi Archypre- 
sbyteri, Arderici Vicedomini, Nazarìi Prìmicerii, atque aliorum Ordinariorum, 
nec non cum Consilio aliorum plurìmorum Religiosorum Yiroram Abbafum 
scillcet^ et Praepositonim in Archiepiscopali Domo Mediolani publice promul- 
gata definitiva sententia terminavimus. Hujus autem negotii tota controversta 
circa septem versàtor capitola : quatuor ad spiritaalia, tria vero perir nent ad 
temporalia. Quorum Spiritualiom prìmum hoc est. Querebatur enim an Gre- 
meììense Monasterìum, Monasterium esset an non, quod multimodis, et certis 
rationibus^ et ...» . . xime quia Praecessor mena Olricus Mediolanensis Eccle- 
siae Arcbiepiscopus vir bonae memoriae . et Gatholicus Abbatissam in Gre- 
fnellensi Monasterio confirmavit veraciter fore, cognovimus et in per- 
petuimi auctoritate Beati Gregorii Monasterio esse statuimus. Quae enim .... 

semel Deo dicata sunt Manost uo Monasteria fore Magnus Grego- 

rios et praecepit. Secundo siqnidem c^itulo taliter proponebatur as- 

sertio.1 Asaerebant utique Modoicenses Canonici , et Gremellensis AbbatissoB 
electionem ejusdemque confìrmationeni^ et quod ad eadem manum obedienti» 
deberent ad se pertinere^ nec Sandimonialibus ibidem Deo famulantibus Ab- 
))atissam sibi libere eligere licere. Quod totum jus Monasticum et precipue.... 
Benedictr regulam santissimam fore cognoscentes, ejusdem Venerabilis Patris 
auctoritate Sanctimonialibus Hberam, et absolutam electionem decernimus, et 
eoncedimus. Ab illis namque Praelatus eligi debet; quibus praeesse oportet. 
Quia vero ex Imperatorum privilegiis quasi Avocatiam Modoeciensis Praepo- 
situs in praedicto loco habere videbatur , haec electio sic libere facta ei noti- 
ficetur, cujus Consilio, si interesse voluerit, Archiepiscopo Mediolanensi reprae- 
sentetur, ut ab eodem consecranda confirmetutr; illius namque tantum est 
sufficiens confirmatio, ad quem pertinet consecratio. Quam electionem, seu con- 
firmationem Modoetiensi Praeposito improbare, vel infirmare non lieeat. Tertio 
quoque Gapitulo talis proponebatur quaestio. Memoratus quippe Praepositus 
affirmabai nullam nisi suo arbìtrio, vel praecepto Monacham ibidem esse pò- 
nendam, vel deiciendam^ quod rursus al^urdum prorsus et ilìicìtum animad- 
vertentes , de cetero ne fiat omnimodo interdicimus. Abbatissae namque est 
prò sui Monasterii utiUtate Sororum Consilio Monachas eligere, vel repellere. 
Quarto quidem Gapitulo de imponendo Sacerdote oriebatur contentio. Jam 
saepedictus equidem Praepositus in Gremeìlensi Monasterio Sacerdotem ponere, 
vel auferre ad jus parochiale spectant, ad se pertinere dicebat; quod to- 
tum non ex Regum concessione, sed ex longatricenaria tranquilla possessione, 
quod Modoetiensis Ecclesia habuit , ei eoncedimus^ et afl^mamus. Sic tameii 

taliter Abbatissae fiat Consilio, ut Archipresbytero ibi talem ponere, quem 

prò rationafoilì causa, vel aliqua infamia Abbatissa, vel Moniales^ vel Paro- 
chìanì possint renuere , potius talem qui Deo , et Hominibus possit piacere. 
Quod si talis controversia tom suborta fuerit, quae aliter sedari nequeat ad 
Archiepiscopum deferatur, qui prout melius visum fuerit rationabiiiter finem 
iroponat. Decursis, et determinatis Spiritualium Gapitulis ita eonsequenter de 
temporalibus determinanda Capitula prosequamur. Prius tamen ne Ecclesia- 
stica jura turbentur, et Beati Ambrosii Doctoris, et aliorum Sanctorum Pa- 
trum authoritaté munitis aliquid de Spiritoalibus dicendum videtur. Affìrma- 



OG DOCUME^*TI ILLUSTRATIVI 

. raus eqtudem , et publice promulgamua rerum Spiritualium donationem , séu 
alìQnationem, per mauus laicaies, seu ab Imperatorum, ve! Regom priyìlegiis 
factas nullius momenti esse debere, linde Ambrouus Praedicator Sanctissimus 

ad sic ait: Imperator, maenium pubUcorum jus libi concessum est non 

sacrorum. Et rursus : Quid tibi cum Ecclesia? Quid tibi curi Adultera? Adul- 
tera quippe est , quae cum legitimo viro copulata non est Et alibi: Palatia 

ad Imperatorem, Ecclesia^ tantum ad Sacerdotem. Et Spiritus Sanctae a 

Levitis, Leviurumque Filiis tantummodo porUndo ageretur, dicit : Quicumque 

es nus de Tabernaculo, etiam de Regalibus Non igìtur Laicalibus liceat 

Potestatibus res Ecclesiasticas ant donare , aut alienando distraere. Quìntum 
vero Gapitulorum ad Regalia pertinens hoc est. Gremellenee Monasterium Mo- 

. doetiensem Ecclesiam Sancti Joannis liocum Gremeliensem, non jure obtinere 

proclamabat. Quam caiisam Nos definitiva sententia sic tenninamus. Gur- 

tem Gremellae^ et quidquid Modoetiensi Ecclesiae in temporalibus ab antiquis 
imperatorum privilegiis it^idem constitutum est, seu antiqua, vel treoenarìa 
possessione tranquille possedit Modoetienses Glericos in pace amodo possidere, 
et obtinere judicamus , et praecipimus. Sexto vero capitulo talis movebator 
oblocutio. Modoetiensis sane Ecclesia annualem censum, quem Cremellensi Mo- 
nasterio more solito annuatim reddere consueverat, sibi retinere contendebat. 
Quod centra jus, et verttatem fieri cognoscentes, quia veraciter cognitum est 
Gremellense Monasterium supradictum annualem censum, vel fictum integre, 
et tranquilliter^ triginta annorum curriculis, seu longioribus spacìis a Modoe. 
tiensi Ecclesia recepisse, censemus, et jiisto judicio tenninamus, quatenus su- 
pradicta Ecclesia Gremellensi Monasterio supranominatum censum annuatim 
ad integrum pacifice reddant, et secundum antiquam consuetudinem persolvani. 

Ut igitur Sancti Spiritus tiformi repleamur gratta, cujus benignitate ter- 

minavimus praecedentia, septimum Capitulum difGiniendum aggrediamur, Tas- 
samatiam, et ad eam pertinentia, scilicet buscus, gratum, campus, sylva, licet 

de jure Sancti Joannis Jtfodoetie fore dicerentur; tamen quiatacitumitate 

spacio triginta annorum seu plurium, et pratum Sancti Petri , quod dicitur 
de Gassago Gremellense Monasterium tranquille tenuit , et possedit , quod in 

nostri praesentia idoneis Testibus sicut ^ idonee comprobavit » supra jam 

nominato Gremellensi Monasterio, censura aequitatis, et justitiae in perpetuum 
tenenda concessimus; prò quibus scilicet busco, * prato , campo, sylva Modoe- 
tienses Ganonici quatuor modìos frumenti ad Ulam mensuram, et tres modios 
panici de censu sibi trecenaria possessione quiete retinentes npstro judicio, et 
aequitatis jure, praedictos modios amodo teneant , et habeant , et possideant. 
Si quis autem hoc privilegium violare in aliquo praesumpserit , et aliquid 
eorum, quae superìus terminata sunt quovis ingenio inquietaverit , probatis- 
simi auri libras triginta Mediolanensi Archiepiscopo componat, et sit Anathema 
Maranatha et pereat cum Saule, et Jonatha, nec partem habeat cum Ghristo 
Domino, qui prò nobis Peccatoribus crucifixus est in Golgbota. 

Acta sunt autem hec in Palatio Mediolanensi. Anno ab Incaniatione Do- 
mini Nostri Jesu Ghristi Millesimo Genteximo, trigesimo quinto u mo 

die mensis Decembris Indictione quartadecima. 



UtlANfiSI. 97 

i4ft. ii36. ^ Donazione di akuni fondi nel terijtorio di Golonago iatu a Re- 
baldo arcivescovo di Milano che l'accetta a nome del monistero di Morimondo» 
che andava edificandosi coUa chiesa ad onore di santa Maria e di sant'Am- 
brogio. VgheU. Tom. IV, ubi de Archiep. Meéiol, in RobaUo. 

Idem. =r Diploma di Lottarlo IH re di Germania, II re d*Italia» e impe- 
ratore, conceduto alla chiesa di san Giovanni di Monza. Zucehi. Glorie di Man- 
sMy pag. 100, 

Edem, «= Lettera di Robaldo arcivescovo di Milano al suo clero^ cx)n cui 
approva la elezione di una nuova badessa. Carta neUa Raccolta dipUmatiea 
del signor doéL Sormam, » R. D^ gratia S. Mediolanensis Servus Ecclesiae, 
ejttsdem Eeclesiae Dilecla ac Venerabili Clero i)aagni consilii, et fortitudinis 
ÀDgelom, et aete^ae dulcedinis gaudium. Ad ea omnia sumroopere perficienda 
qiue Deo fore beneplacita ccedimus, ino<bs omnibus, Karissimi satagere et 
collaborare debemus. lUud vero Redepiptori, et Propitiatori nostro gratum/ 
et aeoeptttm fieri neutiquam dubitamus, qood in ìpsius nomina» .et honore fieri 
postolanfes (q>tamus: unde Yerìtas ait in Evangelio: quaecumque petieritts 
Patrem in nomine meo dabit vobis. Quja igitur quod a Fidelibus juste petitur 
divìnitùs efiectul procul dubio mancipatur^ vestris justis petitionibus omnia 
annuere volumus, Eapropter Sororem illam quam taniis laudibus attollitis, et 
dìgnis moribus ornatami et Religiosae Conver^tionis operibus decoratam, nec 
non ab ejusdem Jtfonasterìi Sororibus uhanimiter, et canonice electam asseritis 
Sanctae vestrae discretionis Consilio initentest in Abbatlssam confirniari, et 
eonlaudari volumus» Unde prò tantae Personae reverenda, et honore per duos 
de Karissimis nostri Fratribus Ordinariis similiter cum Yicedomiiv)^ et per Re- 
verendissimum Fratrem nostrum Domaum Primicerium cum praesentis sche- 
dulae hajulis,. ea quae desunt. vice nostra decenter, ac solemniter in ea ex 
integro adimpleri mandamus. 

An. 1137. = Diploma del soprannominato imperator Lottano in favore 
degli abitanti di Triyillio. Nel Codice che si conserva nelV Arolimo di quel 
lìwgo, =s In nomine Domini nostri Jesu Ghristi Domini aetemì. Lotarius Di- 
vina ordinante clementia Imperator Augustus. Dignum est ut eorum pelitio- 
nes hi studiose obaudire , et affectuosa deiiberatione procurare decertent qui 
divina Majestate Imperiali sunt digoitate praelati, quorum studio^ et benevo- 
lentia in iis decertare cognoscant , quae . ab obsequia Divinae Majestatis per- 
tinent solatium et tutamen suae felicitatìs , et aetemae rèmunerationis com- 
pendium. Igitur cunctorum Fidelium Sanctae Dei Eeclesiae nostrorumque co- 
gnoscat solertia quód Henricus Divae Memoriae Rex concessit Nos prò salute 
animae vitaeque nostrae Monasterio SS. Martyrum Protasii, et Gerva&ii seu 
Beatissimi Antistilis Simpliciani ejusdem Monasterii Abbati per nostrani Im- 
perialem auctoritatem concedimus, atque corroboramus; ut onmes in loco 
Trivìllio qui dicitor Grasso habitantes nuUam deinceps, etc. (ut in diplomate 
Henrici anni 1081), regale fodrum quando in Regnum Lombarifiae venerirnus, 
et Scndasia (ut supra usque ad finem) relinquimus. Anno ab incarnatione Do- 
Giulini, Documenti Illusth.^ ecc, G 



98 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

mini nostri Jesu Cliristi Mill. cent, trigesimo scpttmo Indictione quinta de- 
cima regnante Lothario Imperatore. Data fuit Firmo quinto Idus aprilis. — 
Bmno Archiepiseopus, et Gancellarius recognovit. 

An, 1157. — Investitura della chiesa di Santa. Maria di Montano data da Mar- 
gherita badessa detMonistero Maggions, e Waldrada e Temila, per fondarvi 
un nuovo monistero di monache. Cartai nelVarchivio di Santa Maria in Vaiile. 
= Anno Dominice incamationis Milleximo , Centesimo Trigesimo Septimo , 
mense julii , Indictione quintadecima. Presentia illorum Hominum , quorum 
nomina subtus ìeguntur^ per lignum, et pergamenam , que suis teuebant ma- 
nibus Domna Margarita abbatissa Ecclesìe, et. Monasterìo Sanctorum Marie, et 
Mauritii^ quod dicitur Majore, quod est situm infra hane civitatom Mediolani, 
et Gisla, et Berta, seu Waldrada, atque Margarita, et Ogeria, et Scholastica» 
Monache ejusdem Monasterii investiveront Waldradam, atque.Troitam, in vice, 
et utititate aliarum Feminarum venentium ad hanc f ratemitatem ^ et società- 
tcm Religionis in Ghristo, que inferius leguntur. Nominative de Eodesia una» 
' que est edificata in bonore Sancte Marie, que dicitur de Montano, et de rebus 
pertinentibus ad ipsam ecclesiam, excepto de rebus de Pustinago, et de rebus 
de Goncorczo, eo tenore sicut hic subtus logitur. Itaut amodo in antea usqae 
in perpetuum 4psa Waldrada, et Trutta, et ille Femine, que sunt in éadem 
Societate Religionis venientium ad hanc eccleaam Sancte Marie de Montano, 
et earum Succetriees faciant de ista Ecclesia Sancte Marie de Montano, et de 
rebus ipsius Ecclesie, preter de his rebus, que supra exceptate suut, quicquid 
voluerint, sine contradìctione predicte Abbatisse, et de ejus Succetricibus; ad 
persoivendum eidem Abbatisse, et ejus Succetricibus omni anno, ut legitur in 
isto Gonstituto, per omne Festum SanctiMauritiidenarìosbonosMedioIanenaes 
solidos quinque, et candelas duas, de duabus lìbris cere prò unaquaque can- 
dela. Quia sic inter eas convenit. Actum in isto monasterìo Sancti Mauritii. 
Signum manuum Ambrosi!, Alfrendi^ Petri de Boxate, Joannis De Sclanno, 
Gazeti, Testium. Ego Ardericus Notarius, ac Judex scripsì. 

* li.'i8. = Sentenza di Bobaldo arci>'escovo di Milano a favore della 
badessa del monistero di Meda, contro il preposto della chiesa pievana di Se- 
veso. Saxius. Series Archiepise, in Robaldo. 

• 1139. « Bolla di papa Innocenzo II a Brunone abate del Monistero di 
Santa Maria di Bagnolo , altrimenti di Ghiaravalle , nella diocesi di Milano, 
colla quale sottopone allo stesso abate il monistero di Gerreto. Carta neWar- 
chivio de* monaci di Sant^ Ambrogio. — Innocentìus Episcopus servus servoruro 
Dei. Diiecto Filio Brunoni Abati Monasterii Sancte Marie, quod in Villa Bal- 
neoli in Mediolaiiensi territorio situm est , ejusque successoribus regularìter 
promovendis in perpetuum. Si Religiosorum virorum preces et desideria pa- 
terna benignitate admittimus, nostris procul dubio oportunitatibus clementem 
Dominum reperimus. Gumque universis ecclesiis per Orbem terrarum longe 
lateque diffusis, exinjuncto'nobis a Deo Apostolatus officio debeamus salubrìter 
providere , illis tamen in reformatione religionis , et in ceteris propensiori 



MILANESI. 99 

Studio nos eonvenit tromia^re, qiie sub Beati Peiri dicione consisluot, et pec* 
eatis eugentibus sunt in temponUibus et spìrituaUbas imminute. Hujos rei 
gratta dileete in Domino Fili Brano Abbas , tuis postulationibus ìmpertimur 
assensnm, et Abbatiam de Cerreto^ qae Beati Petri jur» existit, tibi tuisqtie 
suecessorìbus Apostoliea dispensaUone coneedirous, ut videlieet per Te ac Frà- 
tres toos ibidem' honestas, et reiigio reformeUir, et idem locos tam tempora- 
liter, quam spìrìtaaliter gratum incrementum suBeipieoa monaslerìo Glarevallis 
subjaeeat. Adìcientes eliam, ut tam locus ipse, quam universa^ quo aibi in 
presentiarum in terris, pratis, pascui, siivi», aquis, et ceteris omnibus, euUis, 
vel incultìa, canonice ae legitime perfinent, aut in futurum concessione Ppn- 
tìilcum largitione Regnin, ve) Prineipam, oblatione Fideiium , vel alìis justis 
modis Beo propitio poterìt adipisci, Tibi, tuìsque successoribus firma, et iUi> 
batft permaneant. Ad inditium autem , quod eàdem Abbatia Beati Patri jurìa 
existat, nngulis annis doodecim numos Mediolanensb Monete Nobis nostrisqoe 
successoribus censns nomine persolvetis. Ut autem securius, atque liberius 
Omnipotentìs Dei servitio vacare positia auctoritate Apostolica coostituimus p 
ut de laboribus, quos propriis manibus eolitis, decimas, vel prioiitias a vobia 
exigere , vel reeipere neino preeumat Decernimus ergo , ete. — £go Inno- 
eentius Catolice Ecclesie Episcopus subscripsi. «— Ego Gonradus Sabinensia 
Episeopus subscripsi. — Ego Tbedovvinus Sancte Bufine Episcopus subscripsi* 

— Ego Albertus Albanensis Episcopus subscripsi. -* Ego Albericus Hostien- 
sia Episcopus 8id»crìpsf. — Ego Geràrdus Presbit ^r. Tit. Sancte Crucia 
in ienisalem subscripsi. — Ego Anselmus Presb. Gar. Tit. Sancti Laurentit 
in Lucina subscripsi. — Ego Lucas Pre:»b. Car. Tit. Sanotorum Joannis» et 
Pauli subscripsi., — Ego Boetius Presb. Car. Tit Sancti Clementis subscripsi. 

— Ego Jvo Presb. Car. Tit. Saneti Laurentii in Damaso subscripsi. -^ Ego 
Otto Diac. Card. Sancti Georgii Ad velum aureum subscripsi. — Ego Guido 
Diae. Card. Sanctorum Cosmi, et Damiani subscrijUi. — Ego Octavianus IHac. 
Card. Sancii Nicolai in Carcere subscripsi. — Dalum Laterani per manom 
Aimerici Sancte Romane Ecclesìe Diaconi Cardinalis, et Cancellarii XIV Kal. 
Deeembris. Indict. IIL [Incarnationis Dominiec anno MCXXXIX. Pontificatus 
vero Domni Innocentii PP. anno decimo. 

Alt. 1139. = Diploma di Robaldo arcivescovo di Milano alla badessa e mona* 
cbe del monbtero di Montano dell* ordine di san Benedetto , con cui le di- 
chiara libere da qualunque obbligazione di pagar decime al preposto della 
chiesa pievana di Rosate , ed a* suoi /rateili , o ad altri. ^ Murator. Antìq. 
medii (tvi, lem. III, pag, 22d. Saxius, Series ArMepi$e. m Robaldo. 

• 

Idem, =3 Diploma deirareivescovo medesimo , con cui riceve sotto la sua 
protezione il nuovo monistero di santa Maria di Fontegio. NeWarchivio delle 
monache di ^nia Maria delie Veteri. =» Robaldus Dei gratia Saactae medio- 
lanensis Ecolefiae Arobiepìscopus. Dilectae in Christo Filiae Bonttati Abba* 
tissae Monasleyii Eeclesiae Sanctae Mariae, qùae dicitur ad Fonticulum noviter 
aedifieati, et ejus Sororibus tam praesentibus quam futnris in perpetnum. Su- 
scepta pastoralb Offlcii cura nos admonet, et hortatur quatenus Christi Sponsae 



100 DOCUMENTI ILLUSTRATI VI 

videlicet Ecclesiae decorem totis diligamus viribus, et ail ejus dìlatandam Ro- 
ligtonem attentius laboremus. Proind^ id quod dcbemus cupicntes prò posse 
éfieclùi mancipare Sancii Monialium MoRastorium , in quo Divina miserante 
dementia devote atque religiose secunduni Beali Benedicti BeguJam Deogra- 
tum exhìbeant famitlatum ad honorem Dei , et Sanctae Genilricis Mariae in 
loco praenomìnalQ videlicet in £cclesiae Sanctae Mariae, quae dicitur ad Fon- 
ticulum, communicato Fratribus nostris Consilio, ut in perpetuum manenti fieri 
coneessimus. Praescripti autem Monasterìi , atque Monialium ibi commoran- 
Uum curam regimen, et Abbatiam tibi Bpnilati Dilectaa in Christo Filiae 
nostrae, nt credimus, Ssq)ieiiti, atque Discretae , fideliter commitlimui , atque 
auctoritate Dei,. et Beati Ambrosii, et nostra potestatem rebelles^ atque inob- 
bedientea si quae , quod absit , fuerint , coercendi tibi tribuimus. Quia vQro 
quantum fragilior est Xosmineus sexLus tanto charitate propensiori consolandus 
est, ac defendendus, praedictum Monasterium sub nostra qus^lam pr ae cieteris 
dilectionìs praerogativa, et Mediolanensis Ecclesiae proteciione, gubernalione, 
atque delensione suscepimus: et ut omnes ab ejus infestatione, atque dilania- 
tione desistant, auctoritate Dei, et Beati Ambrosii iirmiter praecipimus. Prae- 
terea in subjectionis signum ut unoquoque anno Abbatissa, quae prò tempora 
fuerit, in Purificatioiie Beatae Mariae, Archiepiscc^o qiii prò tempore fuerit, 
vel ejus Missis, per nnncios suos , quatnor librarum ofierat cereos staluimus. 
Quicumque autem hanc nostri prìvilegii paginam infripgere teotaverit sit ana- 
thema maranata, atque Fidelium consortio, donec digne Batisfacial, omni modo 

«areale Actum hoc in palalio Mediolanensi. Anno ab lacarnatione Domini 

iiostri Jesu GhrisU Millesimo centesimo ti;ige8Ìmo nono; IV die Kalendarum 
octubrium Indictione tertia. Ut autem hoc ratum, et in convulsum habeatur 
praedictus Archiepiscopus hanc prìvilegii paginam suo sigillo insignìri prae- 
eepit. ^ t Ego Robaldus Dei gratia Mediolanensis Archiepiscopus subscripsi. 

— f Ego Tedaldus Archi^esbyter subscripsi. — f Ego Amizo Archidiaco* 
nns subscripsi. — f Ego Landulfus Presbyter subscripsi. — f Ego Wido 
Presbyter subscripsi. — + Ego Guifredus Presbyter subscripsi. — + Ego 
Adelardus Diaconus subscripsi. -^ f Ego Arderieus Vicedominus subscripsi. 

— t Ego Anselmus Diaconus suhscri^i. — f Ego Wilielmus Diaconus sub- 
scripsi. — + Ego Galdinus Cancellarius subscripsi. — + Ego Berengarjus 
Diaconus subscripsi. — f Ego Jordanus Diaconus subscripsi. — -|: Ego Yva- 
beritts Subdiaconus subscripsi. — f Ego Anselmus Subdiaconus subscripsi. -* 
f Ego Nazarius Presbyter, ac P^imicerius subscripsi.. — t E^^o Lanterius 
Presbyter, et Pracpositus subscripsi. — f Ego Guitardus Presbyter S. Georgii 
astante Praeposito subscripsi. 

An. 1140. =^ Sentenza di Robaldo arcivescovo di .Milano a favore di Gio- 
vanni vescovo di Lodi, contro il vescovo dì Tortona. UqìijeL T. IF, par/. 668. 

ìéfm, a= Sentenza dello stesso arcivescovo a favore della chiesa piovana di 
san Vittore di Varese, per la elezione degli ecclesiastici nella chiesa di aanta 
Maria del Monte, Conia neWarchivio di quella chiesa pievano. =^ Robaldus Dei 
gratia Sancte* Mediolanensis Ecclesie Arciiiepiscopus. Dileeto in Grìstro Fra- 
tri Alberico Varisiensi Proposito, et ejus Fratribus tam presentibus quam fu- 



MILANESI. 101 

luris in perpctuum. Sacra testante Scrìptara sicut a justitie dcclimmlibus tra* 
mite pena debetur perpetua , ita veri assecutores judicii premio dilabuntur 
eterno. Proinde cum Psalmista clamante); : De vuUii tuo judicium prodeat^ et 
ocuii mei videant equitatem : ut prò justa promnlgatione sententie , corone 
intniarcescibilìs consequamur premium, litem inter Mediolanensem Ecclesiam, 
et Plebem Varisiensem hoviter exortàm debito curavimus decidere fine. Con- 
troversia, et ex utraquc parte aìlegationes he sunt. Asserebant siquidem prc» 
fate nostre Ecclesie Ordinarii. Ecclesiam Sancte Marie de Monte , ita ad jus, 
et domtnium Archiepiscopi Mediolanensis spectare , ut Archipresbiterum , qui 
predictam regeret Ecclesiam, et Sacerdotes, et Clericos , qui inibì Divina ce- 
lebrarent Officia quoscunque vellet, si ve de Plebe Varisiensi, vel aliunde li- 
bere in ea ponere posset; ad quod probandum minos sufficientia inducebant 
argumenta. E centra Varisiensis Plebis Prepositus, et Clerici predictam Ec- 
clesiam de Monte ita ad dominium, et jus suum pertinere, quod prememora- 
tus Archiepiscopus Archipresbiterum , et Clericos in ea ordinandi , dumtaxat 
de Plebe Varisiensi, et non aliunde, potestatem habcat, his nitebantur adstruero 
arguraentis. Pretaxata Ecclesia de Monte infra terminos Plebis est edificata. 
In Sabbatho Sancto Ecclesie nostre Varisiensis Levita cereum benedicit ; Sa- 
cerdos Baptismi sanctiflcat aquam. In Sabbatho Penteeostes totius Plebis ibi 
celebramus generalem Baplismum. Preterea in Assumptione Sancte Dei 6e- 
nitricis, et omnium Sanctorum festivitate Vcsperas, Missas majores, tanquam 
potestatem habentes, communiter in sepcdicta celebramus Ecclesia; quibus pe- 
racUs ab Archipresbitero honesle datur refectio. Insoper quod quinquaginta 
annorum spatio , et eo amplius Archipresbiteri , et Ofiiciales de Plebe Vari* 
siensi fuerint in Ecclesia Beate Marie de Monte, testibus asserebant idone'is. 
Utrinque vero ralionibus diligenti examinatione discussis, communi Fratrum 
. nostrorum tam Ordinariorium , et Primicerii , quod aliorum Sapiéntum , et 
Religiosorum Virorum Consilio deccrnimus, ac jure perpetuo stabilimus^ ut 
de cetero nullus Clericus, nisi de Varisiensi Ecclesia hujusmodi Archipresbi- 
teratus potiatur honore, nec aliunde in sepedicla Beate Marie Ecclesia Cleri- 
cos ordinetnr; sed Archiepiscopus, qui prò tempore fueritsecundumproprium 
arbitrìum, absque alicujus contradictione , per se, et Clero Varisiensi quem- 
cumqae voluerit eligendi, et assumendi in omnibus, et per omnia liberam po- 
testatem habeat,^tque ad honorem Dei, et Beate semper Virginis Marie, item- 
que ad honorem Beati Ambrosii hujusmodi electum in Ecclesia ipsa Beate Ma- 
rie Archipresbilcyrum constitùat : Clericos autem quos ibi ordinare voluerit , 
predicti Archipresbiteri Consilio, de Plebe Varisiensi, ut dictum est, tantum- 
modo sumat. Memoratus quoque Archipresbiter, et <;jusdem Ecclesia, Beale sci- 
licet Marie, Clerici, sub regimine, et obedieniia Archiepiscopi perpetuo ma- 
neant; ut nulli alii nisi Archiepiscopo soli, ad deponendum, seu ordiiianduin, 
vcl judicandum, seu corrigendum subiaccant, et debitam ei obedientiam sem- 
per cxhibeant. Veruntamen annuales ccnsus , et solemncs rcverentias , quas 
Varisiensis, Ecclesia in ipsa Ecclesia Beale Marie semper Virginis , consuetu- 
dine antiqua, habere dignoscitur, a1>sque ulla dimìnutione Plebi varisiensi per 
anno singulos solvendas esse ccnsemus. Actum est hoc ad Doinno RobaUlo Mc- 
diolancnsi Archiepisropo in Palalio Mcdiolanesi . anno Millesimo Centesimo, 



ÌOÌ DOCUMKNTl ILLUSTRATI VI 

Quadragesimo, mense Novembris, Indictìone quarta. — fÈgo Robaldus Dei 
gratia Mediolanensis Arcfaiepiscopus subscripsi. — f Ego Aaselmus Diaconus 
interfui , et subscripsi. — f Ego Berengarios Diaconus subscripsL — f Ego 
Adelardus Diaconus subscrtpsi. — f Ego Jordanus Diaconus subscrìbsi. — 
f Ego Galdinus Gancellarìus a me dictato subscripéi. -<- f Ego Ardericus 
Yicedominus, et Gimiliarca interfui , et subsorìpsi. -'- f Ego Obitins Subdiaco- 
4ÌIIS interfui, et subscripsi. — fEgo Oprandus Camerarius subsorìpsi. — f Ego 
Lanfirancus Glericus Sancte Tecle interfui^ et subscripsi. — f Ego iobannes 
Presbyter, et Magister Seholarum subscripsi. — f Ego Martinns Presbyler, et 
Prepositus Ecclesie Sancti Ambrosii subscripsi. — f Ego Johannes^ qui dicor 
Gatus^ boG prìvilegium scripsi. — f Ego Wido Presbyter subscripsi. — f Ego 
Gttifredus Flresbyter subscripsi. -* f Ego Ardericus Notarius subscripsi. — 
f Ego Azo Presbyter, et Prepositns Seholarum subscripsi. — f Ego Slepba- 
nus Archipresbyter subscripsi. *- f Ego Waldericus Subdiaconus subscripsi. 
•— t Ego Henricus Subdiaconus subscripsi. 

An. 1140. sTSentenza consolare in una lite fra Uberto conte di Seprio, e Lo- 
camo da BesoEzo, per le terre di Mendrisio, e di Rancate. Pattini De Rhaude, 
De iua Familia* Rc^hoeL Fanmanus ubi De Familia De Rhaude, 

* 11(1. 1^ Lettera di Robaldo arcivescovo di Milano a Gregorio vescovo 
di Bergamo, con cui lo avvisa di aver terminata la lite fra i due capitoli di 
sant'Alessandro e di san Vincenzo di quella città. UgheL Tom. IV, ubi de Epi- 
aeop. Ber^fom. 

Idem. *a Sentenza dello stesso arcivescovo Robaldo nella mentovata causa. 
VgheL Ib. 

Idem. BB Bolla di papa Innocenzo II, cbe prende sotto la pcptezione della 
santa sede apostolica lo spedale di san Biagio presso Monza, ed il maestro 
e i frati di esso. Carta neW arcìiivio delle monache di santApollmare di Mi- 
lano. =a Innocentius Episcopns Servus Servoram Dei Dilecto Filio Adam Ma- 
gistro Hospitalis , quod est apud Sanctum Blasium juxta Modoetiam ejusque 
Fratribus^ tam praesentibus, quam futuris canonice substituendis in perpetuum. 
Ad hoc in Apostolica Sedis regimen disponente Domino promoti surous^ ut 
pi» votis assensum proebere, auresque nostras justis inclinare petitionibus de- 
beamus. Ea propter Dìlecte in Domino Fili Adam , devolionem tuam lauda- 
bilem adtendentes pnefatum Hospitale quod cum omnibus suis appenditiis^ 
assensu, et Consilio Arnaldi , et Johannis aliorumque Yicinorum ipsius loci , 
sub censu^ sex denariorum Mediolanensis Monetae veteris nobis nostrisque Sue- 
cessoribus annnaliter persolvendo, Beato Petro et nobis offers patema benigni- 
tate suscipimus, et prsasentis script! pagina communimus. Statuentes ut quas- 
cunque possessiones, quscunque bona idem Hospitale in pnesentiarum justc^ ac 
legitime possidet, aut in futurum rationabilibus nKidis,Deo propitìo, poterìt adipi- 
sci firma eidem Ho8pitali,acPauperibus et inlibata permaneant. Si qua igitur, ctc. 

In Cirrulo In Motiogrammalc 

Adjuva Nos Deus Salularis noster. Bene valelc. 



MILANESI. 105 

Ego lonocenUus Galtiolic» Ecclesie Episcopus aubscripsi. — f Ego Gerar- 
dus Presb. Card. Tit. S. Crucis in Jerusaleui SS. — f Ego Gregorius Diac. 
Card. SS. Sergii, et Bachi SS. — f Ego llubaldus Diac. Card. S. Marise in 
via lata SS. — f Ego Gfiido Sanctas Roman» EccIcsìsb Diac. Card. SS. — 
Dai. Lalerani per manuni Baronis Capellani > ei Soriptorìs. Idibus Octobris 
Iiidìetione Y. Incaraatioois Domiitic» anno MCXLI. Ponlifiealus vero Domni 
Innocenti! PI*. II. Anno XIL 

Aa. 1142. ^= Sentenza consolatorc pel già mentovato feudo della terra di 
ìfendrisio. ArgeUaL BUA. ScripL Mediai, ubi de Oberto Ab Morto , FmiiianH^ 
ìM De FaikiiM Ferraria, pag. 6$, a tergo, 

• 1143. = Sentenza de* consoli di Milano in una nuova lite fra i monaci 
e ì canonici di 8ani*Ainbrogio, favorevole ai primi. PurieeL Arnbroe,, ntim. 390. 

Idem. = Diploma di Robaldo arcivescovo di Milano, con cui approva la 
fondazione di una nuova chiesa e canonica regolare nel luogo di Domerga- 
Hco, o Domenegasco. Saxius. Seriee ArMep, MedioL m Robaldo. 

Idem. ::=: Breve di papa Celestino II, al preposto di Rosate, ed a*suoi fra- 
telli eanobici, dove loro impone di non molestare per le decime il monislero 
delle monache di Montano. Carta, neWmxhwio delle Monache di Samta JfiinVi 
in Valle. ^= Celestinus Episcopus Servus Servorum Dei. Dilectis Filiis A. Prse- 
posito, et Canonicis de Rosata Salutem, et Apostolicam benedictionem. A Sede 
Apostolica statutum est, ut Religiosce Persomi de laborìbus, quos propriis 
manibus, aut siimptibus excolunt^ sive de nutrimentis suoriun animalium de- 
cimas solvere non coganUir. Quo contra perlatus est clamor ad aures iiostras, 
quod a Sanctimonialibus Sanctas MarisB de Montano decimas exigitis^ et vio- 
lenter ab eis extorquetis. Quia igitur in bis, qn» a Sede Apostolica statuun- 
tur absque sui status periculo nuUi Ucuit deviare^ per prtesentia vobis scripta 
pFBBcipimus^ quatenus decimas ab eisdem Sanctimonialibus exigerc nullatenus 
prssamatis, set siquam ibidem jostitiam vos babere confidilis^ in nostra pra;- 
sentia ostendatis. Dat. Lat. YIII. idus Novembris. 

Idem. s= Lettera di Robaldo arcivescovo di Milano a papa Celestino li, 
contro la sentenza de' consoli nella causa fra i monaci ed i canonici dì san- 
t'Ambrogio. Sorman. de Prceemin., pag. 69. 

Idem. s= Breve di papa Celestino II « ai consoli dì Milano, disapprovando 
la lor condotta nella sopraddetta causa. Sormati. Ib,^ pag. 68. 

Idem. = Lettera di san Caldino cancelliere arcivescovile di Milano a Goi- 
2one cardinale e legato in Lombardia, sopra la stessa causa. So»"!». 16., jxz^. 70. 

Idem. = Lettera di un nobile milanese, chiamato Malastriva o Malastreuii, 
al soprannominalo cardinal Goizoue per la causa medesima. Soim. Ib., pag. It. 



i04 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

An. 1143. = Lettera dell'arcivescoYO Robaldo, al cardinal Gokone per lo 
stesso affare. Sorman. Ib,, pag. 7i. 

• il44. « Breve di papa Lucio II , a Robaldo arcivescovo di Milano , 
con cui lo avvisa di differire a dar sentenza nella causa fra i monadi e i ca^ 
nonlci di sant'Ambrogio fino all'arrivo di due cardinali legati ch'egli spediva 
a tal fine. Da un Codice della BibL MetrMt. Segnato f, num. 90. 

Idem. = Altro breve di papa Lucio II , aUo stesso arcivescovo , ove gli 
impone di passare alla decisione della sopraddetta càusa co' due cardinali le- 
gati, che già erano giunti in Lombardia, e intanto dichiara nulla la sentenza 
de' consoli di Milano. Sorman. Ih., pag, 73. 

Idem, »: Sentenza dell' arcivescovo e del due legati a favore de* canonici 
di sant'Ambrogio. Nel ìopraeik Codice della BibL della Metrop, 

Idem, ==3 Leltera de'cardinali legati al sommo pontefice per avvisarlo della 
sentenza data da essi, e dall'arcivescovo. Sorman, Ib, pag, 74. 

Idem. => Lettera di Robaldo^ arcivescovo a tuUi ì monisterì della sua dìo- 
cesi^ con cui loro notifica la scomunica fulminata da lui, e da' cardinali le- 
gati contro i monaci di sant'Ambrogio, ch^ ricusavano di sottoporsi alla loro 
sentenza. Sormam, Ib., pag, 77. 

Idem. *» Lettera dell'arcivescovo Robaldo a tutto il suo clero per la stessa 
cagione. Sorman. Ib, 

Idem. ^ Dichiarazione dell'arcivescovo Robaldo, con cui decide a favore 
de' canonici di sant'Ambrogio, due punti lasciati indecisi nella già data sen- 
tenza. Dal Codoce supraeit, della Bibl, Metrop. 

Idem, s Breve di papa Lucio II , ai canonici di sant'Ambrogio, col quale 
si rallegra della decisione già fatta ; ma restando un punto ancora dubbio , 
riserva a so il giudicare sopra di esso, e cita essi non meno che i monaci a 
comparire alla ^ua presenza. Dal sopradtato Codice. 

Idan. = Lettera dell'arcivescovo Robaldo al cardinal Goizone ^ a cui cal- 
damente raccomanda i canonici, ch'erano per portarsi a Roma. Sorm. Ib.,p. 75. 

Idem. »» Breve del sommo pontefice Lucio II, a Martino preposto di san- 
t'Ambrogio ed a suoi canonici, con cui conferma pienamente non solo la sen- 
tenza dell'arcivescovo, e de' legati, ma anche la dichiarazione fatta dall'arci- 
vescovo. Sorman. Ib. pag. 75. 

Idem. = Breve dello stesso papa all'arcivescovo Robaldo *, che contiene le 
stesse cose, e di più la conferma della scomunica contro i monaci. Id. Ib. p, 76. 



MILAMISSI. 105 

An, ii44. = Concordia fra ì canonici ed i monaci di sant* Ambrogio , con 
coi termina la lite. Pwricel Ambros, N, 398. 

ISem, =s Diploma di Robaldo arcivescovo a favore di Brnnone abate di 
Cerreto, a cui conferma il possesso de' beni di Vico Maggiore e di^Bagnolo. 
UgheL, Um. IV. In Episcùp. Laudens, 

Idem, ss Sentenza di Uberto arcidiacono della chiesa metropolitana di Mi- 
lano delegato dairArcivescovo Robaldo a favore di Lanfranco vescovo di Lodi 
contro Brunone abate di Cerreto. Dalla RaceoUa del signor dofl. Sormam. 

Idem. =s Diploma di Robaldo arcivescovo di Milano, con cui dona a Gal- 
lizio preposto della basilica di sant' Eustorgio ed a' suoi fratelli canonici lo 
spedale vicino fondato nel sobborgo di porta Ticinese. Carta n«ll'arcfttmod«l(0 
Monache di Santa Itaria Delle Veteri. =3 Robaldus Dei gratia Sanctae Medto^- 
lanensis Ecclesiae Archiepiscopàs. Dilectis in Christo Fratribus Gallitio prae- 
posato Sancti Eustorgii, et ejus Fratribus tam praesentibus , quam futuris in 
perpetQum. Suseepti Pastoralis Offidi cura nos admonet, et hdrtatur quate- 
nus nostrìs Filiis paterno providentes affectu uti bona confoveamus studia » 
eorum justis annuamus precibus. Proinde Venerande Frater Gallitie Praepo- 
stte Beati Eustorgii taos tuorumque Fratrum admittendo petitiones Hospitale^ 
quod constructum est ad honorem Dei et Pauperum sustentationem in Su- 
burbio Portae Ticinensis, ejusdem Hospitalis ordin&tionem, distK)6itionem, re- 
ghnen , dominium , et admìnistrationem nostra et Sanctae Mediolanensis Ec- 
clesiae auctorìtate^ ut in tua permaneat obbedientia tibi tuisque successoribus 
jure perpetuo donando concedìmus, et concedendo donamus. Deeemimus ita- 
que quatenus nullus Arehiepiscopus, Praepositus^ Sacerdos, seu aliqua Ecclo- 
siastica Saecolarisque persona super hoc Te tuosque Successores de coetcro 
inquietare , aut perturbare praesamat. Si quis autem quod absit buie nostro 
decreto obviare tentavérit tamquam pervasor sacrilegus a sacratissimo Corpore, 
et Sanguine Domini nostri Jesu Chrìsti alienus existat. Observantibus vero 
pax multiplicetur et gratia. Amen. Actnm est hoc a Domno Robaldo Dei 
gratia Mediolan. Archiepiscopo Yen^abili feliciter. Millesimo centesimo qua- 
dragesimo quarto mense Junii Indictione VIL — f Ego Robaldus Dei gratia 
Mediolanensis ArchiepiscopuSi — f Ego Tedaldus Archypretd)iter SS. — f Ego 
Guifredus Presbiteì* SS. — f Ego Anselmus indignus Diaconus SS. — f Ego 
Adelardus Diaconus SS. — f Ego Galdinus Subdiaconus , et Cancellarius a 
me dictato SS. ^ f Ego Landulfus Obesociensis subscripsi. — f Ego Jo- 
hannes Sub. SS. — t Ego Landulfus Presbyter SS. — f Ego Wido Presbi- 
ter SS. — f Ego Wilielmus Diaconus SS. -— f Sg<> Jordanus Diaconus SS. 
— f Ego Marchus Sanctae Mariae Clericus SS. — f Ego Suzo S. Mediol. 
Eccl. Clericus SS. — f Ego Nazarius Presbyter, ac Primicerius SS. — f Ego 
Azo Presbyter ac Praepositus et Primicerius LectorUm SS. — f Ego Stc- 
phanus Archipresbiter SS. — f Ego Martinus Praepositus Ecclesiae S. Am- 
brosi! SS. — f Ego Gulielmus Abbos Monasteri! S. Vineentii SS. — f Ego 
Obertus Archiep. SS. — + Ego Wilielmus Monast. Sancti Simpìiciani indi- 



106 DO0U2ÌBNTI ILLUSTRATIVI 

giius Abbas SS. ^ t figo Obitius Subdiacontis, et Gitniiiarcha iiìlerfui, et SS. 
— t Ego Presbyler Subdiaconus SS. — f Ego Enriciis Subdiaconus SS.— 
f Ego Oprando Camerarius SS. ^ t Ego Gulielmus Abbas Monaslerii Sancti 
Vincentil SS. — Gonsuetum sigilium iu cera alba. 

Ah, il4o. » Lettera del clero e del popolo d^Acqui a Robaldo arci vescovo 
di Milano per hi consecrazione del loro vescovo. Nella Raccolta del sig. dot- 
tore Sormanù ^^ I>otBÌno et Patri R. Dei graiia Mediol. Eccleùae Archiepi- 
«oepo, atque Oomno V ^usdem dono gratiae Aquensis Ecclesiae Electo, uni- 
versus praefatae Givitatis Glenis, Sanctique Petri Abbas» et Ancillarum Gliristi 
minima N. solo nomino dieta Abbatissa , Gonsules , et Vassalli totusquo fere 
Givitatis Popuius utriusque sexus , Oppidani , ac Paìsani quicquid carissimo 
Patri, ac desiderabili Domino. Notum tibi esse volumus, Domine, quod si «d 
praesentiam tuam delatae sunt aliquae falsae litterae nuper minime credas , 
quia si contigit ut credimus in ventate noscas sino Consilio, el consensu no- 
stro fore missas , et sub insidiis et dolo ac scismate ab iuimicis Sanctae Dei 
Ecckdiae e^usque perturbaloribus esse compositas , prorsusque falaissimas : et 
obnixe precamur quatenus de hujusmodi Delatoribus talem facias, vindictam, 
ut eosdem iòrtiter poeniteat; caeterìque de caetero a tali desistant, eorum 
exempio pravitate , et juste pujiienda iniquitate. Itidem vebementer obsecra- 
mus ut Glericis S. Secundi Astensibus litteras vestras dirigere dignemini, ne 
sint perturbotores Populi nostri. Est ibi quidam Monocuius nomine Tebaidus^ 
qui furtive tales scribit litteras, e^ causa scismatis, errorisque gravissimi, clan- 
culo in Givitate nostra facit conventicula cum Meladiensibus, et aiiis iuimicis 
nostris. Quod adventum tuum desklerabilem carissime Pater, ac Domìni nostri 
Y^ tot terminorum mutasti dilationibus nimis, et ultra quam credi possit nos 
afficit, et contristat Inimici nostri pernimium super nos extoHuntur , fideles 
et amici tristes et verecundi reddimtur. Ergo Domine venias» et noli amplius 

tardare, quia oportet te meminisse, quod antep^nultimis litteris tub nobis 

fiiandasti , quìa tepiditas^ ac dilaiio de Pastoris electione Aquensi Ecclesiae 
nimis perìculosa^ et perniciosa fieri videtur. Itaque precamur, ut si ad statu- 

tum videlicet in Ebdomada Pentecostes Deo cornile ventur patienter omnes 

infestationes àc perturbationes omnino 6Ustinebimus:abillo vero termino scias 

procul dubio neque * ncque amplius expectare posse , quia multae in- 

sidiae, et scandala» et conspirationes, quae non valemus aropliu tolerare grav.... 

insurgent in nobis. Yassallis quoque n si placet aliquibus mandare debe- 

res, ut tibi obvient. Exi; lestina^ dilatio magna ruìna. 

» il46. s Breve di papa Eugenio III ai consoli di Lodi , con cui di- 
chiara nulla una sentenza fatta a nome della buona memòria di Robaldo ar- 
civescovo di Milano a favore di Lanfranco vescovo di Lodi. Nell'Archivio Am- 
brosiano. 

Idem, = Lettera di un vescovo di Gostanza legato di Gorrado re de* Ro- 
mani in Lombardia al popolo di Grema. Mnralov. Aniiq, medii wvi, iom. IV» 
pag. 27. 



MILANESI. 107 

Ah. ili6.sr Diploma di Obeito arciveseoTO di Milano a favore di Arialdo 
'abate e de* Ifoaaci di san Dionisio. PurkeL Ms. in BHd, Ambr. God. Sign. C 
m fol. N. 76. » Obertus Dei gralia Sauctae Mediolaoensis Ecclesiae Archiepi- 
8copu8 Dilecto Pralris Arialdo, Ecdesiae «aneti Dionisii Abbati, ejuaque Fra- 
trìbtts tam praesentibas , quam futiuù in perpetuiun. Pasloralis Officii de- 
mentiae convenit ^Religiosos diligere, et eorum loca pia protectione munire. 
Dlgottm namque , et honestati conveniens esse dignoscitur , uti ad id , quod 
smos asanmpti prò viribus exercendo Ecciesias noatro oommiasas regtmini a 
pravoram Hominnm oequttia tueamur, et nostro patrocinio leveamos. Eapro- 
pler Dilectt in Domino Fratres , vestris justis Annuentes petttionibus praefa- 
tim Beati Dionisii Monastenum in quo Diyino mandpati estis obseqmo in 
postra, ei Sanclae Mediolanensis Eeelesiae proteclione, et defeosione auseipi- 
OMis f et praesentis scrìpli privilegio eommunimus. Statnentes siquidem , ut 
qnasconque possessioMS , quaeeunque bona eadem Ecclesia in praesentianim 
jiMle, et caaoaice poésidet, aut in ftiturum eoaaesaione Pontificum, largitione 
Regnm, vel Prineipum^ oUatione Fiddium, seu aHis justis modisDeopropitio 
polerit adtpisci Arma obia, vestrisque successoribus , et inlibala permaneant. 
In ^bus baec proprits aominibtts duzimus exprisMuda etc » Nel restante 
questo privilegio concorda eoo quello di Papa Adriano IV , pubblicato dal 
aig. Muratori. Antìq, medH om, km. V. pog. 1035. =» Actum est boc a Do- 
mino Qberto Sanclae Mediolanensis EeeleBiae Venerabili Archiepiscopo, anno 
Deminicaa Incanationis Millesimo oenlesimo qua^agesimo sexto, mense octo- 
bris , Indietione decima. — ^ Ego Obertus Archiepiscopus SS. --* Ego Te- 
daldas Arehipresbyter SS. ^ Ego Landulfus Presbyter SS. -— Ego Anselmus 
ìndigniis Diaconus libenter SS. — Ego Guìfredus Presbyter SS. ^ Ego Jor- 
danus Diaconus SS. — Ego Rogerìus Diaconus SS. — Ego Adelardus Diaco- 
nus SS. ^ Ego Obitràs SubdiaeonuB, et Cimiliarcha SS. — Ego Landulfus 
Sttbdiaconns interfiii, et SS. -r ^SO Enricus Subdiaeoaus SS. — Ego Pres- 
biter Subdìaconus SS. — Ego Oualt erius Subdiaconas SS. ^ Ego Aco Jn- 

deXy et Missus Domni Secundi Ghuaradi R^ SS. — - Ego Judex, ac 

MisBUs Domni 'Tertii Lotarìi Imperatoris SS. — Ego Guifredus Presbyter^ et 
PraeposHus Bcclesiae- Sancii Laurentiì SS. — ^ Ego Giraldus Gansidicas, ac 
Missus Domni Seeundi Chunradi Regis SS. ^ Ego Robasaccus Judex , ac 
Missus Domai Tertn Lotharii Imperatoria SS. ^ Ego Obertus. Judex, ac Mis- 
aos Domni Tertii Lotharii Imperatoria SS. — Ego Wido Pre^yter SS. *- 
Ego Marchio De Balsemo Nolarius SS. — Ego Julius Nolarius SS. — Ego 
Nazarius Presbyter, ac Prìmicerius SS. "* Ego MarUmis Eeelesiae Sondi Am- 
brosii Praepositus SS. -- Ego Steph anus Arehipresbyter SS. -— Ego Johannes 
Eeelesiae Sancii Nazari! Praepos. SS. — Ego Willielmus Presbyter Sancii 
Tbomae SS. — Ego Azo Presbyter, ac prepositus Sanclae Teghe SS. — Ego 
Rustictts Presbytar, ac Praepositus SS. — Ego GalUelmus Pr^yler, ac Prae- 
positus Sancii Kalimeri SS. — Ego Albertus De Landriano Primicerìus No- 
lariorum SS. — Ego Wifredus Sancii Ambrosi! Abbas SS. — Ego Williel- 
mus indìgnus Monasteri! Sancii Siropliciani Abbas SS. *- Ego Ardericas No- 
tarius SS. — Ego Algisius Nolarius SS. — Ege Ugo Sancii Gelsi humilis 
Abbas SS. -^ Ego Willichnas Abbas Monasteri! Sancii Vincenlii SS. — Ego 



108 DOCUMENTI ILLUSTHATIVI 

Joannes Àbhas Monasterii Sancii Victorìs SS. — Bgo Petrus Noiarius SS.«— 
Ego Obertus Gremonensis Episcopus Domni Oberti Mediolaneinsìs Archiepi- 
scopi sabscrìptum laudans confirmavi, ci SS. -- Ego Gerardo» Sanctae Per- 
gamensis Ecclesiae indignus Episcopus SS. -^ Ego Guido Iporegiensis Epi- 
scopus Domni Oberti Mediolanensis Archiepiscopi soprascriptum approbavi. 
PrWilegium, et gratanter SS. — Ego Galdinus Subdiaconus, et Ganeellartus SS. 

An. 1147. =>: Bolla di papa Eugenio IH a favore di Arìaldo abate e dei 
Monaci di san Dionisio di Milano. PuricelL Io, » Eugenius Episcopus Ser- 
vus Servorum Dei. Dilectis Filiis Arialdo Abati Monasterii Sancti Dionisii 
Mediolànensis , ejusque Fratribus tam priesentibus, quam futnris regularem 
vitam profeasis in perpetaum. Religiosìs desideriis dignum est facilem pnc- 
bere consensum^ ut fìdelis devotio pclerem sortiatur effectum. Ea propter Dv 
lecte in Domino Fili Arialde Abbas tuis justìs postulationibus ciém^nter an- 
miimus, et Monasterium Sancti Dionisii^ cui Deo auctore prsstdes sub Beati 
Petri et nostra protectione suacipimus > et pnesentis scripti privilegio corau- 
oimus: statuentes, ut quascunqne possessìones, etc. 

Seguita ftitto il restante mo aUa fine come netta botta di Papa Adriano puó- 
blieata dal sopracUato tiginor Muratori : eccetto tke tn quella vi sono di ptù di 
due capitoli, che comineiano da quelle parole : statuimus autem ut in pnedictis 
Ecclesìis: sino a quell'altre f Populo celebrare. 

Ego Eugenius Gatholic» Ecclesia» Episcopus SS. — f.... aviniis 
Sanctas Rufino Episcopus SS. — - f Ego Ubaldus Presbyter Gardinalis Ti- 
tuli SS. Johannis, et Pauli SS. -- t Ego Albericus Hostiensis Episcopus SS. 
— t Ego Hugo Presbyter Tituli la Lucina SS. — -f Ego Johannes Diaco* 
nis Gard. Sancì» Mari« Novas SS. ^ f Ego Jacintus Diacon.- Gard. SanctBs 
Mari» In Gosmedin SS. — Dat. Vercellis per manum Guidonis Sanet» 
Roman» Eoclcsi» Diaconi Gardinalis, et Gancellarii Quinto Nonas Martii, In- 
dictione decima, Incamationis Dominic» Anno Millesimo Gentesimo Quadra- 
gesimo sexto (deve dire, septimo) Pontificatus vero Domini Eagenii Tertii Paps 
anno tertio. 

Idem. =^ Diploma di Gorrado re de*Romani IH (detto II) a favore degli 
abitanti di Trivillio. Da un Codice neW archivio di quel luogo. =» In no- 
nomine sancUe et Individua Trinitatis. Gonradus Divina fiavente clemen- 
tia Romanorunu Rex Seéundus. Notum sìt omnibus tam prsesentibus, quam fu- 
turis Regni nostri ^Fidelibus, quod Nos Hominibus de Trivillio Grasso proser- 
vilio scilicet Fodro, quod J^^obìs Nostrisque Successorilius Regibus seu impé- 
ratoribus in adventu nostro in Italiani persolvere debebant , hunc modnm sta- 
tuimus. Ut sex Marchas prò Fodro Nobis Nostrisque Successoribus Regibus 
seu Imperatoribus in adventu nostro persolvant. Et ne aliquis Succcssoriun 
nostrorum himc modum augere, vel inveueficiare praesumat hujus nostrse coa- 
cessionìs statutum Regìa auctoritate et Privilogii nostri contestatione Hrmitei', 
ot indissolubiliter confirmamus. Testes quoque in quorum pncsentia hec acta 
et firmata sunt subtus anhotari fecimus , quorum nomina sunt ha>c. Bugeo 
Vormatiensis Episcopus, Burchardus Argentinensis Episcopus, Guntbenis Spi- 
reusis Episcopus , Sigefredus Vizbeburgensis Episcopus, Anselmus Havelbor- 
^ jjcnsis Episcopus: P'cdcrieus Dux Svcvorum, Gonradus Dùx Bruguudiorum , 



MILANESI. 109 

Ifermanus Pallatinus Comes de Reny , Gonradas Marchio de Saxonia , Adcl- 
beitas Marchio de Saxonia > Comes Udalrìciis de Lezenburc , Comes Veren- 
faerus de Baden et alii quam plures. Signum Domini Conradi- Regis Secundi. 
Ego Canoellariiis Amaldus Vice Henrìci Magontini Archiepiscopi et Archi' 
cancellatii reeognovi. Datum decimo Kalendaram Aprilis, Indictione decima , 
Anno Dorainiee Inc^mattonis Millesimo ceatesimo quadragesimo septìmo. He* 
gnanle Conrado Romanorum Rege Secraido : anno Hegni ejus nono. Actum 
Franchenéfart in Curia cellebri , in qua Henrìcus Pilius Conradi Regis in 
Regem electus est. 

An. 1147. s» Sentenza consolare in una lite fra i Decuipani di santa Maria Mag- 
gìom e Wilielmo detto Manaria da Carcano, e Mainfredo da Parravicino Ca- 
pitani. Carta neWarchivio de^BenefidaU della MeèropoUtana, 

Idem. =s Privilegio di Oberto arcivescovadi Milano, conceduto a Guillielmo 
abate ed ai monaci di san Simpliciano: Carla nel loro Archivio, Obertus 
Dei gratia Sanctae Mediolanensis ficclesiie Archiepiscopus. Dtleclo in Christo 
Filio Pratri Guillielmo Mouasterii Sancti . Simpliciani Abbati «jusque Fra- 
trìbus in perpetuum. Suscepta* Pastoralis Ofiicii cura nos amonet, et hor- 
tatur, quatenus nostro oommissis regimini paterno providentès afTectn instis> 
eoram precibus facilem prsbeamus assensnm» ut humilis devotio oelerem for* 
tialur efliectum. Prdnde Dilecti in Domino Filli vestris annuente» precibus. 
prefatum Monasterium in quo Divino maneipatis estis obscquio priesentift pa- 
gina privilegii comunimus. Statuentes siquidem ut quascunque possessione» 
qnsEK^unque bona idem Monasterium in praesentianim iuéle, et canonice pos- 
sìdet, aut in futurnm concessione Pontificum^ largitionc Regum, ve! Princi- 
pum oblatione Fideium , seu aliis iustis modis Deo propitio poterit adipisci 
firma vobis vestrisque Successoribus, et illibata permaneant ; in quibus h»o 
propriis nominìbus duximus'exprimenda. In primis Parochiam Sancii Simplt- 
ciani» Ecclesìam Beatorura Martirum Protasii et Gervasil atque Capellam San- 
cti Cipriani cum earum Parochia, et omnibus possessionibus , siculi in privi- 
legiis Yenerabills Domini Papa; Urbani, et Yenerabiiium Praedecessorum no- 
strcmim Anselmi , atque Robaldi continetar , et reliquam Parochiam , quam 
per triginta anno» quiete possedistis. insuper prascipimus ut Clerici, Sacerdo^ 
tesj seu Monachi in eisdem commorantes debitam vobis exibetnt obedientiaBi. 
Ecdesiam Beati Michalis, qaoD dicitur ad Aquieductum. Ecclesiam Beati An- 
t<mii de Senniano cum omnibus ad eas pertinentibus. Ecclesiam Domini Sal- 
vatoris , et Beatorum Martyrum Protasii et Grervasii sitam in loco Tregasio 
cum famulis , et decima et omnibus ad eam pertinentibus. Ecclesìam Sancti 
Simpliciani de Lavello cum famulis, et feudo et omnibus qim ad èam perii- 
nent. Curtem de Affori cum duabus Cappellis videlicet Sancti Petri, qui di- 
citur Ad Moaacos , et Sancti Ciementis. Ecclesiam Sancii Ambrosii de Cro- 
venao cum Castro disthcto, comandasia, et omnibus aliis condilionibus ad 
eam pertinentibus. Ecclesiam Sancti Quirici de Fenegroe cum omnibus, qua; 
ad eam spectant. GuriaiQ de Lurate cum quatuor Capellis videlicet Sancti 
Martini, et Sancti Michselis, et Sancti Petri, et Sancti Protasii cum famulis 



110 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

et Parochia, Castro, dislricto, arbergariìs,. fodro, decima domicuUuuiii, et de- 
cima omnium kerrarum , quas per triginta aonos quiete possodislis , vel qtàiK 
modo incult» amodo in culturam redacta fueriiit. Eeclesias Sancti Syrì, ei 
Sancti Yictoris de Sepriate cum Parochia, lanmlia, aUiergariis, deeiuia domi- 
cultuum, et decima omnium vestrarum terrarum, et aliia conditionibas , qas 
ad eas pertinent. Ecclesiam Sanctae Fidis de Summa eum Castro,, et aliia con- 
ditionibus ad eam pertinentibus. Poaaessiones quoque, quas habetis ia Trtvil- 
ìio Grasso cum Castro et Yiikt et distrìcto, et albergariis, sicut coatinetur \a 
privilegiis Dominoruln Henrici, et Lotariì Imperatoram, et cartuUs doiutio- 
num ; in Talamona, Mo^bennio cum decimi»^ famulis, et districtis, et Lugari, 
in Sondri, et Yeddo, et Pristino « et Broso cum famulis^ et omnibus coiidi- 
tionibus Yobis pertinentibus. Praterea Hospttale^ quod in Parochia vestra juxta 
Ecclesiam Beati Simplieiani in vestro pnedio sicuti in vestrìs iastnimentis 
continetur liquido constructum esse dignoscitur , vobis , vestrisque Successo- 
ribus ad régendum, ordinandum, disponendum, concedendo confirmamus. Si 
quis vero noster Parochianus, quod absit, hanc nostri prìvilegii pagtnam in- 
fringere temptaverìt secundo terttove comonitus nisi satisfactione congrua enien- 
daverit a Sacratissimo Corpore, et sanguine Dei, et Domini Redemptoris no- 
stri Jesu Christi alienus fiat, ac in estremo exiunine divina ultioni subiaeeat : 
observatoribus autem pax multiplicetur, et gratia. Actum est hoc anno lùy 
miniciD Inearnationis Millesimo Centesimo quadragesimo septimo » mense Ja« 
nnarii,Indictioiie decima. — Ego ObertusAfcbiepiscopussubscripsi.^- figo Tedal- 
dns Archipresbyter SS. — EgoGulfredusPresbyter SS. Ego — 'LandulfusPresby- 
ter SS. ^ Ego Wido Presbyt^r SS. — Ego Obitius Diaconus, et Gimtliarcha SS. 
—Ego GaldÌDus Diaconus, et Gancellarius amedictatoSS. --Ego AdelardusDia- 
conus SS. — Ego Jordanns Diaconus SS. -^Ego Nazarius Paesbyter,ac Primioe- 
riusSS. — Ego Martinus Presbyter,et Priepositus Sancti Ainèrosii SS. — Ego Arò 
Presbytcr , ac Prsepositus Sanctie Tegl», et Primicerius Lectorum SS.. — Ego 
Stefanus Archipresbyter SS.— Ego Joannes Sancti Yictoris Abbas SS. — Ego 
Arialdus Sancti Dipnisii indignus Abbas SS. — Ego Wilielmus Abbas Monasterii 
Sancti Yincentii SS. 

An. 1147. = Concordia fra Gallicio preposto di sant'Eustorgio e Graziano mae- 
stro dello spedale dì sant'Eustorgio, fatta da san Gaidino diacono e cancel- 
liere arcivescovile delegato dall* arcivescovo Oberto. s» In nomine Sanct» , 
et individusB Trinitatis. Recordatio concordi», qnam Dominus Galdinus San- 
ctie Mediolanensis Ecclesia^ Diaconus, et Gancellarius composuit super dis* 
cordia , quas inter D. Gallicium Ecclesia Sancti Eustorgii PrepositUB , et 
Gratianum Hospitalis ejnsdem Ecclesi» Ministrum agitabatur. Discordia au- 
tem hiec erat. Praedictus siquidem Praepositus dioebat, quod pra^atum Hospitale 
suum erat, et Persona in eo commorantes sibi manum obbedienti» dare, et Eccle- 
sia B. Eustorgii plenarie obbedire, per eundeni Prapositum ejnsdem Hospitalis 
administrationem babere debeant. E centra pranominatus Gratianus dicebat, 
quod Ecclesia Sancti Eustorgii minime obbedire, nec eidem Praposito manum 
obbedienti» dare, vel per ipsum prascriptam administrationem habere debeat 
Pradictus vero D. Galdinus utriusqiie partis quieti; et utilitati intendens hanc 



UlUNESI. IH 

mter eos in eorum beneplacito posuU concordiam dicens. Cam Qraltanus, 
qQod siepe diete Praeposito manum obbedientiae se non daturum jurasse osse- 
rebat in pneseniia D. Oberti Mediolanensis Archiepiscopi Ecclesii» B. fiustor- 
gii eiuaque Pneposito plenariam obbedienttam se eiihibere promitU^ , et alii 
Fratres ejufldem Hospitalis eidem Pri^silo manum obbedienti» tribuant : et 
ibi staltm in pnesentia D. Archiepiscopi ejosque Fratrum , Ecclesìe D. Eu- 
storgii , at^ie ejus Piwposito ipse Gratianus , pnefati D. Galdini Cancellarii 
mandato abbediena, plenariam obbedieatiam se de estero exhibiturom firmiter 
promiait » et ab eodem Pnepoaito administrationis ipaius Hospitalis investiti!- 
ram aceeplt, et alii Fratres seiiicet Redulfua, et Joannes post ea eidem Prae- 
posito manum obbedienti» dederunt. Hec tamen concordia ita facta est qua- 
tenos josticia Ecclesie B. Eustorgii^qoanvhabetin sepedicto Hospitali, siculi 
legitnr in privilegiia suis , propter hoc nihilominus integra conservetur. H«ec 
aulem concordia D. Archiepiscopo placnit, et ipsam suo sigilla insigniri pne- 
cepit Facta est htec concordia anno Dominici lucarnationia M. C. quadrage- 
simo septuno. HI. Idus Martii, ladictìone 'decima, f Ego Ohertua Archiepis- 
copus. -~ Interfnenint Gregorius Caga in arca. Item Gregorios de Mercallo , 
Goifredna Gorvus» Landulfus Bufletua, Joannes Portinarius. — f Ego Jorda- 
danns. ... SS; — f Ego Gaidinus Diaconos, et Cancellarius SS. 

Sigillum in cera alba. 

1148. =s Concordia fra Martino abate di sant'Ambrogio e Martino preposto 
di sant'An^rogio, fatta da Tedaldo arciprete delegato dairarcivescovo Oberto. 
PmiaU. Ambros. Num. 404. 

Idem. == Privilegio di Oberto arcivescovo di Milano, cancedato a Martina 
abate di sant'Ambrogio ed a'suoi monaci. PuHcel Ih. iVunt 403. 

idem. a« Sentenza di Adelardo diacono delia santa chiesa milanese delegai» 
da Oberto arcivescovo nella lite fra il monistero maggiore , e i parrocchiani 
della chiesa di santa Maria al Circolo intomo al possesso di eleggere il cap>- 
pellano di questa chiesa, iftirafotv Aii<t^. tn^da (Bvt T(mu IV, pag. 39. 

Idem. = Sentenza di Obert» arcivescovo^ a favore del monistero Maggiore^ 
circa il diritto di eleggere quel cappellano. Id. Ih. Tom. K, pag òlo. 

Idem. == Bolla dello stesso sommo Pontefice a favore del monistero di Chiar 
ravalle. Carta neWarchioio dello $U$to nunùstero. 

Idem. = Bolla di papa Eugenio III a favore dello stessa menìstera JKag- 
giore. PurUeU. Naxar. Gap. XXIIl. Muralor. supracU. pag. 563. 

Idem. =» Bolla dello stesso sommo pontefice a favore de' canonici di san- 
t' Ambrogio. Carta neU' archivio di que' canonici. => Eugenius Eptscopus Ser- 
vus Servorum Dei , dilecto Filio Martino Proposito , ejusque Fratribus in 
Ecclesia Beati Ambrosii Divino servitio mancipatis^ t^im prtesentibus, quam 



112 DOCUMSNTI ILLUSTRATIVI 

futuris in pcrpctuum. Quotiens illud a nobis petUur, quod rationi» et bo- 
nestati convenire videtur^ animo nos decet libenli concedere, el petentiuni 
desiderìis congruum impertiri sulTragium. £a printer dilecti in Domino 
Filii vest,|*is iustis postulaiionibus clementer annuinms, et Ecclesiam vestram 
quae Beati Ambrosii Confessoris, et Sanctorum Martyrum Gervasii et Protasii pi- 
gnoribus decorata consistit, cum omnibus possessiumbus, et bonis, vestris usìbus 
deputatis sub Beati Petri , et nostra protectione suscipimus, et prsosenti scripti 
privilegio communimus. Statuentes, ut quaecunque in prieseatiarum ioste, 
et canonice possidetis, aut in futurum concessione Pontificum, liberalitate Regum, 
vel Principum, oblatione Fidelium, seu aliis rationalibus modis poteritis adi- 
pisci^ firma vobis, vestrisque Siiccessoribus, et illibata permaneantl In quibus 
haec propriis duxìmus exprimenda vocabulis. Totam possessionem Yillae Axl^ 
liani, et medietatem decimae cum omnibus honoribus ad eandem Yillam per- 
tinentibus : Terram in Moirano cum omnibus ad eam pertinentibus : Terram 
in Cornaleto, et in Ebucono, etquicquid babetis ex parte Lanterii^ et Uxoris 
suae. QMindecìm solìdes prò annuali quod facitis in Ecclesia Beati Gelsi, et 
XII candelas; quae omnia singulis annis a Praelato ejusdem Ecclesiae vobis 
debeni persolvi. liem in eadém Ecclesia tres solidos, quos ex antiquo babero 
soletis. Decimam quoque quan^ babetis in loco Yigonzonis. Refectiones vero, 
quac vobis constitutae sunt éecundum antiquam consuetudinem, quando altare 
Beati Ambrosii conslitutis temporibus aperitur nihilominus babeatis. Quicquid 
praetera juris ex antiqua consuetudina in Gimiterio Ecclesiae vestrae « et in 
Giroiiiarcbia habetis vobis conservari praeeipimus. Gonsuetudinem quoque in 
portandis Crucibus vestris ad Processiones, sive ad Mortuorum Gorpora tumu- 
landa, quam justam habere videmini inconvulsam manere sancimus. Gonfìr- 
mamus etiam vobis Ecclesiam Beatae Mariae Graacae juxta Glaustrum : quic- 
quid et juris babetis in Ecclesia Sancti Georgii de Ponte Sexto. Hospiiale 
Sancti Jacobi de Ristocano ; et refectionem quam habetis in Pesto Sancti 
Satyri. Sane quaecunque autenticis Episcoporum, Regum^ seu etiam aliornm 
Dei Fidelium scriptis vobis juste concessa^ donala, vel confìrmata sunt, auc- 
toritatis nostrae munimibe roboramus, et vos ipsos sub Beati Petri, et nostra 
protectione suscipimus ; salva Sedis Apostolicae auctoritate , et Hediolanensis 
Archiepiscopi Ganonica justitia. Dccernimus ergo , etc. 

In Cireulo. In Monogrammale. 

Fac mecum Domine signum in bonum. Bene valete, 

— EgoEugeniusGatholicaeEccl.Episc.SS. — f EgoHubaldusPresb. Gard. tit. 
S. Praxedis SS. — t Ego Hugo Presb. Gard tit. in Lucina SS. — + Ego Julius 
Pre. Gard. tit. S. Marcelli SS. == f Ego Jordanus Presk Gard. tit. S. Susannae SS. 
— f Ego Oddo Diaconus Card. S. Georgii ad velum aureum SS. -— f Ego Octa- 
vianus Diac. Gard. S. Nicolai in Carcere Tulliano SS. — f Ego Joannes Paparo 
Diac. Gard. S. Adriani SS. — f Ego JacintusDiac. Card. S. Mariae in Cosmydin SS. 
Dat. Brixiae per manum Guidonìs Sanctae Rom. Ecclesiae Diac. Gard, et 
Gancellarii XII. Kal. Augusti Indictione XI. incarnationis Dominicae Anno 
M. C. XL Vili. PontiAcatus vero Domai Eugenii PP. III. anno UH. 



An. 1148. a» Concordia fra it pceposto^di Roiale'ed il momstBrò della mo*. 
naebedì Mootano, fatta a)ie presenaa d«irawmteovo)01ierlo.' Carìa 'neWnr^ 
ekMo delle Monade di Santa Maria m Vallea 

idem. =s Sentenza de' eeasoH di Sdprie a kaor^ della chiesa prevana di< 
san Vittore di Varese. Carta neWarcbivio delia Ue$$a ebieeOi 

Idem. =3* Consìglio di alctoi Milanesi in una celebre lite fra il trescavo di 
Verona ed il suo elero maggiore. UgheU.' nò» de Bpùeep. Vtrtm. 

. • ' ' • ■ " * 

ibi. 1140. »* Bolla di papa Eugenio II! att^arcirescovo ^Oberto, ed agli ordì-, 
naij della ctkiesa milanese, per la vita comune e Panioné de'beni. Cm-ianeW^-. 
chwio della metropolitana. =« Engenius Bpiaeopiis Senros iServomm Del. Ve- 
nerabili Fratri Oberto Archiepiscopo^ et Dilectis Filiis Ordinariis Mediolanensis 
Eeelesiae, eornmcpie Snccessoribaseanonice substituendis in perpetuum. Ad hoc 
universalis Eeelesiae cura Nobis a ProTÌsore omnium honorum Deoconouiiissa 
est, ni prò omnium £ccl6siarum%statu satagere, et..^ plaomataii^Doflikina.., reli* 

gionem, et bonestatem studeamns modis omnibus Nec enim Deb gratus^aUj^ 

quando iamulatus impendiiur, nisi ex veritatis radice procedente a puntate rell- 
gionis, et lionestatis fuerit cenfir matus. Inde est quod vitfum satìs reprehensibile*.. . 
qnod in Téstra Ecclesia peccatis exigentiims inóleverat extirpari praécipimmi; 
videlieet> quod cnm illis qnl\ ... ibi Ordinarii nominantar debeiet esse cor 
umim, et amima ona» et etiam sicut in Actibus Apostolo? um legifur, Gommii- 

nitas, per eontmrium erat, juxia IHod etiam dietum Apostoli Pauli AKus 

qnidem esuri t, alius ebrìus est. Post mcxlttm vero, tuo Fralre Archiepiscope 
accedente studio , factum est , nt omnis redditus , omnesqne obvenins illios 
Eeelesiae, ad- honorem Dei, et ad ejusdem comunem Yitakn Ganonicorum, qui 
in loco ipso prò tompore morabuntur ,- in unum de celerò redigantur. Quod 
et . . . etiam proprio scripto est aperte firmatum. Nos ilaque, quorum interest 
male acta corrigere , et quae bone gesta sunt; et venerandts Ganonibus con- 
cortoit Apostollcae Sedis anctorìtate Armare ; quod de coi^uni vita servàfida; 
et nt redditus Eeelesiae provenientes Inter Canonico^ aequis portionibus per 
Gapitulum prò vìctnalìbos dividantur; el ìd quod Me sinperest aequa pariter 
in vestimentis distribuiione procedat ; a Vobìsratiòffabfliter statulum est, prae* 
sentis scripti privilegio eonfimamus ; et siout in scripto vestro continetur 
ratum, et inconvulsum futuris temporibus irrefragabiliter manere decernimns.* 
Praeelpientes , ut ea , quae ad servandam comunem vitam adhuc deesse- no* 
scuntur adimplere quaatocitius debèatis ; seittcet, ut in ono RéfTectorio oomo« 
datis , et in. uno Dormitorio dormiati». Praeterea priedit^tam Dei Genrtrids 
semperque Virgirtis Mariae Ecclesiam, in qua Omnipotentl Domino deservitis,* 
sub Beati Patri, et nostra prokecliooe susciptmus , statuentes , nt quascnaque- 
posseseiones, quaecunque bona, eadem Eoelesia in praesentiamm itute, et ca- 
noniee possidet , aat in futurum concessone Pontifioum , largitiòne Regum , 
vel Principnm, ofalatione Pidelium, sen aliis iustis modis, pra^tante Domino- 
poterit adipisci, firma vobis, vestrisque Soeeessoribus, et illibata permaneant. 
In quibas haec propriis > dnximus* cxprimenda vocabulis. Ga^acurtem , Gra- 
Giulini, Documenti illustr.^ ecc. H 



It4 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

mdrellam» Martaaiun, Setatanum, Treeha, Amugam, Novesatem, Hobiascam, 
Vallas Bellignittm, et Leventinam, Plebem de Arsìsale, Sevbum, Curladiam 
de Leoco, Bmium, Gradi, Pulcocturo, Bolzanom» Salvanum ; mansuin onum 
apud Caol, quem lenet Ardìciits de Carimate ; cenlum soldos nove Monetae , 
quoa Eeelesia ^vestra a MoDaslerta Sancir Simpliciani annìs aUigulìs acdpere 
consuevit. Decemimas ergo, etc. 

Ego Bugenius Gatholicae Ecclesie Episcopus SS. — Ego Con- 
radns Sabtnensis^ Episoopus SS. ^ Ego Guido Uosliensìs SS. — Ego Ocla- 
viairas Sancii Mieolai in. Carcere Tulliano SS. — Ego Guido Cardinaiia San* 
ctae Mariae In Poriicu SS. — Ego Alibertus Tiluli Sanctae Anastasiae SS. 
........ -r Balnm Latermi per manum ..... XIV. Kal. Januarii , 

Indietione duodecima, Incam^oniB Dominicae anno MOUi Villi. Ponlificalus 
verb Domai Eogenii Pi^pae Tertii, anno quinto. 

.4ff. 1119. » Sentenaa di Oherto araiveseovo di Milano nella Ute fra Tabate 
di san Dionisio e i parrocchiani di san Fedele, per la eleaione del cappel- 
lano di qttellaehiesa. hurìeeL De SSé AMdo, etUeHmbakk. Ub. IV. Cap. XCIU. 

JVtMi. 17. 

Idem, » Sentema di Hilone suddiacono della santa chiesa milanese dele- 
gato dell* arcivescovo in una lite fra T arciprete di Monta e gli abitane di 
Sesto, per la elezione de* cappellani delle loro chiese. Carta dtW arckim 4i 
San Qìù9amd di Mon%a. ^ In nomine. Sanctae, et Individnae Tnnitatis. Re- 
cordàtio. Sententiae, quae data est a.Doomo MUoneiSanctaeMediolanensis£c- 
oiesiae Subdiacono jussiona Venerabiiis Domni Oberti Mediolanensis Arcbie- 
pisoopi saper contioversia^ quae inter Domnum Widon^m Ecclesiae B. Joannis 
Mo^etienais Afchipresl^terum ,. et Vieinos de Sexto agitabatur. Controversia an*- 
temfasBC en^. Dicebant siquidem pradicti Vicini, quod suum erat potere, et 
elige?e Sacerdotem', qui in Ecclesia Sancii Sai vatorìs, et in Ecclesia Beati Mi-* 
chaelis Divina celebret Offitia, e\ Vicinis de Sexto tamquam Parochiaois sub 
serviat: et dicebant, quod Sacerdotes in pr»notatis Ecclesiis per Viciniam 
de Sexto infra quadraginta annos steterunt. Ad quod probaodum suos Testes 
produxerunL Eccontea pnefatus Archiprnsbyter eorom reffi^lleasi intencionem 
rospopdebat Violnis de Sexto nullo modo pertinet eligere Sacerdotem , qui 
prcscriptis Ecclesiis Sancii Salvatoris^ et Sancii Michnlis serviat. A peli- 
tiene aulem sino aHcojus Saeecdoiis nominatione, si ipsam facere volueriot, 
eo» non exchidimus. Ad hoc vero ostendendum, scilicei^ quod eleotio Sace^ 
dotum in ipsis Beclesiisv atque earundem Ecdesiarum Ofdinationes ad se per- 
tinebant, has ostendebat allegaUones. Asserebat namque, quod super hoc ante 
prsftentiam Domni Robaldi Bonn Hemoriae Mediolanensis Archiepisoi^i, io- 
ter Viram Nobilem Lantelmum de Sexto , et Vieinos de eodem- Loco Sexto 
discordia fùit, qui per Sententiam dixit ipsam electiones Praesbylerorum ad 
neminem Laicum pertinere. Praelerea aÉrmabat Praedeoessores suos Archi- 
prssbiteros Modoetienses, scilicet Pre Gulielmum , et Liprandum, per iriginta 
annos in sa^ dictis Ecclesiis Sacerdotes, sino electione Vicinorum posuisse. 
Ad quae probanda plures ostendil Testes. Insuper plura instrumenta mon- 



MlLANBfif* 115 

suvriif in qaibm haec tetba eontinebMtur. Si OnKtiftHi de Modoetìa dHata- 
reniil per nudim ingenimn «lira dimkiUim aRnom ad ordtmiiduiH Praetby- 
temm, tiinc ipal Advoeati eum YIcniU de Sexto elìgant Praeri>ytenim ad 'vptM 
fieekstas » et Otdiaaru ocdment Yiais itaqne , et aoditis bis , et aliis arga- 
mentis, et rationtbus, comanieato eiim Donnis Henrico Aquenai, et Lanfranco 
Landenst Episcopis, qui tuno praesentes aderant, alinqne Fratrtbus Consilio 
Domnos Milo, ni dieinm est, josstone Donmi Oberti Archiepiacopi banc pro- 
mnlgavit Sententìam, inquìeofi. €um per yerba suprasertpta , qvae in istnt- 
mentis erant cognovimns^ qnod Arcbipfesbytero, et FratrRiiy ejus pertinebat 
sMpe dietas Eeclestas sane eledìone Vicfflorum ^ et sine petìlìoBe ab eiadem 
Vieinìs iaela, cnm nominatione ordinare , si Tesles Arcfaipraesbyteri , qai de 
Seatentia, et de Oidinatione dixemnt, qnod testati sunt praestito juMmento 
affirmaverìnt, tpsum Arehipraesbytemm ab bac quaestione absolvimus; et 
idem Affchipnosbyter, cjaaqne Fratres saepe nominatas Ecdesias absque eie- 
ctione ViciAomn Ubere ordinent. Petitionem vero sine nominatione Peraonae, 
sa eam fbcère Tohierìnt iisdera Vicini» eoneedimns. %ì aalam «am faeero no* 
Ineriot, ipae Arehipraesbjt«r ordinandi illaa Eeclesias nihilomimis polestatem 
habeaS. Altera vero die Testes soHieet Anpraadns, et Ambrostns, alqae Mar» 
ehìo Terra e loto quod testati fuerunt praeatAto iunamento affirmarunt Et sic 
finita est causa. Tertinm antem tesiimoniura boc est Ariprandus dtxit. Ego 
erMi in Clanstro de Bfodoelia, et vidi, et aodivi lilem Inter Laateimmn de 
Sesto, et homines da Sexto de EceJesiis Saiti Salvatoris, et Sanali Micbae* 
lis. Okebat Lantelmus se babere^leetionem PreBb]rterontti, et contra alii dì^ 
cebant Non : Sed iiiorom esse. Et boc ftdt ante I>otninttm Robaklum Arcbie- 
piieopum ; et tpsemet jndicavit ad niillam eomm Laleoram eiectìonem per- 
tineie debere. Et meeom erat Ambrosios de Sando Miebaele, et boc fiiit in* 
fra duodeeim anoos^ et ultra quinque. Ambroaius dixit idem. Harcbio Terra 
dixit. Ego recordor quod Arebipresbyieri de Modoetia, et Fratres seilicet Gn* 
lielmus, et Liprandus babent missos tres Presbyteros in Eccleaits Sancti Sai* 
vatorb, et Sancti Micbaelis de Sexto. Et boc fuit a triginta anim in za , sei^ 
lioet Presbyter AginuìAis, et Pre^yter Oldo, Preift»yter Rosticns. Et mecum 
erat^tto Burrus. Otto dixit idem. Data est, baec sententia Anno Dominieae 
Incamationis Millesimo centesimo quadragesimo nono mense Angusti , Indi- 
ctione duodecima. -^ f Ego Obertos Arehiepiscopas SS* ^ t Ego Obertiis 
Archipresbyter SS. — f Ego Guifredns Presbyter SS. — f Ego Arderìcos 
Primicerius Notarìorum interfui^ et snbscripsi. — f Ego Galdinns Archidìa- 
conns inlerftti, et sabscripsi. — f Ego Ansdmus tndign«s Diaconus inlerfui^ 
et SS. — f Ego Jordaatis Diaoonus interfuf , et SS. — f Ego Milo SobdìacoQus 
jossione Domni Archiepiscopi Oberti banc sententiam tradidi et subseripsi. 
Appema est ecrdtUa, tei tigi^mn pmit. 

Ah. 1149 » Lettera di Guidone da Sonyna vescovo d^Ostia, legato deUa santa 
sede airareivescovo ed agli ordinaij di Milano a lavoro deiraroiprete di Monza. 
Caria neWetrMvio di Mn GìmomU di Mmza, «= Dileetis, et Yenerabilibas in 
Gbrìsto Fratribns 0. {Uberto) Dei gratia Mediolanensi Archiepiscopo, et 0« 
(Obitio) Archipresbytero, et G. (GaM/»td)' Archidiacono, et ceterisejusdemMe- 



116 DOCUMBUTI ILLUSTfiATIVI 

diòlanenstftfieelesiaeOrdìnariis. 6. (Qmido) èidos Hostiensis Episcopi» A^to- 
Hcae Sedis Lef^us sahitem, et sincerae diidctionis plenitudiiieiB. Mmidalaai » 
quod de praepositis Pleltfain vestrarnm dedimus, ut nulli manus imponani, 
et neminem ordtnent, non nsque adeo processit, ut maadatum ipsum usqoe 
ad Medoetiensem Ecclesiam intelHferemus extendi , vel ipsam- sub hoc man- 
dato aliqiio modo vellemus compraehendi. Cam enim es. antiqua ejufideoiEc* 
clesiae consuetudine banc dtgnitalem jan) per multos annos possederint, nec 
aliquid de juatitìa ejtB occaxione verborum nostrorum minuere iotelexerimus, 
nolumus, ut maadatum ipsum aliquam ^onori «iaa affierat laesionam, sed li- 
beram habeat poteatatem tttulandi et ordinandi Glerioos in Ecclesia sua Ap- 
ohipresbyter sicut usque modo4iabuit. Nibilominus etiam voluoms, ut tam 
Succenores ejos, quam et ipee hanc eandem habeat dignitatero. 

An. 1149. es: Investitura feudale latta ^da Giovanni abate di «anV Ambrogio 
a favore della famiglia Crivelli. Cmia n^' ardtmo di $ant' Ambrogio, »» Anno 
Dorainioe Ineamatione Millesimo Centesimo Quadragesimo nono» mense Au* 

gusti, Indìctione Investivit per legale Feudum Domnus Johannes Abbaa 

Saneti Ambrosii, ad parlem, et utililatem ipsius llonasterii, et data sibi au* 
ctorilate, et perUcentiam Xohannis, et Landulphi> qui diountur Crassi, qui 
f uerunt Avocati, tantum in hoc negotio, Dominicum, et Petrum, Pastorem, et 
Gualam qui dicuntur Crivelli , Filii Domni Guallae , qui diettur Crìvellns « 
omnes Cives Mediolani, nominative de ripis, et geris, et buschb, quae soni 
jn territorio de Brinasoa, et Gusono in fine Ticim» et ultra Tidnum, ita ut ipai 
Pmres,etejtts haeredes masculos tantum habéant, et teneant, et possideant 
suprascrìptas res omues nomine Feudi, et ad parte suprascripti Monasterii 
de oetero, ad faciendum ut est-^rnox Feudi. Actum in suprascrìpto Mcmasterio. 
— Signa manuum Ottorini Seacabarozi, et Arìaldi, et Marehesii, qui dicuntur 
De Haude, et Petri Sertoris Testtum. — Ibi statim in praesentia supraseripto- 
rum Testium juraverunt ipsi Fratres parabola suprascripti Patrìs sai fidehtatem 
praedicto Dommo ad partem suprascripti Monasterii recipiente eoa ut est mox. 
-^ Ego Petrus Belkis De Beccaria, Sacri Palati! Notarius tradidi, etsiibacripsì. 

Idem. ==s Livello fatto d» Bonifacio maestro della chiesa e maggiore de* ca- 
valieri templari di Milana Carta nella raeeeUu dipUmyUiea del chiari$99Ìmo 
eig, doU. Sormani, 

An, 1150. =s Sentenza consolare in una causa fn Tabatedi sant'Ambrogio e 
i custodi e decumani della chiesa di Monza. Carla nell'archmo di san Giovanni 
di Monza, 

Idem. =fi Sentenza consolare a favore di Gipvanni abate di sant'Ambrogio 
contro a*consoli de* pascoli comuni di porta Vercellina. Carta nello stesso ar- 
eàfpto omòrofùifio. 

An, 1151. » Bolla di papa Eugenio III a favore dello spedale di s. Biaggio 
presso Monza. Carta neWarehivio delle monache di sani' Apollinare^ simile aUa 
bollii di papa Innocenzo II dell'anno 1141. 



muMESi. 117 

An. list. =: Diploma ài Feerico ne de*Romani in favore degli abitanti di 
Trìyillio. Da un codice dMtarekmo di quel luogo nmile a guelfo di Corrado 
deWmuo 1147. 

Idau => Diploma dello stesso sovrano, con eai rende alla chiesa di €omo 
afettfie terre ad essa tolte dai Milanesi. 7aUi. AnnaU di Omo. 

tàm, »* Diploaìa del medesimo in favore del monistero di san Simpliciano 
di Mihuno a cui conferma i primieri diritti sopra il Inogo di Trivillio. Dal 
sopraceiMo eodité di Drivillio. Simile a queUo di Enrico nd ÌÌBÌ, e di LeUOr 
ri0 nel tlS7. 

Mem. «3 Sentenza di Oberto arcivescovo in una lite fra Guifredo preposto 
di san Lorenzo, e Oaliera preposto di saftt'Eustorgio. Gat*to n^archimo di 
san Lorenzo, 

Idem. »= Concordia stabilita fra Giovanni abate dì san Gelso di Milano, e 
Lanfranco preposto della pieve di Brebìa. Muralor, Antiq, medH ati. Tom, Vf 
pagHm. 

An, il53. «=^ Sentenza di Oberlo arcivescovo in una lite fra Fabate di san- 
t'Ambrogio e i frati dello spedale di sani' Ambrogio. Pwricel, Ambros. n. 409 
Mwralor. Antìq. medii ofvi. Tom, //, pag, 4260. 

Idem. » Sentenza dello stesso arcivesbovo contro Giovanni Saraceno dia- 
cono della chiesa di san Giorgio, a favore di Guifredo preposto della medesima 
e de'sooi fratelli. Saxius. Series archiep. Mediai, in Oberlo. 

Idem. B3 Bolla di papa Anastasio IV a favore di Azzone preposto di santa 
Tecla e de'snoi fratelli. Carta neU'arehióio della metrop. «» Anastasios Episcopus 
Servila Servorum Dei, Dilectis Filiis Azoni Praeposito Ecclesiae Sanctae Teclae 
Mediolanensis, ejasque Pratribus tam praesentibus, quam futuris canootce sub- 
stitoendls in perpefaum. Effectum iosta postidantibus indulgere, et vigor aequi- 
tató, et ordo exigit rattonis praesentis, quando petentlum voluntatem et pietas 
adjuvat, et veritas non rehnquit. Ea propter dllecti in Domino Filli vestris 
justis postulationibus clementer annuimus, et Praedecessoris nostri felicis me- 
morìae PP. Eugeni! vesttgiìs inhaerentes pracfatam ecclesiam, in qua Divino 
mancipati estis obsequio, sub Beati Petri, et ^nostra proteetionesuscipimus, et 
praesentìs scripti patrocinio comunimus. Sutuentes ut quascunque possessiones 
qoaocmìqùe bona eadem Ecclesia in praesentionim jtiste, et canoniee possidet, 
aut in futnrum concessione Pontiflcom, largitione Regum, vet Principam, 
oblatione Fidelium, seu aliis justis modis , praestante Domino poterit adipisci 
firma vobis vestrisque Successorìbu» , oi illibata permaneanti In quibus haec 
propriis daximus exprimenda vocabulis. Gimiterìum ipsius Ecclesiae , cum 
domìbus, et aedificiis, quae ad ulilitatem et servitium ipsius Ecclesiae, et Fra- 
trum ibidem constnicta sunt, aut ia futurum a vobis, vel Successoribus vestris 



118 DOCUMENTI lUiUSTRATlVI 

ratìonabiliter aédificabuniur, quemadnM)duiB baclenus iopaccrationabilìtertc- 
nuistìs, et possedistìs. Praeterea Tatioimbileon ewiAueUidifiem in eadeoi ecelesia 
cantandi , legendì , praedieandi , prò Fidelibos defuncUs offieium celebrandi , 
videlicet io vigilila, laudibus, et vesperis, auctorìtate Tobis Apostolica confir- 
mamos, et ut buIIus ibidem hoc immutare^ vel novom aliqmd super inducere 
praesamat modb omnibus probibemns. Sepnltaram qnoqfue ipsos loci, liberam 
esse concedimus, ut eorum qui se illic sepelirì deiiberaTerìnt devotioni, etektre- 
mae voluntati, ntsi ìbrte excoìnumcati sint nuUns obsistat. Deeerniiaiisergo etc. 

Jn Grcttló M MmoffrmnmaSs 

Custodi me Domine ut pupillam ocuH. Bene valete. 

Ego Anastasius cathoHce Eeclesiae Episcopusl — f Ego Otto DiAconiis 
eardinalis Sanctt Gregorii ad Yelum aureum SS. -* f Ego Guido Diaconus 
cardinalis Sanctae Mariae in Porticn SS. ^ f Ego Jacintos DiacoBus Cani. 
Sanctae Marìaa in Cosmedtn SS. — f Ego G^ardus Diaeonus Card.^aaetae 
Mariae in Via lata SS. — f Ego Odo Diaeonus Card. Sancti NIeholai in Car* 
cere Tulliano SS. — f Ego Gregorius Presbiter Cardinalis Tit. S. Calixti SS. 
— f Ego Guido Presbiter Cardinalis Sancti GrÌ8(%oni SS. •— f Ego Gensius 
Presb. Cardinalis Tit Sancti Laurentii in Luoina SS. — f Ego Henricus 
Presb. Card. Tit. Sanctorum Nerei , et Achillei SS. - Dat. Lateranl per 
manum Rolandi Sanctae Romanae Eeclesiae Presbiteri Cardinalis^ et Cancel- 
larn. Idibus Novembrìs , Indietione Secnnda , Incamationis Dominieae anno 
MCLIIL Pontlficatus vero Domini Anastasii PP. ini. anno primo. 
Apparet ehtìrdmla favi cohrk ngìUò amtMO. 

An. 1153. =» Rinunzia fatta dai frati spedalieri di san Giac<^al Restoeano 
' ai canonici di sant'Ambrogio. Carla neU'arehivw di quei eammki, 

> 1154. =s Privilegio conceduto dairarcivescovo Oberto ad Ottone preposto 
di santa Maria di Cresceniago ed a' suoi fratelli. Corto ikeWarckivia deWabaU 
eùnmendaUmo di Creseensago. a» Ofaertus Dei gratia Sancle Mediolanensis 
Ecclesie Archiepiscopus Dilecto Fl'atri Ottoni Preposito Eociesie Sancte Marie 
de Craxenzagho, ejusque Pratribus tam presentibus^ quam futurìs in perpe- 
tnum. Suscepta PastoraHs Officii cura Noe aaionet,etortatttr, quatenus Reti* 
giosorum Yirorum pia foventes studia, eorum rationablles admittamus petttio- 
nes. Proinde, Dilecti in Christo Fratres> vestris justis annuentes precibus, 
prefatam Ecclesiam, in qua Divino mancipatt estis obsequio, Deo gratum, ut 
credimus, exhìbetis famulatum, sub Sancte Mediolanensis Ecclesie, et nostra 
protectione susctpimus, et presentis scripti pagina commuaimus. Statuentes» 
ut quascunque possessiones, quecunqtie bona eadem Ecclesia, in presenttarum 
juxte, et canonico possidet, aut in iàtnrum, concessione Pontificum, largitione 
Regum, sen Prìncipnm, oblatione Fidelium, seu aliisjnstis modis, Deo propittOi 
poterit adipisci, firma vobis, vestrisque Snocessoribus, et illibata permaneaat. 
Sepulturam quoque illius loci liberam esse statuimus, ut eorum, qui se illic 
sepeliri voluerìnt, devotioni, nisi forte excomunicatt, vel interdicti sint, nullus 
obsistat. Preterea liceat Yobis decimas nostre Diocesb, quas Laici possidente 
quodque in suos habént libellos, redimere, vel si donate fueriat, et alias Fide- 



muLiiBai. 119 

iittm Oblatìoned, Um prò ww^ qsam prò dafandii , àbsqm alicojtts eonlfm'* 
dìctioiie snaetpere. la sali^detioiiis vero sigiiiim» prò al aaliqua habel iostituliot 
eeitam canouem, videlkel librami' unan cere Notùs, netirisque SneceMoribusi 
slngtilìs amits penolvalis. Alia tero Yobis super ioipoata a Nobis, nostrkqiie 
8iieGe»dribi» fieri non lieeat St qua ergo fiocleuastiea, Seculariave Persona, 
Beslro eomìasa regioMni, haae nostre oonelicationis pagtnam infriogere tempta- 
Terìt, et 9eenHflo« eeriiove eononita, si non satiifMstione oongma emendaveril, 
maMìetioaem eenfesani ocUtì Psalmi iocnrrat) el in estremo exanine di- 
strìele «Itioni eobjaeeat Cnaelis aulem eidem loco jnra serraotìbui pax mult 
tipiieetiir , et gratia. Aetnm est hoc anno Dominiee Ineamationii milleaimOj 
eeotesimo, quinquagesimo quarto, mense Januarii» Indictiooe secunda. — Bgo 
Oberlas Arehiepiseopus SS. — f Ego Obertus Archipresbiter SS. — t £go 
GuiCredus Presbiler SS. -- f Ego . . . . . Presbiter SS. — f Ego Adelardns 
Diaeonns SS. — f Ego Galdinus Arehidiaconua SS. — f Ego Anselmus indignos 
Dtaconus. SS. -^ f Ego Jovdanns Diaconus SS. «^ f Ego Oddo de Melegnano 
Subdiaconus SS. - Loeu$ mffiUL 

Ah. 1194. s^ Semenza di Arìaldo giudice, assessore delFareiveseovo Oberto 
in una lite, fra la cbiesa e pieve di san Vittore di Casorale ed il monistec# 
di Morimondo. V^L Tom. IV, «i ArdhHep. àkdhL ubi de Obsrto, 

Idem, «r Livello fatto da Aieardo preposto della cbiesa e canonie^ di san 
Giovanni di Cesano, con Alberto preposto- di sant'Ambrogio, di Milano. Garià 
neiVarchhi^ de* cammei di sant Ambrogio. 

Idem. s> Sentenza di maestro Milone prete ordìnaiio della metropolitana, 
delegato daHVcivescovo Oberto» per decidere una controversia nata fra le 
nionacbe di eanta Radegonda ed i vicini o parroccbiani della prossima piecola 
chiesa di san Simpliciano. Carta luWankieio del mametero di $an Snnpliaano. «=* 
Obertus Dei gratia Sancte Mediolanensis Ecclesie Arcbiepiscopus Dilecte Co» 
lumbe Monaslerii Sancte Redegundis Abbatisse, et ejus Sororìboa^ tftm pre^ 
sentibtts, qnam futuris in perpetuum. Quèmadmodum ex officio Nobisinfoncto 
interest causas in nostro deduclas judicio exacta diligentia discutere, et equa 
lance trutinando, mediante justilia decidere; ita Sententias super Càusis prpf 
mulgatas, ne longo temporis intervallo ab Hominura memotria excidsnt, et 
oblivioni tradantur, scriptis commendare debemus. Proinde SenteiUiam, quam 
Yenerabilis Frater noster Magister Milo nostre Ecclesie Sacerdos , super con- 
troversia Inter Te> et Yicinos Beati SimpUciani dintius agitata, coram l^obis* 
jussione nostra protulit, ne imposterum in dubiam revocetur» et ol omnia de 
celerò super hoc artercandi suecidatur ocasio, et jpsa Sententia in suo robore 
inconcussa pérmaneat, in scriptis redigere curavimus. Controversia autem talis 
erat. Asser^bani siqaiden predioti Vicini, qnod Sacerdotes, qui in prenomi- 
naU Beati Sìmpliciani Ecclesia Divina celebrarent Officia, preter censensum 
tonra, seu AbbaUssarum, que prò tempore in Monasterio tuo fuennt, eligere, 
et Mediolanensis Arcbiepisccpo , a quo odnfimiaadus fuerat, representore de- 
beant. Tu vero ecdnlra boc inficians, dictam Capellam Saneti Sìmpliciani^ et 



130 DOCUMENTI ULLUSTRATIVI 

e}OS po56e9BÌiHie8 ad jus , et domimum Monaslerii , cui preesse di^nosc^ns , 
$peeiam censtanler assevet'abas. Insuper pluribus produetìs to&libus», quotrmn 
tosUmonia inferii^ scùpla bubC, probasli, quod tu, et alia Abbatìsse, qaeuBque 
ad hoc tempus in tuo ft^erunt Monasteri o, ia pretaicata Cape Ha Sancti Sim- 
'pliciani, preter «^onsensum vicinorum, Sacerdotes Ubere eligendo « eis ipsam 
Gapellam, ejiisque Possesùooes eomiiìÌ8istis..Prcterea adbaac tibi vindicaodaia 
eleetionem litlera3 Yenórabtli» Domiiii Mostri bone memorie « Pape £ugeiiii« 
super hoc tibi diroetaa» la medium protulistl. Yisis itaque^ biac et iade ra- 
tionibusi et dìHgenter discussis, commuoicato cum Fratribus nostris eoosilio. 
Magister Milo, prout superius diximu», mandato nostrohanc ppomulgavit-SeQ*» 
tentiam. Iiiqoit Abbatlssam a petitione Yicinorum absolvimuSé Sepe diotam 
Beati Simpliciani Gt^llam, ipsiusque possessiones, eidem Abbali$se« saoque Ho- 
naslerio adjudicamus. Liberam facaltatem^ la sepe nominata Gapella eligendi 
Sacerdotem> quam usque modo habuit» ei, et AbbaHssis, que in ipso Monasterto 
prò tempore luerìnt^ confirmamas. Salvo tamenjitre Medioianensis Archiepi- 
scopi. Teàtium autem Testimonium hoc est. Presbiter Petrus De Ugionnoia* 
ratus dixit. Ego scio, quod Presbiter Ambrosius De Murscincta tenebat Ec- 
elesicm Sancti Simpliciani, de qua est controversia, a parte Monasteri! Saocte 
itedecunde, et hoc vidi eum facientera per deoem annos. Et interrogatus, quo- 
modo hoc 8eiret> dixit» quia vièinus ^us eram, et ibi jiixta ipsam Ecclesiam 
morabar, et ita vidi Presbiterum. Joannem De SanctoStephano AdNuxiculam 
Imere eara^ er parte Monasterii. Post hos dicto» Domina Thais Abbatìssa elegit 
Me in «a > et eam tenui per tres annos ex parte Monasterii. Et postea vid^ 
Presbiterum Ardericum Pilatura tenere eam per tres annos, ut credo, et ego 
fui in ipsa electione tempore Domne Thaidis Abatisse. Et post hos in eleotione 

omnium^ qui servierunt illi Ecclesie interini fuit data interfuit 

Domna Wifreda Priorìssa, et Domoa Alexandria. Et recordor qnad Porta, que 
claudebai lores Ecclesie, intus erai clausa davi, et Gustos illius Ecclesie te- 
nebat davem. Domna Alexandra Monadia Sanctó Redecuode juravtt, et dixii. 
Ego recorder per XL annos teneri Ecclesiam istam Saacti Simpliciani a parte 
istitts Monasterii Sancte Redecunde. Quod Domna Thais Abbatissa precepit 
Presbitero Petro , ut servirot ilU Ecclesie , vidi ; et post hunc Presbiterum 
lobannem De Brivio servine illi Ecclesie ex precepto Domne Thaidis .Abba- 
tisse, et interfui preceptow Et postea vidi Presbiterum Ariprandum Paliiarium 
investiri per Domnam Thaidem Abbatissam de Ecclesia Illa cum libro uno ; 
et hoc fuit in Ghoro Sancte Radecunde^ et egoeram, et alie. Et postea vidi 
Presbiterum Ambrosium Nepotem Primicerii De vulta; et precepto illius Ab- 
batisse Taidis, videlicet, ut credo, servire illi Ecclesie. Et interfui omnibus 
preceptis Presbiterorum subsequentiiim. Et egomet sepe fui cum Sororibus 
meis ad olRciandam Ecclesiam. Scio, quod Ecclesia claudebatur per Portam, 
et aperiebatur per eaadem, et.Jgcciesia ista dabat fructus in Pesti vitatibus. 
Presinter Ariprandus Palliarius juravit, et dixit. Egon^^t ii).yestitus lui a Domna 
Thaide Abbatissa de Ecclesia Sancti Simpliciani cum libro uno; et ex pre- 
cepto ejus servivi JUi per tres annosa et recordor per XL annos a parte istius 
Monasterii servire Ecclesia illi per hos Sacerdotes videlicet: Ambrosium De 
Murscincta; Presbiterum Joh^Anem De Brivio; Pj-esbiterum Petrum de Ugionno; 



■ILAHBSl. 121 

Pfesbìloiiin ÀBdefieom Ptlalam; et omnss lUos, qui aervierunl Hii Bceìerie, 
usque in odiernam diem. Dioimios .GosUldio dhitt sub juramenta Ego vidi 
Presbtleruni- Ardericmn Pilatan servire ficclesie Saneti Simpliciani « et' Pro- 
sbitaram Ambrovsia De Siacte Stepbano Ad Naxiciilain, et Presbiterum 
Arialdum De Sancta Tefh; et interrii qaando iste investitus fuit. Et egooiet 
ivi Piesbiter o Analéo^ qnando investitiM ftiit, quia Vieini volebant, quod 
Abtatisea daret illam Presbitero liMterio; et AbbatiKsa diiH: Quia indepar- 
laveront^ non dabo illi, sed dabo Presbitero Arialdo. Et ìnterrogatus, quo- 
medo seirot» qued^ predieti 3aeerà>t«è teoèreat Eedearam illam a parte Sancte 
Radeeuiide, 4isft: Quia damus doo» pasios in Anno CappellMii» Sancte Ra- 
deeunde; et egoniet dedi a parte Mooasterìi-i el ego fui quando ista Domna 
Abbatttsa, que none est, preeepit Presbitero Jdbanni, qui none servii, ut ser- 
virei illi Ecetoaie. Petrus Fratres Presbiteri Arialdt juravit , et dìKìt idem 
qood DioBiiiiB de Presbitero Arialdo. Presblter Joannes De Saifcto Georgio 
De Pftteo bianco fiiravh, et dixit Ego Servio isti Eoelesie, de qua est con- 
troversia, per lieecliam datam a Domna Abbatissa, que nunc est, et ejus pre- 
cepto; «t ibi ubi preeepit, Aiit Domna Alexandria, et alie quamptures,' et mi- 
nas est decem annomm, ei plus quataor. Data est hec Sentenza anno Do- 
miake Inearoationis Millesimo^ Centesimo quinquagesimo quarto, mense Jttlil) 
iofictione seeunda. — -1' figo Obertus- Arehiépiscopus SS/ — f Ego Ou. Ipo- 
reyensis Epieeopos SS. — f Ego Gai. Novariensis Bpiscopns, SS. — f Ego 
OblliiB Archìpresbiter interfut, et SS. — f Ego Milo* Presbiter buie Sen- 
tentie a me jossione Donni 0. Arehiepiseopi date SS. ^ f Ego Galdinm 
Ardiidiaeonus subscripsi, et interfui. — f Ego- Adeìardns Diaconiis interfui, 
et SS. — t Ego Jordanus Diaeottus interfui , et SS. *- f Ego Suziiu Sub* 
diaeomis lieet indinus interfui, et SS. 

Bsstat Si^m^m. 

An. Iid5. ^ Lettem dei Milanesi alla oitU di Tortona da essi riedificata. 
Ih IMI codiee^ ebe.n eomerva nell'ardiifm M sommilo di fan Fvamsmeo, 

Idem, ^ Decreto deirimperator Federigo, detto Sar6afosMS contro de' Mi- 
lanesi. Jfttrolor. istéiq. macftt m. Tmm. li, pog* ff^t. 

Ah. 1156.» Diploma di Oberto areivesc. conceduto al preposto di sant'E»- 
storgio ed a' suoi fratelli. Caria neU'areltivio di tan Lùrenm. --^ Obertna Dei 

gratia S. Med. Eeoksiae ArchieptscofMis Dilecto in Ghristo Fratri Ee* 

clestae S. Eustorgii Praeposito, et ejus Fratribas tam praesent&us, qnam fu* 
toris in perpetaitm* Quoties a Fratribos nostro regimini commissis quod jur* 
stum, et boneetttm est aliquid postulalur, ut eos in bonis studiis foveamu», et 
anlmoB eorum> tit «amper ad meliora conseendant, nostris beneficiis invitemus, 
ipsontm justis preeihus pias aurea inclinare» et eoram vota adimplere debemus. 
Proinde Dilectd Frater Praeposite, quum Personam Uiam, et B. Euslorgn Ec- 
elesiam^ cui auetore Deo praesse dignosceris^^ intenso condis affeetu diligimus> 
et Te seraper in melius prolicere desideramus, tuas, et tuorum Fratrum pef- 
litiones exaudiendo^ Superstantiae Eeclesiac tuae ordinationem, dispositìonem. 



. 122 DOGUMBNTt aUJfiTRATlVl 

regtmeni domintum^ invesUturam, nwtrae, et Sanctae Mediokuiensit fieelesiae 
aitctoritate, ut ia tua permaBeat polestate» Tibi, tutsqae Successoribas jure per« 
petao donando conoedimus, al eoneedendo donamus. Deeernimus ìtaque ut 
miUus Arehiepiacopusi Praepodtus, Sacardos, aeu aliqua Seelesiastica, Secu- 
laràque Persona super hoc Te, tooa Fratres^ vel Successores, de cetero ni- 
quietare, aut praesumat. Si qub auleni) quod absit, buie nostro de- 
creto obviare temptaverit, nec reatum suum digna emeadatione correxerit, a 
Corporea et Sanguine Domini Nostri Jhesu Gbrìsti existat alienns; observanti- 
bus vero pax mnltiplicetur, et gratta. Aetom^ est hoc anno Dominicae Incar- 
nationis ìfillesiflio Genieaioio Quinquagesimo Sexto, Mense loiit, tadifeCìone 
quarta. -*- f Ego Ohertus ArcbiepiseopttS subieripsl. ^ f Ego . . . . Ar* 
chipieshiier subscripsi. — f Ego Slephanns Primicerius S9. — f Ego Milo 

Presbyter Gardinalis SS. — -|- Ego Aao S. Theelae Prepositus S& 

^ t Ego Amiso Abbas S. Ambrosd SS. *- f Ego Johannes 8. Viotodis Ab- 
baa SS. — t Ego Golielmus Abb« Monasterii 8. Vincenliì SS. -* f Ego 
Lanteritts Canonicae'S. Ambrosii Praepoótus SS. ^ f Ego Joseph S. Ste** 
phani Pra^ositua SS. — f Ego Galdinus Ardiidiaconus SS. — f Ego An- 
ieknus indignus Dlaconus SS. •<-. f Ego Adelardus Diaeonus SS. -^ f Ego 
Joidanus Diaeonus SS. ^ f figo Ifeorìcus Sabdiacoaua SS. •— f Ego Guidas 
Subdiaconus SS. — f Ego Gualtertus Subdìaconus SS. — f figo Ludnus 
Sttbdiaconus SS. •- t figo (Hterìcus Presbyter 8. Miehaelis SS. ^ f Ego 
Indignus Sacerdos S« Marlae Seeretae SS. ^ f figo Nieolaus Sacerdos 8. Johan* 
BIS ad Concam SS. -* f Ego Joannes Sacerdos Sanoti Jaeobi De Rode SS. -* 
t Ego Lanfrancua Sacerdos Sancti Martini in €ompito SS. — f figo Petn» 
PMbyter Sancti Petn De Gaunpo Laiidensi SS. 

Ah. ÌI56. » Privilegio conceduto dai consoli di Milano a Gibuino prepo* 
sto di san Giorgio fn Palazzo. Caria neWarehieio di san Ghrgh. <=s Die Martis, 
seoundo die mensis Oclobrls. In Brolietto Gonsularie. Ugo de Gitilli, et Petrus 
de Monaaterto, et Aco Gìeeranus, et Johannes Scancius, Gonsules Gomunis Me* 
dìolani. Atqae Heriprandus Judex, et Ardericus qui dlcitur De Donate, Gon- 
sules eaustruBì conpuncti timore Deii ot amore Beati Martyiis Oeorgii Militis, 
concesserunt Domno Gibuino Proposito Ganoniee In honorem jam dicti M»^ 
tyrìs edificate ibi, ubi dicitiir In PalaUum, ad utilitalem ipsus Ecclesie; ut 
duo ex Rustìcis iltis, qui prò tempore eolent lerram iste Ecclesie in loco Roxate, 
qui est prope Levagniam, siat de cetero immunes ab honere unius plaustri in 
hostem, vel guardam ducendi. Bt insuper constituerunt, ut donee prefote Ee* 
clesie terram tenuertnt, a Septimauarìis deinceps nullo modo inquietentor; 
qma sic coastilUMrunt prefati Gonsules. Anno Dominioe Inearnattonia mille* 
Simo centesimo quinquagesimo sexto, isto die, Indidiolie quinta. 

Interfuerunt Onlielmns Mantegacuis, et Robertus Pingeloccus, et Oldmdus 
qui dicitur de Basilica Petrì, etGigniamaccus. --• Ego Aio Jodex et Missus 
Domni Secundi Ghunradi Regb interfoi, et suiisertpsi^ ^ figo Heriprandus Ju- 
dex ac Missns Domni Secundi Ghunradi fl^s interfili et subscripsi. ^ Ego 
Ardericus Judex ac Missus Domni Frederìci Imperatore subscripsi. — Ego 
Rogerìus Judej^ ac Missua Domai Secondi -Ghuniadi Regis scripsi. 



MOANStl. 123 

An, ìtSl. «B Lettera di Federigo imperatore a WìImMo abate dì Gorbeja e 
di StiìÀòy eoa cui lo invila alla ^wdisioiie eontro de' MilaBesi. MmrttiM. Vtk 
Serqd. et Mmmm, Colkelio^ 7«m. //| pag. 666. 

JdenL =» Lettera di Pedorigo inperatoìì» ad Ottone veseoTo di FrÌ8inga,cott 
eiù lo «vita alla spedixione contro de* Milanesi. Oiho Fritmg. De Gestii FVt* 
darieù lÀb, II, eap, 30. 

Uem. =s Cessione della chiesa di s. Gabriele fatta dai lettori della Metropo- 
litana ai deeomani della medesima. Corto neU'ordUeao dei buitfiekiti M Bnomo. 

Idem. » Bolla di papa Adriano IV in favore di Gain/redo abate di san Dio- 
nisio di Milano. Jfarslor. Antiq. medii ovt. Tom. F, fog. 1035. 

Idem. » Bolla dello stesso sommo ponteice in &vore di Gilegemma rigo*»' 
iatriee dello spedale di san Blaggio presso Monxa. Carla neWarekivio del «no- 
muterò di eant^ApollmarB di Mikmo, » Adeianus Bpiseopns Servos Servomm 
Dei Dileetaa in Ghrìsto Fiiiae Citegemmae Reotrici HospitaUt Domos, qnae 
sita est qmd Sanctnm Blasinm, jaxu Modoeliam» et Fratribns» et Sororibus 
tam praesentibus, quam fnturis in perpetnnm. Religiosam vitam eKgentibus 
Apostolicom eonvenit adesse praesidium, ne forte eojnslibel temerilatis inoor- 
SOS ant eoa a pn^KMnto rsvocet, ani robtir, quòd abeit, Saerae Religionis in« 
Iringat. £a propter Dileeti in Domino ¥M vestris jnstis* postulalioBibas de* 
menter aauuimns»' et praefatam Domsm Hospitalem in qua Divino manelpati 
estis obseqnio, ad instar Praedeeessonim noslronun Sanclae^Reeordatioms In- 
nocentìi, et Eugenii, Romanonim Pontillcum snb Beati Petri, et ... • prÌTÌ« 
l^io eommonifflos. Slatueutes, ut quasennqne poesessiones quaeeunque bona 
eadein Hospitalls Domns in praesentiamm .... « modi» praestante Domino pò- 
terit adiplsei, firma vobis» ^estrisque Snceessoribos, et illibata permaneant. 
Deeemimus ergo« ut nulli .... praefatam Hospitalem Dómum temere pertnr- 
bare .... fatigare, sed illibata omnia, et integra conserventiur. vestris, et Ghristi 
Panpenim usibos omnimodis profutara. Salva nirautim apostolieaa Sedis au- 
etoritate. Ad indiciam autem hojus a Sede Apostolica pereeptae protectionb 
sex denarios • . . . pecsolvetis. Si qua igitar in futuram .... commonita nisi 
praesunq^onem enm congnia • . . . < snbiaoeat: canctis aatem eidem Loco 
sua jora ..... inveniat. Amen. Amen. Amen. 

hi coMtielo eireuh 1» Jfowe y mm mlg . 

Octtli mei seinper a Dominum Bene valete. 

Ego Adriamis Gatboiicae Ecelesiae Episcopus subscripei. — f Ego Himarus 
Tuscttl. Episeopus SS. — f Ego Gregonus Sid)inensis Episcopus SS. — f Ego 
Hubaldus Pieab. Card, tit S. Marcelli SS. — f Ego Oeuvianus tit. S. Caeciliae 
Presb. Card. SS. -- f Ego Johannes Pjrasb. Gard. SS. Johannis, et Pauli tit.. 
Pammachii SS. — f Ego Honrious Prest. Gard. tit. SS. Nerei, et Aofoiilei SS. 
— t Ego Odo Diac. Gard. S. Georgii Ad Velum anreum SS. — f Ego Guido 
Diac. Gaid. S.Mariae in Porticu SS. — f Ego Arditio Diac. Gard. S. Theo* 



iS4 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

dori SS. -f* Dia. Laterani per manttm Alberti Sancii Adriani Diae. Card. , 
Vioem Domini Rotandi S. R. E. Praesbyieri Card. ,- et Ganceltarii gerentis. 
IL Novembris* Indici. VI, Incamationis vero Dominicae anno BfHlesimò Cen- 
tesimo LYII, Pontificatus Domini Adriani Papae IIII, anno HI. 
PBndei SigiHum plumbimm. 

An, 1158. =3 Convenzione fatta tra Federigo imperatore e kl città di Mi- 
lano da lui assediata. RadeviL Lib. I, cajK 40. , 

idem. ^^ BonasBione fatta da Lazaro della Canossa aHa chi«»a di san Gior« 
gio nella porta Orientale di Milano, sopra la piazza de* Henclozzi. Murator. 
Anlìq. fnedii ani. Tom», JK, pag, 939.- 

Idem. =s Vendita fatta da Pietro visconte, figliuolo del fu Eriprando, al 
monistero di Moriondo. Ughd, Tom, IV, De Archiep, MedioL ubi de Oberto. 

idem. » Diploma di Federigo imperatore, conceduto a Guifredo abate del 
monistero di san Dionisio di Milano: Marator, Antiq: medH wf^i. Ttm. IV; 

An. 1159. a< Vendita fatta dai consoli di Ifilano a Oiofannt prete di santa 
Mari» ili VaUe. Carta neU'arekivio di eanta Maria IH Vaile. =& Arino Domi- 
nìù» Incamationis Millesimo centesimo quinquagesimo nono,'sexto die Méfisis 
iA^fttsti, Indictione septima. Plaouit, alqiie convenitMOter Arìaldum, qui di- 
citur Vieeeome^ et Mainfredam, qui diciturDe Dugniano; Gregoriùm Judicem, 
qui'dicltur Cacatnaroa; Robertum^.qui dioitur Pingelucous^ et Guertìum Ju- 
dicem, qui dicilar De Hostiolo; Oonsuies Comnranis Mediolani, nomine ipsìus 
Gommunis; nec non et Inter Presbyterum Johannem Ecelebie Sancte Marie, 
qae dioitur in VàUè, construete infra hanc Givitatem Mediolani, ad' partem, 
et utilitatem ipsins Ecclesiae, ut iti Dei nomine debeant dare, sieut a praesenti 
dederunt praeflati Consules eidem Ecclesiae, ad habendum, et tenendum libel- 
lario nomine usque in perpetuum, hoc est casam unam cnm area ejus, et curie, 
et orto insimul tenentibus, quae fuit Johannìs Da Gavirate, et rejacet infra 
hanc Civitatem, prq)e ipsam-Ecelesiam, super quam Casam, et curtem, et or- 
tum lìflbet ìpsa Ecclesia omni anno denarios dnodecim ilctum, et major Ec- 
clesia Sancte Mariae, que dicitur Jemalis, habet similiter Àngulis annis, in 
parttcttia )am dicti orti, denarium unum. Goheret ipsi Case, et Gurti, et orto, 
a mane Arnaldi Gandofori; a meridie via; a sera PiHt^iotti Camerlenghi; a 
monte prefate Ecclesie. Ea ratione uti amodo in antea usque in perpetuum 
habere, et tenore deèeat ista Ecclesia jam dictam Casam, etGurtem, et arluni, 
qualìtèr superitts legitiir in integrum, et facere exinde tam superioribus, quam 
inferioribus seu cum Griibus; et accessionibus suis, libellarìo nomine, quidquid 
el utile fuerit. Et promiserunt isti Consules, nomine jam dicli Communi», sub 
pena dupli; predictam Casam^ et curtem, et orttim, sicut snperius legitur, in 
integrum, defendere, et guarentare ab omni Homine, cum usu, et ratione sib 
per nominate -Ecctésie, et cui dederit. Et prò ista Gasa, et curte, et orto, ac- 



1III.ANK8K iSl( 

cepernnl 1^ Gonsute/ nomine piedicU CkMiiniufiis a sapraseripto* n^shitero 
Jeha&ne, ex parte iste Eceleue^ argentei <lenanoriim bonorum M ediolaiensiam 
Solidos trìfliita, et qaiiKjse. Et isti CoDsules idee hanc YenditioDenv feeenuit, 
quia ipsa Casa, et Curtis, et ortus^ publicati erant^ seilicet ad Gommune Me» 
diolaoi spectabant, eo quod predictus Johannes De Gavirat^ Inimicus Medio- 
ìani faetos erat, et eam Inimicis Mediolani habitabat. Quia sic inter «os eon- 
TOkit. Adiim in ista Givitate. -^ Signa maauum islorum Gonsoluin, qui hanc 
Cartam, ut supra, fieri rogaverunt. -^ Signa manuum Arìaldi, qui dicitur Ga- 
canina; et Ariatdi, qui dicitur. Cri veltns; et Liprandi, qui dieHur Garolus; 
atque Anselni, qui dicitur Androdexe. Testiiim. -^ Ego Rogenius iodex , ae 
Ifissus Domnt Secundi ùa uoradi Regis, interfut, et rogatua serìpsi. 

An.ii59. = Sentenza de'cottsoti de*negocianti di Milano. Carla nella rae^Ua 
dipUmaUea M ng. dtìùor Sorma ni.»» Die Lunae, qui est nonus die» Notem- 
brts. Sententiam protuHt Orrigonus Pariarius Gonsul Negotiatorum Mediolani» 
in concordia Mussonis, et Montenarii, qui dicuntur de Goncorezo^ et Johannis 
Faroldi Sotiorwn ejos de discordia^ qaae erat inte? Squarzettum, et Revegla- 
tnm Germanos Piiioa emanoipatos AmbroMJ Guasonis, et ex altera parte ipeum 
Ambrosium. Lis enim talis erat. Dieebant Biquidem ipsi Germani, ut ipee Am- 
brosius Pater eorum non impediat eis petias terrae tres, quae jacent in Loco 
Gart>aniaite4farzo, quae fuerunt Jobamiifl Mulkiarii, et GaFneieTarii Germano- 
mm, et qnas eis in parte dedit, quando eos a se aeparavit. Itemque dioebant 
ipsi Germani, ut ipse Ambrosino non abetraal aquam de lecto veterì de mu- 
lino ipsins loci, ideo quia dampnnm faeit communi mulino. Gontra reeponde- 
bat praefattts Ambroeìus, quamquam eis ipsas petias tres terrae in. parte de* 
disset quando eos emaneipovit tamen eie relinqoere non debere, petens ipsam 
terram prò denariis, qnos isti Johannes ^ et Gamelevarius ipei Ambrosio de* 
bebant, de quibus instrumentum ostandebat dieens, quod quando eos emanci- 
pavit, ipsi Sqnartettns, et Reveglatns, ei dimiserunt omiies débitores» quo6 
habebat. Item re9pondd[)at ipse Ambrosins se posse abetraere bene ipsam aquam 
per illam Fozam, quam fecìt, proferena eum Dominum esse, et eoipsommu- 
linum animo emisse, ideo quia <lampn&m suis terris faciebat^ et etiam talem 
inter se pactum iniemnt, quando eos emancipavit, ut* lidel'et ipsi Ambroeio 
traere ipsam aquam, per rozam, quam feoerat. His ita auditis, et visa eartula^ 
in qua continebatur , quod ipse Ambrosius non debebat impedire ipsis Piliia 
suis hoc, quod eis in parte dederat, absoWitipsosGrermanos a petitìone isti 
Patris suorum de ipsa terra. Item cenauit ipse Orrigonus,' ut si ipse Squar- 
xettus, et Reveglatus jura^rint, quod istnm pactum cum patre, quando se ab 
eo emancipaverunt, non iecerunt, ut non lieeat ipsi Ambrosio de caetero traere 
ipsam aquam per illam rozam, dimittat ire per vetus iectum: et sieipsi ger- 
mani jurayerunt, et sic finita est causa. Aimo Dominicae Incarnationis Mil. 
Gentes^ quinquagesimo nono isto die , indietìone oolava. 

Interfuerunt Albertus De Porta Romana; Uboldos de Gibidi; Boceasius 
Brémma; Griifus Praeallonus; Arialdus Magister De Olzate; Axedus, et Pe- 
trus; et de Servitoribus Vitalis, Anselmus de Ginizelio, Zachinottas. 

Ego Laurenlius Jndex scripsi. 



ÌM doc&menti illuitrativi 

iU, llta =»Goiieonlìa fin BerteraiDo abate dì Morìmofidd 
pcMto 4i. Rosate » Calta dfi Idone arciprete della IfstropolilMia e Gregorio 
gmàk», a noioe deirarciveteovo Oberto. UgkeL Tom. IV. De Afthìep^ MMoi. 
tm tfe Oberto. 

• , • - 

» 1 i62.«n* Lettera iMrimperator Federico scritta ài conte di Sdissons» iotorao 
alla rosa della città di Milaiio. JfartMS, T^etaitr, Tom. /, fo^ 473b 

IdéPiL «« JMplona di Federigo imperatore , eoaoedttto ad Algiso abaie ^el 
UKUiisteni di Ovale , suo pandale. Mmrutor. Aniiq. medii osei. Tom. VI, 
pag, SSSl 

Uem. «« Bolla di papa Alessandro HI a favore di Oberlo AitivMcovo 
dì mano e del sue arciveseovalo. Somum. De Aneàhemate ecnktt ^flos* 

Ah. ll67.»Seiilenxadi Daniele veseoTodiPragaafavorede'oomani di Limonla 
e Giveniia, saddiit d^irabate di sant* Ambrogio di Milano, contro i consoli di 
Bellagio. Muratot. AnUf, miàU etevi, Tom. JF, pag. S9. 

Cimi ranno li6& » Lettera di QaUìno arcivescovo di Milano al -preposto 
e fiati della cbi€^ pievana di Vafese, intorno alla etaione deirarciprete dì 
Santa Maria I>el Monte* Carta nella raccolta diplomatica del sig. doti. Sorniani. 
Galdinns Dei gratin Sanetae Mediolanensls Ecclesie Arehiepiscopas Aposlolioe 
Sedie Legatos. Dilecto Filio Fratri D. Preposito Varisiensi, cjasque Fralribas 
tam presentibtis^ quaoi futuris in perpetnom» Qoooiam justis Pidelium peti- 
tionibus eongratim dece! adesse respondunH ideo petilioni vostre, proni possu- 
musy adbibemus assenenm. Conqaerimini siquidem quod Fralrem nostrum Pe- 
irum De Buxolo Mediolanopsis Ecclesie Diaconum , in Ecclesia Sanele Mane 
De Monte, Arebipresbyterum oidinaverimus, preter tenorem prìvilegil a Do- 
mino Robaldo bone memorie Saocte Mediolaneosis Boclefie Venerabili Archie- 
piscopo, cum nostro, aliorumque Fratrum soonim Consilio fadi, in quo vide- 
lieel cootinetur, solummodo de Ecclesia Yarisiensi in pre&la Ecclesia Beale 
Marie De Monte Arebipresbiternm esse ordinandura. Gonfitemur autem, non 
ut veslrum privileglmn ollatenus eonemnr infringere , sed propter insUntem 
necessìtalem , hoc fecisse ; considerantes scilioet , quod Varisienses Clerici de 
Nobilibus Sepriensium soni oriundi , qui scilicet Seprienses ad destructionem 
Civitatis , et Ecclesìe noslre , Teutonieis prò viribos adheseilint. Sic et Lan* 
dnlfus lUe Scismaticua, quondam Archtpresbiter, de Sepriensibus originem du- 
xeral, qui dietum Montem Beate Marie Teutonieis, ad inlernecionem Civitatis. 
et Ecclesie noslre, tradidìL Ea propter Mediolaoenscs Cìves nullatenus passi 
sunt jamdictum montem in poleetantem Sepriensium ad presene pervenire, 
Hi^us rei gratis predictum Fratrem nostmm Petrum, nobtiem Givem Medio- 
lanensem, Virum pmdentem, Cierieiim lileralum, et honestum, de latore no- 
stro ibidem Archipresbiterum ordinavimus. Volumus aulem , et in presontis 
Scripture pagina statuimus , nullum prejudidum ex hoc fscto Yarisiensi £c- 



cleM geoefAri » sed posi ejaidem Fnirìs noitrì Peirì deeemim t vel alimn 
ratioiuibUem diMwnn» jtt3 VaritieiiMs BodeuA» quod habebal «nleqMm dicUm 
FnHiem noslnim Fetram ibi Archipraibiteram ocdìMverimiiB iUibitam » el 
illaRmi, omot tempoie peneveraie jubdmiUy aCqne deeeinimus. Si qaa tgitar 
EeeleaiMliea, Seeolarisve Persona hi^us nostre GosUlutioois paginam olla iit 
tempore infringare temptaverit, si secundo, tertiore, eemmoiitta non resipoerit, 
iraoa, et indigoatioiìeni Dei, et nosirtm senliat et totins sai honoris perienlom 
ineurrat. -* f Ego Gaklinus Dei gratia Sancte Mediolanensis Eeolesie Archie- 
piseopiis -<" Apostolice Sedie Legatos, confinnaTi, et sabseipsi. — f Ego Milo 
Saacte Medìolanensis Eocìesie Arcfaipresbiter SS. -» f Ego Ubertus Sande 
Mediolanensis Ecclesie Arehidiaconus SS, — f Bfo Anselmus indignus Dia- 
conua SS. -<- f Ego Petnis de Bnxolo SS^ — f Ego Pilippus Diaeonus SS- 
— t Ego Gnisardua Snbdiaconns SS» 

Dalom per manos Domai Algtsii Cimiiiarcbe, et Caneeilarìi. 

Ali, 1168. == Breve di papa Alessandro m diretto a Caldino ArdTeseovo di 
Milano, a favore della badessa del monislero di Cremella. Certo néltarduvio 
di so» Gwvamm di Hniai. « Alexander Episoopos Senrus Senròmm DeL 
YenerabiU Fratrì Galdino Mediolani Archiepiseopo sabitem et Apostoiiiam 
benedielionem. Suggestum est nohb , et quasi prò certo monstratum , qood 
bonae memoriae Robaldus anteoesser tuns quondam Mediobnensis Arehiepi- 
scopus Censnetiidines, et Libertates Eeclesiae sibi oommissae adhue ignorans, 
Arehipresbytero, et Canonicis de Modoetia hojasmodt eoneessionem léeit, qnod 
eum AJMiattssa Mònaelerìi de Cremella ididem eligitar, per jamdictum Archi* 
presbytemm introniaetor et Mòniales per eondem obedientiam sibi prooiittant, 
et laici debeant fidelitatem jurare. Unde quia occaekme ista praescripto Mona* 
Steno desolationem omnimodam aodirimos tnmiinere, et Archipresb^Fternm, et 
Canonieos ad eius destrnetionem eniti, praeKbatam eoneessionem, si res ita se 
habet, in irritom revocamus, et nnllas imposterum vires habere decemimos. 
Fratemitati toae praesentittm aoetoritate mandantes» ut ipsnm anctorìtate no- 
stra castttam denuneies, et m^am ftrmitatem impo^mm obtinere. — Dat Ro- 
mae apud Sanctam Mariam Novam, Id Junli. 

• il69. =rm Bolla dello slesso sommo Pontefice, a favore della chiesa di 
san Giovanni di Monza. CarUi neUo tteuo arcMeio, » Alexander Bpiscopos 
Senms Servorum Dei. Dilecto in Ghristo Pilio Oberto Modoetiensl Ardbipre- 
sbytero, ejasqne Fratrtbus, tam praesentibos , quam fnturis canonico sobsti- 
toendis in perpetuttm. Pise postnlatio volontatis eflfectu debet prosequente eom- 
pleri, nt et devotioois sinceritas laodabiUter eniteseat, et ut utilitas postulata 
vires indubitanter assomat. Eapropter Dileeti in Domino Filli, vestrìs postu- 
lationibus dementer annuimus, et Ecclesiam B. Johanis de Modoetia» in qna 
divuio mancipati estis obsequio, ad exemplum Praedeoessomm Nostrorum bo- 
nae memorìaoSixti, Innocenti!, Celestini, et Anastasii, Romanomm Pontificum, 
sub Beati Petri> et nostra protecUone sqscipimas, et praeseniis scripti patro- 
cinio communimus. Statuentes> ut quascunqne possessiones, qnaecunque bona 
eadem Eeclesia in praesentiarnm, juste, et canonice possidet, aut in futuniro 



iS8 DOCUMENTI fUlISTAATIVI 

coQCessiooe PoiitificaiD, largiUone? Reguta, vel Princifuin, oblaUone Fideliiim,' 
seu aliis jusUs maòi» Deo pr^pitio poterli adipisd, firiiMr vob», vatiisqm Sue- 
eessoribus, et illibata peromneant. In qmbua bkec propriis duxMias etpfkiieiida 
vocabulis. Ipsam videUc^i Eccl^siam S. Jolianis Baptisiae.cum oinQibtts Ga- 
peUis suis, \ideUcet: Kcoleftia Sancii Michaelis, Sancti Solvatons, Saneli Fétrt^ 
SapaU Victoris» Saqi<^ti.LaureBtii cuinbospltali. Sancii JUaxaBdri de Blandifio» 
Sancii Martini» SaocU Blaati^ ^ansiae AgMbae, Sanati Maiiritii^eiiin boapilali. 
Sancii Ambrp9ii^ Sancti JDoQati^ Saneti Fiddls, ei Saactae. Aoaaiaaide. la 
Ociavo Ecclesia Sancti Cbriatoforì;. Ecclesia Saneiae ftlaiiae de Sartori la 
Sexto Ecclesie Sancii Aleiiandri, Sancii Salvatoris, Sancti Micbaeli»*, Sanati 
Eiifi^bii; Sanete Marie de Teneblago; et Sanctae Mariae de Sundri. Piebein 
Sancti Juliani de Colonia eum omnibus Gapellis suis; videlic^i in AlbaÌMte 
Ecclesia Sancti Martini, Sancti Mauricii; in Vieo^Modroni Eeckàa^Sasièti'Re- 
niigii, In; Colonia^. Ecclesia Sanicti Gregoùi, et Saocti Naaarii;- in Coliate Ec- 
clesia Sancti Carpofori, et Sancti Alexandri cum Hospiiali; in Concorezi|Eoc- 
clesia, SaucU Eu^enii; in Veliate EceiesÌA Sabctae Mariae^^et San^U Fidelis. 
In Glumella Ec^esia Sancii Sisiiii^ ei Monasierioin Sancii Retri. Conlirmaiio- 
nem guoqUe elecUonia Ci^ero^lleasis Abaiiasae sieut a booae niemoriae quondam 
Robaldo Mediolanemi Arebiepiscopo rationabilirervobiacencessa esigei icripio 
suo firmata. lura etiam# et rationabiles. consjietudines quas in.eadam Sancii 
Retri Ecclesia, de Cremella bs^iU« yc^ìs pariier coiifinaamus. Eockw^ eliaitt 
Sancii Gregorii in. Ormano; in Blotianp BcclesiaÉo.Saqcii Jotoanee^ SanoU 
Georgii de Coltiago;- Sancii Jabanis de Varena;. Sanctae Mariae da.Sarra^ 
Suncii Petri.de Sirove; Sancii Jobafìis de Castro Mortis. Decimam quoque 
totius territoxii de Mod^^ia; decimam totius torritorii^de Sexio, decimatione 
de Teiiebiaco ejLceptai decimam totius territorii de Coliate;. decimam de Con-, 
corezio; decimaiUf quae prove«ù^,ex bonis de.Plebae Colooiae, videlicet ex I9C0 
ColoQiae^ ex loco Vicoi^^odroni» et de loco Albairaie. Principalea etiam pos- 
sessioQes, videlicet Curiam Cremeilae» Curiam Bluciaci^ Curiam Yalenae» Cu* 
riam Castri Mortis» C.uriatn Lavedi», Curiam C;^lpuroit Curiam de Veliate, Cu- 
riam de Leucate, .volùs, et per vos Epclesiae vesirae, nlUilonùnns confirinamas. 
Sane illa Feudorum beneficia, qua^ Revereudae Memoriae iordanus quondam 
Mediolanensis Ecclesiae Archit^piscopus \estrae Ecclesiae in praenarratis Ec- 
clesiis ad coiu^nunen) - Fratrum sustentationem discrete concessit,' vobi$; ve- 
stri^ue Succejssoribus auctoritate Apo^Iica roboramus. Prohibenlis ut nulli 
ornino liceai ea deioceps a communi Fratrum utilitate auferre, snblrabnre, 
vel modis quibuslibet immutare. Ad vestram praeterea, et Ecdiesiae vesirae 
quiatem, instiiutiones , et consuetudines confii^mamusy quae. in Ecclesia vestra^ 
vel in Capellas ad ^eam pei-iinejitibus rationaJsili deliberatione, quiete bactenus 
habere noscuntur. frobibenus autem, ut nuHus infra ParQChiam vestram, 
absque ve$tro a^sensu, Ecclesiam, vel CapeHani aedificai^e praesumat. Deoer- 
nimus ergo, ut nullo omnino bominum. liceai praefatam Eoel^m. temere peri 
tufb^re, aut ejus possessione^ auferre, vel abJatas retinere^ imminuere, aut 
aliquibus .vexatiottibus faligare; sed omnia integra cooserventur eorum, prò 
quorum gubernationef et su^»tentatione coi|cessa sunt, usibus omnimodis pro- 
futura. Salva Apostolica sedis auctoritale, et Mediolanensis Arcbiepiscopi ca- 



nooiea jui(Hia« Si qua imitar io fitliifom £cde8iàstica, Secularbve Persona 
base nortrie oonstiColionis paginàm sciens, contra eam temere venire teropta- 
^erit, Mciiiide, tértìete .eommoirila^ si non satisfeetione congrua emendaverìt, 
poleslalis, boDorisqDe sui dignitate careat, reamque se Divino Judicio de per- 
petrau iniquitale eognoscat, el a Sacratissìmo Oorpore^ ae Sanguine Dei, a€ 
Domini Bedenfrtoris ooiirì iesu Ghrìsti aliena fiat, atque in extremo examine 
dirtrietae oltioni aubiaceat. Canciis autem eidem loco sua jura servantibus sit 
pax Domini nostri Iesu Christi ; quatenus et hic fmetns bonae aetìonis per- 
cìpiant, et apnd districtum Jndicem praemium aeternae pacis inventant. Amen. 
Amen. Amen. 

Jfi dreulo In Monogì^ifmmaU' 

Viaa toas Domine demonstra miài. Bene valete. 

Ego Alexander Gatbolìcae Bedesiae Episcopos. — f Bgo Nubaldttò Hostiensis 
EpisoopoB SS. ^ t Ego Bernardus Portoenais et SancUe Bufine Episcopus SS. 

— t Ego Hnbaidtts Presbyter Gardinalis tit — f Ego Teodinus Presb. 

Caid. S. Yitalis tit. Vestinae SS. -^ f Ego Jobanea Presbyter Cardi^ali^ 

SS. Johania, et Pauli tit — t £go Jaoiotns Diaconos Gardinalis San- 

dae Martae in Coaniydin. — f Ego Ugo Diaeonus GardinaKs Sancii Busta- 
chii jnxtft templum Agrìppae. — f figo ViteHus Diaeonus Card. SS. Georgi!, 
et Bachi SS. — t Bgo Petrus Diaeonus Gard. Sanetae Mariae In Aquiro SS. 

— Dat Beneventi per maniim Gratiani Sanetae Romanae Beelesiae Subdia- 
coni, et Notarti il Kal. Aptiiit IndkAione II Incarnationis Dominicae anno 
M. G. LXVIIII, Pontificatus vero Domini Alexandri Papae HI, anno X. 

Ah. 1170. ^ Sentenza di Oberto arciprete di Monta, e suddiacono delta 
Santa Gbiesa^lomana, delegato dairareivescovo Galdino in una causa fra il 
prete della chiesa di GisHano, e Tabate di san Vittore di Milano. Carta ne!- 
l'mrehhh del monistero di Min VUtore, =* In nomine Domini Nostri Jesu Chri- 
sti. Coram Domino Galdino Sancte Mediolanensis Ecclesie Archiepiscopo , 
Apostoliee Sedia legalo. Inter Domnum Ambrosiom Ecclesie, et Monasterii 
Sancii Yictori» ad Gorpus Abbafem, el Domnum Johannem Ecclesie de Gy- 
tiliano Pvesbylerum, ex mandalo, et consensu Domni Madii Ecclesie de Co- 
rìopicta Preposti, bujusmodi agilabatur controversia. Proponebat siquidem 
ipae Johannes Preabiter Ecelesiam Sanctorum FausUni, et Jovite, que est sita 
iater Albairate, et Gyxilìanum, ubi quondam dicefoalur Verdesagum, cuhi 
oaini suo jure et pertìnentia, snam esse, et ad se pertinere. Sedimen qnoqlie, 
quod juxta eandem situm est Ecelesiam, quia ipsius Ecclesie esse proponeba- 
tur, ad se pertineve dicebat: allegans, qwkl cum ipsa Ecclesia infra fines, et 
lerminos snu Piebis, et Parrocchie, sita stt^ eam longo tempore quiete posse- 
dit, et in fasto ejiisdem Ecclesie, abeqne ipso Abbate, vel ejus Nuncio, seu 
Aniecessorea ejus^ ipee, et Anlecessores sui Divina celebraverlnt Office. Et 
saper hoc liujiiBmodi produxit teates. Xuganapo jurato dixit. Ego vidi in fe- 
ste Saoeti Paustini venire ad ipsam Ecelesiam AnslIOKim Presbyternm de 
Albatrale, dt Foleum da Mayvora, et Dominos de . . . .et Dominos et Domi- 
naa de Albaiiate, et GixilanOi nae fuit ibi aHqoit Monaehus vel Nuntins Ab- 
balia, et hoc . . ; . . supra. InterrogaUu qttotii^ns hoc viderit dixil, quatuor, 
Giuliniy Documenti iLLysTR., ecc, I 



430 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

aut amplias. Et vidi , quod Domìnus Gaifredus . ^ . . . , in quo quidam Pre- 

sbiter edificavit ibi prope domunculam , et dixit quod de Gonfinio de 

CyxiliaBo. Henricus Garexani jurato dixi^ quod Xuganapo. Interrogatus quo- 
tiens vidit, dixit septies aut amplius. Petrus GapeUus jurato idem quod Xn- 
ganapo, exeepto, quod non vidit ibi Paganum Diaconum. Interrogatus quotiens 
hoc \idit, dixit, ter, aut amplius, et quod Ecclesia sit de Gonfinio de GyxiN 
lano, et de terra, quam dedit prefatds Guifredus idem. E contra vero supra- 
dictus Abbas se longissimam eidem Ecclesie quietam habuine possessionem 
affirmabat, et de interrupta sibi possessione conquerebatur. Bona quoque, et eas 
ejusdem Ecclesie se semper habuisse, et quiete possedisse monstrabat. Ad qued 
probandum suppositos testes ìnduxit. Obertus de Sancto Victore dixit. Ego 
scio et vidi, quod Monachi Sancii Victoris per btos XXX annos> «t plus, 
quiete, et sine contradictione possederuot Bcclesiam Sancti Faustìiii, et SaHcli 
Deùderii de Albairate, et ego multoeiens ivi cum Monachis ad faeiendum Fé- 
stum in expensis nostris nullo contradicente. Et scio, et vidi, quod nullus ser- 
viebat ibi ntsi per Abbatem, et rebus illius Ecclesie ita utebantur Monachi, 
sicut suis proprìis, sme contradictione. Et dtxit de Johanne Sacerdote Monaco, 
qui stetìt ibi per Monachos, et ego met portavit illuc Gampaoam ex parie 
Monasterii. Discus dixit idem, et dixit quod multocies portavit prefato Sacer- 
doti, qui serviebat ibi, farinam, et oleum, et panem, et alia cybarìa ex parie 
Abbatis, nec nnquam audivit, quod alius haberet aUquod facere in ilhs Eccle- 
siis, nisi Abbas. Publica quoque instrumenta exhtbuit idem Abbas, que de 
traditione, seu de donatione Fundatoris ejusdem Ecclesie io prefatum Mona* 
sterium Beati Victoris facta fueratit. Privilegìum etiam Eugenii PP. feltcis 
memorie, quod id ipsum confirmabat, ostendit. Hiis igitur et aliis auditis, et 
\isì3 Dominus Obertus Sancte Romane Eòclesie Subdiaconus, et Modoetiensts 
Archìpresbiter, ex mandato Domni Archiepiscopi, et conscilio Fratrum, ac 
Sapientum suorum, suam promulgavit sententiam : ut si prememoratus Abbas, 
per suum Advocatum, jurare vellet sepe dictam Ecclesiam Sanctorum Fau- 
stini, et Jovitte ita supradicti Monasterii Sancti Victoris esse, quod ad Eccle- 
siam de Gorjopicta non pertiiieret, abipsiua Presbiteri Johàmiis petitione esset 
absolutus. Et ipse per suum juravit Advocatum, et sic finita est causa. Actiim 
in Palatio Mediolani anno a Nattvitate Domini millesimo centesimo septuage- 
Simo, III Kal. Augusti Indictione IIL Interfuerunt Anselmus de Orto, Johan- 
nes Bastardus', Petrus, et Henrli.cus de Marliano, Guercius de Hostiolo, Ar- 
naidus Mainerius, Gulieimus, et Algisus Mantegacii; Lanfrancus Gatarossa, 
Ardicius Mantegacius; Gregorius de Caga in arca, Heriprandus Judex ; Joha- 
nardus Canis; Rogerius de Sadriano; GapeUus, et Gargarotus de Mairora; Hen- 
ricus Serloterii;^ et Leonardus Sigezonis; et Bonabellus; et plures alii, — • 
t Ego Vifredqs ex mandato Domini mei Galdini Mediolanensis Ecclesie Ar- 
chiepiscopi subscrìpsi. — t Ego Hubertus Mediolanensis Arehidiaconus sub- 
«cripsi. — t Ego Beatus ex mandato Domni Milonis Mediolanensis Ecclesie 
Archipresbiteri subscripsi. — f Ego Algisius Mediolanensis Ecclesie Cimilia- 
rea, et Gancellarius subscripsi. ^ f Ego Obertus Subdiaconus, et Modoetien- 
sis Ecclesie Minister subscripsi, — f Ego Magister Rolandus S. Medi<^. Eccle,- 
&ìe Diaconusy — f Ego Pbilippus Diaconus subscripsi. ^ f Ego Wiscardus 



mUxesi. i3i 

DiacoBQS subscrifMi. — f Ego Alfaerieas Subdiacoftos subsoripai. -* Ego Ado* 
badila ex mandato DomDi Ugonis Diaconi gubscrìpsi. — Datum per manum 
Domni Alg. MedioL fieelesie Gymìlìaree, et Ganeellarii. -* Ego Adobadus ex* 
inandato ejua haae aententiam scrìpsi. 

A». 1170. » Seotenaa di Ire delegati apostoìiei, soprala lite nata fra Tarci- 
\e8eovo e i deeumaai di Milano, per la elezione del primicerio. Carta nei 
mammerHH di Franeeteo CeuielU, =» In nomine Demini. Die llartis uodecimo 
Kal. Maji Indictione tertia. Moa Ambroaiua Abbas De Cerreto, et Otto Prepo- 
sitos de Gresoentiaco, et Jobannes Bonus Sancì» Romane Eeclesie Sobdiaco- 
nua. Ex delegalione Venerabilis Patria nostri Demini Pape Alexandri, cogoo- 
sceates de causa, que vertebatur inter Dominum Gaidiuam Venerabilem 
Arebiepiscopnm, et ex altera parte Giboimim Prepositum Sancii Georgii, et 
Traneberium Sanct» Marie Archlpr«»biteram, et eorum socios, ex parte De- 
cumanorum ad' boc negolium Procuratores datoa, prò eleclione Primioerii fa- 
cieoda. Visis, et cogniti» probationibns, et allegationibos atrìusqae partis, babtto 
coDsiliQ Girardi PÌ8ti> et Salii de Harliano, Jodicam, Asaesaorum nostrorum» 
baae proferimas Senlenliam: ut lieeat Preabiterisr^ Glericìa Decumanorum, 
eligere octo de Collt^ eorum ad hane causam, quos pulaverinl magis ido* 
neoa, et pacia, et concordie amalores, qui sinl cum Domino Arcbiepiscopo, 
exlbentes ei bonorem» et reverealiam lamqnam Patri, et Domino, el ipseeis 
tanqnam Filiia morem gerendo; et eleclionem Prìmicerii ttnanimilM*, et concor- 
diter, ac sincere faeianl, ipae cum eis, et ipsi cum eo. «* Anno Domioice In- 
eamalionis MillexiAo, centesimo, septuagesimo. In Palalio ejusdem Doaiìoi 
Archiepiscopi. -- Ego Ambroaius Abbas De Cerreto, ad hano Causam a Do- 
mino FxptL delegatus subscripsi. — Ego Gito Crescealiacenais Ecclesie Prepo- 
siliis, ad banc Causam a Domino Papa Delegatus subscripsi. — Ego Jobaanes 
BoBBs Domini Pape Subdiaconus, et ab eodem ad hanc causam Delegatus sub- 
scripsi. 

Circa lo stesso tempo, «» Diploma di Galdino arcivescovo, con cui conferma 
agli ordinari ^^^^^ >u^ cbiesa metropolitana i loro privilegi. PtériceL Ambros., 
512. 



Ah. 1170. =» Sentenza di Mtlene arciprete e vescovo di Torino, con V^p- 
provaaione deirarcivescovo Galdino, lira la badessa del moniatero Maggiore e 
quella di santa Maria di Montano. Id. Ih., nam. 609. 

Idem, as Bolla di papa Alessandro III a favore del moniatero di santa Ma- 
ria di Chiaravaile. Carta délVarcUvioi^ qwsl mumistero. 
%. 

Idem. » Bolla di papa Alessandra III a favore dello spedale di san Biagio 
presso a Monza. Carta neU' archivio del momalero di sant Apollinare di Marna. =» 
Alexander Episcopus Servus Servorum Dei. Dileclo Filio Ardico Magistro Ho- 
spiulia, quod est apud Saaclum Blasium juxta Modoeliam> ejusque Fratribufr 
tam prsBsentibus, quam fuluria, canoaice substitueadis, in' perpetunm. Ad boc 



I5i DOCUMENTI 1LrLV8TR4TlVI 

in Apostolie» sedis r^imen petitioaibiis debeamt». Ka propter Dilecte 

in Domino FiU Ardice, devotionem tQftm kuidalnlem altendentes, ad ex^mplar 
Pnedeeessorìs nostri fsMeis memorile Innocentìis PP. pnefatnm Rospìiale, cnm 
omnibus sais appenditiis, assenso, et Consilio Arnaldi, ei Jotiannis^ altoram- 
quo Yicinorum ipsiiis Loci, sub censu sex denarionim Mediolanensis moneu» 
Veteris Nobis» nostrisque suocessoribns annualiter persolvends, a Pnedecessore 
Uio Adam Beato Petro oblatam/aub Roman» Beelesi», ac nostra protezione..... 

communimua, slatuentes, otquaseiimque idem Hoapitale jrmpresentiaram 

jttstis modis prestante Deo potuer it adìpisci, firma tìbi, iQÌsqoe saocessoribus 
et inibata permaneant IXeòereimns ergo . ut nuHi... . prnfatum Hoepitalc te- 
mere pertarbare;;... iisrtigare; aed illibau omnia, et integra eonserveniur eo- 

mm, prò quorom gubernatione et susfesntatnme profutnra. Saha sedi^ 

Apostolie» aoctorttale^ si qna igimr in fotnran commonituaffiat pneaam- 

ptkmem soam oongroo..... sobjaèeat. Ganctìs aatern eideni loco sua jnra 

pacis inveniant. Amen. Amen. Amen. * 

JEa Girellò In Monogranmate 

Vias tuas Domine demonstra mifci. Bene taféte. 

Bgo Alexander Catholìee Ecclesie Episcopo» SS. — f Ego Bemardoi Por- 
tuensìs, et S. Ruin» Epiacopoa SS. — t Ego Hubaldas J^resbiter Card. ttt. 
S. Grucis in Jerusalem SS. ^ f Ego Johannes Presb. Card. SS. Johannts , 
H PaoH tit. Pamaeh» SS. ^ f Ego Albertus Preab. Card. tit. S. Laure(htii 
ili Lucina SS. — f Ego iac. Diae. Card. Sand» Manie in Cosmidin SS^. — 
t Ego Hugo Dtac. Card. S. fiustachii |axta terophim Agripp» SS. — Dat. 
Yeròlis per manum Gratiani Sanet» Roman» Ecclesia Subdiacoiii , et Notarn 
Nenia Junii kidictione IIL inoamationia Dominie* anno MCLKX., Pontifica- 
tus vero Domni Alexandrì PP. 10/ anno XI. 

Pendet sigili um plumbeum. 

An. 1170. = Convenzione fra i Milanesi e i Vercellesi^ sopra il transito o 
pedaggio del ponte o porto del Tesino. Cat^a nella raccolta tìttitùlaia I Biscioni, 
netì* archivio di VerceUi, 

Idem, =3 Sentenza de' consoli di Milano in una causa fra Tabate di* Cbia- 
ravalie e la famiglia del Pozzobonello. Carta nell'archivio di sant'Ambrogio di 
Mdano. 

An, 117i. «= Breve di papa Alessandro HI, diretto a GaUiiio arcivescovo di 
Milano , intorno alla elezione del primicerio. Saxim- Series aarchiep, ubi de 
Sancio Galàinik 

Idem. ^^ Sentenza di Galdino arcivescovo di Milano in una lite. fra aba- 
dessa del monistero di san Micbelo di BorgoiMioyo presso a Vioiereato, ed il 
preposto di quella pieve. Saxim mpracit. 

Idem. » Altra in una causa (ra. 1» chiesa pieiyana di san. Sino di Faito ^ 
la chiesa di san Maur Lùo di Oeeo* Carla meU'archìvifi areive^oomU ddk Visite. 



MILÌLHE8I. iS3 

An. it7i. «« Bolia ili papa Aiesaaadro HI in farore del monUlerodi Mo- 
riiDondo. UgkeL.T&m, IV uH-tU Arehiep. M$diol, in Rabalào. 

• 1172. « Sentenza de' consoli di Milano favorevole all'abate di sant'Am- 
brogio. Carta nell'archivio ambromno. 

I(Lm. «=« Bolla del 3<qpuradeUo^«»inK> pootefioe, conceduta a Filifpo pre- 
posto della basilica di sanl*£u8k)rglo di Milano, eda^éuoi tréltWK Carta mi- 
l'arMcio del numigUro di ian^, Maria delie Yelm in MHamK => Dilectis Filik 
Filippo Proposito .£celesi|B Sanati Eustoi^ii, ^uaqiie FralribiM tam presenti- 
bus, qaam luUirìs canonice sobstiliieodis in perpeianm. Quotieos ili od a no- 
liis petitar, quod Religioni, et honestati noscitnr convenire, aoiino nos deoet 
iibenti cmicedare, et poteatiiuo deeidefiia coDgrumn suftragium impertiri. Ea 
propter, Dilectt in Domino Filti, vestris juetis postulationibus clementer an- 
nuimus^ et prefatam Eocleaiam in qua Bivino maocipai esUs obeequìo sab 
B. Petn et nostra proteotione susc^mus» et presenti scripti patrociiiio eow- 
munioMis. Statueotes, ut quascunque possesaiones, quacunque bona eadem Ec- 
clesia in praesentiarum juete, et canonice, possidet» aul in futurum concessione 
Pontificiiim , largìtioqe Begun , Yel Principiim , oblatione Fidelitim , seu aliis 
juatis iQodis prestante .DomÌAO poterlt adipisci» firauir vobis, ^estrisque Sue- 
oessorìbus, et illibata permaneaiit. I« quibus bec propriisduxinuiaexprinMada 
Yocabulis. Hespitale, quod construetum ^t ad. honoreia Dei, et Pauperum 
stibaieataticmem iu Suburbio Forte Ticineosis; ordinationem» et iiistiiiitionem, 
regimea, Dominiiuiiy et iiiYesiiiuram Hospitalifl, el Superstantise, quenadmo- 
dum a YeaerabiU Fratte nostro Galdino Mediolaoensi Archiepiscopo Aposto- 
ììcm Sedis Legato , hec omnia vobis eonoessa sunt , et scripti sui auiBimine 
roborata, vobis coofirmaiBiis. Ecclesiam Saoett Petri, Eoelesiam SaoctL^tefani* 
cum decin^atioiMbus et aiits pertinentiissuis. DeceroiiMisargo,utooUi omoiiio 
Honiioum liceat profat^m Ecclesiam temere- perturbare» aut cjus possessione^ 
auierre, vel ablatas retinere.» BÙauere, ueu quibuslibet vexationibus Xatigare» 
«ed illibata omnia et integra conserventur eorum, quorum gubernatione, et 
sueteptiAiooe concessa sunt, uaibus omaimodìs profutura. Salva sedts Aposto* 
lic» aoctoritate^ et Diocesani Episcopi canonica jostitta. Si qua igitur in fu- 
turum Ecclesiastica^ seculariave Persona, hanc nostr» Constitutionis paginam 
sciens, centra eam venire teatavertt» secundo, tertiove commonita, nisi pr»- 
sumptionem suam digna satisfactione correxerit,.. potestatis^ hdnorisque digni- 
tate careat , reamque se Divino ludicio existere de perpetrata iniquitate co» 
^noscat, et a Sacratissimo Corporea el Sanguine Dei, et Domini Redempk>rìs 
^'oalrì Jestt Ghristi aliena fiat^ atque in extremo examine districte ullioni su- 
bjaceat. Guncti^autem ^dem loco sua juraservantibus sit pax D. N. J. C, 
-quatenus et bic fructum bonie actionìs peroipiant,etapud diatrictum Judicenj 
pra^mia Ktem^ pacis invetiiant.. Amen^ Amen. 

In Qirculo . . M Monosrommate 

Vias tuaa Domine demonstra mihi. , Bone valete. 

Ego Alexander GatholicfiQ Ecclesiae.Episcopus.SS. .— f Ego Hubaldus Ho- 
stiensis Episoopus SS. -^ f EgoGrualtecins Aibanensis Episcopu^SS, -*- f Bg^ 



134 nOCUMESTI ILLUSTRATIVI 

Juhanne.4 S. R. E. Presb. Card. S. AnastasiiB SS. — f Ego Gmlelmus Presb. 
Card. tit. S. Petri ad Vincala SS. -- f Ego Boso Pr. Gardìnalis S. Puden* 
tianae tit. Pastoris SS^ — f Ego Petrus Pr. Card. tit. S. Laurentii in Do* 
maso SS. — f Ego Johannes Presb. Card. tit. S. Marci SS. — t Ego Oddo 
Diac. Card. S. Nicolai in Carcere Tulliano SS. -^ f Ego Ginthyus Diac. Card. 
S. Adriani SS. — f Ego Manfredus Diac. Card. S. Georgii ad Velum aa- 
reum SS. — f Ego Hugo Diac. Card. S. Eustachii juxta tcmplum Agrippae SS. 
^ t £go Vitellus Diac. Card. SS. Servii, el Bacchi SS. — f Ego Petrus 
Diac. Card. S. Mariv in Aguiro SS. — Dat. Anagnise per manam Gratiani 
S. Bomann Ecclesi» Subdìaconi, et Notarìi. V Cai. Aprìlis, Indictione VI, 
' Incarnat. Dominic» Anno M. G. LXXII, Pontificai vero Domini Alexandri 
Pap» m. Anno XIIII. 

Plumbum filis sericis appensum extat. 

An. 1173. =3 Privilegio conceduto dai rettori della Lega di Lombardia a Tra- 
sinoado abate di Cbiaravaìie. Carla nelVatchivio del monUtero di QUaravalU. <=» 
Rectores Lombardiie. Glaibellus Cremonensis; Rogerins Vicecomes, Mediola- 
nensis; Johannes Brixiensis; Albertus Placentinus ; Albertus Novariensis ; Ma- 
lastrevva Parmensis; Trullus Laudensìs; Eleazarus Regtnus; Mareelhis Muti- 
nensis; Burdenus Bergomensis; Transmundo Abati Garevaltis, et oeteris Ab- 
batibus ejusdem Ordinis. €um essemus Laude prò negotiis publicis congregati, 
lepresentatum est Nobis autenticum instrumentum antecessorum nostrorum 
Bectorum Lombardie^ quod personalem, et singularem legem , quam amore 
Dei, vestreque Beligionis intuita de immunitate juramenti tle calumpnia vobis 
fécerant eontinebat; rogantibus vobis, atqne petentibus, ut quod illi statuerant 
Nos quoque similiter firmaremus. Quia ergo id solius Divinitatis obtentu vobis, 
et domibus veetris intelleximns esse concessum, Nos etiam hoc ipsum ob me- 
ritum vestrum personali lege concedimus. et firmamus: statuentes, utinnullo 
loco Lombardie joramentum calumpnie vel facere , vel «iLigere debeatis. Si 
qiiis autem con tra hoc nostre coneessionis induUum illud a Vobis extorquers 
voluerii, Iteeat Vobis^causam vestram ad judicium transferre Rectemm, et 
absque iIHus gravamine justitie vostre ossequi complementum. Datom Laude 
anno Domini MCLXXIII, X Kal. Martii. 

Idem, =» Sentenza de* consoli di Mikmo pel roonislero di sant'Ambrogio. 
Carta neU'arehmo del inedesimo, 

Mem. s= Altra sentenza de* consoli di Milano per lo stesso róonistero. Carta 
nel medesimo arehivio. 

Idem, ==: Sentenzar simile in un'altra causa. Carta nella Raccolta diplomatica 
del gig, dottor Sormani, 

Idem. » Convenzione fra Algisio preposto della chiesa prevana di Varese ^ 
e frate Alberto da Bregnano spedaliere, per la erezione di un nuovo spedale 
presso a Varese, in un luogo detto le Nove Fontane. Carta nella Raccolta di- 



MILANBSI. Ì35 

phmaHea éel tignor dottor Sormam. «» Anno Doininice iBcaroftlioms Millesi- 
me, cenlesimo/ sepluagesimo tertìo, die M artis, qui onX qninliis decimos Mensis 
Man , Indiclioiie sezta. Io nomine Sanete , et IndiTÌdoe TrìniUtis , et Beati 
Martiris Vietorìs, omniumque siraul Sanetoram: in preaentia multorùm bo- 
noruDi Homioam, quorum nomina inserta sunt, Divina ini^Hratione, et Cano- 
nico ordine Gonventio, inter Domnom Presbiterum Algisium Pre Ecele&ie 

Sanett Vktorie de Yarisio, eonstlio, et firmamento Domni Gnifredi Archipre- 
sbiterì de Glivìo, et Domni Arderiei Arcbipresbiteri de Schianno, et Domui 
Presbiteri Alberiei, et Dorani Presbiteri Jobannis Salicis, et Petri Clerici de 
Strano, et aHorum suonim Fratrum ipsius ecclesie; et ex parie altera Pra- 

trem Albertnm, qui dieitur^ De Bregnano, facta est; quod illa Domu>i 

Hospitalis, et Ecclesia, quam ipse Prater Albertus, cum aliis suis Fratribus, 
intra confinia Piebis de Varisia, prò ut disposuit. Ad Nofem Fontanas, est 
edìficaturus, a presenti die> et bora, postquam conditura, et edictum fnerit, 
perpetue j et kadefinite, debeat esse, atque teneri sub obedientia Yarisiensis 
Prepositiy qui yidelicet prò tempore in concordia fuerit in ipsa Ecclesia : ita 

ut fliud Hospitale, et Ecclesia, Altari Sancii Yictoris de Yarisio semper 

permsmeats et in Testo Saacti Yictoris ad Missam teneantur dari a Magister 
Hospitalis, et illius Domus, otnni anno duo Gandelabra aecensa, videlicetde 
duos libris cere, que libre sint de duodécim untiarum, per unamqaemque li- 
bram, sino fraudo; et a Domno Yarìsiensi Proposito, cum aliis tribus suis 
Fratribus hebdomadariis , scilicet, ita ut sint quatuor, in Y-igilia Festivitatis 
iniQS Saacti, in eujus honorem ipsa Ecclesia fuerit edificata; debeat adesse, et 
officiare ipsam Ecclesiam decenter, et illis debeat dari honorifice potum ex. 
mero vino; in Festivitatis vero die, debeant sìmiliter, illam Bccìesiamofiiciare, 
et^ibi reficiantur a Magistro, et Fratribus Hospiulis, cibo, et potu, secundum 
quod convenerit die! illi bonorifice, Magister vero, vel qui primus fuerit il- 
Kos Hespilalis, debeat dare Yarìsiensi Prepoeito manum obedientie; et si Ma- 
g:ister Hospitalis cum suis Fratribus, voluerint ad ipsam suam Eeclesiaro Pre- 
sbiterum clamare, de Ecclesia de Yarìsio, a Prelato debeat exigere, et habere, 
qui similiter manum det obedientie ipsi Prelato, si tamen sitipse Presbiter, 
qui habitum, et vitam illius Hospitalis ducere vefit, stando ibi per annum iu 
probatione, et si infra annum discipliteuerft majorì parti Fratrum, et Magistro, 
ììceat eum dimittere, aliumque de Yarìsiensi Ecclesia recipere utsupra; et si 
in Ecclesia de Yarisi<> non invenirent, noe a Prepoeito babere possent, talem 
ut supra; virtotem babeant Magister, et Fratres accipiendi aliunde, qui simi- 
liter obediat Yarìsiensem Plrepositum, ut dicitur superìus; et si interim non 
invenireat, et Preebiterum, vel Glericum ad offlciandum ipsam Ecclesiam, se- 
GumumenveHent de Ecclesia Yarìsiensi aectpere, et Magistrum in ipso Hospi- 
tali prodigum, vel ita discordem adesset, quod majori parti Fratrum displice- 
r«t, et iW non conveniretin illaSancta Dotno; et hoc in arbitrio Yartsiensis 
Prelati, et Majorìs partis Fraternitatis Hospitalis, Yicinorum quoque de Yari- 
sio, eorum communi Consilio dimittatur, et alium convenientem, et honestum 
éligant, et confirment ibi, cui Fratres teneantur obedtre, prò ut Magistro, re- 
galarìter, et Canonico visum fuerit vult namque quod supra constitutum est....^ 
Actum in Chero supradicti Sancii Yietoris de Yarìsio felioiter. Unde duo Brej 



136 DOCUMENTI UJLUSTRATIVI 

via unius tenoris edita Bunt. *~.£go Guiscanijua ^x maiidaip,.et vice Domini 
•..mei Caldini AratUepificopi , Apo9toUoe Sedis Logati. — Ego AdieUrdtfd Lector 
ox mandato Dojiini AlgisU GimiliarGh^^ et CaDeellarìi SS. -*- Ego Philippus 
Diaconus SS. — Ego Giùscardua. Qiaooiius SS. -^ Ego Albericus Subdiaco* 
nus SS. -^ Ego Bogerios ex mandato J)omiQÌ Ottonia Subdiaconi SS* — Ego 

SubdiacooMS, et Modoetieotis Eccieaie Minister SS. . .-. « . mandajk» 

OttOBÌs De Samoirago, Bregontii , Alberti de (rirano^ Angeli Medici , 

Ottonis GiraoM, Victorini Tiberii De Vedano^ Vincentii GlavotU , Gnatiis Ci- 
seris, Guglielmi fìustigonis, GKflredi Gaffaroaii, Guidonia Marini r^GoUrdi. Die 
Moneta, Amizonis De Piscina, bregontii Pelila^ ii^ Jobanni« Tatti, tJgonia De 
Fpssato, Valguardi Judicis, et aliorum quamplorium Uberorum Hominum Te- 
stiiDm. Aderant ibi sijniliter de Fratribus Hospitalis GuUelmus De GuaUgita, 
Gianselnui^ De Fatt^. dietoa MilUus^ Garlevarius Verrigius, et Ugo Morboa, et 
Bottinus. ^ Ego Petrus Jttdex,.et Miwua Domini Frederìci Imperatori» Hradidì. 
— Ego Melior Judex De AlHPlft"^)* ^^ Misaua Domini Prederì^ Imperatoris. 

An. 1175.^» Convenzione fra il preposto delta chiesa pìevena di Castel 
Seprio ed i signori e cspUanì di Gasli^ne fotta da Milooe arciprete e ve* 
scovo di Torino, ed Alberto preposto di san Naborre. Carta tM'qfokivio dei 
Beuefidali della MelropoUiana, => In .nomine Sanote , et Individue Trinitatis. 
Inter Domnum Guis^rdum Mediolai^sis Ecdesie Diacoaum OrdinkricHn, Pie- 
bis de Castro SeprM) Pzepositum^ prò se, et Fralribiis shìs, et ex alia parte 
Domnum Onfreduu De Castillione, et Philippum^ prò se, et reliquia Dominis De 
Castillione, super Ecclesiis Beati Petri, et Beati Laureniii, quein eodem-Looo 
Castiilioni site sunt , eoram Domino Caldino Sancte Medìolanensis Ecclesie 
^ Archiepiscopo , Apostolice Sedis Legato ^bnjusniodi agitabatur controversia. 
Proponebat siqiiidem prefatus , Prepositq3 , predietas Ecclesias de Castittione 
omni jure ad prefatam Plebem de Castro Seprio pertinere , et tamquagi Ca- 
pellas eidem Plebi st^besse debere. E centra vero prefati Domini hoc infician- 
tes, easdem Ecclesias ita liberas esse asserebant^qi^ ad solum Dpmnum Ar- 
cbiepiscopom nullo mediante pertinebaat. Cum^ igìiur super hoe utraque pars 
suQs prbduxisset Teales> et Causa satis discussa fuisaet, placutt utrique partii 
et pariter p^ transactionem compromjserunt in Domnujn Milonem Sancte 
Mediolanensis Ecclesie Archipresbiterum , Taurmensem Epifcopiun , et Do- 
mnum Albertum Primiceriuni Lectorum, Saaeti Naboris Prepositum. Qib ex 
mandato, et auctontate JDomni AKhiepisoQpi Caosam ipsam suscipientes, pre» 
ceperunt ; Ut Capitanei De Castillione libere , quera velint ,. et unde velint , 
eligant Sa^erdotem, sive Glericum, Ambroxianum damtaxat,et idoneum, non 
Professami quem Preposi tus De Castro Seprio, si idoneus fuerit, investìat, et 
ab eo mannm obedienlie reoipiat; vel si prefati Domini non Saoerdotem^ sed 
Clericum taatum^ aut forte Secularem, vocaverint» prenominatus Prepositus, 
qui prò tempore fuerit, eum tonsuret, et ad Saoros Ordines represenlet^ qui 
accepto Grismate a Plebe babtiaet. Expensas auteln Plebis, que facto fuerlnt 
prò Apostolico^ vel ejus Misso; aut prò Arehiepiaoopo , vel eius Misso; au 
prò Comune Mediolani, ,pro rata suarum facultatani persoWat. -In fesUvìtat 
vero Beali Johannis EvangeUste, cereo» duos trìum librarumpro censu Plebi 



trfLAifB$i. 137 

anoaKter presteft; eà ia reddendo eensn, cum Gierieo stia bonoriiice reeipia- 
Ittr. FesU veri Beati Petrt , el Beati Laarentii , cQm tribus Ordinariis hono- 
rciìee faciat , sicut aìii Sacerdotes ejttsdera Plebis facilini. Si qaos eltam ad 
exeqoiaa^ MorUioraiii intitace Toluerìt, ]>rìmo Osdloarioa Plebis invi(ei« deinde 
extraneos si ei placHerit Ad Seraitniuin quoque, et ad Letanias Plebis, idem 
Presbtter vadat. Ad hebdomada vero in Plebe faeienda liber ah, et immunts. 
Preterea Saeerdos, qui in ipsa est Beelesia non reioùveiAiir, nee manum ^be- 
éientie dare eofatinr. Seà «i permanere voluerii a Preposito investialiir > ita 
tamen utsupradicta omnia fideliter exequatur. Alia vere super imposita^ vel 
eieeatio a Pfepoftito ejusdeia PteMs in preftitis Eoelesiis non fiat. Et sic flotta 
est Cansa. Actwa in Domo Dòinni Efnscopi, anno...... Millesimo, centesimo, 

septuagesinio tertio, mense Julii, Indietione sexta. — Ego Milo Taurinensis Epis- 
copo»» et Mediotoensis Archipreshiter a me facto SS. -- Ego AlbertiH Pri- 
iDìcerius iioelorum, ei ftancti Naboris Preposilus a me facto SS. 

A», fi 75. ss Convenaione fra l'abate di san Gelso di Milano, e l'abate di 
Moiimondo. P^iried. Namr. Cùp, CVL 

■\ 
IdenL ss Sentenza di Galdino arciYescovo di Milano in nna lite fra Oprando 
abate di san Stmplieiano di Milano e Pietro preposlo di Appiano > per al- 
cune decime. Carta neWarehéoio del mtmistero di sa» Simpfieiano. 

An. 1174. =" Sentenia< de- Gonsoli di Milano. Carta neUn raceoUa dipbnna' 
Mea del àg, dottor Sormaui 

/<Im9. ^ Breve di papa Alessandro ili, dove riferisce, ed approva la sen- 
tenaa data da Milone arciprete di Milano, e vescovo di Torino , per alcune 
differenze nate- fra il monistero e lii canonica di sant'Ambrogio. FwrieeU. 
Amhros»y num, 533. 

Idem. » Gonventione fra Oberto arciprete di Monza « i cotisoli di quel 
Borgo, e Gherardo Tintore, per regolamento di un nuovo spedale ivi fondato 
dal predetto Gherardo. Acta Sanetorwmj ad éUetn VlJunii ubi de Saneio Gherardo. 

Idem, = Diploma di Federigo iroperatcffe, conceduto al monistero di Mori* 
mondo. UgheL Tùm. IVy ubi de Arehiep. MedioL in Algieio. 

An. 1175. ^ Sentènza de' consoli di Milano contro i ccnaoli de' Pascoli 
di porta Yereellina. Carta nelVarehivio Ambroeiano, 

Idem, ss: Lascito di Gibuiao preposto di san Giorgio In PtUaitó a favore 
del clero delia sua chiesa. &udnm mpraek,, ubi de^Saneto Galdino 

Air. 1176. » Lettera scrìtta dai Milanesi aHa città di Bologna, intomo alla 
vittoria da essi riportata contro l' imperator Federigo. Hadnìfui. Uè Dieeto^ 
pagma liM. 



138 DOCUMBNTI ILLUSTRATIVI 

An. 1176. » Sentenza de* consoli di Mihino per la strada, che vadaGar- 
bagnate a Seguria, o Seguro. Corto nella raccolta diplomat d^ tig, doU. S(nvwini. 

• 1177. =s Sentenza de* consola de'negozianti di Milano, per una viottola 
in Monza. Ca/rta neWarchitio di san Giùeanni di Monza, 

Idem. » Bolla di papa Alessandro HI, a favore di Oprando abate del ino- ' 
nìstero dì san Simpliciano di Milano. Murator. Aniiq, meda avi, Tom, IIJ, p, fi9, 

An, 1178. «Convenzione fra i preti deHa chiesa di sani* Apollinare, e quella 
di santa Maria ht VaUe, nella città di Milano. ?wneell. Ambros,, num. 585. 

Idem, « Sentenza de* rettori della società delle città d'Italia alleate, a fa- 
vore delle comunità di Llmonta e Civenna; suddite del nionistero di san- 
t*Ambrogio. Id. Ih,y num, 57S. 

idem, 9= Sentenza di Algisio arcivescovo di Milano in una lite fra la chiesa 
del santo Sepolcro di Ternate, e i consoli di quel luogo. ìd. Ih. , num, 574. 

léem, = Sentenza de* consoli di Milano per certi beni in Garbagnate. Carta 
nella raccolta diplomatica del signor dbUor Sormani, 

An. 1179. a Diploma di Federico imperatone, a fóvore del monistero di 
sant*Ambrogio di Milano. Furiceli. Ambrog,, num, 575. 

Idem, = Sentenza de* consoli di Milano a favore di Colomba badessa del 
monistero d*Orona. Carta neWarchwio del moni^ero di sant'Agostino in Porta 
Nuova, 

Idem, *= Donazione di Anselmo da Ro ordinario della Metropolitana per 
celebrare in essa la festa dell' Invenzione della santa Croce. Murator. Antiq. 
meda (evi, Tom: IV, pag. 857. 

> Bolla di papa Alessandro IH , in favore del monistero di Morìmondo. 
Ughel, Tom. IV, uhi de Arehiep, MedioL in BobeM>. 

An, 1180. «= tetterà di Algisio arcivescovo di Milano alla città d* Alessan- 
dria, intorno al vescovo di essa. Ughel. Tom. IV, uhi às Episeopis Alexandria, 

• 1181. Bs Diploma di Algisio arcivescovo di Milano conceduto allo spedale 
di sant'Ambrogio del luogo di Molina , presso a Barasso , nella Pieve di Va- 
rese. Carta nell'archivio della chiesa pievana di Varese. ^^ Algisius dei gratta 
Sanctas Mediolanensis Ecclesie Arehiepiscopos. Dtlecto in Cristo FìKo Alberico. 
Magistro Hospitalis Ecclesie Sandi Ambrosi! de Molina, ejusque Fratribus tam 
prnsentibus, quam futuris, id' perpetuum. Jostis petentium postulationibus di- 
gnum est faciiem prebere assensum, et ea que a rationis tramite ìion discor- 



MILANESI. 139 

dant efifectu sunt pefteqQente adimplenda. Ea propter DRecti in Cristo Filit 
devotionem et mnilitatem, qnaiD erga JNos, et Medìolanensem Eeclestam geritis 
atlendentes, eamqae phiriiiium commendantes in Domino , cc^noscentes quo- 
que ex tenore instramenti fondUoris, Eeclesiam Saneti Ambrosii de Molina, 
in qua Divtnis mancipati estis obsequiis, in miniaterlo Paupenim jugtter de- 
jiervitis, ad Medìolanensem Ecele&iam, nulla alia persona, ye\ Ecclesia inter- 
posita, tantum spectare ; vestris justis petitionibus grato coneorrentes assensu, 
predietam Eeclesiam, et Personas vestraa^ in noatra, et Sancte Mediolanensis 
Ecclesie protectione; et defénsione, sùscipimus. Statuentes ad presene, ut nulli 
omnino Hominum, Clerico , vd Laico , in nostra commoraate Diecesi Hceat , 
vel per manum obedientie, vel quocumque alio modo, aut quicquam alind 
exigere, nisi Sacerdoti de Baraxo, qui jus Parochiale babet , et annuatim ab 
ficdesia quinque solidos in Pesto Saneti Martini , ut constitutum est , debet 
habere ; Plebi Yarisiensi, cui qnandam obedientiam, seu reverenttum, et pran< 
dinm, et partem candelarum in Pesto Sancii Ambrosii faoere debetis, et dare ; 
salva in omnibus auctoritate nostra, et Sancte Mediolanensis Ecclesie, fi qua 
ìgitur Eeelesiastica , Seeularisre Persona , nostro coramissa regimini , centra 
hanc nostre Constttutiooi^ paginam venire non timens, in quibuslibet aliis, pre* 
ter ea que superius dieta Sacerdoti de Baraxo, et Plebi Yarisiensi concessa 
sunt^ Yos aggravare temptaverit, et secnndo, tertiove coromonita satisfactione 
cengrua suam non correxerìt temeritatem, a Sacratissimo Corpore Domini 
nostri Jesu Cbrìsti fiat aliena, et in extremò examine Divino ultioni subja- 
oeat. Omnibus autem eandem constttutionem ser^antibus pax multtplicetur, et 
«grafia in perpetuum. Amen. — Dat Anno Domini Miltesimò, centesimo octua- 
gesimo primo. XYI Kàl. Maji, Indletione XIY. 

Alt. 1181. => Sentenza data dair arcivescovo Algisio, nel suo palazzo di 
Staziona, a favore del monistero di sant'Ambrogio. FurieelL Ambros.^ num, 577. 

Idem. «3 Yendita fatta da Guglielmo -abate di san Celso di Milano, al mo- 
nistero di Morimondo. U^fheL Tom. IV, m archiep. medùat. ubi de AlgÌ9Ìo, 

Idem, sa Sentenza de' consoli di Milano a favore del monistero di san Yit- 
tore. Carta ndtearekmo di quel monistero, 

An, 1182. Bt Sentenza di tre delegati apostolici in una lite fk*a l'arcivescovo, 
ed alcune chiese di Milano , per l'uso delle dalmatiche. Carta nel Codice di Be- 
roldo, che si conserva nella libreria delk^ MetropoHitana, «= In nomine Domini 
nostri Jesu Christi. Amen. Cause , que in oontentionem deveniunt , qualìter 
eoncordia, vel juditio terminentur, fidei commiltitur Htterarum, ut habeat se- 
eutura Poeterttas, quid evidenter a^oscat, et uè super hits, que decisa sunt, 
(4>Uvione teniporis possit ullatenus oberrare. Propterea Nos Dei gratia Te- 
baldus Placentinus, et Petrus- Lunensis Episcopi cum a Domino^ et Beatis* 
Simo Patre nostro Lutio Summo Pontifico delegati essemus, ad cognosceudam, 
et dei&nìendam eausam , qu» vertebatur inter Algisium Yenerabilem Arcbie- 
piscopum Medìolanensem ex una parte ^ et Sancti Georgii, et Sancti Lauren- 



ilo DOCUHSIITI ILLUSTRATIVI 

tii, et 8ancti Stephani, et SancU Ambrdsii Preposik», éi qaosdani alios Gle- 
rìcos, quorum unus erat Magister Goalterias prò Eoeieaia Sancti Naaarii ex 
aiterà parte wper usu Dalmaticarani) et Albamra, qate in suis Bccltsiiseom-v 
petere dioabant; sed Domimis archiepisoopos difidebatiir ; feoeptis Testibus 
antique CoosueUidiiiis tantum secandam -tenorem iitteiurum J^ymini Pape ; 
viais etiam atteetalìombus atrìueqoe Partis , et perlectie, quas Dominus Papa 
Nobis bullatas tranamisit, multis etiam allegationibus utriueque Partis diligen- 
ter auditia, et intellectis; utrsqiie Parla presente, talam iD'scnptiepronuntia- 
(PUS Seutentiam. Scilicet, ut Diaconua, «t SubdiaeoRui pradictarum Ecclesia- 
rum in Missìs novorum Sacerdolum et in Festiyitatibas Ecclesiarupoi sua- 
rum, et in vocabulis altarium suorum» et in Vigiliis, ad quas Feativitates , 
ei VìgiKas Dominus Arohiepiseopus^ vel Ordioarìi non axkiedant. DomioiBB 
Archiepiscopum condemnamus suprascrìptis nomiae fieelesiarittjB suanun , 
ut usum lialinaticarum , et Albanun «is non proibeat ìmmo eoncedak in 
omnibus vero matutinallbu» Missia usum Dalmatiearum , et Albarum su- 
prascriptis nomine Bcclesiarmn suarum penitus denegamus, et Domìnum Ar- 
chiepiscopum ab eorum petitione abseWimw, «t ne eis in prafalis Jfissis utan- 
tur eos prò predictls Ecolesiis jam dicto ^^mino Archiepiseopo eoademaamus. 
Actum est hoc Anno Dommice Incamatioois Millesimo Cenlesimo ootuage- 
simo secando die Dominico , quartodeeimo die NoTembris. Indictione prima , 
in Civitate Mediolani, intus Ecdesiam Sanati Ste&ni in Brolio. 

Interfùerunt Testes. Dominus Gusla Pergamensis fipiscopos, et Frstres sui, 
scilicet Gttiiìelmus De Sanoto Vineeotio, 0t Guascus Caoonicus Sancti Alexandrl. 
Miio Taurinensis Episcopns. Dominus Sua» , Arcbipreshiter Saiiete Marie d|||. 
Monte, Magister Filippus Ordinarli Majoris Ecclesie Mediolanensis « Domifìtts 
. Guiscardus Vicecomes, Ugo De Ozano , Magister Rolandus Gancellarius, *Otto 
Vicedomimis, Oldo Grivellus, Giùscardus De Araago, Magister Faxatus« Ma- 
gister Arduinus, Albertus Menclotius, Lanterius tle Lampuaiano ; omoes Or- 
dinarli sapradicte Majoris Ecclesie. Dominus Otto De Dervio Camerarius Do- 
mini Archiepiscopi , Ugo De Piiovari , Magister StefEmus Pakonerius» Domi- 
nus Ambrosius Abbas Sancti Victoris, Obertus Balfous Monaohus ejusdem Mo- 
nasteri!, Dominus Albertus Primicerius Lectorum, idemque Prepositus Sancti 
Naboris, Presbiter Suzo Sancti Michaelis Cappellamis Domini Archiepiscopi , 
Presbiter Beatus Ecclesie Sancti SaWatoris, Presbiter Junius Sanoti Slephani 
Ad Fontes, Presbiter Guido Sancti Silvestri , Magister Puteus Presbiter San- 
cti Pauii Io Compito^ Magister Durantus, Magister Johannes Scriptor Archie- 
piscopi. Dominus Johannes Judex, Gulieimus Judex, qm dicitur Cakiagrixia, 
Passaguerra iudex , Suso de Marliaoo , Jordanos Stefanardi , Resonatus De 
Lampuniaoo, Bellottus De Apiano, Dominus Advooatus de Taurino, Andrìot* 
ttts De (Miollo, Rogerius Saiariua, Ardericus Spata, Johannes Testa, Guidot- 
tus De Feria, Pretiatua De Aiiate, Johaanes De Aliate, Girardus De Marliano, 
Laurensouus Prealoni, Martinus Domini Archiepiscopi , et Anaetmus de Bro- 
dello. — f Ego Tebaldtts Dei Gratià Placentinus Episeopus SS. — f Ego 
Petrus Dei gratta Lunensis Ecclesie Minister SS. — figo Arnabous Sacri Pa- 
latii Naurius hntc Sententie interfui , et ex amenitione prefatorum Episco* 
porum eam scripsi. 



lUJJkNESI. 141 

An. 4182. » GonconUa stabHfU da Algisio arciveseovo di MihiQO Ira la 
chiesa pievana di VaiMa, e Tareipreie di sanU Maria del Monte. Caria nel- 
t^ Archivio deUa mddetia chiesa piwana. »» Anno Domiaiee IncarnalìoDis Mil- 
lesimo, centesimo octuagesimo secundo, die decimaquarta exeunte Madio,in Ghri- 
sti nomine. Incipit memoria earum reroni, quas Varìaiensis Ecelesia habebant in 
Ecclesia Beate Marie de Monte; videiicet. In YigìHis Pentecoates, pulsatis Matuti< 
nia, uaqne ad finem Ye^)eramm ejusdem diei» tota cera, et omnes candele, qaè of- 
iénmturattper ahare, stne argento cere immisao» eram Cleiieonim Yarisieosinm, 
Cintoaria, et pretium prò eia daliun, doe partea VamieMiiMn Clericorum, ei ter- 
tia Archipresbiteri de Monle. Simililerde pannis, ut de Cintuaribus. Ac scienduoi 
esXy qnod prima Missa io aurora faota, epectabat ad Archipresbiterum , alia 
omnea ad VariaieBsem ficcleBiaro; et siculi dictnm est de Oblationibos in Vi- 
giliìs Pentecostes» ita intelligendam de Vigiliis Assumptionis, et in Festivitai^ 
Omnium Sanctonim^ palsatis vesperis post Meridiem arbitrio Prepositi, us 
qué ad expletionem Majoria Misse alteriua diet, at in bunc modum Ecelesia 
Varìsieusis habuit, et teooit , usque at tempos hufus instrumenti in Ecclesia 
Beate Marie de Monte. .Sed quoniam inde multe dissentiones oriebantur, Do- 
mimis Algiaius Prepoaitua Varisiena& Ecclesie cum comuni coneilio Capitali 
sui, et in presentia Domini Algisii Reverendi, et Veiierabilis Sancte Mediola- 
nensis Ecclesie Archiepiscopi « et Alberti Menglotii Ecclesie Sancte Marie de 
Mediolano Ordinarti, atqne Consilio, et«firmamento Presbiteri Gulielmi Ma- 
gistri Chori, et Presbiteri Arderici Archipresbiteri de Sciano, et Presbiteri 
Johannis, qui dieiiur Salix, et Presbìteri Gerardi De Barasio, et Magni De 
Caaeiago, et Guiseardi et Gulielmi De Bossio , et Ottonis De Barasio Clerico- 
rum predicte Ecclesie de Yarisio, qui omnes ibi aderaot^ et in presentia eo* 
rum hoc instrumentum factum fuit, tale fedus cum Domino Petro De Buxolo 
Archipresbitero diete Beate Marie de Monte inter se pepigeruut , videlicet. 
Predictus Prepoeitus eum Capitnlo suo debeai eligere de Capitulo duas Persona», 
et Archipresbiter uoam de snis; et iste tres Persone debvnt prestare juramentum 
salvationis, scilicet quod colligent, salvabunt, et conaignabunt Preposito, et Ca- 
pitulo, et Arehipresbiteroy vel Nuneiis eonim omnem oblationem denariorum , 
cere, candelarum» et panni, atqne Cinluariuin ; et ipsi debent inler se taliter 
dividere. Due partes debent esse Archipresbiteri , et tertia Yarisiensis Eccle- 
sie. Et prò hac tali concordia Prepositu» com Capitulo reliquit Archipresbi- 
tero decem et Octo sestarios frumenti ad minorera mensuram, quoa Yarisien- 
sis Ecclesia habebat in Ecclesia Beate Maria de Monta siagulis annis, et de 
omnibus partibus , quas Yarisiensis Ecclesia habebat in dieta eadem Ecclesia 
BeM Marie, queerantdesex fercnlis, triafercula que vult retinuit, ettria reliquit. 
Et omnia isla superiua nominala sino frande Aant ; Jiam sic inter se convenerunt. 

Actum in Palatio supradieti Archiepiscopi de Yarisio , et in presentia ut 
sapra , unde due carte eirum , unius tenoris facto , ieri rogaveruot. 

Idem. « Bolla di papa Lacio ili, in. coi conlanna una traBfasione seguiU 
fra il preposto di santo Stefano di Rosate e4 il preposto di santa Maria di 
Crescenzago per la decima di Cuoigo. Carta neW archivio dell' abate commen- 
datario di eanta Maria di Crescenza<jo, 



142 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

A%. ii83. » Decreto di Federico imperatore» che addoinandasi comune- 
mente la pace di Gostanza, pubblicato colle varie lezioni dal signor Muratori. 
AnUq. medii <m. Tom. IV. pag. 307. 

Idem, =» Diploma di Algisio arcivescovo di Milano a favore del moni* 
stero di sant'Ambrogio di Firenze. Ugkel, uhi de ^^<yp. Fhreni, 

. Atu 1184. ss Sentenza data per ordine di Uberto Crivello cardinal legato 
a favore degli abitanti di Limonta. FuììcbU, Asnubroei wiim* 584. 

Idem. ^ Diploma di Federico imperatore, con cui investisce Obizone mar- 
chese d'fiste dei marchesati di Milano e di Genova. MwrailiorL AiHicÀtìd EiUn/n. 
Lib, L Gap. 6. 

Aa. 1185. 3=s Diploma delio stesso imperatore a favore della città di Mi- 
lano, hurieell, Ambros. nmm. 587. 

# 

Idem, as Diploma del medesimo a favore deli* abaie e de' monaci di san- 
t'Ambrogio. FitriceU. Ambra», num. 592. 

Ideìn. = Bolla di papa Urbano III, a favore di Oliverio preposto di san* 
t'Eustorgio^e de' suoi fratelli* NèU'arckwio di soiUa Maria delle VeierL 

Idem, =. Conferma dell'alleanza fra le città della lega Lombarda. Mtiralm\ 
AfUiq. medii tevL Tom. IV.^ pag, 319« 

An. 1186. = Diploma di Federigo imperatore conceduto al monistero di 
Chiaravalle presso Milano. Carta MU'arckiirio di quel monistero eiiaia dal Pm- 
ricelU MS, nella Biblioteca M^'omaHa. C. in foi, in num. 76. 

Idem, » Diploma del medesimo a favore de' Milanesi, a' quali concede le 
Torre della Ghiara d'Adda. Mwrator, AnUq, medU mvi. Tom, IV., pa§. 229. 

Idem. :» Fondazione di un nuova canonicato degli ordinar] della chiesa 
milanese^ fatta da Milone vescovo di Torino ed arciprete della Metropolitana. 
Murator. Antiq. medu m>i. Tom. /K., pag. 855. 

Idem. = Bolla di papa Urbano IH, a favore del monasteri di Morìmondo. 
Citata dall'Ughdli, dove UraUa degli aràoeicovi di Milano. 

Idem, Si Breve dello stesso pontefice scritto ai consoli e borghesi dì Monza> 
{)erchò non molestino i frati dello spedale di san Biagio. Citato dcUfArgel- 
lati, Bibl. Seri^. Mediai. doM tratta di Urbano HI. 

Idem. >s Bolla del medesime a favore del monistero di Cremella. Citata 
dallo slesso Aulore. Ih. 



UILANSSI. 145 

.4j». ii86. :» Bolla del medesimo al preposto ed ai canonici regolari di 
Cresceniago, per la fondazione della nuova canonica di Bemate. GaMeL Penn. 
Htslor. Canon. Re^. pag. 462, et teq. 

• 1187. s» Bolla del medesimo a Corrado preposto della nuova canonica 
di Bemate ed a' suoi frati. Joan. PhiUp, De Novaria Chrm. Canon. Re§ul. 

Idem. =« Sentenza di due cardinali delegati dal pap^t in una causa fra An- 
selmo vescovo di Como ed Ambrogio abate di sant'Ambrogio di Milano fa- 
vorevole al secondo. FtuicelL Ambroi. num. 606. 

An. 1188. » Bolla di papa Clemente HI, a (avore della chiesa di Monza. 
Zuedd Gkrie di Monza, pag. 79. 

Idem. =3 BolU dello stesso pontefice a favore del monislero di Morìmondo. 
Purieell. MS. tupracìL 

Idem. =s Bolla del medesimo a favore di Nazaro preposto di sant'An)bro- 
giOj e de* SUOI fratelli. Cedex in Bibl. Meirop. sign. f num, 90. 

Idem. s=s Sentenza di Filippo da Lampugnano arciprete delia Metropolitana 
a favore dell'abate di sant'Ambrogio. Carla neU'arehimo amlnrosiano. 

Idem. OS latenza di Milone arcivescovo di Milano , circa il juspatronato 
della chiesa di san Sepolcro^ Carta neU'arehwio della ste$$a ehieia. 

Idem. s=z Disposizione testamentaria di Alberto da Somma suddiacono della - 
santa chiesa romana, che fonda il XIII caAonicato in sant'Ambrogio. Carta 
nell'cprehifrio de' eanoniei ambroiiam. 

Idem. »> Sentenza de' giudici della corte di Federigo imperatore, i quali 
teeiJono, che l'isola di Fulcherio era .una regalia. Murator. Antiq. medU ofvt. 
Tom. U, pag. 79. 

Ah. 1189. s» Concordia fra il monisiero di Morìmondo e la pieve di Ca;{u- 
rate fatta da Filippo arciprete della Metropolitana» Ughel. ubi de Archiepisco- 
pi$ Mediai, m Milone. 

• 1190. =s Diploma di Milone arcivescovo , cou cui conferma la concor- 
dia stobiliu fra due capitoli di Bergamo. Ughell. Ib. 

Idem* SB Sentenza del medesimo in una lite fra i monaci e 1 canonici di 
sant'Ambrogio. Furiceli. Anéros. nwn. 615. 

Ali. 1101. s» Sentenza di Paolo abbate di san Pietro di Lodi vecchio, e di 
Oberto preposto della chiesa di Bergamo nella stessa causa. Pur. Ib. n. 617. 



44ì DJCUMHNXC ILLU&TIlATIVt 

A». 1191. » Bolla di papa Celestino III, eoa cui coBreraa la Uraosaziooe 
falla fra la canonica di Crescensago e la pieve di Segcale ; per la deeima di 
CresceDxago. Carta neU'architio deWabaU eomminéaiano di Omeenstago. 

idem. >=a Diploma di Enfieo detto oomunemenle il Sesto iioperatore à fa- 
vore dei Pavesi , dove descrive i confini del loro territorio, fiattas Da Gif- 
mnasio Tietnemi. Cap. XIV, pag, 109. 

An. 119S. «s Sentenza di Milooe arcivesoovo fra i lettori e i deeumani della 
Metropolitana. Caria neWarckkio de' bene fidati delia sieeta MeetL 

•■ 119S. nr Diploma di Milone arcivescovo a favore deirabate di sani* Am- 
brogio. PuricelL Ambr. num. 621. 

• 119Ì. «= Diploma dello stesso arcivescovo a favore di Guidone preposto 
di sant*Euslorgio e de' suoi fratelli. Saxius Seiies Archiep, in Mikme, 

Idem, = Diploma del medesinTo a favore di Ugone arciprete deHa chiesa 
de decumani, cioè dì san Gabriele, per la quale erano nate alcune controver- 
sie fra essi e i lettori delia Metropolitana. Carta nella raccolta diplomatica del 
chiarise. eignor doti. Sormanù 

Idem. «B Decreto di Druseo legato, imperiale a favore del hiogo di Trtvil- 
lio. ùn'ta nell'archivio di TrivilUo, = Druschus Sacri Legatus Imperli in Ita- 
lia. Uaiversb Imperli Fidelibus in Lombardia salutem j et sioceram dilectio- 
nem. Scrire volomus universos Fìdeles Imperli ad quos bec pagina pervene- 
rit, quod nos ex privilegio Serenissimi Domini Imperatorb Henrici^ ceterisquo 
Anteeessorum Saorum Divorum Imperatorum privilegiis, solemniter et mani- 
feste cognovtmus Abbatem, Congregationem, et omnes liominesde Trivillio 
Grasso speciali jnre ad Gameram Domini Imperatoris pertinere, el F\odrum Do- 
mino Imperatori, vel Nuntiis Legatis suis debere persol vere. Ita quod ipso Se- 
ix^niasimus Dominus Imperator Henricus auctoritate privilegii sui ab omnibus 
aliis personis, quantum ad Fodnun pertinet, eoe absolvit. Cam igitur ìpsi 
tanta privilegiorum auctoritate gaudeaot, ut nemo in eos aliquam^odri exa- 
ctionem exercere debeat preter solam auctoritatem Imperialem , cui servire 
tenentur. Mandamus Imperiali qua fungimur auctoritate distriete préoipien- 
fes, m nulla Civitas, nuUum Conunune, nulla Potestas, nulla denique Per- 
sona alla, vel liumtlis aliquas in eos vel in bona eorum escactienes, vel an- 
garias presumat exercere , nisì prius veniat ad preseniiam Imperialis Excel- 
lentie, ve) noetram, aut-aliorum Legatorum Imperialium, et cenvenieiitibus 
probet rationibus quicumque babele se credit in eos Jarisdictionem, loteirea 
autem in pace, et tranquillitate, et absque gravamine dimitta^lr. Quod si qua 
Civitas, vel Comune, Potestas, vel Persona coaira pcedida privilegia, et eon« 
tra hoc nostrum mandatum Imperialis precepti venire attemptftveril , Impe- 
rialem se noverit iodignationem incurrere, et hanno Imperiali subiacere. Da- 
tura Papié. Anno Domioice Inearnationis MiUesinio centesimo nonagesimo 
quarto, quintodecimo die mensis Martii. 



MILANESI. 14o 

Art. i!95. » Dtploma dì Enrico VI imperatore a favore del moni^tero di 
Morìmondo. Ugheh in Archiep. MedioL Tom. IV, ubi de Milone, 

Idem, ss Editto di Giovanni Lilo d'Asia legato dell' imperatore, con cui 
n.ette al bando dell' imperio i Milanesi. MnrtOor, .Inft^. meéii asvi. Tom. IV, 
pag. 481. 

Idem. Conferma della Lega Lombarda rìoovata in Borgo San Donnino. Ih., 
JM^. 485. 

An. ii96. » Islrumento della elezione Ui un nuovo arciprete di Uonza fatta 
da Oberto da tcrzago arcivescovo dì Milano. Carta neWarckivio di Monza, =3 
Quonlam vita hominum est fragilis, et eorum memoria iabilis, et quicquid in 
tempore geritur cito labitur, et plura hominibus, qu» genintur, et fiunt coriii 
retinere difficile eét; Idcirco ego infrascrìptus Jacob. Rabia jadex bac mis^us 
Dni Henrìci imperatoris ea, que infrascripto die in hoc speciali negotio inter 
Bcclesiam beati Johannis Baptistos de Burgo Modoetia, soilicet super gradum 
ejus, a Dno Oberto Cìvltàtis Mediolan. venerabili Arebìepisoopo, etetiam tunc 
prsnominatse Ecclesìa: Sancii Johannis existente Arclripresbytero, acta, et dieta 
snnt in actis publfcìs reduxi. Qui stans» et manens super pr»nominatum gra« 
dum in publico dixit, et statuit coram universis homlnibus, Glerieis, et laicia, 
et popolo Burgi Modoeti», et me isto Jacobo audiente, et intelligente, et verba 
ejus prò posse notante : Ego Archiepiscopus Mediol. sum, et adhuc Archipre- 
sbjter Ecclesi;e beati Johannis de Modoetia sum. Et volo eligere Archipre- 
sbyterum, qui regat islam EccJesiam Saneti Johannis» et re$ ad istam Bccleaiam 
pertinentes ad onorem Dei, et homnium Sanctorum ejus, et ad onorem istius 
Sancti. Quem eligere volo, et eligam conscilio majoris partìs, et etiam triuni 
jpartium fratrum meorum, et Canonicorum istius Ecclest». Et hanc electionem 
hic palam fatio non hauctoritate, seu jurisdictione Àrcbiepiscopat. sed haucto* 
rftate, et jurisdictione ArchipresbyteratUs istius Ecclesi». Unde voco, et clamo, 
et eligo Dnm Heriprandum qui dicitur de Raude canonicum istius Ecclesias 
fore Archipresbyterum. Et inde factum est publicum instrumentum ad perpe- 
tuam mcnioriam retinendam Anno Domiéic» Incamationis millesimo cente- 
simo nonagesimo sexto quinto die Martii. Indie, quartadecima. In;erfuerunt 
Ihs de Arena, et Martinus Zua, et Johannonus Ferrari, et Jacob. Grassus, 
tune consules istius Burgi, Dominicus Lorenzonus, et Otto Penna, et Bergani. 
Bertarì, et Catiardus Pcfluccus, et Secamilica Cagapellus, et Similinus de 
Lixonp , et Johannes , et Otto , qui dicuntnr Medici , et Dnus Goifredottus 
Grascell. tunc consul. Medio). , et Albertus Spata similiter de Mediolano , et 
Croio, qui dicitur Lorenzonus, et Carlevarius de Oltiammis, et Ariprandus 
Grassus, et Guido, qui dicitur de Carate, et Guilielmus de Montebrelto, et 
Albertus, et Johannes, qui dicuntur de Vetulo, et Adam, qui dicitur de Ce- 
nate, et Montinus de Megloe. Et alii compi ures testes, Et inde due? carta* uno 
tenore sunt scriptic. — f Ego Jacob. Bahia judex nolanus sac. pallalii, et 
Imperatoris missus hanc cartam scripsi. 

Giulinì, Documenti Illustr., ecc. K 



146 DOCUMRNTf ILLUSTBATIVI 

An, Ild6. =^ Breve ()ì papa Celestino III , con cui oonfMma alla chiesa 
pievana di Varese i diritti ch'ella aveva sopra alcuni feudi ecclesiastici. Carla 
neW archivio di queìla chiesa. 

Idem. '^ Diploma di Enrico Vi imperatore a favore de' monaci di sant^Am- 
brogio. Puricell. Amhros , num, 625. 

Idem. n> Trattato di pace eonchiuso tra i Milanesi e i Coma^idii. Troicritto 
in parte da Rafaele Fognano M. S., dove tratia delta famiglia da LandrianQ. 

An, 1197. «= Diploma dì Filippo Da Laropdgnano, con cui conferma lare- 
gola della congregazione de* canonici regolari di Crescenaago. Carla iMU'ar- 
ehivio deU'abale eòmmendalario di Qre$eeHzago. »« PhilH>pus Dei gratia Sancle 
Mediolanensis Ecclesie Archiepiscopus Dilecto in Chrislo Fralri Wilielmo Pro- 
posito Ecclesie Sancte Marie de Cresoentiaco ejusqite Fratribus tam presenlilMis» 
^piam fulurìs in perpetuum. Piutoralis Officii cura» quam licet indigni gerimus 
Bos admonet, et horlatuf Ecelesias, et Ecclesiaaticas Peraonaa diligere, et eorum 
incrementa,, quantum cum deo posaumus > utiliter promoYere. Ba propter di- 
lecti Pilii veìitris justis annuentes petitionibns, et eia grato concurrentca as* 
sensu, atteodenlea etiam ildem obedìentlam, et sinceram devotionem, qiiam 
nobis aemper« Ecclesie nostre Matris vestre impeodere usi fuistis, Ecclesìam 
vestram» inquajugiter Divino estis roancipati obsequio sub S. M. E. e.t nostra 
suscipimns protectione, et ea que in privilegiia Venerabilium Predecessorum 
noBtrorum Oberti, et Algisiì bone memorie cootinentur vobis iudultis, presentis 
scripti patrocinio commanimus. Speei^iter quoque libellum de Ordine, ac re- 
ligione vestra a vobis confectum, secundum Apostolicum ordinem, et religio- 
nem, sub obedientìa bone memorie Otouis, et Lanfranci Prepositorum, jam 
dudum servastis, auctoritate S. M. E. et nostra contirmamus, et noatri scripti 
patrocinio comunimus. Prohibentes, et firmiter precipìentes, ut nulli omnioo 
hominum Ecclesiastico, vel Laico, liceiit Ordtnem, aut Religionem vestrani in 
scrìptis redactam infringere, diminuere, vel prevaricari; ita ut quod Preposito 
de Grescentiago, et iUis Prepositis de Ordine vestro, qui prò tempore ftierint 
liceat de conscilio Capituli de Grescentiago ordinanda ordmare, scribere, et 
conflrmare: salva in omnibus, et per omnia Mediolanensis Ecclesie auctoritate 
statuentes etiam ut quascumque possessiones, quecumque bofia in presenliarum 
juste possidetis, aut in futurum concessione Pontificum, iargitione R^gum, vel 
Principum, oblatione Fidelium, seu alita justis mòdis, prestante Domino, pò* 
teritis adipisci, vobis, vestrisque Successoribns firma permaneant, et illibata» 
Sepulturas quoque illius loci liberas esse statuimus, ut eorum, qui se ilUc se* 
pelliri voluerint, devotioni milUis obsistat; nisi forte sint excomunicati , aut 
interdicti. Preterea liceat vobis decimas nostre Dyocesis, quas Laici possidente 
et inde^ suos habent libellos redimere ; vel si donale fuerint, et alias Fidelium 
oblationes tam prò vivis, quam prò defunctis , absque alicujus contradictione 
suscipere In subiecUonis vero signum nobis, nostrisque Successoribus libram 
unam cere annis singulis persolvetis. Alia vero superimposita vobis a nobis y 
nostrisque Successoribus fieri non liceat. Si qua igitur Ecclesiastica Seculari»ve 



MILANESI. 147 

Persona nostro regimiDi comlssa hanc noslram coMlituiionenif sett eonlirma- 
tionein infringere tempUTerit» ve! si qnis de Pratrìbut Yestris Ordinem ve- 
stroin in scrìptis redactum per superbiam, et contemptum obeervare despexeritf 
secundo, tertiove comoioBitos, vel comroonita, si non satisfactione debita con- 
gnie emeodaverit, roaledietionem centesimi octavi psalmi incurrat, et in estremo 
examine divine subiaeeat ultioni. Cunctis aulem eidem loco jura servantibus 
pax multìplteetur, et gratia Amen. Actam est hoc Milesimo centesimo nona- 
gesimo septimo Indtctione XY. in Pallatio Dni Archiepiscopi de Brìbia X. dìo 
roensis Julii. — f Ego Philippos Mediolanensis Archiepiscopos SS. -^ f Ego 
Petnis Archipresbiter SS. — \ Ego Snio Sancti Alexandri in Zebedia Dia- 
eoBUs jussa Dni Jacobi Mediol. Archidiacom SS. — f Ego Ugo Presbiter SS. 
— f Ego OMo Presbiter SS. — f Ego Jacobus Presbiler SS. ^ f Ego Obertus 
Mediol. Ecclesie Diaoonns SS. -> f Ego Wilielmus Diaconns SS. — f Ego 
Jtulamont Diaconus SS. — f Ego Petnis Diaconus SS. — f Ego Lanterius 
de Lampugnano Subdiaeonns SS. -« f Ego Ugo Sabdiaoonns SS. — f Ego 
Albertus Subdiaeonns SS. ^ f Ego Henricus Mediolanensis Cancellarias SS. 
ÀpparH chordida viridii sigilio 'amiuo. 

An. 1197. sa: Convenzione fatta per ordine deirarcì vescovo Filippo fra Far» 
ciprete dei Decumani della Metropolitana ed un chcrico. Caria nelVarehivio 
de'henifieiatì della $ie$sa chiesa. 

Idefm. s= Nuova convenzione tia i Milanesi e i Comaschi circa il luogo di 
Montorfano^ Paulus Rhaudemii De sua Familia. 

An. 1198. = Trattato di pace fra ì Milanesi e i Lodigiani. Mvrator. Antiq. 
meda avi. Tom. IV, pag. 367. 

idem. «= Molte lettere di papa Innocenzo HI del presente anno e dei so- 
gnenti, che riguardano le cose milanesi. Balut EpiM. Innoc. IJL 

Idem, or Breve dello stesso pontefice a Filippo arcivescovo di Milano, in- 
caricandogli la decisione delle nuove controversie fra i canonici e i monaci di 
sant'Ambrogio. Caria wll'oTthivio di que'motiaei. 



SECOLO XIIL 



An. ifH^. » Privilegio conceduto da Filippo arcivescovo di Milano ai frati 
Umiliati della Brera del Guercio, per fabbricare una chiesa ed un cimitero. 
Corto nel Codice diphmalico degli UmtUaii nella Uhreria del collegio dei padii 
Gesmii di santa Ilaria in Brera. »* Philippus Dei gratia S. M. E. Archicpi- 
scopus Diiectis Filiis Johanni Bello, ejusque Confratribus, et toti Congrega- 
tioni Domus site in Braida olim de Guertio, nùnc vestra in perpetuum. In eo 
sumus locò, et officio per Divinam mìserieordiam cooiìtituti,ut bis, que debita 



148 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

(levotioiie> ad laudeni, ot honorem Omnipotentis Dni statuiintor, et ordinantur 
nostre auctoritaiis robur debeaiuus gratis itnpeitir^ et quantum cura Domino, 
et honore nostro possumus eorum statum ulililcr promovere. Hinc<est Dilecti 
in Dno Filli , quod nmUimode Religtonis , ac d<ìvotionis vesire probitate ne 
allende»tes, vestris justis feiiciter^annuìmuspetUionibus, eisgr^to concurrentes 
assensu. Oralorìi licentiam, et auctoritalem, quod in Braida vestra prefata fa- 
cere disposuisUs vobis prestamus. Slatueales ut adniodo liberum ìiabeat Cimi- 
terium, nee sit alicui tributo, vel honerì uHo in tempore subirla e^i^cepta libra 
una cere, quam nomine censiis, et in subjectioiiLssignum in Festo Beate Marte 
de Septembri nastre decernimu^ annuali m dari Capi tu lo. Vobis plenam « et 
liberam coneedimus facultatem, tamquam Patronis ipsius Ecclesie , et Funda- 
toribus ^Divina in ea Ofiitia a quocumque Presbitero du^tu tameu Aiiibroxiano 
recipiendi. Possessiones autem, et jura, que in presentiarum rationabiliter pos- 
sidetis , yel de cetero dante Domino Ecelej^ia predicta , seu Yqs^ ipsi poteritis 
quibu&libet justis modis adipisci , vobis , et Successoribus vestris auctoritate 
S. M. E., cui lieet immeriii piesidemus, et nostra confirmamus, et presentii 
Scripii patrocinio comunimus. Decernimus ìtaque, ut nulli omnino hominum 
in nostra ditionc commorantium liccat hanc nostre concessionis Statuti, et con- 
firmalionis paginain iufringere, aut ei aitsu temerario contrahire. Si quia auteni 
id attemptare presumpserit, et commbuitus non resìpucrit, iram Dei Omnipo- 
tentis, et nostram se novcrit incursurum. — f Ego Philippus Mediolanensis 
Archiepiscopns. — f Ego Guillielmus Balbus S. M. E. Archipresbiter SS. — 
t Ego Wilieimus Archidiaoonus SS. ^ f Ego Johannes de Pozolo de mandato 
Dni Ugonis de Ozino Mediolanensis Ecclesie Presbiteri SS* — + Ego Oldo 
Presbiter SS. — f Ego' Jacobus Mediolanensis Ecclesie Presbiter SS. — t Ego 
Milo Cymiliarcha Mediolanensis Ecclesie SS. — f Ego Obertus Mediolanensis 
Ecclesie Diaconus SS. — f Ego Juslomont. Mediol. Ecclesie Diaconus SS. — 
t Ego Petrus Mcnclotius Mediolanensis Ecclesia Diaconus SS. — + Ego Hea- 
ricus Mediolanensis Cancellarius SS. — i Ego Miroaldus Yicecomes Medio!. Ec- 
clesie Subdiaconus SS. ^ f Ego RibaldusBurrus Mediolanensis Subdiaconus SS. 
Venilei chordnla serica viridis cum fragmentis Sigilli in cera rubea, 

An. 4201. =s Sentenza di Alberto vescovo di Vercelli e Pietro abate di 
Locedio delegati apostolici nella causa tra i monaci e i canonici di sant'Am- 
brogio. PuricelL Ambros. Num, 653. 

» 1206. = Lettera di Gullielmo Balbo arciprete della nostra Metropolitana e 
di Eriprando Visconte suddiacono della medesima delegati apostolici circa il 
vescovato d'Alessandria scritta al sommo Pontefice. Ughell ubi d^ Episcop, 
Alea. 

Idem, =s Sentenza di Lottarlo vescovo di Vercelli, Girardo abate di Tiglieto od 
Uberto prete di Mantova delegati apostolici nella c^usa fra Tarcivescovo Filippo 
e Milone Cimiliarca della metropolitana. Carta registrata nel codice di BeroldOt 
che oowserva^ nella libreria della metropoUlana» = In nomine Domini. In. Cucia 
Archiepiscopatus Givitatis Mediolani, die Vencris sexto decimo mensis Juoii, 



inliclione nona. In prcscniia Dominorum GuìllicInM Dei gratia Mediolanensts 
Bccìcsie Archipresbiterì , et item Guiilielmi ejuadem Ecclesie Archidiaconi , 
Ubcrtì Lenli^ Justamontis De la Turre, Alberti Amiconis^ Girardi de Basilica 
Pctri Diaconi, Heriprandi Yicecoinitis, Ugonis De Cardano, Miroaldi Yiceco- 
mitts suprascripte Ecclesie Ordinarioram, atque Ambrosi! De Yimereato. Gum 
coram Domino Lothario YerceUeosi Episcopo, et Domino Girardo Abbate de 
Tclieto, et Presbitero Uberto Mantuaaensi, Provisoribus Ecclesiarum Lombar- 
die a Domino Innocentio Summo Pontiiice constitotis, causa verteretur intcr 
Dominum Ptiilippam Dei gratia Sancte Mediolanensis Ecclesie Yencrabifera 
Archiepiscopum ex una parte , et Dominum Milonem Cimiliarcham ojusdem 
Ecclesie Ordioarium ex Alia, super refectione Yestium, et omnium paramen- 
toram Ecclesie Sancte Marie, que ad Sacratarium ejusdem Ecclesie spectant, 
et in ipso Sacratario reponuntur ; que omnia predictus Dominus Cimiliarcba 
dtcebat prefatum Dominum Archiepiscopum suis propriis sumptibus facere 
deberc, aut fieri facere : ad quod probandum ipse Dominus Cimiliarcba plures 
prodnxit Teslics, qui non fuere sufficiente». Auditis ilaque rationibus utriusquo 
partis, et Testibus ab ipso Domino Gimiliarctia productis diligenter inspectis, 
tunc jamdictus Dominus Episcopus, Abbas, et Sacerdos per sententiam slatue- 
ruQt, ut prefatus Cimiliarcba Yestes reficiat suIs expensts, et Cruccs, Thuribula, 
et alia vasa Sacratarii^ que rcfcetìoiie indigeni, vel aliquo modo indigobunt, 
exteptis iis que ad sumptum Arcbiepiscopi pertinere in Beroklo continentor. 
Archiepiscopus autem cibaria prestet Operariis. Si autem nova materia in ipsa 
refectione opus sit, auri, vel argenti, que excedat summam de soHdie decem 
non cogàtur de suo cmere, sed de Sacratario reeipiat Et sic Anita est causa. 
Millesimo Dueentesimo sexio, die, et indictione preCata. *^ Ego Ambrosius, 
qui dicor Percossus Notarius Domini ilenrici Imperatoria buie senteiitio irìter- 
fui, ei mandato predictorum Episcopi, et Abbatis, ac Presbiteri, Provisoruni 
ut supra seripsi. — Ego Presbitcr Joanaes dictus Boffa Rector Eoelostc Sancti 
Yiti Porte Ticinensis suprascriptam sententiam vidi, et legi, et eam de man- 
dato Domini Henrici Scaeabarotti Archipresbitcri ipsios Ecclesie «xemplavi, et 
transcripsi de Beroklo, velcri, et in isto Beroldo novo posui, nihil addens, 
vel minuens quod aensum mutet^prcter litteras, vel sillabas plus» minusve. 
Anno a Nati vitate Domini Millesimo dueentesimo sexagesimo oc4avo> die 
Mercorii, decimo ante £al. Decdmbris. InJictione . . » . . 

Aft. 1208 a- Diploma del cardinale Uberto da Pirovano arcivescovo di Mi- 
lano, con cui assegna alcune decime, per la ristorandone delle due chiese di 
san Pietro e di san Materno. Scucviu Series Archi^. ubi de Uberto De 
Pirovano, 

■ 1209. » Lettera di Ottone 1Y re de' Romani al podestà, ai consoli e 
ar tutta la comunità di Milano, raccomandando' loro il suo. legato. Carla 
presso il Corio sotto il presente anno. 

i 1210. » Diploma di Ottoni lY imperatore si, favore de* conti di Castello 
n Arresi, dove conferma i loro beni, e diritti, molti de' quali sul Milanese. 



ioO DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Carla neJtarckivio della famiQHa de* cùhU di CasUlìo^ e Gatiico Novarese, 
proniea Flo$ Florum M» S, in Bibl, Manachorum S. Àmbrmi ad hunc 
annim. ' 

An. 1210. ra Diploma dello stesso imperatore a favore dell'abate e moaaci 
di Chiaravalle presso a Milano. Carla nett' arehivia di Bani' Ambrogio di 
Milano. 

Idem, a Diploma del medesimo a favore del monistero di sant'Ambrogio di 
Milaoo. Areiiui Series Abatum SaneU Ambroni In DipiomaL pag, 81 

Idem, s» Diploma come sopra a fiivore del luogo di Trivilllo* Corto 
nell'archivio dello $te$so luogo. 

Idem, ss Diploma come sopra a favore della città di Milano, che conferma 
i privilegi ad cesa conceduti da Federico I e da Enrico Yi imperatori. 
Caria neW archivio ambrosiano. =9 Ea» que a Predecessoribus nostri circa 
Fideles suos facta sunt, per quod ipsorum profectui consolatur> et utìlitati, 
rata, et firma habere volentes, sightficamus uni versis Imperii nostri Fìdelibus, 
quod nos ad ioiitationeiii antecessoris nostri Frederici Divi Romanorum Im* 
peratoris Augusti, sicuti Regali privilegio suo eum fecisse cognovimus, dì* 
lectÌB Fidelibus nostris Potestati, sive Gonsulibus, qui prò nunc sunt, vel 
prò tempore fuerint, et toti Communi Mediolanensinm concedimus Rivoltam, 
Caxiratem, Agniaoellum, Pandmum, Mixanum, Varate, Calvenaannm, Ansa- 
gum, Paradinoro, Turnium, Comazanum, Gardellam, Diveram, Roncadellam , 
Pradam, Vidalengum, Pagazanum, Caravazam, Potenza^ Bregnanum, et omnia 
alia loca hujusmodi adjacentia, que Commune Mediol. quondam habitisse, et 
tenuisse inter Abduam, et Olium dignoscitur, et ut abbine in antea in eis 
omnem jurisdictionem, et consuettidines, bonasque iisantias babea^, tam in 
fodris, quam in coltis, et munitionibus, aliisque rationibus, et boneribus, ad 
res, el personas pertlnentibus, sicut in aliis locis Mediolaai Comunitatis ha- 
bere consuevìt, et tenere predicta .... Iroperiafì auetoritaie confirmamus, 
cassatis quidem et in integrum omnino revocatis omnibus privilegiis a nobìs, 
sive a predecessoribus nostris alicui alii Civitati> vet loco, vel persone collatis 
super prenomitatis locis. Ad commodum quoque ipsorum Mediolanensinm, 
sicuti itemm in alio publico istrumento fecisse didicimus Fredericum glorio- 
xum Romanorum Imperatorem statuimus, et firmiter precipimus> ut nulla 
Civitas, nulla persona magna, vel >parva flumen Lambri a Melegnano infra 
usque in Padum impediate utque cuilibet licitum sit ire, et redire, et navigare 
per ipsum Lambrum, et ripas Lambri, et ut nemo novum pedagiura, vel 
novam ibi exigat exactionem. Et si aliqua Civitas^ locus, vel persona Smpc- 
dtverit^ vel aliquid fecerit, quo pe . . . . scatur, vel navigetur totum quod 
impedimentum fuerit aufcrat, et destruat, ita ut sine obstaculo quilibet ire,^ 
et navigare possit, et cuilibet licitum sit auferre totum id, quod impedimentum 
prestare inveuerit. Pro devotione etiam Fideium nostrorum Mediolanensium 
hoc adjicimus, ut nuUus pontem, vel cluxam, vel molendiiuim in aqua 



l^ILANESI. 15i 

Lambri facere presumat, vel aìiqoid aline impedimentum, vel ipsum flumen 
avertere a Melegoano usqae in Padum. Si qnod autem factum fuerìl nostra 
auctoritate Ifcituiii sit cuilitet auferre. Ad imitationem quoque Henrici pre- 
deeessorìs nostri Divi Romanorum Imperatoris jam dictis Fiddibus nostris 
Mediolanensibus locum de Bregnano eam pertineotiis, et aqna qae dicitur 
^rriola ad eundem locum decurrente eonfirmamus. Item ad amplioris gratie 
nostre aogmentum orane datum, et coocemm a predecessoribus nostrts 
factum ad utilitatem, et commodom Gommunis Mediolaoi eis eonfirmamus. 
Statuimu$ igitur, et Imperiali auctoritate preeipimus, ut nulbis Episcopo», 
Dux, Marchio» Comes, Vioecomes, Gapitaneus, Gonsul, vel Rector, nulla Gì- 
TÌias Poteslas, nuìhim Gommane, nulla denique persona humllis, vel aha, 
secuìaris, vet ecclesiastica predictos Fideles nostros Mediolancnses in bis 
nostris coacessionibus, et confirmationibus, et in ipéorum possessione, et 
tenuta pertinentibus; et aque deeursibus, slcnt predictum est, audeat gravare, 
vel aliquo modo impedire, vel molestare, quia quod facere presumpserìt ia 
nltionem sue temeritatis centum libras auri puri prò pena coniponat. Medium 
Camere nostre» reliquum passis Injurìam: ad cujus rei eertìtudinem hoc 
presens privilegium inde conscribi jussimus, et sigillo nostro communirì. 
Uujus rei testes sunt Aliprandus Vefcellensis Episcopus, Jacobus Taurinensis 
Eptscopus, Vidottus Astensìs Episcopds, Villielmus Marchio Montisferrati, Yi- 
lielmus Marchio Malaspine, Mamfredus Marchio de Saluciis, Hottd, et Hénricus 
Marchìones de Saona, Frìdericus Marchio de Baden, Comes Georgius de Yidin, 
Comes Hermanus de Sarspruc, Redoìfos de Hiselo, Therlcus de Stamelen, 
Ghurados Flncema. 

Ali. 1210. K« Diploma come sopra a favore del monislero di Morimoodo. 
U^el In ArMèp. Meikl^ ^hi de Uberto De Fùratano. 

» liti. =3 Lettera di Gerardo Da Sessa cantlnale e legato in Lombardia 
diretta at vescovi di questa provincia a favore degli Umiliati. NeHa Bae- 
coita éUpUmaHea del cataria, iig. doU, Sormani, 

Idem, :^ Editti di un arcivescovo di Milano e legato apostolico, probabil- 
mente Gerardo Da Sessa, Intorno alla disciplina ecclesiastica. Sormani pag. 
311., et uqq. 

An. 1211. » Concordia fra la nobiltà ed il popolo di Milano stabilita da 
Uberto Da Yidalda podestà. Preseo il Corio sotto l' anno pretende. 

Idem, «s Facoltà conceduta da Enrico Da gettala, eletto arcivescovo di Mi- 
lano^ ad Ariberto abate di Arona, di rilasciare alcuni beni ai Novaresi. 
Ifueoria. Della Badia di Arma pùg. 145 . , et seq, 

An, 1215. =« Statuti fatti dalla badessa del monistero Maggiore pe* sudditi 
di Arosio e di Bugunto. Neil' arehk>io deUo Uessit monistero. ^^ In nomine 
Domini* Anno Dominice Incamatioais millesimo ducente^imo quinto decimo. 



152 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Uec sunt Slatuta, el Oinlinamenta facta per Domlaam Victoriam Divina la* 
veote iaÌ3eraUone Monasteri! Majoris Abbatissam, et per fjus Yicarium, et 
Nuntium, et ipsius Monasteri! ad hoc specialitcr destinatuiu publicata, et 
recitata^ el publicé obeervari precepls^ per Doaiioum Amederium Cottam 
Fratrem prefate Domine Abbatisse in Locis de AroxiO) et de Bugunto, et in 
eorum Corte. Convocatis prius Yicinis ipsorum Locorum, et niuUis ex eis 
presenttbus ; quorum Locorum, et Curtium houor, et distji'ictum, et jurisdi- 
ctio ompis integraliter, et in soliduni ad prefatam Dominani Abbatìssam^ et 
Monasterìum pertinet etc. In primis statuita et firmiter observandum precepit, 
ut de cetero nullus ipsorum Locorum faciat Uomicidium in prediclis^ veì in 
eorum Territorio; et qui contra fecerit det pra banno dominico, sive herili, 
eidetti Domine Abbartisse, et Monasterio solidos sexagiota. Itcm ut nullus 
ipsorum Locorum faciat assaltum^ vel feritam, de qua sanguis exeat in pre- 
fatìs LociSj vel eorum Territoriis in aliquam Personam, et qui contrafecerit 
eidem Domine Abbatisse prò banno solidos sexaginta componat Item ut 
nullus ipsorum Locoram adulterium facere presumat in predictis Locis, vel 
in eorum Territoriis ; et quicunque Masculus, vel Femina contraff^rit eidem 
Domine Abbatisse prò banno solidos sexaginta solvat. Item ^.ut nullus prc- 
dictorum Locorum in ipsis Locis, vel in eorum Territoriis perjurium facere 
presumat, et qui contra lecerit prò banno eidem Domine Abbatisse solidos 
sexaginta solvat etc. Item ut nullus predictorum Locorum audeat querimoniam 
depooere de aliquo alio Districtabill Domine Abbatisse, vel cum eo causam 
facere, seu litigare sub alio aliquo Consule, vel Judice, vel A^bìtro^ preter- 
quam sub ipsa Domina Abbatissa, vel ejus Nuntio, et qui contra fecerit 
solidos sexaginta eidem Domine Abbatisse prò banno solvat etc. Item ut 
nullus ipsorum Yicinorum venire contempnat ad rationem faeiendum corani 
Missis predicte Domine Abbatisse, seu Consnlibus vel Pecanis ab ea, vel 
ejus Nuntio electis ; vel in A^icinanlia ad Consilium; quando Malìiola sona- 
verità vel preceptum fuerit a Consulibus, vel eorum Nuntiis^ et qui contra 
fecerit det eidem Domine Abbatisse prò banno solidos sexaginta, si Caput 
case fuerit. Item statuit, quod nullus prediclorum Locorum portet plantas, 
vel scarliones, aut tortas ad vendendum extra predicta Loca ; et qui contra 
fecerit det solidos qnuique medietalem predicte Domine Abbatisse, et rcliquam 
medìetatem ipsis Yicinis etc. Item statuit, ut^sì quod Fodrum, vel Datlum 
impositum fuerit in predictis Locis a Commune Mediolani, quod Consules^ 
cum Conscilio Yicinorum talliare debeant in sìio Consulatu per duo tempora 
anni, sciUcet ad Sanctum Petrum, et ad Sanctum Michaelem, bona fide etc. 
Item ut nullus ipsorum Yicinorum laboret in die feriate, in quo Malìiola 
sonaverit prò feratióo die; et qui contra fecerit componat denarios duodecim, 
medietatem ut supra. Item ut Pristinarii predictorum Locorum faciant totum 
Panem Casarengum de unciis quadraginta duabus; et si contra feceVint,. 
faciendo majoreni, vel minorem ultra uncias duas componat solidos duos, 
medietatem ut sopra. Item ut Consules ipsorum Locorum faciant Yicinan- 
tiam quibusUbet quindecim diebus etc. Item ut nullus istorum Locorum co- 
quere debeat Panem frumenti, occaeìone vendendi ,- et qui contra fecerit com* 
ponat solidos quinque medietatem ut supra etc. Saìvis in omnibus supradicti^ 



miaif BSi. 133 

Statutis, vel Ordinaine:ftÌ8 omnibiu honoribus» et jaribua, et piena et solida 
jurisdìctione predìcte Domine Àbbali8se> aive predicti Mooasterii Majorìs» 
tain ÌB addendo, mutandoi meliorando, ot ordinando, quam oxigendis peni», 
vel aJiis omnibus» que de jure facero polest, et in omntbns utilibus ipsis 
Jocis, et Curie. 

An. i216. :=« Lettera della repnbbliea di Milano a papa Onorio III per con- 
gratularsi della sua elezione in sommo pontefice. Marlene Tlusaur, Anecdot. 
Tom. /, pag. 8^2. 

- 1218. =» Semenza di Lanfranco preposto di san Nazaro, e di Corrado 
Oambaro canonico della stessa cliiesa. delegati apostolici in una lite fra» 
r abate di san Vittore ed il preposto di san Naborc. Carla neW archivio 
del mQnktero di san ViiUn^. » AnnoDominice Incarnationis llilleslmo ducent. 
decimo octavo. Decimo die ante Kal. Aprllis Indietioae sexta. In nomine 
Domini. Ista sunt precepta que faciunt Dominus Lanfrancus Prepositus Sancii 
Nazari in Brolto et Dominus Chunradus Gambanis ejusdem Ecclesie Canonicus a 
Summo Pontifice Delegati ad diffiniendam catisam^ que vertiiur iuta: Prepo* 
sitnm Sancti Naboris, et Fratres ejas nomine ipaius Ecclesie Actoiem, seu . 
Actores ex una parte» et Abbatem Sancti Victoris Ad Corpus, et Fratres ejus, 
nomine iliin^ M^nasterii ex alia, qui ambo compromisorunt adtendere> et 
obsenrare omnia precepta, que supradkti Delegati D. Pape eis facient in 
eonim concordia, vel unus illorum in concordia alterius. Inprirais precepit 
ni D. Anricus Abbaa Mooasteriis Sancti Victoris ad Corpus del prenotato 
Proposito, et Fratribus ejus« uaque ab quatuor, ita ut tantum sint quatuor 
insimul de illis, qui prestant manum obedientie illi Proposito omni anno in 
die Anniversarii qu. D. Arnulfi Mediolanensb Archiepiscopi quatuor cereos, 
unum de sex unciis Proposito» vel alii quod gesserit vicem ejus, et tribus 
Fratribus ejus de quatuor unciis prò unoquoque, et singulos Lnperiales illis 
quatoor. Et in bora prandii bonum panem frumentinum, et bonum vinum 
Bine fraode, et duas petias pisas, unam lucii, et aliam truite» ita quod queli- 
bet sH tredecim unciarum de gelu, et cum piperata, et zafrano,^ alias duas 
similes recentes, et de ipso pendere, et mensura. Et petias istas debeat dare 
duobus^ et duobus, seu blnis, el Innis. Et fabas £um oleo, et porros cum 
piste solevate. Et intestina Pisarum cum cepis, et cum pipere, et marroiies 
coctos cum cortice in aqua. Et hoc totum debeat facere illis, qui veniont 
ad illud Anniversarium, seu pautioribus, si pautiores fuerint^ et si nullus 
venerìt, non teneator facere aliquid de supradictis. Et hoc totum teneatur 
facere ipse Abbas, et Suocessores ejus nomine dicti Monastcrii supradicto 
Preposito, et Fratribus ejus, et Successoribus eorum siogulis annis de celerò 
usque in perpetuum. Et hec omnì^ preceperunt observari ab ipso Abbate, 
et Successoribus ejus nomine dieti Monasteri! sub pena librarum vigìnti Ini- 
perialium, quam in tempore compromiserant per cartam atestatam, et ab ipso 
Proposito, et Successoribus eorum^ et Fratribus ejus. — Quia sìq finita est 
causa. Actum in Ecclesia Sancte Marie Majoris Mediolani. ^ Interfuerunt 
ibi Testes Jacohus Fil. Ser. Henrki de Cimiliano Canonious Sancii ^'aza^i^ 



154 , OOCUMBNTI ILLOSTRATIVI 

et Guido de Gostronovo Fil. qu. Yannuarìi Custos MedioL Ecclesie^ el Rodus 
Fil. qu Girardi de Mezana Ganonicus de Mczana» et Magister Fratrum Ga- 
nonicoruni DecumaoorunL — Ego Guifredus Fil. qu. Gastelli de Gastello de 
Paroch. Saneti Mathie io Moneta Notarius Sacri Palatii interfui, et acrìpsi. 

An. 1319. ss Diploma di Federigo II re de*Romani a favore del monistero 
(fi Morimondo. ^ VgheL wèi de Attkiep. Mediol. tii Henrieo De Sepiala, 

• 12M. >= Gcssione della basilica di sant* Eustorgio fatu dal preposto e 
da* canonici della medesima nelle mani di Ugone Vicario di Enrico Da 
Settala arcivescoro ; e concessione della medesima ai PP. dell* Online de' 
Predicatori. PurkO. Nazar. Cap. dX. Ntm. t6. 

> Itti, as Compra fatta per le signore Bianche sopra il Muro, ora mona- 
che della Vittoria. «« Corto mU'ar^hhio di ^«eUe re^iote. 

Idem. » Lettera scritu da Ugone vescoTO d*Ostia e di Veletri legato apo* 
stolico al podestà e consiglio di Milano, eh* avea bandito 1* arcivescovo. 
jMbrfMie Cotketw Fet. Seripi. et Mimum, Tom. L 

V Idem. =9 Lettera de vescovi di Lodi e di Bergamo al prsc^etto cardinal 
legalo sopra Io stesso affaire, àhrkne Ib. 

Idem. « Legi^. conehiusa fra i Milanesi e i Vereellesi, Gtirto nella réc- 
coila d^^kmmUea di YercelUf vnUtolata I Biscioni. 

An. IttS ss Diploma di Enrico da Settala arcivescovo di Milano a ikvore 
de* lettori deHa metropolitana. Vghel. tnpraeiL 

• Itt4. » Diploma dello slesso arcivescovo, con cui dona alle povere reli- 
giose deir ordine di Spoleto ed a Giaooba loro badessa la chiesa di 
sant' Apollinare. Saxku Seriet Arehiep .9 ubi de Ikmieo De SepkUa, 

Idem. » Atto del possesso della chiesa di sant* Apollinare, dato aDe so- 
praddette religiose da Guglielmo preposto di san Nazaro , e da frale Leone 
dell* ordine de' frati Minori, delegati daH* arcivescovo. Id. Ib. 

An. 1225. =» Diploma di Enrico arcivescovo, che concede alle stesse relir 
giose la facoltà di ergere un monistero presso la chiesa di sant* Apollinare 
ad esse ceduU. Id. Ib. 

Idem, sa Breve di papa Onorio IH, con cui conferma quanto avea fatto Tar- 
ctvescovo colle monache di sant'Apollinare. Garto neWarchivio di quel mcmetero. 

Idem. » Concordia fra la nobiltà ed il popolo di Milano (atta dal podestà 
Aveno Da Gisate., Plr#sso il Corio soUo qmei' anno. 



MILAKESI. iS5 

iifi. IS25. » Bolla di papa Onorio a labore dè^ monaei di Ghiaravalle. 
Carta neWareìMo di quel mmiiUro. 

• ÌS26. » Due brevi dal medesimo direlU al Irati Umiliati della Brera 
del Gneftio. Carie nd Coiie$ diplomatUo d^ffi UmiUaU^ neOa Uè/rena dei 
coUegio di Brera. ==» Honorius Bpiscopus Servai Servoram Dei Dileclìs Filiis 
Reetort» Pratrìbos, ac Sorroribus de Brayda GuenK Orditila Humiliatorum 
ìfadiolaiii Salatem, et Apostoticam Benedktioiiein. Ex parte vastra, Nobis 
fuit humiliter supplicatum, ut, eom laberibos mamiiim vestrarom disposaeritis 
vivere, ac propter hoc juxta vivendi regalam ab Apostolica Sede Ordtai 
vestro tfsditam jejunandi , et silentiom observaikK rtgorem tenere ioterdom 
absque ineomodlute valida non possistis, super hoc dispensare voblseam 
miserìcorditer dignaremar. Nos igilttr vestris precibns benignine annnentes 
Pmdenti» tu», Reetor, et Suecesaorum tnorum dispensandi proinde super 
bis tempore Iaborandi anctorìtate presentiom lieentiam Indulgemus. Nulli 
ergo bomìnum lieeat hanc paginam nostns ooneessioais infringere , vel et 
ausn temerario eontraire^ Si quis autem hoc attentare prssumpserit indigna- 
tionem Omnipotentis Dei, et Beatorum Petri, et Paulr Apostolorum ejos se 
noverìt incursurum. ^ Dst Laterani, Idibus Deeembris, Pontificato^ nostri 
anno oodeeimo. •*- Honorius Episcopus Servus Servorum Dei. Dilectis Filiis 
Rectori, Fratrìbus, et Sororibos de Brayda Ouenii Ofdinis Hum&liatomm 
Mediolani Salutem, et Apostolicam Benedietionem. Gum ab esordio vestri 
Ordinis quidam ex vestris Frstribus dlvenas observantias, variasque vivendi 
formulas sibi miaus [vovide prascripseriAt, foliòis memori» Innocentius Papa 
Prsdecessor noster, velut Pastor providus, voleos ab Ordine vestro errata 
corrigere, resecare superflua, distorta dirìgere, confovère bonesta, et ad unam 
vivendi normam per providentism Sedis Apostolica Frati^es omnes Vestri 
Ordinis revocare ; inetitutlones vwtras fecit examinar I prudenter, et tandem 
Regulam, qnam ipse oorrezerat, vobis, et ali» OnHnb vestri Fratribus tra- 
didit invtolalnllter observandam. Uvapet vero iiuidam Fratres Domus vestr» 
ad nostram prssentiam accedentes, quandam nobis ex parte vestra formulam 
prasentarunt a principio institulionis Domus vostre, ul ssserebant, conceplam 
ad ctijus observaliam vos ex voto astmefaant astrìetos : qo» non sofum in 
quibosdam prsfati Pr»decesBoris nostri Regni» obviabat ; sed etiam qutddam 
minus Gbatolicom sapiebat Licet autem de transgressione mandati Apostolici 
non solum arguì, sed etiam. juste puniri possistis, quia tamen ex simplieitate 
potìns, quam ex fastues» praesumptionis matitia credìmini deliquisse, animad- 
versionb rtgorem in clementtam eonvertentes, bac vice abstinerous a poenis, 
et in spiritu mansuetndinis vos traciamus. Quafiropler per Apostolica vobis 
seripta mandan», et districte prveipimns; qualenus Canonicam vivendi 
Regulam ab memorato nostro Prttdecessore Ordini Vestro tradttam inviola- 
biliter observantes abyciatis omnino suprascriptam formulam, cui vos temere 
obstrinxistis ; a cujus observanlia vos auctorjtate Apostolica duximns absol« 
vendos, cum non licuerit Vos voto alieni centra mandatum Apostolicum 
obligare. Dat, Laierani, Idibus Deeembrìs, Poutiftcatus nostri anno nude- 
cimo. 



156 D0CUME2CTI ILLUiiTP.ATIVI 

An, Ì2t9. := Diploma di Federigo II, ijnperatoro coaceduto al monisleno 
di Chiaravalle. Carta nell'archivio del medMÒno. 

• 1227. »= Editto. del medesimo imperatore, con cui restituisce la pace ai 
Milanesi. Murator, ÀnHq* medU atti Tom, Uh pag. 909. 

Idem^ !=^ Hisposta di papa. Gregorio IX alle monache di sant'Apollinare di 
lUlano^ che si erano ^seix) lui rallegrate della sua es{Jta2ione al sommo pon- 
tificato. Caria lèeW urehimo di sani' Apollinare. 

Jd€tn, .s=s Diploma di Enrico arciveiBcovo, coi^ cui conferma la cessione della 
basilica di aaat* Eustorgìo fatta ai frati deir ordine do' Predicatori, e unisce 
i canonici di quella hanliea ai canonici di s. Lorenzo. JhtriceL Nasm\ 

Cap. ax. ' 

An. 1228 « Diploma dello stesso arcivescovo, con cui concede alle monache 
di sani' Apollinare un orto vicino al loro monistero. Saaitis Seriet, Ar- 
chiep, , uU de Henrieo De Septala* 

Idem, B4 fireve dì papa Gregorio IX al Vescovo dì Cremona, con cui gli 
ordiua;dl sottomettersi come suffraganeo alla chiesa milanese. UgheL In 
£pi$eop. Oritnon. 

Idem,, n Statuti fatti, da Afdengo Visconte abate di sant'Ambrogio pò* suol 
suddiU di 0(igio. Carta nelV archivio Ambromno. 

AìL 1229. c=». Lettera di Gofredo Da Castiglione railaneso jcardrhal legato 
scrìtta egli Umiliati della firera delvGaercio, con. cui conferma loro la fa- 
coltà già avuta da ..Filippo arcivescovo, per edificare una chioM ed un cimitero. 
Carla, n^ codice diplMmtko degli Umiliati nella libreria del coUegio di Brera. 

Idem,, s= Editto ili Gofredo Da Castiglione cardinale e legalo Apostolico 
circa la disciplina ecclesiastica, pubblicato dairarcivescovo Enrico Da Settala 
con alcune aggiunte. Carta neW archivio di Mou%a, «r Henrtcus iniseratione 
Divina .Sanele Uediolanensis Archiepiscopus Dilectis Filiis, Proposito, et Ga- 

pitulo ^ * 

De vita, et honestate Clerieorum. 
L Statuimus ut in omnibus Ecclestis Goaventualibus, nisì magna necessitate 
coacti ab Episcopo approbata « . . non possiot, vivant i Clerici in com- 
muni. Alioquju teriia pars reddiiuuim sequostretur ad minus*, dividenda 
singulis diebus jnter eos^ qui interfuerint Dtvioia Offidis, et prò Hospitìbus 
recipienclis,et eleemosinis erogandis ; et ad boc per Epidcopus censura £c^ 
clesiastic^ conipellantur. 
li. Suam Septimanam Hebdomadarius per se, non per alios lacere tcneatur: 
alioqui per iQensem benefìcio. sit su^nsus, salvis conauetudinibus eorum, 
qui sunt , vel vilio occupali. 



MILANESI. f57 

Ili. Clerici Concniiiaaru Foetrias suaa infra oelo diesposi JMiionkioiidm aby- 
cìant , et cas a poabitationie «bjurent, nee Filk» secum rethieant. Et qui 
cootra feeerit senlentiani exeommuateatioms inearrat, qiiam si c<mt6mpeerit 
•jure ipso privetur beneficio. 

IV. Districle precipiiiuis Episcopifty et aliis. Ecclesiarura Prelatis» ut censlitu- 
tiooes editas super vita, et honestate Clerieorunij et monacoruia seryent, et 
iiaciant insuis Ecclesia iaviolabilitejr ohservarì. 

Y. Monachi Regulam S. Beuedicii, Ganontci Re^uìiires ReguiaBi S. Aaguslini 
observent, e| suas institutioaes p^r Ecdesiam apprebatas. . 

VI. Circa oriiatiim Ecclesiarum solictie tiolendant, tam in iis^ qoe«irca allaria 
exerceiUur^.quam in aliis. Corpus^ autem ])omini cum omni custodia, si 
servari xonligerit^ in tutissi|no loco reponatur» in elevatiooò campana poi» 
setur , et si per . CWitatem portetur vel ViUam , portane cum Stella ad 
coilnm incedati et porlet boneste, e( qui centra feeerit Uibus diebus Tenarie 
in panCf et aqua, jejanet. 

VII. Item statuimus , quod de cetero nuUus Clericua in eadem Givitale , ycI 
. Plebe, sen Plebania^ nisi .Capello sin! teiuies in reditibus^ vel annexe Plebi, 

duo beneficia obtineat ; et si quis babuerii, infra /mensani eTigant quam 
maluerkit. Quod si quis tenere- prosuv^pserit noveri se excommunioatiQDis 
vinculo asVrictnm. 

VIII. De ]gcd€|piis Parochialibus, vel Dignitatìfaus , distrìcce paectptmua ab 
Episcopis, et alHs Prelatis» et Subditìs observah quod in. Laterabensi Ge- 
nerali Concilio statuenmt. Predati vel Ministri Ecdesiaruin Juramento a- 
stringaniur per -.Episcopum, vel suum Prelatum nnioreni; Tbesaoiun Ec- 
clesie, vel res. immobilès» absqoe Ucentia Episcopi». vel sui SuperiOris, alie- 
nare non ppsse. 

IX. Item statuimus, quod non pqssit elìgi vel instimi in loco, vel beneficio 
Saeerdptis, nisi sitSaoerdos, vel talis^-qui in proximo . . . . , et-possit 
Saocrdos fìerì^ vel nisi aiiquls ex Clerlcis ipsius Ecclesie talis sit qui velit, 

.et possit in proximo fieri Saeerdos. Et si aliter factum fuerit ex lìunc eas- 
samus, et contrafacientes penam suspensionis inctirrant. Quam si contem- 
pserint excommunicentur. Si autem Ecclesia ita teouis sit-in faeuitatibas, 
quod ibi non pos^t ^isse Saeerdos, et hoc in. pfovisiOne Episoici , ille qui 
percipit proventus ipsiiis Ecclesie, tanttun assigoare tenealor vicino Sacer- 
doti, ut in congruis temporibus ibi deserviatujr. AUoquin privetur beneficio. 
Prelati quoque Ecclesiarum cogantur ad . Sacerdotium v et .si. inobedientes 
fuerint, suspéndantur. Quod si etiaov contempserint excommunicentur. 

X. Hoc Usurariis statuimus quod nisi ad peoitentiam venerint^ sient mandalis 
Ecclesie de uBuris. restituendis, in cimiterio non sepeliaotun Si loHe ibi 
sepuJti fuerint qiieasque.ibi permanaerint in^ Ecclesia non edebretor. Et 

si pofisunt. comode iuveniri qui usufas stlpulenlur stbi restitptio- 

nem fieri. Alioquin Presbiter recipiat cautìonem, et . . . Heredes damnet 

de restituzione factenda , et ìn^e teneatur Heres Sacramento . ' 

volumus, nisi ubi speqialiter probibetur, per Episcopos posse absolvi excom- 
miuiicatos, vel interdiclos. . . 

XI. Interdicimus autem Templariis , Hoq)ita1artis , et aliis exeooplis , ne pYtr 



iSS DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

biicos U$iiru«06 ^ Boefesiasticafl aepulturas admittant^ nee inlerdìctos, vel 
exeommuniciCos ad Divina Officia, vet sepulturas nee alienot Parochtaoos 
ad Sacramenta Divina feeipìani m awNrum ppejudioium Sacerdotum. Et si 
amonitl per Epiacopum contra predieta venire preaumpserint penam 8ii$pen- 
sionfa ineurrant I salvia privilegiis ipsarum, qutbtuexbibHia legiplime se 
defénderint. ** 

IJeoque Cantati vestre in vtrtiHe Obedientie, qua fimgiamraiictorìtata distri- 
eie mandaiMl ; qnatenus 'pradicla ottnia soleinpniter publicantes eadem et 
Vos ipsi ohKTvelisi et faeiatis a vestris subditit idviolabililer^bservari; ita 
qiied ìb novissimo distrìcti examiois die coranv Iremendo indice, qui reddet 
unieimpi» secundiun opera saa, ilignam possitis reddere jatioDem. 

Dati Laude. XIi« Kal. Junii. 

Quas eonstilitiones omuea per Yenerabilem Fatreoi Doaiinum.G. (Gaufredum) 
TiUili Saneti Marci Presbitenim, et Cardinalem, Apostolica Sedia Legatum, 
in virtute Spiritus Sancti» et Obedientie, cum aliis subsequentibuadistricte 
preeipimus ab omnibus inviolabiliter ohservarì. 

I. Sub eadem districtidne pracqHmus Prepoaitis, et Saoardotibus Parochianis, 
et quibosUbet Eeelesianim Prelatis , quod si qaoa iute^Hexerìni partecipa- 
Uonem eum Heretieis babere, vel de heresi aliquo modo suspectos esso in- 
fra octo dies ex quo ad notitiam eorum perveaerint , nobis nolifioent , et 
espoimnt; Et illud idem sub eadem distrìetione pceeipiant subditis suis , ut 
si quos tales inter eoa esse noveriut qui infamia tali laborent^ infra btduum 
sibi deonncienu Et ipsi Prelatb hoc andito Nobis referant infra prelixum 
tenukittm octoidienim« Idem De Laicia suarum Pain^cbiarum qui inlames 
itidem habeantar, fieri volumus, et sub dieta pena preeipimus » ut eos in 
publico notare possimus. ^ 

IL Eodem modo preeipimus Prepositis, et omnibus Parrochianis Sacerdotibus, 
quod tara per Subditos suos, quam per se ipsos scire studeant et laborent, 
sit qiaod factum sit in suis Parocbiis divortium matrimonii aine auctoritate 
Ecclesia ; et si quod ibi matrimonium illiette sit oontractnm, et si quis 
Notarìus inde fecarit instrumentum , et bis intellectis infra dies octo ea 
Nobis indicare leneaatur. 

III. Preposilis, et Archipresbiteria, et Glerìcis obtinentibus beneficia cum eura 
animarum statuimus, utadSacros Ordinespromovericompellantur. S. . . . 

Canonicos Saoet obstante Titulo Ecclesie Majoria Mediolani- 

Nee propter hoc fiat eis prejudicium , quo minus possint ad beneficlum 
ipsios Majoris ..... pervenire, salvo sibr ornai jure, quod eis eomp^t 
ratione titulationis. 

IV. De Clericis coneubioarìis distrìete preeipimus aiout statuit Dominus Gar- 
dinalis; hoc a4iunclo^ quod quieuaqae sciunt Glerìeoa aliquos in peccato ilio 
manifeste persìstere Nobis vel Prepoaitis suis , et Prepositi aui nobis infra 
oeto dies referant. 

Y. De usurarits statuimus ut ab eodem stalutumest;etadjunctoquod quicun- 
qiie sciverit Glericoa aliquos usurarios, vel cuicuaque turpi lucro» et ... . 
dediios, Nobis infra octo dies referant. 

VI. De simoniacis statuimus, et sub pena excommonicationis distriate precipi- 

I 



mas, ni qui te ÌAe Siinoiiìe èaitlei invokitiiiii infra oelo dies ex quo die 
suittlam aodìerìt promuld^tamt se ìpsom Prelato suo indicei, et aceutet , 
et si maiàerìt ad Nos Yeoial indkatorus hoc idem. Qui vero Confratrem 
suom ejusdem lidelìeet Porte 8eettm> vel ejusdem Piebìs, yeì Boelesie esse 
tali Mie pollutum, idipeom Kobb infra dies octo ex quo mandatum istod 
audierit sub eadem pena denuaeiare teneatur. Quicanque Téro seiverit ali* 
quem, Tel aHqnos publice inCunia Simonie labonure^ id Nobìs referie pa- 
riter téneatnr. P/elmtaf anlem qui de hoe aeeusalionem aHerius aeceperit 
infra oeto dies fkbh refem paHler tenèaUir. Quicuoque Tero seiverint 
alìqaem Tel aliquos publiee infamia simonie Iaborandi id quoque IfeiMd 
infra prefixypn terminum deniiadent, et exponant, ut rei Teritas cognosca- 
tur* Qui vero mandatum hoc nostrum de Simoniacie conlempseript, note- 
rint se post deoem diemm spatium esse exeonmmiicationis Tineub innoda* 
tos. Idem de Slmooiaeis Mosecis stataimus ebaerfUidam. Salvia aliis > que 
ìuter eoa in proximo proponentur. 

YH. Illad GapKttlum Domini Gaidinalas de tertla parte In eommnni pooenda 
ita intelllgimus , et delenninandum deeemimas « ut in qualibet Eeclesia 
Conventuali duo eligantur per Gapitulùm , qui juramenio aalrieti tertiam 
partem omnium reddituum tam Gommunitatis , quam Prebendarum assi- 
gneot, et- illud totum In eemmoni ponatur, ^ dlvidatur per aUquenv, Tel 
per aliquos , ad hoc coostitutum a Gapitulo didbua singulis iafer eoe tan- 
tum 9 qui interfiierint Divinis Offieiis , <^t insuper provldeator inde Uospi- 
tibus, et Paopetibus. Qaicunque autem iUam tertiam partem non solverli 
designatam sibi 4afra, prope Festum S. Martini , vel aliquod impedimen- 
tum siq>er hoc prestiterìt, sit inlerdlcUis« et excommonieationis vtneulo in- 
nodatus. 

Vili. I>e Glerieis iudentibus ad aleas, vel taxillos, et tabemas sloe justa. neces- 
sitale ingredientibu»» et joculationi, et saltationi et eboreìs tntendentibus», 
Nobis per eos qui sciveriet ascusandis, et pena sospeasionis debita puiiien- 
Jis ; et si sic non cessaverint excommunicaiidis. 

Ah. Ii30. «- Giuramento dato da Ganavisio Degli ErmennlQ ai canonici di 
sani' Ambrogio, dai quali era stato eletto per podestà delle loro terre di A-^ 
siano, Moirano, e Gaibagnate marcio. Caria neW ardima de'eanomei di San- 
t'Ambrogio, 

* issi. « Diploma di Guglielmo dafiisolioArciT. dillil. a favore del mo^ 
nistero di sant*AppolKnare. Saxiut Sìtììs ArMep. ithi é$ £^M$ìmo De BixoUa^ 

> IS59. «! Lettera di Gregorio Da Montelungo l^ato apostolica, con cui 
concede indulgenza a chi &cesse limosina aUe povere vergini, che abitavano 
alla Vecchiabta , ora monistero della Vecohiab^a. Carta neU'artki»ió di qìul 
moiUstero. 

Idem, e» Garte spettanti alla fondasione di un nuovo monistero di mona- 
che neirantido spedale di sant'Eustoi^io, ora detto Deile Vetiti, Nell'archivio di 



i60 DOCUMENTI ILLnaTRATIVI 

quel mamiiro. =>.Gregorlùs de Montelungo Apoaioliee Sedis LegatUs Dttectis 
in Christo E. Minbtrie , ne Sororibas Domos Orditi» Saneli AugusUni sìtw 
extra Portam Ticinensem Ifedtolani joxta Sancium Eustorgitun Saluiem in 
Domino, Justis petontium desideriis digmtni est N<ls facileib propere cousen- 
SUOR, et vota, quue a ratiotiis tramite non discordant e(!hcttt proeequota com- 
piere. Ea propter Diteeto in Christo Fili» vestrÌA postulatìoaibas grato con- 
currentes asiensu -Hoftpitale, quod Mi Sanett Eustorgit , Vobis; ut assethis a 
Proposito fieeleftife Sancti Laurentii Mediolani com domibus , borio , posses- 
sionihus, vinea decìmis , et aliÌB jiurtbus stùs , de ^fósensii Gapiluli sui , prout 
spectabat ad eoe pia UberaUtate coneessum, eicut iliud justé, ac pacifico pos- 
èidetiis et in eonfectis eximie instrùmentis'lam ipsoram Praposhi, et' Capitali. 

quam Venerabilis in Gbristo Patris Electi Hodiolanensìs dlciturple- 

niee contineri vobjs/ et per vos Domai vestras auetoritaie qua fungi mar con- 
ftrmamus, et prcesentis acripli patroetnio communimus. NuIH ergo etc. Medio^ 
lafii X. Kal. Aprilis. 

Diieetia in Cbrìsio Piliabaa E(ifrasi« Miirìatne ac Sororibas Hospital» Sancti 
Laurentii Ordinis Sanoti Augùstini Mediolanén. Salutem , et ApostoUeam 
benedidfonem. 
Ex parte vesifìt fuit nobir humilUer suppHcatom, nt cum dileeli Filii . . , . 
ProeposiliB, et Fratres Sancti LaurentH Medtolan. RoepitaTe Saticti Laurentii 
Cititatis ipsius crnn vinea posila juxta lUud prò ut pertinebat ad ipsoa 
vobis, qui» dudum juxta Fratres Pricdìcatores apud Ecclesìam Sancti Euslor- 
gii manebatis^ qnod devotum ibidem impendatis Domino fàmtilatiun, pie a; 
provido duxerìnt concedendum. Gonceufenem ipsam a Veneraiiiti Fratr.3 
Nostro ...... Medtolanensi Archiepiseepo approbatam confirmare mise- 

ricorditer dìgnaremur. Nos igitur vestris devotis precibus inclinati conces- 
sionem praéfatam* sicut rationabilitop^ et provide faòtà esse digno^ciiar an* 
ctoritate Apostolica eonfìrmamus. N^iìli ergo etc. 
Dal. AnagniiD V. idus oclobris Pontiflcatus nostri anno sèxto« 

An. i^t, »= Statuti fatti da Berardo Dal Pozzobonelto arciprete di Monza 
pe'suoi sudditi diCremelki. Carla neWarchivio di M<m»ù ^i=> Anno Doìniaic;B 
Incarnationis Millex. duccntex. trigesimo secundo , die Veneris quarto die 
Augusti, Indictione quarta. Cum Domnus Bernardus De Puteoboneilo Archi- 
presbyter Ecclesi«e S. Johannis de MdJoetia primo anno sui Archipresbytera- 
tus advenisset ad Loeum de Créiiielta, et coiivocasset ante se omnes Homines 
Loci de Cremella, et su» Castellanti^, et totius su» Curtis de Cremella, et 
coram eo se rapresetitassent io Castro Loci de Cremella, videlicet in Brorìo, 
quod tenetar per Ambrosium Clerìcum, et Beneficialem Ecclesie, et Cafiellee 

illius Castri, inffaseripti Homines, videlioet de Grem^Ua, et l^ogerìus 

de Yairano de Loco Mardegore Gonsutes, et Pagani de Cremella, et ejus Ga* 
stellantia, et Petraccius de ^ezsanore, et Zanebotius Servitor ejus,/ et Jemia* 
nius Sibelli de Caxago, et Johannes FìriUs quond. Lafranchi, et Codecarius, et 
Sorzaus, qui dicitur de Tornago, et Andriatus Fil. quond. Guidoni Tabernarii, 
et Grìfiattus Ferrahus de Torrexella, JUvanius Belli casa^ et Johannes Fil. 
Obizzo et Borghettus do la Porta^ et Martinas Bol£alardus, et Stra- 



HlLANfól. lOi 

nudus Peiri OmìxzonU, et Mariinus, qui dicitur de Barzago, et Girardas Fil. 
qoond.;Hoia6del2Kati, et Albertollus Fil. qaond. 2anebelli de Pozzollo^ et Michael 
FUios Bellnuni qui dicitur de Barzago omnes de ipso Loco Gremella: et Airoldus^ 
qui dicitur Zaoebelliis de Loco Mardegore, et Soìzo Magister , et Ottorinus 
de Larama ambo de Loco Codegore , et Petrus Beaqua de Pantegauore, et 
Johanes, qui dicitur Cajarus, qui jiabilat ad Beuram omnes isti de ipso Loco 
Cfemelta, et ejus Castri: et Anselmus de la Marcita de Loco Luzana, et Guil- 
lielmus de Gaiexio , et Petrus Sapa ambo de Loco Gallenio ; et Jatauarius 
Rubeus, et Amolfus Finifertus, et Thedoldinus, et Monitarius, et Brochetus , 
et Jobanebellus de Lauza de Zobbio ; et Albertlnus Niger , et Andrea de Re- 
sonala > et Polzagbettus^ et Stephanus, et Angelus et Bonsa|ure« et Michael 
de la Nuce , et . . . . , et Alcherius Filii Lanfraiicbi de la Mussa , omnes 
de isto loco Dolzago. Pnedicti omnes Homikies superius nominati de Loco, et 
Castellantia , et Curie de CremeHa juraverunt ad S. Evangelia corporaliier 
tacta fidelitatem isto Domino Archipresbytero, et Fratribus suis videlicet, DD. 
Gerardo Pavaro, et Anderado de Mandello, et Lanfranco de Melzate Ganonicis 
praedicte Ecclesia de Modoetia Ibi prtBsentibus et altis Fratribus eorum ab- 
seiitibQs> stjcat pìstrìctabiles suo Domino, videlieet, quod erunt Fideles prte- 
dicto Domino Arohipresbytero, et Fratribus suis, et dieta £cclesifle de Modoe- 
tia , et quod non erunt in Consilio , neqoe in facto , quod ipsi vel aliquis 
eorum amiltant sensum , neque membrum , vel vitam, vel possessiones, vel 
redditns, vel terras , vel jus aliquod ipsius Ecclesia. Et si scirent aìiquem , 
vel aliquos aliquid de prodìctis lacere velie , bona fide in quantum poterant 
prohibebunt, et quam citius poterunt eisdem Domino Aircbipresbytero et Fra- 
tribus suis mànifestabnnt , et bona fide eos adjuvabunt , et defendent. Et si 
eonstlium ab eìs^ vel aliqoo eorum petierit, vel petet ipse D. Arcbipresbyter 
bona £de eis dabunt. Et si aliquid eis, vel alicujus eorum pneceperint ipsi , 
vel Nuntio eorum, vel prvciperet ipse D. Arcbipresbyter privatum tenebunt, 
et alicui non manifestabunt, sine parabola iilius D. Arcbipresbyteri , vel sui 
Nuntii. 

Et hiis peractts jam dictus D. Arcbipresbyter , ad quem nomine prodtotn 
Ecclesie de Modoetia, sive ipsi Ecclesie Onor et Districtum, et Jurìsdìctio 
Loci, et Castellantiffi, et Gurtis de Cremella pertinent statuita et decrevit, et 
praecepit praedictis omnibus Hominibus et Comunibus Locorum ut de estero 
non eligant aliquem Decannum , vel Consulem , nec Camparium^ nec Porca- 
rium , nec aliquem alium Ofiìtiaiem in praedicto Loco de Cremella , nec ia 
ejos Castellantia f nec in Curte, nec in aliquo Loco ipsius Curtis, et Castel* 
lantie; seu permiltant, et contenti sint, ut ipse D. Arcbipresbyter^ vel ejus 
Nuncius eos eligat, et sacramentum eis ordinet, et eos jurare fàciat, et ab eo 
singalis annis eos reciplant. Et si centra facturi fuerint^ det Locus sive Uni- 
versitas Loci prò qualtbet vice qua contrafecerìnt, eidem D. Arcbipresbytero 
libras decem prò hanno; et quselibet singularis persona quss contrafecerit det 
prò hanno sìngulis annis solidos sexagiata Tertiolorum. 

Item statuit) et ordinavit, et deerevit, ut ille, qui electus fuerit, et se de 
ipso Consulatu , et Ofiicio intromiscrit det eidem D. Archipresbitero solidos 
sexagtnta Tertiolorum. 

Giuliniy DocuMRNTi Illustr., ecc, L 



ì&ì DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Ilem statuit , quoti Università» nulla praedictonim Locoram, seu aliijuis 
Homo de prsedicUs Locis de ctfitero vendat, voi vendere faclat vinuin minuu- 
tirn ad modum Tabernas , seu prò Thaxca , seu extra doiàum in predicto 
Loco, seu Castro Cremell», seu aliquo Loco pnedicttH-um Locorom» vel ejos, 
seu eoruin Finltate, sine lieenlia pnedicti D. Archipresbyteri, vel ejus Nuttcii. 
m si contra factum fuerit ab Universitate dei Universitas prò hanno libras 
decem Ter; et si vero a singolari Persona contrafactum fuerit dei prò hanno 
Sol. LX. Ter. 

Itcm statuit ut nuUus Homo major annis duodedm alicujns loci praedieto- 
rum Locoruna ludat, jieque pnestat ad Biscìacmm , sive ad aliquem luduni, 
qui conputetur Bisclacia in aliquo Loco, seu Finita istorum ; et si contra le- 
cerit, et prò hanno Sol. LX. Ter. 

Item statuit' ut nollos Homo , neque Ftcmina alicujtts Loci prvdietoruiA 
Loconim deponai querimoniam de aliquo Hooiine, vel Faemina ipsorum Loco- 
rum, seu. de ipsa Gurte Gremelle in causa, sèu prò causa civili ; ei si contra 
fecerit del pra hanno Sol. LX. Ter. 

Itam statuit si quis major ^inis duodecim Masculus vel Fiemina furtum fé- 
jcerìt alicujus rei valentia donar. VL Ter. in prvdicto Castro de Cremella det 
prò hanno Sol. LX. Ter. Si vero in Villa Crepelle, vel alterius Loci pne- 
dtctorum Locorum, seu Finita det prò hanno Sol. XX. Ter. 

Item si aliquis Homo, vel Ftemina ali(j[uem Purem ceperit, et eum non con- 
signaverit pre&to D. Archipre»htterO| seu prsdieti» £cde8is Nando, det 
prò hanno Sol. LX Ter. 

Item statuitasi aliquis de aliquo Loco prtedictorom^Locorum seu Caslellaotis in 
prttdicta Curt«3, seu Castellantia meditate homicidiubi feoerit, det prò 
hanno lihras decem Ter. prndicto D. Archipreshytero : si vero rixa fecerit 
det prò hanno Sol. Centum Ter. si vero pUgam fecerit, de qua sanguis 
exierit, det prò hanno Sol. LX. Ter. Si per capillos aliquem oflofterit, vel 
aHquam det prò hanno Sol. XX Ter. Totidem si in terra traxerit. Si as- 
sai tum fecerit det prò hanno Sol. LX Ter. 

Item si aliqttis de pnedicto Castro, vel Loco Cremell», vel alio loco pnedi- 
etorum Locorum de prsedicta Curte, seu Gastellantiai in ipso Loco, seu 
Curte Cremellie: vel aliquo prsdictorum Locorum adulterium conaiserit, 
det prò hanno Sol. centùm Ter. 

Item statuit. Si aliquis Homo, vel Fsmina de pr«dlcto Castro seu aliquo 
proìdictorum Locorum citatus, seu amonitus fuerit ah ipso D. Archipreshy- 
tero vel ejus Noncio ad rationem alieni faciendam, et non Venerit die, vel 
termino statuto, det prò hanno Sol. XI Ter. in secuudo. vel tertio convo- 
catus ijon irenerit det prò hanno Sol. sex. Ter. 

Item statuit* Si aliquis da pnedicto Castro seu Loco Cremella» , aut alio- 
rum Locorum Maaiponnita lecerit, det prò hanno sol LX. Ter. Si vero 
conjurationem, vel conspirationem fìscerit, det prò hanno sol. LX. Ter. Et 
si Universitas alicujus pradictorum Locorum aliquam conjurationem, seu, 
conspirationem fecerit, det prò hanno lihras decem Terliolorum. 

Et ihi omnes isti Homines praedictorum Locorum et Castellantiae , et Curtis 
praefala omnia Slalula receperunt, et eis omnibus consenserunt, et rata et 



Arma se relle haberè pruni tempore dixerant, et protestati oant ut per se, 
et prò Comunibns istorum Locortim, Castellanti», et Curtis. Et ibi dictvs I). 
Archìpresbyter pracepit pncnotnmalis Gonsulibus Loeòrum, et Castellantìap, 
et Cartis de Gremella, ut manifiBstent, et dicant ei, si aliquis/vel aliqut con- 
tra fecerunt, \el dixerunt infra octo dies^ ex quo cohtra fecerint, vel dixerint. 
Et baac omnia facla sunt salva pena inajore, et salvo jure alionùn Statuto- 
itnn, ac Ordinwn faeiendorum.. 

AifìeierHnt ibi Domnus Guido Pilius qa. D. Giulli, vel Gallieloias, de Pu« 
teobcMeHo de Centrata Socto Marijs Beitrad» Civitatis Medìolani, et Alghl- 
xius Fil. qu. Airoldi Muntani de Munte Canonieus de Aliale, ei Ambroxiua 
Fil. qa. Ambroxii de Sancto Jobanne , de Loeo Dolxago Clerìcus , et 
Capellanus sen Beneftdalis Eoclesiie Ss. Suini, Martlrii, et Alexandri de iste 
Loeo Cremella, rogati Tèstes. 

Item postea die sequenti die lovi» Inr- iato Brorio» et coram islis Téstibos 
Arnolfus, et Johannes de Maria, et Jacobos del Molendino om nes de i^o Loco 
Gallexjo, et Rolandus qui dteiiar (fé S. Petro, et Martinas de Via BeTUlca 
ambo de is(o Loco Creme! la juraverunt, et fecerunt simile m Pidchtatem isto 
D. Archipresbytero et suis FratrR)us, sicuti Distrlctabiles suo Doimi\o, seu 
Dominb, qucA pnefacta omnia statuta, et dieta reeeperunt, et rata et (Irma 
se velie babere omni tempore, et dixerunt, et protostati sunt» ut super In 
omnibus, et per omnia. 

Item sequenti die, die V^eris In isto Brorio, et coram ittis Testibus 
Petrus Oltilie de Fossato, et Martinus Armani ambo de Loeo Gremelle jura^ 
veruni similem Fidelitatem isto D. Arcbipresbytero, et istis suis Pratribus; 
sìcut Distrìctabiles suo Domino, quod prafata omnia statuta ac dieta rece* 
perunt, et rata^ et firma se velie babere omni tempore et dixerunt^ et pro- 
testati fuerunt ut supra in omnibus, et per omnia. — Ego Jobanoes Pltìus 
qu. Forzani qui dicebatur Belieasa de Loco CremeH» Notariuff Sacri Palatiti 
ac Missus Domini Oitonis Imperatoris buie rogit, interfui, et scripsi, et istam 
giosollam apposui. 

An. 1232. =» Statuti fatti da Ardengo Visconte abate di sani* Ambrogio 
pe'suoi sudditi^' Inzago. Cafia nelVatehivid Amòro$iaw>, 

» 1253. =: Facoltà concèduta da Berardo Da Poziobonello arciprete di 
Monza agli Umitiatt ed Umiliate di sant'Agata di quel borgo per fabbricarvi 
una ebiesa ed un cimitero. Carla neWarchivio di M^nsd» »» In nomiiie Do* 
mini Bernardus Dei gratia Sanctus Modoeliensìs Ecclesise Arcbipresbiter DiTectis^ 
Filiis Tutobello ministro domus Humiliatorum et Humiliataruro ejusdem Burgi, 
qua3 dicitur de Saneta Agàtba, et toti Congregationi ejusdem domus. In 06 sumus 
loco, et offitio per Dei miìsericordtam conslituli, ut bis, qusd debita devotione 
ad laudem, et honorem omnipotentls Dèi statuuntur, et ordinantur noetr^e 
auctoritatis r4)bttr debeamus gratis impertiri, et quantum cuìn Deo, et honore 
nostro possumus- eorum statum ex cantate utiliter promovere. Ifine est Di- 
lecti in Domino Filli, quod multi modee religionis, ac devotipnis vestr» pr<v 
bitatem attendentes, vestris justis annuimus petitlonibus ; et eie grato con* 



164 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

currcntes assensu Oratorìi licenliam, et aucloritatem, quód in curia vestra^ 
seu in sedimine vestro facere disposuistis Yòbis ad honorem Omnipotentis 
Dei, et semper Virginis Hariie de consensa capituli nostri prtestamus. Sta- 
tuentes ut a modo liberum habeat caemeterium vobis ^ vestrseq ; famili» om- 
nlbusque Qrdinis Uumiliatorum et non aliis, nisi de nostra speciali Hcentia, 
nec sit alieni tributo, vel oneri ullo tempore subiecta , excepta libra una 
cerse^ quam nomine census, et in subiectionia signum in lesto Beatissimi 
Johannis Baptistie nostro decernimus vinuatim dari Capitulo. Yobisde uoMra, 
et Capituli nostri licenlia, et bona voluntate plenam'^ et liberam coneedentes 
facultatepi, tamquam patronis ipsius Ecclesi», et fundatoribus, divina in ea 
oifitia a quocumque Presbytei:o dumodo tamen catholico recipiendi. Posse- 
siónes autem, et jura, q\m in presentiarum rationabiliter possidetis, vel de 
cetero dante Domino poteritis quibuslibet justis modis adipisei Yobis^ et Suc- 
ce^ribus vestris auotorltate Sanct^e Modoetiensis Ecclesia, cui licet iumeritt 
pnesfdemus, et nostra conflrmamus, et prassentis scripti patrocinio comu- 
ni mus. =s Oat. quìntodecimo die ante Kah Novembris. 

An. 1233. =3 Breve di papa Gregorio IX., con cui concede al moni- 
stero di sant* Apollinare di Milano lo spedale di san Biaggio di Monta. B(h 
navUla. Cronica éò* FtaH Minori ParL IL Cap, L 

« Idem, = Breve dello stesso pontefice 'scritto air arcivescovo ed al clero di 
Milano, con cui li loda per le forti risoluzioni prese contro gli eretici. Bui' 
larium Franctscanum, Tom. L 

Idem, = Lettera di papa Gregorio IX ai rettori delle città della Lega Lom- 
barda, ove notifica ad essi i capitoli della pace conchiusa fra essa e 1* imi)c- 
rator Federigo. Marator, AtUiq, medii (evi. Tom. IV, pag. 32d. 

Idem. =. Risposta di que* rettori al sommo pontefice. Id. Ih. pag. 33 i. 

An. 1234. =r= Breve dello stesso pontefice ad una società di milanesi for- 
mata contro gli eretici. Caria neW archivio di S. Eustorgio. 

Idem. =3 Breve dello étesso pontefice alFarcivescovo di Milano per la fab- 
brica di una. nuova chiesa e convento de* frati Minori in Gallarate. Bulla- 
rium Franciscanum. Tom. I. 

Idem. -:= Atto della presentazione delle credenziali fatta nel pubblico con- 
siglio di Milano dagli ambasciatori di Enrico re de' Romania. Regislrato in 
un codice dàlia hibUoUea ombroeima %n fogl. sign. B. n. 19. === In nomine 
Domini. Anno Dom. Incarn. MGCXXXIIIL die Dominico XV. die ante Kal. 
Jannuarìi, ludicticaie octava^ in Pallatio Gommunis Mediolani, in Gonsiglio 
Gommunis Mediolani Dominus Anseimus De Instien Mareschalchus Domini Heu- 
riei Serenissimi R(igi Romanorum, et Dominus Valcherius Archidiaconus 
Herbipolensis, et Domini Regis Gapellanus, ambo Nuntii, et Legati suprascri- 



MILANESI. 1^ 

pti Domini Regis, et habentes speciale rnandatum securiiates, et concordiam, 
et jaramenta faciendi prò prefato Dòmino Bege, et in ammam ejus, prout in 
litterìs ipsius Domini Regis sigillo signatis òontinebatur^ quarum tenor talis est. 
Henrìcus Dei gratia Romanorum Rex. et semper Augustus Dilectis suis Fi- 
deliba» Imperli gratiam suam, et omne bonam. Dilectos Pideies nostros An- 
selmam De Instigen, Imperìalis Aule Marescalcam, et Familiarem Capella- 
nnm oostraìn, et Magistrum Yalkerium De Tannbr Archidìacomim Herbipo- 
lensis Ecclesie Nuntios in legatione nostra Univenitatt vestre duximus tran- 
snùttendos, quibus etìam exposuimas nostre benepiacitum voluntatis. Onde 
rogamus, et monemos Prudentiam yestram, roandantes Yobis, quatenos verbis 
ipsorum, que Vobis ex parte nostra dixerint , vel proposuerint fidem adbi- 
beatis in omnibus, tanquam ^ Yobis presentialiter, et personaliter loqueremur. 
Datum apttd Eztingen, Idibns Novetnbris, Indictione octava. 

Ah. Ii34. =^ Altre due lettere dello stesso re sopra il medesimo affare. 
Kndetn, *- 

Idem. = Trattato di alleanza conehiuso fra il detto re Enrico e i Milaneai. 
Carta r$gi$trata nello ìUsìo Codice eolla neguenie prèfazùme, ^^ Principium 
hujos instrumenti non est hic, quia istud fuit exemplatum ex qoodem libro 
antiquissimo existente ad Officium Statutorum Mediolani in quo similiter 
deficit principium : sed fuit confectum de anno MGGXXXIIII., ut apparèt ex 
Qominibus Legatorum qui juraverunt, de quibua fit mentio in certi» litterìs 
Regis Romanorum descriptis infra in folio L. quae litero datae fuerunt Idibus 
Novembris MCGXKXIIII. : et tamen in effectu nihtl deficit nisi nomina Legato- 
rum et Regis, et temporis confectìonis hujus istrumenti, qua omnia comprehèndi 
poesunt ex dictis litteris. 

,% •..•••••,,....rf.«... 

Gunr Mediolanensibus, et eorum Amicis et Soeietate Lombardiae quie sunt de 
Socìetate, et amicitia Mediolani. Pr^sentibus D. Cornile Manfredo de Curie 
Nova Polestate Mediolani, et infrascriptis Ambaxiatoribus Brixi», et D. 
Petro De Sando PeUM», et Ardizono Gavalazio Ambaxatoribus Civitatis No- 
varicB, et D. Mar. de Summàrippa Ambasatore Ci?itatis Laudas, et ipsis 
recipientibus prò Communi Mediolani, et prò Universitate Sociétatis Lom- 
bardiiB, juraverunt ad Sanata Dei Evangelia super eorum anima, et in ani- 
mas prsdicti D. Regis, quod ilio D. Rex attendet, et observabit, et attendi 
faciet infrascrìptam Gencòrdiam in Omnibus et per omnia sicut scripta sunt 
et quod facient jurare prtedictutn D. Regem, et Principes Alemanis, ut in 
Concordia pr«scripta continetur cujus tenor talis est. 

In nomine Domini. Jurabunt Mediolanenses, Brixia^ fìononia, Marchio 
Montisferati, Novaria, Lauda, et aliasi Civitates, airaque Loca, et Univer»tates 
de Sodetate Mediolani^ qui nunc sunt, vei inposterum erunt, et quas volent, 
et quibus facere placuerit infrascriptam Fidelitatem, et recipere infrascriptum 
juramentum Fidelitatis D. Henrico Serenissimo Regi Romanorum, hoc modo, 
quod non erunt in Consilio, vel adjutorìo, quod perdat vìtam, vel membrum , 
vel mentem, aut suum honorem, vel fortiam, aiit Coronam Regni ; sed se- 



165 DOCUaiBNTI ILUI6TRAT1VI 

cundum mum posse probibcbunt, et valebuat ci «icut fiegi, et eum deftmdent 
et ejus bcNiorem jnanul^n6buQt, et }ioe in Proviocia Lombardia. £o ex 
abu»daQti dìoto» et iotollecto, quod propter Fideliuiem ihnì teneantur ad 
pne»Ulioaem aliquam pecunie modo aliquo, nec aliquo modo* Item quod 
non teneantur ad Milite», ye\ Peditos dandos, vel mittendos «x.tra I^ombar- 
dUm. Ilem quod non teoeantur aliqua de causa dare obsides , vel pifiiora , 
vei fleCoritates. Quam fidektatem CayDere debent ^salvia Societatìbusv et Ami* 
citiis^ Communis Mediolani, et praesertim salva^Societate Lombardia» Marchia, 
et Romania, Quam Fidelitatem ut aupra Tacere volunt^^ ai dictua D. Hex et 
Prinoipea Alenanla volont jurare^ adjuvare^ et maoutenere, et defeadere 
Mfldiolanum, Brixiam, Bononiam, et Marchionem Mooti^ferrati, et Novariam, 
et Latide, et alias Cìvitate^, et Universitales. et Loea^ qua sunt, vel eruot 
de Societate, et ainiciiia Mediolani, dum in Societate, et amicitia duraveriat. 
Et boc in omni suo, et eorum honore^ et podere, et statu, et possessione, 
et fortia, quo vel qua n^nc suat> et imposterom erunt contra Iiiimicos, 
quos nunc habent^ vel de calerò habebunt ia Lombardia vel alibi, et olTen^ 
deré inimieos eorum secundum posse ipsius Regis, et Principum, prasertum 
Creiaoiiam^ et Pfl^iam, et eorum Sequayoea, qui nunc sani, vel prò tempo- 
ribus erunt ; et quod non facient ipse Rex, vel Priocipea aliquam Cdhcor- 
dim, Tel paetioneia, vel conventionem, vd pacem cum iniaiicis Mediolaai, 
Biixia» Booooia, Marehìpnia Montirferrati, No^aria, Lauda, aliammque 
Civitatitm, el Univeraltate, «t Looorum de Societate, et amiciiia Medìolani 
uiKkimcunque sint, et prasertim eum' Gjpemooa, et PapLa, vel aliis Qvitatibus 
yé Locis, seu Personis, vel UniveraitatibUs de Societate Cremona, vel Pa- 
pia srne toluntate Communis Mediolani, et Sectetatii, el amidtia eijua. De 
quibus onenbus leneatur pradictus Rex, et Prìncipes, et eorum Suecessores 
omnes simul, et quilibet per se. Et bine inde dieta Sacramenta' reuoventur 
singulis décenniis» ita quod iu perpetuum durent, et.observentur^ et in Suc- 
eessotribus, et in Filiis ipatus Domini Regia, quoa nunc babet». vel habebii 
looum habeant, et Regalia sioi, ei perpetua, et non persooalia, nec tempo- 
ralla, non tantum in persona' Regia, v»! Fiiionim ajus, seu Successorum, ita 
etiam et Suocesaorum eonAmdeui. Et eodem mDdo teneantur • de j^radictia 
omnibus prafattis Dnus Rex , et Principw Alemania , cum fuerit Impera- 
tor ipse Dnus Rex factfts , Juraverunt predietus Dnus Cornea UsAfredua 
Poteatas Mediolani, et Nobiles Viri Ubertua de Extenate, et Mudalburgus 
Judex Mediolani de vuluntate ConsUii Oomunifi Mediolani, et praBdictorum 
Ambaaiatorum Brixia, Novaria, Lauda, et eorum aMUuiato auper Conuine 
Mediolani, quod pradictis conpielia per diotnm Regem» et Priacipes Alemania 
Comune Mediolani, et alta Comunia, et persona, qua veuieiit, et quibus pia- 
ctterit pradicta facere , et recipere, jurabunt Blam Fidelitatem « qua in 
dieta Concordia contiaetur. Unde plura instrumenta uno tenore fieri rogata 
pi*aseulibus ttA prò Notariis Guglielmo de Vicomercato, Curado «b Varadeo 
Not. Pallatii Mediolani, 

Interfuerunt Testes Anselmua de Instigem Filius si^irascriti Dui Mare- 
scalchi, et item Dnus Paganus Burrus FìL qd. Bni liberti, et Ioannes 
de Rande Fil. item qd. Dm ioanis ; et Boccasius Brema , et Perinua la- 



tflLANRSI. 167 

Goardas, 6i laeobas de Terzago, et Jacobus de Modoeii&, et Berbontius de 
Landmna, et Albertus Vicecomes, et MiraDus Morigìa, et Guido Grassos» et 
Rioardi» GrÌTelk», et Jo : Pasqualìs, et Menadragus de MandellQ, et Pagancu 
de la, Turre » et Bonifacios Fil. qd. Dni Guglielmi de Pusterb/ et Abia* 
tieus Mareellinaa Fil qd. Dai Drudi, et Henrieus Gambarus omoes da 
Civilate Mediolani. •— Bgo Gttgliekous PiL qd. Peirobelli de Vieomereato 
de Contrata de Goroaredo Civlt Mediolani Not. , et modo Scriba- Palatii 
Com. MedioTaoi' intetftii, et subseri^. ^ Ego Goniiadas Fil. Jacobi de. Va- 
redeo de Contrada de la Pesina Com. Ifediolaiii Notarius, et nune Scriba 
Gomunis Mediolani suprascriptis interfui, et subscripeì. — E^o llenricus de 
Gamenago Fil. qd. Dai Castelli, qui sto in Curie VioecòmiUim Notarios , et 
none Scriba Gorounis Mediolani interfui, et sobscripN. 
/• 
i4n. If-^ =» Rinnovazione delU lega lombarda in Brescia. MuraJtóF .AnU(i, 
medii cni Tom, JV* pag: 351. et ttq* 

Idem^ a Brèvi di papa Gregorio IX a favóre del fnonistero di sani' Apol- 
linare. Bima^iUa tupradL 

Idem, «» Breve dello stesso pontefice al monis|ero^Ue Umiliate delt*o>dino 
di sanV Agostino presso sant* Bnslorf io ; ora delle Yeterì. €arta neWàrehkào 
d» qud Moniilero. »> Dilectis iri Ghristo FiHabus Ministr», ac Sororibus 
eustentibus juxta Ecolesiam Saneti Eustoi^ii Mediolan. Ordinls Saneti An- 
gustiai Sakrtem, et ApostpUeam benedidionem. Gum a IfoUs petitar quod 
juslum/e^y et boneetmn, tam vigor asquitatis, quam ondo exigit j'ationis, ut 
ìd per solIicitiidiRem Offleii Mostri ad debitnm perduoatur effsetum. Ex parte 
siquidem vostra fuit nobis humiliter supplicatami ut com io CivHate, ac 
Dtsceèi Mediolan. Ambrosianum Dfficium eelebretur, celebrandi juxta iqiiod 
ali» Sorores Vestri Drdinis celebrant licentìa;m vobls concedere dignaremur. 

Nòs igitirr vestris justle suppllcatfonxbos benignvm impertientes assensum 
Itcenttam Yobis concedimus postulatam. Nulli ergo etc. 

Datnm Pemsii IV. Kai Maii Pontificatus Nostri anno noao. 

Idem, «Cesàonè -della chiesa di sanu Marta in Vè^ fatta dà Ugone- Ci* 
miliarca^ che ne aveva il juspalronato alle* monache di Montano, che ivi tra<- 
sportarono il loro monistèro. Carla nell'arehwio di StmU Méria «it Valk. t» In 
nomine Domini Anno Dominice Incamatiònis'MUlesimo docèntesimo trigOBÌma 
quinto, die- Venerìs, octavo die Xunit, Indictione septima. Coram D. Guillielmo 
De Rìxiolo Dei graiia S. M. E. Archiep., eo approbante, et auctoritatem , et 
parabolam dante, et praestante, Domous Vgo De Setara Dei gratia M. E. Ci- 
miliarca sue nomine^ et nomine ipsius Cimiliarehiffi concessìt, et dedit omno jus 
eligendi , et jus patronatus, quod habet in Ecclesia 8. Mariac in Valle Porlae 
Ticinensìs^ et quidquid juris habet in phedicta Ecclesìa, et domibus, et rebus 
ejusdcm Ecclesia; pertinentibos Domino; Sibilliffi AbbatisssB Monasterii S. M. 
de Montano nomine, et ad partem illius Monasterii, el Monialilim, qu» sunt, 
et fuerunt in eo Monastcrio ; ita quod Donna Abbatlssa , el Moniales , qua 



168 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

modo sani, et que in temporibus fuéniit, possint et debcaat in prndicU £c* 
desia S. M., et domlbus faabitare, et stare, uti, et fruì pnediotts Ecclesia, et 
domibus et rebus et juribus, et ut pradictas Ecclesiam, et demos, et res^ et 
jura habeant, et teneant nomine priedicti Monasterii, et possideanl, et quasi 
possideant^ sine contradictione prtedicti^Ugonis De Setara Gimiliarch». . . . ejus 
Successorìs. Pro quo dato, et concessione, prasdicta Donna Abbatissa nomine 
dicti Monasterii promisit , et convenit dicto D. Ugoni de Setara Gimiliarcb» 
suo noiniae, et nomine, suprascriptie CimiliarchisD solempniter stipulanti, quod 
faeiet praedìctam Ecclesiam^ et Vicinantiam ipsiUs Ecclesi» servire In Divinis 
officiis. Ita tamen, quod non teneatur ibi tenere Sacerdotem. qui inbabitet 
in domibus illìus Ecclesia^, sed undecunque voluerit ipsa Donha Abbatissa, et 
Moniales, qusB modo suat et qum prò temporibus enmt, habeant seu condu- 
cant Sacerdotem^ dummodo Ambrosianum, non Professum , qui predicUe Ec- 
clesiffi, et Parochianis ejus deserviat, et eis spirttualia admiaistret Hoc acto, 
et expressim dicto, in principio, et medio, et fine predici» dationis, et con- 
cessioniSf et oblìgationis^ quod Abbatissa, et Moniales, quae modo sunt, et 
prò temporibus fuerint , teneantur reparare , et redificare Ecclestam , dpmos 
ipsius EcclesiflB suis sumptibus, et expensis. Et si contigerit , quod prs^cta 
Donna Abbatissa , et Moniales , Tel earum succetricas recederent de prsedicta 
Ecclesia propria vo1untate> quod pr»dicta Ecclesia , et Domus, et res rema- 
neant in jure, et potestate ipsius D. Ugonis Gimiliarch», et ejus Suocessorum, 
sicut erant 'ante suprascriptam dationem, et concessionem. Actum in Palatio 
veteri D. Archiepiscopi, in Gapella nova Sanct» Agathie. - 

Interfnémnt Testes ,*• Ammizo De Solario, et Magister Azo Gepus, et Pres- 
biter Marchizius S. Bartolomei de Gurte de Melegnano, et Presbiter Mainfre- 
dus S. Salvatoris, et Petrus De Morenzono Custos Maiorìs Ecclesia et Gufre- 
dotus Hostiarius, et Franciseus de Gaparta. 

Ibique statim pnecepit dictus Domnus Archiepiscopus Presbitero Martino 
Gapellano S. Glementls de Yerzario, ut iret, et dietam Domaam Abbatissam, 
et Moniales in corporali possessione suprascripU» Ecclesi» S. M» in Valli^ et 
suarum rerum poneret. 

Ego Probinus Garìatus Fil. qu. Ser. RoduMl Notarius Contrat» S. Vincentii 
Ad Setaram exemplavi ab imbreviatura qd. Bodulfi De Pomo Notarlo , et 
explevi, et in publicam formam redegi de mandato D. Robaldi Pingisanti 
Gonsulb Justitie Mediolani, ut constat per cartam unam atestatam , traditam, 
et subscriptam per Johanem Bellum Fil. qu. Buschi De Vioomercato de Gon- 
trata Pisdnn albe , P. Tic. Notarli , in Millesimo Ducentesimo Sexagesimo 
primo, die Sabbati, duodecimo die ante Kal. Septembris, Ind. IV. 

An. 1236. s* Salvocondotto conceduto dalla città dì Pavia alle persone e 
beni del monistero di Morìmondo, durante la guerra. Ughel. In Archiep, Me- 
dioL ubi de Guglielmo De Rizolio. 

Idem. «= Protesta di Alberico da Opreno, arciprete di Monza, circa, il giu- 
ramento di fedeltà da darsi airarci vescovo. Carta nell'archivio di Mania. 



MILANESI. 169 

ilii. 1236. » Diploma di Guglielmo da Rizolio arcivescovo , a favore degli 
Umiliati, ordinando a tutti i prelati soggetti a questa tnetropofi, che permet- 
tano a que'jeligiosi di aver cimitero lor proprio, e Sacerdoti propij che loro 
amministrino i sacramenti. Carta neUa Raccolta diplomaUca del ùg. dùU, Sor- 
da lui indieala nella Sioria degli Umitiaif , po^. 88« 



Idem, s> Diploma del medesimo a favore del convento dellei Vergini della 
Gasa nuova presso la chiusa sopra la Vecchiabia, ora della Veechiabia. Carta 
nell'archivio di quel Monistero. «» Willehnus miserationc Divina Sanctn Me- 
dioianensis Ecclesioe Archiepiscopus. Dilectis in Ghristo Filiabua Gonventut 
Virgioum De Domo nova apud Glusam super Yitabiam Salutem in Domino. 
Gongniam offici! nostri prosequimur aetionem Pensonis Religiosi^ exhibendo 
Kos in suis justis petitionibus favorabiles^ et benignos, cum Sacram piantate 
Religionem^ et plantaiam fovere modis omnibus debeamus. Cum igitur ex 
parie vestra sit Nobià humiliter supplicatum^ ut quotibet mense in illa Domi- 
nica die , qu» pra)c«lit Dominicam pradicalionis Domus Sanctimonialium 
Sancti ApoUinaris in lo^ vostro praedicationem constitoere , et cuiltbet do 
Givitate , et Diocesi Mediolani volenti male ablatom incerte tribuere , vobis 
concedere deberemua Nos devotionem vestram proinde in Domino cominen* 
daotes Yobb, et Su^cedentibus vestrts auctorìtate Mediolanensis Ecclesi» cui 
concedente Doumuo licet indigni praesidemus, propter vestr» hnmilitatis pau^ 
pertatem, nisi a?ii concesaeiimus postulata, duximus concedeada. Et de omni- 
potentis Dei misericordia, et mentis Gloriosissim» semper Virginia Mari», ac 
Beatissimi Gonfosoris Ambrosii Patroni nostri confì9Ì> omnibus vere pauiiten- 
tibus, et confessa, qui ad dictam yenerint Prsdicationem , vel etiem eadom 
male ablata in<pi» vestr» tribnerint, quadraginta dies crìminalium» et quartam 
partem venialiim, de injuncta sibi penitentia misericorditer in Domino rela- 
xaraus. Ut igii^ur bujus nostne constitutionis pariter , et (eoncessionis pagina 
robar obtiwat firmitatis, eandem pnesentis scripti patrocinio et nostri apposi- 
tione sigillr fecimos communiri i Nulli ergo etc. 

Dat. MG:XXXVI. XUI. die ante Gal. Novembris. 

Afi. i29.. = Diploma di Federigo II» imperatore , con cui dichiara suo 
vicario h Italia Enrico , volgarmente Enzo , suo figliuolo illegittimo re di 
Torre f di Gallura in Sardegna. Registrato nel Codice di GiovanniuQ CriveUo 
M. 8. reuo il Vieeparroco di San Vincenzo «» Fridericus Dei gratia Roma* 
norumlmperatot semper Augustus Jerusalem» et Scili» Rex Henrico Turris» 
et Ga'urìs illustri Regi Sacri Imperli in Italia Legato » dilecto Filio suo 
gratiai suam , et omne bonum. Ad extolenda justorum pr»conia , e( repri- 
mends insolentias traiìsgressorum prospiciens a G«lo, Justitia erexit in Po- 
puiieRegnantium solia, et diversorum Priacipum pote$tates. Caraisset namque 
libeter humana eonditio jugo dominii, ncque libertatem a se» quam eia na- 
tunconcesserat homìnes abdicassent, nisi impunita licentia scelerum in evi- 
deiem pemictepi humanì Generis redundabat , et ex necessitate quadam 
oprtuit Naturam subesse institi» , et servire judicìo libertatem. Sed neque 
exairi extrinseeus decuit aliam speciem Creatur». Sed Homo proelatus est 



i70 DOCUMENTI IM-WSTRATIVI 

Uomini, ut gratiorem pnetaturam eflleeret ideotiias specieì. Poììssìibiud tamen 
ad reglmen Populoram Divioa Sententia prs&focit Imperium, dum ostensa^ibt 
figura NumismaHs in reddltionem eensus , ea pra c«teris Regibus GiesareiB 
lorlunas lastigium prsraignivil; cui divenMmodiai subdidU Nationes non ob hoc 
Boluiii al eis imperando pr^essot, sed ut ipsis paeis, et justitie copiam mi* 
nistrando prsberet. Inter illas igìtur multarum occupationum curas, quibus 
fluctuantis pelagi more prò salubri Reipublictt statu SpirtlujB noster continue 
fatigstur, medhatione sollicìta revolventes, quod Regio supradicta prò ut 
$uperias> est distincta, Provincia utique Dobilis, et pars Romani Imperii pre- 
tiosa dia prò hostilitate guerrarum 9 el seditione suoriim provisione justìti»' 
caruisset, propter quod tam Ci?ea» quam Habitatoree Italie in perBcnis , et 
in rebusdamna non modica novimus fùisse perpessos, et ibidem jura Imperii 
diminuta, ne talentum nobìs in eia ereditum negligenter abseondere videamur, 
ut potè qui rationem vHlicationis nostre sumu» in examine strieti judioii 
reddituri , ad hoc direximus 'aciem mentis nostra , ut ad atatum pacificum 
totius Italie Imperialis provisionia instantia salubriter intendamus. Quapropler 
de tua industrift, et iideliiate confiei Te de latore nostro Legatum totius Ita- 
li» ad eos, velut Persone nostre speculum prò conservuione pacis, et justitte 
specialiter destinamus> ut vices nostras universaliter geras in ea. Concedentes 
tibi menim Impenam, et g}adii Potestatem, et ut in facinorosos animadvertere 
valeas vice nostra purgando Italiam, maleCictored Inquiras, et ^punias inqui- 
sitos, et specialiter eos, ^ui stratas, et itinera publica ausu temerario violare 
presumunt Criminales etiam quesliones^ audias , et oiviles qaaram cogniiio 
si Nos presentes eseemus ad nostrum judicium pertinenet. Uberales quoque 
audias, et determines questiones. Impone0di> ^ banna, et naktas, ul]|i6xpe- 
dierit, auctoritatem tibi plenariam impertimur. Decreta nliqaeinteiponas, que 
super transactkme alimentoruni^ aKenatione reram Eoclesiastìemim, et etiam 
Minorimi, secundnm justitiam interponi petnntur. Tutores etiam^ et Curatores 
dandi quifooslibet libi concedimus potestatem. Et ut minoribus^ a majorìbus, 
quibus univeFsalia jura suocurnmt^ causa cognita restilutìonis i) integrum 
beneOcium valeas impertiri. Ad audientìam tuam tam de criminaabus quani 
de civilibus causis appellationes eferri volumos^ quas a Sentenli« Ordina- 
riorum Judicum, et eonim omnium qui Jurisdiotionem ab Imperio lacli sunt 
in Italiiacotitlngent inb^rponi, ut iamen a Sententia tua ad audientitm nostri 
Ouliiiinis possint libere provocar! , ntsi vel cause quaiUas, vel appefationum 
numerus af^lUtionis subsidium adtmat appellanti. Creaodl Judiees, «t Nota- 
rios tibi coneedimns plenarìam potestatem. Toa^ igitur Pitiatiom firoiter et 
districte 'precìpiendo mandamus^ qnatenus ad statura pacificum Italia), et re- 
cuperationem nostrorum jurìum, et Imperii in eadem omni fide , et sellicitu» 
(line, prò ut gratiam nostram diligis, ac eflUeaclter, et difigenter intenda», ut 
inde diligentie tue testimonio electionts nostre judicitim commendetur, dnin 
^Icm tanto negotio duximus prseponendnm , ex cujos fide et industria Sere- 
nitatis nostre salubre propositum de observatione pacis, et justiiie, et rnntc- 
gratione jurium Italie singulis esprimetur. Dat. In Castris in Episcopato Bo- 
nonie, XXV. Julii, XU. Indiclìone. 



HILANBfti. 171 

An. 1359. ^ VeodHa faUa dal preposto e da'cftrionici di s^Q Lovea^ alie 
signore Bianche, ora le Valeri dello Spedale antico dove aUlavano. Caria 
nell'archivio di qud moìùslero, 

• 1210. =3 Fondazione della chiesa di s^ta Maria delle Ver^mi ora della 
Vecchiabia. Caria nell'archivio di quel manislero. 

• 1^44. ;» Breve di papa Innocenzo IV scpitto al ^legato Japoelolico Gre* 
gorio da Monlelongo . intorno alla elezione , od alla consacrazione di Irate 
Leone da Perego^ arcivescovo di Milano. ChariamBMaio fYtmcisMMie. . 

> 124$. es Inatrumento della consegna di un caltee d* ero ipettanie al 
tesoro d^a chiesa di aan. Giovanni di Monza, prestato alla GomuDÌià di Mi- 
lano*^ Charta t» oi^chkio ejusdem Ecclesia, » In nooùne Domini nostri Jesu Chri- 
sti. Anno nativitatisr ejasdem millesimo duceotesimo quadragesimo quinto .die Ve- 
neris tertio die Novembris Indictione quarta. Gum.DoiDÌAiB UbertuB De vialata 
Potestas Mediolani, et Guido de Casate, Guido de MandeUo , Phiiippua de la 
Turre, Johannes de la Turre, Guilelmus de Sore^ina^ Probinus^lAgoardus^ 
Rizardus de Villa, lustaoions. Qicata , Lamppgnanus Marcellinus^ JBnrnifl 4t 
Burris, Artui.ius Marinonus, Gmllelmus de Lampaoiano, Antelmua de Terzago, 
Boxate de la Cruce, Landulfus Crmlius,. Niger Grasaus , Guizaràua Morigia» 
Mollo Beccaria , Camzaaus Moronus, Atterradus Maineriiis , et Bonincoatrus 
Incinus Cotisiliarii , et Secretarli , et ^apientes Gomunis Mediojani ptarimum 
cum precum instantia insiiUssent apud Donùnum Ardencnm de Sorexina 
Ardjipresbyterum de Modoetia , et Canonieos , et Capitulum illius EoclesiiB , 
et cum Domino G. de Montelongo Apostol^ce Sedis Legato, ut oontederent, 
ei accomodarent eidem Potestati, et GpnsiUariis, et Sapientibus, seu Comuni 
Mediolani partem aliquam Ihesauri illius Ecele^ ad possendiun impignorare 
prò pecunia necessaria habenda Communi Mediolani, qu» alio modo ìayenirì, 
vel haberi non t^otest,; ut asserebant expresse , et illam Ecelesiam ind^nem 
lacere volebant, et citg^ illum thesauram restituere facerent. Ad quorum pre- 
ces suj^rascripti Domini Arcbtpresbyter, et Canonici humiliter prò hooore^ et, 
utilitate Comunis Mediolani condcscendentee, presente, et volente isto Domine 
Legato obiulorunt, <:oncessernnt istis Protestati, et Consiliarits» et Si^pienUbus^ 
et Comuni Galicem unum auri de Thesauro Modetìensis Eoclesìes pondef bi 
unciarum centum septuaginta aùri cura auriculis, et cum ornamento multorum 
i^dum pretiosorum. Et idee praedictus Dominila Ubertus de Vialata Potestaa 
Mediolani, et isti GooisHiarii, et Secretarli et Sapienites data ei^ licenlia etlertia 
et auctorìtate a Consilio quadriiigentorum, et trecentorum, et centfum novo, et 
veten' , sicut dtcebant , relormatum , inscriptum in libro Comunis Mediolani 
faoiendi infrascriptam obligat^onQpi, et omnia iaCrascrìpta. Promiserunf ttamque, 
et guadiam dederunt, et omnia eorura bona et bona, Comunis Mediolani pignori 
obligaverunt quilibet eoram in solidum dicto Domino Ardcrico de Sorellina 
Archipresbytero de Modoetia recipienti suo nomine , et nomine Ecclesias , et 
tothu Capitttli de Modoetia, et singulorum Canonìcorum dici» Qcclesise, quod 
exigent, reddent, et dabqnt absque aiiqua diminutione libere, et al^lMte bÌRC 



i72 DOCUMENTI ILLUSTRATITI 

ad NaMe proximum isto Domino Archipresbytero , et Ganonicis , seu Capir 
tulo suprascriptam Calicem aureum cum gemmts , et lapidtbus pretiosis or- 
natum omnibus eorum, et Gomunis Mediolanl, dapnis et expensis> et sine da- 
pnis, et expensìs istorum Archipresbyterì, et Ganonicorum, et Ecclesia. Et re- 
nuneiaverunt exceptkmi non aeceptt Galieis, et omni alii exceptioni , qda se 
tueri aliquo modo possent et defendere , et maxime quod non possint dicere 
se obligatos esse prò Comuni, seu prò rebus Gomunis, sed ita teneantur, et 
conlréniri possint in soUdum etiam finito et deposito eorum offitio, et fortia, 
et auctoritate , ac si predicta omnia.in propria cujuslibet eorutq proprieiate 
pervenissent, et renùneiaverunt benefitio nov» constitutionis, et epistokB Divi 
Adriani, et omni aliò auxilio, quo aliquo modo se tueri possint usus, et legis, 
statati , et ordinamenti facti , vel quod ammodo possit fieri , vel fieret. Sed 
omni tempore possint cum efiectu conveniri non obstantìbus aliquibus feriis, 
vel earum dilationibus iaeiendis, Tel factis. Et promiserunt, ut supra dictus 
Potestas , et isti Gonsiliarii, et Sapientes quod nec Potestas nec alìquis pr»- 
dictordm dabit aliquo modo, vel aliquo ingenìo etiam consentiehtibus istis Ar- 
chipresbytero^ et Ganonicis aliquid aliud prater prsdictum Càlicem, loco il- 
lius Calicift, sed ìpsum specialem Calicem integrum cum lapidibus^ et gemmis 
absque diminutione aliqua, et ibi dictus Dominus 6. de Montelongo Legatus 
Apostolica Sedis auctoritate su» legationts^ et Toluntate ipsius Potestatis^ et 
Secretariorum , et Gónsillariorum , et Sapientum pnedictorum a infrascrìpto 
termino in antea eos omnes^ et ConsUium comune excomunicationts vinculo 
snbìecit, etsubposuit ex tunc/si prsedicta ut supfa ad ipsam thesaurum non 
essent servata, excepto Potestate prsedicto. Ad quorum observanliam, et ma- 
jorem firmilatem pnedicti Secretarii, et Gonsiliarii , et Sapientes suprascripti 
nominati* juraVM^nt corporaliter tactis saerosànctis Evangeliis omnia superius 
memorata, et quodlibet prsdictorum observare, et facere et facere observari 
per Comune Mediolani. Actum in Campis de Albairate in exercitu contra 
Fridericum quondam Imperatorem. 

Interfuerunt Gregofius Senensis de Padua ostiarius istius Domini Legati, et 
Marchtxiu^ Magnus dictus de Veliate, et multi alii prò secundo Notano adfuit 
Guidotus de Muralto Brixiensis , qui stat cum Domino Legato , et Regefius 
Canda Gustos Ecclesia de Modoetia. 

Ego Girardus dictus de Cremona Notariaus de Modoetia filius quond. Ser. Gi- 
rardi de Stephano hanc cartam traddidi, interfui, et subscripsi, et ad scriben- 
dum dedi infrascrìpto Notario. 

Ego Loderengus filius quod Ser. Bernardi elicti de Lambro dicti Burgi Mo- 
doetia Sacri Palatii Notarius jussu Girardi dicti de Cremona Notarli hanc 
cartam scripsi. 

An. ItW. == Breve di papa Innocenzo lY con cui approva alcuni statuti 
falli dal capitolo della chiesa pievanà di Caste! Seprio. Charia in Bullario 
Franeigeano. Tom. I. pag. 564. 

Idem. = Breve del medesimo pontefice , che conferma là donazione dello 
Spedale di san Giorgio In Caradon di Desio falla dairArcivcscovo Leone allo 



MULàNESI. 173 

spedale di sant'Apollinare di Milano. Charta •« archinie SaneH ApoUnam, ^ 
Ianoeentiu8 Episcopus Servus Servorum Dei Dilectis in Chrbto Filiabus Ab- 
batisse et ConYentui Monasterìi Sancii Apolinaris Mediolanensis, Ordinis Sancii 
Damiani salutem , et ApostoHcam Benedictlonem. Cum sicut ex parte vestra 
foìt proposKum coram ^obis Venerabilis* Frater noster Archiepiscopus Medio- 
lanensis tam sua, quam dilecti Filli G. Subdiaconi, et Notarii nostri Aposto- 
lico Sedis Legati auctoritate , Hospitale Sancii Georgii In Caradon de Dexio 
Mediolan. ad dictam Arohiepiscopum pertinens pieno jure, sui Gapituli acce- 
dente consensuy cum omnibus juribus, et perlinentis snis, Vobis, et Monasierio 
Tcstro duxeril concedendom, proni in lilteris super hoc factis dicitur plenius 
contineri; Nos Testris postulationibus grato coneurrentes assensn concessionem 
hujusHQodi, sicttt pie, ac proYide facta est, et in alicujus.prejudicium non re- 
dnndat, auctorilate Apostolica coniinnamtis, et presentis scripti patrocinio com- 
mùnimu&t Nalli ergo omnino hominum liceai banc paginam nostre eonfirma- 
tionis infringere , vel ei ausu temerario contraire. Si quis autem hoc attem- 
ptare presumpserit indignationem Omnipotentis Dei, et Beatonim Petri^ et Pauli 
Apostolonim ejus se noverit incnrsurum. Dal Lugduni XV. KaL Januarii 
Ponlificatus nostri anno quarto. 

Subtus infixa sunt fila sericea coloris pariìm purpurei parlim (alvi cum 
plumbeo sigillo Innoeentii lY. 

Aru 1246. »» Breve dello stesso intorno ad una lite fra Tarcivescovo Leone 
ed il borgo di Varese per reiezione dé'consoli. diaria m ^Ilario Frandscam 
Tarn. /, pag. 404. 

• 1247. B= Altro Breve scrìtto al medesimo arcivescovo intorno^ alla fab- 
brica di una chiesa^ e di un cinùterio da farsi dalle signore Bianche, ora dette 
fe VeterL Charta in archivio SancUs Marim Veterum, 

Idem, = Altro breve, con cui il papa assegna al governo de' frati Predi- 
catori il monistero delle Vergini, ora detto detta Vecehiabia, Charla n archi- 
via hujus Monasterii. 

An. 1248. =^ Sentenza di Azzone Zeppo, detto delle Cinque vie, yicario 
generale arcivescovile^ a favore del capitolo di Varese. Charta in archivio 
Eccìesice Vari$ienm, » In Jfomine Domini. Anno Dominice Incamationis 
Milleximo ducentesifflo quadragesimo octavo. Die Mercurii, sexto die Madii, 
lodietiohe sexta. Super questione^ que verlitur Inter Ubertum De Aliene Ga- 
nonicam> et Sindicum Ecclesie de Varisio nomine illius Ecclesie, et Gapituli 
ex una parte, et Domìnom Ambrosinm De Puteobonello Mediolanensis Ec* 
clesie Ordinarium ex altera, coram Nobis Azone Zeppo^ qni dìcitqr De Quinque 
viis Vicarìe Domini Archiepiscopi Mediolani^ in qua questione full ex parte 
istius Sindici porrcela infrascripta petitio, cujus tener talis est. In nomine 
Domini. A vobis Domno Mainfredo De Arzago Vicarìe Domini Fralris Leonis 
Ecclesie Mediolanensis Electi peto ego Ubertus De Aliene Gauonicos, et Sin- 
dictts Ecclesie de Varisio nomine illiùs Ecclesie, et Gapituli, quatenus ex of- 
heio vestro compellatis^ et per censuram Ecclesiasticam distringalis, et con- 



i74 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

dempnetis Dominiim Arabrosiurti De Putcobonello MèdlolanensiB Ecclesie Or- 
dinarìum, ut mihi ad panem Ipshià Ecclesie, ci Capilnll faciat duas Refe- 
ctiones de annis diiobiis proxime pretcritis, el de ceieto qaoirbct aìino. Qiias 
Refecllones ìpsr Captlulo sìve Canonicis e;usdcm Ecclesie facere tenetur occa- 
sione Feudfj qtiod habet, et oblinel in Ecclesia Sancte MariB, ci Sancii Georgi i 
de Bimio Superiori. Que Ecclesia ratione illius Fèudi, et ejus Beneficiales^ qui 
ibidem per tempora adsunt istas Refectiones facere debent ex longo tempore, 
et longissìma consueludiniè olim obtenta, et observata. Que omnia fecere de- 
betis, et tenemihi secundum jura, et canonicos sanctiones. Qua petitione por- 
recta, et lite legitiìne contexlata, el posilìonibus tactis, et responsionibus eisdem 
subseeutis, et Testibus prodtictis, et attestationibus publicatijs, Nos infrascri- 
plus Dominus Azo Vicariùs Domini Fratrìs Leonis Sancte Médiolanensis Ec* 
clesie Venerabilis Archiepiscopi ipso Mainfi^do absente , in cujus locura suc- 
cessimus, talem in scriptis sententiam promulga mas. Ih nomine Domini. Yisis, 
et auditisy et diHgénter intellectis rationibus, et juribUs, et allegationìbus , et 
atlestationibus utrìusque l^rtis, et habito Consilio Sapientis, condempnamus 
prefatum Ambrosium De Pateobofielto Orditiartum Mèdiohinensis Ecclesie^ et 
fìeneficialem Ecclesie Sancte Marie, et Sancii Georgi de Bimio Superiori, q[uod 
de celerò sìngulis amiis del, et prestet, et faciat Refectionem anam Preposito, 
et Capitulo universo ittius Ecclesie Yarisiensis in Refectorio diete Ecclesìe, seu 
Gapituli,*scu Ganonice prò tribus partibus, Tideticet: Pauis frumetitini boni, 
et bene codi et albi, et vini boni, et puri ad sufficientiam ; et Gaponorum videli- 
cet ununi interduos plenum; et Garnium bovis, et porci recentium cum bonis pi- 
peratis; videlicet frustum unum sive peliam unam camis porcine assate,sive 
rostite cuin paniciis inter (luos: et hec omnia ad sufficienliam, secundum quod 
decet, prestel sìngulis annls ut supra dicfum est in Domìnica que precedit Fe- 
stuni Natalis Domini , in qua dominica est Festum Beate Marie. Salvo jurc 
illius Ecclesie, seu Gapituli super co, et de eo, (|uod diclus Dominus Ambrosius 
dare, el prestare debet eidem Ecclesie, et Capilulo universo predictisoccasìonibus. 
Et salvojure quarte partispredicteRefeclionis. Elhanc pitetaliouem pronuciamus 
fieri debere occasione Feudi Ecclesie Sancte Marie, et Sancii Georgi] De Binao 
Superiore. Lata fuit hec seutentia presentibus infrascriptis Testibus. 

Interfuerunt Testes Jacobus Filius quondam Gratiani Mulinarii de Legni^no, 
et Maruinus Fìl. qd. Johannis de Vanetìa ; el Johannes qui dicitar Spianol- 
lus, qui stai com Domino Vicedomino FUiiis Gondtsalvi de Penafideli, omnes 
Givitatis Mediolani. 

^ Ego supradictus Azo ut supra pronunciavi, et subserìpsi — Ego Albertus 
Filius qd. Ser. Petri de Vetrano de Brolio Givitatis Mediolani Notarias Sacri 
Palatii, et Scriba Gurie Domini Archiepiscopi buie Sententie interlui, et jussu 
Domini Atonis trdditam iovbreviavi, et ad seri|>endum dedi« Ego Andreotios FU 
lius Burri SpigoreziI de Gon irata Brolii suprascripte Givitatis Notarias jussu- 
istius... Alberti de Vetrano Notarli serìpsi. 

An, 1248. :^ Indulgenza conceduta da papa Innocenzo IV, a cjii visitava hk 
chiesa di sant'Eustorgio di Milano in occasione della solenne Traslazione dei 
corpi de* ss. Eustorgio e Magno. Cavia m BiiUario Dommicano. Tom, 1, p. 480. 



MILANESI. i7d 

An. 1150. » Diploma coneedato dftirareiprete di Uùùza agli UaiiltaU, ed 
Umiliate della casa di Hezzovtco in quel borgo per fal^rican i una chiesa ed 
un cimiierio. Carla in archivio SoneU JoannU ModoeliiB. « In nomims Do^ 
mìAÌ Nostri iesu Xpi anno a naUviUto ejua M. G. G. quiaqus^ximo die Ve* 
nerìs aecaddo die Decembris, Indiciione noaa. Docmnus Arderiooa de Sorex. 
Dei gralia Mddoeiieii. ficelesiae Archì^resbiter Dileclis Filiis Junio. Ministro 
Domila» et Gòngregationis Homiliatorum, et Humiliataram ejusdem Burgi, qne 
dieìtur de medio tielio» et toti Gongregaiioni ejasdem domus. In ea sumus 
loco> et officio per Dei misericordiam constitnti, ut ìms quae debita davotione 
ad laudem , et honorem Omoipotentìs Dei ataUiuntur , et ordinaiitur nostrae 
auctoriutia robnr debeamos gratis impeiiiri, et quantum cuoi Deo, et hooore 
nostro poiUHnus eOfiim statudi ex charitate utiliter ffùmontte. Hinc est di- 
lectì in Domino Filii, quod muUimodo religionis, et devotionis vestrae probi* 
catem attemlentes vestris jostis annuimus petUionibus, at eia grato eoncurreutes 
assensa Oratorii liGentiam, et anctoritatem, cpiod in euria yestra, seu in aedi- 
mine yestro lacere dlspoeuistia, Vbbis ad honorem Dei Omnipoteatìs» et bea^ 
tiutmae Uariae Virginia , et Ecclesiae Modoetienais, et Beati Jacdin Apostoli 
de eonaensu Gapituli nostri praestamua* Statuentes ut aroodo liberum liabeat 
cimiterìum vobia, vestraeque Damifiae omnibosque onlinìs HUmiliatorum» et 
non aliis nixi de nostra speciali licentia. Nec sit alieni tributo , ve! honerì 
uìio in tempore aiibjeela , excepta libra una Gerae, quam nomine censtis , et 
in sul^ectionis tignum in Cesto Beati Joannis Baptistae nostro decernimna an- 
nuatim dari Capitalo. Vobis de nostra « et G^^ituli nostri licentia , et bona 
Tolontate plenam, et liberam concedentes facultatem , tamquam patroni» ip- 
sius ecclesiae , et Fundatoribus divina in ea Officia a quoqunque presbitero 
dumtaxat catcJieo recipiendi. Possessiones autem et jura quae in preàentiaràm 
rationabiliter possldetis» \6l de cetero dante domino poteritis qnibuslibet mo- 
dis omnibus adipisci vobis, et successori bus vestris^ auctodtate Sancte Mo* 
doetiensis Ecclesiae, cui licet inmeriti pressìdemus . et nostro confirmamus et 
presentis scripti patrocinio eomùnimus. Actiim supra Palatinm ipsins Domini 
Archipresbiteri. Interfuerunt testes frater Johannes de Oprano de ordine Prae- 
dicaiorum , et Pudolua filius quon. Anselmi de Vicomercato , et Xacometus 
fiUos Beltrami de Apiano^ et Girar, filine quon. Beltrami de Guaita, ot An- 
dreas filios quotfi. Damiani pillicarii, qui omnes habitant in Gaoonica de Mo- 
doetta. '4 

Ego Albertus quem dicunt Torett. Notarius, et Clericus de Modoetia iUius 
quon. Ser. Ónalterii Lugogae , haiic cartam tradidi et rogatus soripsi > jnssu 
istius Domini Archipresbiteri. 

An, i^fSO, e» Bre?e di papa Innocenzo iV, al preposto -ed alla canonica di 
Crescenzago , con cui approra le ordinazioni fatte per la riforma di quella 
canonica, e per la fabbrica di uno spedale presso ad essa. Corto in mxhivio 
Abbatis Commendalarn CretcerUiaci, » Innocentius Episcopus Servus Servo- 
rum Dei. Dilectis Filiis Prepostto, et Gapitulo Ecclesie Sancte Marie de Gre* 
scenzago Ordinis Sancti Augustini Mediol. Dioc. Salotem, et Apostolicam be- 
nedictionem. Gum a Nobia petitur y qnod justum est , et honestum tam vi- 



176 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

gor equitatis, quam ordo exigit rationis, utid per sonieitudinem officii nostri 
ad debitum perducatar effectiim. Exibita siquidem Nobis vostra petitio con- 
tinebat, quod Dileetus Filins Frater Stq)hanus Hyspanus de Ordine Predica- 
torum Penitentiarius nosler ad Ecclesiam vestram ^eedens auctorìtate nostra 
ibidem statuii inter alia, quod Prepositus^ qui in ea prò tempore foret» ultra 
summam ceiitum solidorum nullo modo posset recipere mutuo , sine ipstus 
Ecclesie GapituU licentia ifwoìali, et quod unum Hospitala deberetis coostruere 
juxta eandem Ecclesiam ad opus Pauperum Infirmorum. Nonnula alia inibì 
adens Statuta salubria, et honesta, prout in litteris inde cooièctìd plenius di- 
ctiur contineri. Nos igitur vestris supplicatiónibus inclinati, quod per eun- 
dem Pe&itentiarium pcoinde factum est in hac parte ratum babeutes, id 
dummodo in alterius prejudicium non rodundet auctorìtaie Apostolica con- 
flrmamus,et presentis scripti patrocinio communimus. Nulli ergo omnino 
Hominum liceat banc paginam nostre ooufirmationis iirfringere, Td ei ausu 
temerario contraire. Si quis autem hoc attemptare presumpserit indignaiio- 
Rem Omnipotentis Dei , et Beatorum Petri , et Pauli Apostoiorum ejus se 
noverìt iacursarum. Dat. Lugduni VII. Idus Marti! Pontìficatus nostri anno 
septimo. ^ 

Petidei fimituìut aureus, et rubeus absfue mì^IUk 

An, itSO. s» firete del medesimo pontefice , con cui concede agli Umiliati 
la chiesa della Santissima Trinità nel boi^go della porta Comacina di Milano, e 
la chiesa di Santa Maria in Campo nella Diocesi. Charta in Bullario Pranei* 
scano Tarn, L pag, 553. 

Idem. Altro Breve deifo stesso, con cui delega Tarcidiacono di Como, per ob- 
bligare il podestà ed il comune di Milano a cassare dalle esazioni contro del 
clero a cagione de' nuovi inventarj. Charta Ib, pag. 555 

Idefon, «= Sentenza arbitramentale di frate Leone arcivescovo di Milano, fra 
i canonici decumani della Chiesa maggiore di Milano, ed il capitelo della chiesa 
piovana di Brebbia. Charta in atchio. eanomeorum Mincrum Ecclesia Maiori$. =s 
In nomine Domini. Amen. Anno a Nativitate ejusdem Millesimo ducenteslmo 
quinquagesimo, die Martis, lodictione quartadecima, in'Arce Anglerie,presentibus 
Presbitero Pagano Domus de Grescenzago Fil. qd. Trussi de Bernate, Guilielmode 
Arzago ArchipresbiterodeFaraFil. qd. Lanfranchi, Anselmo Fil. qd. Petri de 
Castello de Ligniano, et alits pluribus rogatis Testibus. Cum Jacobus Preallonus 
Preposilus Ecclesie Sancti Donati In Strata Laudensi, nomine Archipresbiterì, 
Capituli Ecclesie, seu Canonico Decumanorum ex una parte, et Presbiter 
Arcidiaconus Prepositus Ecclesie de Bripia suo nomine, et Capituli predicte 
Ecclesie ex altera contenderent de Decima Territorii Loci de Monvalle diete 
Plebis de Bripia, quia uterque dicebat ad suam Canonicam pertinere propor- 
tionaliter ; et ambo pradictarum Canonicarum nomine verbotenus se se 
compromisisse dicerent arbitriis, et arbitramentis Domini Fralris Leonis Dei 
gratia Yenerabiiis Archiepiscopi, facta diligenti inquisitione super predicta 
^ Decima, et auditis testiùcationibus Seuiorum Hominum dicti Loci de Mon- 



MILANESI. 177 

▼alle, ut dixit, pronuntiavit per Sententiam arbitrando inter predictod, qiiod 
Prepositus Sancii Donati prò Canonica Decumanorum, seu Capitulum pre- 
diete Canonice hab^ant Decimam totam super Terris Territori! Loci de Mon- 
Talle, qoe sunt ipsius Canonice Decumanorum, et non super aliìs ; et quod 
de ipsis terris deinceps prestetur Decima Nuocio, vel Nunciis predicta Cano- 
nica DecuDoanorum nomine predicte Canonice, et non allii. Ego Stephanus 
Gallatius Notarius Sacri Palatii Fil. liberti Gallatii de Saocto Johanne ad 
Concam Scriba ejusdem Domini Archiepiscopi interfui, et ejusdem jussu scripsi. 

An. 1250. ==3 Decreti di un sinodo diocesano tenuto da frate Leone arcivescovo 
di Milano. Charia in archivio Ambronano, = In nomine Domini. Anno Do- 
minìce Ineamationis Millesimo ducentesimo quinquagesimo, die lune quinto 
mensis Decembris, Indictione nona, in Palatio veteri Archiepiscopatus Me- 
diolanensis^ presentibus Domiais Magistro Mona de Pirovano Archip^esbitero Me- 
diolanen, et Amizone de Porta Romana Arehidiacono Mediolanen. et Ugone 

de Settara Cimiliarca Mediolanen, et arlo Mediolanen. omnibus 

4X>gatis testibusy cum D. Fi^ater Leo Dei gratia Sancte Mediolanen, Ecclesie . 

Archtepiscopus Sinodura tam de Civitate Mediolani quam 

congrega in ipsa Sinodo 

legi fecisset, qnas et que precepit de cetero inviolabililer observari, idem D. 

Archiepiscopus rogavit me infraserìptum Notarium, ut de predicto 

constitutio autem talis est. Frater Leo de Ordine Minorem 

divina Mediolanen. Ecclesie Archiepiscopus. Universis Abbatibus . 

........ Prepositis, Archipresbiteris, et Sinodo con- 

gregatis, quam per Mediolanum, et ejus Diecesim constitutis, salotem in Do- 
mino. Cum ex injuncto. nobis officio pastorali teneamus nos precipue virtu- 

tibus quibns . Ecclesie bono . 

exemplu , ut de talentis nobis coramissis dijgnam possimus in die judicii 

reddere rationem, quedam olio) per nostrum Antecessorem edita 

quasi ab presenti pagina in hao Sinodali conventione duximus 

innovanda^ quam plurìota cetera inferentes^ que ad profectum virtutis, et 

defénsionem fidei ortodoxe, neo non ecelesiastice libertatìs 

credimus profutura. In prioHs siquidem Christi adjutorio invocato duximus 
statuendum ut Abbates Priores Preposìti, et alii Prelati et eorum subdiii 

Regulares frenis^ sellis, p libus, calcaribus deauratis, vel argentatis, 

vel etiara axuratis penitus non utantur, habitu vero, et vestibns congurentìbus 
suis ordinibus» et diis suis ob$ervantiis> et inslitutionibus regularibus taliter 
se reforment, ut de cetero scandali materiam, et notarareprehensioniseviteùt, 
ut cum ad eos causa visitationis accesserimus, inveniamus quod laude sit 
dignum. Prelatis autem omnibus secularibus et Capellanis curam animarum 
habeatìbus precipimùs sub debito obedientie , et virtute Spiritus Sancii , ut 
desuper guamatias, sea indumenta clausa deferant, et ut preterquam in 
scbolis capas manieatas non portent, nec ciamides menerara, vel spateram, 
Tel pelle» varias babentes, nec tabareos scìssoe^ seu etiam clausos, nisi cum 
eos contigerit equitare, quo casu eis concedimus tantum clausos, seissos v^ro 
cnnciis Clericis beneficiatis penitus denegamus, nisi fuerint tales, qui sint ad 
GiuUni, DocuMBNTi Illustr., ecc. M 



178 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Dominoroni suorum obsequium depatati : omnibus auiem Prelatis quas dixi- 
mus clamide» cum meneris, et spateris, et infulas albas discohopertas, yel 
etiam sub biretis, nec non bireta bum mazis in pubUco protbemas. Preci- 
pimus etiam districte sicot possumus^ ut de cetero pannis viridibus^ rubeis 
manicis, subteliaribus consuticiis, et capiciis inbotonatis^ et alia que probibita 
sunt in Gonscilio generali die cetero non utantur, et a tabernis, et ludis alea- 
rum, et taxiUorum abstineant, nec non omnibus que in eodem Gonscilio 
prohibentur. Moiì«mus etiam primo, secundo, et tertio, et jubemus, ut omnes 
Clerici coronam, et tonsuram congruentem portenti et alium babitum cleri- 
caiem^ alioquin super excessibus in habitu alio commissis privilegio clericali 
non gaudeant et si in alio habitu electi fuerint ad dignitatem, vel beneGcium» 

electioAon valeat imo nec alii Jodices nobis subjecti injudicio 

rerum admittantur ; quos etiam invitos faciant tonsurar!. Uuiversis - quoque 
Prelatis i^recipimus sub debito obediente, ut nihil de communi ministrar i 
permiitànt iliis Ganonicis vel Glericis snis, qu4 habitu prohibtto uti presum* 
pserint ut supra, vel non portaverint habttum clertealem ; ^i autem fuerint 
Capellani eos ad sua consortia, vel capitula, seu aniversaria defupctorum ali«r 
quatenus non admittant, quorum contumaciam, vel potius apostasiam nobis 
si necesse fuerit studeant intimare. Monefnus etiam primo, secundo^ et tertio 
omnes illos, qui focarias suas, vel concubinas« et filios geueratos ex eis secnm 
detinent, ut infra quindecim dies penitu? a sa tam ipsas, quam fiiios suos 
removeant, nec de cetero cohabUent cum eisdem aUoqiiip illos, qui hoc ne- 
glexcrint adimpìere, exeommunicationis rinculo innodamus, et excommuaicatos 
publìce nuntiamus. Item aprobamus, et precipimus firmiterobservanda omnia 
que continentur in constitutione felicis recordationis SS. PP. nostri Celestini 
Sancti Marchi Presbiteri Cardinalis. Apqstolice Sedis in Lom- 
bardia Legati tam super duabus dignitatibus, vel person* .... vel ecclesiis 

curam animarum habentibus, quam duobus beneficiis in eadem. Ci vitate ^ vel 
plebatu mijiime obiinendis^ quam etiam aliis articulis in eadem constitutione 
coutentks. Pretip'unus etiam illud firmiter observaW, quod in ipsa constitutione 
cavetur^ ut etiam pars redituum^ et proveatunm sequéstretur, de qua previ- 
videatur deservientibas in Divinisi et pauperihiis, et hospilibos supervenien- 
tibus joxta posse, et qui articuium istura non servaverit, prò ut jam eia per 
nostras literas dediaius in mandatis eos excomunicatos publice nuntiamus, 
nisi ex aliqua certa causa remisisse inveniamus hujus dia. . . . . . . mandati. 

Statuimus, ut quando Presbiter portat Viaticum ad infirmos, semper illud in 
habitu, et de cetero ferat et referat manifeste* ac rev super pro- 
posito . . . . , velamine ante pectus ; instruens diligenter Parochianos suos , 

ut ad illud eum viderint cum omni revoreniia se iaoHneat. Illum autem qui 
bujusmodi statuti contemptor exiiterit a celebratione Divinorem duximus 
suspendeadum. Item statuimus, et precipimus, ut qui habent beneficia curam 
animarum habeotia deserviant, si sunt Presbiteri, per se ipsos, secundum 
quod eorum cura requirit, et non per conductitios Sacerdotes, et qui non sunt 
Sacerdotes studeant quam citiua poterunt promoveri. Item statuimus, et pre- 
cipimus sub debito obedientie, ut Prelati et Presbiteri Givitatis euntes portent 
more antiquo capas nigras, vèl alias decentes. Item ut nullos Glericus pre- 



MILANESI. 179 

bendarius in ecclesia^ coUegiala intrct eorum ad Officium scilicet matutinum 
prìmam, missam, vesperaa, et in quadragesima ad coropletorium sine capa 
nigra, vel cotta. Item ut quilibet Cìericus. beneficiatus ad Ecclesìam suam 
habitet, et deserviat, et qui alibi habitaverint ad suas Ecclesias redeant infra 
menseiD, ibidem residentiam, et debìtum servitium impensuri ; ita quod ibi 
iaceai)t> et comedant, nec eis in locis aliis de communi aliquid minislrent, 
alioqain ex tunc excomunicamus ; nisi fuerint in scholis, vel alias ex juxta 
causa et necessaria slnt absentes, vel ita fuerint impuberes gartiones, quod 
poiios eos sub disciplina et cura parentum expediat educarì. A mercaturis 
aulem: et lucris inhonestis, et vetitts omrles debeant abstinere quo ... vel 
aliis probibitis allquem culpabilem invenerimus eum pena debita puniemus. 
Item precipinius sub debito odedientìe, ac virtuie Spiritus Sancti universis 
Prelatis, ut infk'ascriptum predictarum nostrarum constitutionum accipiant, et 
de cetero semel in anno capitulis suis eas legi iaciant diligenter. Ad hec 
quoniam insidiatores, et persecutores caUiolice Mei publice jam conantur 
ecclesiasticam deprimere libertatem, contra juramentum quod prestiterunt de 
ea senranda ipsi temere venientesi ac inducentes Rectores Givitatis nostre ad 

vtolandum bujusmodi juramentum ; propter quod vobis, et nostro 

pervenerunt, ideo eis duximus obviandum. In primis D. Jacobum Rubeuin 
presentem Potestatem ac universos Gonsiliarios Givitatis Mediolan. publice 
monemus primo, secundo, et teriio, ut futunim Potestatem, seu Rectorem 
ipsius Givitatis non faciant jurare de aliquo stati^to, vel consuetudine obser- 
vanda, quod vel que stt contra fidem catholicam, seu ecclesiasticam libertatem. 
Item monemus primo, secundo, et tertio tam D. Joannem de Ripa Mantue 
Givitatis in Potestatem nostre Givitatis electum^ quam alios omnes» qui ad 
ejttsdem Givitatis regimen de cetero sunt ventuti, ut jurare non debeant de 
observandis aliquibus statutis, vel consuetudinibus contra ecclesiasticam lìi)er- 
tatem editis, vel de cetero promulgandis, et excomunicamus^ et anatematizamus 
omnes illos Potestates qui de cetero statuta aliqua edita contra libertatem 
eandém juraverint observare, nec non omnes, et singolos qui ad juramentum 
ipsum prestandum dederint consilium, auxilium, et favorem. Item monemus 
primo, secundo, et tertio singulos bomines Givitatis, et districtus Mediolanen. 
ut si fuerint in concionibus, conscitiis tam comunis Hediolanen. quam socie- 
tatum Gapitaneorum et Valvassorum, quam Mote, ac Gredentie, vel Parati* 
coram, nullus presamat dare consilium, auxilium, vel favorem super aliquibus 
faciendis, que redundent in Hereticorum favorem, vel ii^urìam, et . lesionem 
chatolice iìdei, et ecclesiastico libertatis ; et non soium illos, qui contra hanc 
nostram constitutionem presmnpserint excomunicamus^ imo etfam ipsos tam- 
quam suspectos de eretipa pravitate notamus, et ex tunc ipsos de Consilio, 
et consensu Fratrum nostrorum feudis omnibus, vel beneficiis, que tam ab 
ecclesia nostra, vel vasallos nostros ab eadem ecclesia . . . quam aliis ec- 
clesiis, et monasteriis obtinent, nec non jure patronatus, si que in aliqoibus 
habent ecclesiis, omnino privamus. Statuimus etiam, ut eorum filii vel nepotes 
usque ad quartum gradum ad clericatum, vel ecclesiastica beneficia de cetero 
Dullatenus admittantur ; et excomunicamus illos Pxelatos, et eorum conventus 
me csypitula, seu alios quoscumque Glericos, qui predictorum fìlios, vel . 



180 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

nepotes usque ad quartum gradum in Glerieos tonsurare, vel eos recipere, 
sive eis conferre beneficia^ vel prebendas presumpserint, vel eos elegerint ad 
aliquas dignitates ; cassantes nihilo minos receptiooes, et electiones^ et colla- 

tiones^ si qui in ìpsos sacros canones decretum 

attentare. Qni vero bujusmodi excomunicationem incurrerit ad absolutionem, 
et communionem Ecclesie nnllatenus admittatur, nisi prius ad arbitrium 
nostrum, et Fratrum nostrorum satisfecerintdedamnis, etinjuriis, vel offensis. 
Item statuimus, ut de illis qui contra predicta fecerint, licet non possit non 
esse notorium, tamen fiat per vos, vel illos, quibus hoc officiiun commisimus 
diligens inquisitio annuatim, et eorum nomina in publicam scripturam redi- 

gantur, ut post .... quod nobis videbitur public Item monemus 

primo, secundo, et tertio illos qui res, et bona^ seu jura ecclesiastica inva« 
serint, nec non illos, qui eis in hujusmodi vitium successerunt, ut res illas, 
et bona, et jnra infra duos menses libere, ac quiete dimittant Ecclesiis^ et 
Ecclesiasticis personb, ad quas pertinere noscuntur ; alioquin ex tunc hujus- 
modi presumptores, qui sacrilegi sunt censendì^ excomunicationis vìncuìo in- 
nodamus ; décernentes , ut posteritates eorum ad ecclesiastica beneficia de 
cetero nullatenus admittantur, donec sic rapta> vel occupata restituta fuerint 
cum effectu. Item precipimus sub debito obedientie singulis Prelatis et Capei- 
lanis Givitatis nostre, ut quoHbet anno semel in aliqua die festiva^ quando 
populus plenius convenerit ad Divina^ predictaa nostras constitutiones faetas 
super defensione ecclesiastice Itbertatis per se, vel alium in Ecclesia sua 
legat pariter, et exponat, ad intelligendum Laicis, quod qui non fecerit no- 
verit Be digna, et debita pena plectendum. — Ego Petrus fil. Guillielmi 
Magistri de Sesto habitator Porte Nove Givitatis Mediol. Notarius jussu istìus 

subscripsi. — Ego Jacobus de Andella fil. quondam 

D. Bertrami de Quadrio, qui dicebatur de Andella de Givitate auten- 

ticum hujus exemplar vidi, et legi^ et sic in eo continebàtur prout in isto 

legitur exemplo preter litteras et jussu D. Archidiaconi 

conscripsi. — Ego Raynoldus de Givitate Notarius hoc exemplum 

ex autentico exemplavi. 

An. 1251. = Breve di papa Innocenzo IV, con cui approva una conven- 
zione fatta tra i Domenicani e gli Umiliati di Milano, dove si tratta dello 
spedale di santa Fede de* Yallombrosanl. Charta in Bullono Domtmcano Tom. /, 
pag. 195. 

Idem, ^ Alcune lettere scritte dai Milanesi ai Mantovani circa gli affan 
di que' tempi. Mwrator, Antiq. tnediH (bvì. Tom, /F, pag, 515, et seq. 

Idem, =s Altra lettera scritta da Lodrisio Grivello milanese, podestà di, Bre- 
scia ai Mantovani. Ib, pag, 497. 

Idem, =» Bolla di papa Innocenzo IV a favore del monistero di saut* Am- 
brogio di Milano. Aretius Series Abbalum Sancii Ambrom. 



MILANESI. 181 

Aff. 1201. =» Breve del medesiiuo a Cstvore del moni&tero di Ghiaravalle. 
Charta in arehivio Ambrotiano, 

Idem. B= Altro suo breve a favore di una congregazione di vergini e conti- 
neoti donne in Milano. Charta in BuUmis Dommteaao, et Franciscano, 

Idem, ss Altro scritto a frate Leone arcivescovo, perchè obbfìghi il podestà 
e comune di Milano a non molestare gli Umiliati. Charla in BuUario Humi- 
Uatorum tn BibUoth, Braidensi. = Innocentius Episcopus Servus Servorum 
Dei. Venerabili Fratri . . Archiepiscopo Mediolaqensi Salntem et Apostolicam 
benedictionem. Personis omnibus Ecclesie Romane devotis, et illis precipue, 
qae sub religionis babitu conditori omnium pia student conversatione piacere 
te cupimus inveniri promptum in oportunt favoris gratia, que ipsis fore di- 
noecatur oportuna. Sane ad nostram noveris Audientiam pervenisse, quod 
Potestas, et Comune Mediolaneii. Fratres Primi, et Secundi Ordinis Humi- 
liatorum Officia publica seu Comunitatis gerere, ac exigere pedagia, et ad 
Portam Civitatia slare, ut biada, et farinam ponderent^ seu mensurent per 
captionem honorum suonun, et per inhibitionem, quod homines mercimonk 
com ipsis non exerceant, neque molent in moUendinis eorum prò sua volun- 
tate conpellant. Cum itaque Nos dictos Fratres nullatenus velimus huju^modi 
oneribus prorsus indecentibus aggravar!, que redundant in detrimentum liber« 
tatìs Ecclesiastice, ac vergunt in damnum, et injuriam Ordinum predictorum 
Frstetnitati tue per Apostolica scripta mandamus, quateaus dictos Potestatem, 
et Gomunitatem, quod eosdem Fratres super premissis de .cetero non mole- 
stent sic ablata eis occasione hujusmodi sine qualibet difficuUate resti tuant, 
attentius moneas et juxta Offici! tui debilum per censuram Ecclesiasticam . 
compellere non omittas. Quod si forte super hoc negligens fueris, aut remis- 
su8 I)ilecto Filio Archipresbitero Modociensi Mediolanensis Diocesis damus 
nostris litteris in mandatis ut te ad id mooitione premissa auctoritate nostra 
appellatione remota compellat^ non obstante si libi a Sede Apostolica sit in- 
dttltum quod suspendi, vel interdici ; aut exeomunicarì non possis, sive 
aliqua indulgentia, de qua in litteris nostris plenam, et expressam oporteat 
fieri mentionem. Datum Brlxie X. Klis Octubris pontificatus nostri anno nono. 

Idem. 9B Lett^a di frate Leone arciyeecovo, al preposto e canonici di Mar- 
liano, pel pagamento deVloro debiti e disposizioni date sopra di ciò da quel 
capitolo. Carto m archivio Ecclence Sancti-Slephani Marliani, 

An. 1253. » Breve di papa Innocenzo IV^ scritto a^a repubblica di Mi- 
lano lodandola del suo zelo in vendicare la morte di frate Pietro da Yefona, 
inqubitore. Carta in archivio Saneti EustorgU. 

Idem. » Compra di alcuni beni nel luogo di Faroa, ora Farga , fatta dai 
prelati dello spedale o magione, che si andava fabbricando nel sita dov' era 
stalo martirizzato frate Pietro da Verona domenicano , ed il suo compagno , 
a loro memoria ed onore. Charta Monasterii Saneti Petri Mart^fris apud Bar- 



ÌÌ2 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

lasstnam, «= In nomine Domìni. Anno a Nativitate ejusdem Millesimo dacen- 
tesimo quinquagesimo seoundo die Dominico quinto die ante Kallendas No- 
verabris Indictione undecima, Vcnditionem ad proprium Hberam, et absojutam 
ab omni fleti praestatione, et absqoe uUa conditione, et servitale, et onere prae- 
standis, ve! faciendis, aut sustinendis fecerunt Leonardus , et Guìdetus Fratres 
Filli quondam Aliprandi de Sumroo vico Civis Mediolani de Porta Nova in Fra- 
tremUbertum Guarengum Civitalis Mediolani, et Fralrem OtlobellumdeAsenago 
(le Barnasina Minislros, et Praelatos, sive Superslites Ospitai is , seu Mansio- 
nis, quae constructa est , et sit in Territorio Loci de Faroa in honpre , et 
memoria Venerabilium Yirorum quondam Fralris Petri Veronensb, et Fra- 
tris Dominici de Ordine Praedicatorum in ea videlicet «parte , ubi ipsi piae 
recordalionis Fratres prò fide Christi caesi sunt ab infidelibus , et mortis de- 
bitum per Martyrium persolverunt ; reetpientes nomine illius Ospitalis , seu 
Mansionis, nominatim de perticis septem terrae ex petia una campi jacentis. 
in territorio praedieti loci de Faroa ibi ubi dicitur in Piscinale^ cui petiae 
campi coeret ad super totum a mane illorum de Guilio , a merìdie via , a 
sero strata dieta Ganturina, a moat^ accessium, et in parte Arderìci Ronzoni, 
et Fratrum ; et est tota illa petia Gampi simul pert. decem octo minus ta- 
bulas tres : prò pretio de libris quaUiordieem tertiolorum, etc., elc.^ otc. 

Actum Mediolani in Gontrata S. Martini ad Nuxigiam in domo istorum 
Venditorum praesente Alberto Fiiio Joannis de Tricio de Givitate «Mediolani 
Notano. Interfuerunt ibi testes Astulf . ^ . Pictor, et Astulfus Filius, ejus, 
et Martinus Fiìius qd. Ardericì de Fobio de Dognenza d& illa Gootrata , et 
Ardericus et Marcus Filii qd. Petri Renzonì de Loco Baraasina. 

Ego Albertus Zationus Fi), qd. Jobanni» Zanoni de Gontrata Sanctae Mari» 
ad Circulum Notarius, et Missus Regis tradidi, et scripsi. 

An. 121^2. =» Conto delta biada consegnata dal comune di Milana ai mo- 
naci di sant* Ambrogio. Charta in arehmo Ambrosiano, 

Idem, = Trattalo conchiu3o in Brescia per rinnovare la lega lombarda. 
Murator, Antiq. medii «ut. Tom, IV, pag, 487 , et seqq, ' . 

Id^m. = Brevi scritti da papa Innocenzo IV a Frale Leone, arcivescovo , 
per assolvetre i Milanesi dalla scomunica, e per altre cagioni. Charke in Bui- 
Zar. Fran(mano. Tom, /, pag. 62(J, 631. ^ 

An. 1253. = Decreto di papa Innocenzo IV per la canonizzazione di frate 
Pietro da Verona, detto san Pietro Martire. Charta in BuUario Dominieano. 
Tom L 

Idem, = Compra di alcuni beni ad utifità della ebiesa di san Pietro Mar- 
tire edificata nuovamente presso il luogo di Faroa, ora Farga. Charta in ar- 
chivio Monasterii supradicti Sancti Petri MarHris, s^ Anno Dominic» Incarna- 
tìonis Millesimo ducentesimo quinquagesimo tertio, die Martis nono die ante 
Kallendas Januarii , Indictione duodecima. Gartam donattonis fecerunt Ser. 



HTLANESI. 183 

Girardos Madernus, et Gaidetus^ et Ugèrìus , ett Magifredus Nepotes ejus de 
Loco Gixano in marni Fratris Petri de Bianzago percipieatem ad partem, et 
ad utiìitatem Ecclesia Sancii Petri Martyris , quse est (edificata supra strata 
Canturina prope loci de Faroa nomioative de petia una terrse , jacente in 
territorio loci de Faroa ubi dicitur in Bragairolum, cui coserei a mane Sor- 
mani , a meridie Sanotae Mari® de M edda , a sero Ser. Laf ranci Aramani , a 
monte via Padremasca : est per mensuram justani perticaa duas , vel si plus 
iafra ipsas coerentias inveniri potuerit iqtra hanc donatioaem permaneat et 
eo tenore, quod a modo in antea diotus Frater Petrus cum suis Successoribns, 
nomine ilHus Ecclesie habere , et tenero , et eas possidere debeat , et faciat 
exinde^ quam inferiore, seu superiore, seu confinie , et accessione, stcut . . . 
donatìonis nomine, quidquid voluerit in integrum sino alicujus contradictione, 
et omnia jura, omnesque actiones utìles, et directas, realeset personales, atqoe 
ipotecarias, quam^ et quas babebant in ipsa, et prò ipsa petia terr» , ei ces^ 
aerunt, et dederunt,et Procuratorèm in rem suam constituerunt, et consiitue* 
runt so possidere dictam petiam terr» nomine ipsins Fratris Petri, nomine illius 
Ecclesia^, bis velentes dominium^ et poasessionem transferre ex eo dominium, et 
posseasionem in illico finem. Factum de non-petendo^ulteriusde non agendo^ 
nec non omnis suis juris remissionem fecerunt, et penitus reliquaverunt ab 
eisdem Petro nomine iilius Ecciesise. Quam doaationem feceruùt prò amore Dei, 
ei Beati Petri Martyris^ et remedio animarum suarum, et insaper promiserunt, 
ei guadiam dederunt isius Girardus^ et I^epotes ejus> et quilibet eoriun in 
solidum conveniri pos^t, et onmia sua bona pignori obligaverunt iato Fratri 
Petro, nomine illius Ecclesie prò defendere , et guarentare dieta petia terrse 
ab omnì onejre, omni ^mpore cum suis proprii$, et expensis^ et damnis. Actum 
in Loco Seviso. Interf^eruni ibi testes Joannes Filius qd. Sevisi Ferarii, Re- 
genaldus FiL qd. Forzani Ferarii, et Stephanus Filius qd. Magifredi ManersB 
de Loco Seviso. 

Ego Andreas Filius qd* Reconradi Ravizoli de Loco Seyìso Notarius irridi, 
et scripsi. 

An. i255. =s Brevi di papa Innocenzo lY perchè più non si riedifichi il 
castello di Cortenuova distrutto. €harU» in archivio Sancii Eustorgii. 

> 12£i4. sa Breve dei medesimo agli inquisitori di Milano> ordinando loro 
di inanimare i Milanesi a > distruggere anche il castello di Mozzanica , che 
apparteneva ai eoute Egidio di Cortenuova eretico. Charta in Bullar. Domin. 
Tom. h pag- 242. 

Mem. «3 Breve dello stesso pontefice contro Manfredo da Sesto eretico, colpe- 
vole della morte di frate Pietro da Arcagnago, francescano. Ckaria in Bullario 
Franciscano, Tom. i, pag. 730. In BuUario Dominicano, Tom, I, pag, 244. 

Idem» «s Breve simile contro Roberto Patta da Giussano, che nel suo ca- 
stèllo di Gattedo ricettava gli eretici. Gharta in Bullar, Franeisc. Tom, I, 
pag, 760, in BuUario Domin, Tom. I, pag, 254, 



184 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

An. 1254* = Breve simile , con cui dà facoltà agli inquisitori di Milano dì 
Viheta^e dalia tassa imposta ai luoghi eretici le terre e parrocchie da loro ere*- 
dute innocenti. Charta in archivio SaneU Euitorgii. t=z Innocentius £piscopus 
Servus Servòrum Dei. Oilectis Filiis Fratribus Raineiio Piacentino, et Gui- 
doni de- Sesto Ordinis Predicatorum Inquisitoribus pravitatis heretice in Cìtì* 
tate, et Diocesi Mediplanensi salutera, et Apostolicam benedictionem. Cam sicut 
ex vestra insinuatione accepimus Dniversitates , vel Gommunitates pluriura 
Burgorum , et Locorum , nec non Yiciniaram Gititatis predicie prò reoepta- 
tione , vel auxilio Hereticorum, plerumque seoundum Gonstitutiones a Nobis 
super hoc edìtas Dilectus Filius».. Potestas prefate Givitatis pena pecuniaria 
coAdempnarit; N03 vobis absol vendi eos, quos'de Universi tatibus , vel Gom- 
xnunilatibus predictis tanquam Fidei Gatholiee Zelatores insontes, et expertes 
hujusmodi reatus esse constiterit, a pene.prestatione ipsiiis, prout proportio- 
naliter contigerit, eosdem liberantes, auctoritate presentium concedimus facui- 
tatem, ratum habentes, si quos a pena hujusmodi hactenus taliter absolvisti. 
Dat. Anagnie X. Kl. Julii. Pontificatus nostri anno undecimo. 
Penìdet plumbum eum filo eannakis. 

Idem. s= Statuti della terra di Vidigulfo, formati dai signori della medesima. 
Charta m archivio Eccle9Ì<B Saneke Trinitatis PapuB. = Anno a Nativitate Do- 
mini Millesimo ducentesimo quinquagesimo quarto, Indictione duodecima, die 
Martis, quarto decimo mensis Aprllis in loco.Vigodulfi Zenonus de Presbitero, 
Zanonns Benzonus , Dionixius Mangiaviianus omnes de dicto loco Yigodulfi 
concorditer dixerunt, confessi, et protestati fuerunt, quod Ecclesia Sancte Tri- 
nitatis Papié prò medietate , et Ecclesia Sanote Marie de campo mortuo prò 
quarta parte, et Lantelmus De Landriano, et Fratr^s ejus, et Lucius De Lan- 
driano de Mediolano in alia quarta parte habent, et habere debeut^ et soliti 
sunt habere infrascriptos honores, jurisdictiones, condiciones, et ohmagia in 
loco, territorio, curte, et districtu istius Loci Vigodulfi. Primo Vicini ipsius 
Loci debent eltgere Gonsules^ Ferrarios, Gamparios, Porcarios ; et predicti Do- 
mini, si ve eorum Gastaldi, eorum nòmine, et potestate debent investire, et 
confirmare; qui Ferrarli debent laborare annuatim prediotis Dominis, cuilibet 
prò sua parte, ut supradictum est de sua Ferraritia per duo arrata sine dacito 
alique inde dando; et predictus Porcarius debet custodire duos poroos annua- 
tim istis Dominis, si ve eorum Gastaldis, eorum nomine, sine aliquo dacito 
inde dando; et istus Gamparius debet jurare ad Sancta Dei Evangelia^ Gam- 
paritiam dicti Loci bona fide, sine fraude facere, et custodire, et dampna omnia, 
qu» fuerint in isto Loco, et Territorio, que pertineant Gamparitie a denariis 
duodecim tantum supra , et a mina biave supra consignare , et manifestare 
illis Personis, quibus fuerint, data, et si nescierit consignare, emendare debet, 
et componere de suo avere. Item omnes mende, et banna a solidis quinque 
infra sunt prò medietate Yicinorum istius Loci, et prò alia medietate istoram 
Dominorum, ut supra dictum est; et blasma vero omnia a solidis quinque 
supra, tantum istorum Dominorum. Item quod predicti Domini debeant, et 
pQSsint componere, et fabricare Statata, et ordinamenta in isto Loco, «t saper 
dicti Loci l^nna imponere , et imposita, exeutere, el quilibet habitaus dictum 



VILANCSI. 18d 

Loeiim debet ipsa ordmameBta atteDdere,*et8egalmentiunisloram Domìnoram 
facere sive eorum Gadtaldoram; et ipsi qutdem Domini sive eorum Gastaldi 
debeat, et possant jurareddere in iste Loco, et efuitibet Habitans dictara Locum 
sub ipsis Dominis debet facere rationem, et reeipere rationem a qaalibet Per- 
sona. Qui \ero Domini Ibi preeeotes feeerunt, statnerant, et ordinaverunt in^ 
frascrìpta decreta, et ordinamenta, que preceperant inviolabiliter obsenrarì per 
Homines dicti Loci, in quorum presentia infrascripta ordinamenta luerunt 
lecta, et publicata. Tenor quòrum ordinamentorum, el statutonun inferiuscon- 
tinetur, et ego VicinuR istius Loci juro ad Sancta Dei Evangelia maoutenere, 
defendere, et conservare bona fide, et poese bonores, jurìsdictiones, conditìo- 
nem , et ohmagia que, et qaa^, et quos isti Domini habent et habere debent 
et soliti suttt babere in isto loco. Et quilibet Vicinus istius Lod a quindecim 
annis supra, et a sexaginta annis infra juret predicta omnia, etsingula atten- 
dere, et observare, et precipue seguimentum istorum Dominorum. Et si quis 
HonM) istius Loci nocturna bora fuerit inventus in domo alicujus alterius Ho- 
mipis- istius Loci habeatur tanquam latro, et puniatur ut latro, et solvat prò 
banno istis Dominis prò qualibet vice solidos sexaginta Papienses. Et si quis 
furtum fecerìt, aut receperit se sciente in isto Locò, et Territorio a quinque 
solidis sopra solvat bannum quacunque vice solidos sexaginta, et restituat fur- 
tum; si vero fuerit a solidis quinque infra solvat bìannum solidos quinque Ps^ 
pienses, et restituat furtum. Et si qui commìserit Homicidium in isto Loco, 
et Territorio solvat bannum libras decem Papienses, et expellatur Homicida 
de igso Loco, et omnia sua bona destruantur ; et quilibet teneatur capere et 
captum Dominis consignare quilibet qui commìserit furtum , vel homicidium 
ut est dictum..Et si quis percussent aliquem in isto Loco, et Territorio, et 
sanguis inde exierit solvat prò banno prò qualibet vice solidos sexaginta Pa* 

pienaes; et si 'sanguis non exierit, illos, aut dederit alapam solvat 

prò banno solidos quinqne Papienses. Et si quis derobaverit, depredaverit, seu 
scacaverit aliquam Personam in isto Loco, et Territorio solvat prò banno so- 
lidos viginti Papienses , et restituat abtata. Si quis sua authoritate voluerit 
sibi solvere aliquid , quod habere deberet ab aliquo istius Loci sine requisì* 
tione fàcta Dominis, sive eorum Gastaldis, sive Gonsulibus, solvat prò banno 
prò qualibet vice solidos decem Papienses. Et si quis querimoniam fecerit de 
aliquo Vicino suo, nisi sub ipsis Dominis vel eorum Gastaldis solvat prò banno 
prò quacunque vice solidos decem Papienses. Et si quis dismentitus fuerit 
aliquem coram Dominis, vel Gastaldis solvati prò banno solidos quinque, et si 
alibi in Loco, vel Territorio isto solvat solidos duos. Et si quis pasculaverit 
cnm bttbus, astnis, de nocte pratum toneatum, sive aliquam blavam, vel erbam 
solvat prò banno soHdos quinque Papienses pfo pari, et credatur cuilibet qui 
invenerìt paseulari ; et restituat dampnum; et a quis de die solidos tres , et 
restituat ut est dìetum. Et u quis pasculaverit cam ovibus de nocte solvat de 
qualibet ove denarium unum, et totidem de quolibet porco, et Porcarius te- 
neatur solvere bannum, si fuerit tunc in sua custodia. Et si quis fecerit erbam 
solvat prò quolibet Passo solidos duos, si juravertt, et restituat dampnum ; et 
si fuerit Puer bannum denariorum sex, et restituat dampnum. Et si quis in* 
ciderìt plantam cernutam , vel planiatam si juraverit solvat solidos quinque 



186 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

pro.qualibet planU, et si paer fu^rii qui non jurayerìt denarios duòdecim 
Papienses. Et si quis deportaverit Ugna cum carro de aliquó boscho non suo 
solvat prò qualibet vice solidos quinque si juraverit, et restituat dampnum ; 
et si portaverit Fassum solvat denarios sex prò quolìbet fasso , el reslìtuat 
dampnum. Si qua Mulier acceperìt ravitiaa, sive rapas, sive aliqua alia labo- 
reria cum corbella solvat denarios quattuor. Si quis extrepaverit alìquem ter- 
roinum solvat prò hanno solidos quinque. Si quis revek^verit aliquod semi- 
natum sino ratione cognita solvat prò hanno solidos quinque Papienses. Si quis 
iverit cum areca, sive cum carro per aliquod seminatum, si non bahet acces* 
sum solvat prò hanno denarios duòdecim Papienses. Et inde hanc cartam fieri 
rogaverunt. — Interfuerunt Guilelmus de Strata Fil. qu. Lanfranchi; Petrus 
Serviens Gomitis Baldi de Rovoscala, et Galdinus Fil. qu. Boni Johannis Ba- 
sterii de Mediolano testes ^- Et ibi ad presens isti Zanonus de Presbitero , 
Zanonus Benzonus , et Dionixius MangiaviUanus juraverunt ad Sancta Dei 
Evangelia predicta omnia, et singula, que dixerunt, confessi, et protestati fue- 
runt concorditer vera esse in omnibus et per omnia ut supra continetur. — 
Ego Vivianus De Morasco Imperialis Notarius subscrìpsi. — Ego JacobusDe 
Ambrosio Imperialis Notarius hanc cartam jussu illius Vivianì scripsi. 

An. 1254. ea Sentenza di scomunica fulminata contro i rettori della città di 
Milano da Leone arcidiacono di Como, delegato apostolico. Charta in arcbitio 
Saneti Johannis ModoeUa. s= Anno Dominici Incarnationis millesimo ducen- 
tesimo quinquagesimo quarto die Martis decimo exeunte Aprili, indictione duo- 
decima. Cum Lampugnianus Marzellinus, Lantelmus PreaKSnus, Jacob, et Ga- 
hrietus^ qui dicuntur de Petrasancta, Imblavadus de Mandello, Ubertus de 
Dona de Landriano, Berriolus de Puteobonello, A^o de Pirovano, Belionus 
Mora, Rednlfus de Villa, Rizardus de Villa, Spinus Incoardus, Albertus Ho- 
tacius, Jacob de Osa, Jacob Porenzonus, Ambroxius Alherius, Miranus Mal- 
colzatus, Arnoldus de Supra acqua, Johannes Pizzallus, Ubertus de Imberzago, 
Johannes Garbonus, Johannes Sumaruga, FiKppus de Lature, Johannes de La- 
ture, Guilelmus de^ Sorexina, Albertus de Sorexina, Justamoos Gigada, Burrus 
de Burris, Artusius Marinonus, Guillelmus de Lampognano, fìosadus de La 
Gruce, Niger Grassus, Guido Murigia, Mollns Beccarius, Gavezaaus Moronus, 
Bonincontrus fncinus, Guido de Gasate, Maynfredus de Businale, et Landulfus 
Grivellus, et Atteradus Maynerius omnes Givitatis et Dioc. Mediol. ammoniti 
essent pluries, et citati per D. Leonem Guman* Archidiacon. a summo Pón- 
tifico delegatum , ut ad fespondendum de causa Thesauror. quam contra eos 
movet Archipr. , et Gapitulum de Modoetia Mediol. Dioc. certo termino , et 
etiam termino, et etiam terminis legitime comparerent, et per se, nec per suf- 
ficientem responsalem venerint, aed venire penitus contempserint. Memoratns 
D. Archidiacon. auctpritate sus delegationis, qua fungitur in hac parte prce- 
fatos omnes universos, et singulos licet invìtus excomunicationis vinculo in- 
nodavit. 

Interfuerunt ibi testes D» Presbyter Ott<^onus, et Lanfrancus de Gortexiis 
ambo Ganonici de Lenno Guman. Dioc. et Ribaldus, qui alio nomine dìcitur 
Gorle, qui abitat k Canonica memorata! 



MILANESI. 187 

Ego Johannes de Haza Notarius Cuman. jussu prxfati D. Archidiacou. de- 
legati prsdìcti interfui« et scripsl. 

An, 1255. «^ Lettera scritta dairaixivescovo frate Leone al podestà ed ai 
Consiglio di Milano , per indurli a restituire 11 calice del tesoro di Monza , 
che avevano avuto in prestito. Charta in eodem orcftioto. . as « Anno Domi- 
nioB Nativitatis Millesimo ducentesimo quinquagesimo quinto^ die Lunae, 
primo die mensis Martii, Indictione XIIL In Palatìo Novo Gommunis Medio- 
lani, praesentibus infrascriptis testibus Dominus Obizo de Osa Canon. Ecclesiae 
(le Modoetia dedii, et rappreseotavit, atque porrexit Domino Philippo <)e Ase- 
nellis Potestati, etiam nomine Conscilii Comunis Medìolani litteram unam ex 
parte Domini Archiepiscopi Mediolanensls sigillata sigillo cereo ipsius Dni , 
Tenor cujus talis est. Frater Leo de Ordine Minorum divina patientia Sanotae 
Mediolanensls Eoelesiae Archiep. Nobili viro Philippo de Asenellis hooorabili 
Potestati, et Conscilio Comunis Mediolani. Sahitem in Domino. Dilecti Filìi 
Canonici Ecclesiae de Modoetia frustrati spe, de qua Potestati, et Communì 
praedicto habuere tempore, quo tir^nides quondam Frederìci II, dicti Impe- 
ratorls per partes Ticinelli cum ejus multitudinano exercitu Mediol. Territo- 
rium impugnabat, Nobis sua justa querimonia declararunt, quod calicem au- 
reum gemmis pretiosissiuiis praeditum de thesàuro ipsius Ecclesiae Modoetiansis, 
qoera gratanter etdem Comuni, ut poneretur pignus in tantae necessitatis ar- 
ticulo, comodarunt, non sunt postmodum per exactionis debitae medium con- 
secuti^ ob quod ipsa Ecclesia gravibus subjacet dispendio, et jacturae ; et Nos 
qui ad mandatum Yenerabilis Patris nostri Dni 6. de Montelongo tunc Apo- 
stolico «^edis Legati eisdem Canoniois suasimus, ut illum calicem comodarent, 
videmus perinde animam nostram discrimini subiacere. Quocirca prudeutiaiu 
vestram monemus, et oramus in Dno, attentius deposcimus, et rogamus> qua- 
tenus Deum, justitiam , pristinos Mediolanensls Comunis mores , et antiquam 
constantlam habentes prae oculis, et quod Comuni vestro dampnosum existit 
ejusmodi Jongo tempore voragini dimitlere usurarum praedìcium Calicem ; ita 
quod in thesauro pnedictae Ecclesiae per redemptionis beneficium reddigatur, 
exigatis obice. eujttslibet nocivae tarditatis penitus abdicato, ut proverbium 
vulgare dicens, quod mellus tardus qoam... in hac parte vendicet slbi locum ; et 
inde possit vestra strenuitas ipultipliciter commodari. Alioquia ad fomentum 
juris Ecclesiae memoratae, sicut tenemur astricti, quamquam inviti severitate 
debita procedemu» contra vos , et totam etiam Civitatem. Dat. in arce An- 
glerie die Mercurii V. ante Kal. Martii MCCLV. Xlil. Indictione. Interfuerunt 

testes Zambellus Cauda de loco Sextozanae filius qd et Brengotius fìlius 

q&. GuUielmì de Dicto de Burgo Canobio, et Auricus Pelluccus filins qd. Obi- 
lonis, et Zarra de Superaquam ambo Civitatis, Mediolani. 

Ego Lodereng. Filius qd. Bernardi dicti de Lambro de Burgo Modoetia 
Sacri Pallatii Notarius hanc cartam rogatu Alberti Lugoze publici Notarli scripsi. 

Idem. m=: Breve. di papa Alessandro IV ai vescovi di Novara e di Tortona, 
ordinando loro che debbano mettere i Francescani di Milano in possesso, dejla 
basilica dì san Nabore. Charta in Buttar. Francisc. Tom. U, pag. 15. 



i8S DOCUMENTI ILiUSTRATIVI 

Ali. ISJKS. » Breve del medesimo, pontefice, con cui conferma l'aggregazione 
della canonica regolare di santa Maria di Bernodio al Monistero di san Vin- , 
cenzo di Milano» fatta dairarcivescovo frate Leone. QiarUx Ib. pag, i8. 

Idem. B= Breve dello stesso con cui approva Tistrumento del possesso preso 
da* Francescani di Milano della basilica di san Nabore. Charta J6. pag, 88. 

An, i256. => Breve simile , con cui conferma il decreto fatto dall'arcive- 
scovo frate Leone, cbe aveva assegnata ai canonici, che dianzi ufficiavano la 
basilica di san Nabore, in vece di quella, la chiesa di santa Maria di Fuleuino 
Falcorìna. Charta Ib. pag. 107. 

Idem, = Altro breve per concedere all'arcivescovo frate Leone Pautorità 
di vendere o cambiare i beni della sua mensa. Charta Ib. pag. 114. 

Idem. =s Altro breve per concedere a Raimondo della Torre arciprete di 
Monza ed a' suoi successori il privilegio di portar Panello. Charta in archivio 
SancU Johaamù Modoetim. 

Idem. » Altri brevi c«)ntro il podestà ed il Consiglio di Milano, che aveva 
obbligati gli ecclesiastici a pagare i carichi de* fondi nuovamente acquistati. 
Charta in archivio Moìiasterii daraevallis. 

Idem. =3 Privilegio d* immunità conceduto dalla repubblica di Milano al 
monistero di Chiaravalle. Charta in archivio Ambrosiano. 

Idem. 9= Nota delle biade introdotte in Milano dai monaci di sant'Ambrogio 
per ordine del giudice delie vettovaglie, e del delegato della chiesa milanese. 
Otaria in àrchioio Ambrosiano. 

Idem, ss: Lettera di frate Leone da Perego arcivescovo di Milano, ad En- 
rico da Perego, castellano suo del Vergante, a favore del monistero d* Arema. 
Zaccaria. Della Codia di Arona, pag. 149. 

An. 1257. »> Breve di p2^ Alessandro IV, con cui approva Punione dei 
Poveri cattolici Agostiniani di Milano colla congregazione generale degli Ere- 
miti delPordine di sant'Agostino. Charta apud Taureìlum in secuUs Augustmanù. 

• 1261. ss Istrumento di cambio fra il preposto ed i canonici regolari 
Agostiniani di san Giorgio di Legnano, ed il signor Raimondo ed altri della 
famiglia Della Torre, fatto nel capitolo degli ordinarj. Charta apud Franei- 
scum CatteUum in Opusewlo cui Titulus: QuodUbet M. S. 

Idem, i^ Untone de* predetti canonici regolari di san. Giorgio di Legnano alla 
chiesa di san Primo di Milano. Kb. 






.MILÀIVE8I. i89 

An, 1266. » Vendita fatta dai canonici regolari di sant'Agostino di santa 
Ilaria di Campo morto, fatta coirapprovazione de' signori Mantegaza padroni, 
avvocati e fondatori di quella chiesa. Charta m archivio Eceletiof SanetisnmcB 
Trimtatis Papke. =» Anno a Nativitate Domini Millesimo dacentesimo sexa* 
gesimo primo, Indictione quarta, die Jovis, septimo mensis Aprìlis, in Papia, 
in Claustro Ecclesie Sanctissime Trinitatis Dominus Teoldos Prior Ecclesie 
Sancte Marie Ecclesie de Campo mortuo, habita piena licentia, et libera fa- 
cilitate a Rajnerio Mantegatia, et Florio Fil. qd. Manfredi Nigri Mantegazii^ 
et Guidone Filio qd. Guillelmi Mantegatii Civibus Mediolani^ eorum nomine, 
et aliorum de ManCegatiis, qui sunt Patroni, Advocati, et Fundatores ipsius 
Ecclesie de campo mortuo, et habita piena licentia, et libera facultate a Pre- 
sbitero Petro, Guidone, et Jacobo Canonicis, et Fratribus diete Ecclesie de 
Campo mortuo vendendì, et alienandi honores, jurisdictiones, districtus, et 
baylias, et terras, et possessiones, quos, et quas ipsa Ecclesia de Campo mor- 
tuo habet, et habere videtur in Loco, et in Territorio Viiegalfi, sicut in 
cartis inde factis de ipsa licentia plenius continetur; nomine, et a parte ipsius 
Ecclesie de Campo mortuo prò pretio librarum centum quadraginta quin- 
que Papensium vendidit, éi tradidit Domino Presbitero Petro Preposito Ec- 
clesie Sancte Trinitatis recipienti nomine ipsius Ecclesie Sancte Trinitatis 
nominative omnes honores, jurisdictiones, dìstrictns, et baylias, et terras, et 
possessiones cnltas, et incultas, sedimina; vineas, prata, bosca, zerba, guastu- 
rasy pascua albergarias, ficta, condictias, pensiones, pischerias, venationes, et 
omnes alias res, et possessiones, tam in honoribus, jurisdictionibus, districti- 
bus, bayliis, et potestariis, quam aliis possessionibus quocumqne nomine cen- 
seantur quos, et quas, et que ipsa Ecclesia de Campo mortuo habet, et ha- 
bere videtur in predicto Loco, et Territorio Videgulfi, et sunt ad super to- 
tom ipse possessiones Mansi duo, vel circa id, sive plus vel minus foerint 
etc. — Interfuere Presbiter Baldus Archipresbiter Plebis Portus Moroni, Op- 
pizo De Tixinoscho. — Ego Jacobus De Ambrosis Imperìalis Notarius hanc 
cartam tradidi, et scripsi. 

Idem, =» Breve di papa Clemente IV, scritto al vescovo d'Albano legato 
apostolico in Lombardia, ordinandogli di prosciogliere dalla scomunica Bar- 
rale del Balso, che aveva abbandonata la podesteria di Milano, diaria apud 
Marien, Thetaur. ad hune animm. 

Idem. =s Frammento de' canoni di un concilio provinciale tenuto da Ottone 
Visconte arciv. di Milano in Savona. A Baiiliea Peiri, Novaria Sacra, pag^ 436. 

Alt. 1967. =s Lettere di Ottóne Visconte arcivescovo di Milano alla chiesa 
di Alessandrìa, perchè debba pagare certa somma di denaro ai suoi procura^ 
tori. Charta in archivio Monasterii Sancii Vickris Meda. 

» 1268. »s Diploma di Ottone Visconte arcivescovo di Milano , con cui 
approva la fondazione di un nuovo spedale in Milano, detto poi spedale di 
Donna Buona. Charta in archivio Hoipitalii ìk^om MeOoL 



190 DOCCMENTI ILLUSTRATIVI 

An. 1268. = Elezione di un converso dello spedale di san Nazaró de* Porci, 
fatta dai canonici di. san Nazaro. Charta m archivio Saneti Nazarii. 

An. 1269 « Disposizioni date dalla repubblica di Milano per la fabbrica di 
un canale, che scaricasse V acque del fossato nella Yeccbiabia. Careel De 
aqtM» Pag. 391, el seq, 

» 1271. ^= Ricevuta del pagamento fatto dai monaci di Ghiaravalle, di ciò 
che loro apprteueva per T imposta di dieci soldi e cinque denari per ogni 
centinaio di lire del valore delle facoltà d'ognuno, fatta dalla repubblica di 
Milano. Charta in archivio darcBvaUis. 

Idem. => Decreto del consiglio degli ottocento per delegare alcuni alla 
custodia delle acque, e singolarmente del naviglio di Gazano fatto di nuovo 
Caroel D$ aquis. Pag. 395. 

An. 1273. Vendita fatta dalla badessa e dalle monachìe di di san Vittore 
di Milano al monistero di Chiaravalle. Charta in archivio Clarcevallis. 

Idem. » Ordinazione fatta dal capitolo degli Ordinar] , essendo arciprete 
Olrico Scaccabarozzo, ed arcidiacono conte da Casate. Charta apud Ca$teUum 
supracitatum. 

An. 1274. sa Breve di papa Gregorio X, scritto a Raimondo della Torre 
patriarca d'Aquilea, al priore de' Predicatori^ ed al guardiano de' Minori di 
Milano, dando loro l'autorità di assolvere dalla scomunica il conte Guido di 
Monforte, prigiouiero nella rocca di Lecco. Charta in Bullar. Domin. Tom /, 
pag. Slù. 

• 1275. = Lettera di Gregorio, legato apostolico, a frate Lodorengo ^pre- 
posto di Mirasole, e generale degli Umiliati, con cui gli concedette facoltà di 
porre la prima pietra nella chiesa della nuova casa de' suoi frati , detta di 
Mariano in porta Ticinese. Sorniani Storia degU Umiliati. Pag. 101. 

» 1277. = Decreto del consiglio degli ottocento per riaveite alcuni de- 
nari depositati presso il prelato di san Calimero. Charta in archivio Mona- 
sterii Bocheti. := In nomine Domini. Anno a Nativitate ejusdem ducentesimo 
septuagesiino septimo, Indictbne sexta,.die Lune, octavo die mensìs Novem- 
bris. In Pallatio Novo Communis Mediolani congregato Consilio Octocentum, 
éc Consulum C^itaneorum, et Vavassorum,. Motte, et Gredentie, more solito 
convocato ad sonum campane, et voce preconia prò hoc speciali negoiio ex- 
plicando. Ibique Dominus Ardezanu: Nanus Judex, et Assessor Domini Ri- 
cardi De Langusco Comitis Pai latini de Lomello Potestatis Mediolani, con- 
sensu, et voluntate, et licentia dictonim Consulum, et Consiliariorimi, et cum eo 
ìpsi Consules, et Consiliarii nomine, et vice Comunis Mediolani fecerunt, el 
coQStitueiunt, et faciunt, et conituunt Morandum Yinzimacam Givem Medio- 



MIUNB8I. 191 

lani Sindicam Comanis Medidani td procarandum, quod Comune, seuCazie- 
Tarìiis Comunis Mediolani habeat a Domlaa Abbatissa, et Monialibas Mooa- 
sterii Bocheli illas libras Mille quaiaorcentas septuaginta unam^ solidoe duos, 
et deoarios quatuor Tertiolorom^ qoe fuerunt pretium poderìs dicti Mona- 
sterii jacentis in Loeo, et Territorio de Thzinti, quod vendidit ipsum Mona^ 
steriam centra suam voluntatem- Napoleoni De la Tnrre« et qai denarii ftie- 
runt depositi penes Prelatnm^ et Conventum Domus Humiliatorum Saocti 
KaJemarii, etc. 

An. 1277. =« Decreti pel buon regolamento deH'aoque del Nerone fatti dai 
personaggi che Ottone arcivescovo^ il podestà, il capitano ed il consiglio 
degli ottocento, avevano destinati a correggere gli statuti. Charla m archivio 
Ambrosiano, 

Idem. => Catalogo delle famiglie nobili, delle qaali si dovevano scegliere 
gli ordinar] della metropolitana fatto per ordine di Ottone arcivescovo, e 
trascfitto da Francesco Castelli nel suo manoscritto^ intitolato SkUus Medio- 
tanensis EcclesicB^, che si conserva nella biblioteca ambrosiana: tu foL Cod. 
Sign, A. Num. 112; e registrate anche negli statuti di quel capitolo, che si 
conservano nella sua biblioteca; , 

An. 1278. =3 Convenzione fra la repubblica di Milano ed U marchese Gu- 
glielmo di Monferrato dichiarato xsapitano e signore della medesima. Apitd 
Benvenulwm de Saneio Georgio. 

Idem, =» Intimazione della scomunica fatta da Ottone Visconte^ arcivescovo 
al consiglio generale di Milano, ed ai consiglieri, se non avessero restituite 
le -lire mille e cinquecento, che prendevano in prestito dai monaci di Chia* 
ravalle^ per pagare i militi del marchese di Monferrato. Charta in archivio 
QarasvaUis. 

An. 1279. s» Decreto fatto dal podestà di Milano, dal capitano del popolo, 
e dai dodici presidenti della provvisione, con cui il luogo di Trivillio fu 
dichiarato borgo. CkarUi m archivio Trivillimà. «=: In nomine Domini. Anno 
a Nativitate ejusdem Millesimo ducentesimo septuagesimo nono die Mercurii 
vigesimo quinto die niensis Octobris, Indictìone octava. Cum ex parte Pescali 
Fregabracii Consulis Loci de Trivillio, et Donati de Donatis Procuratoris 
Comunis dicti Loci eorum nomine , et nomine eorum dicti Loci porrcela 
fùisset DoflO^ino Letterio Busche Potestati Mediolani, et Domino Johanni Pozio 
Capitaneo Popoli Mediolani, et dnodecim Sapientìbus *VirÌ8 Presidentibus 
Previsioni Comunis Mediolani, petitio infrascripti tenoris. In nomine Domini 
a Vobis Domino Letterio Ruscba Potestate Mediolani^ et lohanne Pozio Ca^ 
pitaueo Popoli Mediolani, et duodecim Sapienlibus Yiris Presidentibus Pre- 
visione Comanis. Mediolani petuni et supplicando requirunl Pescalus Frega>» 
bracius Consul Loci de Trivillio, et Donatos de Donatis Procurator Comunis 
dicti Loci, qood cum Gomun*» et Homines dicti Loci steterint et sint fideles. 



ÌW DOGCMEKTI ILLUSTRATIVI 

et amici Gomunìs Mediolani, et ob manutenendum honorem, et bonum sta- 
lum Domini Marchionis , et vestrum , et Comunis Mediolani sustinueront 
qoamplurìma damna^ et detrimenta et lesiones in personis et rebus a perfidis 
Inimicis Comanis Mediolani ; quatinos per Vos, et consilium octocentum Vi- 
rorum Mediolanensium statuatis, et ordinetis, quod Comune et Homines dicti 
Loci de Trìvitlio sint Burgenaes^ et privilegiis Burgensium debeant gaudere ; 
et quod locus de Triviìlio de cetero nuncupetur Burgus; et quod per Comune 
Mediolani de cetero debeant haberi, et teneri» et tractarì sicut Burgenses, et 
ut tractant, et habent alia Burga supposita Comuni Mediolani ; et quod Co- 
mune, et Homines de Triviìlio de cetero possìnt habere, et facere, et exer- 
cere Mercatura quolibet die Lune, qualibet edomada; et quod Comune et Ho- 
mines Locorum circumstantium possint, et teneantur, et debeant ad dictum 
Mercatum venire, sicut bine retro soliti sunt exereere Mercatum quolibet die 
Lune, nisi a parvo tempore citra propter guerram, licet Comune de Triviìlio 
non esset Burgus, sed Locus ; sed illud contingebat propter bonitatem de Tri- 
viìlio, et quia ibi est magna copia Hominum. Rursus per predictos de Tri- 
viìlio vobis reducitur ad memoriam, quod a Festo Sancti Martini proxime 
preteriti citra propter guasta eis illata per Inknicos Comunis Mediolani dam- 
pnificati sunt in libris quatuor millibus tertiolorum, et plus; et tpiod ab eo 
tempore citra errogaverunt prò Soldateriis tenendis de proprio ere Comunis 
de Triviìlio libras mille tertiolorum et plus. Dominus Guilielmus de Guili- 
zono Judex, et Assessor predieti Domini Lotterìi Potestatis vice, et nomine 
ipsius Domini Potestatis in Consilio octingentorum sive octocentum ad so- 
num campane more solito convocato et congregato in Palatio Comunis Me- 
diolani fecit ipsam petitionem legi diligenter, et super ea sibi consuli postu- 
lavit. Dominus Mapheus Aperioculus surgens in eo Consilio consuluit, quod 
cum Comune et Homines de Triviìlio steterint fidelissimi Comunis Mediolani, 
et multa damna, et dispendia et labores tolleraverunt in servicio Comunis 
Mediolani ; in recompensatione fidelitatis eqrun^ etdamnornm, et dispendiorum 
et laborum quos, et que toleraverunt, predicta eorum petitio adimpleatur, et 
auctoritate Hominum Consilii confirmetur. In reformatione cujus Cousilii 
facto partito conci^datum est consilium in dicto suprascripti Domini Maphei, 
nemine discrepante. Et ibi incontinenti predictus Dominus Guilielmus Judex, 
vice suprascripti Domini Potestatis exequendo formam suprascripti Consilii, 
et auctoritate ipsius Consilii, et de voluntate, et consensu omnium Consilia- 
riorum ibi existentium, et ipsi Consiliarii cum eo, vice, et nomine Comunis 
Mediolani statuerunt, et ordinaverunt , quod Loeus ille de cetero nominetur 
Burgus ; et quod Comune , et Homines illius Loci de cetero sint Burgenses 
et privilegio, et immunitate £urgensium de cetero debeant gaudere perpetuo; 
et quod de cetero perpetuo debeant baberi, et traetari tamquam Burgenses, 
et ut tractantur alii Burgi suppositi Comuni Mediolani; et quod de cetero 
possint et debeant exercere Mercatum quolibet die Lune cujuslibet edomade; 
et quod Comunia, et Homines et circumstantium Locorum, et Burgorom pos- 
ftint, et teneantur, et debeant, ad dictum Mercatum devenire » sicut retro so- 
liti sunt. Actum in suprascripto Palatio. Interfuerunt ibi Testes rogati Ma- 
pbeoa de Magesate, et Petracius Miracaput, et Rubens de Cantono omne 



MILANESI* 195 

Civìtatis Mediol«&i. — Ego Ambroshis de la Turre de Danirago Notarìus^ et 
Scriba Camere PaHatii Comanis Mediolani tradidi, et subscrìiwi^ et loibrevia- 
tarara iltius earte habet Jacobus Moronus penes se. «* Ego Vìcecomes de 
Ratxana Notarios Camere Pailatii Comanis lledioiani tradìdi interfuì, et sub- 
seripsi. — Ego obizo Ferrarios de Dagniano Notarios Camere Pailatii Co- 
manis lledioiani tradìdi, interfaì, et sabscripsì. ^ Ego Jacobos Moronus No- 
tarios Pailatii Camere Comanis Mediolani tradidi , et sobscripsi. *~ In pre- 
seotia Dominorum laoobi de Modoetia Judicis. Pagani de Petrasancta et Henrici 
de Modoetia Illastris Dominus Golielmas Marchio Montìsferati Dominos Civi- 
tatis, et Comitatos Mediolani auetoritate soe dominationis , predicta omnia 
saprascripta approbavit^ et sicut potuit melios ratificavit, et yalere » et tenere 
osqae in perpetaam ; et ego Ubertus de Gaidono dieti Domìni Marchionis, et 
soe Carie Publicos Notarios sic suo mandato scrìpsi. — Ego Beltramas Fìlius 
qd. Mori Moroni Civìtatis Mediolani Porte Jovis Notarios jossu suprascrìptì 
Notarti seripai. 

Ali. i279. B Protèsta (atta dal monìstero dì sant'Ambrogio al podestà di Mi- 
lano, ed al vicario del marchese di Monferrato» signor di Milano e capitano 
del popolo, per la elezione del podestà nelle sue terre. Gkarta ajmd Areùum 
in Serie Abhatum Sancti Amhram. 

• 1280. => Decreto di un sinodo diocesano tenuto da Ottone Visconte , 
arcivescovo nel palazzo vecchio dell'arcivescovato. Charta apud Saxium Series 
Arehiepiscoporum m Olhone, 

• i28i. » Lettera di Ottone Visconte arcivescovo , in cui delepi Olrìeo 
Scaccabaroszo , arciprete della Metropolitana , di porre la prima pietra nella 
chiesa nuova del monìstero di santa Catterina Vecchia. Charta in archivio 
Monoiterii SaneUe Margarita^. 

• 1284. =» Decreto con cui Ottone Visconte assegnò le chiese stazionali 
per tutta la quaresima e la settimana di Pasqua. Qtarta in Codice Beroldi servato 
in BibHotheca Eceletias MetrepoHlaniB, ^ Otto Dei, et Apostolice Sedis gratia 
Medioknensis Ecclesie Archiepiscopud , universis Christi fidelibus per Civi- 
tatem, et Diocesim, et Provinoiam Mediolanensemconstitutispresentes litteras 
inspecturis saiutem in eo qui est omnium vera salus. Sanctorum meritis ìn- 
clyta gandia Fideles Christi minime assequi dubitamus, qui eorum patrocinia 
per condigne devotionls obsequia promerentur, illuu)que venerantur in ipsis, 
qoomm gloria ipse est, et retributìo in etemum. Nos itaque ad consequenda 
hujusmodi gaudìa, et ad Anìmarum profectum causam dare Christi fidelibus 
cqiientes, providemus, et serie presentium statuimus, et firmiter ordìnamus, 
quod infrascripte Stationes in Ecclesiis infradictis perpetuo , prout inferius 
describitur observentur. Nos enim de Omnipotentis Dei misericordia, et Beati 
Afflbrosir Confessoris Patroni nostri meritis confidentes omnibus vere peni- 
tentibus^ et coi^èssis , qui Eeclesìas ipsas , et Stationes cum devotiòne visita- 
verint XL dies de injuncta sibi penitentia misericorditer in Domino relaxamus. 

Giulmi. Documenti Illustr. N 



194 DOCUMINTI ILLUSTRATIVI 

Et fiat prima Statio die Lune post Dominicam Quadragesime ad Sanctum 
Aifibrosium. Die Mariis ad Sanctum Marcum. Die Mercurii ad Sanctum Eu- 
storg:ium. Die Jovis ad Sanctum Stephanum sive ad Hospitale de Brolio. Die 
Veneris ad Sanctum Apoiinarem. Die Sabbati ad Ecclesiam Domus de Monte 
Carmelli. Die Dominica de Samaritana ad Sanctam Mariam Majorem. Die Lune 
ad Sanctum Naborem. Die Martis ad Sanctum Babilam. Die Mercuri! ad San- 
ctum Yincentium Ad Pratum. Die Jovis ad Sanctum Protasium In Campo. 
Die Veneris ad Sanctum Nazarium in Brolio. Die Sabbati ad Sanctum Geor- 
gtum In Palatio. Die Dominice de Abraam ad Sanctam Theclam. Die Lune 
ad Sanctum Dionisinm. Die Martis ad Sanctum Chalimerum. Die Mercuri! ad 
Monasterium Sancti Victoria Ad Corpus. Die Jovis ad Sanctum Jobannem Ad 
Poncham. Die Veneris ad Monasterium Sancti Celsi. Die Sabbati ad Sanctum 
Marcellinum. Die Dominica De Ceco ad Monasterium Sancti Simpliciani. Die 
Lune Ad Sanctam Mariam Pedonis. Die Martis ad Sanctum Michaelem Ad 
Clusiam. Die Mercurii ad Sanctum Sepulcbrum. Die Jovis ad Sanctam Eu- 
> pbimiam. Die Veneris ad Sanctum Bartholomeum extra Portàm Novam. Die 
Sabbati ad Sanctum Jobannem In Brolio. Die Dominica de Lazaro ad San- 
ctum Lazarum. Die Lune ad Sanctum Carpophorum. Die Martis ad Sanctam 
Mariam Fulcborinam. Die Mercuri! ad Sanctum Protasium Ad Monacbos. Die 
Jovis ad Sanctum Andréam Ad Murum ruptum , sive ad Hospitale Domine 
Bone. Die Veneris ad Sanctum Damiaqum In Carrubbio. Die Sabbati ai 
Sanctum Andreani In Pusterla nova. Die Dominica de ramis Pahnarum ad 
Sanctum Laurentium Majorem. Die Lune ad Sanctum Martinum Ad Corpus. 
Die Martis ad Sanctum Domninum Ad Mazam. Die Mercurii ad Sanctam 
Mariam Secretam. Die Jovis ad Sanctum Bamabam. Die Veneris ad Sanctum 
Victorem Ad Uimuro, sive Arsum. Die Sabbati ad Sanctum Jobannem Ad 
quatuor facies. Pasche Resurrectionìs Dominica ad Sanctam Theclam. Die 
Lune ad Sanctum Michaelem sub Domo. Die Martis ad Sanctum Eusebium 
Die Mercurii ad Sanctum Paulum In Compito. Die Jovis ad Sanctum Thomam 
In Terra amara. Die Veneris ad Sanctum Victorem Ad quadraginta Martyres. 
Die Sabbati ad Sanctum Alexandrum In Zibidia. Ut autem hec nostra ordinatio 
ad notitiam perveniat singulorum, et majoris robur obtineat firmitatis, districte 
precipimus, et mandaraus univenàs, et singulis^ in quorum Ecclesiis sunt Sta- 
tiones bujusmodi stabilite, ut hanc ordinationem nostram infra diés octo re- 
cipiant, et eam diligenter etiam Populo pubblicete et exponnat. In cujus rei 
testimonium, et perpeluam firmitatem, presentes iitteras fieri jussimus, et 
appen&ionis nostri sigili raunimiue roborari. Datum Mediolani die XXVII. Fé- 
bruarii, Anno Domini currente MCCLXXXIIII. XII. Indictione. 

Ego Bernardus dictus De la Strata, de Burgo Dexio Lector Ecclesie Medio- 
lanensis, Clericus, et Familiaris Domini Orrici Scacabarotii Sancte Mediola- 
nensis Ecclesie Archipresbiteri, Notarius pubUcus, de mandato ejusdem Domini 
Archipresbiteri , ex autentico bullam ipsius Domini Archiepiscopi ballato 
transcripsi, et exemplavi, sìgnoque meo consueto signavi. 

An, 4187, =» Diploma di Ottone Visconte arcivescovo, con cui approva h 
fondazione di m nuovo spedale in Cannobio. Charia apud Saxium $upra€itatum. 



muNBsr. 195 

iin. 1287. =3 Decreti di un concilio provinciale tenuto ia Milano dair ar- 
ci ^eacovo stesso. Renum liatiearam Tom. Vili, 

• 1388. =» Lettere di alcuni vescovi in Roma , che concedone indulgenza 
di quaranta gi^ni a chi fa limosina ai frati della Misericordia deirOrdinedì 
sant'Agostino abitanti in Milano presso a san Michele alla Chiusa. Charta in 
arcfttmo AmbromnOj 

• 1289. = Formola del giuramento prestaio alla comunità di Milano da 
Matteo Visconte, come capitano del popolo. Corto salto quest'anno. 

Idem. = Ricevuta del pagamento fatto da* canonici di sani* Ambrogio per 
r imposta di un denaro imperiale per pertica , fatta dalP arcivescovo Ottone 
per difesa della città e del contado, Otaria in archivio Canonicorum SancU 
Ambrom. 

Idem. = Diploma di Rodolfo^ re de'Romani, a favore della canonica degli 
Umiliati di Yiboldone. Charia in archivio Visitationum Archiepiseopalium V, 
Regionis. =3 Rodulphus Dei gratia Romanorum Rex semper Augustus. Uni- 
versi» Sacri Romani Imperii Fidelibus presentes litteras inspecturis graliam 
suam, et omne bonum. Justis devotorum Yirorum petitionibus condescendere 
cogimur, quas nisi favorabiliter audiremus, obaudire quod juste petitur per 
injuriam videremur. Noverint igitur presentìs etatis homines. et future, quod 
HoQorabiles Viri Prepositus, Fratres, et Gonventus Fratrum Domus, seu Ca- 
nonico Sancti Petri de Vicoboldòno Ordinis Humifìatorum Medìolanensis Die- 
oesis slgnificaverunt Nostre Regie Majestati , quod ipsi terras , et prata sua 
irrigare consueverunt libere , et pacifiche juxta suum beneplacitum ex aqua 
Pluminis Vitabie ad Imperiale dominium, sicut cuncta Flumina per eandeni 
Diocesim defluentia pertinentis , nulla super hoc data , ve^ soluta exactione , 
seu ]Nre8tatione Communi Mediolani, seu alieni alii Persone» Collegio vel Un:* 
versitati Ecclesiastico, vel Secùlari ; et quod tam ipsi, quam possessiones eoruoi 
nunc usque fuerunt, et sunt, in possessionem, vel quasi, hujusmodi jnris, terras^ 
et prata, ex aqua prefati Fluminis irrigandi, a tempore , cujus memoria non 
extaU Verum Comune Civitatis Mediolani, pretendentes, quod eis omnia Flu- 
mina per eandem Diecesim defluentia in Pheudum a Romano Imperio hactenusr 
sint concessa, motu proprio jam ordina verunt, seu ordmare pluries attentarunt, 
ut ab omnibus Ecclesiasttcis, tam Regularibus, quam Secularibus, et Laycis 
ejusdem Civitatis, et Diecesis, terras, et prata, ex dieta aqua irrigare volentibus, 
certa pensio, seu pecunie quantitas perso! vatur. Pfopterea dietum Commune, 
vel ab eo causam habentés sub predicto pretextu Pheudalis juris a predicta 
Domo, Preposito^ et Conventu muUoties exegerunt, et exigunt annuatim certam 
pecunie pensionem occasione Molendinorum, qua habent in predicta Flumine, 
predicta Domus, et Conventus', secundum quod ordinaverunt exigendum .a 
ceteris tam Ecclesiasticis, et Religiosis, quam Laicis in suprascriptis Flumiaibus 
posudentibus Mòlendina. Quare supplicaverunt Imperialis Excellentie^ pietati. 
sitpraseripti Prepositus,.et Fratres quatenus Divini Numinis intuitu^pt favore,. 



i96 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

quem Religio Promereinr, eis dignemur super iis roiserieorditer providere. Nos 
itaque ex humanitatis nostre clementia Religiosorum Locorum indemnitatibus 
precavere favorabiliter disponentes -, eorumque jura protegere , et augere ut 
Imperialis Clypei munimine communiti valeant in spiritualibus felicius militare, 
et Nos proinde celestia mereamar, Prepositum eundem, et Coaventum^ et 
Loeum, cuoi bonis juribus, et rebus suis, in nostrani, et Imperii defensionem 
recipimus spiritualem, dantes, et concedentes eidem Preposito , Conventui, et 
Fratribus ipsius Loci, ex innata Nobis cfementia, et ex nostra Regia protestate, 
de gratia speciali, ut aquam dicti Fluminis, tam prò Molendinorum utilitate , 
quam prò pratis, et terris, que et quas in presenti possident, ?el in futuFum 
adipisci poterunt Domino concedente ad ipsorum beneplacilam irrigandis libere, 
et absque ulla pensione, seu prestatione propter hoc dicto Communi, vel alicui 
alii Persone « Collegio , vel Universitati Ecclesiastice , vel Seculari reddenda , 
vel solvenda, per terras, possessiones diete Domus deducere, ac ea perpetuo 
uti possint. Insuper mandamus^ ex nostro Regali Edicto districtius inhibentcs^ 
quod nulla Communitas, nulla Universitas, nullum Collegium, Dullaque Per- 
sona Eeclesiastica,^ vel Secularis cujuscunque couditìonis, status^ vel dignìtatis 
existat, alveum dicti Fluminis mutare, nec ipsam aquam alicubi deviare possi t 
in prejudicium diete Domus, nec in aqua dicti Fluminis, que nunc per terras, 
et possessiones diete Domus deducitur, vel in futurum deducetur, jus aliquod 
habere debeat piscandi, nec etiam alias dictam domum in aliquo molestandi, 
scilicet prò utilitatibus diete Domus aqua ipsa tam in rìpis , quam in alveis 
ab omni conditione, et servitute libera perpetuo remaneat , et immunis, pre- 
dictorum Communis, et aliorum omnium contradictione aliqua non obstante. 
Nulli ergo Hominum liceat hanc paginam infrlngere, vel contra presentis pri- 
vilegii nostri tenorem aliquod facere, nec in aliquo ausu temerario contraire ; 
quod qui fecerit gravamen nostre Majestatis ofifense se noverit incursurum, et 
centum libras auri propterea componet , medietate scilicet Camere nostre, et 
alia passis injurìajn applicanda. In cujus rei testimonìum presens privilegium 
• exinde conscribi, et Majestatis nostre sigillo jussimus communiri. Testes fue- 
runt ii. Rodulphus (leggi Albertus) Dux Austrie, et Stirie Princeps et'Filius 
noster carissimus , Petrus Basiliensis Episcopus Paptensis noster dilectus No- 
bilis Vir Joannes Comes De Galone, Strenuns Vir Harmannus De Baldecche, 
et Honorabilis YirMagisler Landulphus de Mediolano Prepositus Yertamien- 
sis, Physicus« et Capellanus noster dilectus, et alii quamplures Testes fide dìgnì. 
Datum Moreti. Tertio Nonas Junit, Indictiohe secunda. Millesimo, ducente- 
simo> oetuagesimo nono, Regni nostri anno sext decimo. 

Signum Serenissimi Domini Rodulphi Romanorum Regis in vietissimi. 

Cum bulla cerea ipsius Regis pendente ad iìlom sericum, in qua Bulla sedet 
Rex coronam gerens, dextraque manu sceptr^m cum flcMra superno, ac sinistra 
pomum cum Cruce, bis ambientibus litteris. Rodulphus Dei gratia Romanorum 
Rex semper Angustus. 

Anno MCCCX. Indtctione Vili, die Jovis IH. Decembris in domo Episcopi 
Papiensis coram D. Durino De Buttigellis Provìcario Yenerabilis Patris D. 



MILANESI. 197 

Gnidoais Episcopi Papiensis, el ejus mandato, D. Emanuel De Imperatore, 
Imperiali auctoritate Notarius dictum privilegium exemplavit, presentibus D. 
Fratre Preposto Domas Nove ultra Ticinum, D. Gulielmo Gobbo Preposito S. 
ÌOAììnìs in Borgo, D. Fratre Bartolioo Monacho S. Martini , et Palmerio De 
StraU Testibus. 

An. i289. c=s Elezione di Obizone da Busnate, arcidiacono della metropo- 
litana, e nipote di Pietro vicecancelliere della santa romana Chiesa , in sin- 
daco del capitolo degli Ordinarj. Charta in archivio Àmbros. 

• 1290. =3 Lettera di Ottone, arcivescovo, a frate Englesio vescovo di No- 
vara, contro gl'invasori de'beni della badia di Arona. Zaccaria della Badia di 
Aroaa pag. 156. 

> 1292. B^ Disposizione testamentaria di Ottone Visconte , arcivescovo di 
Milano. Charta in Codice pritìilegiorutn Hospitalis Mqjorii, pag. 507. « In 
Bomine Domini. Amen. Noveritis universi, quod Nos Otbo Dei, et Apostolice 
Sedis gratia Sancte Mediolanensis Ecclesie Archiepiscqius , attendentes, quod 
diem Messìonis extreme piis operibus prevenire debemus, ac eternorum intuita 
seminare in lerris, quod reddente cum multiplicato fructu recolligere valeaìmiis 
in celiis ; ut bona Nobis Miseratiòne Divina concessa Anime nostre ac Ani- 
mabus Nostrorum prodesse valeant ad etemam gloriam promerendam adhibito 

Nobis consensu Yenerabilium-Fratrum nostrorum Archlpresbiteri , et 

Ecclesie Mediolanensis, ipsis presentibus, et approbantibus banc piam provi- 
dentiam nostram, ad gloriam, et honorem Dei, et Beatissime Vìrginis Marie 
Matris ejus, ac Beate Martyris, et Virginìs Agnetis , sub cujus vocabulo spe- 
cialem Gapellaniam in prefata Ecclesia dudum ordinare disposuimus^ et presene 
tialiter ordinamus : volumus , et de sinceritate mentis nostre statuimus, quod 
Presbiter Ardicus Ferrarius , qui modo deservit de beneplacito nostro altari 
prefate Martyris, in pre&ta Mediolanensi Ecclesia, ubi eandem Gapellaniam 
fiximus illlus Gapellanie fore debeat Capellanus^ habiturus de Camera nostra, 
donee vixerimus libras vigintiquinque Terttolorum quolibet anno in deuariis 
numeratis, et refectione cibi, et potus in domo nostra fàmiliariter, sicut alti 
FamiHares nostri habere nosenntur. Quo decedente, vel perperam se habente, 
viventibus Nobift potestas preservetur in Nobis alium instituendi ad ipsam 
Gapellaniam, sub simili redditu, quoties fuerit opportunum. Obeuntibus autem 
rilo, vel illis, iliius Gapellanie Sacerdotibus post nostrum decesmim, volumus, 
et firmiter ordinamus, quod Venerabilis Vir Lantelmus Viceoomes nunc pi^- 
diete Ecclesie Mediolani Cimiliarca, et alii Gimiliarche, qui per tempora sue- 
cederent eidem, eligere debeant ndvum Sacerdotem, et Gapellanum aliud £c» 
clesiastbum Beneficium non habentem, qai in eadem Gapellania Defuncto 
succedati quem Electam Cimiliarcha, qui tunc erit presentet Archiepiscopo, 
qui tunc erit, ut si fuerit idonens ejus electio per ipsum Archiepiscopum , habito 
solum Deo pre oculis confìrmetur. Si autem non fuerit bonus transeat Cimi- 
liarcha ad eleetionem , et presentationem alterius , quo usque invenerit , qui 
merito idoneus censeatur, et tunc ipso idoneus, et presentatus, ut premittitur 



198 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

ab ipso "Archiepiscopo confirmetur, in domo ipsius Gimiliarche Presentatoris 
hospitium habiturus. Statuimos etiam , et inviolabiliter volumus observaii , 
quod post obitum nostrum. Capellanus diete Gapellanie habeat annuatim in 
Fósto Sancii Martini prò prebenda ipsius Gapellanie a Magistro, et Gonventu 
Hospitalis Novi Mediolani qui tunc, et successivi^ temporibus erunt libras 
sexaginta Tertiolorum in pecunia numerata, de proventu, et redditibus terrarum, 
dccimarum, et possessionum, quas «mimus, et ememus de pecunia nostra, et non 
Archiepiscopatus in loco , fundo > et Territorio de Trivulcio Mediolanensis 
Diocesis^ quas possessiones^ decimas , domos, terras, et alia jura, que ibi ha* 
hemus^ et in posterum habebimus, Domino concedente, cure, et procurationi 
dictorum Magistri, et Gonventus ex nunc duximus committendos, ut illas post 
nostrum decessum laborent, et colant seu^ laborari, et coli faciant, et coUigant 
•3t percipiant fructus, redditus, et proventus quoslibet de eisden, daturi dicto 
(^apellano dictas libras sexaginta^ que superius continentur. Volumus autem, 
et statuimus, firmiter observari, quod predictus Gapellanus celebrare teneatur 
Missam privatam singulis diebus in altari, quod in Gapella predicta construi 
fecimus ad honorem Martyris supradicte, et quod Horas Ganonicas dicere non 
ommittat ; Missam quoque dicat de Mortuìs prò Anima nostra , et Animabus 
nostrorum pariter Defunctorum. In Festi?itatibus vero , que in Givitate Me- 
diolani fiolemniter, et communiter celebrantur, Missam prout ipsis Pesti vitatibos 
competit y debeat celebrare , et teneatur interesse Divinis Officiis una cum 
Gapitulo, sive Ordinatinone diete Mediolanensis Ecclesie. SI tamen aliquo justo 
impedimento Missam celebrare non poterit, ve! Divinis Officiis. ut premittitur, 
interesse, teneatur lacere cum effectu, quod alins Sacerdos idoneus in hac parte 
soppleat vices suas. Que omnia, et singula si neglexerft, contempserit, vel aliter 
dìstulerit adimplere qualibet vice , qua defecerìt negligentia , vel contemptu , 
vel alia irrationabili causa, seu excu^tione in predictis, vel aliquo predictorum, 
soldos quinque Tertiolorum eidem Gapellano, de consueto sìbi redditu subirà- 
hantur. Ad hoa ut uberiori gratia premia mereamur, dum comroissam sibi 
Ecclesiam Divine eruditionis lumine informar! studuerimus et ornari volumus ; 
et ordinamus quod post nostrum decessum anus Doctor Teologie honestus , 
providus, et instructus semper teneatur in aliqua domo sufficienti Ordinarie, 
sive Gapituli, aut Archiepiscopatus Mediolani . qui legat, et doceat gratis in 
Teologia in facie omnium, qui ad eum veniat audituri. Sub quo ordinamus, 
et volumus providere, quod si in Domo, seu Progenie nostra De Vicecomitibus 
sufficieos^^et idoneus aliquis fuerit, assumatur, et ad Magisterium hujusmodì 
omnibus preferatur. Alias autem unus de Capitulo, sive de Ordinariis, si ad 
hoc sofficiens , et idoneus inventus fuerit , ad idem Magisterium predictum 
proponatur. Quod si etiam de iis non invenireturqui 8ufficeret,adelection6m, 
et assumptionem alterios undecunque sit per ipsum Gapitulum procedatar. Qui 
Doctor habeat annuatim a predictis Migistro , ac Gonventu HospiUlis Novi 
predicti libras centum Tertiolorum in danariis numeratis ex redditibus, et prò- 
ventibus sùprascriptis; qui si negligentia, vel contemptu vel alia irrationabili 
causa, et excusatione, se a predicto subtraxerìt documento, de remimeratione 
premissa sibi sentiat subtrahi, proul dictum Gapitulum habendo Deum pre 
oculis censuerit subtrahendum. Preterea volumus» et firmiter ordinamusi quod 



MILANESI. - i99 

prò lemedio Anime nostra in Anniversario nostro singulis annis libre vigtntt 
quinque Tertioloram de predictis fructibus, et redditìbus dividantur in GapUuIo, 
et Ferula Mediplani» Missa celebrata, prout in aliis Anniversariis divisio fieri 
.consuevit. Et ne predictum Hospitale Novum prò commissa hujusmodi cura, 
laboris premio careat , imo ferventius iis intendat, volumus, et ordinamus, ac 
stataìmus, qaod omnes fructus, redditus^ et proventus dictarum terrarum, deci- 
maruffl» et possessionum de Trìvuhio, qui super abundabunt predictis summis 
peeunie persolutis, in ipsum Hospitale integre perveuiat in usum Pauperum 
erògandi. Si autem conUngeret, quod predicti redditus, et proventus ad solu- 
tiooes non sufiicerent antedictas, ingruentibus tempestate guerra^ seu impedi- 
mento alio evidenti , providemus , et voiumus , quod Magister et Gonventus 
ipsius Hospitalis dictam tributionem , seu solutionem prò rata diminuat fide 
bona y fraude qualibet abjecta. Quod si fortasse Magister , et Gonventus Ho- 
spitaiis a pvedictis dessisterent , vel se subtralierent modo aliquo a cura , et 
procuratione dictarum terrarum, et aliorum supradictorum, et a predictis eos 
ut supra tangentibus ; exequentibus curam, et procurationem iilam cum omni 
onere et bonore, ut per omnia, et singula superius exprimitur , Magistro et 
Conventu Hospitalis Sancti Labari Ifediolani, voiumus et decernimus e\ 
nunc esse commissam, sicut commissa et data est Magistro et Conventui Ho- 
spitalis Novi predicti, et subsequenter, et similiter eadem cura, et procuratio, 
et predicta omnia dicto Hospitali commissa committantur successive cum 
omni onere, et bonore, ut per omnia predictum est Magistro , et GonventuL 
Hospitalis Novi Mediolani, si similiter predictus Magister , et Gonventus dicti 
Hospitalis Sancti Lazari ab buj asmodi commissis, si eis committi continget, 
daxeriot dessistendum , vel se aliqualiter subtrahendos. De quibu3 omnibus 
fieri jussimus publicum instrumentum per Antegradum Grottum Notarium 
infrascriptum. 

Actum in Gapella Beate Agnetis, que contigua est Palatio veteri Arcbiepi- 
scopatus sui) anno Domini currente Millesimo ducentesimo nonagesimo secundo, 
quinta Indictione^ die Dominieo , vigesirao quarto Mensis Martii , presentibus 
Presbitero Jeanne De Leventina Sancti Doonini Ad Mazam , et Presbitero 
Rolando De Novedrate Sancti Marcellini Ecclesiarum Mediolani Beneficiulibus; 
et Bombello Marinono, et Guidone dicto Festa de Monvalle Domicello nostro 
vocatis Testibus , et rogatis. Ego Antegradus Grottus pubblicus Givitatis Me- 
diolani NotariuSj ac Scriba predicti Domini Arcbiepiscopi interfui, et rogatus 
hoc instrumentum tradidl, et ad transcribendum dedi Notario ìnfrascripto , et 
me-subscrìpsi, meoque consueto signo signavi. 

Ego Beltramolus^De Robiagio Givitatis Mediolani Notariusjussu suprascripti 
Notarii subscripsi. 

Ego Bernardinus Fossanus publicus Givitatis Mediolani Notarius , Yene- 
randsque Fabric«e Ecclesia Majoris Gancellarius ad requisitionem Reverend. 
Domini Joannis Petri Vicecomitis predicte Ecclesie Prepositi tenorem huju- 
smodi Testamenti suprascripli , seu Dotis Reverendissimi Patris et Domini 
Domini Ottonis Archiepiscopi ex magno, vetustoque libro Ordinationum fide- 
.Hter extraxi; anno Domini Millesimo quingentesimo quinto die 15. Februarii^ 
et me subscripsi. etc. * 



200 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

An, i2§4. » Concordia fra Tabate di sant'Ambrogio e gli abitanti d*lQzago, 
fatta per opera di frate Beradussio , converso del roonistero di Cbiaravalle , 
agente dell'arcivescovo nei castello di Gassano. Charta tn archivio Ammostano, 

• 1295. = Disposizione testamentaria del cardinale Pietro Peregrosso , 
milanese , a favore del convento de' Francescani del luogo di Pozzolo , il 
qnal convento era stato da lui fondato. Charta in archivio illius Canoini. 

Idem. = Lettera scritta da Matteo Visconte ai Piacentini per dar loro 
notizia della morte dell'arcivescovo Ottone Charta in Annoi. MedioL ^ et 
Plaeent. 

Idem. B8 Diploma di Adolfo, re de' romani , con cai conferma alla repub- 
blica di Milano tutti i suoi privilegi. Charta in Codice statutorwn Mediolani 
in Bibl. Ambros. in fot. Sign. B, Num. XlXy pag. 49. Lunig. Codex Diplomai 
Italia. Tom ni, Pan. I. 

An. 1296. =s Appellazione de'monaci di Arona al pontefice contro una sen- 
tenza di Berardo da Pozzobonello vicario generale di Ruffino da Frisseto , 
arcivescovo di Milano. Carta presso il Padre Zaccaria, dove tratta del Moìiistero 
di Arona pag. 158. 

Idem, es Consulto di alcuni giureconsulti milanesi intomo alla giurisdi- 
zione , cbe aveva la repubblica di Milano sopra le acque del suo Contado. 
Charta tn archivio ClaroevaUis , partim edita a Caroello De Aquie, pag. 594 , 
et seq. 

Idem. =3 Breve di papa Bonifacio Vili scritto all'abate di Cliiaravalle, ordi- 
nandogli di far restituire al monistero di Montegaudio dell'ordine della Certosa 
ì beni ingiustamente allenati , ed altre memorie intorno a qoel monistero. 
Chartee in Archivio Ambrosiano. 

An. 1297. :» Lettere del cardinale frate Matteo , vescovo di Porto, scritta 
a Francesco arcivescovo di Milano, accordandogli la facoltà di assolvere Astolfo, 
abate di sant'Ambrogio, della irregolarità. Charta in Archivio Ambrosiano. 

Idem. = Investitura di alcuni beni in Tradate fatta dal capitolo degli Ordinaij 
nel signor Biriano della Pusterla. Charta apud CasteUum in M.S. [cui titulus. 
Quodlibet supracit. 

An. 1299. » Lettere vicendevoli della repubblica di Bologna a Matteo 
Visconte, e di lui a quella repubblica. Luniff. Codex Diplomai. ItalicB. Tom. IH., 
Part. I. 



MrLANEsr. 201 



SECOLO XIV. 



An, 130i. ss Privilegio conceduto da Francesco, arcivescovo di Milano al 
maestro ed ai frati dello spedale del Brolo. Ckarta in archivio HospUnHs 
Maj&ris. => Francisoos Dei , et Apostoìice Sedis gratta Sancte Mediotanensis 
Ecclesie Arehiepiscopus. Religiosis in Ghristo Fìliìs Magistro,. Fratribus, et 
Conventai Hospitalis Brolii Mediolanensis Salatem in Domino. Specialis dile- 
ctionis aflectus, quem ad Hoepitale gerimos supradictun), et vestra pia Cha- 
ritatis opera, qfuibos continue vigilatis noe indueunt, ut vos illa prosequamur 
gratia quapossumus ampliorì. Sane Sanctissimus in Christo Pater, et Dominus, 
Dominus Bonifatius Divina Providentia PP. octavus, volens vobis gratiam 
facere specialem, vobis habendi Ciroiterium, in qno Pratrum, et Pamiliarium, 
et Paupernm ejusdem Hospitalis decedentinm corpora, cum solo vestro proprio 
Sacerdote, qualibet contradictione, et consuetudine contraria nequaquam ob- 
stantibus, sepelire libere valeatis, de gratia spetiali ' concessit. Verum cum 
locum non babeatis , ubi Pauperes in Hospitaii vestro decedentes valeant 
sepelirì, Nobis bumilìter supplieastis ut Vobis de loco atiquo dignaremur mi- 
sencorditer previdero. Nos igttur Vobis in hujusmodi casu paterno affectu 
succurrere cnpientes, presentium tenore, ad honorem Dei , et Beate Virginia 
gloriose Matris sue, ac Beatissimi Ambrosi! Confessoris Patroni nostri Vobis 
eoncedimus, quod de cetero Pauperejs in eodem Hospitaii decedentes in Brolio 
nostro , et Archiepiscopatus nostri in loco posito infra confines infra&criptas 
sepelire, et sepelirì facere valeatis, non immutantes rem , quominus in dicto 
Brdio Mercatum, et alia fierj valeant sicut prins. Locus vero ille , quem ad 
sepeliendum dictos Pauperes duximus deputandum est ìfite, videlicet. Petia una. 
terre in dicto Brolio inter Terragium situm de mane parte ipsius Brolii, longo 
ab ipso Terragio per zitatas dubdecim , et muros Superstantie , et Orti Ec- 
clesie Sancti Stephani, qui muri sunt a .... . parte ipsius Brolii longe ab 
ìpsis muris, per zitatas duodeetm, in qoibus est CimHerìum Hospitalis Novi 
Beate Marie, et domos Cassine dicti Hospitalis Brolii , et alias demos eisdem 
coherentes continuas usque stratam, qua itur directo a Ponte Verzarii , et Se- 
visi in BroUum predictum , et sunt ipse domus a Aero parte ipsius Brolii , 
longe ab ipsis domibus per zitatas ... et dictam stratam eundo directo, e} 
directa lìnea usque in Terragium ; et reliquum Broliom est a meridie parte 
ipsius petie terre prò Cimiterio concesse. Et est illa petia terre prò Cimiterio 
ut supra pertiche tres, vel id circa, fri cnjus rei testimonium presentes literas 
fieri fecimus, et nostri sigilli munimine roborari. Datum Mediolani in nostro 
Archiepiscopali Palatio, anno Domini Millesimo trecentesimo primo, Indictione 
quarta decima , die decimo mensis Mali » Pontificatus Domini Bonifacii PP. 
uctavi anno septimo. 



202 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

An, 1302. =s Diploma dello stesso arcivescovo, con cui dichiara esenti da 
qualunque aggravio , o laico, o ecclesiastico le monache di saut' ApoUiuare. 
Otaria apud Satcium in Serie Archiep, ubi de Francisco, 

» 1303. ==: Brevi e carte spettanti alla unione del monistero di santa Maria 
di Fontegio con quello di santa Maria delle Veteri di Milano. CharUe in 
archivio SanckB MaricB^ Veierum. 

Idem. =» Diploma di Francesco, arcivescovo di Milano, con cui confarma le 
indulgenze già concedute a chi faceva limosina ai frati della Misericordia della 
casa vicina a san Michele alla Chiusa, detta della Golombetta. Chartajn ar- 
chivio Ambrosiano, 

An. 1306. =» Lettera di Francesco, Arcivescovo di Milano , ad Uguccione 
Bonromeo, vescovo di Novara, circa due cappelle spettanti alla Badia di Arona. 
Qkarta presso il P. Zaccaria, deUa Badia di Arona, pag. 159, et seq. 

* 1307. =s Diploma dello stesso arcivescovo a favore della chiesa e canonica 
di san Giorgio di Milano. Charta apud Samum supraciL 

Idem. B Ricognizione del breve di papa Clemente V contro i cavalieri 
Templari trasmesso agli inquisitori di Milano. Cknrta in archivio Sancii Eu- 
storgiù 

An. 1308. =s Decreto del capitolo degli Ordinar], essendo ancor vacante la 
sede arcivescovile, con cui si dichiara che gli Ordinar] stessi abbiano Pauto- 
àtà di dare la prima tonsura. Quiria apud Castettwn supracit. 

* 1310. =3 Lettera del cardinale Arnaldo da Peregrue , legato Apostolico 
ai monaci ed ai canonici di sant'Ambrogio, raccomandando loro un ministro 
che il re Enrico mandava a Milano per informarsi delle cose spettanti alla 
sua coronazione. Charta apud Aresium suj^acit. 

Idem. = Concordia stabilita dallo stesso re de* ftomani fra i Visconti e i 
signori delia Torre. Charta apud Ahratorium Aniiq. medii cevi. Tom. IV, p. 630, 
et seq. 

Idem. !=s Lettera scritta dal re jBnrico al capitolo de' canonici di Monza, 
ordinando loro di mandare alcuni del loro celo a Milano colle notizie spettanti 
alla coronazione. Charta apud Bonincontrwn Morigiam. 

An, 1311. =» Spiegazione di un capitolo della soprascritta concordia. Charta 
apud Murator. mpracU. 

Idem, = Relazione di dò che avvenne nella ^ coronazione di Enrico VII 
in favore del vescovo di Vercelli. Coarta apud UghelL in Episcopis VercelL 



MILANESI. 205 

Ali. 1511. =» Consegna fatta ad Astolfo, abate di sant'Ambrogio della co* 
tona,, con cui fu coronato nella sua basilica il re Enrico VII. Oiarta apud 
Areshan supracit. 

Idem, = Diploma di Enrico VII re de'Romani, con cui conferma i privilegi 
de'TrivilIiesi. Qiarta in archivio Trivilliensi, 

Idem, «: Lettera dello stesso re scritta al comune di Milano a favore 
dei Trivilliesi. Charta Ib. 

Idem, = Privilegio del medesimo, con cui accorda al luogo di TriviHio la 
protezione dell' impero, e lo riserva alla regia camera, dichiarandolo indipen- 
dente da ogni altro , fuorché dall'impero. Charta Ib, =» Henricus Dei gratia 
Romanorum Rex semper Augustus. Universis 3acri Romani Imperli Fidelibus 
presentes iiteras inspecturis gratìam suam, et omne bonum. Ad hoc in sol Ho 
Regie dignitatis constituti sumus Dìvinitus, ut cunetta subjectis , et Fidelibus 
Imperli ad augmentum honoris , et commodi sui Regalis magnificentie beni- 
volentiam prebeamus. Tunc quoque salubriter , et juste presldere credimus , 
dum quod jiistum^ et honestum extitit devote postulantibus largimur, et eosdem 
in suis juribus favorabiliter confirmamus. Prudentes ìgitur Yiros Commune, et 
Hoaùnes de Tr|vilIìo Grasso Glaree Abdue in nostram , et Imperli prete- 
ctionem recipimus, et prò nostra Camera Terram HlaAi servamus, atque tene- 
mns. Ita quod de celerò in perpetuum Terra eadem nulli preter quam Romano 
Imperio subsit. Quamlibet quoque emptionem, seu permutationem per predictos 
Commune, et Homines Trivillii factam, et obtentam cum Monasterio San^ 
ctprum 6er\'asii, et Protasii, seu Simpliciani Mediolani, omnemque liberationem, 
et absolutionem per ipsum Monasterium, et per alios quorum interest factas 
Communi , et Terre Trivillii supradicte , prout rite , et provide sunt facte 
ratas habentes approbamus, et confirmamus easdem. Dantes, et concedentes 
predictis Communi, et Terre Trivilli honorem, districtum, et jurisdictionem , 
ae merum, et mixtum Imperium, exercendum per Yicarium, qui per tempora 
Imperlali auctoritate rexerit in eadem. Omnes quoque predicte Terre Trivillii 
antiquas^et bonas consuetudines, ac statuta ipsorum justa, nec non quorum - 
cunque privilegia Regum, seu Imperatorum Predecessorum nostrorum predicte 
Terre, Communi, et Hominibus de TriviHio juste concessa vel indulta confir- 
mamufr. Yolumus insuper, et jubemus, quod Homines diete Terre nostre Tri- 
villii cum eorum victualibus mercimoniis , rebus suis, et negotiationibus qui- 
buscunque secure ire, stare, transire , ac redire possint per totum Romanum 
Imperìum, et ea libertate gaudeant, et gaud^re, ac potiri possint, et debeant, 
qua Homines , et Fideles aliarum Terrarum Imperiali Camere subjectarum 
gaudent, et potiuntur. Preterea Serìolam, et aquam quam Comune, et Homines 
prediete Terrò Trivilli defluere faciunt a Flamine Rrembii , ac derivare Tii- 
villium .per Territorium ejus, quam aquam se asserunt acquisivisse justo titulo 
emptionis , quamque presentialiter pacifice possident , et quiete , prout ipsam 
aquam juste, et pacifice tenent, et possident eam sic confirmamus eis , et 
Communi predìcto Trivillii» et presentis scrlptl patrocinio communinms. Nulla 



204 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

ergo Civìtas, nullus Baro, nullum Gastrum^ nulla Universitas, nullave Persona 
Ecclesiastica, vel secularis cujuscunque conditìonìs, preheminentie, sive status 
existat^ diete Terre Trivilli, Communi, et Habitatoribus ejus de cetero oQus , 
vel condicium, aut gravamen aliquod, angariam , vel penangariam imponere 
aadeat, vel presumati nec Fodrum, seu collectam aliquam eis impositam bine 
retro exigere audeat ab eisdem, neqiie eis aut diete Terre in futunim imponere 
Fodra, vel gravamina aliqua quoquo modo presumati preterquam Romanorum 
Bex, yel Imperator, coi predicti immediate subsint. Omnia vero gravamina 
eis vel eorum Communi , aut Terre , seu Hominibus imposita , seu inflicta 
predictis per quodcunque Commune, vel Officialem aliquem, cassamus, irritamus, 
et sint cassa, et irrita auetoritate nostre Regie Majestatis. Si quis autem hoc 
violare presumpserit centum libras puri auri componat medietatem Camore 
nostre reliquam medietatem passis injuriam persolvat. Hujus rei Testes sunt 
Venerabiles Balduinus Archiepìscopus Treverensis Germanus noster, Tbeobaldus 
Leodlensis, Aymo Gebejiiensis , Gerlìus Basiliensis , Ecclesiarum Episcopi ; et 
Spectabilis Yir Valramu^ de Luzelemburg Frater noster, et alii quamplare^, 
in cujus rei testimonium presentes iiteras scribi, et Majestatis nostre sigillo 
jussimus communiri. 

Signum D. Henrici Romanorum Regit invktiuimù 

Datum Mediolani, secundo Kalendarum Aprilis, anno Domini Millesimo tre- 
centesimo undecimo. Regni vero nostri anno tertio. 

Ego Fraier Henricus Tridentinus Episcopus Sacre Imperialis Aule Cancel- 
larius, vice D. Henrici Coloniensis Archiepiscopi per Italiam Archicancellarii, 
recognovi. 

An. i31i. sss Ricevuta delle solite sei marche d^argento, che pagava TH- 
villio ogni volta che il re veniva in Italia. Charla Ih. 

Idem, es Diploma del re Enrico a favore del monistero di Ghiaravalle. 
CaroeL De aquù pag, 380., et 389. 

Idem*^ Diploma del medesimo , con cut conferma ai Milanesi tutti i loro 
privilegi , diritti , libertà e buone consuetudini. , Codex DiplomaUc^s Italùs 
Tom, III. Pari. L 

Idem. «=s Lettera dello stesso sovrano scritta al comune di Trivillio intomo 
alla spedizione contro di Brescia. CKarta in archivio TriviUtetm. 

Id^. =a Salvocondotto per gli uomini di Trivillio, e per le vettovaglie che 
da essi trasmettevansi al campo regio sotto Brescia. Charta Ib, 

Idem. « Lettera del re Enrico ai Triviliiesi, ordinando loro di trasmettere 
al campo le vettovaglie ad essi imposte. Charla Ib. 

Idem, s» Canoni del concilio provinciale tenuto da Cassone Della Torre , 
arcivescovo di Milano^ in Bergamo. Charta Rer, Italie. Tom» IX. 



MILANESI. 205 

Alt. 1311. =» Convenzione de' procuratori di Guido delia Torre con altri 
signori Guelfi , e co' legati della città di quella fazione. Mwratcr. supracit, 
pag. 615. 

Idem, =» Istrumento con cui il signor Guido Della Torre , ed altri Guelfi 
milanesi dichiararono loro procuratore Ubertino Porenzone. 16. pag. 617. 

Idem. s=s Atti per rimettere V acquidotto della Vecchiabia neir antico suo 
stalo. CharUe apud CaroeL De Aquis pag. 396., et seq. 

Idem. =3 Ricognizione di tutti i borghi e terre soggette a particolari 
signori fatta da sei giudici del Collegio di Milano. ' Quarta in archMto Am- ' 
brosiano. 

Idem, ss Diploma di Enrico VII, re de' Romani, circa il regolamento e i 
privilegi delle zecche d'Italia. ArgeUaL De Monetu. Tom. II, pag. 263. 

An. 1312. =a Lettera di Guamerio, conte di Umberg ai Milanesi ed ai Mon- 
zesi, dove si contiene il diploma di Enrico VII, con cui lo aveva creato suo 
vicario generale in Lombardia. BonineotUr. Mmiqia Cbron. Modoet. Lib. IL 
Cap. XI. Cono sotto, quell'anno. 

Idem. =3 Trattato conchiuso fra Roberto, re di Napoli^ per una parte» e i 
signori della Torre e gli altri^ Guelfi milanesi esuli, per l'altra. Cario totto 
quell'anno. 

An, 1314. «s Decreto di Cassone della Torre, arcivescovo di Milano, contro 
Matteo Visconte, e i suoi figliuoli e partigiani. Gorìo eotto quelVanno. 

Idem. == Rescritti della città di Rergamo a favore della comunità di Tri- 
villio per formare una nuova strada. Càarto in arckivo TVwilliensi. 

An. 1315. :^ Editti pubblicati in Milano sopra le monete. Chartte ex Codice 
aliai esistenti m archwio oficH Panigarolarwn signato QQ. 

> 1316. =s Fondazione di uno spedale in Trivillio. Chartain Arehivio ejus- 
dem Bvrgi. 

* 1317. s= Rolla della consacrazione di Aicardo, arcivescovo di Milano fatta 
da papa Giovanni XXII. Saxius Series Arehiep. Medioh in Aicardo. 

• 1318. = Istrumento di procura fatta dalla città di Milano in due mer- 
canti, per portarsi a Venezia a conchiudere con quella repubblica un trattato 
di commercio. Ex Codice Marchionis Joannis Corradi, » In nomine Domini 
Amen (Anno) a Nativitate ejusdem millesimo tercenteaimo decimo septimo » 
Indictione quintadecima die Mercurii vigesimoseptimo mensis Aprili* < In Pa- 



206 ' DOCUMENTI lUUSTRATIVI 

laiio novo Comunis Mediolani convocato, et congregato Concilio mille ducen- 
torum Yirorum Consiliariorum Comunis Mediolani sono campane^ et voce 
preconia more solito de mandato Nobilis^ et Potentis Militls Domini Bonifacii 
de Aliate (Alice) de Guaschis de Alexandria honorabilis Potestatis Mediolani 
prò Magnifico Domini Mattheo Vicario (Vicecomite) Dei gratia Imperiali au- 
ctoritate Vicario j et fìectore , et Defensore Generali Civitatis , et Districtus 
Mediolani, in presentia Viri magni, et sapientis Domini Marci jle Verdello 
Vicarìi Generalis predicti Domini Vicarii, et Nobilis, et Sapìentis Viri Domini 
Scoti de Guenzilibus (Geutilibus) de Sancto Geminìano Doctoris legum, Judicis, 
et Defensoris Societatis Justiti» Mediolani .... predicti Domini Potestatis , 
et Vicarii, Domini Scoti, abbatum, et Antianorum, Gapitaneorum^ et Censi- 
liarii^ ( Consiliariorum ) diete Societatis, et de voluntate^ et conscientia predi- 
ctoruni Consilf&riorum in dicto Consilio existentium et ipsi Consilìarii cuoi 
consenso, et decreto, et autoritate dictorum Dominorum Potestatis, Vicarii, et 
Domini Scoti, et Abbatum^ Antianorum, omncs simul nomine^ et vice comunis, 
et Hominum Mediolani, feccrunt , et constituerunt et faciunt , et constltuunt 
Discretos Viros Dominum Loterium de Auguerico, et Gulielmum de Pontio 
Cives, et Mercatores Mediolani, et quemlibet eorum in solidum^ ita quol 
occupantis non sit melior (conditio) suos, et dicti Comunis Nuncios, Siadicos 
et Procuratores, et Actores et quodcunqne melius esse possunt, ad Iractandom, 
et faciendum nomine Comunis, et Hominum Mediolani , ^um Comuni et Ho- 
minibus Venetiarum pacta , conventiones, composition^, et transactiones , et 
concordias 4e omnibus^ et singulb questionibus , contentionibus, et discordiis^ 
que vertuntur, et sunt, et verti* et esse poasent inter utrumque Comune « et 
Homines illorum Communium qualicunque causa, titulo, seu modo, quo^ seu qui 
dici posset, et excogitari, et ad faciendum dicto Comuni, et Hominibus Vene- 
tiarum finem, pactum, absolutionem , et liberationem, et quietationem . . . . 
non petendo et ulterius non agendo, et totius Juria, et Hominum ejusdem 
remissionem de omnibus , et singulis , que Comune , et Homines Mediolani 
babere dedent^ vel reoipere.a dicto Comuni, et Hominibus Venetiarum. Ita 
tamen quod predictis Sindicts non intelligatur data potestas ad remissionem 
vel finem aliquam facicndam Jurìs alicujus slngularb Persone Civitatis Medio- 
lani, que baberei contra aliquam singularém Persouam, Civitatis Venetiarum, 
sine dato, confessione , vel facto Comunis Mediolani. Et ad contractum cele- 
brandum super ipsa fine, pacto, et remissione ; et ad faciendum nomine Co- 
munis , et Hominum de Mediolano diclo Comuni , et Hominibus Venetianis 
ut supra omnes promissiones, et obligationes, et renuntiationes iiecessarias in 
ipsis contractibus ipsorum pactorum memoratorum , compositionum , et con* 
cordiarum eie. Item ad recipiendum nomine Comunis, et Hominum Mediolani 
ab ipsb Comuni, et Hominibus Venetiarum finem, quietationem, absolutlonem, 
liberationem , et pactum de non petendo , et non agendo ulterius , et totius 
Juris dicti Comunis, et Hominum Venettarumi remissionem. de omni, et toto 
eo, quod illud Comune, et Homines Venetiarum habere debent, et reclpere a 
dictis Comuni , et Hominibus. Mediolani qnalicunque de causa , titulo > seu 
modo, qui dici vel excogitari possit etc. Item.promtserunt, et obligaverunt 
vicissim de ipso fine, et pact^ et remissione^ et concordia j, et observationem 



SntANESI. ^7 

ìpsorum pactorwn , et dfetarum coinpo$itìonum , el concordiarum , et omnes 
GontractQS super predictis uecessarios, yel utUes^ et generaliter ad omnia, et 
singula facienda, et gerenda, qae in predictis^ et singulis, et eorum occasione 
utilia fuerint,' et que facere possent, ipsuro Comune, et Homines Mediolani si 
presentes essent. Promittentes super dictis nominibus, et modis super ippotbeca 
omnium honorum, rerum, et Jurium Gomunis« et Hominum Meaiolani ratum, 
gratum , et firmum , omni tempore habituros , et habfturum quicquid eorum 
Procaratores dixerint, et feeerint, et concesserìnt io predictis, et circa predicta. 
Dantes, et concedentesiÉominibos supradictorum eorum Sindicis, et Procura- 
toribns Hberam, et generalem administrationem, et iiberum, et generale man- 
datum omnium honorum , et rerum Comunis et Hominum Mediolani prò 
predictis omnibus, et singulis faciendis, et gerendis, et executioni mandandis, 
que in predictis, videbuntur eis facienda, et agenda. Aclum ut supra in dicto 
Palatio. Presentibus Martino Roba Filio Domini Jacobi Porte Tìcinensis, Pa- 
rochie Sancti Michaelis ad Clusam, et Jacobìno de Briosco Fiìio qd. Domini 
Lanteìmi Porte Orientalis , Paroehie Sancte Marie ad Passar?11am Notariis: 
Interfuerunt ibi Testes Girardus, qui dicitur Gratus Samaruga Porte Ticinensis 
Paroehie Sancti Matlhie in Moneta, Fìlius qd. Domìni Qdonis; et Atamaninus 

Rota FiKus Domini Porte Cumane , Paroehie Sancti Prothasii in 

Campo foris; et Bellatus de Arzago Pilius qd. Domini GuUielmi Porte Ver- 
celline Paroehie Sancti Petri de Liuti ; et Curadus de Casate Fiiius. qd. Do- 
mini Jordani Porte Orientalis Paroehie Sancti Babille , Tubator Comunis 
Mediolani Testes, Ego Robertus Burrus Fiiius Domini Yeroelli predicte Givi- 
tatis Mediolani Porte Romane publicus auctoritate Imperiali Notarius Cameni 
Palatii Comunis Mediolani predictis interfui et rogatus tradidi , et subseripsi, 
et ad seribendum dedi infrascripto Jacobìno Notario. Ego Jacobinus de Brio- 
sebo Fiiius Domini Lanteìmi Civiutis Mediolani Porte Orientalis Notarius 
jussu suprascripti Rubertini'seripsi. 

An. 1317. = Trattato' di commercio fra i Milanesi e i Veneziani, stabilito 
predetti procuratori. Ib, = Si omette, perchè è troppo Toluminoso. 

Idem. ^== Lega fra Matteo Visconte e Filippo di Savoja, principe di Morca, 
Lunig. CùAex DiplomaL Italia. Tom. fll. Par. IL 

An. 1320. =s Contratto fatto dal capitolo di san Giovanni di Pontirolo col 
permesso delVarciveseovo Aicardo. C/uirto m airhi9w TrivilHenti. 

Idem. a= Juspatronato della chiesa dedicata alla Beata Vergine presso a 
quella di santa Maria di Pedone, conceduto dall' arcivescoTO Aicardo al fon- 
datore di quella chiesa Jacopo Scaccabarozzo militie. Ckarta apud Seaccaba- 
Tozzios. 

Idem, s» Lettera di Bertrando cardiiìale e l&gato apostolico ai Prelati di 
Lombardia, ai quali ^notifica la scomunica da hii fulminata contro Matteo 
ViscoQte. Rainald. ad hune amum. 



308 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

An. 1521. ss Bolla di ^a Giovanoi XXJI, con cui scomunica solemieipente 
Matteo Visconte. Charta in archivio PP, Pradiealùrum Pajwe. ^ JOHAJNNES 
Episcopi!;» Servus Servonim Del ad futuram rei memoriam. Dudum quereli^ 
gravibos in Gonsistorio publico coram nobis propositis . contra Mattheum de 
Vicecomitibus de Mediolano , qui Giyitatis Mediolanensis , pasque districius 
temporale regimen per aKquos annos hjtctenas exercuit , et exercet , saper 
saevis oppressionibos, qaas Ecclesiis, Monasterits, et aliis piis locis, ac persoois 
Ecclesiasttcia, Secularìboa^ et Reguhiribus Civitatis et districtus pradictorum , 
realibus , et personalibus inferebat , frequentius ex^Hatis , eundem Matheam 
in forma citavimus infrascripta. Johannes Episcopus Servus gervorum Dei ad 
Gertitudiuem pnesentium et memoria futurorum. Paterna^ SoHtcitudinis gra- 
vitas Erga filios observantes Patria ofiicium diligenter exequitur, cum prò illis 
consilium Gapiens, pravis eorum non indulget affectibus, sed directionis virga; 
non parcens, illos, prout res exigit, dirigere satagit, refragrantes justitiss nunc 
frosni appositione refrcenans , none utilium verborum adiectione castigaas. 
Dudum siquidem in Gonsistorio publico fuit proposituro coram nobia, quod 
Nobilis vir Mattheus Yicecomes, qui Givitatis Mediolanensis, ejusque districtus 
Temporale regimen per aliquos annos exercuit, et esercet, Ecclesiis, Monasteriis, 
et aliis ptis Locis» ac personis Ecclesiasticis, Secularibus, et Regularibus Givi- 
tatis^ et districtus pnedictorum Gollectam seu Talliam dec«m milium librarum 
ustialis monetee propria temeritate imposuit , ac per spoliationem rerum et 
Gaptionem personarum ipsarum, et Gorponim Gruciatua, hujusmodi colìectam 
extorsit ab eis, Gapi. et incarcerarì facìens, Adigerium de Parma dictum, tunc 
Vicari4im Bome Memori» Castoni olim Archiepiscopi Mediolanensis, ut impo- 
sitioni, et extorsioni dictae collect» pr»staret assensum; ac colìectam Trigìnta 
milium librarum tertiolorum Ordini,Fratrum Humiliatorum Givitatis, et distri- 
ctus praedictorum duxit prò suo libito imponendam , ìpsamque per officiales 
suos violenter extorsit ab eis, roittendo stipendiarios soos per domosipsorum 
Fratrum ad comedendum , et devastandum bona eorum , ex eo quod dictam 
pecuniam non solvebant ; ac c«pit , et Garceri mandpavit Religiosum virum 
Fratrem Beltramum, tunc Generalem Hagistrum Ordinis Preelibati^ ex eo quod 
consentire nolebat, quod hujusmodi collecta dicto Matheo per Fratres sui 
Ordinis solveretur, Nec iis contentus, sed extendens amplius potestatis abusum, 
Galvaneum de Melegniano Fratrem dicti 'Ordinis, qui in impositione, et extor- 
sione dietae Collectae favebat , et assentiebsft eidem , per impressionem fecit 
eligi , et intrudi in Magistrum Ordinis memorati ; Ac Petrum de Yigolono 
Fratrem dicti Ordinis , et Petrum de Lamerla tunc Prelatura domus Sancte 
AgathflB Mediolanensis ejusdem Ordinis Gapi fecit, et dirissime tormentari, ac 
^etiam Albertiiium de Gantarellis ejusdem Ordinis Fratrem similiter Gapi faciens, 
ipsum fecit trìbus diebus juxta eculeum in Garcere detineri. Domum etiam 
omnium Sanctorum dicti .Ordinis Laudensis Dioecesis per Gentes suas fecit 
funditus demoliri, ac Oli veri um Fratrem domus Sancti Joannis de Alexandria 
Presbiterum dicti Ordinis, per Marcum Filium suum Gapi, et duci fecit vio- 
lenter ad Palatium Gommunis Allexandri» et diris qucestionibus tormentari, 
idemque Oliverius semivivus relictus ad Givitatem Papiensem in quadam 
navicula fuit delatus. Jacobum etiam de Alliate Fratrem Ordinis saepe dicti 



MILANESI. S09 

per impressionem procura\it et fecit eligi, et intrudi in Magistrum dieii Or- 
dini» Generalem. Ex quìbus qaidem Religiosorom Captionibus , tncarceraiio- 
nìbos , Tormentis , seu quaestionibus personarum non est dubium , eundein 
Matheum, si prasoiissa ventate nitantui ., diversas excomunicatìonatn Sententias 
latas a Canone incurrisse. Nos itaque iis , quse saper hijyusmodi Sacrilegiis , 
et oflensis , eoram nobis , et Fratribus nostrìs fuere proposita noìentes aures 
credulaa fociliter adhibere, venerabili Fratri Nostro Berengario Episcopo 
Tosculano comnùsimus Oraculo viv» vocis, ot videlicet an idem Matheus super 
pnemissis laboraret infamia per fide dignos Testes se ptenius informare, qu»* 
cumqae super ib inveniret nobis postmodnm relalurus, qui de praemisàs per 
plures Fide dignos testes, quos is recepisse dinoscitur diligentius se informans, 
reperii eundem Matlieum super bujusmodi Sacrilegiis , offensis, et excessibus, 
prò ut ex ipsius Episcopi relatione in Fi-atrum Nostrorum prssentia fideliter 
noiiis facta, percepimus, graviter infamatum. Pnemissa igitur per enndenr 
Matheum in Dei Omnipotentis in|urìam > Aposfòlicas Sedis Contemptum , Ec* 
clesiarum, Monasteriorum, et Piorum Loconim> ac Personarum Ecclesiasticarum 
enorme dispendium , Pidelium quoque Scandaìum , et detestabilem exeropH 
pemìciem, ut dtcìtur, perpetrata, dissimulare absque gravi offensa Domini non 
vakntes, cum ipsorum correctto, et punitio, tum quia reatus Sacrilegii cogni- 
tio, et punitio ad Ecclesiasticum forum spectat, tum etiam, quia Vacante Im« 
perio, sicttt et lune vacare dignoscilor, ad nos et Aposlolicam Sedem pertinet 
excedenti um hujusmodi in Imperio coosistentium ausui comprimere, q>pressiones 
toliere, ac l«sis,et oppressis justitiam ministrare, ac proptereaad inquisittonem 
veritatis , oifensanim , et exoessuuni predietorum , apud Sedem Apostolicam 
com certo sit certius, et notoria faeti evidentia omnibus notum reddai, quod 
in Givitate, et districtu prndictis, quorum ut pr^mittitur temporale regimen 
idem Matheus noscitur exercere, per neminem centra eum fieri posset Inqui- 
sitio praemissorum, procedere intendentes, et considerantes, quod propter ha» 
et ipsius Mathei sarvitiam manifestam, et foventem sibì quorundam. vicinorum 
Loconim malitiam, prò ut etiam certum reddit rei indubia certitudo, prssentia 
eiusdem Mathei, in ejus domicilio, sive loco, per eos quibos citationis nostra 
feciends de eo committeretur execotio adiri non posset libere, sive tute, cum 
Fratribus Nostris super iis deliberatione prtthabita , cogente justitia , infra- 
scriptum modum Gitandi Eundem Matheum , de ipsorum Fratrum Consilio 
elligentes. Tenore priesentium, prsesente multitodine Copiosa Pidelium, citamus 
Eundem, ut idem Matbeus, infra trium mensium Spatium, a data gnesentiujn 
nnmerandornm , quod sibi prò pereroptorio termino assignamus , sub decem 
milium marcarum argenti, et ammìssionis omnium privilegiorum Hbertatum, 
iramunitatum, Gratiarum, Feudorum, honorum jurìum, officiorum, Honorum, 
et Concessionum quorumlibet ab Ecclesia Romana et Imperio, et quibuslibet 
aliis Ecclesiis concessorum eidem, poenis etiam si hujusmodi tcrminus in tempus, 
vel diem inciderit feriatum. Apostolico se conspectui Personaliter reprassentet, 
faaurus super iis, et recepturus quod justitia suadebit; Alioquin centra ipsum 
ad piBuas pnediclas, et alias prout justuni fuerit, et expedird viderimus, pro- 
cedemus^ ejus contumacia non obstante. Et ne idem Matbeus satagens forte 
bujusmodi citationem eludere, quoque modo causetur iter ad Sedem prsedictam, 
GiuUni, Documenti Illustr. 



210 DOCUMENTI ItLUSTRAnVI 

yeì ipsam sibi non esse securaro, licei nìanifestum existat, quod idem Matheus 
de CiviUte , et districtu Mediolanensi per terras et loca sibi non suspectso 
usque ad Givilatem Aviiàonensem/ in qua cum Rcmana Curia ressidcmos^ venire 
possi! lìbere et secure\, et in dieta Curia, in qua orones securìtate gaudente 
cum Sedes Apostolica cunctis ad ipsam venientìbus locam su» ressidenti» 
libenira exhibcal et .securum, non oporteat de securìtate quomodolibfd dubi- 
lare, Garissìmus quoquo Filius noster Robertus Rex Sìcili» Iltustris ob rove- 
rentiam dicts Sedis omnibus vcnientibus ad eandem non solum non exibeat 
se infestum, sed per se et gentes suas benigne prossequatur cosdero, omnibusque 
ad dictam Sedem venienlibus, in veniendo ad eam, moraado et redeundo, per 
se et gentes suas proìdictas securitatem generaliter duxcrit concedendam ^ 
tamen ex habundanti, ut omnis sibi eludendi citationem bujusmodi matteria 
subiraatur, Venerabiles Fratres Nostros universos Patrìarcas, Archieplscopoe» 
et Episcopos, et Generaliter universo £cclesiarum Prslatos, et Carissimos in 
Christo Filios nostros universos Reges et Ceteros Principes Seculares , ac 
Dominos Temporale, seu Reotores, et oiBcìales , ac Regimina exeroentes, et uni- 
versitales Civìtatum, Castrorum, et quorum cumquc loeorum, per que iter idem 
Matheus veniendo ad dictam curiam est facturus » per aliias nostras literas , 
quas eidom MatheOi si ipsas sibi expedire viderit, et faabere voluerìt, per 
dilectum FiHum nostrum Bertrandam Tit Sancti Marcelli Presbiterum €ar- 
dinalem Appostolic» Sedìs Legatura in illis partibus commorantem mandamus 
et volumas , per certum ipsius Mathei Nuncium , si eum super hoc ad pne* 
sentiam ejusdem Legati dìrexerit assignarì , rogandos duximus attentius et 
hortandos, ut eundem Matheum eum familiaribus , equitaturis, et rebus suis 
omnibus per terras, et loca eorum tam in veniendo ad nostram, et diete Sedia 
priesentiam , quam etiam redeundo, transire absque impedimepto aliquo per« 
mittaot libere, et secure, eique de securo conductu, cum eum, una cum Fa^ 
roiliaribus, equitaturis, et rebus suis per terras et loca pnedicta transire 
contigerit, et illum ab eis duxerit postullandum, in eundo, morando, redeundo^ 
prò nostra et ùìcUr Sedis reverentia studeant Uberaliter providere. -Nos etiam 
dictum Matheum prò se, Familiaribus, ac rebus suis prsedictìs in veniendo ad 
dictam Sedem, morando, et redeundo sub proteclione nostra, et Sedis reeipimus 
memorate. Et uti contra processum citationis hujusmodi , omnis Calumnis 
ToUatur occasio, cartas^ si ve menbranas, processum continente» eundem apendi 
seu affigi in roajoris Avinìonensis Ecclesiie hostiis iaciemus, qu» processum 
ipsum suo quasi sonoro preconio et patuln indicio publicabunt; Ita quod idem 
Matheus nullam possit excusalionem pretendere, quod ad eum talis processus 
non pervenerit, vel quod ìgnorarit emidem ; Cum non sit verissimile remanere 
quo ad ipsum incognitum, vel ocultum, quod tam patenter omnibus publicatur. 
Dat. Avinìon. In Palatio Ejusdem Ecclesie Avinionen. XIIII. ^KL Decembr. 
Pontilicatus nostri anno V. Quamvis igitur predictam Citationem sic solemniter 
babitan», ac presente multitudine Copiosa Fidelium sit publice promulgatami ad 
ipsius Mathei notitiam pervenisse nuncii, et litere ejusdem Mathei ad Dilettum 
Filium nostrum Bertrandum tit. Sancti Marcelli Presbiterum Cardinalem Apo- 
stolice Sedis Legatura in illis partibus commorantem super hoc missi, et per 
eundem Legatura super iis ad nos litere postìnodum destinate evidentius 



MILAXRSr. 211 

manifestent,' dmtug umen Matheus praBdictìs excessibus contumacitt saper a't- 
dendo contemptnm eom]iarar6 coram nobis in eodem Termino, vtdelioet XII. 
KI. Martii proxìme pneterilo Ponlifiratus nostri anno V , contamaciter non 
curavi t. Et Hcet ob bajtismodi contuniaciam manifestam potuissemos in dicto 
termino,- erigente justitia, procedere centra eum ; tamen de Fratrum nostrum 
Cousiito, eundem Matheum in sequentem diem de gratia duidmus expectandum^ 
in qao etiam dicto Matheo, vel alio prò eodem minime comparente, adhuc in 
diem pnesentem proximo suhsequentem ipaum duximus expectandum, et cum 
nec tunc ipse, nec alius prò eodem coram nobis comparere, vel ejus absentiam,, 
sen contamaeiam excosare curaret, cum eisdem Fratribus super hoc delibera- 
tiooe prsehahita de ipsorum Consilio eundem Matheum repntamos^ et pronun- 
ciamus, exigente jiistitia, contumacem^ ipsumq. propter dictam contumaciam 
auctoritate Apostolica exeomunieatìonis rinculo innodamiis, decementes aucto- 
rilate pmdicta eontra eum fore ad paenas alias in prarmissiB citationis pro- 
ee»u contentas; et alias eontra eum spirìtualiter, et temporaliter procedendum, 
sicat preedictoram oxcessuum enormitatem , et ejusdem contumacia» indurata 
proterviam viderimas postulare. Dat. Avinion. X. Kl. Martii Pontificatus Nostri 
anno V. 

An. 1322* =» Sentenza di Bertrando cardinal legato^ di Aicardo arcivescovo 
di Milano, e degli inquisitori di Lombardia, contro Matteo Visconte. Vghel. 
Tem. IV. uhi de Arckiep Mèdiol, m Aicardo, 

Idem, ss Lettere credenziali date da Federico d* Austria, eletto re de'Romani 
*a Ire suoi legali, e da essi pubblicate il TriViltio. Ckarta m Arehmo Trivil- 
lieniL = ^m Rodulfus de Hedden Miles, et Johannes de TurraDominus^Castelionia 
in Yallcsio, ad Universorum Sacri Romani Imperit Fidelium notitiam publi- 
cam volumus pervenire, quod ex potestà^ nobis concessa a Serenissimo Prin« 
cipe Domino nostro Domino Federico Romanorum Rege semper Augufete, et 
per ipsius patentes lilteras sue Majestatis sigillo pendente munitas, quarum te- 

nor sequilnr in hac lornu Federicus Dei gratia Romanorum Rex 

semper Augostua. Ad universorum Sacri Romani Imperìi Fidelium notitiam 
publicam volumus pervenire, quod cum Nos Nobiles Yiros RoduHum de Hed- 
den Cottsanguineum nostrum , et Jobannem de Turre Dominum Castellìonb 
in Yallesio, et honorabOem Virum Magistrum Hermanum De Stochra Secre- 
tarìos , et Familiares nostros Dilectos > nostros Procuratores in solidum con* 
stituerimus , et Nuntios speciales ad exigendum , petendum , et recipiendum 
nostro et Sacri Imperli nomine ab universis Givitatibus, Castris, Yillis, fìurgis, 
et a Rectoribus^ Gommunitatibus, et Hominibus eorumdem in Lombardie parti- 
bus costitutis, ^t Romano subjectis Imperio, nec non a Baronibus, aliis Ndù- 
libus, YasalliB, et Feudatariis, et Fidelibus partium earundem recognitionem, 
et Fideliutis debitum Sacrameutum, eisdeia Nunciis nostris hanc potestaiem 
duxiouis concedendam , ut prout opportunum fuerit cum dictis Givitatibuì» , 
Gastris, YilHs, et Burgis, ac Nobilibus, et Fidelibus prejfatis tractare valeant 
de confinnandis ipsis per Nos ipsorum privilegii^, et gratiis a Di vis Impera* 
toribos et Regtbus Romanorum Predecessorifous nostris rito et rationabiliter 



2ìl DOCUMENTI ILLUSTBATIVI 

concessis ; ipsaque promittere per nos item conQrroari ; ratum et gratum habi- 
turi quicquid per eosdem^ vel duos ex ipsb in hac parte actum foerit in pre- 
missìs. Promittentes nostras Regales Iftteras eìsdem concedere juxta tractatus 
super hujusmodi confirmationibus habitos, et nostro Regali sigillo communire. 
In quorum omnium tesUmonium dictìs nostris Proeuratoribus has nostras litteras 
scribi^ et nostri sigilli muniminejuseimuscommuniri.Datumin ScafusaXIIU.KaL 
Juliì Anno. Domini Millesimo trecentesimo vigesimo secundo. Regni vero nostri 

anno octavo Et omni modo, et jure quibus melius possumus , 

nomine ejusdem Domini nostri» et prò eo ad supplicationem Communis Castri 
de Trìvi! lio Grasso debito tractatu, et deliberatione premissis promittimas per 
beo scripta, quod idem Dominus noster ommia et singuia privilegia, et gratias 
eidem Comuni a Dìvis Imperatoribus, et Regibus Romanorum rite , et ratio- 
nabiliter concessa, et conccssas coniirmabit, et suo Regali sigillo communibìt, 
ad instar Dive Recordationis Domini Henrici Romanorum Regis immediate 
Predecessoris prefati Domini nostri. In quorum te^imonium presentes fieri 
fecimus et nostrorum sigillorum appcnsione munìri. Acta, et data in dicto 
Castro de Trivilho Grasso in platea ejusdem Comunis. Anno Domim mille- 
simo trecentesimo vigesimo secundo^ Indictione sexta, die Martis quartodecimo 
Septembrìs. Presenlibus. Alberto de Turre Fratre nostri }obannis predicti ; 
Ottoni de Gutueris Astensi. Et Federico dicto Bet de Scafusa , et plurìbus 
aliis Testibus vocatis^ et rogatis hujusmodi confirmationi. Et ego Conradinus 
dictus Garbaglinus de Arochis publicus Medìolani Imperiali auctoritate Nota- 
rìus, dictorum Dominorum Scriba predictis ìnterfui , et rogatus publicavì, et 
testimonium me subscrìpsi. — Ego Petrìnus Filius Domini Ifagistrì Zaniboni 
de Gascho de Pergamo Notarius publicus Imperiali auctoritate hanc cartam 
jussu suprascripti Corradini dicti Garballi Notarìi scripsi. 

Idem, «s Lettere scrìtte da Galeazzo Visconte a Monza. Bomncon. Jihrigia. 
Lio. lU. Cap. V. 

An. 1533. = Privilegio conceduto dal conte di Marestetem, vicario impe- 
riale, in favore degli zecchieri di Milano. ArgeUai. De Moneiis Tom. IL 
pag. 263. 

> 1520, » Lettera di Lodovico Bavaro, eletto re de'Romani alla Comunità di 
Milano. Bontncùn. Morigia. Lib, III, Cap. 39. 

« 1527. « Ricevuta fatta dal medesimo prìncipe ai Triviliieai delle solite 
sei marche d'argento. Qiarta in archivio TrimUieìui. 

Idem. « Decreto dello stesso principe, con cui costituì giudice ordinario del 
clero milanese Giovanni Visconte, ìq assenza deirarciv. pubblicato da Giacomo 
Visconte. Charta in archivio Amòronano. «: In nomine Domini Nostri, anno 
a Nativitate ejusdem 1327, indictione X, die lune 17 Augusti. Veneraudus vir 
Dommus Jacobus Vicecomes Mediolanensis Eeclesie Ordinarìusjudex Clerico- 
rum, et causarum suarum auctoritate Regia, astans in Ecclesia Medìolani, ju- 



MILANESI. 213 

h 

xta. Altare Majiis, ad peliiionera, ac requìsitioiiem plurium de Clero Medtolani 
ibi exisitentimn, et ab eodem judice postulantium, et requirentiam ìnfrascripta 
debere fieri precepit mihi Paximo de Sarono Notario publico infrascripto, ut 
debccent aatenticare et insÌDuare, et in publicani formam redigere infrà^criptum 
Privilegium Sigilli Serenissimi Principia Domini Ludovici Regis Romanorum apen* 
siane munitum, ad hoc ut de cetero ei piena lldes adhibeatur tanquam publice 
et aatenttce, el Originali Scripture, cujus Privilegii tenor talis estLudovicus' 
Ilei gralia Romanorum Rex semper Augustus. Ad hoc nos ille qui celum ter* 
ramq* regit sua omnipolentl Ordittatioae constituit, ut inter cetcras nostras 
solicitttdiDes h^ sii quasi precipua Ordinum Imunitates seu libertates Cleri- 
Gonim ommum Secuiarium, seu Religiosorum, nec non totius status Bcdesia- 
stiei conservale, manuteuere, ac defendere , jmo eiiam ut eultus divinus ex 
hoc snmat uberìus incrementum promovere et augere frequentìus debeamus. 
Ne igitnr prò defeetu Pastoris/ aeu Archiepiscopi Ecclesie Mediolanensis, qui 
eandem Ecclesiam propria temeritatev videìicet non recognoscendojiis nostrum, 
et saeri Romani Imperli, cujus tanien nos sumus verus Guberoator, et Rector; 
coostitaens se nostrum , et dicti Romani Imperii hostem publicum, et rebel- 
lem , tamquam repadiatam dimisit , et multo tempore ipsi debite consola* 
tionis, et rèfrigerii umbram subtraxit, nervum Ecelesiastice, seu Glericalis re- 
ligioaìs ac discipline, in dieta Ecclesia totaliter disrumpatur, Universo ergo 
Clero . . . . Prepositis .... Abbatibus .... Prìoribus, Canonicis, nec non 
aliis quibuscumq. Ecclesiasticis perscmìs sive locis exemptis, et non exemptis, 
Civitatis, Diecests, et distrietus predictorum favorabiliter consnlere cupientes, 
ipsii» ac Ecclesie Mediokmensi antedicte bonorabilem, ac Sapientem virum Joan- 
nem de Vicecomitibus de Mediolano, de cujus fide , et devotione flduciam 
specialem gerimus Judicem Ordinarium damus, facimus, conslituimus, et usque 
ad nostrum, et Sacri Romani Imperii beneplacitum presentibus ordinamus. Sic 
quod ipse in Clericos, seu quascumque Ecclesiasticas personas exemptas , et 
Don exemptas dictorum Civitatis, ac distrietus, vel reos, a«t reas per so, vel 
per alium, aut alios possit jurisdictionèm exercere, et justitiam exibére tem- 
poralem omni modo, sicut Archiepiscopus Mediolanensis Ecclesie, vel ejus Vi- 
carius generalis si essent, possent personaliter exercere , Brachium etiam cu* 
jaslibet Secularis judicis prò exercenda, seu sustinenda hujusmodi jurisdictìoné 
et justitia prefàtus Joannes, vel ejus Yicarius Generalis cum opus fuerit im- 
plorare poterit , et debebit. Et idem Secutaris judex prò exocutione jurisdi- 
ctionis ipsios debet ipsi D. Joanni» vel suo Vicario, cum requisitus fuerit, sub 
penna indignationis Nostre, nec non majorìs penne quam Nostro Arbitrio Re- 
servamus ulterius infligendàm , in omnibus effisctualiter cooperari. Nullus ergo 
Vìcarius, Rector Capitaneus, seu, jusdicens in Civitate, Diecesi, et districtu 
prenùssis in Clericos, sive Ecclesiasticas personas antedictas, nec non in bonis 
etsingu1is,que Ecclesiastico statui pertinere dinoscuntur jurisdictionèm, seu justi- 
tiam possit, vel audeat in antea aliqualiter exercere, nisi per dictum Joannem, vel 
^ ejus Vicarium , vel alium, quem eis imposterum duxerimusjudicemdeputandum fue- 
rit specialiter requìsitus, et ipsius adsit expressus beneplacitus, et assensus, sicut pen- 
nas inferìus expressa volunt evitare. Ad hec etiam de solita nostra clementia 
prefatis Clero, et Ecclesiasticis personis hanc gratiam facimus spetialem, quod 



214 DOCUME^fTl ILLUSTRATIVI 

auHus Yicaritts Rector, ye\ PofesUs, seu jurtsdictionem aliquam èxercens tempo- 
ralem^alìave persona eujttscuiQque,d1gni(atis admìmstrattonis, status, et condilìo- 
DÌs exìstat nulla nec Ecclesie, Te) universitatis Hediolanonsis, vel alia de celerò 

ullam talleam, ve! collectam , aut impositionem Abbatihus Prepanitis 

Arcbìpresbiteris Monasteriis , Hospitalibns , alltsye EoelestU vel Ecclesiasticìs 
Peì^nis quibuscumq. vel eorum bonìs , vel alt» prò eis , vel eorura ceca- 
aìoiie directe, vel indirecte quociinq. quesito colore de cetero imponere, 
nec Impositam exìgere quoquomodo presumat; Sed potius ipsos deflfondere 
teneantur a predictis. Nos etiam in antea, nec aliquis nostro Nomine, 
vel prò fiobis allam taleam, seu collectam de tpsis ecclesHs, ecclesiastìcis per- 
Sonia, vel eorum bonis, et possessionibas, et rebus quibuseunq. sihi, vel eeele- 
sirs, Monasteriis vel piis locis pertinentibus imponere, petere, vel exigere, nec 
etiam recìpere debemus, ve) debet quoquomodo, nist casus forte contingat, quod 
prò nostris, et Imperli necessitatibus predictarum Ecclesiasticarum personarum 
aubsidio egeaipus, tunc enim ipsi nobis tantum prò taUea et collecta annua qua- 
tuor millia Flovenorum Aurì Uberaliter solvere debent ad nostram requisii io- 
nem, ac Mandatum spettale , et non afìas, que tallea , seu collecta exigenda 
est per predletum Joannem judieem , vel per alìum, qui tunc teinporis per 
nos fuerit judex ordiaarius conslituius. Si qais autem contra predtcta, vel eo^ 
rum aliquod lacere, ausus fuerit, vel inobediens extiterìt amissione msui Sa- 
tani, privationem omnis jurisdictionis» et oujuslibet administrationis sue indi- 
gnationem Nostre Regie Majestatis , et Kotam perpetue infamie incur^at Ipso 
facto. Givttas vero, et UniversHas contrafaciens penara decem millium mar- 
carum argenti incurrat etiam ipso facto quarum medietas fisco nostro , alia 
veFoinjurìam passo applicetur. Persona vero alia quelibetsinguìansjorisdictìone 
et administratione careós premissis gratiis nostris contraveniens indignationém 
Nostre Regie Majestatis , notam perpetue infamie et omnium suorum honorum 

publicationem in fiscum • . se etiam ipso facto noverit 

incurisse. In quarum omnium robur, et evidens testimonium presentes Nostre 
Regie Majestatis sigilli munimine comunttas dedimus super eo. Datura Medio- 
lani, quarto die Mensìs Julii, anno Domini 1527, regni Nostri anno XIU. A- 
ctum ut sapra presentìbus Domino Zonfredo de Castana Canonico Ecclesie 
de Modoetia, D. Guilentìo dela Strata, et Philipolo Sossio Canonicis S. Ambrosi! 
Mfdiolani testibus, ad hec vocatis et rogatis. ' 

Ego Petrìnus filius D. Carloti de Sarono Civitatis Mediolani, Porte Verce- 
line , Parochie Monasteri novi predictis autenticationi et insinuationt presens 
sui, et liane autenticationem,.et insinuationem cum autentico dicti privilegii 
diligenter auscultavi, et quia cum eo concordare inveni, ideo tradidi scripsi, 
et subscripsi. 

An, 1520 =3 Lettera de*Signori Visconti scritU da Pisa alla città di Milano. 
Boninccn. Morigia Lio, 111, Gap, XXXIX, 

Idem = Lettera credenziale data da Lodovico Bavaro, hititolato imperatore 
a Lodovico duca di Ték, da lui creato castellano di Monza, id, ib. 



An, iSì9, tss Diploma del medesimo prìncipe, con citi concede il feudo di 
Yidigulfo a<»kicobino da Landriano. Charta apud Capitaneot de Landriano. 

Idem. =» Diploma del medesnio prìncipe, con cui concede SI iéndo di Ca- 
stelletto mit Tesino ad OU(»ìno Visconte. Charta apud Marckùmeè VkecemUn 
de Arogmia, 

Idem ss Diploma del medesimo principe, con cui concede il feudo di Ga- 
aldlambro ad Uberto da Bewatpò.Ckartainùrehimo OficH Pani^otarum. Cod» 
Sign. B. pag. 346. 

Idem. ^» Accordo fra il predetto prìncipe ed Aioqe Visconte. Corto ioUo 
fueU'anno. Lumig. Tùm. 1. pari. L Cod. Dq^lmai. lUUk». 

Mita, Btf: Lettera di papa Giovanni XXIf^ad Aconeed a Giovanni Visconte 
Bainald. ad hunc ntmum. 

Idem, «B Statuti della canonica di s. Ambrogio^di Milano. Caria m archivio 
e/usdem Gammoa. 

Alt. 1330. ^sr Decreto della comunità di Milano, per la elezione di Asone 
Visconte in suo signore, e per l'approvazione di nuovi statuti. Sitonue Mmum, 
Viceeam. pag, 6. et seqq. 

» I33t. *^ Prìvilegìo di Giovianni re di Boemia a favore della comunità 
di TrìvUlio per un aeqnidotto. Ckarta m arehivw TiivUii. «» Johannes Dei 
gratta Bohemie, et Polonie Rex, Lucemburgensis Comes, Brìxie etc. Dominus 
Providts, Virìs Vii^ario, Consulibus, Consilio, et Comuni de TrivilHo salutem 
sinceram. Volentes vobis gratiam facere specialem intnitu Spectabilis Virì Lu- 
dovici de Sabaudia Domini Vavdi AiBnis nostri Dilecti , et Nobilis Viri 
Guilielmi de Castrobarcho nostri Vicarii Pergamensis, qui prò vobis ipsam 
gratiam ,a Nobis eum instantia postularunt. Concedimns , et decemlmua , ut 
possiti» ducere , et decurrere facere a Fiumine Brembii de nostro Territorio 
Pergamensi ad Terram de Tgvillio , et per ipsum territorìum aquam , seu 
Seriolam, quam , et sieut estis hactenus ducere consuetL Volentes , et vobis 
etiàm pollicentes, quod noUus Subdilus, aut Oi&cialis noeter Vos in aqueductu 
predicto de cetero turbare, vel molestare debeat, seu aliqualiter impedlVe. Man- 
dàmus igitur Vicarìi8> etOfficialibusnostrìSjpresentibusetfufturis, C<Mnuni, et 
Homlnibus i^ergami, et aliis quibusounque. Subditis et Fidelibus nostrìs, qna- 
tenus predictam nostram gratiam vobis debeant ìnviolabiliter observare , et 
facere obser>'averì , indignationem nostram et penam^ quam prò motu Règio 
imponere voluerìnius incursurì , si sécus presumpserint attemptare. lU' cujus 
rei testimonium presentes conscribi, et sigillo nostro Regio Jussimus communlri. 
Datum Parme, anno a Nativitate Domìni Millesimo trecentesimo trigesimo primo, 
die prima mensis Junii. 

Noe Ludotious de Sabaudia Dominus V vaudi etc. Notum facimus universis, 



216 OOCUXENTl ILLUSTRATIVI 

quod Nos vice, et nomine Serenìssimi Prineipis Domini nostri Domini Johàn- 
nts Dei gratia Bohemie, et Polonie Regis^LucemburgensCoroitis, BrixJe, Pergami 
etc. Domini, habuimus, et recepimus a Gommunitate Trìvillii prò restitutione 
aqae decurrentis a Flumine Brembi ad Gaslrum TriviUii Mille sexcentum Pio- 
reno» aurì de Florentia boni ponderis et legalts. In c^jtt8 rei lestimomiun 
sigillum nostrum presentibus duximus apponendum. Datam Pergami quinta- 
dceima die mensis Junii, Anno Domini millesimo trecentesimo trigesimo primo. 

Ah. 1852. sa Testamento di Giovannino da Ganciano condannato a morte. 
Ckairia m arehwio Ho$pitalis S. Jaeobi^ nunc in aràhivio Orphanairophii SaneU 
Martm. 

• 1833. =a Decreto del Tribunale di Provvbione di Milano intorno ai daij. 
Charta ex Codiee March, Corradi pag. 69 » In nomine Domini, anno a Na* 
tivitale ejiisdem MGGG)CXXIII. Indictione prima, die Veneris XYI. mensb 
Julii. Dominus Joannes de Mangano Vicarìus Magnifici Domini Aionis Vice- 
comitis Mediolani ( Domini )' Generalis, et Duodecim Presidentes Provisionibus 
Gomrounis Mediolani de voluntate, et beneplacito illius Axonis» de eonservatione 
Datir denariorum XII prò lipra, quod coìlìgitur ad Portas GivitatÌ3, et iilud 
Datìum ad utilitatem ipsius Gommuniseiigatur. Providerunt, et ordinaverunt, 
quod quMibet Persona undecunque sit, et eojuscumque status, et conditionis 
existat, vel habitus sit, que de cetero emerit, vel emi fecerit aUqoos equos, 
vel equas , seu aliquas mercaotias , sue res de quibus solvi debeat dictum 
Datium , aut solitum sit aolvi ab aliquibus Personis totaliter non suppositis 
jurisdictioni Gommonis Mediolani, leneatur, et debeat solvere de ipsis equis^ 
vef equabus , et rebus dictum Datium prò ipsis vendentibua sub pena amts- 
sionis tpsorum eqnorum, meroadantiarum, et rerum, quasemisset ab ipsis non 
suppoeitia jurisdictioni, et ultra condemnetor arbitrio Judicis Officio dicti Datii 
deputati. 

Itemque index presidens Officio dicti Datii, et qui de cetero deputatn fuerit 
ipsi Ofiicio possit, et ei licitum sit facere banniri quoscunque , qui accusati 
fuerint , vel contra quos procederei , vel fieret aliqnod processum occasione 
illius Datii, quomodocunque , etiam elapsis octo diebus post requisitionem de 
eis factam , non obsUnte statuto loquente , quod elapsis octo diebus post re- 
quisitionem factam de aliqua Persona non possil dari bannum , eV si daretur 
non valeat etc. ut in ipso statuto etc. et non obstantibus aliquibus aliis 
Provisionibus, juribos, factis noe ordinationibus in contrarium loquentibus; ei 
quod ipsum bannum datum per ipsum Dominum Judicem elapsis dictis octo 
diebus et quomodocunque, tempore quo yoluerit , ac si datum foret termino 
octo dierum. 

Item quod quelibet Persona imdccunque, et cujuscunque status, et edadi tionis 
exiaut, que de cetero vendiderit, seu vendi fecerit, aliquos equos, vel equas, 
_8eu mercantias, seu res de quibus solvi debeat dictum Datium, aut solitum sit 
solvi, aliquibus Personis totaliter non suppositis jurìsdietionis Gommunitatis Me- 
diolani teneantur, et debeant solvere de ipsis equis, vel equabua, mercantiis,e 
xebus prò ipsis ementibus, prò introitu^ et exitu, et hoc sub pena amissionis 



iiaA.\Esi. 217 

ipsorum quorum, et equarum, mercanliarum, et rerum, et ultra condemnentur 
arbitrio Judicis illi OOicio deputati. 

Item quod Judex presiden» Officio dicti.Datii, et qui preerit de cetero babeat 
plenum , et raerum arbitrium procedendi ad condemnattones , mulctandi , et 
puniendi quoscunque fraudaotes, et fraudare volentesjseufacieates contraforoìam 
sUtatorum, et Ordinaoientorum Gowudìs Mediolaoi factorum super dicto Datio. 
Non obatantibus aliquibus joribus comunibus, nec etiain Statutis, Provisìonibus 
et Ordiiiaoiemis Comuois Mediolani; et non obstante quod locus ccmmissì crimi* 
nis non fuerìt deolaratus, deterroinatus , vel eoherentiatus por coherentias, et 
quod non possit opponi super aliquibus processibus faetis, et fiendis per ipaum 
Dominum Judicem de incertitudine, nullitate, et obscuritate, et quod omn^ 
processus facti, et qui fient per Domiuum Judicem valeant^ teneant, et obti- 
neant omnem roboris firmitatem, ac si in ei3 foret omnis juris^consuetudo 
servata ; et predieta omnia , et «iugula possit facere dictua Dominua Jud^x , 
et ei lieitom sit sine strepitu, et figura Judicii; omnium jurium Communiuro, 
et Monteipalium solemnitatibus omissis. 

An. 1334. =s Sentenza del podestà di Milano e della sua curia contro di un 
nolajo falsario. Corto m ttrehmù Coiiomconim S. AmbrosH. 

Idem, m Vendita di parta di un acquidotlo fatta dai signori della famiglia 
della Torre alla comunità di Trivillio. Corto in archivio TrioilUL 

An. 1335. =s Giurisdizione accordala dal signor di Milano ai Monzesi. De* 
ereta antiqua Mediolani Duewn, pag, 48. 

-' 1336. =s Capitolazione fra Azone Visconte, e Francesco Scoto, perla resa 
di Piacenza. Lunig. Codex Diplomai, Jtalim. Tom. /, pa^L L 

• 1357 =3 Stabilimento dello spedale di santa Caterina in Milano. PurieeL 
Nazar. Cap. 116. Gto. Antonio Castigìioni. Onori di Santa Caterina, pag. 19. 

» 1339. <=s Istrumento di procura fatta da Giovanni e Luchino Visconti 
in Goidotlo del Calice per affari col sommo pontefice. Raiìiald.ad an. 1541. 
num. 29, et seqq, Ughel, supracit. in Joanne Yicecomiie. 

• 1340. £» Istrumento di procura fatta da* Milanesi nel medesimo Gui- 
dotto per ottenere dal papa Tintera assoluzione dalla scomunica, e dall* in- 
terdetto. Charta in Codice Annaliwm Mediùkaneimìim servatum Novariat^ et apud 
ìhrMonet de Fognano Mediolani, et alibi. Sorman. De Ànatkemate. Cap, VII. 
tu fine et Cap. VIIL Si omette per essere troppo voluminoso. 

Idem. => Fondazione di un beneficio parrocobiale nella chiesa di san Na- 
sarò alla Pietra Santa di Milano, chiesa di Juspatronato della famiglia de' 
Capitani di Landriano. Charta apud Capitmeoe de Landriano. 



218 DOCCMBNTI ILLUSTRATIVI 

An. i340. mM Vendita di alcuni beni in Vedano ai frati ed alle sorelle della 
Gasa di Vedano dell'ordine dì sani* Agostino. Charta in archivio Ambrosiano, 

• i34i. ^ Bolla di papa Benedetto XII , con cui conferisce a Giovanni 
od a Luchino Visconti il vicariato imperiale di ìfilano. Ughel supracit. 

Idem. » Bolla del medesimo , con cui assolve pienamente i Milanesi dalia 
scomunica e dairìnterdetto, imponendo le penitenze. Rainaìd. ùd hutic annum. 
Num. XX, et seqq. 

Idem, s* Istrumento del giuramento dato al sommo pontefice da Giovanni 
« Luchino Visconti. UgheL supraeit. 

Idem. =s Bolla dello stesso sommo pontéfice, con cui annulla i processi 
^\k fatti contro Giovanni e Luchino Visconti. Ughei. supraeil. 

Idem. «■ Unione di una casa religiosa del luogo di Niguarda collo spedale 
di santa Caterina di Milano. Castigliow. Onori di S. Caterina^ pag. 18. 

Idem, =s Fondazione del monistero dì sant' Orsola di Milano. Buonavilla. 
NoHzie de* frati iifmori, pag. 174 

An. 1342. Privilegio accordato da Giovanni Visconte , arcivescovo di Mi- 
lano , ai monaci di Garavalle , per V uso deUa messa privata , e dell* officio 
secondo il rito romano in alcune loro case. Scuctus de Preeed.-Cap. XXV. 

• 1544 =a Fondazione della chiesa di santa Maria di Caselio, diocesi di 
Milano , fatta da Beltramino da Paravicino di Gasolio , vescovo di Bologna. 
Qiarta apud Paravicmas. 

Idem. == Giurisdizione accordata dai signori di Milano ai Trivilliesi. Oiarta 
in archivio TriviUi, 

An. 1347. »> Lega fra i signori Visconti e i marchesi di Monferrato e di 
Saluzzo con Umberto , delfino di Vienna. Lunig. Cod. Diplomai. Italia Tm. I, 
pari. L 

• 1348. =3 Testamento del sopramentovato Beltramino , vescovo dì Boìo« 
gna. Charta apud Paraviemos. 

Idem, ss Decreto del tribunale di provisione a favore de* mercanti di Milano 
per la guerra co* Mantovani , e per la peste. Charta in Codice MdrcfUonis Corradi 
pag. 120. = In nomine Domine Amen (Anno) MCGGXLVIII. Indictione prima, 
die Mereurii , nono mensis lulii. In .camera Domini Raymundi de Archidia- 
conis Vicarii Dominorum Modidani convocatis , et congregatis ìnCrascriptis 
Sapicntibus ejus Domini Vicarii mandato / quorum nomina .(sUnt) hec. Do- 



MILANESI. tì9 

mini Bellramolus de Laode, Ioannolus dictus Stì^us. Menelozius^ et Alber« 
tulus de la Porta, Franebcus de Submagistris , Leonelluft Horigia Ioannes 
Bcaqua, Bertolus de Cremona, Ioannolus Serazonus» in presentia Domi- 
norum XII. Sapientum proposuit , et dixit, quod quia propler Guerram de 
Ifontaa, et de partibus cireuaistantibus Mercatores, qui soliti suot lacero tr;u)- 
sitam a partibua inferioribus ad partes ultra montana» et e converso cum eorum 
mercadantits uti , nec ire non possiut per Mantuam , consilium ab eia requi- 
Dtar, ut sibi consulant de itinere tuto, per quod possint dicti*Mercatores,ctim 
eorum mercadantib tutlire^et redire, et de solutione fienda, ac de ìpais mercan- 
tlis traosttarisper dictom iter ordinatum, quia aecundum eorum conailium /acta 
prius relatione Magnifico Domino D. Luchino Domino Mediolani de predictis, 
HI predictia prooedetur. Dominila fìeltramolus do Laude unus ex sapientibus 
predictis aie dixit, et con8uluit> quod Hercatores predicli cum mereantiiade 
eetero utantor, et vadant eundo a ìiediolano ad paries inferiores ad Pergaraum, 
et inde Brixiam , Verouam , et Ferrariam ; et quot Pergamum Bolvant de 
mereautii4 ipsis tantum quantum solvebant in Laude; et Brixìa tantum quantum 
solvebant Creme , et Piziguitoni ; et quot lerminua , qui erat in primia prò* 
visionibus duoruBi mensium, infra quod Jtfereatorespoterant eorum Mercaatiaa 
extrabere de Givitale Mediolani sit trìum'mensium , vel duornm cum dimidio; 
et quot Domini rogentur , ut velint se uperari cum Domìnis Verone , ut Mer- 
catores forenses transeuntes perinde cum eorum Mereantiia servent illud pactum^ 
quod factum est per Mercatorcs Mediolani in soiutione Datii Mereatorum. Id 
quod senrabant eis , quando utebaptur . et transitum faciebant cum Merca- 
daotiis per Mantuam, et Ferrariam, ante Guerram predictam. Item consuluit» 
quod terminus duorum mensium , de quo supra ^it mentio , ob dietam Guerram, 
et ob caminum mptum ipsa occasione, quo uti non poterant dicli Mercatorea 
ferasterìi , cum mercadantiia ipsofum , non sit cursus , nec exptratus dictis 
Mercatorìbus de mercadantiia ipsorum , quas de Madiolano extrsUiera non po^ 
terant propter dietam Guerram , sed quando dictum caminum novum crit or* 
dinatum, tunc incìpiat dietua terminns duorum mensium eurrere. Item con- 
auloit, quod quia ob Pestem morbi prohibilum est Nunciis venientibua de 
partibos morbosis , ne transeant veniendo \ersus Mediolanum , ex quo non 
modioum periculum , et dammim Mercatorìbus de Mediolano accedere posset, 
quod Donitnus rogetur , quod velit et dignetur , quod si contigerit aliquoa 
Mereatores ire cum literis, que dirigantur Mercatorìbus Mediolani ad passus^ 
et portos subditos dietis Dominis , ordinare per Custodes ipsorum teneantur^ 
et dabeant ipsas literas a dictis Nunciis reeipere , et per alios Nuncios Me*- 
diolani raittere expensts dtctorum Mereatorum , quibus diete littore mittentur» 
Cui Consilio dato per Dominum Beltramolttm omnes alii Consiliari, et aa* 
plentes in omnibus, et per omnia consenserunt, et sic nemine discrepante con- 
cordaverunt , et reformaverunt in omnibus , et per omnia debere fieri pront 
dictus Dominus Beltramòlus consuluit. 



An. 1349. ^^ Nuovo trattato di commercio fra i Milanesi e i Veneziani. 
Ckarta t6. pag. i09« Si omette per essere troppo voluminoso. 



220 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

An. 1349. » Ricognizione fatta dal comune di Milano a favore di Giovanni 
Visconte come suo signore , ed a favore de' discendenti legittimi di Matteo , 
come suoi successori. Siton. M<mum, Ftcecot». 

Idem, =3 Fondazione della Certosa di Garegnano presso Milano > detta Agnus^ 
Dtit fatta da Giovanni Visconte. Charta in archivio ejufdem Charkiiiw. Sasnus 
Sene$ Arehiep. in Io. Vieecomite, 

Idem. =s Pace fra il marchese di Monferrato ed il conte di Savoja , con- 
chiusa da Giovanni Visconte. Benvenut. de Saneio Gtorgio ad hunc anmm. 

Idem. =s Attestato di Paganok) Panigarola a favore de' Trivilliesi. Chtuia 
in arehwio TritiUienii. «b MGGGXLVIIH. Indictione seconda die, Sabbati, duo- 
\ decimo iuHi. Sapiens^Vir D. Simon de PontremUlo Vicarìus D. Mediolani , et 
Exgravator D. et Comunis Mediolani, cui hoc negotium specialiter est commis-» 
sum per prefatum D. Mediolani precepit, et imposuit nrihi Paganolo Panigayrole 
Notarlo ad Statata Comunis Mediolani ac Sapientum qui cum eo D. Simone 
nuperprefueruntad correctionero et exarationem Statatorum Comunis Mediolani 
nòndum pubtica^rum. Quatenus de libris, et capitularibus Statutonim huper 
factorum , et nondum publicatorum deberem tollere, et cancellare, et sic can- 
cellavi; Statutum^ et notulam Statati, in quo, vel qua nominatum sit Comune 
Trivilil, in quantum tangit illud Comune Trivilii. Et hoc quoniam sic habet in 
mandatis a Reverendissimo in Christo Patre et Domino Dom ino lohanne Dei 
gratia Sancte Mediolanensis Ecclesie Archiepiscopo , ac Civitatis Mediolani 
Domino etc., vigore literarom prefati Domini , quarum literarum ejus sigillo 
signatarum tenor talis est. Johannes Dei gratia Archiepiscopus , et generalis 
Dominus Mediolani etc. Sapienti Viro Domino Slmoni de Pontremulo Vicario « 
et Exgravatori nostro salutem in Domino. Volumus, et mandamus, ac tenore 
presentium inhibimos Vobis, ne per Statutarios Comunis Mediolani contra Fi- 
deles nostros Subditos, Comune, et Uomines de Trivillio aliqaa statuere, 
seu statuta facere permittatis, vel quodlibet innovare; ed hoc quoniam constai 
Nobis ipsos de Trivillio esse privilegiatos , et jurisdictionem habere per se* 
Cum et intendamus ipsos , et alios nostros Subditos in soia jurisdietiooibua 
confovere^ et totaliter gubernare. Et si qua novitàs esset faeta faciatis revocari. 
In quorum testimonium presentes fieri iussimus, et nostri aigilli munimine 
roborari. Datum Mediolani Milesimo trecentesimo quadragesime nono, die 
undecimo Julii. Indictione seconda. Ego Paganohls Panigyarela Notarius ut 
supra subscripsi , et registravi , et ad scribendum infrascripto BeHramoIo Cri- 
vello Notarlo dedi. Ego Beltramohis Crivellus Notarius Comunis Mediolani 
Porte Vercelline Parochie Saocte Marie ad Portam iussu , et mandato supra- 
scripti Paganoli Notarli acripsi , et gloxavi ubi legitur : Et sic cancellavi : et 
me subscripsi. 



An. 1349 1350. => Contratto di sposalizio fra Galeazzo II Visconte e Bianca 
di Savoja. Du Moni. Codex DipUmat. Tom. L P. II, pag. 257. 



MULANeSX. 221 

An. 1349 o ISSO. ^ Eseatìone accordata dalla comunità di Milano per 
lardine di GioTanni Visconte alla Certosa di Garignano. Coarto là. 

Idem. :=» Breve di papa Clemente \l, a Giovanni Visconte, con cui grimpone 
di restRuire Bologna alla santa sede. Rainald. «d hunc aimum^ num. XIL 

An. 1351. => Istmmento di procura latta da Giovanni Visconte in alcuni in- 
viati mandati ad Avignone per conchioder la pace. Raémild, ad hune an- 
mim, num. XXIL 

Idem. = Decreto del consiglio generale di Milano per la pubblicazioBe 
de'BUOvi sututi. Ex CùéUee StattU. ALS. 

An. 1352. » Atto della restituzione di Bologna fatta dall* arcivescovo 
Giovanni Visconte alla santa sede. Bainald. ad kune anrnm nwm » VII , 
e$ seqq. 

Idem. =s Bolla di papa Clemente VI. con cui concede a Giovanni Viseonle 
ed a^suoi nipoti il vicariato di Bologna. Ib. 

Idem. ==5 Editto di Giovanni Visconte, arcivescovo di Milano, intomo alla 
condotta ed aQe vesti del clero, tktrela antiqua Medioì. Dueum., pag. 5, 
e$ seq. 

An. 1353 ss Atti della pace fra Giovanni Visconte, e i Fiorentini. UgheL 
supracii* 

Idem. =^ Inventario del tesoro della chiesa di san Giovanni Battista di Monza. 
Gftorto m Archivio ^utdem Eeelesié. 

Idem. » Disposizione testamentaria di Giovanni Visconte , signore ed ar** 
civescovo di Milano. Charla m ArcJ^tmo HoipitaUs ìhjorit MediolanL » In 
Nomine Domini Amen. Noverint Universi pnesens Instrumentum publicum 
inspecturiy quod Nos ioannes Vicecomes Dei» et Apostolici» Sedis gratta San- 
cì» Medioìanensis Beclesìas Arefaiepiscopus, ac Civitatis Mediolani etc. Dominus 
Generalis mentis, et Corporis per Dei gratiam sospitate gaudentes , et atten- 
dentes, qitod diem Mansionis exstrem» piis cum operihus prevenire debemus 
ac ftternorum intuitu seminare in Terris , quod redente Domino cum molti- 
plicato froctu recoligere valeamus in Celis, ut Bona Nobis divina miseratione 
concessa taliter ad Dei Landem, et Servitium disponamns, quodipsorum dis- 
poritio Anime Nostre , ac animabus Nostrorum prodesse valeat ad cetemam 
gloriam promerendam , ad honorem, et gloriam Omnìpoteiitis Dei, et Beatis- 
sime Virginis Mari» Matrìs Domini Nostri Jesu Christi filli ejus , ac totius 
Curi» Cffilestìs , et principaliter Beat» Virginis , et Martiris Agnetis sub cu- 
jus vocabolo in Ecclesia Mediolani est Capella cum Altari fundata in qua 
Nostram eltgimus Sepulturam : volentes post obitum Nostrum in Archa bon» 



222 DOnUMKMTI ILLUSTRATIVI 

memoTÌffi qu. Domini Ottonis olini Mediolani Archiepiscopi elaudi cam devotis 
obsequiis CorpuB Nostrum prò animas Nostnc , ac animarum Nostrorum Salu* 
te, et prò satisfactioneet expiatione cujuslibet obligationis omnium quibus essemus 
quoiuodolibet obligati : Onlinamus, et Volumus^ct de Nostra; Mentis Sioceritate 
statuimus,quodad Gapellam, seu Altare dictae Sanctss Agnetts Virginis iuCcciesia 
Medtolani praedieta, in qua de novo creamus, et ex bonis nostris iufrascriplis do- 
tari proponimua tres Sacerdotales pnebemke, et ipsaruni si&guhb singuloa ha- 
beant CapeNanos , qui serviant in eisdem , quos Trés Capellanos insiituendi 
donec yixerimus faciiltas ad nos tantum libere pertineat nobisque eooipetat 
pieno jure, quibus cedentibus, vel decedentibas, vel perperam se habentibus 
nobis viveotifous potestas resservetur tamen Nobis illum , vel illos qui per- 
peram se babebunt destituendi, et alium, yel alios ad hu- 

jusmodi pr^bendas quacumque modo vvcantes quotiescumque fuerit oppor- 
tunum. Yolumus autem , et ex nunc deputamus , et damus ipsìs Tribus Ca- 
pellanisilla iriaHospitia^quoed^ nostris proprtisdenarìis non autem de Mediolanen- 
sis £cclesi8e denariis, vel alterius Ec&lesìa), sed de Nostris tantum acquisivi* 
mus, et habemus ante Portam Ordinar. Mediolanensis Ecclesise prò hafoitalio« 
nibus eorum per eos habenda libeFe, et tenenda quorum Trinm Hospitiorom 
unum fuit Procedi de Fenegroe Notarii, et a suis hieredibus ipsum de Nostris 
propriis denariis aquisivimus , ut dictum est , aliud fuit primo Monasteri! de 
Glivs^ , deinde Presblt. Petri de Pìantanidis , qui ipsum habuit in permuta- 
tionem a dieto Monasterio dato in permutatioaem éidem Monasterio uno alio 
sedimine jacente in P. N. Mcdiolani , a quo Presbìtero Petro ipsum sedimcn 
postmodum aquivimus die Nostris propriis denariis ^ et aliud Uospìtium fuit 
primo Petrutii Yieecomitis^ et deinide M|u*ìib Uxoris JobannoH Yicecomitis de 
Olegio^ a quibus Jugalibus ipsum Uospitium eminus de nostris propriis dena* 
riis> ut est dictum supra. Item Yolumus, et Ordinamus qnod fiat seu cumplea- 
tur in Eeclesia Sancii Joannis de Modoetia una alia capella sub vocabuio ad 
reverentiam, et honorem Sancti Joannis SvaDgelist» cujus provisio , seu lo- 
stitutio donec \ixerimus ad nos tantum libere, ut de allis tribus suprascriptis 
prsmittitur , nobis competat pieno jure; Item Yolumus, et Ordinamus quod 
fiat in Eeclesia de Pontìrolo una alia Capella sub vocabuio ad reverentiam, 
et honorem Sancti Ambrosi! , cuJMs pi ovisio, et institutio donec vixerìmus ad 
Nos tantum libere ut supra competat pieno jure, quos quidem Capellanos vo- 
lumtis, statttimus , habere debere ut iuferius continetur quolibet Anno usquo 
in perpetuum de fructibus , et reditibus infrascriptorum nostrorum bonorum 
in Feste. Sancti Martini ; videlicet illi Tres Capellani Attaris SaactsB Agne- 
tis singuli ipsorum trium libras ceutum vigiliti quinque Tertìolorum moneto 
nostro currenlis Medioiani^et secundum valoreòi ipsius monete, et alii duo 
Capellani Capellarum diclarum Eoclesiarum de Modoetia , et de Pontirolo 
singuli ipsorum duoram libras centum Tertìolorum dict» moneto nostne Me- 
diolani currentis, et secundum ejus valorem. Yenerabili autem viro Domino 
Morello de Benedictis decrctorum Doeiori nostro in spiritualibus Yicario Ge- 
nerali, ut habito Consilio Dominorum Archipresbiteri, et Ordinariorum pra:- 
dictro Mediolancsis Ecclense^ imponendi onera specialia pnedictis quinque Ca* 
pelianis, sicul ad Dei laudem servitium , et honorem convenife crediderit permit- 



MUJLVESf. H^ 

timus PotBBlateni. Item stalaimuB , et ordìDàmos quod quotiestiUMltte àHqais 
Capellanoriim pnedictorum recepertt aliquam aliam priBbendam «ve ma* 
gnam «ve parvam slatim ipso jure «t prìvatiu ipsa Nostra Gapella, e^ 
quod staUm alias , vel alii loco «sjus , vel eorum suprogelnr , Tel suprol 
gentur modo , forma , el online , ac a Feisonis inferlus anolatis« Item yo- 
lumi», ei ordioamus quod quotiescumque aliquis^pnedictoram Gapellanorum 
teauerìt Ammaasiam ta Domo sua, vel alibi, aut perperam se habuerit ut me- 
reatur privari^ et hoc probatum fuerli , quod statini ipso jare ipsoqoe lacto 
aioe alicujus Judicis Sealentia privatus sit ipsa Preabeada, et quod statim altus 
Tel alii sttbrogetur, seu subrogeutur loco ip$ius« vel ipsorum modo, et foima, 
ac ordine , et a Personis inferiiis anotatis; videlicct quod post nostrum de* 
oeasum Acebipresbiter ArcbidiaGomis , et Vicedomiuus Ecclesi» Mediolaai , si 
omnea sint prssenles, alioquin dpo, vel unus ex ipsis qui prssentes, seu per« 
scas fiierit, vel si nullos ipsorum prosens Aierit Gapitulum £cclesi« Mediolani 
ilhuB et illos ex ipsi Tribus Capellanis dictie Capei)» Sanct» Agnetis 
qui ut prasmititur privationem merebuntur, et Cfipitulum dicto. Eeclesiar 
de Modoetia ipsum Capellanum dictie Capei!» Sancti Joaunis per Nos in 
eadem Ecclesìa de Hodoeiia ordinatum , si privationem ut supra merebitur » 
et Gapitulum dieta) BcclesiK de Poutiiolo ipsum CapellaDum diete Capeli» 
Saneti Ambrosii per nos in ipsa Ecclesia de Pontirolo ut prrmittitur ordina- 
tum, si utpremittitur merebitur privationem destìtuendi,et movendib^ant pie- 
namjetliberampotcstatem. Csdentibus vero^ vel decedentìbus ipsis quinque Ca- 
pellanis vel aliquo eorum, et etiam dìetis quinque Sacerdotalibus pr«bendis vel 
ipsarum aliqua quomodocunque vacantibus, vel vacante volumus, statuimus ac« 
firmiter onlinamus, quod post nostrum decessum Arcbipresbiter, Arcbidiaconus, 
ac Vice-Dominus pn^dicte Mediolanensis Ecclesie, 4i omnes slot pnesentes, 
alioquin dpo, seu unus ex ipsis qui prsesentes, seu prr^ns fuerit, vel si nuUua 
ex ipsis prassens fuerit totumCapitulum dieta) Mediolanensis Ecclesia provideanl, 
Qt statuitar di^it» Capella: Sanct» Agnelis , et dictis Tribus Sacerdotalibua 
pneben^is ad ipsam Capellam in ead/em Ecclesia creatis quotiescunque , et 
qoandoQunque vacabunt de alio, vel de aliis idooeis, et in ipsis tribus Sacer- 
dotalibus pnebendis illum , vel i)los quibus ut pc«mitit|ir fuerit provisun)i 
institueodi ; sed C^pitulum diete Ecclesie de Modoetia ipsi Capelle Sancti 
Joannis Evangelista in ipsa Ecclesia de Modoetia per Nos ut premititur ordinato 
quotiescumque, et quomodocumque vacabit de alio idoneo ut sequitur providendi 
et in ipsa illum , cui ut premititur provìsum fuerit instituendi, dictumque 
Gapitulum Ecclesia de Pontirolo ipsi Capelle , Sancti Ambrosii in Ecclesia 
ipsa de Pontirolo per Nos ut premititur ordinate quotiescumque^ et quomo- 
documque tacabit de alio providendi , et in ipsa illum cui ut premititur 
provisum fuerit instituendi habeant plenam, et liberam Postestatcm: ita tamen 
quod predicti, et quincumque^ ex ipsis qui secundum Ordinalionem premissam , 
bur^smodi prebendis vacantibus ,. ac ipsarum Quilibet cum vacabit babuerint, 
et debuerìnt providere, et in ipsis institoere infra quindecim dles tantum con- 
tinue computandos a die quo bujasmodi vacalio in Ecclestis stve Ecclesia, in 
qutbus seu qua sint prebende, seu prebenda hujusmodi quas, seu quam vacare 
continget publicenptaeritdevirisldoneisnullumaliudbencfitium babentibns in 



294 DOCUMKlfTI ILLUSTRATIVI 

Sacerdotali ordine, ae «tate legitiina consUlutos ten<^Dtur, et debeant prcbeo* 
das hajusmodi proTidere, et Personas hnjusmodi quibtts providerìnt fnstitiiere 
in eisdem, alioquin ad Dominuin Archiepiseopum l^diolani, qui prò tempora 
ftierit ipso jure ipsoque facto, ac sine alia Judìcis Senteiitia Potestas hujusoiodi 
libere devolvatur, ac devoluta^ et translata intclligaiur per alios quideeim dm 
immediate aequentes tantumodo duratura; quod si prsfatus Dominus Archie- 
piscopus prsBsens, ve) absens ubicumque, et quantumcumque distaverit a Ci- 
vitate Mediolani infra pnedictos qaindeeim dies in hujusmodi vacatione non 
providerit personis idoneis, et ipsas non instituerit ut est dictum, vel si tane 
Sedens Archiepiscopalis vacaret, ex nunc ipso jnre ipsoque facto, sine alia 
Judicis Sententia, Potestates hujusmodi piene, ac libere devolvantur, et trans- 
ferantur, et devoluta, et translata stnt, et intelltgantur per alios qaindeeim 
dies ex tane immediate sequentes tantumodo duraturos , in iHius Hospitalis 
Magistnim^ et Gonventum , qui isecundum Nostram ordtnattonem proesentero , 
et secundum donationem quam slbi facere intendimus babebunt infrascripta 
Nostra bona, et ex ipsorum honorum reditibus, et proventibus debeboni Ga« 
pellanis providere , et si forsan hujusmodi Magister , et Gonventas , aut si 
pnpdietus Magister abesset tunc, et eo casa priedict. Hospitale , et Gonventoa 
infra pnedictos quindecim dies in hujusmodi vacatione non providerint, et non 
instituerint ut dictum est, et tunc Potestas hujusmodi ipso jure ipsoque faelo, 
sine alia Judicis Sententia, transferatur^ et revertattir, et reversa translata, et 
devoluta intelligatur , et sit per alios dies quindecim immediale sequentes 
tantumodo duratura in suprascriptos Archipresbiterum , et Archidiàconum 
Vicedominura, et Oapitulum Eeclesitt Mediolani, prout gradatim, Gonjunctim, 
et separatim anotatur, quantum ad suprascriptas tres pri^ndas Sacerdolales 
in Ecclesia Sanct» Agnetis superius ordinatas; quantum vero ad pnebendam 
in suprascripta Ecclesia de Modoetia superius ordinatam ad ipsius Ecclesia de 
Modoeti& Oapitulum, et quantum ad pnebendam in pnedicta Ecclesia de 
Pontirolo ordinatam ut prosmìtitur ad ipsius Ecclesiie de Pontirolo Capitulum 
Potestas hujusmodi ipso jure ipsoque facto sine aliqua Judicis Sententia re- 
\ertatur, iransferatur, et devolvatnr, et reversa, translata, et devoluta sit, et 
inteligatur per alios quindecim dies immediate sequentes, penes quodlibet Ga* 
pitulum pradictarum Modoetiensis, et de Pontirolo Ecclesiarum tantum dura* 
ttira, et si forsan infra suprascriptos quindecim dies omiserint , ut pnemititur 
providere, et instituere, tpsa Potestas ipso jure ipsoque facto sine alia Jadìcls 
Sententia Ordine serioso revertatur , transferatur> et devolvatur , et reversa , 
translata^ et devoluta sit, et intelligatur in prsefatum Dominum Arehiepiscc^um, 
et ab eo infra quindecim dies ipso prcesente, vel absente ut prsmititur pro- 
videre, et instituere omitente, vel Archiepiscopali Sede vacante in Magistram, 
et Gonventum prsefatos^ ita quod solo transversu cujusUbet quindene, et quo, 
cumque delTectu persona; idoneitati singulis provisoribus imputatis ad penam- 
et privationem Potestatis priedict», dieta potestas ipso jure ipsoque facto 8Ì119 
alia Judicis Sententia revertatur, tranferatur procodat, et duret per idem tempus 
quittd^im dierum ut premitilur gradu, Ordine circulare, et sic fertoso gradu, 
et Ordine circulari reiteretur prò ut foerit oportunum, donec hujasmodì prop- 
bendis cum ipsas , vel ipsius aliquam vacare eontigerit , fucrit do Personis 



MILANESI. 225 

iilonM provisiiio, et »n elidei^ pmbendis Peraonds idonea, fuerint instituUe» 
volqiBttty^l^iainsUliiìimiSi et invioiabiliter obsen^ari mandami», qnod dorafiet 
i^aealioiìe IrajiuiiKxli' qiiifiqiid pnebendm; ei cujailibet earamdem^ Magisteri fit 
Gonventus pnedioti, qui de fnictibas, et reditibus providere debebunt ut infra 
feoiant loeo-Gujuslibet deflcientis Gapellaaì usque ad infra dictam qaantitatem 
dumtavat dictia CapeUan» prò rata tempori» deserviri in qnftus Prtesbiteros. 
eeoduetnros ad tempo» admittìTorumùs cùm vaéabQOt Item, Tólumu», et 
ordraamin qood Capell» infiu dietanim qàatnor Eedesiarum «ngalis annis 
uaque in perpetumn in feslis infradiefìa donéc viiterinìus , et post obitiim 
noairuih non in Hlis dlebos Festivìs» sed in die Anniversarìi nostri prò nostro 
AttflVv«rBario dentm' de frnctibus, et redilibas infra dietanim nostrarum pò» 
fleasionam ut infra. dicetarquantitiLtes infra3cript8e;vide]icet Capitalo Etclesis- 
Sancti Joannis de Modoetia in Pesto S. Joannis Baptist» librae decem tertfo' 
lorum ; Gapitnìo Ecelesi» Sancti Victorìs de Gorbeta in Pesto Sancti Vtctoris 
libre^ decem tertiolorum ; Gapitulo Sancti Joanifls de Pontirolo in Pesto Sancii 
Joannis libr» decem tertio]órum> et Gapitulo Ecclèsiie Sancti Victoria-deVaresio 
in Pesto Saneti Victoris lìbras decem tertiolorum de Moneta nostra currente 
liedjolani, et secundam ipsius Monet» valorem. Ilem volumus, et ordinamua 
quod Gonventus Fratrum Prsdicatorum Ifediolam in quorum Ecclesia jacent 
Gorpora lyomin» Bonaeosstf Matris nostra, Domini Stèphani VicecomiiisPratiis 
nostri, et Dominaarum Zaeeartn», et Aebill» Sororum nostrarum de fructibus^ 
et reditibus Posaessio^inm nostrarum ut ixifra dicitur infirascri^tse qnaniitates 
infra dtctis causis singulis anms usque in perpetuum dentur videlieet imprinùs 
prò anniversario pr»dieta» Domin» Bonacoss» in die anniversarii ejus libra 
decem tertiolorum. Item pfo Anniversario predicti domini Stèphani in die 
Anniveisarii éjas libra decem- tertiolorum. Item prò Anni versano prodict» 
Dorain» ZaccariiMB in die^ Anniversari syus libre quinque tertiolorum. Item 
prò GapeUa S. Tbome de AquiAo Sita ih eorum Ecclesia', In qua jacent 
predieti^ qoattuor Gorpora defuoctor«m in Pestò S. Martini libriB vigintì 
tertioloramexpendend» in eia quo cedunt ad reverentiam, et onoriem dict» 
Gapell» S; Tbomo^ et ut Ipsi Fratres Pnedieatorecr Missam Omni diesicnt eonrenire 
vidertnt eelebrent, et faekmt celebrarr. Item io Pesto S. Thomie de Aquino 
pradicti vocinoli pnedictte. Gapella» Ubr» qninque tertiolorum- ad ipsius S. 
Thomas reTerentiam,etbonerem. Ilem prò AnnìTersario Nostro in l^esto S. Petri 
Martyris donec vixerimus, et post Nostrum decessumnon in ilio die Pesto, ted 
in die Anniversarii Nostri libro» decem tertiolorum, qui omnes denarìi sin de 
moneta Mediolani nane currente , et secundura ipsius monetee Valorem* 
Yenerabilis aalam Patris Magistri GeneraUs ^dicti Qrdlnis Pra»dìcatoram cir» 
cumspectioni relinquimus, quod Fratribus dicti Gonventus Mediolani prò prse- 
mìsais Onera specialia imponat ^ut ad Der servi tium, et laudem prò Aniin» 
Nostne, et aliorum in pnesenti Nostra di^sitione, et ordinatione contentorum 
Animarum Salute crediderint convenire; Item Yolumus , et Ordinamus quod 
infra diatis Gonventibus, et Gapìtuk) Mediolani dentur de frnèttbus et reditibus 
infradietarum nostrarum Possessionum ut infra dici'iur singulis Anniì» usque 
in perpetuum prò Anniversario Nostro iofràdictam qaantitatem denariorum 
Moneto Mediolaiù nunc currentiSj et secundunr ipsius Monetai valorem; videlieet 
GiulinL Documenti Illustr., ecc. P 



2f6 DJCUIIENTI ILLtJSTRATIVI 

Conventiit Frafrum Mkioruro in Festo Sancii BarnaiMB lib; deeem teriiflAonira; 
Gdnvenliii Fratrnm HeremiUinim in Pesto Sancii Marci lib. decem tertiokinunj 
Gonventui Fratnun G^umeliiarum in Festo Anitntiaiionis; Gooveniai Fralrom 
Servorum Sanctie Maritf in Fealo Pnrificationia Sanct» Mari» libr» decem 
tertiolorum, et Gonventui Fralrom Gvlestinorom librtt dticem- tertiolorum ia 
Festo Sancti Patri Gttlealiiii , et Capitolo Ecclesi» Santi Ambrosi! in Festo 
Sanct» Mareellin» libra» decem tertiolorom, qoa qoantltateadentor ipab Gon- 
ventibua in diclis Feativi^tibos ni sopra continelor, donee ▼ixerimos aed post 
obitom nostroffl non in illifrFeslivitatttm diebas, sai in die AnnÌTenarii nostri. 
Ilem volomos» et Ordinamos qood pr»dieto Convei^toi Fratrom Minomm 
deotor singulia annia osqae in perpetooro prò amiiversarìo in die anniversarii 
Domin» Floramontis Sororìs NoatrsB in qoorom Ecclesia jaoet Gorpoa ipsioe 
Domin» Floramontis Itbrm qotnqoe tertiolorom de reditiboa infraacrìptanun 
noatrarom possessionom ut infra dlcitur. Item Toliimas» et Ordinamoa, quod 
Gi^lak>« et Officialiboa Mediolanensis Eceleàfl^ ac Ferale, el Glero Mediolani 
dentar singuUs annia oaqoe in perpetoom -de froctìbua, et reditibos infìraacri* 
ptanim noatrarom posaesaionom ot infra dieetor infradicte quantitates prò 
Ànniversarìia boms memorìfle Doorom Mathat Patria » Galeatti, LochÌDÌ> et 
Marcì Fratrom » et Axonis Nepotta NosCrorom Milito» ; videKoet prò Anni- 
Teiaario prndicti Dni Matbei in die Anniversarii- ejos Hbre decem tertiolorom ; 
prò Anniversario pr»dicti D. Galeatii, et in die Anniversarii ejos Hbr» deeetn 
tertiolorom ; prò Anniversario prodictt D. Luehini , ac in die Anniversarii 
ejoa libr» decem tertiolorom, et prò Anniversario pradicti IK Marci , et in 
die Aniiivel«ftrìi ejos Ubrs decem tertiolorom. Item prò Anniversario Nostro 
libra vigtntt tertiolorom videUcet dimidiam in Festo S. Agoetis , et aliam 
dimidiam in Fealo Aasomptionis Beat» Mari» donec vizerimos, et pbat ooatram 
obitom non in itlis Festivitatiboa, sed in (tie anniversarii Nostri qoi denari! 
atnt de moneta none corrente Mediolani ot aopra , et dividantor in dtétos 
Capitolom, et Officiales, ac Ferulam, et^ Glerom Mediolani Missa celebrata de 
qoiboa Gapitolom, et Offictales ipsi babeant ex qutnqoe Pàrtibos doas partes, 
et Ferola» et Clerici habeant reliqoas tre Partes; Item volomoa, et Ordinamos 
qood infcadietis Domibas et Hospitalibus de fructibos, et reditibos tnfrascrip- 
tarom nostrar um Possessionom ot infradlcetur dentor singolisannis oaqoe in per- 
petoum prò 'anniversario Nostro infradictce qoantitates ot infra videUcet Fatribos 
Domos Sanetffi Mari» Magdaleo» Itbrae decem tertiolorom, Fratribos Domus 
de Basto de Baranaate in Festo Assompttonis Bealae Ytr|[inia^ Mariae librae 
decem t^ioloram. Hospital! Sancti Antonii in die Sancii Antonii librae decem 
tertiolorom. Hospital! Sancti Golardi in die Festo Santi Gotardi librae decem 
tertiolorum, Ho^itali Sancti Petri constituti extra Portam Romanam in Festo 
Sancti Petri Apostoli librae decem tertiolorum; Hospitali Novo, qood dicitur 
Hospitale de Dona Bona in Festo Assumptionis Beatae Virginia Mariae librae 
decem tertiolorum , Hospitali della Colombetta in Festo Pentecostes librae 
decem tertiolorum, Hospitali Sancti Martini ad Noxigiam in die Festo Sancti 
Martini librae decem tertiolorum > Hospitali Sancii Jacobt Portae - Yercelinae 
in Festo Sancti Jacobi de Mense Mii Ubrae decem tertiolorom, et Hospitali 
Sanctae Gattarinae in Festo Sanctae Gatiarinae librae decem tertiolorom , 



MiUNsn. SS7 

qiue quantìtsles dentor in iis FastÌTiUtibiii donec TUerfamis, et pod nostrum 
ob&tiiBi non in tllis PettiviUtibos «ed in die Annivemrìi nostri. Ilem toIqdius, 
61 oràtnainas, qvLùà infradiotis Gonventibns de Mediolono in lemedto aoimarom 
noatri Patris noetrorum Fratram, et Nepotia noatrorom, et aiierom noatronim 
defoneloriim, et ut ipat Gonyentus in earam Mtaak , et Orationibua habeant 
reeomendalaa animaa Qostforaai,et alioram praedktorum et onniun noatrorura 
defuncstoruoi dentear omni anpo uaque ki perpetuum in prima bebdomada qua- 
drageaìmae de fruetibus infraserìptarum noatrarum poasettionum ut infra decia* 
ralMtor infradietae peeoniae quantitates prò emendo Oleum prò Conventibuaipsia 
in quadragesima; Gonvenlui Fratrum Praedieatorum^ libr. quadraginta , 
teitiolorun» Gonventul Fratrum Uìnorum librae quadraginta tertiolonjm 
Gonvenitti Fiutrum Eremitarum librae quadraginta tertioloram, Gonventui 
Fratrum Garmelitarum Medìolani librae triginta tertiolorum, Gonventui Fra- 
trum Servorom Sauctae Martae librae vigtnti quinque terliolorum ; Gonventui 
Fratmra Caelestinorum librae viginliquinque tertiolorum, qu» quantitaiesaint 
de dieta Moneta Medìolani , et nnne currente ut aupra. Item Tolumua , et 
ordinamus^ quod Fratribua Ecclesia Sanctorum Gosm», et Damiani ait. ad Pu- 
fiteckun de Monteforti extra GivitatemOrdinis Sanati Baailii, ubi conaueverant 
abitare, et abitant aliqui Fratrea de Armenia prò subfentione sui victua dentur 
omni anno uaque in perpetuum in Pesto Saneti Martini de fmetibua, et re* 
ditiboa inlìraacriptarum ^noalrarum poaaeaaionum ut infra dicetur libne aexa- 
ginta tertiolorum. Item volumus, et ordinamua quod Scbolarìbus quattuor Ma- 
rìarum dentur de fructibua, et reditibna Infradtctarum noatrarum Possessionum 
ut infra cticetur libr» viginti quinque tertiolorum omni mense dispensand» 
Pauperlbus amore Dei, et sic dentar eis omni anno uaque in perpetuum lib. 800 
tertiolorum. Pro pnadictis vero annuis prastationibus dandis » et solvendis 
omni anno nsque in perpetuum disponimua, et deputare intendimus, et do* 
nare Infradietis Magistria» et Gonventibua infrascriptorum Hospitalium^ et ispis 
Ro^ttalibiìs infradictas nostra possessione», et jura , ae bona de noatris prò- 
priia denarita, et non de denariis alieujus dignitatis, vel Eedesi» aquisiu, 
onerando ipsoa infradicto^ Magiatros, et Godyentua pncaentea, et futures ut 
annnatim usque in perpetuum solvant, et aolvere teneantur prostationea an* 
nuas aupradietas prout disponitur , et declaratur inferins videlicet In primis 
Magistro^ ;et Gonventui Hospitalis Novi, quod apellatur seu apellari oonsuet it 
HospiCale de Dona Bona' deputare, et donare inteiidimus Possessiones, et Bona 
ac jura Ni^is pertineniia in Locis, et Terrìtoriis de Lampugnano, et de Treno, 
et ad Casainam cum Territorio , quse fuit illorum de Pagania prope Subur- 
binm Port« Romana Medìolani , onerando ipsos Magistrum , et Gonventum 
ipsius Hospitalis Novi, et ipsum Hoq>ita]e quod dent, et solvant, et dare, et 
solvere teneantur^ et debeant omni anno usque in perpetuum infradictas pe- 
euntsB quantitates in terminis infradictis, videlicet pradictis Trìbus GapeUanis 
Altari Saneto Agnetis in pradicta Ecclesìa Mediolani, ut pramititur institutis, 
et instttiiendis in Pesto Sancti Martini singulis eorum Gapellanorum Hbra 
eentum viginti quinque tertiolorum. Item Gapitulo, et Offieialibus pradicta 
Mediolanensis Ecclesia, et Ferula, ac Glero Mediolani ut infra videlicet prò 
Anniversario Domini Matbei Patris Nostris in die Anniversarii ejus libra 



228 DOCUMENTI ILLCSTnATIVI 

deeem tertioloriun , prò Anniversario Domini Galcatii Fratria nostri in die 
Anniversarii ejus lib. deèem tertiolorum, prò Aniìiversaria D. Luchini frstrìs 
nostri in die Anniversariio éjus lib. decem tertiolonim , prò Anniversario D. 
Marci Fratris nostri in die Anniversarìi ejas lib. decem tertiolonim, prò An- 
niversario Domini Azonis Yicecomitis Nepotis nostri lib. decem tertiolonim, 
prò Anniversario nostro lib. viginti tertiolorum^ de quibus libris viginti me^ 
dielAiem in Festo Sanclae Agnetis, et aliam medietatém in Pesto Assomptionis 
Beat» Mari» donec vìjLerimus.dare, e% solvere teneantur sed post obitum no* 
strum non in illis Festivitatibos» sed in die Anniversarii nostri compire, et 
solvere teneantur ; qui quidem denarii prò dictis Anmversariìs dividantor inter 
Gapitnkim^ et Officiales, ac Ferulam , et Glerum predirtos, de qoibus Capi- 
tnkm, et Officiales ipsi habeant ex quinque Partibos duas pattes, et Ferala» 
et Glerus habeant. reliquas tres Partes, Infradictis Hospitalibus, Conventibos, 
Domui^ et Gapit,uIo ppo Anniversario nostro infradictis eorum Feslivitatibns 
iniradictas quantitates videlicet, Hospiiali Sancii Antonìi in Festo Sancti An* 
tonii lib. decem tertiolonim» Hospital] Novo de Dona Bòna in Festo Assum- 
pttonis Sanctse Mari» librte decem tertiolorom, Hospitali SancU Gotardi Ubr» 
decem teriiolorum, Hospitalt della Golombètta in die Festo Pasch» Penteco- 
stes Hbrs decem tertiolonim , Hoépitati Sancii Martini: ad Nffxigiam in Festo 
Sancii Mar.tini lib. decem tertiolornm, Hospilali Sancii Jacobi P« V. in Festo 
Sancii Jacobi de mense JuHi lib. decem teriiolorum, Hospitali Sanet» Gatta- . 
ria» in Festo Sanet» Gattarin» libr» decem tertiolonim, Gonventoi Fratrum 
Pr»dicatorum in Festa Sancti Petre Martyris libr» decem tertiolonim, Gon- 
ventui Fratrum firemitarum in Festo. Sancti Marci lib. decem tertiolorum , 
Gonventui Fratrum Garmelitarum in Festo Amiuntiationis Sanet» Mari» lik 
decem tertiolorum, Gonventui Servorom Sanet» Mari» in Festo^Purificationis 
Sanet» Mari» Ub. decem tertiolorum, Gonventui Fratrnm Geeiestinorum in 
Festo Sancii Petri Gselesiini libr» decem ' tertiolorum , Domui seu Fratribus 
Sanet» Mari» Magdalen» lib. decem tertiolorum, et Gapitulo Ecclesi» Sancti 
Ambrosii in Festo Sanet» Marcellio» libr» decem tertiolorum» quos denaries 
prò Anniversario nostro dare, et solvere teneantur dictis Osintalibus, Gon- 
ventibus, Domui, et Gapiiuloy et pr»dictaram earum Fesiivitatum omiii aano 
donec merimus, sed post «biicim nostrum non la illis Fesiivitatìbus sed ia 
die nostri Anniversarii; qaarum pnestationum , de quibus vohimus onerare 
dictos Magistrum Fratres, et Gonventum Ospitalis Novi dicti de Dona Bona, 
ut teneantur solvere annuatim usque in porpetuum dictis omnibus ni supra 
fit mentio prò pr»dictis nostris Possessionibus , et Bonis de Lamptignano» et 
de Treno, et de Gassinis que fuerunt illonim de Paganis, de quibus omnibus 
propterea dunationem facere .intendi mus, et volumus» summa capii librarum 
quingentarum nonaginta quinque tertiolorum, qui denarii sint in Moneta Me- 
diolani nunc currenie secuudum ipsius Monèt» valorem. Magisiro vero, et 
Gonventui Ikspilalis de BroUo Mediolant, et ipni Hospitali deputare intendimus, 
et donare Possessiones Bona, et jara nobis periineiitta in Territorio Loci de 
Rovagnasco Plebis de Segrate ubi diciior ad Gassinas de Ouis, qu» aquisi- 
vimus seu nostro nomine, et de nostris propriis denariis aquisita fuerunt a 
Guideiio, et Gulielmo de Custerla, ut constai instrumentis duobas vendiiìoaum 



iradilU per infraseriptum Lancellotliim Negronum Notarìum uno videlicet die 
rigettino aeptimo mefistt Martìi anni pnesenib, onerando ipsod Magistrem Fra- 
tres, et Gofiventmn Ospitalis de Brolio, et ipsiim Ospitaìe quod dent> et sol- 
\aittt et dare, et. solvere teneantur, et debeant omni anno nsque in perpe* 
tiiaDiJDfradietis ut infra videlicet CapeUano Capelie per Nos in Ecclesia Saiicti 
Joannis de Modoelta , iit prsmittitur ordinat. in Feste Sanett Martini libra 
centum^lertiolorqiD, et Gapellano Capell» per nos in Ecclesia Sancti Idannis 
de Peatirolo ut snpra similtter ordinat. In festo Sancti Martini libra» centnin 
^ ttftìol^rum. liem Schokrìbus prveentibas, et futuris Ecelesi» quattuor Ma- 
riarum Medidani omni mense incipiendo in Pesto Sancti Martini proxime f u- 
toriia^ras vigiliti qninque terUolomm dispensandas per eos Scfaolares Amore 
Dei Pauperibos GhrìsU, qua prastatio danda dict. Seholaribas omni mense 
capii libraa Treoenlum terliolonim in anno; qaanim pnestatiomun de quibus 
velumos onerare dictnrn Magistrum Fratrea, et Conventum , ac fioritale de 
BfoHo, ut teneantur solvere annuatim usqne in pérpetnum predictis Gapel- 
laitis.dnobBS^ et Schotaribus nt supra proxìme continelur prò prvdictìs na- 
^rià PoasesnombuSy et Bonis aqnisitis ab iliis de Pusteria ubi dicitur ad Gas- 
ainas de Ovia , de quibus oinnibus propterea donalionem facere intendimus , 
el volumus, aumma capii libraa quingentas lertiolorum, qui denariì alni Mo- 
neta Mediolani nune currentia, et secundum ipsius monet» valorem: et Ma- 
gietro Pratribus , et Goaventui Gspitalis Sancti Ambrosii Mediolani , et ipsi 
Hospitali , deputare intendimus , et donare Possessiones Bona , et jura nobis 
pertkientia in Loco, et Territorio de Badagio onerando ipsos Magisirum Frà- 
tres, et Conventum Bospitalis Sancti Ambrosii, et ipsum Hospitale quod dent, 
et soWant, et dare, et solvere teneantur omni anno^vsque in. perpetuum quan- 
titatea infiradictas infradictia Gapitulis , Gonventibus , Boritali , et Domui ut 
infra ^ videlicet Gapitulo Ecelesi» Sancti Joannia de Modoetia in Festo Sancti 
Joannis Baptiatas libras deoem tertiolorum , Gapitulo Bcclesiae Sancii Victoris 
de Corbettain Festo Snscti Vietorìs libras decem tertìdorum, et Gapitulo 
Ecclesi» Sancti Ioaunis de Pontirolo in Pesto. Sancti Ioannis libraa decem 
tertiolorum , et Gapitulo Eceiesi» Sancti Victoris de Yarisio in Festo Sancii 
Ioannis libras. deoem tertiolorum, Hospitali Sancii Petri constructo extra P. 
Roraa^iam in Festo SauQti Petri libras decem lertiolorum, et Domui Fratrum 
de Busto do Baranzate in Festo suo Principali libras decem tertiolorum^ qw» 
quidem quantitates denariorum dari debeam dictis Gapitulis de Modoetia, de 
Gorbetta, et de Pontirolo, et de Yariaio Ecclesiarum, et Hospitalis Sanati Pe- 
tri, ao Domui Fratrum de Baranzale prò Anniversario Nostro in dictis eorum 
Festivita^us donec vixerimus, et post Nostrum obilum non in illis Festivi- 
tatibus, sed in die Anniversarii Nostri. Item Gonventni Fratrum Praedicatoram 
Mediolani prò Anniversario Domini Stephani Yicecomitis Fratria nostri indie 
Anniversarii ejus libras decem tertiolorum^ prò Anniversario Domina) Zacca- 
rin» Sororis Nostra» in die Anniversarii ejus libras quinque tertiolorum, et 
prò Anniversario DominsB Achillee iu^ die Anniversarii ejus libras quinque 
tertiolorum- Item ipsi Gonventui Fratrum Prsedicatorum in Festo Sancti Mar- 
tini prò onorando Gapellam Sancii Thom^ de Aquino constrjuctam seu orili- 
natam in eorum Ecclesia, et ut ipsi Fratrcs colebreut^ ei celebrali faciaut 



230 OOCUUfiXTI iJULtnTKATtVI 

Mtssam omni die in i{Ma Gapelta libras vigtnti teitiolorara , et prò onore 
Festi ditti Sancii Thorais de Aquino in Pesto fpsios Sancti Thom» Mhn» 
qtiinqtte tertioYoruni. Item Con?enttti Fratram Minoram Mediolani prò An* 
nlTersarìo Doininie Floraroontis Sororis Nostrse in die Anniversarii ejas 1ìt>ras 
quinque tertiolorum. Item infradictis GonventìbtB Fratmn Mediolani prò 
emendo Oleum Annuaiimjn prima hebdomada Qaadragettmtt videRcet/Con- 
ventoi Fratram Pradicatorum libras quadragìnta tertiolorum, Conrentai Fra- 
trum Minonim libras qaadraginta tertidoram , Gonyenttit Fratrum Garmeli- 
tarum libras triglnta tertioloram, Gonventui Fratram Gnlestinorum Hbras vi* 
ginti quinque tertiolorum. Item Pratribus Ecelesie Sanctorum Gosmie, et Da* 
miani sit, extra Givitatem prope moros Mediolani in Contrata ubi dioitur ad 
Pusterlam de Monteforti Ordinis Sancii Basilii, ubi consueverant babitare, el 
habitant aliqui Fratres de Armenia prò subventlone sui Viclus Annuatim in 
Pesto Sancii Martini libras seiaginta tertioloram: qoamm pnesialionam de 
quibus volumus onerare dictos Magislrtim Fraires, et Conventom, ac Hoepi* 
tale Sancii Ambrosii Mediolani ut ieneaniur solTere Annuatim usqae In per* 
petuom ut sapra proKÌme coniinetur prò pnedictis Nosirìs Pdteessionibusi et 
Bonis jacentibus in Loco, et Territorio de Badagio de quibus Terris propterea 
donationem facere intendimus, et volamus summa capti lib. Trecentas octua- , 
ginta tertiolorum» qnS denarii saut moneta Mediolani nnnc euTrentis, et se* 
condum ipsius monete valorem. Deinde préfatus D. Morellus Vicarius -ot 
supra habito prtùs Gonsilio ÌH>. ArchipresbiteH , Oràinartorum , et Capituli 
prìediet» Mediolanensis Ecclesi» rationabilifer attendens MagntficeniisB, et Pi« 
voluniati dicti Patria, et Dui. esse premila spiiitnalibus respondendum ordi« 
navit statuii, et decrefit fimiiter, et perpetuo inriolabiliter observandum, ut 
prodieti quinque GapeYlani dicere non obmittant Mtssam quolibet die quoque 
de mortuis drcani prò Anima prefait Rererendissimì Patria, et D. D. Jo: Ar* 
chiepiscopi supradicii, et prò animabos suorum Defunctorum, et prò satisfa* 
ctione, et expialione cujuslibet obligationis onerum quibus essei idem Pater , 
et Dominus modo quolibet obligaius. In festÌTitaiibus vero qu» in Civltate 
Mediolani, et in Dioeest solemntter, et comuniter celebraniur Missa prò ut in 
ipsis Festivitaiibus eompetit debeant celebrare cum . Goroemoratione , et reco* 
mendaiione Antm» Domini Ioaniife Archiepiscopi supradicii, et teneantur in- 
teresse ditinis OffiUis singulariter videlicet ipsorum quilibei cum Gapitulo su» 
Ecclesi» superius anotate, si vero aliquo justo impedimento impediti non pò- 
tuerint Missam celebrare, vel divinis Offitiis, ut premitittuf interesse, tene- 
antur facere cum effectu, quod alii Sacerdoies idonei in hac parte supleant 
\ices suas: que omnia, et singula si neglexerini eontempserini vel aliter di- 
stulerint adimplere quod quolibet die qao deflcerent negligentia, vel con- 
temptu, vel alia non raiiohabili Gausa seu excusatione frìvola in prasdictis, 
vel aliquo predictorum soldi ires tertiolorum eidem, vel eisdem sic deficien* 
tibus , vel deficienti de constituto sibi rediiu subtabantur supraacripto , per* 
mansuri, et converlendi in illud Hospitale quod babebit Bona, et jura pre* 
dieta, et solutiones faciet supradictas; et quod perpetuo per ipsum Gapitulum, 
et OiBciales Mediolanensis Ecclesi», ac Ferulam, et Glerum Mediolani omni 
anno in diebus Anniversariorum prediciorum Dominorum Mathei^ Galeaiii, 



MILANESI. 951 

LuchiiUy Marci, et Stephani, a6 AzonU, et Annivenarioniin ipsius PatrU, el 
DoBÙoi prò ipsorom Animaram salute ia turmis, processione, ac Missam so- 
lemniter debea^t celebrare. De quibos omnibus, el siogulis praefatus Paler> 
et Bominus, et suprascriplus Doininus Vicarìus manda verunt mifai Notano 
lolraserìpto ut inde unum, el>multa, et tot quel, et prout erunt necessaria 
conficerem publicum, et publica Instrumenta. Anno a Nativitate Domini Mil- 
lesimo Trecentesimo quinquagesimo Tertto, Indictionesexta^dieMartis, quinto 
Meosis Martii, anteboram nona» Actam Mediolani in Curia prelati Palris, et 
Domini sit. In suis Magnis ediftciis noviter constmctis 'in Palatio deversus 
Yerzarkim; priesentibua Erasmok» de Pirovano fil. quond. Domini Gulielmi 
Legum Doctons Port Nove Parodile Sancti Stephani ad Nuxigìam, Stepbano 
Porro filio Domini. Beltrami Portai Romana Parocbi» Sancti Micbaelis ad 
Marum ruptum ^ et Andriolo de Mamat» fitìo quood. Domini Jacobi Port. 
OriepU Parochio Monasteri! Lanlasii omnibus Givitatis Mediolani Notariis. 
Interlàenint ibi Testes Dominus Fulchinua de Schixiisjurisperìtusfil. quond. 
Domini Pasii de Cremona habit Medioiani in P. R. P. Sancti Miehaelis ad 
Murum ruptum, Dominus Ubertus Pallavesinus fil. quond. Domini Manfre- 
dini qni habitat in P. 0. in Parochia Sancti Petrum ad Ortum, Dominus 
loannes de Bizosero. fil. quond. Domini Oldradi P. Ticin. Parochie Sancti 
Georgii in Pallatio Mediolani Milles , Dominus Erasmus Aliprandus Legum 

Doctor fil. quod. D Juris utijusque Periti P. Or. Parochise Sancti 

PattU in Compedo , Dominus Magister loannes Busca fiL quond. Domini Ja- 
cobi P. C. P. Sancti Tbome in Terra Amara» Dominus Bonifoncrus fil. Do- 
mini Maffioli de Sancto Miniate P. R. P. Sancti Stephani in Brolio , Do- 
minus Magister Otorìnos'de Concoretio fil. quond. Domini Oldradi P. O. P. 
Sancti Viti in Pasquirolo, Dominus Galvaneas Cominus fil. qun. D. Mathei 
P. C. P. Sancti Prothasii ad Monacos, Thomasolus de perego fil. qun. Do- 
mini Philippi P. R. P. Sancti Nazarìi in Brolio Mediolani , Azo de Salutìa, 
fil. qun. Thomasii Marchionis Saluziarujtn , et Joanolus de Gbiringhellis fil. 
qun. Domini Quiroli P. R. P. Sancti Vincentii ad Septaram Mediolapi omnes 
Noti, et Idonei, vocali, et rogati: Ego Ganilfus de Medìcis fil. quond. Do- 
mini Joanoli P. N. P. Sancti Victoria ad quadraginta Martires Supras^riptum 
Instrumentum dispositionis Creationis quinque Capellanorum rogatum per nunc 
quond. Lanzellottum Negronum fil. quond. Domini Medii olim Givitatis Me- 
diolani Notarli, quod Instrumentum dictus quond. Lanzellottus propterejus 
mortis nterventum explere , et in publicam formam redigere non potuit ex 
auctoriatle mihi concessa per Dominum Danesium de Luatis nuncConsulem 
Justitie Mediolani , de qua rogatum fuit Instrumentum per Beltramolum de 
Comitibos Mediolani Notarium Anno Cnrso MGCCGXXVIII. Indixione sexta , 
et Die Jovis Octavo Mensìs Julii, ab Imbreviaturis ipsius quond. Lanzellotti 
expleri feci , et in hanc pubblicam formam redegi , et in Testimonium prie- 
missorum Signum*meum aposui consuetum, et subscripsi. 



An, 1353. tsM Confermazione della riferita Disposizione» Charia apud Si- 
tonnm Monnm. Vicecom. pag. 12. et segg. 



Ki DOCUMENTI ILLU3TRATIVI 

^11. 1564. ea Strumento delia conceasione fatta dal comune di. MiUno ai si* 
gnori Matteo, Bernabò e Galeazzo, fratelli Visconti, figli di Stefano, di ogni 
balla giurisdizione e signoria sopra la città ed il contado. Sitonu» Monum. Vi- 
eecpm, pag. 27. 

It^em. » Breve di papa Innocenzo VI ai tre fratelli Visconti. Ugh^. T.IV.p,Ì^L 

Idem. «» Diploma di Carlo IV imperatore dato in MantoTa, ^n cui. con* 
cedette ai tre iratelli Visconti il vicariato imperiale ne* loro stati. Pr,e$io il 
$igner ìÙhU^ don Carlo ^vulzi, $ nel monistero di ianla Chiara di Pofita; in 
parie trascriUo dal Qrescenzi. Anfiteatro^ pag. 340. 

Idem, «s Breve di papa, Innocenzo VI» eoa cui delega, i paJM:iarchi di Co- 
stantinopoli, d'Aqoilea e di Grado, o uno di loro, a coronare in Monza Tim* 
peratore Carlo IV , quando ciò non possa eseguirsi da Roberto , arcivescovo 
di Milano. BainM. ad hune aftnum. 

An, 1355. «a Editto di Galeazzo Visconte pel regolamento giudiziario dello 
caiise nel Seprio'e nella Bulgaria. Decreto àntiq.' Uedwl. Due.,pag.S,et.9eji. 

• 1556. fi» Accettazione solenne fatta dal comune di Milano deH'edit^ for- 
mato da' aignori Bernabò e Galeazzo Visconti pel regolamento delle cause. 
J6. pag. 15. 

Idem. » Editto di Galeazzo Visconte per la distribuzione de' carichi strar 
ordinai} della guerra nel Seprio e, nella Bulgaria. Ib. pag. SO, et i0g. 

An* i357. >» Dichiarazione del medesimo principe intorno al n^enlovato 
editto. Ib.,pag, 22. 

Idem. =9 Istruinento della lega falta contro i Visconti. Uuraton. EspQsizioixe 
de*diritli sopra Comadiio. Append. num. 4. 

Idem. = Istrumento di fondazione del luogo Pio, detto della PagnoieUa in 
Milano. Nell'Archivio di quel Luogo Pio. 

An. 1558. « Lettera di Roberto, arcivescovo di Milano, ai vescovi suffra- 
ganei, comunicando loro una bolla di papa Innocenzo VI per la decima im- 
posta sòpr4 i fondi ecclesiastici. Zaccaria de Episà^. Laudèns. pag 282. 

« 1359. '='%. Donazione fatta da Bernabò Visconte a diversi spedali di Mil. 
Corto r^W Archivio dello Spedai Maggiore. 

» 1361. = Lettera di Galeazzo Visconte a tutti i podestà delle sue città , 
perchè ordinino a tutti gli scolari che si portino a studiare nfilla nuova Uni- 
versità di Pavia. Azarius Gap, XIV. Conus ad hunc annum. 



HILAMBSI. 233 

iiji. 1301. se Monitorio di papa Urbano V contro di Bernabò Visconte, 
citaiidolo a comparire avanti di sé. Ratnald ad hunc anntm Num, XJI, et ieq. 

Idem. 39 Lega fra Galeazao Visconte ed Amedeo VI conte di Sav<^a9 conlro 
il marcbe<e di Mon&rralo. Demoni, ad an. i36t. 

Al». i562. -s( Decreto dì Galeazzo Visconte contro ì ribelli. Aiwrnu Gap. XIV, 
eoL 403, $1 $iq. 

• i364. «3 Li(Htera di Gal^u^^o , Viscontea Andrea Androino^ prete car- 
dinale del titola di san Maroello legato in Lombardia. Aioriui pag.hOi e(414. 

Idem* =33. Capitoli della pace fra il sommo pontefice Urbano V e Bernabò 
Visconte. Bmnald, ad hune annum. Nt0n^ III, U seq, 

Jdea^; z=s, perj^ula. de'luogblJca^Galeaaio Visconte ed il marcbeae di Hon- 
ferrato» in vigore della^uice conchiusa fra essi. Bmoeimto da San Giorgia toilo 
qiues^atmo. 

Idem. <«s Editto della dtUi di Milano intomo ai magistrati cinriei. -Pereto 
anlifpia JtkdioloMi Ducurnspag %1, . 

Idem. «=3 Lettera de'quattro figliuoli di Bemabòi signori di Parma» a quel 
loro podestà. Ib, pag, 32. 

An. 1363.»sIstrumento del matrimonio fra Leopoldo^ duca d'Austria, e Verde 
Visconte, figlia di Bernabò» NeW Archivio segreto deWaugustiesima casa d'Austria 
in Vienna. =» In nomine Domini , Anno a Nativilate ejusdem Millesimo tre- 
centesimo sexagesimo quinto. Indictione tertia, die Dominico, vigesimo te'rtìo^ 
mensis Februarii. Pateat « Universis et singulis boc publicum Instrumentum 
inspecturis. Quod in presentia mei . . notarii e^ . . notariorum ac * . testium 
Infrascrìptorum ad infrascripta omnia et singula specialiter vocatorum et ro- 
gatorum. Constitutis.personalUer Eccelso et Magnifico - Principe ac. domino, 
domino Leopoldo Duce Austrie et etc., illustris Principis , et reeolende me- 
morie, ac domini, domtni^ Alberti Ducis Austrie filio ex parte una. Et Inclita 
domina domina Viride, magnifici etexcelsi, domini, domini Bernabovis Vicecomilis 
Mediolani, etc. prò Imperiali Mageatate Vicarii generalis ibi presentis. et ex- 
presse consenlientis Infrascriptis filia legiptima , ex parte altera , prò Infra* 
scriptis omnibus et singulis specialiter explicandis. Ibidem ad honorem Dei , 
rerum condiloris, a quo matrimonii vinculum in paradiso, et ^tatu Innocentie 
Institutum unionem, et Indissolubili itatem accepit, Beatissime gloriose sempcr 
Virginis Mari», ac totius curie cellestis, ad exaltatìonem et gloriam tam pre- 
dicti domini Ducis.. et ejus prosapie, quam prefati domini Bernabovis et ^usdomus 
generose, ac ipsorum . . fidellium, nec non ad tranquillum et pacificum statum 
subditorum. Prelibatus dominus Dux Leupoldus primo per Nobillem milliteia 
legumq. Doctorem dominum Arasimum de Liprandis civitatis Mediolani, me* 



831 DOGUMB!«Ti ILLUSTnAflVI 

dianle Philipolo de Desio ejusdem Civilatis luterprete ibi presente et ydioma 
Austrie sciente, certificatus de sponsalibaseimatrìmonioaliaxpèr. . Nuntiiim 
specialem ipsius domini. . . Dacis, cum dieta domina. . contractis, et certis 
contractibus aliis premissornm occasione cellebratis , ipsos . . . conlracttts ex 
certa seientia ratificavit et aprobavit Et demum ad maiorem eautelam , etiam 
ut supra Interrogatus, si eidem domino . . Daci placebat contrabere matrimo- 
nium cum predicta domina Viride, et ipsam volebai in suam legiptUnam spon- 
sam, Uxorem^ et domtnam accipereet in eam utin legiptimam sponaam, et Uxorem, 
et domidam consentire per legiptimum conseAsum de presenti. Qui dominus 
Dux Leupoldus dare respondit per dietam Inlerpretem expresse tefferentem 
et clarO) quòd animo libenti eklem plaoebat ipsam raatrimonium , cum dieta 
domina . . contrahere , et quod ipsam in legiptimam sponsam , Uxorem , 
et dominam suam accjpiebat, et quod in eam ut in legiptimam sponsam, Uxorem 
et dominam consentiebat, annuendo sibi expositis per dietum . . Interpretem. 
Deinde immediate ipsa domina Yirìdis per dietum dominum Arasimum Inter- 
rogata exlitit, si e idem similtter placebat eum dicto domino Leupoldo Duce 
matriraonium contrahere » et ipsum in ejos legiptimum sponsum , Yirum t et 
dominum suum accipere,>,et in eum ut in legiptimum sponsum, maritum, et 
dominum legitime , et per consensum de presenti consentire. Que respondit , 
eum oonsensu expresso prefati Magnifici ot Exoelsi domìni domìni Bemabovis 
patria sui ibi presentis, et expresse consentientis, qnod sic ; premissis omnibus 
etiam annuendo, Quibus pactis Sepedictos dominus Dux Leupoldus statim et 
immediate in signum huiusmodi matrimonii contracti Ipsam dominam . . cum 
Annullis tribus aureis in quarto digito eius manus desterà subarravit per ipsonim 
annullorum immissionem. Promittens etiam per proprlum Juramentum per 
dietum dominum Arasimum mediante dicto Interprete requisitum eidem do- 
mine . . quod ab hac horà in antea perpetuo ipsam dominam Ylridem prò sua 
usore legiptima transducet, habebit et tractabìt. De quibus omnibus et smgulìs 
prefatus dominus Arasimus nomine Ipsorum . . spensi et . . sponse et prò eis 
rogavìt , et requìdvit per me . • notarium Infrascriptum et quemlibet alium 
notarìum ibi astantem publicum confici Instrumentum, et Sigilli etusdem do- 
mini . . Ducts munimine roborari, ad maiorem firmìtaiem premissorum. Acta 
fuerunt premissa omnia et singula in Aulla prefati Magnifici domini domini 
Bernabovis Syta in civitate Mediolani, in Porta Romana in Parrochia Sancii 
Johannis ad Concham, subtus sallam respitientem super Yiridario ipsius aulle, 
suprascriplis Anno et Indictione et die, presentibus ibidem prò notariis, Yiees- 
soUo et JohannoUo fratribus filiis Girardi Gatanei civitatis Mediolani Porte 
Nove Parochie Sancti Protasii ad Monachos notariis , ac presentibus testibus 
ad bec specialiter vocatis et rogatis Nobillibns viris, Domino Ottone Duce de 
Bresuich filio condam domini Filippi, domino . . Advogadro de Madio, domino 
Aycardo de Yillandro , domino Johanne de Frosperger , domino Francisco 
Marchione Estensi nato bone memorie còndam domini Marchìonis Bertaldi 
Habitatore civitatis Mediolani , domino Jeanne de PepuHls de Bononia nato 
bone memorie domìni Xadeì, domino Frane ischo de Ordelafiis Gapitaneo For- 
Iivii nato condam domini Sygebaldi habitatorc civitatis Gremone, domino Tho- 
ma Marchione Mallaspine nato bone memorie dommi Marchionis Ysnardi, do- 



MIUlfBSI. 2S5 

mino GMmo de Piis nato condam dorami Maynfrendì habitatore Castri Cari 
peQsis diocesis M iiiitiensis, domino Feltrino nato bone memorie domini Alloysi 
de Gonzaga de Mantua, domino Gerardo de Comitibus de Pisiis, domino Fo- 
dmco de Gonzaga nato bone memorie domini AJluysiì , domino Johanne de 
Lamirandola iilio condam Nicholay habitatore ierre de Lamirandola, domino 
Johanne de Castrobarcho, domino Conrado de Cospergh, Hermano de Hercel, 
domino Alptnollo de Gasate MHlite nato condam domini Guilliélmi dietarum 
clTÌtatìs Medlolam et Porte Note Paroobie Sanctt Johannis ad qnatuor Ctties 
noto, domino Petro de Mandello millite nato condam domini Mazini earundem 
eiTitatis Hediolani et Porte Nore Parochie Sancti Laareotti in'Turrìgio similiter 
noto et domino Johanne deSextoilHooondamProtasiicivitatisMediolani Porte 
Nove predlctarum, Parochie Sancti Victoria et quadraginta marttrum, nec non 
Aliornm . . procerum , . . millitam et . . nobillium , tam Austrie , Carintie et 
Comitatos Tiroli quam Ytalie et Alinnde ibi Astantium mnltitodine copiosa 
presenti. Insuper prefatus Ifsgniflcas et prepotens dominns, dominos Bemabos, 
ad maiorem ilrmitatem et coroborationem omnium predictorum mandavit prò se 
et dieta eius fflia hoc Instrumentum sai sigilli pendentis munimtne roborari* 

L. Signi Ego predictus Yicensolus Ifotarius publiens Imperiali Auctorìtate 
Not. natus Girardi Catanei premissis omnibus et singulis, duro sic ut pre« 
fertor agerentur loco et tempore suprascriptis , una eum prenomi- 
natia . . notano et . . testibus et Infrascripto Georgiolo notano pre- 
sens prò notarlo Interfui, et me in testimonium premissorum propria 
Manu subscripsi, et signum meum aposui oonsueturo. 

L. Signi Ego predictus Jahanolus Notarius publicus Imperiali Auctoritatd 
Not. natus Girardi Catanei premissis omnibus et SingulUs dum sic ut 
prefertur agerentur loco et tempore suprascriptis , una cum preno- 
minatis • . notarlo et . . testibus et Infrascripto Georgiolo notarlo 
pfèsens prò notarlo Interfui, et me in testimonium premissorum prò* 
pria manu subscrlpsi, et Signum meum aposui coosueturo. 

L. Sffgni Ego Georgiolus notarius publicus Imperiali Auctorìtate , natus 
Not. condam Johannis Tosohani de T4nelorìbus civitatis Mediolani, Porte 
Horìentalis^ Parrochie Sancti Babille, premissis omnibus et singulis, 
dum sic ut prenuttitor agerentur , loco et tempore antedictis , una 
cum prenominatis . . notarìis , et . • testibus presens fui , Rogatusq. 
hoc publicum Instrumentum confeci; et tradidi, ipsumq, propria manq 
scrìpsi, et in testimonium prembsorum subscrlpsi, Sìgnoq. meo con« 
sueto signavi. 

t hoc est verum f 

L. S* L* S. 

CoUat cum ^Aulographo Arthivi 
AuguiL Domui AuOr. 



^6 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

An. 1566. = Lettera di papa Urbano Y a Bernabò Viseonte. BamUd. ad 
hunù annum. Nnm, XXVIL 

Idem, s» Donazione fatta da Bernabò Visconte ad alcuni spedali. Cart^del" 
l'Archivia dello Spedai Maggiore e deWOrfoinoUropù, 

Idem, n» Uoione di un moaistero dedicato a sant'Agnese, con qfoelio delle 
Vergini, ora detto della Vecchiabia. NeWArchifùo di qitel Momtero.- 

AfL i367. «« Statati dei capitoli del duomo» di sant' Ambrogio e di san 
Nazaro. NegU Arehioj delle loro canoniche. 

Idim. « Matricola del collegio de* medici di Milano da quest' anno fino 
al 1396. NeWarekivio di quel CoUegio. 

Idem. =» Fondazione della cbiesa di san Cristoforo nel borgo di Trivillio. 
Carta fUill'arehimo dt quel Borgo, 

Ah. 1368. e» BreTO di Urbano V con cui racoomanda a Guglielmo, ^ar- 
civescovo di Milano , il nuovo abate di san Vittore. Soglia Series Arckiep, 
ubi de GuUiekno de PueUrla. 

Idem, -a Fondazione di un beneficio nella nuova chiesa di santa Maria del 
castello in Tradate. Carta nell'archivio Arweeeouie detto delle Firàs. 

Idem, «a Descrizione del convito per le nozze di Lionello duca di Ghia- 
ronza con Violanta Visconte. Carla preeeo il Corio^ e l'AmmUsta di Milano. 

An. 1369. » Diploma di Carlo IV , con cui restituì a Bernabò Visconte , 
ed a* suoi figli ed eredi , il vicariato Imperiale, e gli onori a loro tolti per 
la guerra colla chiesa. Creeeenxi AnfiUaJbto , fog. 340. 

Idem, mm Lettera di Carlo IV a Galeazzo Visconte con gravi doglianze per 
la condotta di Bernabò^ dì lui fratello. Charia m Archivio PorU^ Jovis. Cod^ 
Sign. H. fol 120, a tergo. 

Karolus Quartus Divina favente clementia Romanorum Imperator semper 
Augustus, et Boemie Rex, Nobili Galeaz Vioecomite Mediolani etc. prò Ma- 
jestate Cesarea Generali Vicario Fideli suo dilecto gratiam suam , et orane 
bonum. Fidelis dilecto noster. AVia^ Nobili Bemabovi Vicecomiti'Mediolanensi 
etc. Fratri tuo Vicarìatum Mediolani etc. una tecum commisit imperiàlis 
nostra Serenitas sub certis tenorìbus literarum, qoas de super erogavimus 
prout nosti , sperando , qood latitudine benefitiomm , que sibi impendimus , 
ejus erga Nos et Imperium deberet augeri devotio , ut tanto fidelius nostros , 
et Imperli prosequeretur honores> quanto se intelligeret amplioribus benefitils 
preveniri. Ipse tamen velud aspis surda aurcs obturans , gratitudinis benefi- 
tiorum oblitus , et Immemor , que sibi et tuo Generi Divus Henricus quoudam 



mLANcsi. 257 

Romafiorum impefator Augóstos Avos Bostei impendit y et eorum, que a idu- 
nificenlia nostra snacepU , in jcantemptum MajesUtìs CeMree^ Saetosanctam 
Romanam Eccleaiami cnjos ex digni^ite Cesarea Nobis estattributa defensio, 
impefidente (forse impotenti) conatu bosViliter audet invadere adversnm eam 
Pacem, quam inter prefatam Ecclesiam Sanctaoi ab una^ et eum ab altera 
tractata , conclusa » et nostra interposizione firmata , et confirmatt fore de- 
monstratur. Nam cnm Pemsinis ejiudem Sanete Ifatcis Bcalesie noti» Rebel- 
libus certas coHiganlias, pacla» ei eonlederationes inlvit^ eteis auxilia, et 
favores palam , et occulte impendere non erubnit et adbuc ausu nefàrio seroper 
impendit. Sicat etiam in presenti tempore nephandam illam Shatane Congre-* 
gatioiiem Soetetatìs Aoglke, cnjos Gapitaneos Jobanes de Acuto dicitar > in 
grave dispendiam prefate Saacte Matris Ecclesie '.antedictis Pernsinis in saf- 
fragium destinavit » et alias quamplurimas offensiones etinjuriasintulerit Sanete 
Matri Ecclesie, in nosiram^ et Sacri Imperli ignominiaiD» et contemptum. Et 
presertim cum sibi «onslet, et dndum constiterit, quod ad Nos .pertlneat 
grata défensio Ifbertatis et jarium' Ecclesie Sacrosancte. Et quia prefatum Der- 
nabovem Fratrem toum tanquam Vicarium , et Pidelem nostrum clementi 
benigaitate monoit nostra Imperialis Serenitas, quod revocata Anglica Societate 
predicta, a talibus nocumentis Ecclesie resipiscat amoda; quodque GoUiga* 
Uones , pacta , et federa , que adversus. Ecclesiam Sanctam cum antedictis 
inivìl rescindere , tollere , et annichilare , et ab Ecclesie Sanete molestatio- 
nibus, et incomodis, taroquam Sacri Imperli subditos, et Fidelis cessare et 
desistere debeat , atque ordinatam , traétatam , firmatam , et consumatam 
pacem cum antedicta Sancta Matre Ecclesia ad plenum servare conelur , et 
studeat insuper formam literarum, que date snnt et edite super illa. Confi- 
dentes, quod idem Barnabos gratus beneficiorum Avi nostri, et eorom sicut 
prsmisimiis, que a nostra, ben ignitaie -recepit, nostns. monitionibos pareat, 
ita quod Sacrosanta Romana Ecclesia a qoibuslibet hujusmodi pressurìs , et 
incomodis relevetur, neque Majestati nostre derelinquat materiam adveesus 
eum, et suos ad penas qoascunque privationis vel alias aliquomodo procedendi. 
Qua propter Pidelltati tue autorìtate Cesarea et virtude preseàtiam districtius 
inhibemus, ne prefato Bernabovi Pratrì tuo, Complici bus, Adjiitoribus Fau^ 
torìbus, Yalitoribus, adherentibus et Seguacibus ipsius cujuscumque condi- 
ttonibos existanjt, in eum casam obi prefatis monttionibus nostris suepresun- 
ptionis audacia obedire contempnat, qnovis tngenio, seu colore quesitis, auxi* 
lium, consiliuffl , favorem , aut juvamen , publice, vel occulte, dlrecte, vel 
indìreete, per se, vel alios presumas impendere, adversus nostre presentis 
inhibitionis seriem , et mandatam. Alioquin dUm et quottes contrarium fecisse 
vtdeberis adversum Te, et-tuos Ueredes, ad penas consimtles proeedemus , exi- 
gciite justitia, oo quod ageutibus , et consentìentibiis consimilis fere debetur, 
et equalis pene infiiclio, sicut hec Divine, et humane legis testimonia prò- 
fiténtur. 

Idem, =9 Editto di Bernabò e Galeazzo Visconti , dove si stabilisce il met* 
tere i beni alle gride , per sicurezza delle vendite. Decreta antiqua Mediolani 
Documy pag, 34. 



VSS Docuueirri aiBBTKÀTivi 

An. It70. » Fondazione delia cappella di lan Bernardo , presso la chiesa 

di santa Maria del monte di Varese. Carla citata dal Baaanmo nel tua Uhro 

dell' Eeommato, Gonfermaia poi dagli ecclesiastici con istnimento del 157!. 

Carta citata dal Sorniani, Santuario di Manta Maria del afonie, pag, t^, et eeq. 

t 

Idem, «^ Fondazione della cappella, delta della Florana, nella chiesa di 
san Nazaro Maggions di Milano. Carla presse il CattelU: Stata della ihieea 
Uilaneu. MS. netta BibHoteea Amhroncma^ Cod, «0911. A. ifi /ei Nnm, ii2, 
pag, 529. 

Idem. *» Convenzioni fra Galeazzo Visconte ed alcuni militi tedeschi. Qiarta 
apud Muratcr. Antiq. medii obvì, Tom, Ily pag> ttSK. 

Idem, » Editto di Bernabò e Galeazzo Visconti , che proibisce ogni alie- 
nazione traslazione de-* beni in persone non suddite. Decreta antiqua, pag, 39. 

An, i37i. » Lettera di Rodolfo Visconte, figlio di Bernabò / con cui co- 
manda ai yicarj della Ghiara d*Adda d*aveff cura delle acque de' Trivilliesl. 
Garto^ neW archivio di TrinilUo, 

Idem, sa Disposizione di Bernabò Visconte a favore della chiesa di tint'Eu- 
Storgio. Carta eitala da tuia Cronaca MS. di eant'Euitargio. 

An. Ì37S. B9 Donazione di nna casa fotta da Bernabò Visconte ai Canne* 
litani. Carta citata dal Fomari netta Cronaca del Carmine, pag. 95. 

Idem, n Breve di papa Gregorio XI, con cui rinova le scomuntebe contro 
Bernabò e Galeazzo Visconti , e libera i loro sudditi dal giuramento di le- 
deità. RttimkL ad knnc ainnum. 

Idem* « Lettera di Bernabò Visconte , con cui pubblicò la tregua fatta 
col sommo pontefice. Gazata Qiron, Regiene. ad hune amnimn. 

Idem, t» Lettera del medesimo ai vescovi» prelati e capitoli de' suoi stati 
con ordine che non passino a provedere alcun beneficio senza la licenza del 
principe. Id. Ib. 

Idem, » Decreto di Carlo IV contro di Galeazzo Visconte, con cui Io 
priva del vicariato imperiale ec. Carta nett'archivio del Coeletto nel Begietro 
Segn. A. tenia numero. Dunumt eolio queel^anno. 

Idem, » Lettera di Bernabò contro gli ecclesiastici non sudditi ec. IViesio 
il sopraceilato Gazata. 

Idem, == Decreti di Carlo IV , coi quali dichiarò il conte Amedeo di Sa- 
voja, vicario imperiale in tutti gli stati dei Visconti. Dm Moni Ib, 



MILANBSI. 239 

. An. iS75. « Nuovo monitorio del sommo pontefice Gregorio XI, contro 
di Bernabò Vìaeonle. Bmnald. ad kune astMNH. 

Idem, «a Convenzione falla da Bernabò Visconte coi Genovesi. Carta nell'ar- 
chivio del Catullo, Cod. Segn. A. eenta numero^ pag, 79, ' 

Idem. « Lettera di Bernabò meno contraria agli eocleMastici. Pretto il 
Gazaia^ cromila di Reggio eoUo queeCaumo. 

Idem, s^ Breve di Gregorio XI, per fondare ima chiesa ed un Uonistero 
nel silo dove san Pietro Martire era stato ucciso per la fede. Corto nell'or^ 
Mvio di quetio monuterio presto Barlattina,^ 

Dilectis Filiis Priori Provinciali et Fratribus Ordinis Pratrum Prasdicatorum 
Provincis Lombardie Superioris^ secundum morem dicli Ordinis, Salutem^ 
et Apostolicam benediclionem. Sacns vestm Religionis, in qua sub jugo vo* 
luntarìs paupertatis devotum Beo exihetis servitinm promeretur honestas , 
ut petitionibus vestris, in bis pcesertim, per^ qua euUus Divini nominis 
augeatur , vesterque Orde prosperis successibus gratuletur quantum cum Beo 
possumus favorabiliier annaumus» Exibita quidem nohis prò parte dilecli Filii 
Simonis Electi Mediolanensis vostra petitio continebat , quod vos ad bonorem , 
et landem Dei , ac Beati Petri Martiris Ordinis vostri in quodam Territono 
prope Medam Mediolanensis Dieceeis * ubi ipso B. Petrus palmam extitit mar- 
tyrìi asseoutus quendam locnm recipere , et ibidem Ecclesiam , seu Capeilam, 
Tel Oralorium, Campanile, Campanam, Cttmeterium* Demos, et alias ne- 
cessarìas officinas desideratis , et proponitis cum Dei adjutorio , et pia largii 
tiene Fidelium.construere et fundare. Quare prò parte ipsius Eletti, et vostra 
fuit nobis humiliter supplicatum , ut vobis faciendi pr»missa licentiam au- 
dorìlale. Apostolica concedere dignaremur. Nos igitur, qui didornm Divini 
eultus, vestraHiue Religionb augmentum ferventer aj^timus, buiusmodi sup* 
plicalionibus inclinati vobis diotum locum infra prsefatnm Territorium, in 
loco tamen congruo et bonesto , qui vobis pia tradatur largitione Fidelium , 
vel alios per Vos Justo titulo acquiratur cum Ecclesia, Capella , seu Oratorio, 
Campanili, Campana, Caemeterio, Domibu8« et aliis officinis supradictis, 
prò IMI et habitatione vostra recipiendi , fundandi , constmendi , et perpetuo ^ 
retinendi, Parochialis Ecclesia , et cujuslibet alterius jure in omnibus semper 
salvo, ielicis Recordialionis Bonifseii PP. YIU. Predeeessoris nostri,, qua ju- 
betur, ne Fratres Ordinis Mendicantium loca qusecumque de novo recipere 
pnesumant absque Sedis Apostolies licentia speciali , faciendo plenam , et ex- 
pressam de inhibilione hujusmodi mentionem^ et quibuscumque aliis Constitu- 
tionibus contrariis nequaquam obstantibus , plenam , et Itberam auctorìlate 
Apostolica licentiam élargimur. Ycdbts nibilomtnus auctoritate pradicta conce- 
dentes , quod Prior et Fratres , qui in loco ipso prò tempore morabuntur 
omnibus libertatibus exemptionibus , privilegiis , et gratiis dicto Ordini et ejus 
Fratribus a pneiata Sede concessis , et quibns Fratres dicti Ordinis quomodo 
libet potiuntor, gaudeant, et ntantor. Nulli ergo etc. D^. apud Pontem' 
Sorgia Avinionensis Diacesis III. Id. Junii Pontificatus nostri anno tertio. 



240 - DOCUUBXTI IliLUStRATIVI 

An. 1378. Bs Decreto di Bianca di Savoja moglie di Gdeozso Visconte a 
favore del luogo di Abiategrasso, di eoi era padrona. Decreta antiq, p. 345. 

• 1374 =9 Breve di Gregorio XI , Bcritto a Bernabò Visconte. RamiUd. 
ad hune <mnum, Num. XIV., 

Idem. » Lettera di Bernabò Visconte a cagione delia pestilenza. Gazala 
ad hune atmum, 

IdevL i^ Registro delle limosino che Galeazzo Viscónte faceta vivendo , e 
che lasciò da farsi dopo la sua morte. Carta nelV Archivio del Castello. 

MGGGLXXIIII. die XXVII. MarUi. 

Intentio Magnifici Dai Dni Galeaa etc. est quod infrascripte elemosine , 

oblationes , et anniversaria fiant toto tempore vite sne 

seciindum ordinem infraserìptam videlicet. 

Imprìmìs vult , quod omni die toto tempore vite sue dentar prò elemosina 
Pauperibus Ghristi prò salute, et remedio. anime sue FI. I, quod capit in 
anno FI. CGCLXV. 

Itcm.omni die /quando Doroinus ieiunat, quod est omni ebdomada semel, 
et hoc propter ieiunium Beate Virginis Marie, qui sunt ut supra dies LII. 
In die FI. I, quod capit in anno FI LII. 

Item prò offerta illius Misse , quam omni die audit ad computum sa. IL 
Imperialium prò Missa in die. FI. ^ ss. II quod capit in anno FI. XXIll. 

Item prò oblatione trium Mi^arum , qoe dicuntur in die nativitatis Dni 
prò qualibet Missa. FI. L quod capit in anno Fi. III. 

Item pr^. oblatione Misse, que dicitur in Festo Bpiffanìe. FI. I. 

Item prò oblatione Oflitii dierum Veneris Sancti. FI. L 

Item prò oblatione Misse> que dicitur in Festo Resurrectionis Dni. FI. I. 

Item .prò oblatione Misse , que dicitur in Festo Penteeostes. FI. I. 

It6m prò oblatione Misse, que dicitur ia Festo Beate Virginis Marie in 
Marzio. FI. L 

Item prò oblatione Misse , que dicitur in Festo Beata Virginis in Angusto. 
FL. L 

Item prò oblatione» Misse , que dicitur in Festo Beate Virginis Marie in 
Seplembr, FI. I. 

Item prò oblatione Misse , que dicitur in Festo Beate Virginis Marie in 
Februario. FI. I. 

Item prò illis diebus, quibus prefatns Dnus non audit Missam detur quoli- 
bet die. FI. L quod capit in anno FI. XXX. 

Item omni anno ad Festum Nativitatis Dni in pane cocto distribuendo illum 
in quindecim diebus subsequentibu» Modia XX. Frumenti. 

Item omni anno distribuendo ut supra PJaustra.duo vini. 

Item omni anno in Festo Annuntiationis Beate Virginis Marie in pane cocto 
distribuendo per totam octavain diete Festivitatis Modia X Frumeali. 

Item omni anno ad Festum Resurrectionis Dni in pane cocto distribuendo 
illum in quindecim diebus subsequentibus Modia XX Frumenti. 



HlbANSSI. ììì 

Item aJ suprascrìptum Festum omni anno distribuendo ut supra Pìaustra 
II Yini. 

Item in quatuor Vigilliis Beate Virginis Marie, videlicet in qualibet earuin 
omni anno FL X, quod capit in anno PI. XL. 

Item in qualibet Vigilia, vel Fesfo duodecim Aposfeolorum FI. I, quod capit 
in anno FI. XII. 

Item in qualibet Vigilia infrascriptorum Sanctorum, et Sanctarum, qua Daus 
non potest ieiunare , videlicet Sancti lohannis Baptiste , Sancti Ambrosii , 
Sancti Georgii, Sancti Antonii, Sancti Francischi, Sancte Mane Macdelleue, 
Sanete Caterine, et Sancte Apollonio prò dentibus. FI. I, quod capit in anno 
Fi. Vili. 

Item quod dicantur omni die in Gapella Sancti Gotardi in Mediolano Misse 
XVIII» et detur prò qualibet Missa in mense Fi. I, quod capit in anno FI. GGXVf. 

Item quod dicantur omni die in Papia in Gapella sua sita m Gastro suo 
Papié Misse XII ad computum suprascrìptum. FL I , quod capit in anno 
FI. CXLIIII. 

Item ultra illas Missas que dicantur in Civitate Mediolani, et Papié dicantar 
omni die Misse QGG. per Gonventus Fratrum Paupertatis Gif itatum Dni pre- 
fati ad computum Imperialium III. prò qualibet Missa. Capit in die FI. II. 
sol. XU. in anno FI. D. GCGLV. 

Item in die Veneris Sanota dentar prò Elemosina Pauperibus Christi FI. V. 

Item vult , quod quandocunque se iQsompniaverìt alìquem , vel aliquos ex 
Predecessorìbus sue Domtnationis, vel Dnum Comitem Guillelmum Gomitem 
Anonie dentur prò elemosina prò qualibet. FI. II, quod capit in anno FI. XL. 

Item intentio Dni est de decem Gapellis llendis videlicet duas ia Mediolano, 
unam in Papia, unam in Piacentia , unam in Cumis, ùnam in Novaria, unam 
in VerceJlis, unam in Terdona, nnam in Alexandria, et unam in Modoetia; 
et quod iste decem Gapelle venlant cum acquisto Gapelle, factura, adornatura, 
pictura, fulcimento Altaris, una computata alia prò FI. M. auri quo qualibet. 
Et si ex predictis posset haberi redditus Presbiteri soilicet libras G. Tertio- 
lorum prò qualibet fiat. De quibus Domina iam habuit FI. HI. M. auri prò 
fatiendo dictas Capellas. Et si suprascripta quantitas denariorum non fuerit 
sufiìciens ad predicta petantur Domino , et nunquam cessetur , donec omnia 
enmt completa. Pro qualibet Gapella FI. M, quod capit FI. X. M. 

Item si Gapelle predicte non essent complete, nec leditus Presbiterorum , 
compleantur per Dominam, et Clericum, et Merlinum. 

Item quod dentur omni die prò elemosinis Pauperibus Christi prò remedio, 
et salute anime Illu^tris qiiond. Domine Gomitisse Virtutum ad cumputum in 
die FI. IL, quod capit in anno. FI. DGGXXX. 

IVo Domina , s 

Primo ad Festum Nalivitatis Dni omni anno , vel Resurrectionis Dni in 
pane cocto, distribuendo illum in octo diebus subsequentibus Modia X Frumenti. 

Item distribuendo ut supra Plaustruni I vini. 

Pro Filiis, fi Nuru Dni, 

Ad quolibet Festum Nativitatis vel Resurrectionis Domini in pane cocto 
distribuendo in octo diebus subsequentibus Modia X Frumenti. 

Giulini, Documenti Illustr.. ecc. U 



242 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Item distribuendo ut supra Plaustrum I. viui. 

Pro Illustri Dm Dno Stefano Genitore suo, 

Imprimis omni arino ia die Anniversarii sai in pane cocto distribuendo il- 
lum in odo diebus subsequenlibus Modia X Frumenti. 

Item omni anno in die predicto distribuendo ut supra Plaustrum I vini. 
Ilem prò anima prefati Dni Stefani prò dispensando in toto anno in pane cocto. 
Modia XX frumenti. 

Pro lUusiri Dna Dna Valenzina Matre ejua. 

Imprimis ommi anno in die Anniversarii sui in pane cocto distribuendo iilum 
in octo diobus subsequenlibus. Modia X Frumenti. 

Ilcm omni anni ia die Anniversarii sui dictribuendo ut supra Plaustrum 
I vini. 

. Ilem prò anima diete Due Yalenzine prò dispensando in toto anno in pane 
cocto Modia XX Frumenti. 

, PìX) quond. Dno Joìtanne Archiepiscopo Mediolani. 

Item prò anima Dni Joannis Archiepiscopi Modiolani Patrui sui m pane cocto, 
dispensando illum in die Anniversarii sui, et diebus quindecim proxime sub- 
sequenlibus Modia XX Frumenti. 

Pro quond, Dno Azòne Consanguineo suo. 

Imprimis prò anima Dni Azonis Consanguinei Domini ; omni anno In die 
Anniversarii sui in Medìolanoin pane cocto distribuendo illum in octo diebus 
subsequenlibus Modia X Frumenti. 

Item in omni anno in die Anniversarii sui in Mediolano Plaustrum I vini. 
Iteiìì prò anima suprascripti Dni Azonis prò dispensando per totum annum in 
pane cocto Modia XX Frumenti. 

Pro quond. Dno.Galeaz Patruo suo, 

Item prò anima Dni Galeaz Patrui sui omni anno in die Anniversarii sai 
in Mediolano in pane cocto distribuendo illum in octo diebus subsequenlibus 
Modia X Frumenti. ' 

Item in die Anniversarii sui omni anno in Mediolano dispensando ut supra 
Plaustrum I vini. 

PtH) quond. Dno Mwrcho Patruo suo, 

Ilcm prò anima Dni Marchi Patrui sui omni anno in die Anniversarii sui 
in Mediolano in pane cocto distribuendo illum in octo diebus subsequentibus. 
Modia X Frumenti. 

Item prò animo suprascripti Dni Marchi omni anno in die Anniversarii sui 
distribuendo ut supra Plaustrum I vini. 

Pro quond. Dno Matheo Fratre suo. 

Item prò anima Dni Maihei Fratris Dai omni anno in die Anniversarii sui 
in Mediolano in pane cocto, distribuendo illum in octo diebus subsequenlibus 
Modia X Frumenti. 

In cadem die distribuendo ut supra Plaustrum I vini. 
Pro Dno quond. Comite Anovie, 

Item prò anima Dni Gullielmi Gomitis Anovie omni anno in pane cocto 
Modia X Frumenti. 

Item prò ejusdem anima omni anno Plaustrum I vini. 



MILANESI. 2^) 

Item intaUio Dni prefati est , quod poH ejtu decessum. 
fant infraseripta , vt infra videtkei, 

Imprim» omni die^ et hoc in perpeluum dentur prò elemosinis FK X. Quod 
capii in anno. FI. IH. n). DCL. 

item in quatuor Yigiiliis Beatissime Virginis Marie, \idelicet , in qualibet 
ipsarum ultra 8uprascript08. Ft. X. In pane cocto distribuendo illum in 
octo diebus subsequenlibus Modia. X Frumenti , quod capili^ anno Mo- 
dia XL. 

Item in suprascriptis quatuor Yigilliis, tidelicet in qualibet ipsarum ultra 
suprascriptos Fi. X distribuendo ut supra Plaustrum I vini, quod capit in anno 
Plaustra IlL 

Item omni anno in Pesto Nativitatis Dni , ultra suprascriptos. Fi. X. In 
pane cocto distribuendo in octo diebus subsequentibus. Modia XX Fru- 
menti. 

Item ad Festum suprascriptum omni anno distribuendo ut supra Plaustra 
II Tini. 

Item omni anno ad Festum Resurrectionis Dni in pane cocto distribuendo in 
octo diebus subsequentibus Modia XX Frumenti. 

Item ad suprascriptum Feaum ultra suprascriptos FI. X, distribuendo ut supra. 
Plaustra II vini. 

Kem prò Anniversario suo omni anno in pane oocto distribuendo in quìnde- 
cim diebus subsequentibus ultra suprascriptos Fi. X. Modia XX Frumenti. 

Item prò suprascripto Anniversario omni anno distribuendo ut supra Plaustra 
II vini 

Item omni die cujuslibet ebdomade, qua Dns solet ieiunare secùndum 
quod vadit Vigillia, seu Festum Beate Virginis Marie, in pane cocto 
distribuendo in illa die. Modium I Frumenti , quod capit in anno Mo- 
dia UI. 

Iten) quod post ejus decessum celebrentur omni die ultra illas Missas, que 
. celebrantnr in Gapolta Domus Medìolani, et in Castro Papié, fiant omni die 
Misse ecc. 

Item si Capello antedicte non essent complete, nec reditus Presbiterorum, com- 
pleantur per Dominam^ ac Ciericum, et Merlinum. 

An. 1374. « Breve di Papa Gregorio XI ad Alberto, duca d'Austria, intorno 
alia Pace coi Visconti, ed al matrimonio con Violante, figlia di Galeazzo. Carta 
nell'Archivio se^reL della Angustissima casa d'Austria. = Gregorius Episcopus 
servus servorum Dei, Diiecto filio Nobili viro Alberto Duci Austrise, Salu- 
lem, et Apostolicam Benedicttonem. Dilectos filios NobilesvirosWenhardum 
Dapiferi Mi I item , et Johaunem Magistrum Forestarum Austrie domiceli um , 
Ambaxiatores tuosr latorcs presentium ad Si^em Apostolicam destinatos , be- 
nigne recepimus, atq. audivimus, Duoq. nobis cnraverunt exponere. Primuni 
vìdelicet, exquirendo si pacem ^cum dammationis filiis Bernabove, et Galeaz 
de Yicecomilibus de Mediolano, fratribus, hostibus , et persecutori bus Sanctc 
Romane Ecclesie volebamus habere, quam tractare tua nobili tas offerebat. Se- 
cùndum quod cuoi velles contraherc matrimonium cum.. . nata Galeaz pre- 



244 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

libati, et hoc intér natos utriusq. sexus prefatorum Bernabo\is, et Galeaz cum 
Illustribus personis de quibus exìstis, contrahi , per nostros processus ésaetin- 
hibitum, coQtrahendi cum eadem nata , libi licentiam concedere dignaremur. 
Ad primum dictis Ambaxlatoribus respondimus, ac eidem Nobilitati presenti- 
bus respondemus, quod sicut per dilectum filium Johannem de Constantia, de- 
Yotum tuum, tibi scripsimus, repetimus per presenles, quod pacem cum om- 
nibus si fierì%ote»t optamus habere, et dictorum fratrum Nuneios, interdum , 
licei cum fallaciis, et fraudibus ad Sedem Apostolicam, de nostre permissio- 
nis clementia venientes toleramus audiri, nec respueremus ipsos fratres ad no- 
stram reconciliationem admittere, si consider^tis damnis^ iniuriis, et offensis^ 
nobis, et Romane, ac alìis Ecclesiis, et ejusdem Ecclesie Colligatis per eos ir- 
rogatisi et statu in quo sunt, vellent ad rationabilem concordiam devenire, et 
de ipsa pace, prefatos Ecclesiam, et Golligatos, reddere bene tutos , et quod 
te seu tuis Nunciis tra ctantibus, ipsa pax, tractarctur, elfieret^ haberemusac- 
ceptum. Super sècundo autem puncto de petita licentia contrahendi cum ea- 
dem nata, per alias IKterad nostras, quas per prefatos Ambaxiatores mittimus, 
plenius respondemus. Et cum promissione» et juramenta-, que per te , et non 
nullos Barones tuos, super contrahendo hujusmodi matrimonio facte et pre- 
stila asseruntur, sint irrita, et te, et eos non ligent, parati sumus, licei non 
expediat, tamen ad tollendam secularium opinionem contrariam dare nostras 
litteras declaratorias oportunas. Cave ìgilur filii dilecte , ne ad conlrarium 
«orum, que tibi paterne scribimus , aliquorum Consilio seducaris , quia con- 
trahendo de facto matrimonium proibitum, immo potius conturbemium cum 
nata dicli Galeaz, conlra quem, super earesi procedimus, et de ipsa condemnan- 
dus est, ac per hoc contempnendo Ecclesiam, et ipsi viro perfido, ex hoc magnum 
prebendo favorem, graviter exinde offenderes Deum, et Ecclesiam prelibataro, 
et in preclaro tuo genere, poneres maculam defacili non delendam, et filii non 
essent legitimi, quos susciperes ex eadem. Dalum Sallone Arelatensis Diocesis 
vili. Kalend. Jullii Pontificalus nostri Anno Quarto. 

Valascus. 
L. B. 

Dilecto fiUo Nobili viro Alberto Duci Austrie. 

Collat. cuni Autographo Archivi 
Aug. DomusAustr. 

An, 1375. = Bolla di papa Gregorio XI, con cui approva la religione de'mo- 
naci di sant'Ambrogio ad Nemus, formala in Milano. Gàaria apud Saxiwn se- 
rieg Archiepf ubi de Simone de Bweano, 

Idem. == Istrumento della tregua conoJiiusa fra il sommo pontefice co' suoi 
alleali , ed i due fratelli Visconti. Du Moni ad hunc amium. 

Idem, =3 Diplomi di Gio. Galeazzo Visconte , conte di Virtù , figlio di Ga- 
leazzo , a favore di Ottone da Mandello. Paolo Morigm hloria, lib IV ^ Gap, 25. 



• MILANESE. 245 

An. 1575. = Breve ài Gregorio XI , a Galeazzo Visconte. Rahiald. ad 
hwnc annum, Num. XVL 

» 1376. = Pace fra il sommo pontefice e Galeazzo Visconte. Du Moni 
soUo quesl'anno. 

Idem. =» Istrnroeuto di unione del monistero di Fontegio con quello di santa 
Maria delle Veteri di Milano , mediante breve pontificio. Carta nelV archivio 
del Monistero di santa Maria delle Velcri. 

Idem. =: Vìsita e relazione deHe acque» che Tengono alla città di Milano, 
fatta dairingegnere del comune. Caroel Disquis.jurid. de servittUibus ^ et Aqua^ 
pag. 398 , et seq. 

» 

Idem. =3 Lega fra il sommo pontefice e Galeazzo Visconte. Carta nell'ar- 
chivio del CasteUo nel registro segn. A. senza numero, foL 38. 

Idem. ^=» Approvazione di Galeazzo visconte e del conte di Virtù , al com- 
promesso fatto nel cardinal di Ginevra per la guerra fra essi ed il marchese 
di Monferrato. 16. fol 41 , et seqq, # 

Idem. == Istruzione data dal sommopontefìce alsig. Stefanodella Colonna prò- 
tonòtaro , nel mandarlo a Pavia da Galeazzo Visconte ec. Carta Ih. 

Idem. i=a Pace fra Galeazzo Visconte ed il marchese di Monferrato. Du Moni 
sotto quest'anno. 

An. 1577. «=3 Decreto di Galeazzo Visconte , con cui annulla le grazie da 
lui fatte a* privati contro il diritto. Decreta anHqua pag. 46 y et seqq. 

• 1378. = Decreto di Gio. Galeazzo Visconte, conte di Virtù, a nome 
di suo padre. Ib. 

Idem. =3 Pace fra Gio. Galeazzo Visconte , ed Amedeo conte di Savoja. 
Guiehenon ad hunc annum. 

Idem. 1=8 Lega fra i medesimi due principi. Du ^pnt sotto quest'anno. 

An. 1379. =a Pace fra il sig. Bernabò Vbconte e i signori Bortolomeo ed 
Antonio della Scala , signori di Verona. Du Mont sotto quest^anno. 

Idem. = Accettazione fatta dal sig. Gio. Galeazzo Visconte delle bastie 
del Veronese in sua consegna. Id. Ib. 

Idem. =s Tregua conchiusa fra Gio. Galeazzo Visconte ed il marchese di 
Monferrato. Du Moni sotto quesVanno. 



34G DOCUHBNTt ILLUSTRATIVI 

Ah. 1379. ^ Riserva fotta da Gio. Galeazzo Yisconle dopo la concbiiiaioDe 
della predetta tregua. U. Ib, 

Idem. = Privilegio conceduto da Gio. Galeazzo Visconte ai cittadini d*Asti. 
Caria neWarehmo del Castello nel registro segn, A, senza numero ^ pag. 71 , e( 
seqq, 74^ et seqq. 

An. 1380. » Lega del sig. Galeazzo Visconte , conte di Virtù , co' Veneziani 
a danno de' Genovesi. Du Mont sotto quest'anno. 

Idem, e» Sfida del detto principe contro i Genovesi. Carta nelfarchivio del 
Castello nel registro sopraceitatOf pag, HO , et seqq. 

Idem, =s Lettera del detto principe al doge di Venezia colla notizia della 
lega con lui sottoscritta. Ib. pag. 115. , et seqq. 

Idem. => Diploma di Venceslao re de' Romani , con cui assolve Gio. Ga- 
leazzo Visconte da ogni sentenza imperiale fulminata contro di lui. Du Moni 
sotto quest'anno. 

% 
Idem. = Diploma, con cui il medesimo re concede a Gio. Galeazzo il vica* 
riato imperiale in tutti gli stati j ch« possedeva. Id. Ih. 

Idem, ss Memoriale dato ad Urbano VI , sommo pontefice , dagli abati ci- 
sterciesi di Garavalle, Horimondo, Cerreto ed Acqua fredda. Corea nell' ar- 
ehkio Ambrosiano. 

Idem. =s Dispensa conceduta da Antonio , arcivescovo di Milano , a nome 
di papa Urbano Vf , per contrarre matrimonio fra Giovanni Galeazzo Vi- 
sconte e Caterina figlia di Bernabò , sua cugina. Dacheri SpicHegium Tom. VII^ 
pag. 244. 

An. 1381. =3 Protesta del cardinale Simone da Borsano, milanese, giii 
arcivescovo di Milano , in punto di morte. Daeheri Spieilegium. Tom. J , 
pag. 765. 

Ideìn. » Privilegio ciu^eduto da Gio. Galeazzo Visconte a Giovanolo da 
Casate, con cui in grazia sua esenta gli abitanti di Robecco di concorrere 
alla fabbrica delle mora di Abbiategrasso. Morigia. Istoria, pag. 480. 

An. 1382. =3 Pace concbiusa fra Gio. Galeazzo Visconte e Teodoro , mar- 
cbese di Monferrato. Du Mont sotto quest'anno. 

Idem. =^ Editto di Gio. Galeazzo , con cui proibì a tutti i suoi sudditi il 
cercare e l'accettare Benefici ecclesiastici senza sua licenza. Campi storia di 
Piacenza. Tatti. Annali di Como sotto quesCanno. 



MiLAaiissi. 2i7 

A». i3S4. a- Lettera circolare scritta da Bentabò VUcoole per la morte 
di sua moglie. Corio tolto quiul*anno. 

Idem. =^ Breve di Clemente VII antipapa , con cui concedette Aogera iii 
feudo a Caterina Visconte , moglie di Gio. Galeazzo. Carla neW archwio del 
Castello nel registro seg. A. Num. I, pag, CXL 

Feudum Illustri Dne Chatarine Comittisse Virtutam de Rocha Anglerie. 

Qemeiia ^iseopus Sen'us^ Servorum Dei. Dilecte in Christo Pilie Nobili 
Mulini Gatharine Gomitisse Virtutum , Domini Roche Anglerie Mediolanensi^ 
Diocesis salutem , et Apostoltcara Benedlctionem. Eximio devoftioais sinceritas, 
quam ad Nos , et Romanam geris Ecclesiam non indigne meretur , ut tuis 
precibtts, in illis presertìm, que in utiiitatem rei pubblico cedere digno- 
scuntur , favorabiiiter annuentes » Te spetialibus favoribus , et gratìis attol- 
lamus. Sane petitio prò parte tua uobis exibita continebat , quod de Angleria, 
de Tayno, et de Garnisio, loca Mediolanensis Diocesis ad Mediolanensem 
Arehiepiscopom prò tempore oxistentem pieno j ore spectare noseuntuf: quodque 
Rocba dicti loci de Angleria si a malis , et latronibus eam conlingeret occu- 
pari magnum posset multis Villis, et locis circumstantibus nocumentum af- 
ferro; propter quod magnaa» et graves expensas prò ipsius tuta custodia, ac 
munittonibus necessariis exponi oportet : et nisi Dilectus Filius Nobilis Vir 
Bertiabos de Vicecomitibus Miles Mediolanensis Genìtor tuus eandem Rocbani 
cum expensis maximis custodiri facisset , multa perìcula ^ alque damna toli 
Patrie eircumposite evenissent; quodque prefatus Arebiepiscopus in locis 
predictis HonnuUas pensiones, et alios reddilos , et proventus aunuatim per- 
cipero consuevit;dicteque pensiones, redditus, et proventus prò tuta custodia, 
et manitionibtts bojusmodi diete Roche suf&cere minime dignoscuntur ; quodque 
predictus Ansbiepiscopus^ qui in Laycos patrie circumstantis tcmporalem po- 
testatera non habet, non posset dictam Rocham absque. magno periculo, et 
Ecclesie Mediolanensis dispendio custodire. Nos igitur cupiedtes huiusmodi 
scandalts, et periculis quantum cum Deo possumus obviare^ Teque Aposto^ 
lica munificientia honorare volentes, ut ipsa Romanam Ecclesiam eo deyotius 
revereri studeas^ quo potiora beneficia ab ea noyerìs suscepisse, tuis suppli- 
cationibus inclinati, Rocham et loca predicta, cum pensìonibus, redditibus, et 
proventibus supradictis, ac mero, et mixto imperio, et omnimoda Jurisdictione, 
ac omnibus aliis juribus , et pertinentiis suis , qui trecentorum Florenorum 
auri vel circiter valorem annuum ut asseris non excedunt. libi Tuis Liberis 
ex tuo coppore descendentibus in perpetuum in feudum nobile auctoritate 
Apostolica concedimus, et donamus. Ita tam^, quod Tu quamdiu vixeris, no. 
stri, et ejuddem Romane Ecclesie, Liberi \ero predicti Archiepiscopi memo- 
rali. Vassalli propterea existatis; Tuque Nobts, et Successoribus Nostris Ro- 
mania Pontificibus cànontee intrantibus ^ ac Liberi supradicti prefato Archie- 
piscopo fidelitatis debitum solitum prestare teneamini juramentum. Volumus 
autem, quod prefatì Liberi prò Feudo predicto censum unius Marche argenti 
in perpetuum in Pesto Nativitatis Dominice , annis singulis eidem Archiepi- 
scopo solvere teneaotur. Nulli ergo omnino Hominum Itceat hanc paginam 
nostre concessìonis, donationis, et volantatis ìnfringere, vel ausu temerario 



248 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

contraire. Si quis autem hoc attemptare presompserit indignatiònem Omni- 
potentis Dei , et Beatorum. Petri ^ et Pauli Apostolorum ejus se noverit in- 
cursurum. Datuin Aviiiione YIII. Idus Decembris Pontificatus nostri anno 
seplimo. 

Factum de mandato Dni. Nostri P. P. 
Jo. de Trulhatio. 

An. 1585. » Fondazione della chiesa ecanonicadi santa Maria della scala, 
con juspatronato riservato a Bernabò, ed a'snoi successori. Charta neW Archivio 
di quella Canonièa» 

Idem. »> Decreto con cui la citUt di Milano concedette il pieno dominio di 
se stessa a Gio. Galeazzo Visconte ed a'suoi discendenti. SUon. ifonum. Vkeeom. 
pag. 21. 

Idem. «3 Processo contro di Bernabò Visconte. AnnaL MedM, ad*htine 
antèum. 

Idem. '« Lettera scritta da Gio. Galeazzo ai Fiorentini circa la prigionia 
dello zio Bernabò. Id. Ib. 

Idem, «1 Elezione di un giudice per le valli di Blegno e Leventina fatta da 
quattro Ordinar} della nostra metropolitana , che n'erano signori e conti. 
Charta ti» Arehirno CapiluU Metropoìilani. 

Idem. =a Catalogo dei signori novecento del consiglio generale di Milano 
eletti in quest'anno. Quarta nei Begisbri Civici. Tom. i. foL 179, et $eqq. 

Idem. :» Altri cataloghi de* cittadini eletti per gli altri magistrati civici. 
Ib. fol. 163, 166, et seqq. 

Idem. » Catalogo de'signori giudici del Collegio di Milano nel presente 
anno. Ib. foL 166, et $eqq. 



Nomina Dominorum Judioum CoUegii Mediolani viventium 

MCCCLXXXV. 

Porta Horient. D. Bonolus de Rande. 
D. Jacobus de Aroxio. 
D. Adoardus Curradus. 

D. Curradus, A. mortuui est. *^^^ ^^' 

D. Paulus Arzonus. D. Johannes Vicecomes. morAiiM est. 

D. Rugerìus Cavazia. A. D. Johannes de Homodeis. mortuus eet. 

D. Baronzinus de Molgora. D. Signonnus de Homodeis. 



llILANfiSI. 349 

Pùt'la Tte, D. Ubertinus de Lampugnano. A. 

D. BelloQUS Gironns. mortuus e%t. 
D. Rixardas Vìllanus. A. D. Beltramolas Pasqualis. 

D. Henricas de la Porta. A, D. LanduUuè de Carpams, 

D. Pf anciseus de Landrìano. D. Jàhannet de la Quxa 



Porta Comaeina. 



D. Beltramolas de Ferariis. A. 

D. Johannes de Catanets. morlutis eH, 

D. Pranciscus de la Mayrola. D. Johanninus de Litiìs. mortuus eit, 

D. Fraockcus Tignoxius. D. Gabriel de Bosais. fnortuue est 

D. Andreas de Rizollo. D. Johannes de Gamago. 

D. Ckristoforus de CasHUiono. D. Ambrosius de Biiziis. 

B* Johannes de CastUUono Episeopus Kt-D. Jacobus de Bossiis. 

eenUe. D. Aotonius de Guxano. Mortuus est. 



D. Gristofanus de Guxano. 
D. Morinus de Landrìano. 



Porta Nova 



Porta VerceUma. 

D. Petrus de Guticis senex. mortuus 

est 

D. Stefanus de Guticis. D. Benzius de Sallariis. 

D. Gabardus de Seroxatis mortuus est, D. Guido de Bemadigio. mortuus est. 
D. Johanninus de Bandriano> morAiuc D. Antonius de Seraxonibus. morbus sest, 

est, D. Antonius de Ecclesia. A. 

D. Johannes Gironus. A. ^ D. Antonius de Bernadigio. A. 

D. Ghrisloforus de Pandulfis. A. - I>. Anriginus de Domo. 
D. Petrus de Guticis iuvenis. D. Manfredus Serazonus Fil. D. An- 

D. Johanninus de Gastelliono. tonii. 

D. Pilipòlus de Modoetia. mortuw est. D, Antonius de Landrìano. 
D. Johannes de Pado. mortuus. D. Tadiolus de Vteomereato. 

Giò che è stampato con diverso carattere si comprende essere stato aggiunto 
dipoi ; fino all'anno 1388, in cui fu terminato quel codice. 

Idem. ^^ Perdono conceduto ad alcune famiglie della Martesana state altre 
volte ribelli. Decreta aiUìqua^ pag. 77. 

Idem. ==3 Editto di Gio. Galeazzo Visconte , con cui determina i luoghi 
soggetti alia giurisdizione del podestà di Milano. Ib. pag. S6, et seq. 

Idem. = Lega di Gio. Galeazzo coi signori d'Este, da Carrara e Gonzaga 
contro le compagnie estere, e i ribelli. Du Mont ad hunc annum. 

Idem. =s Memoriale delle monache della Vittoria, e di quelle di santa Maria 
di Castagnedo, per Tiviione del secondo monistero col primo. Qiarta nelt Ar- 
chivio del Monistero della Vittoria. 

An. 1386 » Editto di Gio Galeazzo intorno all'officio delle bollette. Decreto 
antiqua pag. 112, et seq. 



"ioO DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

A». 1387. «e Ordino dì Gìo. Gaiczzo per far la festa di san Babila, e Vo^ 
blazione in quella chiesa. Charta m'BegUtri CivieL Tom. 1, fol. 97. 

Idem, «a Convenzione per le nozze fra Lodovico , duca di Tnrrena e conte 
di Yalois fratello del re di Francia , con Valentina Visconte, figlia di Gio. 
Galeazzo. Quarta presso BenventUo da San Giorgio nella Storia ée'Marcketi di 
Monferrato sotto quest'anno. 

Idem. «» Sfida mandata da Gio. Galeazzo Visconte ad Antonio della Scala 
signore di Verona. Annal. lìkdioL ad hunc annum. 

Idem. «=5 Testamento di Bianca Maria di Savoja, madre di Gio. Galeazzo 
Visconte. Carla presso di me^ e neW Archivio del Regio Economato. 

An. 1588. a« Catalogo di novecento decurioni eletti in quell'anno. Ife'Registri 
Civici. Tom. ly pag. 107. Paolo Morigia Istoria. Lxb. IV, Cap. 44. 

Idem. =s Catalogo delle parrocchie di Milano in quel tempo. Ne* Registri 
XHvici. Ih. pag. 151.- 

Idem, «i Sfida mandata da Gio. Galeazzo Visconte a Francesco da Carrara. 
Corio sotto quest' anno. 

Idem. «= Lettera circolare di Gio. Galeazzo per notificare la conquista di 
Padova. Id. Io. ^ 

An. 1389. =» Inventario del corredo di Valentina , figlia di Gio. Galeazzo 
Visconte, sposa di Ludovica duca di Turrena. Carta itegli AwiaH Mibmesi sotto 
quest* anno. 

Idenn. »: Ordini datt da Giovan Galeazzo per la formazione di un nuovo 
estimo in Milano. Carta ne'Registri Civici sotto quest' anno fol. 5. a tergo. ==• 
Dominus Mediolani etc. Comes Virtutum Imperialia Vicarius Generalis — Nobili 
et Sapienti viro Domino Vicario, sive ejns Locum Tenenti, et XII Provisìo» 
num, ac Sindicis nostri Comunis 'Mediolani. 

Capìtula compilata circa refectionem extimi nostre Civitatis Mediolani mili- 
mus vobis presentibus inclosa» vòlentes, vobisque mandantes , quatenus ipsa 
capitula celeriter observetis^ et executioni mandetis, ac observari, et executioni 
mandari faciatis, cum additionibus, et correotionibus aliquibus, ex dictis capi- 
tulis per nos factis. Super tcrtio capitulo addimus hee verba, videlicil -* Dum- 
modo illa bona devoluta non fuerint ad cameras Domlnorum Mediolani , et 
per ipsos Domiuos postea aliis donata» Stiper quinto capitulo volumus, quod 
decretum addito m per quondam Dominos Jo. Ai-chiepispopwn , et Luchinum 
Fratres Vicecoraites Predecessores nostros super hoc disponens locum habere 
non debeat, nec servari inter Civitates Mediolani, Cumarum, et Laude, habcn- 
tes possessiones earum bine inde in utriusque diclrictibus, neque earuni comi* 
tatus, seu districtus, nisi fuerint de comuni beneplacito, et voluntate Medioia- 



MILANESI. S5i 

iienMum, ComAnorum» et Laudeiisiuin. Super sexto Cs^itulo Tolumus , quod 
sicut alìi in casu stimH existenles tractari per teffipora consueverunt , ita et 
amodo isti, de quibus in Gapitulo sit meatio, traeientur. Super nono Gapitulo 
Yolumus, quod immuni tates, vel exemptiones ccMicesse de jiire debeant obser- 
\arì,etquodimmaQÌtates,8ettexemptionesconces8ede gratiasi observaridebuerìnt 
anaediapositioui, et arbitrio nostro relinquatur. Super sexto decimo Gapitulo. Ad- 
dimos, quod ilU, quibus hoc spectat, seu apectabil etiam futiant sibi firmiter 
promitti per illos de sqvadris qui ellecti faerint extimatores, et taliatores ad 
fatieodum extimum prestando, et defferendo etiam eis si visum fuerit exjpediens 
Saeramemam, quod sine speciali licentia deputandorum ad hoc; non partici- 
pabunt cum aliqua persona per coloquium , , vel scriptaram , ut in Gapitulo 
continetnr. 

' Datum Mediolani die XXXI Martii MGGGLXXXVIIII. 
In Nomine Domini Amen. 

Ordo servandus circa extimum fiendum in Givjtate> Suburbiis, et Gorporibus 
Sanctis Mediolani. 

I. Imprimis, quod suma dicti exstimi esse debeat de florenis X^ClIIIm, de 
super totum. 

II. Item, quod omnes, et singuli cives Mediolani, qui, ve] quorum auteces- 
soies extimati sunt, vel fuerunt in tallea Florenorum Givitatis, suburbiorum, 
vel eorporum Sanctorum Mediolani, describantur in presenti exlimo dare, et 
speeilìce eum nominibus , et cognominibus ipsornm , et patrum suorum , et 
Portis et Parochiis in quibus reperti fuerint habitare , et si ad presens non 
babttant in Givitate, suburbiis, vel corporibus Sanctis in illa Porta e^arochia 
in quibus ipsi, vel eorum anteceasores descripti, vel extimati erant, et boc 
secundum vallorem bonorum suorum mobilium ubieumque sint, etiam im- 
mobilium exislentium in Givitate, vel Gomitatu Mediolani, et secundum exer- 
citia, et trafega ipsorum, habìto etiam respectu ad expensas, et onera fami- 
liarum suarum, ita tamen, quod nullus babeatur respectHs ad aliqua sallaria, 
provisiones vel dona, que data sint, aut facta, seu daren^ur , vel fierent per 
Illustrem Dominum nostrum, seu Uluslrem Dominam Gonsortem ejus seu per 
Gomuue Mediolani alicui persone, prò quibus Saliariis provvisionibus , vel 
Denis aliquis nullatenus prout supra possit, nec debeat extimari. 

III. Item, quod omnes, et singuli ciyuscuQque condition^, vel status existant, 
in quos pervenÌBsent , quovis jure , titulo , vel causa aliqua bona Immobilia 
alicttjus alias descripti, et extimati in tallea florenorum Mediolani, ubieumque 
habitent, òxtimentur prò dictis bonis, et secundum vallorem ipsorum bonorum 
in presenti extìino. 

IIII. Item, quod omnes , et singuli habitatores Givitatis 9 Suburbiorum , et 
Gorporum Sanctorum kediolani , qui , vel quorum predecessores nunquam 
fueriut extimati m tallea florenorum Mediolani , et qui > ad presens alibi in 
aliqua parte exlimati non sunt, et de jure exstimari non debeant, descri- 
bantur, et extimentur in presenti extimo prout in precedenti Gapitulo secundo 
continetur. 

V. item, quod omnes, ci singuli Gives Mediolani habenles Possessiones, vel 



252 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

bona Immobili ia in Civitatìbus , et districtibus Cumarum , ci Laude , seu in 
alìquo , vel aliqua ex eis extilnentur etiam prò ipsis eoram bonis in diete 
extimo, sicut. et quemadmodum observatum est a quadraglnta annis citra, vel 
prò majori parte dictoram annoram. 

VI. Item, qaod omnes, et singulì de Civitate vel comitata Mediolanr ha- 
bitantes^ sea qui babitaverint in Civitate, subnrbiis, vel Gorporibus Sanctis 
Mediolani a Kallendis mensis Januarj proxime preteriti retro , in quos per- 
venissent, quovis jore, titolo, vel caus;a aliqua bona Jmmobilia alicqjos alias 
descripti, et extimati in tallea florenorum , vel qui faciant aliqua exercitia , 
vel traffega in ipsa Civitate , subnrbiis vel Gorporibus Sanctis Mediolani , 
describantur, et estimentur in presenti extimo prò ipsis bonis , exereitib , et 
traffegis^ non obstante quod talleati , et extimati sint in aliqua parte Gomi- 
tatus Mediolani. 

VII. Item , quod si in una familia fuerint duo , vel plures babeiites bona 
comunia, et unus eorum reperiatur descriptus, vel extimatus in dicto extimo, 
quod alii intelligantur etiam descripti, et extimati ; ita qood qnilibet eorum 
teueatur pi^ sua rata parte, secundum portiones bonorum sibi pertinenttum, 
et nibilominus possit , fieri exactio insolidum contra quetnlibet ipsornm , ipso 
lamen, qui solverit , insolidum , habente regressum contra alios prò quibus 
solverit, prò ut baberet Comune Mediolani. 

Vili. Item, quod si fuerint duo, vel plures fratres seu Palrui, et Nepotes, 
vel Consanguinei, qui consneverint esse in extimo sìmul et nunc reperiantur 
babere separatas Familias, seu babitationes , vel bona divisa , describantur , 
et extimentur separatim in dicto extimo assignando miicnique suam contin- 
gentem pirtionem. 

Vini. Item, quod nulla persona , que reperiatur esse descfipta in presenti 
extìmo, secqndum ordines datos possit se excusare aliqiio privilegio immu- 
nìtatis, vel gratie, quin solvere teneatur secundum quod, et prò ut sibi talia- 
bitur, et quod omnis gratia, et immunitas, que non est respectn dìcti extimi, 
iiichìi sibi prosint, salvo tamen arbitrio, et voluntate Illtistris. Domini nostri. 

X. Item , quod illi , qui fuerint taliatores ad talleandum , et imponendum 
prestitum hoc anno impositum, nec non XII Provixìonum Comunis Mediolani 
ad presens dicto oflQcio Provixionum Presidentes, et illi sex, qui ellecti foerint 
ad ordines presentes extimi faciendi, aut aliquis eorum non possit, nec debeat 
eligi, nec esse taliator, nec extimator presentis extimi. 

XI. Item, quod taliatores , seu extimatores , qui eliigentnr ad faciendom 
presens extimum non possint, nec debeant se nec aliquos de eorum familiis 
extimare, nec etiam extimari per aliquos ex squadris elligendis ad dictum ex- 
timum fatiendum. 

XII. Item , quod in eligendo taliatores , seu extimatores ad dictum extimum 
faliendum hujusmodi ordo servetur , videlicet. 

XIII. Primo , quod per Dominum Vicarium , et XII Provixionum Co- 
munis Mediolani eliigantur , et elligi debeant duodecim ex notabilioribus , et 
ditiorìbus cujuslìbet Porte Cìvìlatìs Mediolani , et duodecim de mediocribus , 
et duodecim de minoribus, bonis viris , ac bone conditionis, et fame , et ma- 
joribus vigintiqulnquc annis , qua clectione sic facta predicti Domini Vìcarius, 



MILANESI. 2b5 

et XII. SUtim cogant predìctos duodecim de notabilioribus, et ditiorìbus , 
quos elegerint ut supra ad eligendum trigiata de sua Porta in extìmalores , 
et taliatores , qui sìnt homines bone conditionis , et fame , et majores vigmtL 
quinque anois , et inter quos -elligendos decem sint de ditiorìbus , et decem 
de mediocrìbus , et decem de minorìbus , et inter quos sit unos Notarius no- 
labìlis , et autenticus Deputatus ad dictum extimum describendum , et quod 
Domiuus Hengiramus de Bracbis Vicarius Domini , eodem instanti in alio 
tamen diverso loco statim cogai alios duodecim mediocres , taliter ut supra 
electi faerìnt 9 ad elligendum triginta de sua Porta similiter modo , et forma 
predictis , et qnod Referendarius Mediolani , Slatim , et in alio diverso loco 
cogai alios duodecim mioores^ qui electi fuerint ut supra ad elligendum si- 
militer triginta de sua Porta modo , et forma predictis , et quod predicti 
duodecim triplici s conditionis , qui ellecti fuerint \\xX supra jurare debeant 
coram Domino Vicario , et XII Provixionum de fallendo electiooem predic- 
torum XXX elligendorum ut supra bona fide » et sine frauda , omni utili tale 
attenta, remotis amore , timore , odio , et aliquo spetiali proficuo , utilitaCe . 
et dampno, et ceteris, que possint divertere a tramite justitie , et veritatis. 

XIV. Item , quod in numero extimatorum , seu eligendorum ut supra non 
sit, neque esse possit nisi unus de qualibet parentella Givitatis Mediolani et 
sit at minus unus de qualibet Parochia Mediolani. 

XV. Ilem , quod facta electione per suprascriptos duodecim triplieis con- 
ditionis ut supra de predictis triginta, accipiantur novem bussole, et quod 
in tribus ex dictis bussoKs ponantur triginta brevia ^ videlicet decem de qua- 
libet bussola , in quibus descripta sint nomina predictorum triginta ellectorum 
per primos duodecim ditiores , et quod decem ex predictis triginta electis 
majorìs summe ponantur in una bussola , et decem mediocris summe ponantur 
in alia bussola , et alii decem summe minoris ponantur in alia tertia bussola, 
et similiter fiat de XXX electis per predictos alios duodecim mediocris summe, 
et ponantur in aliis tribus bussolis modo , et forma predictis \ simili quoque 
modo fiat de illis XXX , qui ellecti fuerint per alios duodecim minoris summe, 
qui ponantur in aliis tribus bussolis modo, et forma predictis, et quod de^ 
qualibet ex dictis novem bussolis extrahanlur sorte tres primo , et deinde 
uBus de ditiorìbus de prima bussola primonim ellectorum , et postea unus 
de mediocribus de secunda bussola secundorum ellectorum , et ultimate unus 
de minorìbus de tertia bussola tertiorum, ellectorum qui de super loto ascendunt 
ad numerum XXX prò qualibet Porta. 

XVI. Item, quod de predictis trìginta prò qualibet Porta elligendis ut supra 
fiant quinque Squadre, in quibus sint XXXVI prò qualibet Squadra in quibuS 
sint sex , videlicet duo de ditioribus , duo de mediocribus , et duo de mino- 
rìbus de qualibet Porta. Qui XXXVI prò qualibet Squadra sint , et esse de- 
beant extimatores ad fatiendium extimum generale universaliter omnium , et 
s'mgularum personarum Givitatis , Suburbiorum , et Gorporum Sanctorum 
Mediolani Geterum predicti XXXVI prò qualibet Squadra jurare teneantur , 
de faciendo dictum extimum bona fide , sine fraude , prò ut supra in elec- 
tione XII continetur, 

XVtl. Item quod pi*edicti XXXVI prò qualibet Squadra depulcntur , et 



254 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

rccludantur una Squadra separatim ab alia in locìs direnisi et idonei», et 
taliter custodiantur quod non possint partecipare cam aliqaa persona, colloquio, 
vcl per scriptaram, sine speciali licentia deputandorum ad hoc. 

XVin. Item quod Notarii deputandi ad scrlbcndnm dictum extimum , vi- 
delicet quilibet in sua Squadra» teneatur , et debeat describere dare, etdi- 
stincte nomina, et cognomina cujaslibet persone extimande^ et qaantitatem 
extimi , scu omnes per litteras distinctas. Et quod omni sero libri dtcti extimi 
sigillentur per tres de dieta Squadra , et claudantur in aliqua capsa sub bonis 
seraiurìs , et mane sequenti aperiantur in presentia aliorum de dieta Squadra, 
«la qupd oninis materia malignitaiis , et falsìtatis ccsset omnìno. 

XVIY. Item quod facto dicto extimo per omnes quinquo Squadras pre- 
sentcntur^ omnes libri dicti extimi suprascripti per Notarìos ac ipsum extimum 
describendum Depntatos ut supra sigillati , et clausi coram Domino Vicario , 
et XII Provixionum , ac Sindicis Comunis Mediolani , coram quibus , et in 
presentia decem octo bonorum Civium Mediolani per eos elligendorum , vi- 
delicet trium prò porta, quorum unus sit de ditioribus^ alius de medioeribus, 
et alius de minoribus^ apperiantur, et pubblicentur dicti libri extimi predicti, et 
per ipsos una cum predictisDom no Vicario, et XII ac Sindicis Comunis Mediolani 
Aat diligens examinatio dictorum librorum^ et abitiantur major, et minor summa, 
deinde alie tres summe simul cumulentnr , et ex ipsis tribus summis tertia 
pars elligatur , que tertia par sit , et esse debeat vera , et equa quantitas 
ex timi antedicti. 

XX. Item quod sx rcperiretur aliqua Persona descrìpta in duoW , vel plu- 
ribi;s locis librorum dicti extimi canzelletur de ea parte , sen de illis par- 
tibusin qua, vel qnibus describi non debebat secundum ordines presentis 
extimt , et prò non descrìpta ibidem habeatur , et remaneat solum déscripta 
in ea parte, in qua describi debebat ut supra ^ et quod in ipsa Canzelatura 
describatar ratio et causa Gancellature ejusdem. 

XXI. Item quoi in diete extimo nuUatenus describatur aliqua persona in- 
habilis, et miserabilis, et intelligatur inhabilis, que verisimiliter sustinere non 
possìt onus extimi quarti unius Floreni, ve! ab inde supra. 

An. 1390. «fs Sfida di Gio. Galeazzo contro de' Bolognesi. Nelle letUre de" 
pincipi stumjmle in Venezia mI 1574, 

Idem, » Sfida di Gio. Galeazzo contro de' Fiorentini. AnnaL MedioL nd 
hune annwn, , 

Idwi. = Bolla di papa Bonifacio l\, con cui concedette ai Milanesi il Giu- 
bileo. Carta nell'archivio de' Panigaroli, nel Registro segn. A. pag. 169, et alibi» 
= Bonifatius Episcopus Servus Bervorum Dei Venerabilibus Fratribus Ar- 
chiepiscopis, Episcopis , et dilectis Filiis Electis , Abbatibus, et allis Prelatis, 
universoque Clero Seculari, et Regulari, exempto, et non exempto, iiec non 
Populo , ac Incolis , et Habitatoribus omnium , et singularum Civitatum , et 
Dicecsium, ac Ti^rrarum , Castrorum , Villarum , et alioram quorumcumque 
Locornm sub dominio , aut rcijimine , voi gubernatione Dilccll Filii Js'obilis 



MILANESI. i5o 

Viri Gtloas Comitte Virtutmn , in partibu» Lombardie, et alibi ubiHbei qua- 
lìlercanqne constitutoram, et eoruin, et cajaalibet eorum districtautn , singa- 
larìboaque Personis eorumdem atriusque Sexas Balutem, et Aposlolicam be- 
nedietionem. Exigunt vestre devoiionis integrità», qua Nos, et Rom&nam Ec- 
cleslam veneramini^ ac fidai puritas, de qua Vos utpote CatboUcos , et con- 
stanles Terax fama ubique concelebrat ; ut Yos, qaos precipue charìlatis di- 
leetìone merito complectimur , in iis preeertim, que animarum vestrarum «a* 
tatem conspitiunt , apeeàalibus iavorìbus , et gratiis prosequamiir. Dudum si- 
qnidem felJcis recordationìs Urbanus Papa Sextus Predecesaor noster, ex certis 
rationabiljbus eauais ad ìd ejos animum movenlibus, cum «onsilio etiam Fra- 
tram Suonim, de quorum numero tunc eramus, et Apostolico potestatis ple- 
nitudine statuita ut universi ChristiGdeles vere penitentes^ et confessi^ qui in 
anno a Nativltate Jesu Ghristi millesimo trecentesimo nonagesimo instante, 
tunc futuro, et deincepe perpetuis temporibus de trigintatribus annìs, in trì- 
gintatrea annos Beatorum' Petri , et Panli Apostolorum Baxilieas^ et Latera- 
nensem, et Sancte Marie Maioris Ecclesia» de Urbe , causa devotionis visita- 
lent plenissiroam omnium peceatorum suorum veniam consequerentur. Ita vi- 
deUcet» ut quicunque vellet huiusmodi indulgentiam assequi , si Romanus ad 
minus iriginta continuis , vel interpolatis saltem senNd in die ; si vero Pere* 
grinus, aut Forensis existeret modo simili qutndecim diedus ad easdem Baxi* 
licaa Eeclesias accedere teneretur ; pront in dicti Predecessoris nostri litteris 
inde confectis. Cum ita sicut accepimus nonnulli ex Yobis ob magne devo- 
tionis fervorem ad ipsam Urbem in propriis personis libenter infra annum 
hojusmodi prò indulgentia hujusmodt assequenda eorum desiderium certis de 
causis comode adimplere nequiverint , et nequeant^ sicut vellent : Nos qui 
eimctorum Ghristifidelium^ inter quoà vestrasinceritas effectibus laude dignìs, 
et multiplipiter inotescit, animarum salutem intensis desiderlis- aifectamus ; 
volentes Vos premissornm meritorum vestrorum intuitu^ nec non contempla- 
tione dicti Gpmitis Nobie prò Yobis super boc bumiliter supplicantts, favoribus 
prosequi gratioxis, devotloni ni vestre tenore presentium indulgemus, ut Con- 
fessor , quem ex viginti Presbiteris Secnlaribus, vel Regularibus , quos Ye- 
nerabilis Prater noster Beltramus Episcopus Cumanus fnictunm, et proven- 
tuum Camere Apostolice in illis partibus debitorum CoLiector in Majori Ecclesia 
Mediolanensi duxerit deputandos, super qua quidem deputatione eidem Epi- 
scopo Collectori plenam harum serie concedimus facultatem, vestmm quili- 
bet duxerit eligendum> quibus etiam, et cuilibet omnimodam , quam Minores 
Penitentiarii Romane Curie habent , dnrante termino dumtaxat , concedimus 
potestatem Yobis, et cuilibet Yestrum vere penitentibus, et coofessis eadem 
auetoritate concedere valeat, quod Yos^ et quilibet Yestrum vere penitentes , 
et confessi , ut prefertur , dictam Majorem, et Sanctornm Ambrosi! , Nazarii 
in Brollio, Laurenzii Majoris Mediolani , ac Siinplitiani extra Muros Medio- 
lani Eeclesias decem diebus continuis, vel interpolatis semel saltem in die 
infra Festum Nativitatis Beate Beate Yirginis Marie proxime venturum 
incluxivc visitanto , illi videlicet qui comode poterunt , ali vero qui propter 
senectntcm, vel adversam valìtudinem , seu Religionis honestatem , aut aliud 
inipedimentum Icgiptimum visìtalionem hujùsmodi decenter, et comodo facere 



256 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

nequiverint, loco ipsius vUitationis alia pietatis opera faoiendo « vel aliqua^ 
orationes dkendo, seu aliara Personam loco ipsorum, que ipsam viailationem 
faciat prò ipsis, deputando, prout dictus Confesso, quem ex diciis vigìnti Presbi- 
leris quilibet ipsorum sic impeditorum duxeril elligendum, qui eliam ad ipsos ta- 
liter impeditos, causa eorum Confessiones audiendi, et htjgusmodi Indulgentiain 
concedendi, au premissa omnia, et singula fatiendi accedere possint ; eis taìiter 
impeditis duxent injangendum, proinde hujusmodi Indalgentiam plenissimam 
consequantur; et quilibet Vestnim consequatur, ac si infra annum hujusmodi ad 
ipsam Urbem propterea personaliter venissent, et Ecclexias, et Baxilieas su- 
pradicias visilassent. Sic tamen , quod idem Confessor laborem personalem, 
quem in itinere veniendi ad ipsam Urbem , et commorandi , et ab ea rece* 
dendi quilibet Yestrum passus fuisset, si propterea ad ipsam Urbem venisset, 
Yobis, et cuilibet Yestrum commutet in alia opera pietatis ; quodque quili- 
bet Yestrum, qui Persona Religiosa non fuerit tertiam partem expensarum, 
quas in dicto itinere ad ipsam Urbem propterea Tenieadi, et in ea morandi, 
et ab ea recedendi secundum sui condecentiam expensurus fuisset , ac Oblà- 
tionum, quas Baxilicis , et Ecclexiis Urbis predictis obtulisaet , si ad ipsam 
Urbem propterea \enisset , et Baxilieas , et £cclexias Urbis predictas ut pre- 
fertur visitasset, in altari diete Majoris Eeclexie, illi videlicet, qui comode 
poterunt, alii vero qui comode ipsam tertiam partem non poterunt, id quod pote- 
runt ; super quo eonim conscientias oneramus, oflferre teneantur. Et, ea que ratio- 
ne dictarum^xpensarum, et oblationum in dicto altari, ut prefertur, offereniur, 
per deputandum, seu deputandos per predictum Episcopum^ et Collectorem reci* 
piantur, et colligantur, et sub fida custodia reponantur; quorum omnium medietas 
in Fabricbe diete Majoris Eeclexie convertatur ; et reliqua medietas per dictum 
Episcopum CoUeetorem ad dictam Urbem in Fabricis Ecelexiarum , et Baxi- 
licarum Urbis predictarum convertenda quantocius fideliter transmittatur, su- 
per quo ejus consientiam oneramus. Nulli ergo hominum, etc. Datum Rome 
apud Sanctum Petrum Kalendis Octobris Pontificatus nostri anno primo. 

An, 1591. = Breve del medesimo pontefice a favore de'padri Carmelitani, 
per fabbricare una nuova chiesa, ed un nuovo convento dentro le mura di 
Milano. Caria presso il Fomara, cronaca del Carmine, pag. 56. 

Idem. Lettera de' Fiorentini al conte d*Armagnac, per sollecitarlo a venire 
contro Giovan Galeazzo Yisconte. Carta in AwìoI. MedioL 

Idem. =» Due lettere di Jacopo del Yerme a Gio. Galeazzo intorno alla 
vittoria riportata contro il conte d'Armagnac. Riferite neW opera inleramenle. 

Idem, =» Lettera di Gio. Galeazzo al sommo pontefice Bonifacio IX, per la 
vittoria ottenuta contro il conte d*Armagnac. Charta in Archivio Qesareo Vin- 
dobonensi, Cod, Sign. 279. ■= Santissime Pater a cunctis mortalibus merito 
venerande beatis sub Pedibus devotionem humiiem, et devotam. Quìa fìrmìs- 
sime credo, quod vestra libenter audire desiderai Sanctitas ea , que per pru- 
dencie clypeum possint Stalum Ecclesiasticum reddere tutiorcm, bine est quod 



lilLANCSt. io! 

eidem signifieo reverenter humililer, ac devote ki quod hb diebus a persona 
didici fide digna. Interemtojusto Dei judicio Gomite Armaniact, suisque gen^ 
tibus totaliter dissipatis , Gubernator Astensis rei eventum celerius quo potuit 
Regi Francie per nuneium proprium studoit intimare. Q<io audito fremoil-in 
se ipso , et spiritu excitatua superbo , verba que sequoBtur , protuiit previo 
jartmento: Afflarum Nobis vehementer extitit casum audire dilecli nostri 
Comitis infelkem. Yerum nostri» non rémanebit prò viribos, quin nostrani 
propositum per ipsum inceptum circa StAtiim Ecclesie compleamus. Multaque 
verba postmodum coram suis proceribus protuiit. QvLÌà ardentiusT Nuiieio 
nove felicis victorie referenti vultum objecit terrìbilem, contumelias protuiit, 
ipsumque vice premii pugno percussit enormiter ia*maxilla. Non enim virus, 
quod diu latuit, potuit ulterius occultare. Sed Deus Adjutor vester est, qui , 
stcut principes terre cogitantes inania adversus sacre memorie ]>omÌAum 
Urbanum VI, abjecit sicut pulverem , quem projicit ventus a facie terre , ila 
bujus furorem propositi adversus vostre Sanctitatis innocentiam, suarum aqua- 
rum «ufTragio suffocabit. Ceterum Fiorentini hac ceKtus missa Victoria ter- 
riti suos ad predietum Regem miserunt Apocrisarios hac animi deliberatione, 
ut Antipape suisque Sequacibus in perfidia adbereant , Regisque eini aubditi 
imperio, sicut ceteri Gallorum , non attendentes miserrimi ea que sani paeis 
querere, sed furore potius ebrii di^osuerunt fidem Gatolicam perdere, liber* 
tatemqne politicam, fedus cum ififidelibus celebrando* Gogitans tandem». Poftì^ 
beatissime, quod que previdentur jacula^ mmus lèrìunt, nt de renaedio oppor^ 
tuno vestra provideat Sanctitas, que suprascrìpla sunt, fideliter intimavi, 
utque cognoscat fictas Florentinorum blanditias, atque Gallorum insidias odieii» 
tium virulentas, a quibus predictam Sanetitatem , Sanctumque Gollegiùm là», 
cujus vices in terris geritis, dignetur defendere > et ad triumphum perducere 
cum suis fidelibus gloriosum. Dat. Papié. 

An. 1392. ^ Decreto del tribunale di provvisione , per Toblaziene annua 
da farsi allo spedale di san Giacomo de' Pellegrini ai 25 di luglio^ Carta 
neW Archivio di qtieUo spedaU ora unito coW orfanotrofio *• 

Idem. =3 Lettera di Gio. Galeazzo Visconte al tribunale di provvisione, per 
far ristorare la basilica di santa Tecla, dove si conservava la croce, con entro 
uno de' santi chiodi , co' quali fu crocifisso nostro Signore. Carta w' Bigini 
Citici sotto que9t*anno, fol. 66. 

An, 1393. =s Unione del convento di santa Maria In Slrato di Monza decreti 
della penitenza di san Francesco col convento di san Mareo dì Milano de'padri 
Eremitani di sant'Agostino. Carta nell'Archivio de'PP, Francescani OmvmUuali 
di Monza, 

Idem. = Editto con cui Gio. Galeazzo stabili diverse rigorose pene per 

varj delitti. Decreta antiqua, pagi 185. 

ì 

Ah. 1394. = Nuovo regolamento dei deputati sopra la fabbrica del Duomo. 
Ib, pag, 207, et seqq. 

GiuHni, Documenti Illustr. R 



DOCUaiF.NTl ILLUSTRATIVI 



An. 1595. «» Diploma di Venceslao, re de'Romani, con cui creò doca di Mi- 
lano Gio. Galeazzo Visconte. AnnaL Mediol, Du Mont ad hwic aminm. 



Idem* ^ Relazione della funzione fatta nel dar la corona ducale a Giovan 
Galeazzo Visconte mandata da Giorgio Azanello ed Andriolo degli Arisi , 
cancelliere di quel duca. Carta %% AnnaL Medio!, ad hune aìmwn, ei m Mistaìi 
M.S. m BariHca Sancii Afnbrow. 

Idem, :^ Lettera del duca ai deputati della fabbrica del Duomo. Np'Re^ri 
Civici sQlto qwst'awM fol 145, retro. 

Idem. = Catalogo di ottanta cittadini milanesi i più facoltosi, sopra de'quali 
furono proporzionatamente divisi diecinovemila fiorini chiesti in prestito dal 
duca Gio. Galeazzo Visconte. Corto ne'Regisiri Ciwci Jò. foL 46, et seqq, 

MCCCLXXXXV , die M artis xxiti Marzii. 

Sapiens vir Dnus Benedietus de Granellis Vicarius Dni Potestatis Mediolani, 
Dni Duodecim offitio Provixionis Gomunis Mediolani Deputati, nec non Dnus 
Dertolinus de Bonis Referendarìas Mediolanensìs, in executione suprascriptarum 
Litteranim Dni deliberaverunt, quod inter Infrascriptos iieret divixio, et com- 
partiVio suprascriptorum Florenonira XVIVM, ad computum Florenorum quin- 
que , et quarti medii prò qaolibet Floreno super extimo , in quo descripti 
svnt, correcto per Dnos Filippum de Poscia, et socios superascriptos, quorum 
nomina, et quantitates extimi predicti sunt hec videlicel. 



P. H. 

Guidetus de Pagnianis 
Dyoniaios de Sovvico 
Jacobinus de Tanziis 
Dnus Marcholus, sive heredes de Marliano 
Ambrosius Pagnianns f. q. Dni GuUielmi 
Andreas de Pagnianis 
Antonius de Pagnianis 
Conradinus de Porris 
Bartholomeus Liprandus 
Landulfua de Giramis 
Filippua de Morate 
Georgiua Goyrus 

P. R. 



f. XXXII. 

• XXX. 

• XXXII. 

• XXX. 

» XXXIII. 

• «XXIV. 
» XXXIII. 
> XXtl. 

» XXVIV. 

• XXV. 

• XX. 
» XX. 



t. II. 



Dnus Cesar Burrus. 
Zambellolus, et fratres de Squassis 
Ahiysius, et Petrwt fratres de Monetariis 



xlvin. 
' XXXV r. 
xxxn. 



t. II. 



UILANESI. 

Johannes de Homodeis, seu eius heredes f. xxi. 

Albertolus, et fratres de Micheriis > xxni. 

ìfaiiolus de Marliano » xxi. 

Antoniolus, et fratres de Purixelis de Gallarate • xxiv. 



259 



P. T. 



Dnus Alietus Guazonus 

Steflaous, et Johannes Mìles fratres de Pusterla 

Francischolus de Alzate 

Molinus de Cornile 

Bizardus et Yineentinus fratres de Comile 

Rugirolus de Comite 

Pranciscolus de Mora 

Douiiuichus de Pusterla 

Ainbrosius de Pado 

Christoforus, et fratres de Garbagnate 

Antoniolus de Trivultio 

Harlinus Platus 

Leo de Lanpugnano f. q. Dni Panli 
D. Ubertìnus de Lampugano Legum Doctor 

Ubertinus Balbus 

Ambrosius de Gazago 

Jacobus dictus Azinus f. q. Dni Azini de Gaymis 



XXXVL 
XXXIX 

xlvi. 

XXXVIIf. 

xlv. 

XXXVII. 

xhii. 

XXXII. 
XX. 

XXIV. 
XXVII. 
XXVI. 
XXVI. 
XXII. 

xxnr. 

XX. 
XXI. 



t. II. 
l. II. 

t. II. 



1. 1. 



t. I. 



Gancel. die XVI Aprìlis Mandato Dni Bertolini Referendarii Medìolani. 



P. V. 



Dnus Johannolus Coyrus sive heredes ejus 


» xl. 




Filipolus Coyrus 


» XXXVIII. 




Lanzarolos Regna 


. XXX. 




Aluysius de Gallarate 


. In. 


t. III. 


Jacomolus de Gallarate 


» XXXIl. 


t. II 


TrussarduSy et fratres de Pergamo ■ 


XXXIII. 


t. I 


Andriotus de May no sive eius here.s 


. hv. 




Antonius de Gixulfis 


> X). 




Johanolus, et Chrìstoforus fratres de Bossis 


► XXXVIII. 




Jacobinus Vinceroala exceptis Ambrosio, et Presbitero 






Alberto 


• cxx. 




Reynaldus Regna sive eius heredes 


» xlviii. 




Aluysius Coyrus 


» XXXII. 




Pranciscolus de Fagnano 


• xl. 




Franciscolus de Fossato 


-1. 




Zentillinus Resta 


> XXX. 




Andrìolus de Raude sive eius heredes * 


xxxin. 




Gervaxius Resta , * 


xhiii. 





260 DQCUMBNTI ILLUSTRATIVI 




Rìzardus Resta f 


. I. 


Pressinus de Monte 


lui. 


Jacobus de Gorgonzolla 


xlviii. 


Franciscolus de * 


XXXIII. 


Johanellus Dni Princivali Vincemale » 


XXXII. 


Boius ResU 


Iv. 


BeUramolus Beaqua, et frater 


XXX. 


Beltraminus Maynerius > 


xK 


Zanonus Coyrus 


• XX. 


Franciscolus Coyrus f. q. Dni Jacobi 


' XXIV. 


Georginus, et Franciscolus fratres de Castano 


► XXIV. 


Comolla de Cusano f. q. Lafrancoli 


XX. 


Her. q. Bassiani de pessina 


XXII. 


Mafiolus de Arixiis si ve heredes 


» XXIV. 


Mafiolus Regna 


• XXVI. 


Jamolns de Lampugnano sive heredes 


. XXI. 


Filiponus de Paravexino, et fratres 


• XXVIH, 


Jacobus de Puteobonello 


» XXII. 


Stefanus Cutica 


• XXVI. 


Antoninus Resta 


• XXV. 


Georginus Resta 


. XXVIII. 


Ambrosius de Balbis de Marnate 


• XXVII. 


Zuchinus Grivellus 


» XXIIt. 


Princivalus, et fratres de Landriano 


. XXI. 


Zolus Yincemala > 


» XXII. 


Marcholtis Yincemalla 


• XXVI. 


Antoniolus de Landriano L q. Dni Ambrosi! « 


XXII 


Johanolus de Landriano f. q. Dni Ambrosii 


• xxu. 


Jacobus de Landriano 


> XXII. 


Ambrosius, et fratres de Landriano f. q. Dni Mafei 


» XX. 


Molus Litta sive ejus heredes 


» XXII. 



t. II. 



t. II. 



p. e. 



Dnus Bertololus de Cuxaiio • x:i^x. 

Her. q. Petroli de Cuxano • xxx. 

Mafiolus Comes • xlvi. 

Jacobus de Sovvicho, et frater » xxx. 

Luchinus Grassus s » xxx. 

Luchinus Vincemalà • Iv. 

Johannes, et Antonius fratres de Lignatiis » Ixxxxvj. 

Jucobus de Lignatiis » xxxii. 

Antoniolus de Carchano f. q. Dni Conradi » xxv. 

Ambrosius de Cuxano • xxv. 

Andriotus de Cuxano • xxii: 

Ambrosius f. q. Belorini Liprandi > xx. 



MUJLNBSI. 26i 

Giorgius de Caxate f. q. Dui ElpinoU f. xnv. 
Johauinus Vicecomes f. q. Dui Guideiit dicii Pizigoi^i > xxvxi. 

Aiipràndus de Grassis • xiyuu 

Petrus, et fratres de Mazano > xui. 

Muzius de Grassis • xxviii. 

Pranch. dictus Betonus de Cremona > xxv. 

CrtstophoruB Fidelis • xxiii. 

Pranch. Fidelis sive heredes » xxvu 

Petrolus Tanzius > xx. 

Chrìstoforus Pusea • xxi. 

P. N. 

Dnus Ambrosius de Birago • xxxtii. t. i. 

Guidotusde Seregnio » xxx. 

lohaniiHis de Caxate Miles f. q. Dui Filippi » xxx. 

Albertinus de Sonnaoo • xx 

Comelolus de Fenrariis * xxi. . 

Dyonisius Billia • xx. 

Anibal de Caxate . • xxii. 

Beltraminus de Caxale • xxiv. 

Belfinolas de Brippks • xxiv. 

Desiderius de Birago, et fratres • xxvii. 

PJlipiniis de Caxate » xx. 

Tomayous de Mandello, et frater » ixii. 

Guillelminus de Caxate • xxiv. 

Fatiolos de Archintis « xxit t i. 

Her. q. Guilli de Blassono • xx 
Canee!, die XVL Aprilis Mandato Dui Bertolini Referendarii. 

Francischinus de Dexio » xx. 

An. i396. Fondazione di una eanonlca nel laogo di Menate delia diocesi 
di Milano sotto al titolo delia Madonna della nere , fatta da Branchino da 
Besozzo Milanese vescovo di Bergamo. Carla nell'archivio deUa eìùesa colU- 
giiata'di s. T&maso in terra nutra di Jfiiano. 

Idem, «^ Diploma di Venceslao re de' Romani , con cui a favore di Gio. 
Galeazzo Visconte, erige in contado la città, ed il territorio di Pavia^ ec. Caria 
presso V Annalista di Milano sotto quest'anno. 



An. 1597. == Altro diploma di quel principe, con cui erige il contado d'An- 
gera a favore di Gio. Galeazzo ec. Carta neW architio del castello di porta 
Giovia net Codice segn, A. nunt. I. fol, CXI a tergo, =»= Vinceslaus Deigratia 
Romanorum Rex semper Augustus , et Bohemie Rex Illustri Johanni Galeaz 
Daci Mediolani , Papié , et Anglerie Corniti , suo , et Imperii Sacri Principi 
gratiam Regiam, et omne bonum. Cum ex multis, et fide dignis Croniois, et 



26i DOCUMENTI Illustrati VI 

scripluris aulenlicis, que ad reTniniscentiain, et memoriam rerum, olarìssimo* 
rumque Virorum , et temporum seripta sunt , cerlissìrno teneamus antiquam 
Prosapìam Illostrium Comìtum de Anglerice Mcdìolanensis Diocesia , Regtbus, 
Ducibus, CoRìitibiig, et muUis Viris insignibiis floruisse, quos propter eorum 
str»*niiitatemi et virtutes, summamque devotionem, quam erga Sacnim Boma- 
nuni Imperiuui habuerunt nonnulli Predecessores mei gloriosissimi Imperatores, 
et Reges magnis beneficiis, et nobilissimis privillegiis extulerunt. Nec solum 
boc a Cesaribus assecuti sunt, sed nonnulli Summi, Sacrique Pontifices ipso- 
rufo virtutem ma^i extimantes illos splendidissimìs privlUegiorum muneribus 
ìllustrarunt, babemusque (sic) firmiter, et teneamus a certo Te Johannes 6a- 
leaz Majores, Antiquosque tuos, nec non Antiquorum tnorum Predecessores a 
prefata Illustri, et nobilissima, antiqua Prosapia Comitum de Angleria descen- 
disse , et originem pariter protraxisse. Cumque Tu Johannes Galeaz vetustìs 
bis laudibus Prosapie tue predirle tantum splendorem proprie vlrtutis addì- 
deris , et ad eam , quam semper Majores Tui Romano Imperio exhibuerunt 
devotionem, et fidem accumulayeris, Per«onam tuam non immerito credimus 
clTerendam. Gupientes itaque Tilù Johannes Galeaz^ cut propter Generis tui , 
tuarumque yirtutum noroen apertum est iter ad omnes amplissimas dignitates, 
dignas gratias de Trono nostre Sublimitatis Imperatorie et erga Fersonam 
tuam, tuorumque descendentium munifìcentiam Gesaream exercere : ae voleotes 
Terram illam Anglerie que quondam sub Majoribus luis predicti&Givitatis, el 
Comitatus honore falgebat, cujus fere memoria ex longo cursu temporum Mf- 
levit, reducere ad naluram sui proprii, ne vetustato temporis dìgnitas h^jusmodi, 
et principii diete tue Domus illustris Memoria deleatur, sed potius nostro 
benefìcio, et clarìtate tui nominis ad etemam rei memoriam relucescat, pariter, 
et respiret, non per errorem, aut improvide, sed animo deliberato, et ex certa 
scientia, sano Principum, Gomitum , Baronum, ac Procerum , et aliorum no- 
strorum , et Imperii Sacri Fidelium accedente Consilio Te Princep^ dilecte , 
non ad tue petitionis instantiam, sed de beuignitate Regia, motuque proprio, 
ac tue Originis nobilitate poscente , hodie in nomine Domini , et Salvatori» 
nostri, a quo omnis Princìpatus, et honor provenire dignoscitur illustravimus, 
et illustramus, ac Gomitem Angìerie fecimus, creavimus, errexìmiis, illustra- 
vimus, et sublimavimuS) facimus, creamus, decoramus, et virtute Patrum er- 
rigimus, illustramus, et sublìmamus. Decernentes; quod Tu, Heredes, et Sue- 
cessores tui Duces Mediolani etc. Comites Anglerie perpetuis in antea tempo- 
ribus omni dignitate, nobilitate, jure, potestate, libertate, et jurisdictione , 
imperio, honore, et consuetudine gaudere débeatis, ac frui continuo , quibus 
alii Imperii Princìpes Romani, et nominati Gomites lUustres freti sunt hacte- 
nus, et quotidie potiuntur. Dictam quoque Terram Anglerie , ejusque distrì- 
ctum cum omnibus , ac singuiis suis sibique pertincnlibus Villis , Oppidis , 
Gastris, et Terris, aquis, aquarumque decursibus. juribus, jurisdiclionibus, et 
regalibus, et cum infrascriptis Terris videlicet. Terra de Sexto Kalendarum : 
Terra de Lisanza: Terra de Burgo de Angleria: Terra de Roncho: Terra de 
Yspera: Terra de Gerro; Terra de Mosio: Terra de Monvale: Terra de Sas- 
sobalaro: Terra de Lavcno: Rocha Travalie : Terra de Portu : Terra de Asi- 
nallo: Terra de Gastello: Terra de Germégnaga: Terra de Luyno: Terra de 



iiiLÀNCsi. 265 

Macagno Superiori: Terra de Macagno Inferiori: Terra de Saaoxini: Terra de 
Vira : Terra de Ranza : Terra de Magadino : Terra de Centono : Que Terre 
suBt ab una parte Lacus Majorìs versus Mediolaaum; ticet aotea de dUlrictu 
Diocesis^ seu Comitatus Medioìani esse dicerenlur/et reputarentnr. Et cam 
infrascriptis Terrìs, videlicet: Terra de Cignola: Terra de Aarona : Terra de 
Mayna: Terra de Lesia: Terra deBugtrate: Terra de Stresa: Terra de Isella 
superiori : Terra de Isella inferiori : Terra de Mergutio : Terra de Suna : 
Terra Borgi de Palanza: Terra. Burgi de Intra: Terra deBignizolis: Terra de 
Ogiabio: Terra Burgi de Canero: Terra Burgi Ganobii: Terra de Trefluuìjno: 
Terra de Brisaigo: Terra deRoncho: Terra de Scona: Terra de Loeona: Terra 
de Soldulo: Terra de Loearno: Terra de Menusio: Terra de Genero: Terra 
de Gordoia: Terra de Piozoli: Que sunt ab alia parte dicti Lacus Terms No- 
variam , licet antea de districtu , seu Diocesi Novariensi esse dicerentur. Et 
eum toto ipso Lacu Majori ejnsque rìpis a principio dieti Lacus , usque ad 
finem dicti Lacus , et cum omnibus aliis Terrìs , et Locis ntuatis » et positi^ 
prope , et super ripas dicti Lacus , et confinantibus dicto Lacui cu|oscitmque 
Diocesb, et distrìctus antea foret Làcus ipse; in verum Gomitaium oreavioius, 
erreximus^ et errìgimus, et creamus^ ac de predicte Romane Regie Majestatt:» 
plenitudine , ex certa scientia decoramas , Tibi Illustri Xohanni Oaleaz Duci 
Mediolanensi de Gomitatu bujusmodi Anglerie cum omnibus Honoribus, comi- 
tatibus , Nobilita tibus , Juribus , Privilegiis , et iromunttattbus qucmadmodum 
Comitatus insignes ab Illustribus Romanis Imperatoribus , sive Regibns pos- 
sidentur, vel tenentur seu possiderì consueverunt ba^tenus, et a Sacro Romano 
Imperio dependent in Feudum de benignitate Regia concedentes. Deeernenles, 
et hoc Regio Romano statuentes Edicto, quod Tu, Heredes^ et Snecessores tui 
predicti perpetuo Comites Anglerie, Terrarumque predictarum nominarì , et 
appellar! debeatts in antea, et tamquam ceteri Sacri Romani Imperii Gomìtes 
teneri, et honorari, ac ab omnibus' reputari, omnique jure, privilegio, honore, 
dignitate, immunitate , absque impedimento perfrui , quibus alii Sacrosaneti 
Romani Imperii Gomites in dandis, seu recìpiendis juribus, jurisdictionibus in 
se conferendis, seu suscipiendis Feùdis^ et omnibus aliis illustrem statum , et 
conditionem Gomitum concementibus freti sunt hactcuus, seu quondam quo- 
modolibet potiuntur. Quodque Tu Heredes, et Successores tui predicti Gomites 
Anglerie Gomitatum eundem, cum omnibus suis pertìnentits, sicut expressmutur 
superius a Nobis, nec non a Serenissimis Romanorum imperatoribus, et Re- 
gibui Successoribus nostris, et ab ipso Romano Imperio quando opportunum 
fuerit, et Nos^t Successores nostrosin dicto Gomitatu Anglerie, vei in Ducattbus 
tuis esse contingat, debito solemnitatts honore cum vexilUs ut morisest, ac sotita 
reverentia fil, suscipere debeatis, et Sacramentum fidelitalis facere consuetum 
Dum vero Nos, et Successores nostros extra prediclos Comitatus, et Ducatus 
esse conlinget quod, ex tunc Tu, Heredes, et Successores tui predicti perso- 
lemnes Procuratores, et Nuntios tam predicla Feuda« suscipere, quam etiam 
consueta juramenta facere valeatis cum solemnitatibus debitis, et consuetìs , 
quemadmodum alii Sacri Romani Imperli Gomites Feudà sua suscipehe con- 
suevcrunl. Deccrnenles , et hoc Romano Regio Ediclo statuentes : Quod Tu 
Johannes Oaleaz, et tui Dcscendentes Duces Mediolani etc. teneatis, et tenere 



26% DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

debeatis dietum Comitatum Anglerie , sub nomine Gomitatus ; et tanquam 
Gomites Anglerie, et quod non possitis, nec valeatis dare, concedere, aut ali- 
quo modo transferre dietum Gomitatam Anglerie in aliquam Pefsonam etiam 
GoHateralem, nec ipsum Gomitatum a Yobis aliquaUter abdicare, nisi in 
Personam illius Dea:endentis, qui post obitum Ducìs Mediolani etc. saccedere 
deberot in Ducatibus predictis, et qui tunc sit et vocetur Comes Ar\g1erie ; et 
pos6Ìtis tam Tu , et tui Descendentes Gomites Anglerie post etatem viginti- 
quinque annorum de Terris, et Locis predictis dare, et in feudum concedere 
illis Personis, de quibus Yobis videbitur, et placuerit. Ceterum quoad Atma, 
et Insignia dicti Gomitatus Anglerie Yiperam informa » qua Majores tui pre.- 
dieU, et Tu Yiperam ipsam in bellonim actibus, et ubique strenue detulisUs 
Tihi, tuisque Descendentibus, et Successoribus in infinitum, quos Gomites An- 
gurie e$8e continget, tenore presentium damus, concedimus , et confirmamus. 
Ouam Yiperam ubique tenere , deferre , et portare , ao teneri , deferri , ac 
portari facere valeatis ounctis temporibus affuturis. £t predicta omnia, et sin- 
gula valere volumus , et obtinere effectualis roboris Grmitatem. Non obstan- 
tibus aiiquibus iegìbns, juribus, constitutionibus, consueUidtnibus, et elausulis, 
et aliis ooneessionibuB, Yel titulis per Nos sive Predecesaores nostros in Im- 
perìp aliis factis, collatis, vel concesais super predictis, vel aliquo predtctorum, 
etiam si talia forent de quibus in presentibus oporteret fieri mentio spetialis,. 
quibus omnibus, et singdis, quo ad subUmationem, et creationem, concessio- 
nem , infeudationem , et alia supradicta, de piena, et absoluta potestate ex 
oert;^ aoientia derogari volumus, et etiam derogamus. Suf^lentes omnem de* 
£ec^um, si quia obscurritate verborum, sokemnitatis obmisse, seu alio quoltbei 
repertus fuerit in premissis. Jus tamen, quod ex dieta concessione, et creatione 
ja feudo dicli Gomitatus babemus, Nobts^ et Successoribus nostris in Imperio 
j»ajvum> maneat, et illesum. Nulli ergo etc. Datum Draghe Anno Domini mil- 
lesimo trecentesimo nonagesimo septimo die XXY lanuaru Regnorum no- 
Sitrorum anno Bohemie XXXIUl Romanorum vero vigesimo primo. 

Ad Mandatum Dni Regis 
Yo* Drevius Yoeth. Gancellarius. 

An. 1307. » Altro diploma dello stesso principe, colf cui creò Giovan Ga- 
leanto Yisconte duca di Lombardia. Du Mont ad hune annum. 

• ISdS^saTiiegua conchiusa per dieci anni fra Giovanni Galeazzo Yisconte 
duca di Milano e Francesco Qonzaga signore di Mantova. Carta neW as*elUviQ 
M re^ easteUo nel codice segnato B. foL 22. 

Jdern^ s= Editto del duca Giovanni Galeazzo, per trasportare T Università 
di Pavia ^ Piacenza. Decreta antiqua Mediolani Ehicutn , pag, 22*^. 

idem. = Editto del medesimo duca per la peste. 16. pag. 223. 

Idem. =■ Descrizione del clero di Milano e delle sue entrate. C^rta ìieiroj-^ 
ehmo. de'sigtiori Ordinari della Metropolitana. 



1IILAJ4ESI. 265 

Att. i399. =» Lettera di Antonio Porro conte di Pollenza a Giovan Maria 
Gglio del duca , coir avviso del possesso preso della città di Pisa. Carla ne' 
registri civici sotto quest^anno, fot, 47. 

mostri Magnifico Domino meo Domino Johani Galeaz Maria Nato. Illustris- 
Sinai Prìncipb Domini Ducis Mediolani, etc. 

lilustris ac Magnifice Domine Domine mi. Golendum, et celebre novum non 
solum firmamentum , sed amplificatio, felicitas , et gloria Status Illustrissimi 
Domini nostri Domini Ducis Genitoris vestri ac vestri» EmoUorumque propria, 
confusio Magnificentie vestre cum debita reverenUa nuntiare curavi: hoc est 
quod bodie ista bora cum triamphantibus vexillis , et nomine dicti Domini 
mei Dncis ; beneplacitoque Magnifici Domini Girardi, et omnium Civium, Urbis 
istios Pixane dominium ipsius Urbis libere gratias Altissimo, nactus fui. Datum 
Pixie die XYIIII. Februarii bora XYI. vester Antonius Comes Pollentie. 

Idem, t=9 Lettera di alcuni ministri ducali allo stesso principe, coir avviso 
del possesso preso della città di Siena. Carta Ib. fot, SS. => Magnifice , et 
Excelse Domine honorande. Notificamus Yobis ad gaudium » quod die unde- 
cima mensis Septembris bora XVIIil electa , feliciter intravimus dominium 
Givitatis Senarum, distriaos, ac pertinentiarum nomine , et vice Illustrissimi, 
Ducis nostri, vestri Genitoris^ quam vestri^ et Sucessorum suorum, cum libero 
consetisu, et beneplacito Magnificorum Domìnorum Priorum, Gubernatorum, 
Capitaneorum Populi, et Civium universorum. In ciyus rei testimonium feci- 
mus curri Civitatem ipsam, fieri fallodia, et festìvitates in talibus consuetas; 
ordinavimus quoque processiones fieri ex tam felici actu debitas, et solemnes 
Beate Virgini , et Altissimo Creatori qui dignetur Personam vestram semper 
feliciter conservare. Datum Senis die XII Septembris MCCCLXXXXVIIII. 

Ejusdem Dominàtionis Servitores. Frater P. Episcopus Novariensis. 

— Comes Gonradus. 

— Comes Guido. 

— Balzarinus de Posteria. 

— Petrus de Suardis. 

A tergo Magnifico, et Excelso Dno Dno Johanni Maria Yicecomiti Medio- 
lani etc. 

Idem. a= Assenso della signora Lucia Yisconte figlia di Bernabò già signore 
di Milano al di lei matrimonio con Federigo marchese di Misnia. Carta nel- 
l'archimo del castelloy nel codice segnato B. s» Interrogatio facta per Illustrem 
Doroinam , et Ducissam Mediolani etc. Inclite Domine Lutie ejus Sorori , et 
ipsius responsio super matrimonio Comitis de Herbino. 

In nomine Domini Amen. Anno a Nativitate ejusdem millesimo trecentesimo 
nonagesimo nono, Indictione septima die undecimo mensis Maii bora vige- 
siraa secunda. In Campanea Papié Ad Turretam Illustrissimi Principis et Excel- 
lentisssimi Dni Dni Ducis Mediolani etc. Papié, Anglerie, Yirtutumque Comitis, 
ac Pisarum Dni, videlicet in Camera se tenente, cum Salla magna infrascripte 
lilustris Dne , st Ducisse lilustris , et Excelsa Dna Caterina Ducissa Consora 
Jllustrissimi Principis, et Excellontissimi Dni Dni Johannis Galeaz Ducis Me* 



266 DOCUMENTI ILLUSTUATIVI 

diolani etc. Papié, Anglerie, Virtutumque Comitis, ac Pìsarum Dui. In con- 
spectu Inclite Dne Lutie Sororis ejusdem Domine, el Ducisse, et in preseniìa 
Reverendi in Christo Patris^ et Domini Domìni Fratris Petrt de Gandia Dei, 
et Apostolice Sedis gratia Episcopi Novariensis, et Gomitis ; lUustris Prìncipis, 
et Domini Domini Theodori Marchionis Mòntisferrati ; Spectabilium, et Egre- 
giorum Milittim Dominorum Luodovici de Montegaadio ; Domini Antonii Go- 
mitis Polentii , Otonis de Mandello , et Gasparini de Vicecomitibus Testium 
infrascrìptorum dtxit, et proposuit prefate Domine LutJe ibidem presenti^ et 
intelligenti. Quod quemadmodum ipsa Domina Lutia scit prefatos Illustrissi- 
mas, et Excellentisstmus, Dominus Dominus Dux Medìolani consors ejusdem 
Domine, et Ducisse a paucis diebus citra dixit, et proposdìt ipsi Domine Lutie, 
Qt infra, videllcet. Quod quemadmodum ipsa Domina Lutia scit alias tractatum 
fuit de dando ipsam in uxorem Gomiti de Ilerbino, nunc Duci Lencastrie, qni 
Gomes eam prò uxore affectabat habere. Et quod ipse Dominus Dux Medìo- 
lani tanquam cupidus, et affectuosus de fatiendo rem gratam Illustri Domino 
Duci Lencastrie, Gomiti de Herbino, et de compiacendo eidem Gomiti de Her- 
bino in omnibus que posset , contentus est , quod ipsa Domina Lutia habeat 
in Marìtum dictum Gomitem de Herbino dante unam ex Filiabiis ^uts, uni ex 
Filiìs ipsius Domini, et Ducìs Medìolani prò cjus uxore , secundum quod tra- 

^ ctatum fuit tempore quo Illustris Dominus Dux Lencastrie Genitor dicti Go- 
miti degebat in humanis; si vult expeetare tantum , quod dictus Gomes de 
Herbino , qui ex ordinatione Serenissimi Regis Anglie est ad presens extra 
Angliam, sid prefati Domini Regis gratiam revertatur. Et ne ipsa Domina Lutia 
dicere posset, quod propter talem expectationem posset perdere matrimonium, 
quod compleri debet per Ambasciatores Marchionura Misniensium, qui nuper 
de Alemannia \enerunt prò ipsa Domina Lutia, dixit, et obtulit prefatus Do- 
minus Dux Medioiani eidem Domine Lutie, quod |)ostquam expectaverit dictum 
Gomitem de Herbino per duos vel tres annos , si infra dictum tempus idem 
Comes se in gratiam prefati Domini Regi^ non reperierit ne dieta Domina Lutia 
dicere posset post dietos duos vel tres annos se frustratam utroque matrimonio ; 
videlicet Gomitis de Herbino, et predicti Marchionis Misniensis , prò quo hic 
sunt Ambasiatores predicti. Quod prefatus Dominus Dux Medioiani dabit ipsam 
Dominam Lutiam prò uxore Domino Gabrieli nato ipsius Domini Ducis Medio- 
iani a Serenissimo Romanorum Rege legiptimato, et fatiet quod prefatus Gabriel 
accipiet prefatam Dominam Lutiam prò ejus uxore, si ipsi Domine Lutie pla- 
cuerit. Et si sibi non placuerit accipere eundem Dominum Gabrìelem prefatus 
Dominos Dux Medioiani eidem Domine Lutie de alio Marito convenienti pro- 
videbit. Et in casu quo prefata Domina Lutia tunc non vellet dictum Domi- 
num Gabrìelem, nec alium, sed vellet adhuc ulterius expeetare prefatum Go- 
mitem de Herbino, contentai est prefatus Dominus Dux Medioiani, quod ipsa 

' cxpectet dictum Gomitem, et quod ipsum habeat in Marìtum, postquam idem 
Gomes fuerit in gratia prefati Domini Regis Anglie , Gomite dante unam ex 
filiabus suis ut supra uni ex Filiis prefati Domini Ducis Medioiani. Dìcens 
prefatus Dominus Dux Medìolani eidem Domine Lutie , quod bene cogitarci, 
el deliberaret in predictis, antequani ad ulteriora procedatur cuui prefatis Amba- 
siatoribus lUustrìum Marchionum Misniensium, qui venerunt prò iiniendo ma- 



MILANESI. 267 

trimonio inter ipsam Dominam Lutiam, et Domìnttm Federichnm Maitblonem 
Misniensem, ut Ambasiatoribos predktis possit debite respenderl. Et quod ipsa 
Domina Lutia ad predicta sic eidem dieta , et proposita per prefatum Domi* 
nom Ducem Mediolani respondit , et dÌ3LÌt preiato Domino Duci Mediolani ia 
forma infrascripta. Quod si ìpsa Domina Lutia easet certa possendi habere pie* 
fatum Comìtem de Herbino in ejos Maritum, expeetaret tantum quantum ponH, 
etiam usque ad ulliroum vite sue etiam si certa fòret moriendi infra tre» dies 
postquam matrimonìum contractum foret inter ipsam, et ipsum. Sed quod ips» 
Domina Lutia considerabat, quod istam certHudinem babere non poteste Con* 
siderabat etiam , quod prefatos Dominus Gabriel , quando ìpsa Domina Lutift 
sic expectasset , posset relutare ipsam Doninam Lutiam tanquam seuem , et 
sic non habere unum, nec aliam. Et proplerea prefata Domina Lutia conclu- 
dendo dixit, et dicit prefato Domino Duci Mediolani se contentam fore> quod 
in itomìno Domini procedatur cum didis Ambasiatoribos ad copulandum eam 
matrimonio cum prefato Domino Marchione Misniensi atib non InspecUs. Qaare 
prefata illustris Domina Dncìssa iterate replicando eidem Domine Lutie Sororl 
sue omnia supraàcripta aHas sibi dieta per prefatum Dominum Ducem Medio* 
lani interrogavit eandem Dominam Lutiam Sororem suam, si erat, et est illius 
opinionis, cujus tunc erat, quando supraseriptam responsionem fecit prefato lU 
lustri Domino >Duci Mediolani, vd alterins opmionis, et cujuB, et quid deliberavit^ 
et deliberat in pre^etis. Ad que prefata Domina Lutia respondendo prefat» 
Domine Ducisse Sororì sue in presentia omnium suprascrìptorum dixit, quod 
est ìilìus opini onis, cujus erat, quando sic ut supra respondit prefato lìomino 
Duci Mediolani ; et quod aHo non expeetato contenta est , quod in nomine 
Dommi procedatur ad finiendum matrìmonium de ipsa Domina Lutia , cum 
prefato Marchione Misniensi. De quibus omnibus prefata Domina Ducissa, et 
inclita Domina Lutia, et utraqne ipsarum mandaverunt Nobis Jobanni de Olia- 
riis, et Catelano de Christianls Notariis, et utrique nostrum, ut unum» et plura si 
fuerint opportuna'publica ejusdem teuoris conficiamus Instrumenta. Presentibus 
Rev. in Gtiristo Patre, et Domino Domino Pratre Petro de Candia Dei gratia 
Episcopo Novariensi, et Gomite ; Illustri Prìncipe» et Magnifico Domino Theo- 
doro Marchione Montisferrati, Magnifico, et Spectabile Milito Domino Ludovicbo 
Domino de Montegaudio, Magnifico, et Spectabili Milite Domino Antonio Gomito 
Polfentii, et Spectabilibus Militibus Domino Ottone da Mandello, et Domino 
Gasparino de Vicecoroitibus inde testibus notis ad premissa vocatis spetiatiter, 
et rogatis. Quod Instrumentum Sigillis pendentibus supraseriptorum Teslium 
prò ipsius corroboratone fuit munitum. Ego Catelanus etc. 

Idem. c=3 Istrumeoto del matrimonio contratto fra i detti prìncipi =39 In no* 
mine Sancte , et Indivìdue Trìnitatis Patris , et Filii , et Spiritus Sancii , et 
Beale Marìe Yirginis Matris Dei, et ad honorem, gloria» et exaltationem Illu- 
strissimi Principis , et Excellentissimi Domini Domini Johannis Galeaz Ducis 
Mediolani etc. Papié, Anglerie, Virtutumque Goraitis, ac Pisarum Domini, et 
Illustris Domine Gatarìne Ducisse Mediolani Gonsortis dtcti Illustris Domini 
Ducis, et Illustrium Filiorum eornndem, nec non ad exaltationem» et gloriam 
lUustrium Prìncipum, et Dominorum Baldesarii Langravio Turingic , et Fe« 



238 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

derici ejus Filii Marehionam MUnensiam, et Illtistris, et Excelse Domine Do- 
mine Lutie nate quod. Magnifici, et Excelsi Domìni Domini Bernabovis de Yì- 
cecomitibus c'ontraetam fuit Matrimonium per verba de presenti ^t infra , et 
annullornm immissionem juxta formam, et ritam Sancte Romane Eccle&ie in- 
ter Illustr^m Principem^ et Dominum Domìnum Federichum Marchionem Mis- 
nensem absentem, tanquam preaentem ex una parte, et dictam IHustremDo- 
minam Lutiam ex altera, ipsa Domina Lutia presente ut infra, et dicto Do- 
mino Federico absente , inlraseriplo tamen presente suo Procuratore, et Nun- 
tio verbis ìntervenienttbus huter eos in hac forma videlicet. Quia dieta Ma- 
gnifiéa, et Illustris Domina Domina Lutia habita piena informatione, et scien- 
tia de intentione , et consensu dicti Illustris Domini Federici , quod volebat 
eam in suam Conjugem, Uxorem, et Sponsam iegiptiman, eidemque declaralo, 
mandato, proinde directo ad predicta perficenda , et substantialiter exposito 
ad plenam ejus intelligentianv interrogata per Reverendum in Gbrìsto Patrem, 
et Dominum Dominum Fratrem GulUelmum Dei, et Apostolico Sedis gratia 
Episeopum Papiensem, et Comitem si volebàt, et ei placebat habere dictum 
Dlustrem Dominum Federicbnm in suum legiptimum Sponsum Conjugem, et 
Maritum, et cum «o licet absente tamquam presente, ac infrascrìpto ejus Nùn- 
tio ejus nomine per terba de presenti contrahere verum, et purum matrìmo- 
nium, ipsa respondit quod sic; et quod ista erat vera, et pura ejus intentio 
accipere, et babere dictam Illustrem Federichum in suum Illustrem, et hono* 
rabilem Sponsum, atque marftum; et quod ex nunc consentiebat ineum;qui- 
bus verbis in lingua vulgari, et italica prolatis per dictam lilustrem Dominam 
Lutiam, et interpretatis , expositìs , et declaratis per Paganinum de Blassono 
Comitem Palatinum Interpretem Spectabili Militi Domino Federico de Wce* 
leyben Nuntio, et Procuratori dicti Illustris Principis Domini Federici Mar- 
chìonis Misnensis cum speciali, e singulari mandato ad predicta facienda, et 
contrahenda, ut patet pablico Instrumento tradito per Johanem Geuther Cle« 
ricum Maguntineusis Diocesis pubHcum imperiali authorìtate Notarium Mille- 
simo trecentesimo nonagesimo nono , Indictione octava , Pontificatus Sanctis- 
siml in Cristo Patris, et Domini nostri Domini Bonifatìi Divina Pravidentia 
Pape Noni anno decima, quarta die mensis Aprilis, ipse Dominus Federichus 
Nuntius, et Procurator fuit interrogatus si dicto Domino Marohioni Federieho 
placebat babere dictam Dominam Lutiam in Uxorem, ac sponsam legiptimam, 
et si ipse tamquam Nuntius , consentiebat in bis sponsalibus, et matrimonio 
de presenti, qui respondit in lingua teutonica diete Domine Lutie per verba 
per dictum Interpretem exposita, et a dieta Domina Lutia , ut asserult , ple- 
narie intelleeta, quo dictus Dominus Marchio Federichus accipiebat, et vole- 
bat eam in Sponsam , et Uxorem legiptimam. Et per verba de presenti sic 
bine inde prolata, et veraciter intelleeta ut diete Partes asseruerunt, centra- 
ctum fuit Matrìmonium^antedictum ; quibus sic |peractis dictus Spetabilis Mi- 
les Dominus Federichus Procurator , et Nuntius nomine dicti Illustris Mar- 
chionis Federici dictam Magnificam Dominam Lutiam annullis solemniter su- 
barravit , ac etiam desponsavit , et quantum in eo fuit eidem Domino Mar- 
chioni Federieho matrimonialiter copulaviU Actum in Castro Papié , prelati 
Illustrissimi Principis, et Excellentissimi Domihi Ducis Mediolanì etc. silo 



MILANESI. S69 

in Porta Sancii Petri ad Murum , in Parochia Sanete Marie in Periicfaa, vi- 
ddìicet in Sala respondente deversus Zardinum prefati Domini Dueis. Anno 
a Navitaie ejusdem Millesimo trecentesiou) nonagesimo nono Indictiono se- 
ptima, die yigesimo octavo mensis Junii bora inter vigesimam seeundam^ et 
TÌgesimam tertiam horam^ presentibus Magnifieis, et Spectabilibtts Viri» 
Domino Gomita Antonio de Herbino , Reverendo in Ghristo Patre Domino 
Fralre Petro de Gandia Dei, et Apostolico Sedia gratia Episcopo Novariensi, 
et Gomito Domino Nìcholao Marcbione Pallavicino, Domino Gomito Gonrado 

de Domino Fraaciscbo da fiarbavariis Gamerario prefati Dni Ducis» 

Antonio Dno Uberteto de Yioecomiiibus, et Pauliao de Brippio Gamerario 
prelibati Domini Due» Inde Testibus. 
Ego Gatellanits de Gristianus etc 

Alt. 1399. =a* Lettera del duca Gio. Galeazzo pel buon regolamento delle 
processioni de- Bianchi. Cturta ne' Begi$tn dmei Motto guail' anno fol. 57, 
ss Dux Mediolani etc. Papié , Anglerie , Yirtutumque Comes, ac Pixarum 
Dominos. 

Multoram relatìone percepimus mentes subditomm nostrorum Sexus utriusque 
plus solito ad cultnm divinom, et Gloriose Yirginis Marie condignam reve* 
rentiam inclinari, cum devotis orationibns in sinceritatis habitu universamm 
Ecclesiarum Sacramenta visitantes; in quibus obiatis muUiplicibus holocaustii 
propinquas, et longinquas injurias, et offensiones lexorìbus, etiam paeis osculo, 
committentes , depressa viciorum caligine ad Divina Sacrificia convertiintur. 
De quo gaudere debent universi speranles se Intemerate Dei Genitricis auxilia 
Salvatore nostro misericorditer gratiam recepturos. Propter quod volumus 
qood tam Gives , quam Districtuales Givitatis , et Dislrictus nostri Mediolani 
avisari heì^iìB, quod contenti somus , ut unusquisque tam Givis , quam Di» 
strictualis Givitatis nostre predicte possit, et ei licìtum sit lacere processiones, 
et visitationes Ecclesiarum in vestibus albis , vel alterìus coloris prout por-" 
tare disponent : dum modo non commisceantor hominibas alianim Terrarum 
a quibus Morbi infeetionem sumere possent, ex quo laudararaus, quod inter 
ipsos; talem ordinem apponatis ut GIves absque Distrietualibos interse solum 
ipsam Proeessionem faciant, dividendo similiter partes ipetusDucatus^ videlicet 
Martexanam, Seprium, Bolgariam, et Bazianam, quarum qaelibet ab aliis se- 
parata suam devotiimem prolibito prosequalur ; quoniam sic a peste poterunt 
faeilHis conservare Yolumus atamen , quod disponeiites ad talea visitatiimes 
disenrrere , ipsas infra qnintam diem mensis Septembris proximi futuri de- 
beantperfecisseutposthéc recolitioni bladorum intendant. Ad quod exequen- 
dum ipsos vestris ortationibus indncatis. 

Datum Papié die XIK Augusti MGGGLXXXXIX. Filippus. Egregiis, Sapien- 
tibus^ ae Nobilibns Yiris Dominis de Gonsilio nostro Mediolani, ac Magistris 
Intratarum nostrarum. 

Idem, =s Editto pubblicato dal vicario del Podestà di Milano al segno, 
del' Leone per notificare al pubblico un giocatore di biscazza. i6. fol 64. 
a tergo. 



170 DOCUMKNTI ILLUSTRATIVI 

An. 1599.rpl Condiciilo del dacaOio. Galeazzo, dove ordina la fondazione di 
Unmonìstero di Monache nella sua Corte di Milano, presso la Chiesa di san 
Gfotardo. Carla n^tt' Archivio del castello nel codice segn. B, «==> In nomine 
Domini. Amen. Anno a Navitate ojusdem millesimo trecentesimo nonagesìmo 
nono Indictione septima die yigesimo sexto mensts Madii hora quartadecima 
in Castro infrascripti Illustrissimi Domini Ducis Medlolani etc. sito in Porta 
Sancti Petri ad Miirum, in Parrocchia Sancte Marie In Pertica, videlicet 
in Camera cubiculari ejusdem Domini Ducis. Dlustrissimiis Princeps, e1 £ccel< 
lentissimus Dominus Dominus lohannes Galiaz Dux Mediolani etc. Papié ^ 
Abglerie, Virtutumque Comes, ac Pisarum Dominus per graliam lesu Christi 
mentis, et corporis sospitate perfruens, volens hac particuiari dbpositione sue 
ultime voluntati providere presentem sub notato modo condhlit Godicilium. 
Imprimis vull, ordinat, et disponit, ac sue firme intentionis est, quod fiat, 
et eonstruatur ex bonis prefati Domini unum Monasferium sub Regula Sancii 
Benedicti in Civitate Mediolani prope Ecclesiam Sancte Marie nuncupatc 
sub vocabulo S. Gothardi sìtam in Curia Ifediolani prefati Domini. Item vuU, 
jubet, et disponit, quod in dieto Monasterio sic facto esse debeat Abbatissa 
una, et Moniales viginti, conditionls> et etatis infraserìpte ultra Conversas eis 
necessarias, que Moniales siogulis horis debiti» celebrare debeant DiTina Oliltia 
in dieta Ecclesia. Et ut dieta Abbatissa , et Moniales possint vacare ut supra 
Divinis Offitiis prefattts Dominus Dux Mediolani etc. vult, jubet, et disponit, 
quod prò victu, et vestitu, etaliis necessariis eis Monialibus quovismodo an- 
nuum redditum Florenorum mille, et majorem redditum, si majori dieta summa 
indigeant, per ipsas percipiendas ex tot possessionibus Ipsi Monasterio assi* 
gnandis per prefatum Dominum , vel ejus heredes , qui sint dicti annui rod- 
ditus Florenorum mille, et msyoris, si minori indigeant ut supra. In quo Mo- 
nasterio prefatQs Dominus vult, jubet, et disponit, quod sint , et observentur 
Ordines, et Constitationes infrascrìpte. Primo , quod diete Moniales accedere 
debeant a Monasterio suo ad dictam Ecclesiam per quoddain Gorrato- 
rium fiendum ab ipso Monasterio ad partes diete Ecclesìe , prout desi* 
gnabitur per Dominum prefatum , vel alios deputaodos. Item , quod nulla 
Montai» possit recipi in Monasterio predicto , nisi excedat etatem aonorom 
quadraginta» Item. quod nulla Mooìalis ibi poni possit, nisi ex parte Patria, 
et ex parte Matris de nobili Prosapia nata sit. Item, quod prefatus Dux 
ejusque Heredes, et Desoendentes debeant esse Patroni Monasteri supradicti. 
Ethancsnam ultiman voluntatem asseruit esse velie, quam valere voloitjure 
Godicillorum , vel cujuscunque alterius ultime voluntatis , qua meliux valero 
potest, et eam ab ornai berede , et Successore suo iirmiter , et inviolabiliter 
observari. Rogans prefatus Dominus Me Notarium infrascriptum, ut de pre- 
missis publicum conficiam instrumentum, et etiam Testes ìnfrascriptos ut pre- 
dicti Codicilli sui, et Premissorum omnium sint Testes. Presentibus Speotabi- 
libus Yiris Domino Francischo de Barbavariis Camerario. Domino Ottone de 
Mandello, Domino Filippino de Milliis Legum Doctore facundissimo Consiliario, 
Domino Henricho de Caresana Magistrolntratarum Extraordinariarum, Magi- 
stro Gusberto de Maltraversis, et Menghino de .... de B(momia Camerario 
prefati Domini Ducis. Inde Testes. 



H1LANE81. 271 

Ego Qatelanus da Ghristtanis Genitus qu. Domini Franctschini Jurisperiti 
poblicus Papiensis Apostolica Imperialique auctoritattbus Notarias scriba^ 
qae prelibati Illustrissimi Principis , et ExceUentisskni Domini Domini Dih 
eia Mediolani ete. hanc cartam roichi fieri jussam rogatus tradidi , et sub- 
scripsi. 

Ah. 1400. »3 Privilegio conoedatodal tribunale di prorviaone ai pp. Car- 
roelilani per la fabbrjca della nuova ;chiesa e del nuovo moqistero Fomord. 
Cronaca del Carmine pag, 6i. 

Jdem. « Lettera del duca Gio. Galeazzo alla citta di Piacenaa, con molti 
ordini intomo alla peste. Annal PlaeenL ad hunc annum. 



SECOLO XV. 



Àn. 1401. » Sfida di Roberto di Baviera eletto re de' Romani mandata 
al duca Gio. Galeazzo, e sua risposta. Cara pret$o U Corio sotto quest' anno. 

Mem »i Lettera scritta da Brescia a Milano, colla notizia di una vittoria ripor- 
tata dai nostri contro le truppe del predetto re Roberto. Carta ne^Régistri Cwk' 
sotto queetanno, foL ,94. 

i4ii. 140S. ««Lettera dei generali dticali al duca Gio. Galeazzo colla notiziadella 
vittoria riportata contro i Bolognesi a Casalecehio. Ih. fbl 100. a tergo. 
» lUastrissime Princeps, et Eccelentiasime Pater, et Domine noster. Quia 
'de lortificationibus quas ad hunc pontem Casaìegii , et super fovea CanarB 
Bononiam defluentis fieri iecerant Gentes adverse , que erant ibidem acam- 
pate Nobis varie refierebatur; ideo prò avixamento fortificatlonis hujusmodì, 
et videndo qualiter ipse Gentes adverse extra dictom Campomsuum trahere 
vellent , Nos Pandulfus , Albericus , et Jacobus huc beri venimus cum bona 
parte gentium Campi yestri, et breviter aviiEatis vìyìs, et consideratis omnibus 
que voluimus, et consideranda venerunt, subsequenter deKberavimns omnes^ 
simul ad dictum Pontem hoc mane venire com toto Campo, et sic in Dei no- 
mine factum est. Apiicuimus enim ad ipsum Pontem hodie bona bora. Et 
premisso Domino Galleaz de Grumello Marescalco vestro cum illis Gentibus, 
de quibus Nobis apparuit, et omnibus Balestreriis vestris equestribus, serva- 
tisque in omnibus ^rdinibus per ^os datis, expugnatur ecce, et virili ac dura 
pugna devìncitur una fortis Bastita, que in anteriori dicti Pontis capite constructa 
erat. Obtinetur deinde Pons> et ultra transitur usque ad foveam dicti Canalis 
Bononiam alabentis. Et ibi alius Pons constitntus , et bene sbaratus strenua 
tandem pugna devincitur , et habetor. Gentes deinde vestre cum dictis ad- 
versis Gentibus sunt ad manus , quanim aties ibidem ordinatas ipse Gentes 
vestre rumpunt, et lacerarti. Deindequc ponunt totaliter, ac penitus in cònflictu, 



272 DOCUMENTI ILLUSTBATIVI 

easdem advereas Gentas capiendo, vulaerando, et ocddendo » et fugientes per 
montaneam versus Dononiam inseqoendo , adeo qood omnes sunt aut capti , 
aut mortai, aut vulnerati. Capta sunt simiiiter signa sua, inter alios notabiles 
capti sunt ambo fìlii Domini Francischi de Carrarìa, Bernardonus , Tartalia , 
Sfortia, et alii multi notabiles, de quibus successive scribemus, et de bis in- 
formatus, est Gavardus Trombetta mei Jacobi. Datum XXVf. Junii. 

Yestrì Filii Francischus de Gonzaga Pandulfus , et Malatesta de Mala- 
testis. 

Yestri Albericus Comes Cunii, et Jacobus de Yerme. 

Illustrissimo Principi , et Excellentissimo Patri, et Domino nostro Domino 
Duci Mediolani etc 

An, 1402. = Lettera come sopra coiravviso del possesso preso della città di Bo- 
logna. Jò. f, 102. =« Illustris Princeps, et Excelse Pater, Domine noster. Sicnt 
ante Celsitudinis Yestre conspectum presentialiter veniens Dominus Jacobus 
de la Cruce vobis refferet viva voce, hodìe circa horam tertiarum in Dei no- 
mine, et Gloriosissime Matris sue Beatissimique Apostoli Sancti Petrì exòursa 
Aiit nomine Celsitudinis Yestre Givitas vestra Bononie ^r Magnificum Fi- 
lium Yestrum DDminum Pandulfum ^ ac Dominum Galloas de Gramello , et 
Facinnm de Canibus cum una parte Campi vèstri clamantibos omnibus tam 
Civibus, quam Gentibus vestris Yivat Dux Mediolani, Yivat Dux Mediolaui. Nos 
vero dum ipsa Givitas sic excureretur remansimus cum alia parte Gentium vestra- 
rum ad Portam Civitatis, que erat jam vestro nomine fornita, et pf ofecto per illa 
que cognoscere, et videre potuimus Cives diete vestre Civitatis versus Celsitudi- 
nem Yestram sunt bene dispositi, et devoti^ libenterque, et affectuose viderunt 
eandem vestram Civitatem vestro nomine sic excurri. Dimisso. autem in dieta 
vestra Civilate prefato Fìlio vestro Domino Pandulfo prò Locnmtenente ^ et 
Domino Marsilio de Torellis prò Potestate, fornitisque bene Balistreriis eque-, 
stribus, et aliis de quibus Nobis aparuit, omnibus Portis diete vestre Civitatis 
numero daodecim, quibus Excellentia vestra babet de duodecim bonis» et fidis 
Conestabilibus prò videro^ bue regressi sumus, nec de istis partibus diseedemos 
donec Excellentia Yestra mandaverit quid fiendum. Nobis hic existentibas 
cum Campo vestro, et Portis bene fornitis ut dictum est nullum de ipsa vestra Ci- 
vitate potest evenire sinistrum. Datum in Campo poxtto jQsta Caxaluchlum 
die XXYIY. Junii MCDiI 
Yestri Filii, Franciscus de Gonzaga. Joanoes de Bent voliis olim de Bo- 

Malatesta de Malatestis. nonia trucidatus est per P(^ulam 

Albericus Comes CunH, et Ja- Bononie. 

cobns de Yerme. Estorius de Manfredis non reperitur. 

Idem. B= Due Lettere circolari del duca Gio. Galeazzo; una per la detta vit-* 
toria di Casalechio , e V altra per la conquista di Bologna. Gkarta tn anml 
Mediol. ad kune annum. 

Idem, — Ultimo condicillo del duca Gio. Galeazzo. Corto pmm il BmBÌin. 
Del MàgUlrato Slraordimrio, pag, 3, et seq. 



An, 1403. «^3 Leitera de' due figli del fu Gio. Galeazzo Visaont43 duca di Mi- 
lano a Vencesiao re de'Romani, colla notizia della morte del loro padre* Carta 
nella Bibilioleea Ambrosiana. Cod Sign. L Num. IL, 

Idem, se Lettere circolari degli stessi due prìncipi, coll'avviso della morte 
e deiresequie ordinate per l'estinto duca loro padre. Charta in Annal Bergoni. 
ad hune anmm;» 

Idem. — - Descrizione de solenni funerali Iktti al predetto duca Gio. Galeazzo. 
Charta Rer. luUic. Tom. JTKI, eoi. i02i, et seq. 

Idem. =3 Giuramento di fedeltà prestato al nuovo duca di Milano Giovan 
Maria Visconte, detto Anglo dai delegati della città e de} ducato di Milano. 
Outrta apud Sitontm Monum. Yicecomittm, pag. 2S, et eeq. ei in Archivio Castri 
Portm Jovis in Codice Sign. A. L fol. fi. 

An. 1405. wra Dae privilegi d'immunità conceduti dal duea^ uno a Balzarino 
Pusterla, e' ad Orsina Visconte sua moglie^ e l'altro al monistero dej;;li Olive- 
tani di santa liana di Baggio* da essi fondato. Carte ne' Registri Civici sotto 
quest'anno, fi)t. 121, # 122. 

> 1404. =* Ordine del duca Giovan Maria al Tribunale di provvisione di 
far atterrare la cittadella della porta Vercellina e di rinforzare le mura 
della città. Carte ne'Registri Civici sotto qtiest' anno, fot. 129 a tergo. 

Idem. '^ Registro delle antiche decime della diocesi di Milano. NelV Ar- 
eMvio de' Signori Canonici Ordinari delia MetropolUàna. Cod. in fol Sign. f 
JVttin. 67. 

Idem. ^^ Carte intorno alla fondazione della canonica regolare dì «anta Ma- 
ria di Gasoretto presso Milano. Pennot. Historia Tripartita i^ de hoc Canonica. 

Idem. =a Ordine ducale, con cai il borgo di Trivillio fu conceduto in feudo 
al sig. Francesco Visconte, e poi pe'suoi dementi fu a lui ritolto. Carte nel- 
l'archivio di Trivillio. 

Idem- :»» Convenzione fra il sig. Mastino Visconte figlio di Bernabò già 
signore di Milano ed Armano di Vendemberg vescovo di Coirà. Nel Regi- 
stro delle carie spettanti alla Terza Decade degli annali di Como del padre Tatti. 

Idem. ■» Ordine ducale, con cui la città di Bergamo e la Ghiara d'Adda, 
toltone Trivillio vien data in feudo al sig. Mastino Visconte, etc. Aiutai. Bergom. 
ad hunc annwn. 

Idem. »» Lettera ducale al tribunale di Provvisione in favore di Oriando de' 
Redaello, che aveva difesa la città. Carta ne'registri civici sotto quesfannOy f. 138. 
GjMnt. Documenti Illustr. S 



^74 DOCUM!-.\TI ILLUSTRATIVI 

iti. 4405. ^ Convenzione fra il duca e la città di Milano. Carta m* Regi- 
stri civici, sotto quest'anno, fol. 139, a tergo, et seqq, 

Capilula servanda per Illust. Illust. Dominum Dominum Nostrum Domìnum 
Ducem Mcdiolani^ et per Comune Mediolani etc. 

Primo quod Comune Mediolani teneatur, et debeat tradere seu dare Prefato 
Domino super Intratis, et omnibus bonis, et rebus infrascriptis ìpsius Domini, 
et etiain Comunis Mediolani Florenos XYIm. ad computum solid. XXXII prò 
quolibet Floreno in mense despensandorum per Comune Mediolani cum deli- 
beratione Domini, et Conscilii sul ut infra videlicet. Pro lanziis quinquecen- 
tum ad computum Florenorum XVI prò qualibet paga in mense in suma 
Fior. VlIIm. 

Item prò pagis mille peditum computatis Portinariis Castelanis Custodibus 
portarum, et omnibus alliis pagis tam Civitatis, quam Ducatus Mediolani, et 
compatatis pagis pedestribus Civitatis Ducatus Terre, Modoelic, ac Terre, et 
Comilatus Anglerie ad computum Florenorum trium prò qualibet paga in mense 
in suma Fior. Illm. 

Item prò Salariis comitive Domini^ et familiarium suorum in mense Fior. M. 

Jtem prò Salariis Conscìliarioruo), et aliorum Offitialium in suma Fior. M. 

Item prò expensis Domini Potestatis Mediolani, et aliorum Offitialium Co- 
munis Mediolani usq. in suma Fior. D. 

Et si plus expendi expedit , vet expediet prò Salarialis dicti Comunis , et 
alliis diversis expensis tam ordinariìs, quam extraordinariis possit recuperarla 
et solvi prò ut infrascriptis Capitulis continetur. 

Item prò expensis prefati Domini vestimentorum ac cibi, et potus, et prò 
domesticis, et tolta universa Curia, et quarumlibet aliarum expens. in suma 
Fior. Ilm. D. 

^cquod predicta omnia procedant ad defensionem conservationem, et utili* 
talem Status prefati Domini, et Comunis Mediolani. 

Item quod dispensationi fiende de dictis Florenis XYIm. intersint Offitiaics 
constituendi pei* Conuine Mediolani secundum formam infrascriptam videlicet 
quod deut quatuor personas in scrìptis de quibus Dominus, et ejus Consciiium 
eligant unimi una cum Offitialibus prefati Domini (et quod scriptiones et mon- 
stre fiende stipendiariis tam equestribus, quam pedestribus, et cassationes eorum 
liant per dictos Offitiales constituendos per Comune Mediolani una cum Offi- 
tialibus prefati Domini). Et si minus contingat expendi singulo mense de pre- 
dictis Florenis XYIm. ocaxionibus suprascriptis quod illud tottum quod restabit 
de dieta suma Florenorum XYIm. conservctur per Comune Mediolani nomino 
prefati Domini expendendum postea prò utìUtate prefati Domini et Comunis 
Mediolani secundum deliberationem antefati Illustr. Domini Nostri ejusque 
Conscilii, et Comunis Mediolani. 

Item si contingat ultra suprascriptas et iufracriptas expcnsas contentas in 
suprascriptis et infrascriptis capitulis necessario aliquas allias cxpensas debcre 
ut pula fieri prò trasmissionL' aliquorum Ainbaiìatorum vel nimtiorum , vel 
prò aliquibus expensis ficmlis aliquibus Ambasiatoribus bue vcnientibus, donis 
eis fiendis vel prò fornimento alicujus exercitus si contingat exercitum poni 
in aliqua parte, vel prò conUructione ali.jìianira ba^^liarum vel similium on- 



IflLANKSI. 275 

eurenlium fieri prò diffensionc, et tutela Status prefoti Domini, et Cohmiiiìr, et 
Civiuni Mediolani quod tunc, et eo casu prefatus Dominus ejusq. Conscilliuin, 
6t Comune Mediolani habeant providere an tallis expensa sit utilis, vel neces- 
saria quo viso quod sit utilis, vel necessaria prò Statu Domini , et Gomnnts 
Mediolani dietum Comune debeat providere super recuperatione pecunie suf- 
ficientis prò talle expensa. 

Item quod omnes Intrate datia, et etiam trafegum, et lucrum dicti trafeghi 
Salis Civitatis, et Ducatus Mediolani tam ordinarie, qnam extraordinare prefati 
Domini, et etiam Gomunis Mediolani percipiant predictum Comune Mediolani 
nomine prefati Domini prò satisfatìone prò tale expensa. 

Item quod omnes Intrate terre Modoetia » et terre Comitatus Angterie que 
expectant prefato Domino tam ordinarie qnam extraordinarìe, et trafegum, et 
lucrum Salis precipiatur per suprascriptum Comtme Mediolani nomine prefati 
Domini prò satisfactione ut supra. 

Item quod omnes reditus, et proventus, et allia emolumenta possessionum, 
et honorum immobilinm prefati Domini exsistentium in Civitate, et Ducatu Me- 
diolani » et in terra , et territorio Modoetie, et terra , et Comitatu Anglerie 
percipiantur per supracriptum Comune Mediolani nomine prefati Domini 
prò satisfatiendum ut supra. 

Item quod omnes condempnationes facte, et flende,.et omnia bona rebel- 
lium presentium , et futurornm existentium tam in Civitate Mediolani quam 
in Ducala Mediolani, et in terra, et territorio Modoetie ac in terra, et Co- 
mitatu Anglerie percipiantur per dictnm Comune Mediolani nomine prefati 
Domini, et satisfactione, ut supra. Quod prefatus Dominus, contentus sit quod 
de predictis condempnationibus factis, et fiendis nulla fiat gratia vel remissio 
alicui persone. 

Item quod prefatus Dominus dignetur non facere aliquam exemptionem , 
concessionem, nec Immunitatem de predictis Datiis Intratis Trafeghis, et Lucro 
salis , nec aliquibus ab inde dependentibus , et si qua vel que facte sunt to- 
talìter levocentur, et penitus annullentur exceptis imunitatibus quas habent 
illi de agnatione domini Mediolani, et ilH de Galbiate, et Olzinate, ac eorum 
eonsortes, et complices qui dictas imunitates a Magnifico Domino Domino Ber- 
nabove per modum, et formam concessas perprefatum Dominum Bernabovem 
tantum quas confirmavit Illustr. quon. Dux memorie recolende secundum 
tamen formam concessionìs prelibati quon. Domini Bemabovis. 

Item quod prefatus Dominus sit contentns quod non fiant alique donationes 
de bonis predictis, nec aliquo allio modo alienentur bona predicta, nec aliquid 
eorum, nec aliqua Intrata de predictis salvo quod de bonis immobilibus su- 
prascriptis possint fieri dationes insolutum , que tamen fiant per prefatum 
Dominum cum deliberatione sui Conscillii , et Offitii Provixionum Comunis 
Mediolani. 

Item quod si prefatus Dominus obligasset aliquas ex Intratis prefati Domini 
seu Comunis Mediolani incepturis in Calendis Januarii prox. futuri vel aliquo 
allio modo alienasset aliquam ex fpsis Intratis que nunc assignantur dicto 
Comuni, et ex iiunc assignata esse intelligantur universa Credita , et debita 
prefati Domini , et Comunis Mediolani de quibus creditis , et dehitis licitum 



276 DOCUUK.NTl ILLUTRATIM 

.^it, et lic«at (lieto Comuni exigere, et recipere usq. ad rilas quanti tate» prò 
qiiibus reperiantur alienate, vel obbligate , et quod ressiiluum quod exigetur , 
vel exigì continget conservetur nomine prefati Domini prò solvendo alliis 
crfditoribus prefati Domini, et Comunis Mediolani, vel prefati Domini tantum. 

Item quod prefatus Dominus sit contentus quod per ipsum Dominum seu 
aliquem ejus OiBtialem non imponantur aliqua prestita onera ^ gravamina^ 
nec alique tallie dicto Comuni Mediolani, nec sìngularibus personis ipsiusCi- 
vitatis, et Ducatus, nec Comuni, nec singularibus personis terrarum Modoetie, 
et Angterìe , et ejus Comitatus salvis suprascrìptis , nec aufere alicui aliquid 
centra jus. 

Item quod predictum Comune Mediolani Yicarius, et duodecim Provìxionum 
possint, et debeant predictas Intratas, et bona ordinare regulare, et conservare, 
et ordinari regulari , et conservar! facere cridis prefati Domini taliier quod 
non transeant in sinistrum salvo quod deliberationes ipsorum datiorum , et 
cujuslibet eorum (et innovationes si quas fieri velie contingeret circha ipsa 
Datia ycl aliqua eorum fiant cum deliberatione prefatorum Domini ^ et ejus 
ConscilUi), et quod OfiStiales prò dictis Intratis , et expensfs reeipiendis^ de- 
stribuendis, et conservandis secundum formam suprascriptorum Gapitulorum 
nominare possint, et sindicare, ac ad rationem ponere, pront eis visum fuerit ; 
hoc intelecto quod circha ellectionem seu nomìnationem predictorum OffiUa- 
lium predicti Vicariusi et duodecim debeapt prò quolibet Ofiitio dare in scriptis 
personas quatuor que eis suffitientes videantur presentandas Domino ejusq. 
Conscitio qui quidem Dominus ejusq. Conscilium elligant ex predictis illuni 
vel illos qui sìbi videntur, duraturos in dicto Offitio ad beneplacìtum prefati 
Domini, et Comunis Mediolani. 

Item quod per quemcumque Rectorem Civitatis, et Ducatus Mediolani fiat 
jus , et justitia cùicumq. absolvendo absolvendo , et .condempnando , et con- 
dempnando indeflerenter, et quod prefatus Dnus dignetur facere conservar! 
justitiam cuicumque. Conscilium dignetur similiter se fortem facere quod per 
nullum cujusvis Status, et conditionis existat justitiaMmpediatur tam in civi- 
libus , quam in eriminalibus, et quod uUerius nullus Civis» vei qui habeatur 
prò Cive Mediolani possit habere, nec exercere merum imperium in Civitate, 
nec Ducatu Mediolani, nec in terra Modoetie. 

Item quod si contingat dictas Intratas, res, et bona predicta non sufficerc 
ad satisfactionem dictarum expensarum , quod tunc et eo casu liceat ^ et li- 
citum sit dlctis Communi, et hominibus Mediolani ipsum ressiduum recuperare 
a suprascriptis Communibus, et hominibus dictorum Communium illis magis 
equalibus, et abilioribus modis, qui sibi videantur, cum deliberatione praefa- 
torum Dni, et Couscillii. 

Item quod per ofTitiuro provìxionum suprascriptum possint, et debeant vlderi, 
et examinari, ac coneludi, et terminari omnes, et singule rationes dictorum 
Domini, et Communis Mediolani, una cum Offitio , seu Offitialibus deputatis 
per prefatum Dominum , ejusq. Conscilium , et compelli possint per dictum 
Ofiitium provìxionum omnes, et singoli debitores prefati Domini, et Communis 
Mediolani ad solvendum dicto Communi omne, et totum ìè, de quo erunt 
debilorea. prò devribendo. e* conservando ut supra, el qiiol diclis OfiQtialibus, 



IIIL4>'ESL * 277 

et dieto Offilio prcM^ixiomim dentur , ei exibeautur omnes , et singuli libri ' 
quaterni , liste , et fìlze , et omnia allia ad predictas rationes fatienda^ per 
quamcumq. personam penes quas siut et in futurum esse contingent, prò pre* 
dictis rationibus fiendis, et examinandis. 

Item quod predlctum Offitium provixionum, et per Offitiales deputandos per 
prefotum Dominum ejusq. Gonsciliura possint examinari restaura facta a tem- 
pore novitatis Magnifici quondam Dni Bernabovis circa, utrum licite, e injuste 
facta slot vel non, et super ipsis deliberare, et declarare, ac providere, proul 
vere viderint convenire. 

Item quod per dictum Offitium provixionum, et per Offitiales deputandos 
per prefatom Dominum ejusq. Gonscilium possint vìderi, et examinari dationes 
in solntum facte de quiboscumq. bonìs spectantibus , seu que spectabant Do- 
minationi Mediolani utrum licite, et juste facte sint vel non, et super eis de- 
liberare, et dèclararc prò ut iuri viderint convenire. 

Item quod de denariis, qui reperientur superabundare dictis florenis XVIm. 
ex Intratis, bonis, reditibus, creditis, et rebus predictis fiat per dictum Com- 
mune Mediolani bona, et diligens gubernatio, et conservatio , nomine prefati 
Dni, tam prò satisfaciendo expensis extraordinariis superius descriptis, si quas 
fieri continget, quam etiam prò solvendo, et satisfatieudo Greditoribus et ne- 
cessitatibus prefati Dni, et multis expensis tam ordinariis, quam extraordinariis 
incumbeniibus Communi Mediolani ultra suprascriptos florenos D. satisfatiend. 
semper prò prius majorì necessitate. 

Item quod prcfatus Dnus, ejusq. Gonscilium quibuscumq. ora , et die , seu 
deputandi ab eis possint videro rationes quas dictum Commune fatiet, et 
habebit super dictis Intratis, bonis, reditibus, rebus, et alliis ut supra contmetur. 
Item quia incumbunt Communi Mediolani multe expense, quid prò obla- 
tionibus que fiunt per Commune Mediolani, quid prò multis salariatis a dicto 
Communi, et alliis, qui ascendunt singulo mense ultra expensam florenorum 
D. superius declaratam circa florenos DC , et ultra etiam predictas expensas 
incumbunt multe allie expense extraordinarie prò reparationibus meniorum, 
et fortalitiorum Civitatis, ediffitiorum Communis Medi«lani, et aliorum diver- 
sorum cotidie ocurentium prefatus Dnus contenlns sit, quod ex dictis denariis 
qui superabundarent , prout superius est declaratum , et etiam de reditibus 
bonorum rebelium , antequam aliter de eis disponatur expendi possint per 
dictum Commune prò suprascriptis expensis occurent, ut supra cum delibe- 
ratione Dni, ejusq. Conscilii. 

Item quod DD. Vicarius, et XII. provixionum Communis Mediolani tem- 
poribus debitis concorditer elligant sex Cives Mediolani bonos, et legales prò 
qualibet porta, qui sex Cives elligant postea duos Cives prò qualibet porta, 
qui preesse debeant dicto Offitio provixionum, qui duo electi prò qualibet 
porta presententur prefato Dno , ejusque Conscilio coofirmandi per prefatum 
Dnum ejusq. Gonscilium, prout eis videbitur. 

An. 1405. <== Lettera di papa Innocenzo VII a Pietro da Candia arcivescovo 
di Milano, chiamandolo a Roma ; colla risposta dcir arcivescovo. Carie nella 
Biblioteca Riccardi iaìia di Firenze. 



1K78 DOGUHBNTI ILLUSTBATIVI 

An. 1405. » Convenzione fra Gabriele Visconte signore di Pisa ed il mare- 
sctallo Buccicaldo governatore di Genova a nome del le di Francia. CarU 
nel Codice Diphmatieo del [hmoni eoUo quest'anno. 

Idem, ss Lettera di frate Pietro da Candia a frate Francesco da Greppa , 
con cui r avvisa d' essere egli stato creato cardinale, e che il papa gli avea 
accordato V arcivescovato di Milano, in commenda, per )a qoai cosa gli con* 
ferma la dignità di suo vicario generale. Chatia apud Tòraboichi Hiitot. H«- 
mil tu, m Noti», pag, 46, et seq. 

An. 1406. n Lettera di Gio. Maria Visconte duca di Milano al podestà di 
Bergamo , con cui lo avvisa , che il signor Carlo Malatesta aveva conchiusa 
una tregua fra esso duca e il signore di Lodi , coi capitoli di quella tregua. 
Chron. Bergom, ad hune awnum. 

Jdem. e. Decreto di fr. Pietro da Candia cardinale ed arcivescovo di Mi- 
lano dato in questa città, nella sua curia presso a Campo Santo. Ttroòotdbi 
tupracit. pag. 44> et seq. 

Idem. «B Editto ducale con cui conferma le solite (Alazioni della città di 
Milano. Carta ne'Registrì dviei sotto quest'mno. fot. 155. 

An. 1407. ss Lettera del duca di Milano a favore de*nobili signori Beltramolo 
Melzi e Cristoforo Arese destinati suoi ankbasciatori al re di Francia. Carta 
ne'Registri Cmei sotto quest'anno fot. 167, a tergo. 

• 1408. « Diploma dello stesso duca, con cui accordò l'esenaione ai giu- 
risperiti del collegio di Milano. Charta in CoUectùme Frìvilegiomm dicU Col* 
legU tgpis edita. 

Idem, cs Ordine del duca con cui prescrisse-, che il consiglio generale 
della città di Milano, eh* era di novecento persone , si riducesse a sole set- 
tantadue, dodici per ciascuna Porta. Carte nei Registri Cwtd sotto quest'anno, 
foL 9. ^ 

Idem. S3 Avvertimenti di Carlo Malatesta a Gio. Maria Visconte duca di 
Milano trasmessi alla città , perchè glieli suggerisse alle occorrenze. Carta 
ne'Registri Civici sotto quest^anno, fot. 68. <=3 Egregie Sapiens Doctor, ac ìio- 
hiles Amici Carissimi. 

Antequam de partibus. istis discederemus, visum mihi fuit aliqua in scriptis 
dimittere tam utilia, quam necessaria^ ad conservationem Status fllustris Dui 
Ducis Medtolani, prout videbitis per Foleum introclusum. Que ubi sic Vobis 
in tottum vel in partem videantur, affectuose rogo, ut illorum observantiam 
memorare per sepe preiato Dno Duci non tedeat, sicuti melius, et convenien- 
tius viderìtis expedire. 

Datum in campo Ducali penes Cassanum dum equm ascenderem prò tran- 



XILANESl. 279 

seuùdo ad partes mcas dio XXVII Augusti 1408 bora XVIII — ^ Garolus de 
Matatestis — A tergo Egregio Sapienti leguni Dockorì Dno Turberto de Torti» 
Viearìo Provixionum Mediolani, nec non- Nobilibaa Amicis Carissimi duo- 
decìm diete Provisionis. 

In nomine Patris^ et Filii , et Spiritus Sancti^ et gloriosissime Genitricis 
Dnl nostri Hiesu Ghristi Marie semper Virginis Domine nostre. Beati Am- 
brosi!^ et omnium Sanetorum et Saoctaruoi. 

Memoria eorum, que mibi videntur, principaliter fienda per IHustrem Do- 
minum . . Dacem Mediolani prò conservatione , et aagmento Status Sui , et 
uttlitate suorum Subditorum. 

Quod ante omnia , et super omnia Regem Regum , et Dominum Domi- 
nantium, a quo est omni^ potestas in cello, et in terra veneretur, et colat. 

Quod snos diUgat Cives^ quia eum ipsi dilexerunt , et jure, amor debet 
esse recipropus. 

Quod sit solers ad curam regiminis. 

Quod se abstineat a soperfluis donationibus^ et expensis, et precipue guerra 
durante. 

Quod guerras toto posse diffugiat. 

Quod ' caveat a .crudelitate, et ab inconsulta credulitate. 

Quod nibil inconsulte promittat» sed promissa inviolabiliter servet. 

Quod nullo modo quantum in ipso est permittat discensionem seminari inter 
ipsum, et fratrem» quia esset amborum consumplìo. 

Qttod 81 aliqui niterentur inter eos suscitare discordiam , taliter puniantur, 
quod ceteris speculum Gant. 

Quod proyideat in domo sua retinere sibi fidos, et suspectos espellere. 

Quod plligat Gonsilium sibi fidum, et placitum, et nuUum alium permittat 
se iniromittere de Statu suo. 

Quod provideat quod Supplicatlones, et littere que veniunt signande manu 
sua prius approbentur per Gonsilium suum , vel per Mallatestam, vel per 
alium sibi fidelem^ ne ex inadvertentia errores eveniant; sicut bactenus ma- 
ximi evenerunt. 

Quod nullns de Gonsilio justitie^ sive de suis domesticis possit Htteras, \el 
edicta facere, aut, fieri facere, que infringant dirrectc, vel indirrecte statata^ et 
ordines , tam Givitatis Mediolani , quam Ilhistris Domini olim genitoris sui. 
Et hoc quia ab experto, sepe vidi, quod amor, odium , et pretium sopissimo 
domesticos , et Gonsilium suum a ventate diverterunt. Et si hoc non facit , 
certissimum se reddat , quod suum destruet Statum , et in brevi. Nichil ergo 
aliud exeat ab ore suo, nec aliud permittat per suos referri, quam quod fiat 
justitia per Judicem, ad quem spectat. 

Quod non permitut illos de Gonsilio ju9titie de jure suorum Givium aliter 
se intromittere, nisi quod providere habeant, et provìdeant, quod statu ta , et 
ediota serventur per Offìtiales, et non scrvantes puniant statim secundum 
decreta, et statuta, quoJ si neglexerìnt eadem pena puniantur, qua non ser- 
vantes puniendi forent. Et ultra ad beneplacitum Domini. Et liceat quibu- 
scnmqne acusare non servantes, et non fetientes scrvari. £t detur accusatori 
niedietas pene (si fuerit pecuniaria)^ et alia Camere applicetur. 



S80 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Quod si quis accusaius fuerìt, aliquid tentasse, vel comisisse contra StauiiD, 
ve! honorem suam, nolit conira ipsum procedere inconsulto Malatesta sive alio 
qui prefiierit gabematìoni Stata Sui, quoniam domestici sui minus sunt par- 
tiales, aliax cito periclitabit. et suos in desperationem adducet. Et credat mihi, 
et de hoc certissimus sit. 

Qaod quantum potcst caveat ne ponat paesanos ad custodias suarum for- 
tiUtìarum , sed forinsecos fideles. non enim est bonum Statui suo Cives pò* 
testatem habere in suis fortilitiis. Et de hoc sumat exeroplnm ab Inditis 
progenitoribus suis. Videtur michi iasuper boBum , quod quamdiu Malatesta 
aderìt in partibus istis de ponendis ipsum consuiat, quia non est credendam» 
quod Socer 8«us velet , aut assentirei , quod facta sua male procederent. 
Et si buio Capitulo obiceretur me non sic fecisse, respondeo quod duplici 
causa fuit. Nultum namquo sibi fidum foritisecum agnoscebi^n » nec de meis 
ponere volebam, ne forte dubium posset oriri, me ipsius fortilitias usurpare. 

Quod nullo modo sit partialis, sed benefatientes remuneret, et malefatientes 
puniat Et dioentibus oppositum, yel aliter consuìentibus nulla ratione con- 
sentiat. Alias vhe ipsi, et Statui suo. 

Quod quantum potest caveat ne partiales Offitiales, suis subditis tribuat et 
si propter partialitatem aliquem suum Offitialem deprehenderit injustitiam 
ministrare, ad mortem irremìs8ibilit«r dampnet , nec flectat se ad oppositum 
precibus adulantium, aliter error novissimus erit prior priore. 

Quod obstinatos rebelles nec precibus nec pretio substineat , neque ipsis 
parcat, sed ipsos faciat puniri secundum formam justitie, ut aliis transeant in 
cxempium. 

Quod quia non decet nolit propriis manibus punire Rebelles, multo magis, 
nec alios, 

Quod Yolentibus ad fidelitatem reddire roisereatur (sed quoniam multi ipsum 
sub hac spetie deceperunt) talem ab ipsis cauttonem summat , quod non va- 
leant ampHus rebellare, et si rebellaverint possit ipsos punire expensis eorum, 
ut non opporteat quantum in eo fuerit, propter perversorum malitiam , gra- 
vare subditos obedientes. 

Quod prestantes auxiìium , vel Gonsilium Rebellibus irremisibiliter puniat, 
et in hoc magnam habeat advertentiam, et solertiam. 

Quod non prebeat audientiam Consuìentibus melius foro Rebelles devastare, 
quam paroere ad obedientiam redire volentibus, quia quoscumq. destruit de 
suo destruit. 

Quod non permittat fortelitias ab aliquo hediflcari, sed hedificaUs destrui 
fatiat, preter eas, que propter publicam utilitatem necessarie sunt. Et de 
bis quam pautiores potest retineat. Et illas bene fatiat foi tificart, et cusìodiri. 

Quod suis Clvibtts onera non imponat, nec ipsos depauperet , ut lupos ra- 
paces plusquam divites faciat , sed ipsos gravet propter publicam utilitatem 
tantum secundum opportunitatem. 

Quod propter Civium suorum oonsolationem et sui, sibique astantium exo- 
nerationem Cives semper videre possint, in quo suum expenditur. 

Quod onera equaliter imponantur, et potentìbìis ea supportare, et non mi«> 
seris, et in habilibus ut onera sint, et non proficiant. 



MILANESI; S81 

Quod nemo poiens , et habilis prece , tei pretio , Te) alia ratioae durante 
presenti guerra sìt exemptus. 

Quod si illi quibus datur onera dividere reperiuntur propter odtum aliquem 
aggravare enormiter > vel amore prede , seu pretio aleviare , aut exhimere 
acriter, et iremissibiliter puniatur ; aliter respubliea Mediolani, et Dni Ducis 
male, pejusque succedet in dies. 

' Quod habiles ad soìvendum, et obsttnati nolle debito, et sibi injuncto tem- 
pore solvere acrtler, et irremissibillter puniantur. Et semper pena nichiiominus 
addatur pene , nsquequo obedierìnt. Obstinatio namque talis est eonsumata 
rebellio minusq. dampnosum est Beipublice suorum Giviuro bona absque fructu 
consumerei quod sit, cum pecunia non oportuno tempore, et post necessitaiem 
expenditur. 

Quod onera tempestive imponantur, et solerter exigantur, ut fruetosa^ ihi 
expensa, e non inutilis, et dampnosa, ut hactenns. 

. Quod precipiat Gurialibus suis quam strictius poteste quod non presumant 
impedire exactiones dirrecte, vei indirrecte. Et hoc si non faciet magis pos- 
sibile est Asinum volare, quam possibile fuerit suum statom conservare. 

Quod StipendtariìSy et Gustodibus debita solvantur, et debito tempore, 
et fiant ipsis monstre, et exigantur deflectus. Et fatientes damna puniantur. 

Quod non permittat Offitia vendi (certum enim est neminem Offitiuqs emere 
tino spe indebili lucri), et hoc fieri nequit sine maxima subditorum jactura» 
et injuria justitie , propter hoc venditiones Offitiorum non sine causa probi- 
buemnt leges, et canones. 

Quod nemo possit per alium Olfitium exercere , nec aliquis vice alterius , 
nisi infirmitas, vel alia necessaria causa probibeat per se posse Offitium 
exercere. 

Qnod si quia repertus fuerit Offitium emere, vel vice alterius offitium exer- 
cere medietatem suorum honorum amittat , et per decenium ab omni Offilio 
sQspendatur. 

Quod liceat qnibuscumq. taliter delinquentes accusare, et dimidium mulete 
lucrentur, aliud vero dimidium Gamere applicetur. 

Quod Offitiales secundum Statuta, et Decreta sindicentur, et juxta ipsa ab- 
solvantur, et puniantur. 

Quod Sindicatores contrafatientes accerrime, et irremissibillter puniantur. 

Quod prò Deo, et quantum cari pendit étatnm suum ad preces, aut sugge- 
stiones aliquorum, nollit hec aliqualiter impedire. 

Hec quidem omnia que michi utilia visa sunt Statui Illostris Domini predicti, 
suorumque Givinm comodo, propter debitum meum, quìa absens, gubernationi 
Status sui, adesse non possnm dequaintei^ ceteros Illustrisqu. Genitorsuos de 
me considero dignatus fuit, recedens notari feci, et adperpetuam mei excusatio- 
nem, nomine meo propria mana subscripsi. Et in omnibus, et per omnia, sub- 
scripta Illustri Domino Germano suo similiter consulo. Garolus. 

An, 1406.'^= Lega fra il duca di Milano, il marchese di Ferrara ed altri signori 
di Lombardia contro di Ottobon Terzo. Carto presto il Uwalori nelle AniÀ* 
chilà Estensù Part, II, pag, 147, ei seq. 



28J OOCUIIRNTI ILLUSTHATIVI 

i4ii. 1409. = Lettera del duca alla città , per procurare la pace con Pa- 
cino Cane conte di Biandrate. Carta n$' RegUiri Civici sotto qwst^ anno, 
fot. 105, et 106. 

Idem, s Lettera del duca di Milano alla città, con un compendìo degli Ar* 
ticoli della pace da lui stabilita con Facino Conte di Biandrate. Carta ne'Re- 
gistri Civici sotto quest'anno, fot, 131, a tergo , et seq, 

Dux Mediolani etc. Spectabili Militi Dno Potestati nostro 

Mediolani, nec non Egregio, et Sapienti 
Legum Doctori Dno Vicario Provisio- 
num Communis nostri Mediolani. 

Dilecti fideles nostri. Celeste bonum pacis inter Nos , et Nostros ex una 
parte^ et Magnificum Facinum Gomitem Biandrate etc. et Suos ex altera nu- 
perìme celebrate, ecce vobis per presentes ad gaudium nuntiamus, Volentes 
quod pacem ipsam sub effectu som mani epiìogi introscripti , futura proxima 
solempni die. Jovis Sacratbsimi Gorporìs Ghrìsti , in hae nostra Givìtate Me* 
diolani bora tertiarum per quecumq. loca consueta diete Givitatis publi- 
cari, quam solemniter fieri poterit facìatis. Paciendo ulterius prò tante tamq. 
salutifere rei solempnitate fieri triduanas proeessiones, cum luminosis falodiis. 
et sonitum Campanarum ad letitiam plcniorem . Datum Mediolani die IV. 
iunii MCDVIin. 

Ubertus. 

Ad laudem Omnipoteiitis Domini nostri Jesu Cbristi , et Gloriosissime Do- 
mine Genitrìcis sue Virginis Marie, et Beatorum Appostofornm suorum Petri 
et Pauli, ac Beati confessoris , et Patroni nostri Ambrosii , et denique toiius 
Gelestis Curie triumphantis nec non ad honorem , et commodum Illustris- 
simi Domini nostri Domini Ducis Mediolani etc , suorumq. Ciyium et Sub- 
ditorum. 

Notum sit Universis, et singulis, quod inita, celebrata , et firmata fuit , et 
est inter prefatum Dominum nostrum Ducem, ejusq. Golligatos, Reeomendaios 
Adherentes, Feudatarios, Gomplioes, et Subditos, ac Territoria, ac Subditos , 
et Homines ipsorum Golligatorum, Recomendatorum , Adherentium, Feudata^ 
rionim, et Gomplicum ex una parte, et Magnificum Facinum Gomitem Bian- 
drate etc, ejusd. Golligatos, Recomendatos, Adherentes, Feudatarios, Gomplices, 
Subditos, et Territoria, ac Subditos et Homines ipsorum Golligatorum, Reco- 
mendatorum, Adherentium, Feudatariorum, et Gomplicum ex altera, bona vera« 
et sincera pax, et concordia utrìnque perpetuo duratura, sub modis, et articuUs 
infrascrìptis vìdelicet. 

Primo quod cessantibus bine inde molestia, et ofien8Ì5,et obliteraUs mutuis 
injurìis, atq. dampnis, liceat partibus, ac Golligatis Recomendatis, Adherenlibus 
Feudatariis, Gomplìcibns, et Subditis untus partis, ac Subditìa, et Hominibu^ 
ipsorum Golligatorum, Recomendatorum, Adherentium, Feudatariorum, Gom- 
plicum, et Subditorum, ire, stare, pemoiare, et IrafiBgare super Territoriìs al. 
terius partis, et pariter reddire prò libito suo tute, libere, et impune, soluiis 
tamen datiis usìtatis, et illud idem liceat aliis alterius partis reciproce facere 
super territoriis alterius partis. 



]iiLA;f£8i. 283 

Ilem quod non obsUnte qood alique terre , el fortalìtU Dueatui Mediplani 
bono respectu dimittantur preiato Corniti Blandrate liceat tamen quibuscumq. 
Civibas, et Uabitatoribus iam Mediolani , quam aliunde aubditis prefati Do- 
mini Ducis Mediolani prò libito suo ire, et inittere cum suis rebus, et bonis, 
et bestiis qoibuscumq. ad terras {H-edictas, et ad quaslibet alias partes Ducatus, 
ac colere , et coli facere quascumqùe suas possessiones , et bona, et fnictus , 
redditus^ et proventus quoscumq. exinde libere percipere, et babere, et de eis 
prò libito suo di^nere. Et etiam ire, et mittere ad dictas lerras prefato Co- 
miti Blandrate dimissas^ et reddire» et quecumq. bona sua tam in ipeis terris,quam 
in earum territoriis existentia possidere, et ts^udere, et de ipsis sìuiiUter di- 
sponere prò suo libito voluntatis tute, libere, et impune prout facere solebani 
et poterant ante guerram proxime preteritam. 

Item quod liceat omnibus , et singulis Exiticiis Mediolani bannxtis , et non 
bannitis, ac qualitercumque condempnatis , mulctatis , seu suspectis, dum ta- 
men Exiticii non sint propter homicidia in Civitat^ Mediolani eommissa, re- 
patriare prò libito suo, et quecumque bona sua propria gaudere, et possidere. 
Aliqua alienatione de ipsis bonis facta quomodolibet non obstante. Et quod 
de omnibus bannis sibi datis> et condempnationibus de eis factis, ac proces- 
sibus exinde sequtis usque ad presentem diem libere exbimi debeant, et pa- 
riter exbimantur. Et ex nunc intelligantur, et sint prorsus exempti. Eo salvo 
quod infraseripti non possiut intrare usque ad certum t<3mpus deliberationi , 
et dispositioni Illustris, et Magnificorum Dominorum, Domini Marchionis Mon- 
ferrati, et Domini Pandulfi de Malatestis reservandum, Civitatem Mediolani; 
▼idelicet Dominus Gasparinus de Yicecomitibus, Domini Uberteti, Otto qu. Do* 
mini Antoni! de Yicecomitibus Militis de Cislago, Gentilis Domini Antonii Mi- 
Ittis de Orago, Aloysius, et Gaspar fratres qu. Dni Guideti de Pnsterla, Jo- 
hannes de Pusterla de Venegono qu. Bonifatii, Johannes, et Gravazius Fratres do 
Aliprandis qu. Dni Pagani, Andreas qu. Gu. de AUbrandis Speronus^ et Fratres 
de Petrasancta qu. .... Andreas, et Paulus Fratres de Badagio qu. Domini 
Balzaroli Militis, Antonius naturalis qu. Johannis de Badagio, Cesar de Burris* 
qu. Domini Francisci Militis Franciscus, Antoniolus^ et Symoninus Fratres de 
Burris, Franciscolus dictus Agagnius de Mayno , Johannes dictus Bayus do 
Besoiero, et Aluysius da Terzago. 

Item quod prò majori robore diete pacb , neutra partium , nec CoUigati > 
Recomendati, Adherentes, Feudatari!, et oomplices unius partis debeant 
receptare aliquos amodo Homicidas, Bannitos, Robatores, et Malefactores al- 
terìus partis, sed habitos potius tradi facere in manus, et fortiam ofiitialium 
alterius partis ad omnem requisitionem suam. 

Anno suprascripto currente MCDVIIII die Jovis ses^to mensis Junii scilicet 
in festò Solempnitaiis Corporìs Domini Nostri Jesu Christi , proclamata , et 
pubblicata fuit suprascripta pax in omnibus, et per omuia prout superius 
continetur bora terttanim sono Campananim premisso in Broletto novo Cc^ 
munls Mediolani ad Arengeriam sitam in eo Broletto per BertoUnum tu- 
betam prefati Ulnstrissimi Domini in presentia innumerabilis multitudinis Ci- 
vium Mediolani^ et ad premissam pubblicationem ad perpetuam rei meuioriam 
denotali fuerunt prò teslibus Ambrosius Grimoldus f. qu. . . . P. U. P. S. 



284 DOGUUESTI ILLUSTRATIVI 

BabilU, AntoniuB d« Arluuo f. qu P. N. P. S. Euiebii, Beltramolus 

de Pergamo f. qu. Marcheti P. N. P. S. Siìvestri, et sìiniiUer Antonius de 
Gallarate dictus Camelia, per quem similiter dieta pax proclamata ftiit ad 
Scallas^ Palialii novi dicti Comunis, et Jacobiaus de Rolandis, omnes preco- 
nes Comunis Mediolani. deindeq. subsequenter dieta pax proclamata fuit per 
suprascriptum Bertolinum Trombettam super platea Areugi justa portam Curie 
prelibati Domini^ presente maxima multitadinem Civiura Mediolani. 

Idem, =s Lettera di Alessandro Y, sommo pontefice, prima frate Pietro da 
Candia arcivescovo di Milano, con cui notifica alla città di Milano la sua eie- 
zione al sommo pontificato. Carta ne'RegUtri Civici sotto que$t'annOy fol, i6o, 
a tergo, 

Alexander Episcopus Servus Servorum Dei. Dilectìs Fiiiis Nobilibus Yiris 
Vicario, et Duodecim Provixionum Comunis Mediolani, salutem, et apostolicani 
benedictionem. Sit laus, et gloria in excelsis Oeo, -qui in terra pacem bomi- 
nibus bone voluntatis es^ concessit , popolumque Christianam miserabiliter 
hactenus laceratum ex diuturna, ac perniciosa scissura ad salutarem rediate- 
grationem sua inefabili misericordia, et benignitate perduxit. Qnis Enim di- 
ledi filii si damna incomoda pericula Animarum, e% cetera detrimenta que ex 
detestabili, ac pernicioso scismate, proveniebant quotinie> fraudesque^ et col* 
lusiones eorum, qui hanc tam exitiosam pestem ausu sacrilego nutrire, et in- 
veterata male agendi calliditate perpetuare sattagebant, considerare voluerit , 
ac deinde hanc mirabtlem populi Ghristiani reconciliationem tanta concordia, 
ac tam unanimi voluntate conglutinata animadverterit erit non gratulandum 
Domino, et Salvatori Nostro Jesu Cristo totis cordis afectibus extimabit Rex- 
pexit enim Deus populumsuum,«t tantarum ansietatum quantas longadudum 
peperit scissura misertus contra pacis hostes , et Christiane quietis perfidos 
inimicos^ fautoresque, et nutritores inveterati scismatis viam omnium indubi- 
talissimam , ac eificacìssimam generalis Conscilii non solum apperuit , verum 
etiam ad finem optatum mirabili progressu, et votiva rerum obsecundatione per- 
duxit. Atque ut vobis diiecti Filii summa rerum gestarum ad Vostri conso- 
lationem per nostras litleras innotescat, noverit prudentia vestra, quod idem 
Sacrum generale Conscilium in maxima frequentia, et copiosissima multitudine 
Prelatorum, atque Oratorum, nec non Magistrorum in Theologia, et Jurisdo- 
ctorum clerique, et populi mirabili concursu ex diversis Mundi partibus , ac 
variis nationibus prò pace, et unione Christianorum in hac Civitate Pisarum 
solemniter, canonico congregatum cum omni maturitate procedens, et cunctis 
que servari debuerunt rite servatis, contra Petrum de Luna, et Angelum Co* 
rario, oiim de papatu damnabiliter cóntendentes, seu verius coUudentes sen* 
tentiam tulit difiBinilivam per quam ipsos, et eorum utrumqne propter enormia, 
et notoria iniquitates, crimina, ed excessus a Deo> et sacris canonibus esse, et 
fuìsse ipso facto abjectos privatos, et ab Ecclesìa prensos hereticos, et a fide 
devios declaravit ipsosque^ et eorum utrumque per eandem defiinitìvam Sen- 
tentiam ex abondanti privavit abjecit, et percidit; Ecclesiam vacare Romanam 
ad cautelam'' insuper decernendo > prout in ipsa Sententia, que vobis, et ce- 
leris fidelìbus transmitetur, éadem vestra prudentia poterit latius intueri. Post 
quam senientiam Venerabiles Fratres Nostri Sancle Romane Ecclesie Cardi- 



UltANESI. S85 

nales^ de quorum numero tunc «ramus, cupientes prefate Ecclesie de pastore 
idoueo proVidere, expectato consueto dierum spatio, et omni solexhnitate dili- 
genter servata de eonsensu generaiis Cousciiii piefati^ quod etiam in GoUegium 
ipsoruro Cardinalium, licet ad eos Romani Pontifìcis spectare dignosceretur 
electio tamen prò majori? firmitatc consensus super hoc auctoritatem suam 
plenarie contulit, et trasfudit. Conclave prò ejusdem Pontifìcis electione, in- 
gressi post longos, et varios tractatus, tandem ad nostram humilitatem respi- 
Uentes, unanimi omnium censensu Nos tunc Basìlice XII Apostolorum Pre- 
shyterum Cardinalem, in Romanum Pontificem eligerunt, qui quanquam no- 
stre imbecillitatis Conscii, Nos esse impares tanto oneri putaremus tamen in 
Altissimo confisi, et ab eo directionem, et gratiam sperantes colla suraisimus 
oneri perferendo. Hec igitur dilecti fiiii ad vestre prndentie notitiam , quos 
semper unionis, et paeis cupidos zelatores fuisse percepinuis, per presentes 
nostras Htteras dèducere properavimus, totis afiectibus exhortantes , quatenus 
prò tam saìutaris, atque optate redintegrationis munere misericordi atque mi- 
seratori nostro Deo gratias agentes, ad hujus boni conservationem, atque aug- 
mentum totis viribus excitemini. Nos qui erga devotionem vestram paterna , 
ac precipua efficimur in Domino caritate promptos, et paratos ofTerentes in 
cunctis que cum Deo possumus vobis atque vestris efficaciter compiacere. Dat. 
Pisis sexto idus Julii Pontificatus nostri anno primo. 

A tergo. Dilectis filiis Nobilibus Viris. Vicario, et Duodecim Provixionum 
Comunis Mediolanensis. 

Àn. 1409. «=: Imposta di una tassa di otto soldi sopra ogni fiorino d'estimo so- 
pra le case^ detta tassa delle case. Carla ne Registri Civiei soito quest'anìM^foL 136. 

Jdan, = Lettera di Facino Cane conte di Biandrate al duca di Milano in- 
torno airarrìvo de'Francesi in Italia. Carta Jb, foL 139. 

Idem. == £ditto ducale, che il fiorino d'oro non si possa spendere più che 
per soldi cinquanta. Carta ne'Registri Civici, fol, iOòy a tergù. 

Idem. ==: Editto del duca e del suo governatore, intorno al corso delle monete 
Carta ne'Regiilri Cieiei^ fol i49, a tergo. 

Pro parte Illastrissimi, et Excellentìssimi Principis, et Domini Domini Du- 
cis Mediolani etc. cum Consilio , et deliberatione Illustris , et Magnifici Do- 
mini Domini Gubernatoris , et cum Consilio , et deliberatione Domini Yicarii 
et Duodecim Provixionum Cummunis Mediolani , et Adjunctonim. Volentes 
evitare prestila taleas, et alia extraordinaria, que semper fuerunt Nobisinter 
cetera exoxa> ac aliis certis bònis respectibus concementibus bonum, etpaci- 
ficum Statum nostrum, et Subditorum nostrorum, et maxime hujus Alme Civita- 
tis, etcivium ejusdem, et attendentes, quod moneta, que usque in presentem 
diem fuit suscitata, fuit, et est causa inducendi penuriam Statui nostro/et Mer- 
chatoribus jìostris , Volentes de salubri remedio providere decernimus , quod 
de celerò fabricentur bone Monete, et quod omnes Monete fabricate usque nunc 
expendantur secumìum cursum infrascriptum. 



tS6 DOCUMENTI ILLUSTRITIVI 

Ouod Octini expendantar prò Impertalibas octo prò quolibet ipsorum. 

Quatrini veteres prò Imperialibus quinque prò uno. 

Sexìni veteres prò iDipertalibus septem.. 

Pichiones novissimi prò Imperialibus decemocto. 

Pichiones Galeaz. § ^ , . ,„ ... 

Et Picchiones Crucb } P~ topemldms vigint. uno prò uno. 

Picbiones veteres prò Imperialibus viginti duobns prò uno. 
Sexìni novi fabricati in Papia prò Imperialibus quattuor. 
Imperialcs veteres prò Imperiali uno. 

Imperiales novi vocati bissoni prò tertiis duobus Imperialis unius 'pro uno 
hoc est, quod tres valeant duos Imperiales. 

Ubertus. 
Publicata die Sabati ultimo Augusti MCDVIIII, per Fertolinum 
Trombettam. 

An, i409. s Lettera, con cui si vede che il duca aveva ritolto la precettorta 
della casa di santa Croce, altre volte di santa Maria del Tempio, a frate An- 
tonio Morìgia, e Taveva conferita a frate prevosto de'Giorgi. Carta ne'Re^'$lri 
(^viei sotto quest'anno, fot. 175. 

Idem, — Altra lettera ducale in cui si comprende che si arrolava la mili- 
zia urbana, e che tale incumbenza era stata data ad un ufficiale delle 
ducali costodie o guardie del corpo. Carta 16. sotto quest'anno, fot. i78 , 
a tergo. 

An, 1410 » Altri editti ducali intorno alle monete. Carte ne' Registri Civici 
sotto quest'anno, foL J, a tergo, fot, 3, foL 6, a tergo. 

Idem. = Imposta fatta dal duca per pagare il convenuto col sig. Estore e 
col sig. Gio. Carlo Visconte. Carte ne'Regishi Civici sotto quest'anno, fol 39, et 16 
a tergo. 

Idem. » Imposta del dazio della catena del naviglio. CAtrta Ih. fol 44. 

Idem. =s Ordine del duca al podestà di Milano , perchè formi i processi 
contro i fratelli da Desio, che avevano dato il castello di Marignano ai Malatesti. 
Carta Jb. fot. 55. 

An 1411. ==3 Lettera ducale a favore de'nobili vecchioni della metropolitana. 
CMrta Ib. fol. 76. 

« 1412. =3 Ordine del nuovo duca Filippo Maria Visconte alla città di Milano, 
perchè torni ad eleggere un nuovo consiglio generale in numero di novecento 
cittadini^ il quale poi elegga i sindaci e i procuratori per dare il giuramento. 
Cxtrta ne' Registri Civici sotto quest'anno, fol. 132. 



IIILANESt. 287 

Àn. 14i2. « Capitoli accordati dal duca alla ComuniUt di Trivillio. Caria 
neU'Arehivio di quella Comunità. 

> Ì4i5. =» Capitoli oonchiusi fra il duca di Milano e Valentina Viaeonte, 
per la resa del castello di Monza, riferiti dal Corio sotto quesVanno. 

Idem, ss Avviso del duca alla città di Milano d*aver egli ricevuta una lettera 
dal re de*Romani, in cui lo aveva chiamato suo figlio e lo aveva assicurato 
dalla sua real protezione. Carla ne' Registri Civici sotto quest' anno , fot, ìqS, 
a tergo. 

Idem. e=3 Editto per la milizia urbana e forese. Carta ne' Registri Civici sotto 
quest'anno, fot. i75 a tergo. 

Idem. » Editti sopra il corso delle monete d'oro. Carta ne'Registri Civici 
sotto quest'anno^ fot. 175 et i73 a tergo. 

Dox Mediolani Verone etc. , A tergo Egregiia» et Sapientibus Vi- 

ris Potestati , et Vicario Provisionum 
Communis nostri Mediolani. - 
Dum bene cogitavtmus, inter Alia reipublice comoda, et quod' Principi, et 
patrie nomem prestai laudis, et bonam facere fabricari Monetam, et ex omni 
studio velie, quod nec aunun cursum habeat majorem respective ad argenteam 
ropnetam , nec quod ipsa moneta illum superet > ultra debitum justo , vaio* 
ris, facto namq. ordinate assagio, et convenienti computo per viros industrie 
in talibus praticos, Vobis inoteseat aperte ducatam auri, qui hactenus pluri- 
bus soccessivis annis cursum excessivum habuit, ultra communem argenti pre- 
dicti valentiam valere solum, et coequaliter soldis quadragintanovem in argen- 
to illius monete , que moderne in hac nostra Civitate curit/et expenditufi 
et per respeetum ad illam , quam ordinavimus de proximo fabricari. No- 
lentesque amplius hoc inconveniens , et dispendiosum ipsi reipublice tolle- 
rare, hoc Nostro decreto, quod anodo vim legis habere volnmus, et ser- 
var!, ac in volumine aliorum Ordinum, et Deeretorum Nostrorum hujus Ci- 
vitatis nostre inseri > et descrìbi ad litteram prout jacet , ac etiam sono tube 
in consuetis locis diete Civitatis publicari , sancimus , decernimus , et man- 
darous. Quod facto preconio, memo cujusvis preeminentie status, et conditio- 
nis existat, audeat, debeat nec presumat dare, seu expenderc, nec recìpere aliquem 
ducatum auri, nisi dumtaxat prò soldi qnadragintanovem imp. monete nostre 
argenti ad presens currentis in dieta nostra Civitate Mediolani, et que in fu- 
turum curret, et eodem modo intelligimus de floreno , et aliis monetis auri , 
sive plurisj sive minoris valimenti, quod non plus expendantur, seu dentur, 
aut recipiantur quam valeant respectu ad Ducatum predìctum , et ipsum va^ 
lorem argentee monete nostre imposilum, ut prefertur, sub pena florenoram 
vigintiquinque prò quolibet Ducato, et alia moneta auri respectu ducati, uni- 
cuiq. contrafacicnti , applicanda prò tribus partibus Camere Nostre , et prò 
quarta accusatori, et quilibet accusator in hoc tendliitnr secretus. Et ne quis 
ex Impcrialium moneta, quos proptereorum Paucilatcm^ etiam fabricari decerni- 



288 DOCUHBKTI ILLUATRATIVI 

mus in soìutionibus fiendis, ex eo quod fieri veleni in dieta moneta Imperialium 
eausam pretendere valeant ullius gravaminis, decernimus preseotiam conti- 
nentia, quod indictis Imperialibus nulla fieri possit invito creditore a decem libris 
cjusdem monete sopra , et in omnibus » et per omnia secandum quod forma 
provisionis aliax edite saperinde plenius continet, et eiqtlanat. Dai Mediolani 
die XI Augusti MCDXIII. Indici, sexla. Gonradinus» 

Gridata ad Scallas pallatii per Jacoblnum Rolandum sono tube die XIL 
Augusti. 

Dux Mediolani Verone etc. A tergo SpeetàbiU^ Egregióq, 

Papié, Anglerieq. Gomes et Sapientibus Legum Doct. Po- 

testati, et Vicario provision um Gi- 
vìtatls nostre Mediolani. 

Ad hoc ut equalitas servetur in valimento Monetanim auri nunc, et impo- 
sterunt ourrentium in ista Nostra Givitate Mediolani , et ut ipse omnes alie 
monete auri correspondeant ducatui auri , quam per solempne decretum no- 
strum nuporrime Vobis emanatum ordinavimus ammodo cursum hahere debere 
sol ammodo solidorum quadragintanovem imperialium monete argenti nunc cur- 
rentis, et que in futurum curret in dieta Nostra Givitate. Fecimus per suffi- 
cientes, et in talibus expertas personas aviisarì diligenter Schutum auri, et facto 
asazio juxta morem monetarum aari, ed ad Gampionam ordinatum repertum 
fuit ipsum Schutum valere solidis tribus coni dimidio plusquam valeat dictus 
ducatus, et non pluribus. Et propterea prò declaratione , et. efiéctuali obser- 
vantia predicti Nostri Decreti, volumus, vobis mandamus, quatenus ad Scallas 
Pallatii magni siti in Brolleto Gommunis Nostri Mediolani et in quibuscumq. 
aliis locis consuétis diete nostre Givitatis sono tube publice divulgari, et pro- 
clamaris faciatis quod non sit aliqua persona cujusvis gradus status, et conditroni 
existat, que audeat, neque presumat dare, seu expendere, nec recipere aliquero 
Schutum auri justi ponderis, nisi dumtaxat prò solidis quinquaginta duobus 
cum dimidio ìpsius monete nostre argenti, ut presertur , nane, et in futarum 
in dieta nostra Givitate currentis sub pena Florenornm vigintiquinque prò 
quolibet Schuto prò tribus partibus aplicanda Gamere nostre , et prò reilqua 
quarta parte accusatori, et quilibet accusans tenebitur sécretus. Faciendo pro- 
inde hunc Ordinem Nostrum in fine predicti Nostri Decreti, et Ordine aliorum 
Decretorum Nostrorum inseri , et describi. Dat. Mediolani die XXI Augu- 
sti MGDXIII. 

Johannes. 

Gridat. per Jacobinum de Rolandis sono tube die Merchurii XXIII Augusti 
ad Scallas Pallatii. 

An. 1413. >B Lettera del duca di Milano con cui ordina, che tutti i cittadini 
milanesi debbano concorrere alle spese da farsi per la venuta del re de*Romani. 
Corte %e' Registri Civici sotto quest'anno foL 182. 

Idem, =z Lettera del duca, con cui avvisa la città della concordia da lui sta- 
iHlita col re de' Romani, e del giuramento di fedeltà, c^^c gli aveva prestato. 
Céwia ne' Registri Civici sotto quest'anno, fot, 186. 



MILANESI. 289 

An. 1414. =:< Convenziona stabilita fra il duca di Milano e Pandolfo Ma- 
latesta signore di Brescia. Qiaria apud Dumont ad hunò annum. 

Idem. «» Breve di papa Giovanni XXIII in favore di Manfredo della Croce 
abate del monistero di sant'Ambrogio dì Milano. Corto apud Areiiutn t» Serie 
Abbatum Saneti Ambròsii, et Indice Privilegiorum, pag, 99, et seq. 

An. 1416. ss Transazione fra il duca di Milano ed il marchese di Monfer- 
rato. Carta apud Dumont ad hune annui». 

* Ì417. «B Trattato di pace fra il duca di Milano, ed il marchesa^di 
Monferrato. Carta apud Benvenutum de S. Georgia ad hune annum. 

• 1418. a=3 Diploma di Stgismonlo re de* -Romani con cui promise al 
duca di Milano la conferma de' privilegi già accordati dal re Yenceslao ai 
duca Gio. Galeazzo di lui padre. Cartha in Codice , cui Titulus Privilegi del 
Ducato, in Archivio Regii Castri Portte Jovi». 

» 1419. ^ Trattato di pace fra il Unea di Milano per una parte ed il 
doge, e la repubblica di Genova per l'altra. Dumoni ad kune anmm. 

Idem, Si Editto del duca con cui ordinò che le sentenze de* suoi consigli, 
e del Auo magistrato non fossero più soggette ed appellazione al podestà di 
Milauo. Decreta antiqua Mediai. Dueum, po^. 248. 

iln, 14^. ^= Decreto con cui il duca proibisce che più non si mandino 
da* paesi suoi sudditi gli scolari ad altra università, fuorché a quella di Pavia. 
Gnmjn nell'Istoria EcclesiasUca di Piacenza sotto quest'anno. 

Idem. =s Istruroeoti rogati da Gatellano Cristiani che contengono la pro- 
cura fatta dal doca in Oldrado Lampugnano per prendere il possesso della 
città dì Cremona, ed altre. Carte ne* Protocolli di quel Ducal Cancelliere con- 
servali nell'Archivio Vescovile di Pavia, 

Idem. =s Convenzione fra Niccolò d' Este marchese di Ferrara ed il duca 
di Milano. Carto presso il Dumont sotto quest'anno. 

Idem, = Giuramento di fedeltà prestato dalla città di Parma al duca di Mi- 
lano. Carta ne' Protocolli di CateUano Cristiani neW Archivio Vescovile di Pavia. 

An. 1421. =s Delegazione fatta dal duca di Milano nel conte Carmagnola, 
ed in Guidone Torello per trattare coi Genovesi. Carta presso il Dumont sotto 
quest'anno. 

Idem. B= Convenzione fra il duca di Milano e il doge e la repubblica di 
Genova in due istrumenti pubblicati dal Dumont sotto quest'anno. 

> 1422. => Bolla di papa Martino Y per la creazione di una collegiata 
in Castiglione nella diocesi di Milano. Apud Matlheum CastilHonaum de Gente 
CastilliowBorum 

Giulini. Documenti Illusth., ecc. T 



390 DOClUeNTI ILLUSTRATIVI 

ibi. 1422. =a Atto della solenne dedizione fatta da* Genovesi al duca di Mi- 
lano. Carla preiso U Dumont soUo queiVanno 

Idem. Privilegi conceduti dal duca di Milano ai Genovesi diventiti suoi sud- 
diti. Carta presto il Dumont $oUo quest'anno. 

Idem. i=> Atto della solenne dedizione della città di Savona al duca di Mi- 
lano. Carta Ib. 

Idem. = Querela della città d'Asti contro il proprio governatore, avanti il 
col^|iglio del duca di Milano. Carla neWArekivio del Castello citata dal La- 
tuada. Tom. IJj pag. 57. 

An. i424. = Due lettere ducali, nella prima delle quali il principe ac- 
cordò la sospensione delle cause in Milano» per sospetto di peste, e nella se- 
conda ordinò che le cause tornassero a riprendere il loro corso essendo ces- 
sato il sospetto. Decreta antiqw^ Mediolani Dueum ad hune annwn. 

» i426 *= Lettera dei maestri delle ducali entrate alla città pel corso 
delle moneti) d'oro. Carta ne' regisiri civici sotto quest'anno fol. 7. 

Spectabiles^ et Egregii, Sapientesq. Fratres honoraiidi. 

Ordinavit Illustr. Dominus noster, quod ad Zecham Monete bujiis Givitatis 
Mediolani fabrìcarì debeant Fioroni auri ad Stampum suum, qui Floreni, et 
alii fabricati ad stampum Illustr. Dominorum Vicecomitum expendi debeant 
ad illud computum , quo expendentur Ducati Veneti. Et quia faclf diligenti 
calculo de valuta Monete argentee, quam prefatus Dominus fabricari fecit, et 
facit, reperitur, quod Monete auri expenduntiir^ et currnnt multo majori pretio, 
quam debeant, attenta valuta Monete predicte, ordinavit prefatus Dominus, 
quod monete auri non possint expendi, nec expendantur majori pretio, quam 
infrascripto, yidelicet Dueatus Venetus auri prò Soldis LVII , Floreni auri ut 
sunt Januenses, Fiorentini, Senenses, Bolognini, et simile» prò Soldis LYI, 
Florenus de Reno prò Soldis XLV, Floreni Regine prò Soldis XXXYIII , et 
Scuti auri, prò soldis LYIUI. Et hoc Monetis predictis auri existentibus boni 
auri , et justi ponderis. Ideo de prefati Domini Gonscientia scribimus vobis , 
quatends de predicti Ordinatione proclamationes publice fieri facialis, cum Or- 
dine, quod diete Monete auree, ab hodierna die in antea , non expendantur , 
nec recipiantur miyori pretio , quam superius declaratum est , sub pena Flo- 
renorum decem auri prò quoUbet, qui repertus fuerit expendere, aut recipere 
aliquam ex dictis Monetis majori pretio, quam superius sit expreseum. Gujus 
pene medietas perveniat , et pervenire debeat ad Gameram prefati Domini , 
et alia medietas perveniat in Accusatofem. Ulterius, cum ut prefertur, ordi- 
natum sit, quod fabricari debeant Floreni auri ad stampum prefati Domini, 
qui cursum habeant, prout habent, ed habebunt Ducati Veneti , ad hoc ut 
in majori copia fabricari. possint, fiat Grida, Quod non sit aliqua persona , 
que de celerò audeat, nec presumat eYtrahere, nec exportare de Givitate , et 
Ducatu Mediolani, et alii» Terris prefati Domini, nec extrahì , vel exportari 



IIILANRSI. 291 

falere aliquam quaniitatein auri in \irgi9 , nec in monetis bokonatis, sub pena 
perdendi annim, et bestias, ac naves, cum quibus, et super quibos exporla- 
verint, et conduxerint; Et quod medictas omniam predictorum perveoiat, et 
pervenire debcat ad Cambram prefati Domini, et alia roedietas in Inventores 
Tel Accusatore»; Et quod omnes habentes aurum prò fabricando Florenos, te- 
neantur , et debeant ipsum portare ad Zecham predictam. — Dat. Mediolani 
die YII Junii 1426. — Subscript. Magistri Intratarum etc. — A targo Specta- 
bili , et Egregiis , Sapìentibusque Fratribus Honorand. Potestati, Vicario , et 
Xn Provixionum Communis Mediolani. — Crìdat. per Guillelmum de Novara 
die Lune X Junii bora XII. 

An. 1426. r=s Nuovo traviato di pace fra il duca di Milano e gli Svizzeri. 
Carta presso il Dumont wUo quest'anno. 

Idem. «=» Trattato di* pace fra il duca di Milano ed Alfonso d* Aragona re 
dì Napoli. Id. IL 

/dètn. « Diploma di Sigismondo re de' Romani col quale conferma i pri- 
vilegi conceduti dal re Venoeslao a Gio. Galeazzo Visconte duca di Milano. 
Caria nélTArckwh del CasUUo di Porta Giovia. Cod. Segn. A. foL 102. 

In nomine Sancte , et individue Trinitatis felicilcr amen. Sigismundus Di- 
vina favente Clementia Romanorum Rex semper Augustus, ac Ungarie, Boemie, 
Dalroatie, Croatie etc. Rex. Illustri Filippo Marie Angle Duci Mediolani, et 
Papié, Anglerìeqne Cornili, Principi, et Filio Nostro, et Sacri Imperli fideli, 
dilecto gratiam Regiam , et omne bonum. Illustris Princeps , et Fili dilecte. 
Quoniam Opifex etemus perpetua lege statuit nibil sub Sole perpetuum , et 
inter eetera creata dignissima Creaturarum Homo ex contrariis, invicemque 
repugnantibus elementis compósitus in Individuo conservari non potest mira 
nature providentia , saltemque in sna specie generationes actu perpetuantur. 
Inde naturalis ratio Liberis Parentum bereditatem adiecit. Et ob id Jus ci- 
vile suorum Heredum nomine induxit, ut eum ex Patris semine descendant , 
et membrum, et pars Paterni Corporis> ut eadem cam Patre defuncto Persona 
reputentur ; certoque Juris ministerio mortuus vivat in Filio. Exibila itaque 
prìus nostre majestati per Glarissmoe Oratores tuos, et Procuratores Speclabilem 
Conradum de Carretto ex Marcbionibus Saone , et famosum Juris utriusque 
Doctorem Guarnerium de CasUUono nomine tuo fidelitatem , et subjectìonis 
decenti recognitione, sane perpendimus> quod arder tue fidei corpore pauiatim 
.senescente non deficit, sed urgente deorsum conditione corporea fervor spi- 
ritus in sublimiora conscendio. Attendentes etiam quod longis retroactis tem- 
poribus Nobiles quondam Progenitores tui, ae demum Tu prò tuendis Nostris, 
et Imperli Sacri juribus, que diversorum Magnatum, Procerum, et precipue 
Communitatum in Italia, et aliis finibns consisteutium turpjs conculcare ten- 
lavit ambitio , propria non horruenint aperire eraria , insidiosis bellorum se 
submiserunt eventibus., ipsorumque sollicitudine autum est, ut ipsa jura sta- 
bili, et fixo manerent in robore, et prò eisdem rccuperandis Imperìum quie- 
secret a labore. Hoc itaque, et alia plurima probi taiis merita, et preclare de- 



Ì9t DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

Yotionifl insignia, que in Te^ ac eosdem Progenilores tuus Domus Mediola- 
nensis pia mater radlcavit antiquitas^ et grata novitas solidavit limpidius in- 
tuentes, non per errorem^ aut improvide» sed animo deliberato, sano Princi- 
cipam, Barcnum^ Proceruro, et Fidelium Nostrorum accedente Consilio ex U- 
beralitate Regia, motuque proprio Tibi Filippo Marie Anglo Filio Nostro uni- 
versa, et singula Privilegia litteras, et gratias per predecessores Nostros Ro- 
manorura Reges Illtistri quondam Johanni Galeaz Duci Mediolani, Papié , 
Anglerieque Gomiti Genitori tuo concessa; et concessas , videlicet super Du- 
catu Mediolani^ super Ducatu Brixfe, Gremone, Pergami^ et quàrundam aliarum 
Terrarum , et Gomitatu Papié ; item super Ducatu Lombardie , cum reserva- 
tionibus in eo contentis. videlicet quod sub hoc titulo Ducatus Lombardie 
comprehendantur ea tantum que Terre in Privilegiis Predeceasorum Nostrorum 
contente, et conscripte sub se continent; item super Gomitatu Angieri», hodie 
in nomine Sàlvatoris Nostri confirmavimus, comprobavimus, roboravimus, et 
de novo concessimus, confìrmamus, comprobamus, roboramus, et Tibi , ac Tuis 
Successoribus, Filiis, et Heredtbus legitimis, aut legitimandis ob certiorem, et 
abuudantem cautelam, et majoris roboris lìrmitate eadem Privilegia, et gratias 
aucioritate Romana Regia concedimus per presentes. Decernentes , et décla- 
rantes esse valida, atque Grma, et in singulis suis punctis, sententiis, et ver- 
borum expressionìbus obtinere inviolabilem roboris firmitàtem. Xeque, et eo- 
sdem S'iccessores tuos, ut premittìtur de predictis Ducatibus, et Gomitatibus 
illustramus, sublimamus, erigimus, et decoramus. Exoeptis tamen, et sai vis Gi* 
vitatibus, Terris, Gastris, et locis, que aliis per lllustrem Marchionem Montis* 
ferrati, Principem, et Gonsangnineum Nostrum in Lombardia {possidentur, ac 
Yeronensi^ et Vigentina Givitatibus, cum ipsorum districtibus^ in quibus Bru- 
norium de' la Scala Nostrum , et Imperli Sacri constituimus Yicarium Gene- 
ralem, ac Marchia Trivisane, demum, et Astensi Givitate, quam illustris Ga- 
polus Dux Aurelianensis possidet, et aliis Dominiis^ Givitatibus, Territoriis , 
atque Gastris, in hujusmodi litteris^ et privilegiis Predecessorum Nostrorum , 
et Imperi! Sacri non contentis, que in dictis Gonfirmatione , et Goncessione 
nolumus contineri, nec includi. Ad olios tamen Ducatus, Gomitatus, et Givi- 
tates suprascriptas, et pertinentias eorundem dieta Nostra Gonfirmatio, et Gon- 
cessio se piene extendat. Supplentes omi>em defectum, si quis obscuritate ver- 
borum soleronitatis obmisse, seu alio quolibet repertus fuerit in premissis. Jus 
tamen, quod ex dictis Goncessìonibus, et Gitalionibus in feudo dictorum Du- 
eatuum, et Gomitatuum habemusNobis, et Nostris Suceessoribus in Imperio 
salvum maneat, et illesum. Nulli ergo omnino Homhium liceat hanc Nostram 
Gonfirmationis, Gomprobationis, Roborationis, de novo Goncessionis, iliustra- 
tioiiis, sublimationis, erectionis, decorationis, et gratie paginam infringere, aut 
ei quovis ausu temerario contraire. Si quis autem hoc attentare presumpserit 
preter Nostram , et Imperli Sacri indignatiouem gravissimam penam centum 
Marcharum auri purissimi totiens, quotiens contrafactum fuerit se noverit in- 
cursurum, quarum medietatem Regalis Nostri erarii, ressiduam partem supra- 
dicti Ducis, ac Hsredum, et Successorum suorum usibus decer nimus applicari; 
sub Nostre Majestalis sigillo , testimonio litlerarum. Datum Vissegradi Regni 
Ungarie Anno Domini milesimo qiiadrigentesimo vigesimo sexto die prima 



MILANESI. 293 

mensis Julii , Uegnorum noslrorum Ungane eie. qiiadrage:iÙBo , Roinanoruin 
sedecimo, Boemie verosexto annis. 

An. i436. = Diploma del medesimo, dove riferisce e conferma un altro di- 
ploma da lui conceduto nell'anno Ì4i8 allo stesso Filippo Maria. 

Promissio facta per Serenissimum Dominum Sigismuudum Illustri Domino 
qu. Philìppo Marie Duci Mediolani de confirmando sibi privillegia facta, et con- 
cessa alias ìli astri quondam Johanni Galeaz de Ducatu Mediolani. 

Sigismundus Dei gratia Romanorum Rex semper Augustus^ ac Ungarie Boe- 
mie, Dalmatie, Croacieque Rex. IHustii Philippo Mane Angle Duci Mediolani, 
Papié, Anglerieque Gomiti Principi, et filio Nostro carissimo gratiam Regiam, 
et omne bonum prosperosque sueessos. Gum multa extrema mala aliquorum 
impiorum hominum prefidia in Lombardia orta essente neque ullum speratum 
exitum tot calamitatibus inveniri posset tua singulari sapientia effectum est , 
ut non tantum tibi, et Ducali Dignitati conservata sint omnia, sed multo ma- 
gis aucta, et amplificala fuerint plura quidem tuo prdpe divino ingenio > et 
singulari industria gesta sunt, quaro quispiam sperare , aut vix optare ausus 
esset, nemo enim credere potuisset ab ilio ipso die quo potentissima tua Givitas 
Mediolanensis insidiis inimicorum capta, et occupata tenebatur illam non unam, 
sed tot alias Givitates Gastra, et Oppida tam subito in tuam potestatem le- 
dacia venisse; nemo eliam eum omnes viarum aditus obsessi tenerentur , et 
omnia bellts latrociniisque arderent sperasset tantam pacem^ tam subito in Ter- 
ritoriis tuis exortam esse, Yix enim ullo tempore Yicecomitum Domus majori 
fuit in Triumpbo, quam postquam parlim cesis, parlim fugatis hostibus Victor 
et triumpbans Givitates tuas intrasti. Hec certa magna fuerunt^ et supra hu- 
manam industriam gesta, que alioqain cum audimus maximam virtutem tuam 
magnanimitatem, et industriam roiramur, et ob nostri eonservationem Imperti 
letamur, et virtuti tue congratulamur, quod illa tuo non delende memorie II- 
lostri Genitori ab Imperio delata dona ad Nostrum quoque decorem conser- 
vavit, et auxit; ftrmiter namque videmns omnem tuam ditionis, et status 
prosperìtatem in nostram, et Sacri Imperli laudem amplitudinemque eonferri. Gè- 
terum quamvis propter teneram aliquando etatem^ et ob irrequietos labores^ et 
emulorum tuorum susurrationed aliqua afferi possent fortasse obmissa, vel com- 
missapropter que coram Majestatem Nostram tibi posset aliqualis impingi culpa« 
memores tamen alias nonnulla libi remissJEbnis liberationis , et legitimatio- 
nnm , ae quedam alia concessisse privilegia quorum unius tenor sequltur in 
bec verba. 

la nomine Sancte , et Individue Trinitatis feliciter amen. Sigismundus Dei 
gratia Romanorum Rex semper Augustus, ac Uogarie Dalmatie Groacie , etc. 
Rex Illustri Philippo Marie Angle Duci Mediolani, ac Papié, et Anglerie Go- 
miti, Principi, ac Filio Nostro, et Imperli Sacri fideli dìlecto gratiam Regiam, 
et omne bonum. Alti Romani Regni fastigium quo Sceptri Nostri , decorem 
in Augusti Solio irradiato fulgore divine dispositionis ordo (statuisse videtur , 
quod Nos amoneat, ut universis Sacri Romani Imperli Fidelibus, et Subditis 
pacate quietis procurremus indulta ad Nostrorum tamen, et ipsius Sacri Impe- 
rii Principum honorem comodum quietem utilitatem, et profectum tanto am- 



294 DOCUMBNTI XLLUSTAAriVI 

pilori debito obligamur procurrandos quauto ex hujusiD9dr Principum virtute 
pacis unitas, Iraperiì sublimitars , Romani Regni gloria , Prìneipum eorundem 
Victoria, et Subditorum consolatio elaro splendore corruscant. Alti namque 
sanguinis dum species celse locatur allìus ex innate refulsisse videtur in istin- 
ctu claritatis. Ut ejusdem Illustri» Princeps dulcedinis mansuetadinera in JXo- 
bis invenisse videaris sinceram , atqae compasstonts affeclionem qua afflicte 
Lombardie plagam intuemur rite experiaris, sic ut tandem quam seve divi- 
sionis turbo attonitam reliquit hujus felicis unionis intercessio Lombardiam 
tranquilitati restituat gloriosam ; ecce ad: infrascritta puncta, capitala, et prò- 
missìones ad tuoruro nominis, et Status' exaltationem, Subditorum respiratio- 
nem, et Patrie hujus reintegrationem animo deliberalo non per errorem, aut 
improvide, sed sano Principum Gomìtum Baronum Nobillium, Procerum , ac 
aliorum Fidelium Nostrorum accedente Consilio , et ex certa JNostra scientia 
condescendimus gratiose. Primo \idelicet, ut Augusti gloria in Domus tue la- 
teribus quasi oliva speciosa in campis effloruisse videatur volumus, promitti- 
mus , et policemur verbo Regio Ubi supr adìcto Philippo Marie Anglo privil- 
logia Ducatus Mediolani, ac aliarum Givitatum, et Terraram in privilegiìs ex- 
pressarum, ac Lombardie, Gomilatunque Papié, et Angleriebone memorie qu. 
Johanni Galeaz tuo Genitori per Serenissimum Principem , et Dominum Do- 
minum Vinceslaum Regem, atque Fratrem Nostrum carissimum concessa con- 
firmalàmus gratiose ; sic tamen quod aptid JN'ostros, et Imperli Sacri Principes 
Elleciores prò htijusinodi conGrmationis consensu per Te, vel tuos instare, il- 
lumque eonsensum a prefati Imperi! Ellectorìbus procurare debeas, et habere 
prò quo etiam eosdem Principes Ellectores bona fide absque dolo, et fraude, 
ut hujusmodi consensus ita acquiratur solicitare, vel solicitari, facere volumus, 
et promittimus diltgenter. item ut inclita tui Ortus prosapia velui Aquile Ju- 
ventus sub Trono Regio renovarii videatur promittimus, et pollicemur verbo 
prefato Tibi Philippo Marie Anglo etc. [irivilegium Ducatus omnium aliarum 
Givitatum, ae Papié, «t Anglerie Gomitatuum privilegio Givitatis Mediolanensis 
dumtaxat excepto sine consensu Principum Ellectorum sì, et in quantum cum 
honestate, a<^ salvo Nostri , et Imperii Sacri honore , ac ubi aliqua via hoc 
fieri poterit velie confirmare gratiose. Quicquid autem tua dilectio prò coo- 
servatione hujus, et precedentis articulorum facere debeat si inter Nos a te 
concordari non potent Sanctissimus in Ghristo Pater, et Doroinus Noster Do- 
minus Martinus Divina Providentia Papa Quintus, quid faciendum exislat pro- 
nuntiabit luculenter , et qnidquid rnrsus per eundem Dominum Nostrum Pa- 
pam ita pronuntiabitur, et couclusum fuerit observabimus ^ et executioni de- 
mandabibtts cum eflfectu. item ut tua dilectio ex Nostri liberalitatis gratia ad 
.^afiecUonem provocetur singularem coneessiones alias per Nos Tibi factas super 
Givitatimus, Tonisi Gastris et Locis que per Te tenebantur in Lombardia sub 
data Gonstantie Provincie Magonlinensts anno Domini millesimo quattrìgente- 
simo quinto decimo septima die Aprilìs R«gnorum Nostrorum anno Uugarie 
etc. trigesimo nono Romanorum Ellectionis quinto Goronationis vero primo 
ampliare volentes, et tenore presentium ampi iantes omnes, et singulas Givitates 
Terras loca, et, Gastra tentas, et poseessas tentaque, et possessa per prefatum 
ìm. Johanncm Galeaz geniterem tuum quas, et que a tempore juramenti alias 



iiila:<È6I. 295 

per Te Nobis in maiiibtis Nobilimn Guil»lmi Comilis Prate^ el Guilìelmi Ha- 
sem Domifii in Teiem GoDsiUarionim, et FìdeMum Noslrorum dilectorum pre« 
siiti cilra acquiaivisti, ac alias, et alia, qua damtaxat do illis per ipsum tuum 
genitorem in Lombardia tentis , et posseasis acquires , et acquirere poteris in 
fatorum Titn in ea forma sub qua alias Tibi concessionem fecimiis predictam. 
Gujus Goneessionis data superìus ennaratur , tenore presentiam de noYO con • 
cedimus gratiose. Yolentes eliam quod hujusmodi concessio , et ampliatio ad 
legitimandos per Te vigore certe alteriva concessionis , quam a Nobb habes» 
vei a Nobis Te sporas habiturom se extendat, et effectum sortiatur. Salvis^et 
exceptis Civitatibos, Gastrìs, Terris, et Locis^ aliisque per Ulnstrerii Theòdo- 
rum Marchionem Montis Ferrati Prìncipem , et Gonsangoineum Nostrum Ga- - 
rissimiim in Lombardia possidentur , ae Yeronensi , et Vicentina Givitatibus 
cum ipsarum Distrìctibus , et perttnenliis in quibus Magnificum Branorium 
Della Scala Nostrum, et Sacri Imperi! Yicarìum constituimus generalem , ac 
Marchia Trivisana demum , et Astensi Givitate cum omnibus pertinentiis , et 
juribus Buis, quam Givitatem Astensem pertinentias , et jura illustris Carolus 
' Dux Aurelianensis Princeps , et Gonsanguineus , et fidelis Noster dilectus in 
presentìarum a Nobis, et imperio in Feudum tenet, et possidet, aut ejus no- 
mine de presenti tenantur , et pos3identur. Non intendimus tamen Tibi Phi- 
Hppo Marie Anglo in certis Terris; Gastrìs, ac Juribus, que instrictu Astensi 
per Te aut tuo nomine tenentur, et possidentur aliquod prejudidum genera- 
ri ; in quibus ettam Gi\itas Astensi , vel eam tenens jus aliquod , vel juris- 
dietionem aliquam habere, seu habere posse pretenderet quoquo modo. Gelo- 
rum , ut Nostre gratitudinis tibi sentias eflfulsìsse Garitatem promittimus , et 
pollicemur \erbo regio prefato Tibi Philippo Marie Anglo predicto^ quod fi- 
nita Tregivi in Kalendis Aprilis proximis per Nos cum Venctis, habitapace 
Tregua, et GontramaBdo quibus, et quo Nos gaudebimus cum Venetas prediclis, 
et eorum adherentibus, Seqnacibus, Subditis, et Golligatis non tenentibus a- * 
liquam ex Givitatibus, Terris, Gaetris et Locis, que tcnebantur per prefotum 
qu. Johaonem Galeaz Tu etiam gaudebis cum effectu. Sic etiam quod ipsi 
Veneti alioqoim palam pubblice, vel occulte directe, vel indirette non poasint, 
neque debeant alioquod subsidium, vel favorem dare predictis tenentibus aliquas 
ex Givttatibus Terris, Gastris, et locis que tenebantur per prefatum qu. Johannem 
Galeaz etc. ut pr^ertur nec aliqui eorum. Simìliter volumus, quod Tu omni pace. 
Tregua, concordia, et conventione Tuique Fidelis noster, et Sacri Imperi! 
Piinceps, et Filine quas» vel quod cum quibusvis Principibus Dominis Dominiis 
et Gomunitatibus Nos de cetero habere contingeret, omnibusque beneficiis pre- 
dictarnm pacis, et Tregue , ac Goncordie , et Conventionum quibus Nos gau- 
debimus, et utemur omni exceptloae cessante uti debeas, et gandere. Nanu 
rationi dignum arbitramur , ut ii qui prò Nobis , et Sacro Romano Imperio 
voluntarie sinistrorum casuum prestolantur eventus, dum tandem pax resultai 
hi ad sereni quietem cum Rege redonentur. Item ut prefata dìleclio Nostre 
Gelsitudints roagnanimitatem sibi videat tempore opportuno non verborum 
serie, sed faeti congerie operosam, pollicemur duo millia equitum, prout suo 
tempore Nos una tecum, et in simul, vel per Nostros, ae Te vei Tuos ad hoc 
deputandos deliberabimus prò nunc mittendorum , et ubi he gentes prò No- 



296 DOCUMENTI ILLUSTRATIVI 

strorum, utrorumque militata faerint colocande concordabimus eTÌdenter» Item 
ot taa dilectio Augusti erga Te accensum Eeìum conspieiat Regiaqoe in Terris 
Regum prò tui Status Gonstantia affabilitas se flexisse yideatur, ut rursas 
Nostroruin, utrorumque fiducia sub animorum seduliori quiete respiret, utcu- 
jusvis suspicionis argumenta procul a Nobìs amoveantur petere promittimos , 
et pollicemur^ quod Santissimus in Ghristo Pater, et Dominus noster Dominus 
Hartinus summus Pontifex prefatus proawttat prò Nobis omnia, et singtila 
" usque in presentem diem inter Nos , et tuam dilectionem tractata conclusa , , 
determinata, difSnita, et per Te jurata, ac Sigillis, et autenticis scripturis bine 
inde vallata, ac roborata ita inviolabiliter, et sine omni caviUatione juris, vel 
facti prò parte Nostra firma tenebimus * observabimus , et impìebimos etiam 
reab'ter, et cum effectu presentium sub Nostre Majestatis Sigillo Testimonio 
Jitterarum. Datum Constantie Provincie Magontinensts anno Domini millesimo 
quadringentesimo decimo octavo secundo die Aprilis Regnorum Nostrorum anno 
Ongarie etc. trigesimo primo, Romani vero octavo. 

fd circo Nos nunc quoque cementes integritatem tue fidei, et Ulam quam 
prò Nostro Imperio tuendo geris sollicitudinem motu proprio , non ad Tui 
instantiam, et de plenitudine Nostre potestatis, animo mature deliberato Prin* 
cipum , Procemm > Baroniun , et aliorum Fidelium accedente Consilia #cta 
per Nos concessa privilegia, et privilegium suprascriptum confirmamus, et ex 
tunc concessnm , et concessa approbamus , et nunc quoque inconcusse valida 
firma, et stabilia esse dedaramus, volumus, et jubemus: Supplentes de ple- 
nitudine Regie Nostre potestatis omnes , tam juris , quam facti defectus que 
conXra illa dici, allegarì , vel opponi quovis. modo potuissent, vel possent in 
antea, et ad majorem roboris firmitatem suprascriptum privilegium , et pre- 
dieta alia privilegia de novo concedimus, et illud, et illa concessum, et con- 
cessa esse volumus intendimus, et boc in perpetuum valituro edictosancimus, 
et jubemus. Nulli ergo bominum liceat banc Nostram confirmationis et nove con- 
eessionis paginam infringere, aut ei quovis ausu temerario contraire. Quod si 
qiiispiam secus attentare presum()serit penam tndignationis Nostre gravissime^ 
et mille marcharum auri puri totiena quotiens contravenerit se naverit irre- 
missibiliter incursurum, quarum medietatem Fisco Nostro Regio residuam vera 
partem Tibi, et Heredimus tuis deeernimus appticandam presentium sub No- 
stre Majestatis Sigillo testimonio litterarum. Datum Yissegradi Strigoniensis 
Diocesis anno Domini millesima quadrigentesimo vigesimo sexto die sexta 
mensis lulii Regnorum Nostrorum anno Ongarie etc. quadragesimo^ Romano- 
rum Sedecimo, et Boemie sexto. 

^ An. 1496. » Trattato di pace fra i^ duca di Milano per una parte e i Ve- 
neziani e i Fiorentini per Taltra. Caria presso il DumatU toUo l'agmo 1427. 

• 1427. =3 Decreto ducale pel corso delle monete d*oro in Milano. Carta 
ne'Registri Uffici sotto questannày fot. 16 a tergo, 

Dux Mediolani etc. Papié, An- a tergo Egregio Potestati Nostra 

glerieque Comes, ac Janue Domi^ MediolanL 
lìus eie. j 



MILANESI. S97 

Informati quantam danmum^ et jactura iasurgunt Camere Nostre, nec noa 
Subditìs Nostris, In yariis, et dÌYersÌ3 Mooelis aureis, cursum excessivuin , et 
diversimode habentibus et expendentibus, respectu bonitatis Monetarum No- 
straram argentearum in Territoriis Nostro dominio auppoeiùs, quibus quantum 
possibile sit omnino obviare deliberavimus, et prò indemnitate predicte Ga* 
mere Nostre, et Suixiitoram Nostrorum de opportuno previdero reroedio. Pro 
quo quldem anri excessivo cursu^ territorium Nostrorum, argento et monetis 
argenteis, dietim evacuatur. Yolumus tibique mandamus quatenus^ die Domi- 
ntco proxime futuro, bora XXIIII, publice proclamari facias, in locis publicis, 
et consueti» quod non sit aliqua persona, cujusvis conditionis, status, gradus» 
et preheminentie existat, que aliqualiter audeat , vel presumat , elapsa dieta 
die solntionem facere, aut prò solutione recipere monetam aliquam auream y 
nisi in monetis aureis iniérius descriptis, et specificatis , et prò pretio etiam 
specificato, et declarato , sub pena ammittendi niictam auri. quantitatem , sive 
in magna, sive in parva quantitate sit, que ipso facto. Camere Nostre appli- 
cetur in faune modum videlicet, quod medietas ad eamdem Cameram Nostram 
devenìat alia medietas sit Acusatoris. Declaramus quod non liceat alieni solu- 
tionem aliquam facere, aut recepttonem, de ipsis monetis aureis , a Florenis 
quinque supra, nisi prius de ipsis facta justa libratione, per personam ad hoc 
deputandam, quam deputari volumus, etjubemus habentem Campionos novos 
ab hac Nostra Civitate Medieiani, juxta deliberatiooem Magistrorum. Intra- 
tarum Nostrarum, omnibus aliis Campionis der elictis , et deficientes a grano 
uno supra prò inexpendibilibus reputentur. Qualitates Florenorum auri puri 
fini , et justi ponderis cursum habere debentium ut infra. Ducatus Mediola- 
nensis, et alii Floreni, sub signìs lUustrissimorum Dominorum , semper reco- 
lende memorie Proavi, Genitoris , Germanique Nostrorum , expendantnr , et 
cursum faabeantpro soldis quinquaginta tribus Imp. prò quolibet. Ducatus Ye- 
netus prò soldis quinquaginta tribus Imp.,, ut supra. Floreni papales, Ja- 
iiuenses, Fiorentini, Boemi, Senenses^ Pisani « Romani, et Bononienses, prò 
soldis quinquaginta duobus Imp. prò quolibet. Alii Floreni auri> nec non 
alique petie auri, ui signanter sunt Floreni Regine, Ducati Turchi, Metal ini, 
Corone nove et Corone veteres, in excessivo pendere deficientes , ac Fioroni 
Savonenses, Papini, et Renenaes, cursum non habeani, nec aliqualiter expen- 
dantur , quia in liga , et pondero deficientes jure pio inexpendibilibus repu- 
tantur , sed tamen sint et esse intelligantur predicti Fioroni , et quecumque 
alio petie auri nominate, et non nominate valoris, et pretii bonitatis auri puri, 
et fini carrat. vigintiquatuor secundnm, quod in ipsis peti! reperiri contigerit, 
et unicuique liceat emere ipsas petias auri, eo pretio, quo prò rata valebunt, 
secundum tenutam auri puri, et fini carrat. XXIIII , ut supra dictum est in 
ipsis reperti, et tales petias fiindere, et fundi facere, lìbere, et impune, et ìn^ 
aliis Dncatis, seu Florenis fabricare, et fabricari facere prò eorum libito vo- 
luntatis. Datum Mediolani die nono Jnnii MCCCGXXVII. 

Sigaat. Franeiscus. 

An. 1427. =fi Due lettere ducali ai cittadini di Milano, invitandoli a por- 
tarsi contro i Veneziani nemici. Cm^le iie'Registri Civici soUo quest'amio. 



Ì9S DOOUMEXTX ILLUSTRATIVI 

An. 1427. =s Sfida del duca di Sayoja contro il duca di Milano e risposta 
del secondo. Carte pretto il DumorU tatto quetfanno, 

idem, ss Pace e lega contratta fra il duca di MUano ed Amedeo duca di 
Savoja. Carta pretto il Duaumt tolto quett'anno. 

Idem. B* Contratto di sposalizio fra il duca di Milano e Maria figlia pri- 
mogenita dal duca di Savoja. (Mrtha apud DununU Ib. 

Idem, «s Patii nusiali del riferito matrimonio. Cariha Ib. 

Idem. =^ Donazione della città e del terrilorio di YerceHi fatta dal duca di 
Milano al mentovato duca di Savoja^ con altre «ondizioni. Ckarta Ib. 

An. 1428. =B Pace e lega stabilita fra il duca di Milano ed il marchese di 
Monferrato. Ctnrtha apud Bumont ad hune amnum. 

Idem, s Pace di Ferrara fra il duca di Milano e la repubblica di Venezia 
co*suoi alleati. Cariba optid Dumont ad hune ammrn. 

Idem, ss Laudo del cardinal Albergati comprommissario, intorno ad alcune 
differenze a lui rimesse nel precedente trattato. Cartha Ib. 

Idem. «=s Ratificazione del predetto trattato fatta dal duca di Milano. Cariha Ib. 

Idem. » Promessa dello stesso principe dì più non iniromeftersi negli stati 
della Chiesa, né nel regno di Natoli e di Sicilia. Carta Ib. 

Idem, ss Ordine del duca di Milano alla citlà perchè venissero delegali e 
mandati a lui otto cittadini^ quattro di un colore e quattro dell' altro » per 
trattare di affari importanti. Carla ne'Registri Cimei tatto quest'anno. 

An. 4429 «7 Fondazione del krogo pio detto della Dininitd nella città di Mi- 
lano. Carta nell'Archivio dello ttesto Luogo Pio 

« 1430. è» Fondazione della chiesa di santa Maria presso san Celso eretta dal 
duca. Caria pretto il Purteell. Nazar. pag. b97, e teg. 

• 1431. ss« Trattato fra Sigismondo re de' Romani ed il duca di Milano 
contro de*Veneziani. Carta pretto il Dumont tatto quett'awno. 

Idem, ss: Lettera del duca di Milano con cui fa nolo il vicino arrivo del 
fj de'Romani a Milano. Cartha apud Andream de Billiit. 

Idem, as Trattato fra il duca di Milano ed il duca di Savoja contro il mar- 
chese di Monferrato. Carta pretto il Dumont tatto quett'aimo. 



llILÀNBSf. 199 

An. 1434. =» Atto della solenne coronazione di Sigismondo re de'Romani nella 
basilica di sant'Ambrogio di Milano. Cartha apud Murator. AnecdotLat. Tojìi. II, 
pag. 302. 

Idem. "B Diploma di SiglsmoDdo re de*Romani a favore de'canonici di san 
t* Ambrogio di Milano. Carthn apud Sorman. de Praecédentia in fine. 

Idem. =» Lettera di Sigismondo re de* Romani a* padri del concilio di Ra- 
silea intorno alla sna coronazione in Milano Cariha apud Rmnald* Hùtcr. 
Eeciesiaet. ad hune armum. 

An. 1432. =s Lettera del duca di Milano ai padri dei concilio di Rasilea, al 
quale promette di mandar ì suoi prelati. Cartka apud Dumont^ ei Mortene in 
CollecHcme Monumentarum. Tom. Vili» 

• » 1453. =s Seconda pace di Ferrara fra il duca di Milano e la repùbblica 
di Venezia co'suoi alleati. Cartha apud Dwmont ad hunc 



Idem »= Nuoto estimo della città di Milano. Carta nett'Offieio de^Pani^roti 
Codice Segn. C. pag. 203. 

Idem, es Lettera di Maffeo Yegio a Rartolommeo Capra accivescovo^li Mi- 
lano, che trovavasi nel concilio di Basilea. Cartha apud Sasium. Histor. Tff- 
pog. pag. 406, et $eq. 

Idem. » Bolla di papa Esento lY, con cut toglie ai frati Umiliati il mo- 
nistero di san Pietro in Gessate di Milano e lo assegna ai Benedettini della 
Unità della Osservanza. Cartha apud PuccineL in Chron Glassiatensi. Gap. IL 

An. 1434. =» Trattato fra il duca di Milano e la pretesa repubblica Romana, 
contro del sommo pontefice. Carta presso U Dumonl sotto quesCanno. 

Idem. =ss Lega fra il duca di Milano ed il duca di Savoja. Charta Ih, 

An. 1435* »= Accordo stabilito dal duca di Milano fra Amedeo duca di Savoja 
ossia Luigi suo primogenito e generale luogotenente ed il marchese di Mon- 
ferrato. Cartha, apud Dumont ad ftime atifMim. . 

Idem. =3 Accordo fra il Sommo pontefice papa Eugenio IV e la repubblica 
di Venezia e di Firenze, col duca di Milano. Charta Ib, 

Idem. »» Lettera del duca di Milano alFarciveecovo, al clero ed al comune 
di questa città, coir avviso della conchiusione del sopradetto trattato. Carta 
nei Regietri Civici sotto quesVanno 

Dux Medìolani etc. Papié Angle- A tergo Reveren. in Ghristo Patris 

rieque Comes, et Janue Dominus. ac Yen. Egregiis, Nobilibi]i)que Vili, 



300 DUCUMENTi ILLUSTRATIVI 

D. Archiepiscopo » et Clero, uec non 

Potestati. Vicario, et XII Officio Pro 

visionum , Civibus , CoDiunltati , et 

Hominibus Magniiicentissime Urbis 

Nostre MediolanL 

Benedictus Omnipotens Deus qui super Populum suum , diulinis bellis af • 

flictum^ ejus misericordiam ^ piclatemque demisit, et hanc miseram Italiani, 

hujusmodi bellorum anifractibus, jam pr(^ consumptam ^ et jacentem, manu 

sua clementissima relevavit , et salvam esse voluit. Factum euim est , ipsius 

Gloriosissimi Dei Nostri opera, quod die decima meosis hiyus, mter Saoctis- 

siomm Dominum Nostrum Papam, et Nos celebratum fuit bouum , plenum , 

validumque concordium, itaut Sanclitas Sua , in verum , et devotissimum fi- 

lium posthac Nos habitura sit, sicut animus Noster semper fuit, preterea inter 

Illustre Dominium Yenetorum, et Magnificam Comuaitatem Fiorentie, et Nos 

firmata, stabilita, et coroborata est bona, \era, sincera, et valida pax. Ex qua 

dtìnceps cum Subdilìs Nostris sub quiete, et consolatione, Deo dante vivemus. 

Ut igitur ex hoc magno', et saluberimo munere ac novo jucundissimo ipsi 

Deo laudes, et gratie referantur, ut dignissimum est, Volumus quod in ejus 

reverentiam, et honorem, hic fieri faciatis triduanas processiones , ac alta, et 

magna falodia , cum melifluis sonitibus Gampanarum. Dat. Mediol. die XX 

Angusti MCCCCXXXV. 

Post Scriptas Literas , distulimus bono respectu usque in hodiernum eas 
mittere. Dat. Mediol. die XXIIII septembrìs MGGGGXXXY. 

Urbanus. 

An. i439. =» Lega fra il duca di Milano e ((enato d*Angi0 pretendente al 
re^mo di NapolL Carta pres$o il Dwnonl ioUo quest'anno 

Idem, = Liberazione del re d* Aragona, del re di Navarra, e deirinfaute 
don Enrico fratelli, fatta dal duca di Milano, di cui que' prìncipi erano pri- 
gionieri. Carta presso il Dumont 16. 

An, 1436. OS Editto del duca di Milano intomo alla moneta nuova. De- 
creta antiqua Mediolani Ducum ad hune annum. 

* 1457. = Lettera d^l duca di Milano al nostro arcivescovo ed al ve- 
scovo di Albenga , che si trovavano a Basilea , afiìnchè procurassero che il 
concilio colà adunato non si trasportasse altrove. Charta apud Marlene Ane- 
dot Tom. VIU. 

» 1458. = Sentenza del duca di Milano contro gli Umiliati , che dianzi 
aveano il monastero di san Pietro in Gessate di Milano. Puecind, Chroti, Gtas- 
siat. ad hunc annum. 

Idem, ss Sentenza de' padri di Basilea, in confermazione di un' altra del- 
r arcivescovo di Milano, contro i predetti Umiliati. Id. Ih. Gap. VII. IX, X. 



Milanesi. SOi 

Att. 1458. =» Risposta dei padri di Basilea ad una protesta fatta dalPambascia- 
tore del dnca di Milano. In ColleetUme Regia Conciliorum ad hune annum. 

Idem. » Lega fra il duca di Milano ed il marchese di Mantova, Carta 
preMO il DumofU sotto quest'anno, 

* 4439. — Sentenza di alcuni delegati del duca contro i frati Umiliati 
disubbidienti al loro generale. PuceineL Ghron Glamat Cap. XI. 

Idein. = fireve dfi papa Eugenio IV , al duca di Milano, con cui lo rin- 
grazia de* buoni ufficj prestati a suo favore dai di lui ambasciatori a Basilea. 
Rainald ad kunc annum. 

An. 1440. =» Regolamento intorno al rito ambrosiano formalo da Fran- 
cesco Plccolpasso arcivescovo di Milano. Cartha apud Mwrator, Anliq. Afedit 
Aevi. Tom. IV. Dimrt. LVII. 

Idem. » Fondazione di una prepositura nel capitola della metropolitana , 
e di due cappellanie , fatta da Giovanni Visconte arcivescovo senza alcuna 
chiesa. Cartha apud SoMum. Tom. Hi, pag. 892, et seqq. 

^ Idem. =» Fondazione di un collegio in Pavia fatta dal cardinale Branda 
Castiglione milanese. Cartha apud Malthoeum CatHUimeum De Gente Castillio- 
nmorum ad hune annum. 

Idem. =s Editto del duca di Milano per abolire le fazioni sotto qualunque 
nome o colore. Cartha ex Deerelis antiquii Mediolani Dueum ad hune an- 



An. 1441. = Nuova pace fra il duca di Milano e gli Svizzeri. Carta presso 
il Dumont sotto quest^anno. 

Idem. =a Aggregazione del primicerio del clero milanese al -capitolo degli 
ordinar) della metropolitana. Cartha apud Saxium de Prwcedent. in fine. 

Idem. =* Stabilimento della prepositura nel mentovato capitolo fondata da 
Giovanni Visconte. Cartha apud Bifium. Gloriosa Nobilitas Fantilice Viceeo- 
milum pag. 141. 

Idem, «s Decreto del duca di Milano per limitare V autorità de' suoi feu- 
datari, eccettuato il suo luogotenente Niccolò Piccinino. Cariha ex Decretis an- 
tiquis Mediolani Ducum ad hune annum. 

Idem. = l^ace di Cremona fra il duca di Milano ed i Veneziani coi loro 
alleati. Cjarta presso il Dumont sotto quest'anno. 



50J DOCtMUNTI ILLUSTKATIVI 

An, 1442. ^ BdiUo del duca per proibire dallo stato V estrazione delle 
biade. Carlha ex Deeretis 9niiqui$ Medìolani Ducim ad hunc annum. 

Idem. ==a Altro editto ducale ai feudatari perchè non a' immischiuo nelle 
cose ecclesiastiche de* loro feudi. Carla neW Archivio de' PanigaroH Cod> Segn, 
D. pag. 26. 

An, 1443. s> Lettera di Francesco Piccolpasso arcivescovo di Milano ad 
Enea Silvio Picolomini. Inter Epislolas Piccolomin. Num. CLXXX, 

Idem, *» Editto del duca con cui obbliga gli anziani e i consoli a notifi- 
care i delitti commessi ne' loro territorj. Decreta antiqaa Skdiolani Ducum ad 
hunc annum. 

An, 1444. = Diploma di Maria di Savoja duchessa di Milano, con cui ac. 
cordò una piena esenzione allo spedale di san Lazaro air arco romano di 
questa città. Carta nell'Archivio dello Spedale Maggior e nel codice de* Pìùvilegi 
foL 84. 

Idem, = Privilegio del duca conceduto a' suoi ufficiali di non poter essere 
licenziati dalle case che tenevano a pigione. Decreta antiqua Mediolani Ducum 
ad hunc annum. 

Idem. => Fondazione del luogo pio detto deirumiltà. Carta neW Archivio di 
quel Pio Luogo. 

An. i445. =3 Diploma di Enrico da sant'Alosio arcivescovo di Milano, con 
cui concede un privilegio ai religiosi di sant'Agostino di santa Maria di Ga- 
rìgnano di questa città. Carta nelVArchivio di Santa Maria Incoronala. ' 

Idefn, s= Sentenza del medesimo per dividere il monastero di santa Maria 
di Vedano in due parti, una delle quali ebbe il titolo di santa Chiara e Taltra 
ritenne quello di santa Maria di Vedano. Carta nell'Archivio di Sant'Agostino 
in Porta Nuova. 

Idem. ==: Decreto ducale, con cui si ordina che i debitori non possono cat- 
turarsi in alcuni luoghi della città ivi descritti. Decreta antiqua Mediolani 
Ducum €td hwic annum. 

An. 1446. =» Donazione fatta dal duca di Milano al conte Francesco Sforza 
di tutte le città del suo stato. Carta presto il Dumont eotto quesi'anno. 

Idem. = Ordine ducale in favore di Giacomo Carione bidello delle scuole 
di Milano. Carta ne' Registri Gviei sotto quest'anno. 

Idem, » Breve di papa Eugenio IV diretto al vescovo di Lodi ed al vi- 



MILANESI. , 503 

eario generale dell'arcivescovo di Milano contro Amedeo Landò maestro d'a- 
ritmetica nelle scuole di questa città. Carlha apud Rainaìd ad hune annum, 

An. i446. Bs Consiglio di coscienza chiesto ad alcuni teologi dal duca di 
Milano^ con altre scritture sopra tale affare. In un codice di Martino dell'Acqua, 
nella Libreria di sant'Antonio. 

• 1447. ss Testamento del duca Filippo Maria Visconte a favore di Al- 
fonso d'Aragona re di Napoli. Presso VArgellati nella sua Biblioteca, dove tratta 
di Filippo. 




ILLUSTRAZIONE 

DELLE DUE CARTE UNITE A QUESr OPERA 

LE QUALI RAPPRESENTANO 

LÀ CAMPAGNA E LA CITTA' DI MILANO 

NEI SEdOLI BASSI. 



Giulìni. Illutlroiioni. 



306 



AVVERTIMENTO DEL CONTE GIORGIO GIOUNK 



Uno de' fini principali^ a cui ho diretta la mia opera^ è stato 
quello d' illustrare quanto ho saputo il meglio la corografia della 
campagna y e la iàpogpafia.detki tiàa di ^Mllaào ne' secoli bassi. 
Non crederei per altro di a^er compito bastantemente al ca- 
rico 4V4* f^. ^^9^ addossato^ se qm^da tMpip racoogHendo 
tutte le già fatte scoperte non le esponessi anche al f occhio dei 
miei lettori in guisa^ che in un sol guardo le potessero agevol- 
mente comprendere. A ciò dunque serviranno le due seguenti carte ^ 
nella prima delle quali i descritta la wmpagna^ ^ nella seconda 
la città di Milano^ quali erano ne' tempi di cui ho trattato. Ma 
affinchè meglio elle ottengano il fine a cui sono destinate, giu- 
dico necessario il premettere sì all'una^ che all'altra una dichia- 
razione, che renda conto di ciò che in ciascuna conHensi. 



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307 



mCHIARAZfOMB 



'»M'Jj\PS'<.'^J\PS^^f^ 



Fino da* bei primi tempi de' quali ho preso a trattare , ho scoperto 
che la campagna milanese era divisa in alquanti lerritorjj Questi es- 
sendo governati da* ministri che chiamavansi giudici , ebbero anifhc il 
nome di giudicature, Judieiaria : ma perchè non molto dopo quei giu- 
dici ottennero essi pure il titolo di conti , i territori ai- quali presedevano 
presero il titolo di contadi. Un'altra maniera di divisione ebbe poi la stessa 
nostra campagna, presa dal suo governo ecclesiastico. Branvi sparse per tutta 
la nostnt ed anche per V altre diocesi del regno d'Italia alcune chiese. A da- 
scuna d* esse concorreva la plebe de* vicini luoghi per le sacre funzioni , e 
singolarmente pel santo battesimo ; e per ciò elle furono chiamate chi^e pie- 
Tane e battesimali- In tal guisa vennero le diocesi a dividersi in tanti distretti 
chiamati pievi , quante erano quelle chiese pievane ; e questa divisione pas- 
sando dal governo ecclesiastico al governo laico fece si , che ogni contado 
avesse qual più qoal meno nel suo territorio un determinato numero di pievi. 
Tutto ciò che può vedersi già esaminato nell* opera, mi ha servito di regola 
per formare il disegno di questa carta che rappresenterà la campagna mila- 
nese divisa in tanti contadi» ognuno de'quali sarà suddiviso in tante pievi. Le 
osservazioni da me latte mi avevano additato tutti i nostri contadi, e tutte le 
nostre antiche pievi ; onde non mi era punto difficile il notare gli uni e le 
altre nella carta ; la difficoltà consbteva nel determinare i confini d*ogni con- 
tado, e per conseguenza nell'assegnare a ciascuno le pievi che gli appartene- 
vano. Il variar de* tempi recò non pìccole variazioni a que* confini in tutto 
il corso de* bassi secoli; né ei-a possibile nella carta il notare tante mutazioni. 
Io dunque ho creduto necessario rappigliarmi ad un tempo determinato, e 
delineare i confini de* contadi quali erano allora , lasciando che ogni discreta 
persona faccia poi ragione fra sé della diversità che ne*coofiui medesimi tro- 
vasi prima , o dipoi. Quest'epoca mi è sembrato opportuno il fissarla nel 
secolo XII, si perchè riguardo abbassi tempi non è né troppo antica, nò troppo 
moderna ; sì perchè in quegli anni ho scoperte le più abbondanti notizie che 
potevano servire al mio intento. 

Era dunque divisa la nostra campagna in nove contadi , e questi erano il 
contado proprio di Milano, e quelli della Burgaria, dell' Ossola, di Stazzona, 
di Seprio, della Martesana» di Lecco, della Baziana o Bazana, e di Trìvillio, 
altrimenti detto Ghiara d'Adda. Ora io mi farò ad additare quali pievi a cia- 
scuno appartenevano , e sotto ciascuna di quelle pievi nominerò i luoghi dei 



308 DICHIARAZIONE 

quali ho fetto qualche menzione neiropera, e che saranno più particolarmenle 
notati nella carta. Ma perchè ne' rozzi secoli di cui ragiono si usava tuttavii, 
benché (irrotta, la lingua latina, io ho creduto necessario il servirmi de'noai 
antichi di quella lingua nel formare la mia corografia; qui non pertanto, doie 
ne fo la descrizione ed il catalogo, contrapporrò a ciascun nome ailtico il none 
moderno, acciocché non resti alcuna oscurità, o dubbiezza in chi esamina la 
carta eh' io gli presento (*). 

MEDIOLAW COMITATUS. — IL CONTADO DI MILANO. 

Il contado di Milano conteneva undici pievi, e sono quelle di Nerviano,di 
Cesano, di Trenno, di Bruzano, di Bollate, di Segrate, di San Donato In Slrada, 
di San Giuliano In Strada, di Settala , di Mezate e di Locate, alle quali deb- 
bono aggiungersi i contomi dèlia città detti Corpi Santi, e la corte di Monza. 

Mediolanium, Mediolanwn Civilas . . . Milano città. 

Corpora Sanclorum. — Corpi Santi. 

Sancta Maria Maddalena Ad Vepram . . La Maddalena. 

Sanctus Stjnu Ad Vepram S. Siro alla Vepra. 

BaHvacca Bativacca. 

Calvairate Calva! rate. 

Caìraria .......;... Carrera. 

S. Petrus In Sala Rozoni S. Pietro In Sala. 

CasincB De Bifis Cassine de' Biffi. 

Morcincta Morsengia o Morsenchio. 

Foìiticillum, Fontegium Monasierium . . Santa Maria Rossa. 

Mirasole Monasierium ....... Mirasole. 

GratasoUia Monasterium Gratasolita o Gratosoglio. 

Modieia, Modoetia Burgus, Castrum, Curtis, 
Monza corte. 

Sanctus JuUanus, olim Plebs ..... S. Giuliano presso Cotogno. 

Sextum Joqìmis * Sesto. 

Teneb^gum Tenebiago presso Sesto. 

Viciis modronus Vimodrone. 

AlòcàraU Albairale presso Vimodrone. 

Qctaoum Geudnim San Cristoforo. 

Ban-azola Baraggiola. 

Colonium, Colonia Castrum Cologno'. 

(*) Si è creJuto cosa utile pel lettore I\iltener6i al compartìmenlo lerritoriii* dui iS53, 
rapporto ai nomi moderni, perchè quelli indicati- dui Gjalini essendo il più scritti con 
vecchia ortograiifl, avrebbe potuto arrecare qualche confusione a chi pon è dotto iiell'anticn 
eorograOa di llihino e sua campagna. 



DELLA CARTA COROGRAFICA. 300 

Nervianum Burgus, Plebs. — Nervìano pioYe. 

Calonum» Carùmun Carolino. 

Comalelum Cornaredo. 

Polianum. PùUanieUum Fogliano. 

Oleodwtus. Udrugium Ca$trum .... Origgio. 

Seronum Burgw Saronoo 

Rhaude CurlU Rho. 

LucemaU Lucernate. 

Venzagum . . . . , Vanzago. 

Sanctus Petrus Ad Ulmum Canonica . . San Pietro air Olmo. 

Gizanum, Chisanum Burgus, Plebs. — Cesano Boscone pieve. 

Badaglium, Badaglum Baggio. 

Axilianum Assiano. 

Agracinum Grancino. 

Gudi Gudo Gambaredo. 

Cusiacum Cussago. 

Terliaguvi Terzago. 

Mons gauda Monasterum Monte Gaudio. 

Baciana Bazzana Sant* Ilario. 

Malianum. Mairanum ....... Mairano. 

Roìfiolum • • • Robbiolo. 

Romanum Romano. 

Segurium Seguro. 

Palaliolum Palazzolo. 

Curtum Curto. 

Assagum . - Auago. 

BazaneUa Judsa . Bazzanella. 

Corsicum Gorsico. 

Loòrana Loirano. 

Trezzanum Trezzano. 

Trenum. Trennum Plebs. -•• Trenno pieve. 

Laurentiglìum Lorenteggìo. 

Feglinum Pigino. 

Lampunianum Lampugnano. 

Sanctus Leonardus De Prato isano Canonica. Torrazza di s. Leonardo. 

Arisivm Arese. 

drclate Cerchiate. 

Quartum Castrum. QuarteUum .... Quarto. 

Quintum ^ . Quinto Romano. 

Sanctus Roìnanus San Romano. 



510 D1CHIAR.ÌZ40XIS 

Bruliantm Plebs. — Bruszano pieve. 

Crescentiaeum Camnica Garsenzago o Gi^escenzago 

Nivvarda. Nigmìda Nìguarda. 

Aphùnum. Aforum Affori. 

Pratum cenUmrium Pratoc«Dtenario. 

CimUianum Cimiano. 

Puleoetum. Precogium Precotto. 

Senagtm Senago. 

Corienianum, (hinanum Cormanno. 

BoUate Plebs, — Bollate pieve. 

Garbaniate Marcidum Garbagnate. 

Villa alba Caslìnm Vialba. 

Senianum Segnano. 

Saemté^ Seerate Plebs. — Segrate pieve. 

PlauUllum PioUello. 

Pantelliate Pantigliate. • 

Limidi , Limidt o Limito. 

S. Gregoriu» San Gregorio. 

Sanctus Donalus In strata Pkbs. — San Donato pieve. 

Balneohm Bagnolo. 

Viglentinum Yigentino. 

Vallianum Vajano. 

Bulzaiium Bolgiano. 

Trivuleium Triutzo. 

Lambrate ....'- Lambrate. 

Foramania' Foramagno. 

Nocela ; . Noseda o Nosedo. 

Salvanegium Salvanesco. 

Maconagum Macconago. 

Sancta Maria Clar(BvalUs Monasierium . . Santa Maria di .Ghiaravalle. 

Melonianum, Melenianwn Burgus. Castrum. Melegnano. 

Caprìanum Gapriano. 

MonteseUwn Monticello. 

Mons luparius Monloè o Malnoé. 

Camporgnanwn ' . . . . Garoporgnano. 

Sanctus Juiianus In sfrato Plebs. — San Giuliano pieve. 
Calveniianum Uonasterium Galvenzano. . 



OBLLA CARTA COBOGRAFICA. ?U 

Vicìuboldonut. Viboldowm Monailnritm . Yiboldone. 

Rancate • • • ' ' . . • . Rancate.* 

Carpianum Carpiano. 

Carpianehm CarpiaDcIlo. 

Arcamagum Arcagnago. 

Vigonxonum , , . , . . Yigonzone. 

BoiiUca Peèri, Ba$iUca Pettia Ociifnim . . Bescapè. . 

Landrianwn Coitrum . Landrìano. 

Qavesé .....' Giv^sio. 

Paòrana Coilrum Pai rana. 

Ytgodulfum. Vìdegulfum ...... Vldìgulfò. 

Pofu lungus Ponte longo. 

Vighezolum . Yizzolo. 

ikxanum ..... ^ ..... . Mezzano. 

Bruzanellum Brazzanello. 

Balbianum . Balbiano. 

Tngtnlum ........... Trigmto. 

Septaìa. Seiimra Pkbs. — Settala pieve. 

PerminaUgum ..,.:..'... Premeniigo. 
Uicate .' . . . Liscate. 

MexaU Plebs. — Mezzale pieve. 

LmaU Linate. 

Leueaitm, Laucalum Plebi. ^ Locate pieve. 

P&ns sexhu PontesestOr 

Quinium de Stampit Quinto degli Stampi. 

Tarrigia, Turrieulaf quibusdam Comitalus • Torrigio. 

Rozanum , Rozaao* 

Qoiina Soanatia. Séa$M$ena Gassino Scanasto. 

Albarate Albareta. ' "^ 

SEPRII GOMITATUS. — GONTADO DI SEPRIO. 

Il contado di Seprìo conteiaeTa diciassette pievi ; quattordici nella nostra 
diocesi, e tre nella diocesi di Gemo. Quelle della nostra erano le pievi di 
Seprio , della Valtravallia » di Brebbijk» di Legiono , di Varese , di Arcisate, 
di Mezzana, di Arsago^ di Gallarale, di Somma, di Olgiate sopra TOrona, 
di Parabiago, di Appiano, e di Ganobbio. Quelle nella diosesi di Gemo erano 
le pievi della Yalcuvia , di Oggiate e di Fino. 

S^frìum. Seprium Burgus, Castrumf Phb$, — > Seprio pieve. 

tradaU Castrum . ' Tradate. 



Zit DICHIARAZIONE 

Venegonum Venogono. 

CkisteUùmum Castrum Castiglione. 

Camagum Garnago. 

Vedanum \ Vedano. 

Abiate Guazonis Castrum Abbiateguazzone. 

Turba Monasterium Torba. 

Rovate RoTate. 

VaUU TravalUm Plebs. — YaUravallia pieve. 

Domtw, ubi antiqua EeeUtia Plebana . • Domo. 

Bederum^ ubi po$Ua Eule$ia Plebana . . Bedero. 

TravalUa Castrum Castèllo. 

Germaniaea Germignaga. 

Macaneumy Feudum Imperiale .... Maccagno. 

Mercuriolum^ quibusdam Comitatus . . . Marcbirolo. 

Lavena Cae^m Lavena» al Lago di Lugano. 

Ardenum Castrum Ardena. 

Lovmm Luvino. 

Lezedunum Plebe, — Legiuno pieve. 

Cerrum Cerro, al Lago Maggiore. 

PlebiOf Brebla^ BrebUa^ Castrum^ Plebi. 
Brebbia pieve. 

Qavirate .... » . Gavìrate. 

Trinate Ternate. 

Blandonum Castrum . ^ Biandropo. 

Cogozagium •»•>... Cazzago» 

Besoxolum. Bemtium . • . , Besozzo. 

Manvallum Castrum ......... Monvalle. 

Lavenum ... «^ ..••.'.. . Laveno, ai Lago Maggiore. 

Cadregiale Gadrezzate. 

Comabium Comabbio. 

Bonea • * Bogno. 

Gomera Comerio. 

& Sepulenm .......... Santo Sepolòro. 

Vareìee. Ymsium. Burgus, Castrum, Plebsi 
Varese pieve. 

Velale Velate. 

Barassum v Barasso. 

UoUna Molina. 

Bizozerum Bizzozero. 



DELLA CARTA COROGRAFICA. Sl5 

Schnum Schiano. 

Caput lacus Monasierium ...... Gapolago. 

BuguzaU ........... Buguggiate. 

Crosium Grosio. 

Daverium Daverìo. 

Sanata Maria de Monte Castrtan .... La Madonna del Monte. 

Gana Monoiterium . G^nna. ^ 

Belfort Caitnm Belforte. 

C^lrtif» Blennim . Gosbenno. 

Bemum Superius Diamo di sopra. 

Bemium Inferius . • ^ Biamo di sotto. 

Boste Merouhm Bosto. 

Bobmte Robbiate. 

Axzatum Azzate. 

AreidùUe Pleb$, — Arcisate pieve. 

Besusehium Bisoscbio. 

hudumm Castnim . Induno. 

Qmum Gtivio. 

Lacumum Ligumo. 

Brmnum Brusimpiano. 

Mezana Plebs, — Mezzana pieve. 

Caidate Gaidate. 

Villa Villa. 

Arsagum Plebs. — Arsago pieve. 

Ambezagum, Elbuzagum Albusciago. 

Momagum Mornago. 

Montunate Montoùate. 

SamoriacHm. Salmoiragtm Sumirago. 

Vmagum Vinago. 

Stimma Cattrtm, Plebe. — Somma pieve. 

Vareglate. Varegiate Vergiate. 

CocorelUium Coarezza. 

Castrum novattm Gaslel Novale. 

Gdllarate Burgm.\ Plebs. — Gallarate pieve. 

CardcMum Gartono. 

Cederaie^ Cedrate . Cedrate. 



514 DICHURAXIONE 

StiìnaU Solbiate. 

Buttum AniUum Burgus Busto Ar&izki. 

Qrena Castrum Crenna. 

Arbigiade Albizzate. 

Begenzatè Besnate. 

Samarate . , • . Sam^te. 

Caelum , . Cajello. 

Boladelum Bolladello. 

Cauanum Magnagum Gassano Magnago. 

Olzaiim PUbé. — Olgiate sopra l* Orona pieve. 

CUteUum, Gtkllacum ....... Gìslago* 

Gorìa Major Gorla Maggiore. 

Gorla Minor Gorla Minore. 

Casleniate ' Castegnate. 

Fagnanum Castrum Fagnano. 

Cariaki Monasterium Gairate. 

MamaU Marnate. 

Lsuniamm» Ledegnamim. Legnanum Burgus, 

Coitrum Legnano. 

Leunianellum prope Legnanum . . . • Legnarello, 

Pùrabiagum PM)$, quibutdam Comitatus. — Parabiago pieve. 

Gemini de Parabiago Gerro. 

Ugobaldutn Uboldo. 

CoMurezum Gasorezzo. 

Cantalupnm Gantalupo. 

Canegrate Ganegrate. 

Sotena. Sanctus Georgius San Giorgio. 

Aplanum Plebs, — Appiano pieve. 

Giranzanum . . . . - Geranzano. 

RodeUum Rovello, t 

Lomatfum Lomazzo. 

Tarate Turate. 

animidum ; • . . Cjirimido. 

Binagum Castrum Binago. 

Vogenzate Guanzate. 

Lurate Castrum Lurate. 

Fenegroe Fenegro. 

Carbonaria Garbonate. 

Bulgarum Bulgaro. 

Moxale Castrum Mozzate. 



PELLÀ CHKTA GOBOGRAFIGA. 315 

Canobium Bu/rgu»9 Castrttmy Plebs. — Canobbio pieve. 

Canoruim Caaaero. 

UgUmum Ugiona. 

Cuvium Pleb$ Dioseem Notocommms, ^ Guvio pieve. 

CUillium «... Citiglio. 

Oglatum, OgùUum, Plebi Diceeeiis Novocomeiuis. 
Oggiate pieve. 

Rùnagtm Rònago. 

Caverzetiwn Gaversaccio. 

Lepomum Altpomo. 

Cavaloica . . . . , Cavallasca. 

DreHum Castrum Drezso. 

Canata Casa nuova. 

AUnolum Albiolo. 

Fifdutn Plebs lH(Bce$U Not>oeomen$i$. -^ Fino pieve. 

Cermenate Germenate. 

Bregnanum Bregnano. 

Vertemate Cattnm iknaeterium .... Vertemate. 

Lucinum Casàrwm Lucino. 

Caeinum Gacinio, o Gagino. 

BULGARIA. BURGARIA COMITATUS — GONTADO DELLA BUR6ARIA. 

Il contado della Burgaria conteneva otto pievi, cioè cinque nella nostra diocesi , 
una nella diocen di Pavia, e due nella diocesi di Novara. Le prime cinque erano 
le pievi di Dairago, di Corbetta, di Rosate, di Gasorate e di Decimo. Nella 
diocesi di Pavia v'era il vicariato di Settimo, e in quella di Novara la pieve 
di Trecate, e quella di Oleggio o in tutto, o almeno in parte. 

Daita§¥m Plebs. — Dairago pieve. 

Busto Garulfi * Busto Garolfo. 

Brossianum • Borsano. , 

Cucionum, Cusownum Castrum .... Guggiono. 

Arconate Arconate. 

Eburonum. Everunum Inveruno. 

Pademianum. Padrinianum . . . . . Paregnano. 

Turbigum Castrum Turhigo. 

Castenum Gastano. 

Lunate Burgus Lonate Poz2uolo« 



3i6 ^ DICHURAZ105E 

Magniagum Magoago. 

Castellelum de Qincùmo Castelletto di Guggiono. 

Onriapiela, Curbitum. Corbela. Burgus^ Cattrum, Plebg. 
Gorbetta pieve. 

\ 

Mazenia Burgus Magenta. 

Saierianum Sedriano. 

VUudonum Yittuone. 

Ravedeum La Roveda. 

Albairate Albairate. 

Brinate Casirwn, Canonica Bernaie. 

Bufalora Boffalora. 

Marcallum Mercallo. 

BlesUitium Bestazzo. 

QixilUanwm Gisliano. 

Baradeglum Bareggio. 

Caaemum Castrum . Gasterno. 

Carpenzagum Canonica Garpenzago. 

CaealB Gasate. 

Rosiate, Rosate Bwrgus , Castrum , Plebs. — Rosate pieve. 

Barate Barate. 

Gudum, Antebiagtmi Gudo Vìscooti. 

Montanum Monasierium Montano. 

Auzanum. Ogialum, Ozenum Castrum . . Ozeno od Ozzero. 

Conigum Gonigo. 

Fagnanum Fagnano^ 

Covazanum Goazzano. 

Gazanwn Gaggiano. 

Domergascktm. Domenegascum Canonica 

AgeUuìn Zelo. 

Vermitium Castrum Vermezzo. 

Basilium Basilio. 

CasUlUtum de Abiate Castelletto di Abbiategrasso. 

Abiate Crassum Burgus, Castrum . . . Abiate Grasso. 

Moiranum Moirano. 

Casolate Pkbs. — Gasorate pieve. 

BesaU Castrum Besate. 

Morimundum Monasierium Morimondo. 

Coronagum Gornago o Coronate. 

Fara vetula Falavecchia. 

Fara basihana Bassiano. 

Pistiragum Pasturago. 



DELLA (URTA GOftOGRAFICA: 5(7 

Vernate • Vernate. 

Bibkmum Dubbiano. 

Deemwn Plebe, — Decimo pieve. 

laeiarella Burgm^ Caetrum ..... Lattarella o Lacchiarella. 

Sepiezanum Burgus, Castrwn Sisiano. 

Binascum Caetrum Binasco. 

Zibidi Castrum Zibido. 

Mettonum Mettone. 

Mandrmum Mandrino. 

Castrum Lambri Gastellambro, ^ 

Catoriacum olim PUbi . . Gasirate. 

Corliascum Goriasco. ^ 

Moiragum Moirago. 

Nonianum Gnignano. 

Campìis morluus Canoniea •: * . . -. • Gampo Morto. 

Minliragum . Mentirago. 

Cavagnaria Gavagnera. 

Robianum Robiano. ' 

Badellium Coilrum ....... Badillio o Badile. 

Fremegum Castrum Premedo. 

Vicus major Vico Maggiore. 

ViUanum Viliano. 

Sepimum Plebs in Papiensi DicBcesi — Settimo vicariato. 

Valdrascum Gualdrasco. 

Tercaie. Trecate Castrum , Plebs in Novariensi DicecesL 
Trecate pieve. 

Galliate Castrum Gajate. 

Bumagum Brunago. 

Olegium CMrulfum Burgus, Plebs in Nimariensi Dioecesi, 
Oleggio pieve. 

Turris Momi Castrum Castelletto di Momo. 

STATIONAE COMITATUS — CONTADO DI STAZZONA. 

Il contado di Slazzona o d'Angera conteneva nove pievi; quattro nella nostra 
diocesi^ quattro nella diocesi di Novara, ed una nella diocesi. di Gomo. Le quattro 
nella nostra diocesi erano Angera, in cui comprendo anche Arona/bencbè sepa- 
rata molto anticamente» e tre altre nelle Valli; cioè Abiasca nella Valle, che 
ora chiamasi delle Riviera, ma che anticamente era parte della Valle Leven- 
tina; Faide nella stessa Valle Leventina, e Blegno nella Valle di Blegnp. Le 



5lS DICRIÀRAnONB 

quattro pievi nella diocesi di Novara erano quelle d'Invorio, del Vergante 
o sta di Baveno, di Omegna^ e d*Intra, e l'altra, che trovavasl nella diocesi 
di Como, era quella di Locamo. 

Sialiona. Àngleria Burgus, CaUrum^ Plebs. 
Sta2zona. Angera Pieve. 

Arena Caslrum, Monatterium .... Arona. 

Ispira Ispra. 

Cabrcj Gapronno. 

Lantade Lentate. 

Oreliànum Odiano. 

Sextum Kalendarum Castrum .... Sesto (Galende). 

Scozula Monasterium prope Se^itum . . Scozola. 

Marcallum Marcallo. 

Abia^ca Pìebs^ — Abiasca pieve. 

PoliUim .... « Poleggio. 

Zomigum Caitrum Giornico. 

Belmum Plebs, -« Blegno pieve. 

Campus Caumus Gampo. 

Ftedum Plebs. Faido pieve. 

Oscum Oaco. 

Invorium Plebs in Dioecesi Novariensi. 
Invorio pieve, nelle terrp de* Visconti. 

Olegium Longobardorum Oleggio castello. 

CastelleUum ......,..« Gastelletto. 

Bavenum Plebs in Diascesi Novariemi, 
Baveno pieve , ossia il Vergante. 

Lixia Castirum Lesa. 

Belgirate Belgirate. 

Màsimm Masino. 

Grallia Graja. 

Calpuminum Garpegnino. 

Smnmada Somare. 

Sirixia Stresa. 

JselUe dwB Isola bella. Isella. 

Insula Major, Insula Sancii Victoris . . . Isola Madre. 

Ftn^eolum Caslrum Periolo. 



DELLA CAUTA COROGRAFICA. 519 

Vekmenia Plebs Dicscesis Nomriensis. 
Omegna pieve. 

Cerrum Càslrum, Curtìs Corte di Cerro. 

Jnirum Pkhs DicecemNovariensis. 
Intra pieve. 

PaUanHa Bwgus Palanza 

hìiuìa SaiìcH AngeH Ùutrum prope Pal- 
lanliam Isola di S. Angelo. 

Leoeamum Castrutn Plebi Dkeeesis Novocomemis. 
Locamo pieve 

V(UU$MaJ^gia Val Maggia. 

OSSULAE COMITATUS. - CONTADO D'OSSOLA. 

Questo contado anticamente non conteneva che tre pievi quella di Margotzo> 
quella di Yergonte, ora Vogogna, e quella di Domo d'Ossota colle sue perti- 
nenze, vale a dire eoa molte valli ad essa soggette, fra le quali sono da an- 
noverarsi singolarmente quelle di Antigorio e di Yegezzo , che ora sono se- 
parate. ' 

Mery>Uum Plebi Diaeeiis Nomrumis, — Margozzo pieve. 

Album eum Candolia^ uìn albi marmùrU 

fodmm Gandolia. 

Amavassum Omavasso. 

Vergontum, nunc Vocmia Plebs Dia^esis Novariensis. 
Vogogna pieve. 

Petra sancta Burgm^ vix ex rums agnoscitur 

Anliasca VaUìs Valle Anzasca. 

Domus OssuUb Burgus, Plebs Dkeeesis Novariemis, 
Domo d' Ossola pieve. 

MaUarella Castn^um Matarella. 

Dwedria ValUs Valle Diverta. 

Antigorii ValUs .......... Valle d' Antigorio. 

Vegeta Yallis Valle di Vegezzo. 



520 MCillARAUONÉ 

MARTICIANA. MARTIANA. MARTESANA COMITATUS 
CONTADO DELLA MARTESANA. 

Il contado della Martesana conteDeya dodici pieVi ; e sono quelle di Vimer- 
cato, di Galliano, di Marlìano, di Seveso, d'Incino^ diMassaglia^ di Garlate, 
di Brivio , di Asso, di Ogiono, di Alliate di qua e di là dal Lambro, e di 
Desio. Fra queste, due, cioè quella di Garlate e quella di Brivio, stendevano 
la loro giurisdizione di là dall' Adda nella campagna di Bergamo anche nel 
temporale, come ora la stendono nello spirituale; e anticamente quella parte 
del Bergamasco soggetta a Milano chiamavasi Bergamasco Milanese^ come ab- 
biamo veduto a suo luogo. 

Vieus mercalus Burgus Plebs. Vimercato pieve. 

Cocoretium, Coneoi'eUum Burgut .... Concorezzo. 

Gratis. Gradi, Agrat$ ....... .Agrate. 

Arcvri Arcore. 

LieurH Aicurzio. 

CaUugaU^ Ckxi'u^ale, Garugate. 

Brugherùim Brugherio. 

HcmUe * , Ornate. 

Capwìagwn Gaponago. 

Caì>anac[im Cavenago. 

BeluAcum Bellosco. 

Ehorenum. (h^enum Oreno. 

Ovemaxium Castrum Omago. 

Cumizagwn ■. Gamuzzago. 

Bemadigium . * . . Bernareggio. 

Carnate Garnate. 

SanttM Damanus di Baraza .... Baragia. 

Velate Velate. 

Vilhnova, . Villa nuova. 

Galliaìium Plebs. — Galliano pieve. 

Canturium Burgus Ganturio (Cantù;. 

Mons orphaniis Cash^m ...... Montorfano. 

AntinUanum Caslrum ......... Intimiano. 

Fegium Pigino. . . 

Vertiacum Verzago. 

Nevedrate Novedrate. 

Cutiacwn Gucciago. 

Anglatum, Alzatum Alzate. 

ùmimahm, Carimalum. Carìmate Caslrum. Garimate. 



DELLA CAHTA C0R06RA?ICA. 321 

MarUafimL MarHanum Burgus, Phbi. 
Marliano o Mariano pieve. 

Arùxium ' . . . Arosìo. 

Buguntum Castrum Bigoncio. 

Incerigum Inverìgo. • 

Carmgum Garago. 

Gaiiedtm CasUim Gattedo. 

Seviium PUb$. ^ Seveso pieve. 

Meda Cattnun , Moruukrium Meda 

Camenagum Camnago. 

LanUate, . • Leniate. 

Farw Mwaslerium Farga. 

*Bòragum Biragd. 

Orovenum Caslrum Capreno. 

Coìiaie Coliate. 

S. DaìmoHus MomuUrium prope CoUatem . San Dalmazio. 

Solarium Sorò o Solaro. 

dxanmt Castrum • Cesano Maderno. 

Bamasina Barlassina. 

CerUanum Ceriano. 

Limlnale Limbiate. 

hicinum Burgui, Castrum Plebs. — Incino pieve. 

Herba Erba. 

Paravisinum Parravicino. 

Carcanum Castrum Carcano. 

Orsmigum Castrum ........ Orsenigo. 

Lauriacum Lurago. 

Lanibrugum Monasterium Laoibrugo. 

Sexana Castrum Zesana. 

Taxaria Tasserà. 

Calpunum Galpuno. 

Coltiaeum . - - Colciago. 

Manguium Monguzzo. 

Tabiagum Castrum Tabiago. 

Casale Curtii Casate. 

Canzum Canzo. 

C6ftient*m Caslrum Cornetto. 

Meronum Castrum ^ • ' ^^^one. 

Buemigum Bucinigo. 

Castrum Martis^ Castrum Martiris • • . Castel Marte. 

Ciulini. llluslrazionL Y 



323 DICHIARÀZIOHB 

Uassalia Plehs. — Massaglia o Hissaglia pieve. 

Villa Barzanorum. Barxanùrium, Barzanure. Barzanò. 

Lomagna Lomagna. 

Cùnusctt/um Lombardorum ..... Cernusco Lombardone. 

Sùrtwri Sirtori. 

Marexum • • . . • Maresso. 

Bartiacum ... * Barzago. 

CremeUa, Casirum^ Motia$terium .... Cremella. 

Bruanzum ... * Brianza. 

Pinàga MonasteHum Bernaga. 

Marde^um. Mardegure ...... Mardegore. 

Pelegum, Peregum Perego. 

Suzanore Zizanone. 

Blueiaeum Castrum Bulciago. 

Ckiiale telus Gasate vecchio. 

Casale novum Casate nuovo. 

^ Montexelhim MoDticello. 

Beverate Beverate. 

Podenzanum Poenzano. 

Nava Nava. 

Ordianum Orlano. 

Brianzora Brianzola. 

Hoè Oè Hoè. 

Taegium Taeggia. 

Cassiciaeum. Cassagum Ga^ago. 

Massaliora Massarola. 

, Osnagwn Osnago. 

CurHs Garlmda. Garlale Plebs. — Garlate pieve. 

OlginaU Olginate. 

Greghentinum Val GreghenUna. 

Cosonnum Gonsonno. 

Pescallum Pescallo. 

Galbiate , . . . Galbìate. 

Gratum. Malgratum (ktstrum Malgrate. 

Clepiale. Capiate Castrum Gapiate. 

Mdianicum Melianico. 

Sala Sala. 

Mozana Mosana. 

Vallis magrera Val Madrera. 

di là dall' Adda. 

Vereurate Vercurago. ' 

Calolzum Calolrio. 



DBI.LA CARTA G0R06RAFIG4. 323 



Brivium Castrumi Plehs. — Brìvio pieve. 

Novale Novale. 

AreìaU Ariate. 

Melale Burffus, Cattrtm Merate. 

AmJ^eciaeum • Imbersago. 

Pagmnum - . • . Pagnano. 

Saìnoncellum Caetrwn SabbionceUo. 

Calcum • . • . Calco. 

Verdezwn Yerderìo. 

di là dair Adda. 

Pon^a^ PonUda M<maslerium ... . . Pontida. 

VaUis S. Martini^ ubi Valle di S. Uarliao , ed ivi 

Oprenum Opreno. 

Asdum. Axium, Plebe. — Asso pieve. 

Bamum Barni. 

Lemonla Feudwn Imperiale , Castrum • . Limonta. 
Citenna Feìtdum Imperiale , Castrum . . Givenna. 

Vglonum Phbs. — - Oggìono pieve. 

Annonum Annone. 

AeUum Elio. 

Clavatum Manasleriumf Castrum . . . Givate. 

Jmbadum Imbuedo. 

Sironum . ... . . • . • ... • Sirone. 

Figina Pigino. 

Trescanum . # Trescano. 

GarbarUate Màiuuterium Garbagnate. 

MoUenum Molteno. 

Alitate Plebs. — Agliate pieve* 
di qua dal Lambro. 

datate Burgus Garate. 

Glussanum Giussano. 

Verianum Castrum Yerano. 

di là dal Lambro. 

Brugora Monasterium Brugora. 

Tremolande . . .' Tremolada. 



St4 BICRIABAZIOIIE 

Betona Besana. 

Tregasium Tregasiio. 

Brioseum Briosce. 

Caprianum GapriaDO. 

Dexium. Dmum Bvrgw. Pleb», ^ Desio pieTe. 

Saremum. Serenium Burgus Seregno. 

Blasonum Burgus ' • • BiasOQiìo. 

Novale .... * Novate. 

BaUemum , . . . Balsamo. 

Cuat/imm Cnsano. 

CinixeUum Ciaisello. 

Jncòranum . • InciraQo. 

Palatìolum PalazEUolo. 

Varedmm Varedo. 

Boùium . Boiso o Bovisio. 

Vedanum Vedano. 

Dugnanum Dugnano. 

LEUCI COMITATUS. — CONTADO DI LECCO. 

Il contado di Lecco conteneva otto pievi , ofòè quella di Lecco , quella di 
Mandello, che nel governo ecclesiastico era divisa in due pievi, una milanese 
e l'altra Comasca. Le tre pievi di Yarena, di Bellano e di Dervo, che for- 
mano quel tratto di paese , che chiamasi La Riviera. La Yalsassina ; e due 
altre pievi disgiunte per lungo tratto dal rimanente del contado ; cioè quella 
di Porlezza, e quella di Capriasca. 

Leucum Burgus, Casirum^ Plebs. — Lecco pieve. 

Barza • Barzìo. 

Mandellum Burgus, Plebs Novoeomensis Diaeesif, 
Mandello pieve. 

Sanctus Vincentius de Mondello Plebs JUedioL 

Diaeesis La Badia. 

Varena Plebs. — Varena pieve. 

Beìlanum Caslrum, Plebs Bellano pieve. 

Dervum Castrum, Plebs. Dervo pieve. 

Vallis Saxina Pìebs, qwhusdam Comitatus, ubi ferri fodina, 
Yalsassina pieve. 

Vallis Aurera ., Yalle Averara. 



DELLA CARTA COAOCRAFfCA. ZK 

PorUUa §leb$. r— Porleua pieve. 

Cavanm * . . . Gavargna. 

VaUU de SoldU La Valsolda. 

Crevioìca Plebs, — Gapriasca pieve. 

BATIANA. BAZANA COMITATUS. — CONTADO DELLA BAZANA. 

Il contado della Bazaaa non conteneva più che tre sole pievi» quella di 
Pontirolo, quella di Gorgonzola e quella di Coraeliano , volgarmente Gorna* 
jano. La prima si stendeva anche di là dairAdda sopra alcune terre del Ber- 
gamasco milanese già mentovato di sopra. 

Pons Aureoli, Pontirolum Ceutrtm, Plehs^ 
Pontirolo pieve. 

Vaprium Castrum Vaprio. 

Coronate Casirum^ Monasterium .... Cornate. 

Colonagum Colnago. 

Bugenacum. Bucinaijium Busnago. 

Cropellum • . Gropello. 

BatiUanum Momuterium * Basiano e Monlstero. 

Tritium, Tredum Castrum. Burgus . . . Trezzo. 

Casiianum Quirumj Burgus . ... . Gassano. 

Cofieisia Concesa. 

di là dall' Adda. 

Oxium Osio. 

Brembate inferhts Brembate inferiore, 

VerdeUum Verdello. 

Congorciola Burgus , Plebs. — Gorgonzola pieve. 

Cambiagum Cambiago. 

Glassiate Castrum Gessate. 

Pessianum Castrum Pessano. 

BusonaeuPL Buronaeum ...... Bornago. 

Vineate ............. Vignate. 

Anticiaeum Castrum • Inzago. 

Pozolum Pozzolo. 

BesmlraU Besentrate. 

Gsnusculum Asinarium Cernuschio Asinario. 

BUiciagum Bellinzago. 



326 OIGHIABAKIONS. 

TerexeUa Treccila. 

Sanela Agaia Sant'Agata. 

Bu$tertm Busserò. 

Mazate . . • • Masate. 

ComeUamàm BerUtrii Pkbs. — Gornajano o Cornegìiano pieve. 

AUmgamm Albìgnano. 

Meliate. Meltium Melzo. 

TRIVILLII COMITATUS , SEU GLAREA ABDUAE. 
CONTADO DI TRIVILLIO, GHIARA D'ADDA. 

Questo contado non era diviso in pievi , siccome formato da diverse terre 
che a varie antiche pievi del Milanese, del Bergamasco, del Cremonese e del 
Lodigiano appartenevano. 

TrivilHim Burgtu. — Trìvillìo. 

Caravt^um, Caravagium Burgus . • . • Caravaggio. 

Palatium, dem Proda Curtis, x>lm Qmiiatus. Prada o Corte di Palasio. 

Dovaria Dovera. 

RipaUa Rivolta. 

Vairate Yaìlate. 

Bregnamm Castrum Bregnano. 

Pagazanum Pagazzano. 

Fara Cattrum Fara. 

Tumium Termo. 

Calventianum . • « Calvenzano. 

àRaamm Mlssano. 

Caxòrate Casirate. 

Arsagum Arsago. 

Pandinum Pandino. 

Gardella Gardella. 

RoneadeUum Roncadello. 

Agnanetlum Agnadello. 

Vidalengutn Vidalengo. 

Mozaniea Cattmm Mozzanica. 

Comazanum Gomazano. 

Paradinmn . Paradino. 

CONTORNI DELLA CAMPAGNA MILANESE. 

Ora conviene dir qualche cosa de*contomi della campagna milanese, che ven- 
gono descritti nella nostra carta. Anche intomo a questi si è ritenuta Tepoca 
medesima del secolo XII; e si sono divisi ne'loro rispettivi contadi civici e rurali. 



DELLA GA&Ti GOEOGRAFICA. 327 

In primo luogo la campagna di Como si è descritta interamente , siccome 
quella che ne* più antichi tempi era unita alla campagna milanese , ed era 
soggetta parte al contado di Milano proprio , parte al contado di Seprio , e 
forse anche .in parte al contado di Staziona. Ella conteneva il contado di 
Como proprio , i contadi rurali di Bellinzona , di Mesocco e di Ghiavenna , 
ed il vicecontado della Yaltellìna. 

NOVOCOMI COMITATUS. — CONTADO DI COMO. 

Il contado proprio di Como era diviso in quattordici pievi. Due tra il lago 
di Lugano ed il lago di Como, e sono quelle di Balema e dalla Valle d'In» 
telvi. Tre intomo al lago di Lugano, e sono quello di Lugano, di Riva e di 
Agno, e nove intomo al lago di Como , e sono quelle di Nesso , dell' Isola , 
di Lenno, di Bellagio, di Menaggio, di Rezsonico, di Dongo; di Gravedona, e 
di Ologno. 

Navocomum Civiiai Como città. 

Balema Plehs Diacetii Novocomensis. 
Balema pieve. 

Mendrimm Burgus ........ Mendrisia 

Slabulium Castrum Stabbio. 

dvasiwn Castrum Chiasso. 

CampilUmum Feudum Imperiale .... Campione. 

Canohium Canobbio. 

Intelvum Pkbs i^usdem Dicdcesi», — Intel vi pieve. 

Naxium, Naxum Plebe ^uedem DUBceeis. — Nesso pieve. 

Fons Plinianus La Pliniana. 

Lalium Laglio. 

Ineula Cumacina Castrwn, Plebi ^usdem Dicecesis, 
Isola pieve. 

Lezenum Casirum • • Lezzeno. 

Lemnum Plebe eijnedem DÙBceeie. — Lenno pieve. 

Tì*emeeum. Tremetmm Tremezzo.